Scritto
da: Maria fioredargento@hotmail.com
Spoiler per: tutta la prima e la seconda stagione di Ats , l'inizio della terza
stagione di Ats , la quinta e la sesta stagione di Btvs.
Pairing: Angel/Kate
Rating: Angst , AU in quanto parte dal presupposto che Darla non sia mai rimasta
incinta e quindi elimina la maggior parte degli eventi della terza stagione
di Ats, Romance , Nc 17 in quanto contiene una scena d'amore alquanto descrittiva
e varie allusioni sessuali.
Voglio inoltre avvisare che questa Fanfiction tratta, fra le altre cose, di
argomenti molto pesanti , in particolar modo di malattie gravi e sofferenze
infantili, e a questo riguardo contiene dei passaggi che potrebbero turbare
o infastidire chiunque sia particolarmente sensibile a questi argomenti.
Chi ha attraversato certe esperienze potrebbe forse ritrovarsi nelle pagine
di questa mia storia, molto più di quanto probabilmente non immagini
leggendo questa Disclaimer, e non volendo io essere in alcun modo causa di sofferenza
o disagio altrui preferisco avvertire.
Timeline: cinque anni dopo l'inizio della terza stagione di Angel.
Summary: cinque anni dopo la sua partenza da Los Angeles, Kate Lockley torna
a trovare Angel e a chiedere il suo aiuto . Disperata.
Le vite di entrambi sono cambiate e tutti e due hanno attraversato esperienze
difficili e traumatiche
eppure, lentamente, mentre il dolore li accomuna,
la donna e il vampiro finiscono con il ritrovarsi al punto in cui si erano lasciati
con cinque anni in più e , forse, la voglia di non commettere
ancora gli stessi errori.
Anche se, probabilmente, è ormai troppo tardi per rimediare a tutto
e il prezzo da pagare per paura ed orgoglio sarà più di quanto
entrambi non possano sopportare.
Disclaimer: i personaggi delle serie "Buffy the vampire Slayer " e
"Angel" appartengono a Joss Whedon, David Greenwalt la WB, ME e la
Fox, la UPN, l'autrice scrive senza alcuno scopo di lucro e non intende violare
alcun copyright.
Note: questa non è certo la mia prima Fanfiction, tuttavia ha per me
un valore particolare.
Perché, a differenza che nelle altre che ho scritto e che comunque ho
nel cuore, in questa ho riversato una parte di me che fino ad ora non avevo
mai permesso a me stessa di esternare. Ricordi, sensazioni, emozioni mie. E
perché, poi, per uno strano gioco non so nemmeno io di cosa, mi lega
in modo particolare ad alcune persone divenute proprio in questo periodo particolarmente
importanti per me. Tutto questo fa si questa storia sia parte di me, del mio
cuore e della mia anima.
E chiedo venia con ciò a chi, a causa di questo e della particolarità
della storia in se, deve sorbirsi questa lunghissima Disclaimer.
Alle
persone che sono nel mio cuore, nel mio spirito, nel mio cervello e nell'amore
della mia anima.
Ad Anna
la mia amica, la mia musa, la mia compagna di avventure
Ad Alessandra, mia sorella, il mio sostegno e la mia speranza negli uomini
Ad Alma, buona, come buona è l'acqua che disseta, e retta come il corso
che la porta
A Dani, a cui vorrei somigliare, per la sua forza e l'energia con cui affronta
la vita, la prende per la gola e non si fa mai sconfiggere da essa
A Fede, la dolcezza del mio cuore, a cui non riuscirò mai a dimostrare
ne a dire tutto il bene che voglio
A Luisa, la mia guida nella vita e il mio dolce esempio
A Sonia, che è calda, e allegra , e piena di energia come il sole che
sorge
A Stefania, alla sua onestà, al suo coraggio e alla sua profonda umanità
A quelli che mi vogliono bene e a cui questa ragazza che con le parole gioca
non troverà mai frasi per dire solo
vi voglio bene.
PROLOGO
Kate
sgranò leggermente gli occhi, quando, oltre la porta aperta dell'hotel
Hyperyon, si trovò di fronte l'uomo alto, robusto, con indosso un ' improbabilissima
giacca laminata d'oro che contrastava nettamente con la sua faccia
verde.
Letteralmente verde.
Verde come l'erba, verde come le foglie, verde come la speranza nei proverbi
verde come
il verde
E cornuto.
Con un paia di piccole corna rosse ai lati della testa e un naso adunco che
sembrava nato in un libro per bambini.
Solo che lei non si trovava in un libro per bambini, e quella creatura era lì,
davanti ai suoi occhi, e, probabilmente, Kate avrebbe fatto un salto indietro
e tirato fuori la pistola che teneva in borsa dai tempi della polizia, se in
quegli ultimi anni non avesse visto abbastanza cose da rendere un uomo verde
e cornuto , facente funzioni di maggiordomo, qualcosa di non particolarmente
impressionante...
E se non fosse stata così stanca
E se quell'uomo verde non avesse avuto due degli occhi
rossi, naturalmente
in perfetto pendant con le escrescenze sulla sua testa
più dolci
e allegri che avesse mai visto.
"Salve!" Esclamò, perfettamente a suo agio, almeno quanto lei
era stupita. " Se non posso fare nulla per una bellezza come te temo che
dovrò chiudermi in cantina e dedicarmi all'autoflaggellazione!"
Kate aggrottò la fronte, senza riuscire a richiudere la bocca, spalancata
per la sorpresa.
"Cosa?!" Esclamò.
L'uomo inclinò di lato la testa, fissandola come se fosse un animale
raro
lei!
"A giudicare dall'aspetto
vediamo, a giudicare dall'aspetto direi
che non sei un 'agente delle tasse ne
un avvocato
no, no, per fortuna
no
ne
no, non sei il lattaio
una piazzista nemmeno
fa vedere gli occhi?
Si, direi dagli occhi che sei una disparata, per cui sarai qui per Angel
"
Angel
Kate deglutì, mentre all'improvviso quella surreale situazione si chiudeva
su di lei, soffocandola per un secondo prima di rigettarla violentemente fra
le braccia della sua terribile realtà.
" Angel
"Ripeté . " vive ancora qui
?"
Si passò una mano sul cuore.
Era stata così disperata, così istintiva nel fare ciò che
avrebbe voluto fin dal momento stesso che aveva rimesso piede in città,
che non aveva nemmeno pensato di controllare su un elenco telefonico se l'indirizzo
fosse ancora quello
"Certo che sta qui," Rispose l'uomo . " quel vampiro è
più abitudinario di una vecchia comare!
Ho provato a convincerlo che una baracca sulla spiaggia sarebbe stata più
trend, ma non ha voluto ascoltarmi
Lo sopporto solo per il suo gusto nel vestire
e perché è
terribilmente attraente
" Si voltò, senza chiederle ne il
nome ne perché stesse cercando Angel. " Avanti, entra, gli dico
che lo cerchi
"
Kate obbedì, ma non rimase ferma nell'enorme atrio dell'albergo.
Senza pensarci, senza nemmeno essere completamente consapevole di farlo, seguì
l'uomo verde
verde come la speranza nei proverbi
verso una stanza
in cui non aveva bisogno di essere guidata.
La conosceva già
anche se era così tanto tempo che non ci
metteva più piede
Deglutì, il cuore che accelerava di colpo la sua corsa.
Angel
Angel
Era assurdo, ma nemmeno per un secondo aveva pensato che potesse essere stato
ucciso.
Aveva saputo che era vivo.
Sempre.
Lo aveva sentito nel suo cuore.
E si era data delle stupida per questo
Angel
Dio, dopo tanto tempo
Si chiese se l'avrebbe riconosciuta, e se avesse pensato a lei almeno un attimo,
in tutto quel tempo.
E non volle chiedersi se gli era mancata.
Si passò una mano fra i capelli.
Sapeva la risposta a quell'ultima domanda
E faceva male
Quanto non aveva pensato di poter più sentire
Aveva creduto
aveva creduto di essere arrivata alla fine ormai, di aver
raschiato il fondo del dolore
e ora si sentiva in colpa e sciocca e criminale
a preoccuparsi di ciò che Angel poteva aver pensato di lei, del fatto
stesso che potesse averla pensata
quando era la sofferenza che si portava
dentro ad averla condotta fra le mura di quell'antico albergo
Angel
Il cuore le si fermò nel petto quando udì la sua voce
Quando udì la sua risata
E le girò la testa
Ricordava quando lo aveva sentito ridere
Lo ricordava come se fosse stato il giorno prima.
E invece
erano passati anni.
E, anche se quella risata era stata frutto di un incantesimo, per lei era un
tesoro nello scrigno triste del suo cuore.
Ricordava quando l'aveva stretta a se, sorridendo
e lei gli aveva gettato
le braccia al collo
ed era stata felice
completamente felice
per
l'unica volta nella sua vita
E com' 'era ovvio, quell'unica volta era stata solo il frutto di un inganno
Appoggiò la mano allo stipite della porta.
Temendo di cadere.
Tenendo di non resistere al momento in cui lo avrebbe rivisto.
E quando accadde il cuore sembrò scoppiarle nel petto.
Angel
Oh, Dio, Angel
Angel...
Angel...
Deglutì, e non riusciva a crederci.
Angel
dopo così tanto tempo
Ed era
identico a quell'ultima volta che lo aveva visto, nell'atrio dell'albergo
il tempo per lui si era fermato, com'era naturale per un vampiro
eppure,
sembrava un 'altra persona.
Allora i suoi occhi erano stati quelli di un uomo affranto, distrutto, un uomo
che non aveva voluto aprirle il suo cuore come in passato, e il suo volto era
stato teso, una maschera di sofferenza e abbattimento
Ora
ora rideva, e sembrava che una luce intensa si irradiasse da quello
stesso volto
da quegli stessi occhi scuri a cui, senza saperlo, aveva
detto arrivederci quel giorno di tanti anni prima
Ora sembrava sereno
felice
E non c'era più nulla in lui che denotasse tensione o disagio
Sembrava tornato quello che aveva conosciuto
quando era ancora vivo Doyle
Ma non era Doyle che lo faceva ridere
Era un bambino.
Un bambino tanto piccolo da essere stretto in una coperta di lana bianca, che
si agitava quietamente fra le sue braccia, mentre al suo fianco Wesley era chino
a solleticargli il naso, e Cordelia li guardava con un 'espressione indulgente
sul volto bellissimo.
E lui lo accarezzava, e lo stringeva al suo petto come se fosse la cosa più
preziosa e delicata al mondo.
E le spezzava il cuore
Quante volte aveva immaginato quella scena
quante volte aveva sognato
di vederlo così
di vederlo ridere mentre sfiorava con la sua mano
enorme minuscole dita infantili
Quante volte aveva pianto, in silenzio
e si era sentita in colpa, perché
non erano quelli i pensieri che avrebbero dovuto farla piangere
.
Non quelli
E si era detta che non doveva piangere. Una volta di più.
Che doveva essere forte.
Una volta di più.
Essere forte
Tutta la vita l'aveva spesa per cercare di esser forte
E non ci era mai riuscita.
E ora, con Angel davanti, temeva di non riuscire neanche a fingere.
"Ehi, amico," Fece il suo chaperon, entrando disinvoltamente nello
studio. " c'è una bellissima donna che ti cerca
e direi che
è decisamente innamorata di te!"
Angel sollevò gli occhi, e, come se una forza misteriosa guidasse il
loro corso, superò la figura del suo bizzarro amico, e trovo lei
Trovò i suoi occhi
Trovò la sua mano appoggiata allo stipite della porta e l' altra che
le premeva sul cuore.
E Kate ritrovò gli occhi di Angel.
E le sembrò che il pavimento dovesse aprirsi da un momento all'altro
Per inghiottirla.
O per svegliarla
Perché ciò che stava succedendo non poteva essere vero
Doveva essere un incubo, e presto lei si sarebbe svegliata nella sua casa alle
Haway e si sarebbe alzata , per controllare come ogni sera che tutto andasse
bene nella stanza a fianco.
Doveva essere
un sogno
tutto
Vide il sorriso scomparire dal volto di Angel, e i suoi occhi dilatarsi leggermente
per la sorpresa, mentre quelle labbra che disperatamente aveva desiderato baciare
si muovevano per formare il suo nome.
"Kate
" Mormorò.
E Kate fu certa che non fosse un sogno
perché se lo fosse stato
se davvero fosse stato un sogno udire ancora la voce di Angel che pronunciava
il suo nome
allora quel sogno avrebbe fatto battere il suo cuore così
forte da svegliarla
E, infatti, la svegliò.
Saltò nel suo petto, e si torse, e corse disperatamente.
E Kate non ce la fece a stargli dietro.
E si ritrovò a sorridere, quando sorridere era l'ultima cosa che aveva
voglia di fare.
Quando desiderava piangere e buttarsi fra le sue braccia, e chiedergli di portare
via il dolore
"Ciao, Angel
" Mormorò.
E sapeva benissimo di apparire calma, tranquilla, fredda
Fredda
come sempre
Tutti l'avevano sempre considerata fredda
gli insegnamenti, i compagni,
gli amici, e poi i dottori
persino Angel, probabilmente.
Se non avvertiva il suono del suo cuore.
Se non lo sentiva fuggire veloce.
Lo fissò, e lui guardò lei.
Senza dire nulla.
E ancora una volta Kate desiderò di avere coraggio
e di correre
fra le sue braccia.
Nel rifugio della loro forza, e in quella dei suoi occhi
Che erano stati il suo nido, il suo sogno e il suo rimpianto, che erano stati
la sua forza senza nemmeno saperlo, che erano stati la sua speranza.
E che ora le stavano chiedendo così tante cose
e la facevano illudere
che le sue riposte potessero interessargli.
Ma, prima che davvero potesse dargliele, e prima che lui potesse chiedere, udì
la voce di Cordelia colpirle come una frustata la pelle, strappandola agli occhi
di lui.
"Kate?!" Esclamò. "Kate Lockley! Credevo che ti avessero
uccisa!"
Si avvicinò di un passo, mettendosi le mani sui fianchi, fra Angel e
gli altri due uomini.
"E' lecito, credo.
Cinque anni senza dare notizie , scomparendo dall'oggi al domani.
Cinque anni senza minimamente preoccuparti che qualcuno
e questo qualcuno
non sono io
potesse essere in pena per te!
Senza pensare che ti avrebbe cercata!"
Fissò di nuovo Angel.
Davvero era così?
Davvero l'aveva cercata?
Davvero si era preoccupato per lei?
Davvero non si era illusa quell'ultima volta in cui aveva ascoltata la sua voce?
E aveva sprecato così tutti quegli anni, dicendosi che non poteva essere
vero?
" E adesso" Continuò Cordelia. " Suoni alla porta, entri
e sorridi come se nulla fosse?!
E con un favore bello grosso da chiedere, scommetto !"
Kate distolse gli occhi, sottraendoli sia allo sguardo di Angel che a quello
di Cordelia.
"Sarebbe stato troppo strano
!" Infierì la donna.
"Delia
" Mormorò piano l'uomo dalla pelle verde, mentre
lei, sbuffando, toglieva il bambino dalle braccia di Angel.
" Ma quando la smetteranno tutti di pensare che tu sia qui solo per aspettare
che qualcuno entri e ti sbatta in faccia i suoi problemi!"
Kate strinse le labbra, sollevando di scatto la testa, e di nuovo incontrò
gli occhi di Angel.
Non aveva detto nulla.
Non aveva commentato nulla.
E del resto, cosa c'era da commentare?
Lui era lì.
Era felice.
Aveva un bambino fra le braccia ed era in mezzo ai suoi amici
Cordelia aveva ragione
non aveva nessun diritto di ritornare dopo cinque
anni per chiedere il suo aiuto
non avrebbe avuto il diritto di farlo nemmeno
allora
Kate aveva scelto di andarsene, aveva scelto di lasciare Angel dietro di se,
e adesso, entrando in quell'albergo, aveva commesso la seconda più grande
sciocchezza della sua vita.
Si volse come una furia, senza salutare nessuno, e un attimo udì Angel
chiamare il suo nome.
"Kate
aspetta!"
Kate
Kate
Ma perché doveva suonare così uguale ai suoi sogni... ?
Così identica a come ricordava la sua voce?
Attraversò l'atrio di corsa, consapevole della sua presenza dietro di
lei. Consapevole che la stava seguendo.
Consapevole che non l'avrebbe fermata.
Perché non lo faceva mai.
Non lei.
A Kate non aveva mai concesso il lusso di voler essere fermata e di non volerlo
ammettere.
Kate era sempre stata troppo razionale.
Kate ora sempre stata troppo adulta.
Kate avrebbe di certo saputo da sola quando fermarsi.
E Kate si fermò.
Con la mano sulla maniglia.
Mentre il cuore le batteva come un tamburo impazzito nel petto, e la sua mente
veniva improvvisamente invasa dalla realtà.
E la realtà era dolore.
E Kate smetteva di essere la donna che era stata cinque anni prima, e tornava
ad essere quella che era adesso.
E mentre una lacrima le rigava una guancia si voltava.
E non le importava che il pianto le inumidisse il volto.
Non le importava che davanti a lei ci fosse Angel, e che la vedesse piangere.
All'improvviso non le importava più di nulla, se non del motivo che l'aveva
condotta lì.
"Ho una figlia
" Mormorò, e vide il volto di Angel riflettere
la sorpresa. E nei suoi occhi passare valanghe di emozioni.
Come sempre.
E come sempre, in quegli occhi, lei riuscì a leggere.
Sorpresa, incredulità, e per un attimo, tristezza e rabbia.
" ha quattro anni" Continuò. " e sta morendo."
Parte I - Virginia -
La
prima cosa che aveva desiderato fare, quando l'aveva vista, era stata colpirla.
Darle uno schiaffo.
Così forte da farla cadere.
Così forte da farla sanguinare.
Così forte da riempire di lacrime i suoi occhi orgogliosi.
La prima cosa che il suo demone, il suo istinto e una parte dell'uomo che era
avevano desiderato fare era stata lasciare il bambino e darle uno schiaffo così
violento da renderle tutto il dolore che lei gli aveva fatto provare.
Cinque anni prima.
Da scaricarle addosso tutta la rabbia, la frustrazione, il rancore.
Tutta la pena.
Tutte le ore trascorse a chiedersi dove fosse finita.
A domandarsi disperatamente se non le fosse accaduto qualcosa mentre lui era
lontano, e non poteva aiutarla.
A interrogarsi sul significato della sua ultima visita, maledicendo se stesso,
perché il suo tormento era stato tale da non permettergli di soffermarsi
sul suo voto, sul dolore che vi leggeva dentro, su ciò che sembrava volergli
dire.
A cercarla.
Nei vicoli, nelle ombre della città , nel suo vecchio appartamento.
A sentirsi ripetere da chiunque l'avesse conosciuta la stessa storia.
E poi
dopo quella telefonata assurda, nel cuore della notte
a desiderare
di riuscire a odiare.
Di imparare ad odiare come non aveva mai fatto
per poter odiare Kate Lockley.
Quell'odio che non poteva provare avrebbe gridato il suo schiaffo.
E le avrebbe impresso sulla pelle la sua rabbia, e il dolore, e la tristezza,
e l'angoscia che non si era nemmeno ingannato raccontando a se stesso di aver
superato.
Avrebbe voluto urlarle in faccia tutto questo con il suo schiaffo.
E aveva desiderato farle male.
E poi l'avrebbe afferrata dalle spalle, e sollevata da terra, e l'avrebbe baciata
fino a fargliene ancora di più.
Fino a rubarle l'aria, soffocandola, fino a che non avesse sentito il suo cuore
che le esplodeva in petto, fino a che non gli avesse intrecciato le braccia
attorno alla nuca, rispondendo ai suoi assalti
arrendendosi al fatto che
era sua
che era sempre rimasta sua
Sua nel corpo, sua nell'anima, sua in quello spirito che non aveva mai visto
domato, sua in ogni stilla del suo sangue, come il marchio sulla sua gola proclamava
a gran voce.
Ma Kate non era sua
E Angel non l'aveva mai colpita
e non l'aveva mai baciata
E nel momento in cui gli occhi di lei avevano incontrato i suoi, nel momento
in cui il suo demone, e la parte più rabbiosa del suo essere, erano stati
zittiti dal suo cuore senza parole, tutto ciò che Angel aveva potuto
fare era stato guardarla
ed essere felice.
Perché lei era lì
dopo così tanto tempo.
Dopo così tanti giorni e tante ore libere dalla caccia, o solitarie,
a ripensare a ciò che era stata per lui e non aveva mai capito, e non
aveva mai ammesso
a ciò che era ancora.
Dopo che aveva creduto di non rincontrare più i suoi occhi.
E quella felicità glie aveva riportato l'eco dell'antica paura, degli
antichi dubbi
quei dubbi che la sua assenza aveva zittito, quella paura
che si era dato tante volte dell'idiota per aver provato.
E quella felicità era stata così intensa che nemmeno lo stupore,
nemmeno l'imbarazzo erano riusciti a scuoterla, nel più profondo di lui.
E nemmeno il dolore di vederla così.
Era Kate
la Kate che aveva conosciuto sette anni prima al D'oblique
la Kate che aveva visto disperata, arrabbiata, stesa in terra, nel suo appartamento,
dopo aver tentato di togliersi la vita
eppure così no
così
non l'aveva mai vita
Nemmeno quando il suo mondo le stava crollando addosso.
Adesso sembrava che davvero lo avesse fatto, e che il suo corpo e la sua anima
non riuscissero più a sostenerne il peso.
Pallida, diafana, con pesanti occhiaie scure che le marchiavano lo sguardo,
e i capelli, leggermente più lunghi di quel che ricordava, tirati all'indietro
e spettinati sulle spalle.
Ppiù magra di quanto sembrasse possibile diventare per una donna snella
come lei.
Stanca.
Visibilmente stanca.
E disperata.
Eppure, per un istante, quando i loro sguardi si erano incrociati, e si erano
stretti l' uno all' altro, quando il mondo era scomparso intorno a loro, i suoi
occhi erano stati di nuovo quelli che ricordava. Quelli che aveva portato con
se per tutto quel tempo.
Azzurri, trasparenti come acqua, intensi, forse i più intensi che avesse
mai veduto, insieme a quelli di Doyle..
Un 'altra persona che aveva amato.
Un 'altra persona che aveva perso.
Ma Kate non era Doyle.
Kate era lì, davanti a lui,
I suoi occhi erano lì.
E gli stavano parlando, come sempre avevano fatto.
E lo stavano toccando
Dio
la carezza dei suoi occhi
Anche quando aveva creduto che lo odiasse aveva cercato quegli occhi, anche
quando l'imbarazzo aveva gelato l'armonia.
Ed ora, dopo che era stato certo di averli perduti, erano lì.
Per un istante.
Prima che Cordelia parlasse.
Prima che Kate fuggisse.
E quel qualcosa che aveva in petto al posto del cuore impazzisse, all'idea di
perderla ancora.
L'aveva seguita, mentre la sua anima gli gridava ciò che era diventato
così chiaro dopo che l'aveva persa, e che lo era stato fino a un attimo
prima.
Senza sapere cosa avrebbe fatto, o cosa le avrebbe detto.
Ma solo che stavolta non l'avrebbe lasciata andare.
Che stavolta l'avrebbe seguita, e afferrata, e stretta a se, come aveva sognato
tante volte di fare.
Anche se lei lo avesse odiato per questo.
Consapevole che l'avrebbe costretta a guardarlo, e a spiegargli
E avrebbe pregato di trovare la forza per ingannarla, per fingere di non capire
perché aveva voluto allontanarsi da lui.
Per scacciare la colpa e il rimorso, e stretta a se.
Anche solo per un istante.
Come cinque anni prima
Quanto, dopo, si era ripetuto che infinite volte avrebbe dovuto farlo.
Che avrebbe dovuto disobbedire alle sua richieste, e prenderla fra le braccia
e asciugare le sue lacrime
e lottare con la forza con cui forse lo avrebbe
scacciarlo
Avrebbe dovuto farlo quando era morto suo padre, e quando lei lo aveva pianto,
avrebbe dovuto farlo ancor prima, quando aveva scoperto ciò che lui era,
e dopo, quando gli aveva chiesto di lasciarla, dopo avere cercato di uccidersi.
Avrebbe dovuto seguire la sua anima, e non la sua ragione, e forse, così,
avrebbe capito prima
Prima di quel giorno di pioggia, prima di quella
doccia fredda che li aveva coperti entrambi
Quando uno spiraglio di luce aveva cominciato a illuminargli il cuore, mentre
la sua pelle aveva ancora addosso l'odore di Darla.
E forse nulla di ciò che aveva rischiato di distruggere il suo mondo
sarebbe successo.
Dopo, tutto era caduto.
E insieme al resto, aveva creduto di aver perso Kate
O forse era così
forse l'aveva persa davvero
E il suo cuore, che, come un bambino insicuro, di nuovo nascondeva il volto
fra le mani, confondendogli la mente, si era solo voluto illudere, tornando
a battere, per un secondo, quando l'aveva vista.
Forse l'aveva persa, e quella che si era fermata davanti alla porta dell'Hyperion
era una donna che non avrebbe mai più fatto parte delle sua esistenza.
Una donna di cui gli pareva di comprendere tutto
come sempre
e di
cui, eppure, ormai sapeva così poco
"Ho una figlia
"
Una figlia
Una figlia di Kate
Gli sembrava impossibile, e si chiedeva il perché.
Gli sembrava impossibile che il suo corpo avesse portato in grembo una creatura,
che l'avesse data alla luce, e lui non ci fosse stato
Ma perché
?
Lui non c'era stato così a lungo nella vita di Kate
L'aveva incontrata solo per due anni, e aveva contribuito a distruggerla
e adesso gli sembrava assurdo non esserle stato accanto, non avere visto il
copro mutare, non averla accarezzata
Ma lui non l'aveva mai accarezzata, Dio, mai
Lui non era mai stato niente per Kate, ne Kate era mai stata niente per lui
se non la donna che gli apparteneva, per la legge della sua razza.
Se non la donna che aveva capito di amare, quando lei era scomparsa dalla sua
esistenza.
Doveva essere totalmente pazzo
Le battaglie, gli scontri, il sangue versato dovevano aver distrutto il suo
cervello, se ora era lì, e desiderava ancora prenderla fra le braccia,
dopo ciò che gli aveva detto. Dopo che gli aveva gridato in faccia che
non c' era più posto per lui nella sua vita.
E uccidere l'uomo che l'aveva resa madre
anche se nessuna legge riconosceva
il suo diritto su di lei, se non quella di una stirpe di mostri.
La guardò, e si chiese quale uomo potesse permetterle di ridursi così.
E quale avrebbe potuto impedirglielo
chi sarebbe mai riuscito a staccare
quella donna testarda dal capezzale di sua figlia.
Era appoggiata alla portiera della macchina, la mano sulla guancia, mentre i
lampioni che illuminavano la strada disegnavano ombre scure sul suo volto.
Ombre che non potevano ingannarlo.
Che non potevano celargli il suo pallore innaturale.
La guardò, mentre con le dita si scostava una ciocca, spinta dal vento
sulla sua fronte.
Non le aveva ancora chiesto niente.
L'aveva ascoltata mentre gli chiedeva aiuto, con gli occhi fissi nei suoi.
Senza imbarazzo. E vincendo quell'orgoglio che sempre le aveva impedito di farlo.
Che sempre le aveva impedito di mostrare agli altri quello che davvero provava.
" Hanno provato
tutte le terapie possibili
" Aveva detto,
movendo piano le sue labbra quasi bianche. " e adesso non esiste più
nessuna cura
Nessuna cura
umana
."
No.
Non le aveva fatto domande.
Non lì, davanti agli altri.
Non allora, quando rischiava veramente di non riuscire a controllarsi e correre
da lei.
Ma adesso voleva farlo.
Adesso voleva sentire la sua voce.
E voleva sapere.
E non solo per aiutare la sua bambina, ma per aiutare lei.
Come non aveva saputo fare cinque ani prima.
" Che cosa ha esattamente? "Mormorò piano, tanto che temette
che lei non l'avesse udito.
Ma Kate lo aveva fatto, nonostante il rumore quieto dell'auto e quello della
città intorno a loro, e, per la prima volta dacchè erano partiti,
si voltò, guardandolo negli occhi.
"Non lo sanno
Non sono stati in grado di capirlo
In dieci mesi non hanno ancora capito che cosa la sta uccidendo
"Le
ultime parole furono rabbiose, soffiate fra i denti, e, un attimo dopo, lei
abbassò ancora il volto, guardandosi le mani abbandonate in grembo.
"Dapprima
pensavano a un tumore del sangue
poi a qualche tipo
di infezione
poi ancora a una deficienza genetica molto rara
"Sorrise,
ed era un sorriso che faceva male." La verità è che non ne
hanno mai capito niente
Le hanno fatto ogni tipo di
analisi, ogni tipo di cura
Dalle Away l'hanno sbattuta a Boston, da Boston a Cicago
e da Cicago la
volevano mandare in Europa
Fino a che
Dio
fino a che non sono scoppiata e loro
"Chiuse
di nuovo gli occhi, e stavolta li strinse, li strinse così forte che
le sue palpebre tremarono. "
non è
assurdo
che
io li chiami
loro
?
Mesi di medici e di
infermiere
e di tecnici
e di tutti conosci
il nome
e di tutti impari a fidarti, e credi
che ti ridaranno tua
figlia com'era
che la faranno stare meglio
ogni volta
Parli con loro e
li vedi così sicuri che alla fine sei sicura anche
tu
e li guardi, e ti sembra
di guardare Dio, sulla terra, perché
se loro continueranno a stare vicino alla tua bambina, se continueranno a curarla,
se continueranno a visitarla , a
imbottirla di farmaci a
bucarla
fino a che non ha le braccia blu e non piange e ti chiede di farli smettere
se loro
diranno che tutto andrà bene
tutto andrà bene,
e la cura che stanno provando funzionerà, e, se non sarà quella,
sarà un 'altra, o un' altra ancora, o un ' altra
Ma loro non sono Dio sulla terra
E, dopo che hai imparato a fidarti di uno, lui entra nella stanza della tua
bambina e li dice che gli dispiace tanto
E lo dicono tutti nello stesso, identico modo
E io gli ho creduto
all'inizio
Ho creduto veramente che gli dispiacesse
fino al camice dopo
fino
alla nuova cura, al nuovo ospedale, al nuovo "mi dispiace"
E alla fine mi hanno detto che non ci hanno mai capito niente
Che nessuno ci ha mai capito niente
E che la mia bambina sta morendo
e nessuna cura ha mai neanche minimamente
arrestato ciò che la sta uccidendo
E vuoi sapere la cosa assurda, Angel?"
Vide una lacrime scenderle lungo la guancia.
Un 'unica, solitaria lacrima che lasciò una scia di sale sulla sua pelle
bianca.
Un fiume di dolore su quel volto che stava tremendo per lo sforzo di mantenere
il controllo.
"La cosa assurda è che io lo sapevo già
La cosa assurda è che l'ho sempre saputo, ma non l'ho mai voluto ammettere
come non volevo accettare che tu fossi un vampiro
te lo ricordi?"
Di nuovo, un sorriso nervoso le piegò le labbra, e lei tirò su
con naso, asciugandosi gli occhi con le dita.
"Scusami
"Mormorò, cominciando a frugare nella sua grande
borsa.
Non aveva mai amato le borse, Kate
In due anni forse gliene aveva viste portare tre
Ma questa era gonfia e sembrava pesante, e, quando la aprì, dal lato
fece capolino la testa mezza spelacchiata di una bambola bionda.
Ci infilò le mani dentro, per cercare qualcosa, e quando tirò
fuori un pacchetto di cleenex fece cader un foglio di cartoncino rettangolare,
che Angel afferrò al volo, guardandolo.
E innamorandosi.
Innamorandosi della giovane donna bionda, spettinata, che guardava l'obbiettivo
stupita, come se quella foto l'avesse presa di sorpresa, e della creatura minuscola
che teneva in braccio, appoggiata al collo, con la testa leggermente voltata
di lato.
Bellissima. Come sua madre.
"Me la fece un 'infermiera in ospedale
"Spiegò Kate,
sorridendo, leggermente imbarazzata." Nia aveva solo poche ore
e
io ero andata a prenderla perché
"Il suo sorriso si allargò."
Non faceva che piangere e piangere e io la sentivo, e sapevo che era lei, anche
se non potevo vederla
credo di aver
rivoluzionato un reparto quel
giorno
"
Angel rispose al suo sorriso.
"Lo immagino
"Mormorò, rendendole la foto." È
veramente una bambina molto bella
"
Kate riprese l'immagine senza parlare, e dopo averla guardata per un attimo
la rimise a posto, e tornò a fissare la strada, con il volto basso.
"Si
"Mormorò. "Lo è
"
Voleva toccarla.
Voleva prenderle una mano, e stringerla, e dirle che avrebbe smosso la terra
e le dimensioni, e le stelle del cielo per lei
per loro
Voleva dirle che sarebbe tornato all'inferno se avesse potuto barattare la sua
vita con il sorriso delle sue labbra.
Lei era così vicina
Era venuta da lui, era tornata
gli aveva chiesto aiuto
Eppure non avrebbe potuto essere più lontana
Lontana cinque anni
Vide l'insegna dell'ospedale, e all'improvviso gli parve di non avere più
tempo
"Kate
"Mormorò.
"No." Si voltò verso di lui.
Anche Kate aveva visto
anche lei sapeva che sarebbero arrivati entro pochi
secondi.
E i suoi pensieri avevano baciato quelli di li.
"Non c'è nessuno con lei
nessun padre
Non c'è mai stato
"
Mio Dio, Kate
Angel strinse le labbra, continuando a fissarla
perché?
Los Angeles, cinque anni prima
Ma
perché, perché, perché non rispondeva
Era arrivata al punto di odiare quella segreteria telefonica, che una volta
le aveva salvato la vita, era arrivata al punto di odiare quel telefono, e quell'albergo,
e quella strada!
Era arrivata al punto di odiare lui!
Kate si appoggiò la cornetta al petto, rannicchiandosi sul letto come
una bambina, e dondolandosi leggermente avanti e indietro.
No
non era vero
Non odiava quell'albergo.. non odiava qual telefono e nemmeno quella segreteria
E non odiava lui
Non avrebbe mai potuto odiarlo
Non ci era riuscita nemmeno quando aveva pensato che fosse un mostro
Lei lo amava
Lo amava così tanto che le faceva male il cuore.
E aveva dovuto prenderla fra le braccia, e affondare i suoi denti nella sua
carne, e prendere la sua vita dentro di se perché smettesse di combattere
contro questo amore.
E farle ammettere con se stessa che lui era diverso.
Diverso da come il mondo e gli uomini avevano voluto che pensasse.
E da come lei aveva voluto pensare
Aveva dovuto avere la sua vita fra le braccia perché Kate ammettesse
che Angel non era mai stato niente di diverso dalla meravigliosa creatura che
aveva intuito, la prima volta che lo aveva visto.
Perche ammettesse che amava un vampiro
Come gli assassini di suo padre
E che non le importava
Rifece il numero, più per disperazione che per convinzione.
Era una settimana che non riusciva a parlare con lui, dieci giorni, se non considerava
quel brevissimo scambio di battute, l'ultima volta
Le aveva detto che doveva andare in degli studi televisivi, dove Cordelia stava
girando uno spot, e che questo lo terrorizzava più che passeggiare in
lungo e in largo per i tunnell
E poi, che l'avrebbe richiamata
Ma non l'aveva richiamata
Ne qual giorno ne i giorni successivi
E lei, ormai, sapeva a memoria ogni inflessione della voce di Cordelia, incisa
su quel nastro magnetico
Aveva paura.
Paura per lui, paura che gli fosse accaduto qualcosa.
Paura che uno dei demoni che affrontava ogni giorno si fosse rivelato più
forte
Per questo continuava a chiamare
Per questo aveva trovato la forza di vincere la rabbia nei suoi confronti prima
e il suo orgoglio poi , e di andare fino all'Hyperion.
Solo per trovarlo vuoto.
E di chiamare, ancora ed ancora.
Come adesso
e ogni volta si ripeteva che se avesse di nuovo risposto la
segreteria
"Ciao
"
Kate saltò a sedere sul letto, premendo contro l'orecchio la cornetta
telefonica.
Aveva
aveva sbagliato numero
quella non era la voce di Cordelia
"
ciao, c'è nessuno
?"
"Oh
scusatemi, io
devo avere sbagliato numero
"
"Ciao!"Esclamò la ragazza dall'altra parte, in un tono un po'
troppo alto per sembrare del tutto normale. "Io ti conosco!
Tu sei quella che ha riempito tutto il registratore di Angel
Mi piace la tua voce, è più bella delle altre, anche quando è
arrabbiata
"
Kate aggrottò la fronte, senza capire.
Com 'era possibile?
Angel
i suoi messaggi
allora non aveva sbagliato numero!
E se non aveva sbagliato numero
chi era la ragazza con cui stava parlando,
e che ci faceva a casa di Angel?
"Sono Kate Lockley, "Scandì piano. " vorrei parlare con
Angel."
Sentì la ragazza, dall'altra parte, sospirare.
"Anche io
ma Angel non mi parla
non parla a nessuno
quando eravamo a casa mia mi parlava, ma da quando mi ha portato a stare qua
non parla più
"
Portata a
stare
?
E lei si era preoccupata per lui?
Deglutì, cercando di recuperare il controllo dei suoi pensieri.
Imponendosi di stare calma.
La
amica
di Angel
perché poteva benissimo trattarsi
di un 'amica, vero?
non sembrava essere molto in forma in quel momento
magari aveva bevuto
magari lei aveva capito male
magari avrebbe
attorcigliato il filo di quel telefono attorno al collo di Angel!
"Scusami
"Disse piano. "noi ci siamo mai incontrate?"
Doveva dargli il beneficio del dubbio
Dopotutto le prime impressioni raramente erano esatte
"No
"Rispose la ragazza. " non lo so
non me lo ricordo
Io mi chiamo Fred
Sono stata via negli ultimi anni, sai
è stato Angel a riportarmi
qui
da casa
però non era la mia vera casa
ora abito
qui con lui
"
"Vuoi dire che Angel, negli ultimi giorni, è stato a casa tua?!"
La ragazza rise.
"Si
dormiva nel mio letto e io gli accarezzavo i capelli
e
una volta
"
Kate schiacciò il testo del microfono, interrompendo la comunicazione,
e un attimo dopo lanciò il cordless contro la parte di fondo della sua
stanza.
Lo vide urtare contro il muro, e cadere in terra, e desiderò fosse la
testa di Angel.
Ma come aveva fatto
come aveva potuto essere così stupida?
Come aveva potuto pensare che lui sarebbe rimasto per sempre com' era
che
l'avrebbe chiamata, che avrebbero parlato, e che lei avrebbe avuto il tempo
di esaminare e capire a fondo i suoi sentimenti
quando fra loro non c'erano
stati che malanimo e incomprensioni
Quando probabilmente per Angel lei non era che un 'altra disperata da salvare.
Si prese la testa fra le mani, alzandosi.
Capire i suoi sentimenti
Dio, cosa c'era da capire, cosa?
Si ere preoccupata per lui, si era angosciata al pensiero che gli fosse accaduto
qualcosa, aveva aspettato che la chiamasse, come una scolarette scema
e lui intanto stava con un 'altra
un ' atra che aveva portato a vivere
con se!
Un 'altra che rispondeva al suo telefono e ascoltava la sua segreteria!
Che aveva sentito i suoi, i suoi messaggi!
Si, cosa, cosa c'era da capire?
Kate amava Angel
e Angel aveva un 'altra!
Eppure
il mondo continuava a esistere.
Cattivo. Egoista. Senza pensare al suo dolore.
Senza pensare al suo cuore che ripeteva una canzone vuota e senza testo.
Una lamento disperato fra le pareti cave del suo cuore morto.
Come il grido di un bambino che cada, e cada, e cada
con la consapevolezza
che non finirà mai la sua discesa
Come il suo dolore.
Che viveva.
Come il mondo viveva.
Come il sole viveva. E il vento viveva. E le foglie del giardino, e l'acqua
della fontana vivevano.
Mentre lei non viveva più.
Non respirava più.
Non rideva più.
E lui
non le aveva neanche detto addio
Continuava il mondo
Girava il mondo
Impazziva il mondo, e urlava, il mondo, alle sue orecchia che non potevano udirlo.
Andava avanti il mondo, come se nulla fosse accaduto.
E invece, qualcosa era accaduto.
E invece, Buffy era morta.
E, di nuovo, lo aveva rigettato all'inferno.
Aveva creduto che non sarebbe mai venuto quel giorno.
Aveva pensato che non lo avrebbe mai visto.
Era stato così certo che sarebbe toccato a lui
come se lottare
per lei, e desiderare di proteggerla, e dare la sua umanità per lei potesse
bastare a metterla al sicuro
come se fosse una parte di una specie di
assurdo patto che qualcuno non aveva rispettato
Che non avevano rispettato quelli che non lo avevano chiamato
che lo avevano
privato della possibilità di aiutarla
Che lei non aveva rispettato
fidandosi di lui
Che non aveva rispettato Angel
non riuscendo a salvarla comunque
.
Che non rispettava il mondo, perché esisteva ancora.
Mentre Buffy non viveva più.
E, forse, adesso, camminava nello stesso luogo da cui Doyle sorrideva, scotendo
la testa e guardando quel suo stupido amico, che non riusciva ad onorare il
suo sacrificio continuando a lottare, ne l'amore che aveva avuto per Buffy,
smettendo di esistere
Più crudele del mondo.
Più egoista del mondo.
Perché lui esisteva, e Buffy non viveva più.
Perché, chiuso nel guscio scuro del suo dolore, lui pensava, e guardava,
e sentiva
E non riusciva a fare altro.
Nemmeno andare a Sunnydale
e uccidere con le sue mani tutti quelli che
sapevano
e non glia avevano detto nulla
Del pericolo
di Glory
Impedendogli di salvarla
Impedendogli persino di tentare.
Non riusciva neanche a urlare.
Solo a pensare
e pensare
Guardando scorrere davanti a se un passato di errori, e un futuro che non ci
sarebbe stato, e un presente nebuloso e denso di tenebra, in cui senso di colpa,
rimpianto e dolore si mischiavano insieme.
Avrebbe dovuto essere lui
Come osava , come osava esistere, allora?
Come osava sentire, e vedere, come osava amare?
Si
come osava amare se Buffy non poteva più farlo?
Come osava continuare a provare amore se lei che era stata il suo amore non
esisteva più?
Fissò per un attimo Fred, seduta ai suoi piedi, con la testa poggiata
dolcemente alle sue gambe, nella penombra scura della stanza
Erano ore che se ne stava lì, in silenzio, e anche lei fissava qualcosa
che non era fuori, ma dentro di se
e anche lei soffriva
per colpa
sua
E lui riusciva solo a guardarla, senza vederla davvero
L'aveva riportata indietro dal suo mondo, solo per chiudersi nel proprio
Lasciandola fuori.
Come Cordelia, come Wesley
Come tutto ciò che era stato importante
fino a che non aveva visto
Willow
Non riusciva nemmeno ad allungare la mano, a farle una carezza, a dirle di andare
a dormire
non gli importava
non riusciva a capire
Perché il mondo continuava ad esistere
Sbattè gli occhi, e quasi gli fecero male per la lunga inattività.
Come gli fece male respirare
E per un attimo un moto di rabbia si propagò dentro il suo essere.
Verso di lei, e verso se stesso
Perché era riuscita a penetrare nel suo mondo.
E perché lui si era accorto della sua presenza, e non aveva il diritto
di farlo.
Lui non aveva nemmeno il diritto di esistere.
Kate.
La sentì muoversi, ancor prima che lei avanzasse nella stanza, e qualcosa
di razionale che ancora era in lui si domandò da quanto tempo fosse ferma
sulla soglia.
Percepì il suo odore
la fragranza della sua pelle, dei suoi capelli
delle lacrime
Conosceva così bene l'odore delle lacrime di Kate, come quello del suo
sangue
Il sangue che gli apparteneva
per la legge della sua razza.
La donna che gli apparteneva, per la legge della sua razza
Ma lui non aveva diritto di sentire che quella donna era sua.
Non aveva diritto di avvertire la sua presenza
se Buffy era morta
Se lei non poteva più amare, ne sentire
"Deve essere veramente un cosa importante, se sei così assorto
"
Sollevò il viso, e si odiò nel momento stesso in cui lo fece.
Nel momento stesso in cui la vide.
In piedi, con le braccia incrociare sul petto e il volto nascosto dall'ombra
elle stanza.
Bellissima.
Sul pavimento, Fred, evidentemente spaventata, si strinse alle sue gambe.
Mentre lui tornava ad abbassare gli occhi.
Desiderando solo che andasse via. Che smettesse di entrare nel suo mondo.
La sentì deglutire, e spostare il peso da una gamba all'altra. E ancora
non la guardò.
"Angel
" Lo chiamò, e quando nella sua voce sentì
vibrare l'urgenza, la preoccupazione, desiderò disperatamente sollevare
gli occhi, e guardarla, e stringerla a se
e lasciare che lei portasse
via il dolore.
E si odiò.
Perché pensava, perché voleva, perché desiderava.
Quando Buffy non poteva più.
"
è successo qualcosa?"
"Ciao
"Cinguettò la ragazza ai suoi piedi. " io sono
Fred
"
"Angel!"Ripetè Kate, sollevando leggermente la voce.
Lui chiuse gli occhi, e le mani a pugno.
"No, Kate, grazie
"Mormorò, più bruscamente di
quanto non avrebbe voluto." Non è successo niente
"
Niente
tranne che lui non avrebbe dovuto esistere ancora.
"Niente
"gli fece eco lei." devo
presumere allora
che non hai risposto ai miei messaggi perchè non avevi
semplicemente
voglia di parlare con me
"
Parlare
parlare
parlare
perché lui poteva ancora parlare?
"Al momento non ho voglia di stare con nessuno
"Sussurrò
, cupo.
Non la guardò, ma la sentì indietreggiare. E sentì il suo
cuore colpire forte dentro il suo petto.
E l'odore delle sue lacrime
"Bè
non si direbbe
" Mormorò.
Angel sollevò il volto, finalmente, ma lei era già andata via.
Kate
Kate
Dio
come aveva potuto trattarla in quel modo?
Davvero sarebbe stato meglio che non fosse più esistito
Come
, come aveva potuto trattarla in quel modo?
Come aveva potuto dirle in quella maniera che non voleva risponderle al telefono,
che non voleva vederla, che l'unica cosa che desiderava era restare con la sua
ragazzina!
E come aveva potuto lei umiliarsi al punto da andare a cercarlo
dopo quel
che Fred le aveva detto?
Come aveva potuto scendere così in basso da elemosinare un suo sguardo,
una sua parola?
Da credere che significassero qualcosa le frasi, gli sguardi, le ore trascorse
insieme?
E quei momenti nel giardino, che le avevano fatto così tanta compagnia?
E quel morso che le bruciava la pelle?
Niente.
Lei non era niente.
Era bastato che trovasse una ragazza, era bastato che si innamorasse, e lei
non esisteva più
Premette il piede sull'acceleratore, spingendo indietro lacrime che non voleva
versare.
Ma perché? Perché?
Angel non era così
Lei
lei lo conosceva, lei
lei lo amava
Lo amava
e forse si era solo illusa di conoscerlo. Di capirlo
Forse si era solo illusa di riuscire a leggere nella sua anima così profonda
E ora stava così male che avrebbe solo voluto schiantarsi contro un muro
che avrebbe solo voluto non alzare mai quel telefono, e chiamarlo, e andare
a quell'albergo
Ma non poteva più tornare indietro.
Come non aveva mai potuto fare
Come non poteva smettere di amare quell'uomo, quel vampiro, che ogni volta tornava
a sconvolgere il suo cuore.
Deglutì, voltando con tutta la forza che le trasmisero il suo dolore
e la sua rabbia, e solo un attimo prima dell'incrocio il suo cervello recepì
inconsciamente il colore del semaforo.
Frenò, la cintura di sicurezza che le frustava il petto con violenza,
facendole stringere i denti, e rigettandola poi all'indietro mentre il motore
si spegneva. Come il suo respiro.
Come il desiderio di lottare.
Di aprire gli occhi, e rimettere in moto, e affrontare gli automobilisti che,
dietro di lei, già cominciavano a premere sui clacson
Desiderando solo poter rimanere così
e far sparire il mondo.
E far sparire Angel.
"Signora
"
Un poliziotto.
Lo capiva dall'inflessione, dalla voce
sembrava assurdo, ma in servizio
tutti i poliziotti avevano la stessa voce
Tutti tranne suo padre
"signora, mi sente
è ferita?"
Kate strinse i denti, movendosi sul sedile senza ancora aprire gli occhi.
"No
" Mormorò. " ho solo sbattuto ."
Certo, bella cosa da dire al tipo che presto l'avrebbe arrestata per guida pericolosa
"Katie? Katie Lockley? Sei proprio tu?"
Aprì gli occhi, e per un attimo fissò l'uomo biondo chino su di
lei, senza riconoscerlo.
"Kate!"Ripetè quello. " Non riesco a crederci!"
"Bob?" Mormorò, portandosi istintivamente la mano alla gola.
Lui le sorrise, quel sorriso impudente che aveva sempre avuto e che sempre l'aveva
spaventata e affascinata insieme. Il sorriso di chi sa sempre cos' è
meglio dire o fare in qualsiasi occasione.
Proprio come ora, quando, chino sulla portiera della sua auto, le sorrideva,
infischiandosene bellamente degli uomini che stavano accalcandosi alle spalle
di lei.
"In carne ed ossa!" Esclamò il giovane agente, sollevandosi
e allargando le braccia, quasi per mostrarle quanto bene stesse in divisa.
Come se avesse bisogno di ricordarlo
"Da quanto tempo è che non ci vediamo?!"
Kate raddrizzò la schiena, ancora incredula. Il cervello che le turbinava
in testa, quasi impazzito.
Bob
e aveva appena lasciato Angel
Era veramente incredibile
"Dal giorno della festa all'accademia
"Mormorò.
E strinse più forte le dita attorno al collo.
Si.
Dal giorno del ballo all'accademia.
Quando lui si era presa la sua verginità.
Angel
sentiva tutto attorno a se l'odore del disinfettante
quello sgradevole,
penetrante odore che pareva essere stato assorbito dalle pareti, dai pavimenti,
dagli abiti della gente, persino dall'aria che gli altri respiravano. E che
sembrava voler ricordare a tutti, torcendo loro lo stomaco, il luogo in cui
erano.
Era assurdo
L'uomo poteva cambiare il cuore nel petto di un malato, sostituendolo con uno
sano, poteva operare dall' America un paziente in Russia, guidando le mani di
metallo di un automa
eppure
non riusciva a cancellare dagli ospedali
quell'odore
Quel terribile odore
Sempre uguale.
Dovunque andasse, qualunque periodo ricordasse.
Qualunque prodotto lo causasse, nascosto sotto qualunque odore.
Sempre quello stesso odore
Così forte da superare persino quello del sangue, e della pura, e della
sofferenza
E forse era per questo che esisteva
Per confondere quei mostri che, come lui, di quel genere di odori si nutriva.
Per disgustarli.
Perché quell'odore di disinfettante avrebbe potuto disgustare anche un
demone.
Mentre gli uomini che lavoravano in quel luogo, per assurdo, sembravano ormai
esserci abituati.
Loro
ma non Kate.
A Kate era saltato il cuore in petto, appena attraversate le porte automatiche,
e i suoi polmoni, compiti da quell'odore insidioso, per un attimo si erano ritratti.
Lei odiava quel luogo.
Angel lo sentiva.
Dal modo in cui camminava, dalla tensione del so corpo
E lo vedeva, chiaro come la luce innaturale dei neon
scolpito nella linea
sottile delle sue lebbra, nel modo in cui stringeva la borsa, torcendosi le
mani una nell'altra, mentre, apparentemente sicura, procedeva per quei corridoi
terribili ed interminabili.
Era così cambiata
eppure era sempre la solita Kate
Controllata, fredda, orgogliosa
agli occhi di tutti
Senza alcun bisogno della forza e dell'aiuto degli altri
E invece il cuore le batteva così forte, e lei aveva paura.
Una paura terribile, una paura che lo assaliva, lo circondava, lo stringeva
in una morsa da cui non poteva liberarsi
una paura che era ovunque
come l'odore del disinfettante
Una paura più forte di quella che aveva provato trovandosi faccia a faccia
con Penn, o con il demone che aveva ordinato l'uccisone di suo padre
Così forte da vincere quello che una volta era stato un orgoglio impenetrabile,
e farla voltare verso di lui, con un sorriso imbarazzato.
Alla ricerca dei suoi occhi. Alla ricerca della sua forza.
Dio
Dio
era questo che aveva sempre voluto da lui?
Che la guardasse
che l'aiutasse
Deglutì.
E anche lui ebbe paura.
Di avere sempre sbagliato con Kate .
Sempre.
Ogni volta che le aveva obbedito. Ogni volta che l'aveva lasciata quando lei
glielo aveva chiesto.
Credendo
che fosse davvero questo ciò che lei voleva
Credendo
di rispettarla
quando forse stava sbagliando tutto
quando forse aveva solo paura.
Come adesso ne aveva lei.
Paura di sbagliare, paura di leggere ciò che invece non c'era, paura
di mancarle di rispetto, paura di avvicinarsi a lei
e di innamorarsi
E adesso era lì, e ancora una volta, come un idiota, si domandava se
dovesse
se potesse avvicinarsi a lei
Se fosse veramente in grado di fare qualcosa per quella donna così fragile
e così orgogliosa, che aveva paura di entrare in una stanza
e non
trovare più sua figlia
Non c'era nessuno in quella parte del piano, e Kate si guardò intorno
per un secondo, senza fermarsi, spingendo una doppia porta a vetri.
Non erano in pediatria, e probabilmente il nome del reparto doveva essere indicato
dall'altra parte del corridoio, ma, dall'assenza di gente e dalle pochissime
porte chiuse, Angel intuì che si dovesse trattare di una piccola parte
dell'ospedale destinata ai casi particolarmente gravi
o strani
Vide Kate fermarsi davanti a una porta, ed esitare un secondo, voltandosi verso
lui, prima di entrare.
Mentre il suo cuore le batteva sempre più forte nel petto.
Ci si poteva abituare a vedere un figlio morire? Si domandò Angel, entrando.
Anche se si trattava di una fine così lenta ed estenuante?
Ci si poteva abituare a vederlo sfiorire, giorno dopo giorno, senza poter far
niente?
Ci si poteva abituare a veder mutare il suo volto, e cambiare il colore della
sua pelle?
E sentire dentro il proprio corpo il dolore , terribile, straziante, e desiderare
di trovarsi al suo posto, e non poterlo ottenere.
Sentire che tutta la propria esistenza è stata votata a proteggere quest'essere,
dall'attimo in cui è venuto al mondo
e non essere in grado di farlo.
non poter proteggere la persona amata
e sentirsi colpevole, e inutile,
per questo
E sentire, con tutto il corpo e lo spirito, l'ingiustizia di essere vivo, quando
colei che si era desiderato, che si aveva avuto il dovere, che si era tentato
disperatamente di proteggere non lo era più
Angel aveva creduto di sapere cosa volesse dire
Aveva creduto di averlo marchiato nella carne e nel cuore
Ma adesso, per la prima volta, dubitò di averlo mai, veramente, compreso.
Quando sentì Kate sospirare di sollievo.
E vide la sua bambina.
O
quel che restava della sua bambina
Di quella creatura bianca e rosa che una Kate stanca e bellissima stringeva
fra le braccia nella fotografia che aveva visto in macchina, con una delicata
peluria biondo oro a coprirle la testa minuscola.
Non ne aveva più capelli, ora, la bambina di Kate
ne sopraciglia,
e la sua pelle era diafana e pallida come neve all'ombra, e le luci tenui della
stanza la rendevano trasparente, mostrando strisce sottilissime di vene azzurre
sul collo e sulle braccia, segnate da un 'innumerevole quantità di ecchimosi
nere e gonfie.
Sottili, tanto da far sembrare il tubo della flebo un'orribile, enorme appendice
che le penetrava nella carne, togliendole la vita anziché restituirgliela.
E Angel si ritrovò a stringere i denti, pensando a cosa doveva aver significato
infilare quell'ago, mentre le parole di Kate gli risuonavano nelle orecchia
a bucarla fino a che non ha le braccia blu, e piange, e ti supplica di
farli smettere
Deglutì, ma non riuscì a controllare l'orrore, mentre osservava
quel viso minuscolo, che persino nello strazio della malattia aveva conservato
la traccia degli zigomi di sua madre, e la forma delle labbra di lei.
Un viso bellissimo, su un corpo, che , persino sotto le lenzuola, sembrava ormai
più quello di una bambina di due anni che di una di quattro
e un
'espressione sofferente che gli penerò nel cuore, ferendolo.
Avvelenandolo.
Facendogli sentire lacrime negli occhi spalancati per lo stupore e l'orrore.
Vide Kate piegarsi su di lei, sorridendole, e sfiorarle la fronte nel sonno,
prima baciarla con dolcezza infinita, come se lei fosse una cosa fragile e delicata,
che persino una carezza avrebbe potuto distruggere.
E, molto probabilmente, era proprio così
Quella bambina era uno strazio di dolore
eppure
Kate la guardava
come se le riempisse di luce il cuore
Le appoggiò la guancia alla fronte, senza dire nulla, e dopo un attimo
si alzò, prendendo fra le mani la cartella clinica e sfogliandola con
le labbra tese, mentre Angel tornava a guardare la bambina, quasi fosse incapace
di toglierle gli occhi da dosso.
Dopo tante guerre, dopo tanto sangue, dopo tanta sofferenza
non pensava
che qualcosa potesse ancora colpirlo in quel modo
Aveva creduto di aver raggiunto quasi la vetta della sofferenza, e di potere
solamente ripetere ciò che già aveva provato.
E poi ecco questa bambina
quest'uccellino buttato in un letto d'ospedale
e d'un tratto tutte le guerre, tutto il dolore, tutto l'orrore visto e provocato
di nuovo
non esistevano più
Portati via da lei
da una creatura mai vista prima in tutta la sua esistenza
e che avrebbe potuto essere sua
Il pensiero gli sfrecciò nel cervello, veloce come un lampo.
Colpendolo.
Sconvolgendolo.
Proprio quando Kate gli parlò, e sollevati gli occhi dal volto della
piccola lui la guardò, e si accorse che anche lei, a sua volta, lo stava
osservando.
"Era
più carina
prima
" Mormorò,
un sorriso tremulo sulle labbra. "veramente
Lei era
è
è alta , molto
.
Più alta degli altri bambini
ora non si vede perché è
sdraiata, ed era
era meno magra prima
e aveva dei bellissimi capelli
biondi
"
"Kate
" Mormorò lui, scotendo lentamente la testa.
Lei si premette la mano sulle labbra.
"Non come i miei , sai
"Continuò. " molto più
belli
E
"Passò gli occhi da lui alla bambina." E tutti restavano
stupiti da quant'era precoce
a un anno già parlava
e
si muoveva ovunque
Lei
mi ha fatta sempre disparere per stare... a letto
"
Deglutì, ingoiando un singhiozzo, e stavolta Angel non pensò che
volesse restare sola, che volesse essere lasciata in pace.
Stavolta
Angel
non pensò.
Si avvicinò con un passo, e le prese la mano, attirandola a se.
Stringendola.
Avvolgendole le spalle tra le braccia.
E tenendola così, mentre lei ricambiava la sua stretta.
"Shh
"Mormorò. " shh
non parlare
"
"Angel
"
"Non parlare
"Le affondò il volto nei capelli, e la sentì
tremare, stringendolo più forte.
Non piangeva, ma sembrava che il suo corpo dovesse andare a pezzi da un momento
all'altro.
"non parlare
io
"
"No
"Lo interruppe, sollevando il viso.
E fu lì, sul suo, le labbra di lei che sfioravano la sua bocca
e il suo fiato
il fiato di Kate era così caldo, e sapeva di acqua,
e di lacrime
Il fiato di Kate
dopo così tanto tempo
"Per favore
" Mormorò, guardandolo negli occhi ."
Per favore non dirmi che andrà tutto bene
Ma
"Chiuse le palpebre, e lui le appoggiò le labbra sulla fronte,
istintivamente.
E non c' era niente di deduttivo in quel gesto
ma solo un enorme desiderio
di proteggerla, di portarla via da quella stanza
di cullarla fra le braccia,
fino a che non si fosse addormentata, e il dolore se ne fosse andato. "non
dirmi nemmeno che è finita
perché se è finita, io
"
Angel sollevò le dita, e gliele poggiò sulla bocca, con dolcezza
infinita.
In tutto il tempo che si erano frequentati, non erano mai stati così
vicini, con il corpo e con lo spirito
eppure, in qual momento, c'era un
abisso a separarli
C' era sempre un abisso a separarli.
Che fosse il padre di Kate, o la donna che Angel aveva amato
o una bambina,
in un letto freddo d'ospedale.
" Non so se potrò fare niente
" Mormorò, quando
lei riaprì gli occhi. Laghi azzurri, trasparenti, in cui lui poteva vedere
la sua immagine persa da così tanto tempo.
Laghi azzurri pieni di speranza. " mi dispiace
ma ti giuro
ti giuro che cercherò
"
Kate annuì piano, deglutendo ancora, e un attimo dopo si staccò
da lui, passandosi le mani sul viso e fra i capelli.
"Vado a vedere se trovo il dottor Newman
" Mormorò, imbarazzata.
"a te cosa serve per
"
"Una fiala di sangue
solo questo
"
"Va bene
"Annuì Kate. " allora
torno subito
"
Lui le sorrise, guardandola uscire, ma il sorriso gli si spense sulle labbra
non appena lei ebbe lasciato la stanza, e Angel tornò a girarsi, e a
rivolgere gli occhi alla bambina.
Si avvicinò di un passo, stupendosi di quanto debole fosse il battito
del suo cuore
tanto che lui appena riusciva a sentirlo, e quanto delicato,
quasi trasparente, fosse il suo respiro
Come un 'unica goccia di pioggia in mezzo a un 'acquazzone.
E lei, forse, lo era
un 'unica goccia di pioggia nell'uragano della vita
un unico, piccolo fiore, che il vento avrebbe potuto strappar via in qualsiasi
momento, che il sole avrebbe potuto seccare o l'acqua annegare,che la terra
avrebbe potuto disseccare, e gli uomini calpestare
che tutto avrebbe potuto
annientare.
In un secondo.
Senza sforzo.
Eppure, era ancora lì
e il suo cuore batteva, e il suo fiato sapeva
di medicine, come quello di sua madre aveva saputo d'acqua
E il suo esistere era una sfida all'universo intero, istante dopo istante.
Allungò la mano, sfiorandole delicatamente la fronte pallida, mentre
gli occhi gli si riempivano di lacrime.
Bruciava. Bruciava come fuoco
Bruciava il suo corpo, e il suo spirito, forse.
E il cuore di sua madre.
E, adesso, anche quello di Angel.
Angel che non aveva niente a che fare con lei.
Angel che fino a un 'ora prima non sapeva nemmeno della sua esistenza.
Ma che avrebbe dato la propria, di esistenza
per farla guarire.
Chiuse le dita, carezzandole la fronte, e indugiando con la mano su quella pelle
calda, nell'inutile, ridicolo tentativo di calmare quell'arsura terribile col
suo freddo innaturale.
Mentre i suoi occhi non riuscivano a staccarsi da qual volto malato, la maschera
dell'innocenza ferita
come quella di sua sorella, che lui aveva distrutto
come quella di milioni di bambini, che non avrebbe mai visti
che non avrebbero
mai colpito il suo cuore come quella piccola, delicata creatura che ora catturava
senza saperlo lo sguardo di un vampiro.
Così profondamente che non si accorse della presenza alle sue spalle,
fino a che una voce di donna non gli ferì le orecchia, aspra, sgarbata,
come il tono che usò.
Così tagliente che avrebbe potuto far sanguinare la bambina di Kate
"Senta, lei, "Esclamò. " qui non si può stare!"
Angel sollevò la testa, reagendo al tono secco di quella voce voltandosi,
e incontrando il volto non meno aspro di una giovane infermiera che, accanto
ad un medico in camice e stetoscopio appeso al collo, lo fissava a braccia incrociate.
Come fosse stato un intruso nel suo regno
Ma quello non era il suo regno
Quello era il regno del dolore
"Sono venuto con Kate Lockley." Rispose solo, passandosi le dita sotto
gli occhi per nascondere le lacrime. "Cercava il dottor Newman
"
"Bè "Ribattè l'infermiera. " la signora Lockley
qui non la vedo, e a noi non ha detto che aspettava visite, per cui, se non
le spiace, dovrebbe uscire immediatamente dalla stanza
"
"Aspetterò fuori
" Mormorò lui, allontanandosi
dal letto, ma la donna scosse il capo, implacabile.
"Nemmeno. E' vietato l'acceso ai non autorizzati su tutto il reparto."
"Mi ha autorizzato sua madre, "Esclamò Angel fra i denti, cercando
di non perdere la calma. " di chi altro serve il permesso?"
"Mi ascolti bene, per qual che ne so la signora Lockley non è nemmeno
in ospedale, e se non esce
" La donna sgranò gli occhi, fissandolo,
ed evidentemente si accorse delle lacrime che ancora gli brillavano nello sguardo.
" Ma lei" Esclamò. " è il padre?"
Angel si voltò per un attimo, fissando il volto pallido della bambina
di Kate
della creatura che le era cresciuta dentro
e che ora stava
perdendo
Di quell'esserino miniscolo che le aveva fatto superare qualunque cosa fosse
avvenuta cinque anni prima
portandola a chiedere il suo aiuto
Di quel cuore che batteva così piano
di quel respiro che sapeva
di medicine
Di quel piccolo angelo
un angelo senza più ali
"Si
" Mormorò piano.
Senza pensare.
E di nuovo allungò una mano a sfiorarle la fronte.
"Oh
"Esclamò l'infermiera." Allora è diverso,
naturalmente, può restare
solo, se vuole scusarmi
"
Angel si voltò, e un attimo dopo la donna lo colpì in piena faccia
con un violento ceffone, graffiandogli la guancia con le unghie , e prendendolo
così di sorpresa che dovette lottare con se stesso, per non reagire d'istinto,
afferrandola.
La guardò invece, e la vide bruciarlo con gli occhi.
"Dovrebbe esserci lei in quel letto, al posto di quella creatura|!"
Urlò la donna, ansando. " Tre giorni e non si è fatto vedere
una volta!
Tre giorni a lasciare che sua madre si consumasse a furia di starle vicina,
e ci scommetto che non se lo è fatto, lei, tutto il calvario di questi
mesi!!
Oh, no, non c'è bisogno che lo chieda, per saperlo, li conosco fin troppo
bene gli uomini, io!"
"Charlotte
" Mormorò il giovane medico, avvicinandosi
in fretta e prendendola per il braccio. " ti sei ammattita?"
"No che non sono matta!" Rispose lei, il volto in fiamme per la rabbia.
" Tanto non mi cacciano da qui! Chi vuoi che ci mandino in questo purgatorio
in terra?!"
L'uomo la tirò verso di se, trascinandola alla porta.
"Ci scusi
" Ansò, portandola via.
Ma evidentemente la donna non era d'accordo con lui.
"Cos'è" Strillò. " ci è venuto a vederla
morire, adesso?
Crede di mettersi apposto la coscienza, così?"
Angel non rispose.
La guardò uscire dalla stanza, trascinata dal medico.
Piena di collera e di livore.
Contro di lui.
Aveva visto quella bambina spegnersi per tre giorni
e combatteva in quel
modo per lei
cosa poteva essere accaduto al cuore, e all'anima di Kate
cosa, se il suo stesso cuore e la sua stessa anima si sentivano percossi e annichiliti,
di fronte a quella sofferenza così assurda, così tanto crudele?
Si sfiorò la guancia con la mano, percorrendosi con le dita i punti in
cui lo schiaffo bruciava ancora.
E non si stupì di come quell'unico gesto avesse fatto mutare il suo parere
sull' infermiera
"Perché hai detto che sei il mio papà
?"
"Oh, mio Dio
"Mormorò Angel, voltandosi di scatto.
Era la seconda volta in pochi minuti che era così assorto nei suoi pensieri
da permettere a una voce di coglierlo di sorpresa
ma il salto che fece
adesso il suo cuore non aveva niente a che vedere con la sua reazione di poco
prima.
Davanti a lui, la bambina di Kate lo guardava con i suoi enormi, bellissimi
occhi azzurri
pieni di innocenza e di gentilezza
come pozze profonde
e trasparenti in cui un uomo avrebbe potuto perdersi, e annegare
continuando
a vivere.
Occhi indimenticabili.
Gli occhi di Kate.
" Tu non sei il mio papà
"Ripetè la piccola, la
voce debole come un soffio di vento. " mi dici chi sei, per piacere?"
Angel deglutì, piegandosi sulle gambe e abbassando le spalle, perché
il suo volto le fosse quanto più possibile vicino.
"Come lo sai che non sono il tuo papà?" Mormorò, sorridendole.
Lei non si mosse, e non esitò prima di rispondere.
"Perchè mio papà non sarebbe venuto
e non mi avrebbe
fatto le carezze
mio papà non mi vuole bene
"
Angel allungò le dita, sfiorandole la tempia, dove una volta dovevano
esserci state ciocche ribelli di capelli biondi.
"Hai ragione tu
" Disse piano, senza guardarla. " non sono
tuo padre
sono solo un amico della tua mamma
"
"Sei Angel?"
Di nuovo, lui sgranò gli occhi, stupito.
E di fronte alla sua espressione sbalordita, la bambina proruppe in una piccola,
dolcissima risata, che ebbe il potere di mandargli in un attimo in frantumi
il cuore.
"Non sono mica una maga!"Esclamò,e per un attimo parve che
una traccia di colore tornasse sulle sue guance bianche." Ho sentito mamma
che lo diceva una volta
mentre dormiva
però
. non mi
ricordo quando
"
Angel rispose al suo sorriso, appoggiando il volto alla mano.
"No
" Mormorò. " magari non sei una maga
però
potresti essere una fata
"Le sfiorò di nuovo la fronte."
Ti piacerebbe ?"
La bambina sospirò, tornando ad abbandonarsi sui cuscini.
"Si
"Soffiò. " perché così potrei
tornare a casa
"
Chiuse per un attimo gli occhi, e, quando li riaprì, c'era una sofferenza
atroce nel suo sguardo.
"Lo sai
" Mormorò. " io non me la ricordo casa mia
non me la ricordo più
Mi ricordo solamente altri ospedali
Però so che voglio tornare a casa
lo stesso
pure che non
me la ricordo e non so dove sta
"
Dio
quella bambina aveva veramente quattro anni?
Solo quattro anni?
Quattro anni e parlava, e lo guardava, e aveva dentro uno spirito che aveva
già sofferto per più di un vita
"Lo sai
"Mormorò. " a me capitava spesso di pensare
di voler tornare a casa
solo che ci ero già a casa mia
e
così, non sapevo dove volevo andare veramente
Poi sono partito
e di nuovo ho desiderato tornare a casa
la mia
vera casa
quella che avevo voluto lasciare
e non potevo più
farlo
"
"E ora?"Domandò, attenta, la bambina.
"Ora"Sorrise lui." Ho un' altra casa
"
Allungò un dito, toccandole il naso e continuando a sorridere.
"E anche io, da bambino, facevo finta di dormire
"
Per la prima volta, lei si mosse, arricciando il naso e allungandosi verso di
lui, come per confidargli un segreto.
"Shh
"Disse piano." Non voglio che lo sappiano.
Se sanno che sto sveglia vengono tutti qui e mi stanno intorno, e mi parlavo
e mi chiedono come mi sento, e se voglio qualcosa
e i dottori mi guardano
la gola, e gli occhi
e mi domandano sempre le stesse cose
Così invece mi fanno stare in pace
E mamma non ha bisogno di fare finta di ridere
Io me ne accorgo, sai, quando fa finta e quando ride veramente
"
Angel annuì, tornando ad accarezzarle la guancia.
"Si
"Mormorò." Anche io
"
Stavolta li sentì, i passi alle sue spalle, nonostante tutta la sua attenzione
fosse concentrata sul volto della piccola , e sul suono debole e regolar del
suo cuore, e sollevò la testa.
Stavolta seppe quando quei passi furono alla porta.
E dal momento che li sentì
seppe che appartenevano a Kate.
"Angel!"Esclamò, entrando di corsa nella stanza." Nia
"
Si portò una mano al cuore, fissando la bambina, e un respiro, che fu
quasi un grido di sollievo, le sgorgò dal petto quando la vide.
"Amore
" Mormorò, inginocchiandosi accanto al letto, dall'altra
parte. " sei sveglia
sei sveglia
"
Alzò li occhi verso Angel, mentre le sue dita stringevano quelle della
mano libera della bambina.
"Era da tre giorni che non riprendeva conoscenza
"Spiegò.
"Da prima che arrivassimo a Los Angeles
"
Nia sospirò.
"Mi piaceva andare in macchina
mi piaceva più che stare qui
E' un altro ospedale
ma è sempre uguale
invece, in macchina,
vedevo tante cose nuove
"
"Bè
"Si intromise l'infermiera che poco prima aveva colpito
Angel, avanzando dal fondo della stanza. "ma anche ora hai visto delle
cose nuove
hai visto tuo papà, no?! Non sei contenta?!"
Kate lo fissò, trattenendo per un secondo il respiro.
E continuò a guardarlo anche mentre Nia, piano, mormorava: " Si
sono contenta
"
Allora, Kate serrò gli occhi, e, per un attimo, Angel ebbe paura che
svenisse.
"Vado a chiamare il dottor Newman
"Continuò l'infermiera,
che non sembrava essersi accorta di nulla, e Angel vide Kate stringere i denti,
nel tentativo disperato di riprendere il controllo di se stessa.
"Nia
"Mormorò piano un attimo dopo, ma non terminò
la frase, sospirando e allungando nuovamente la mano per carezzare la fronte
della bimba.
"Sono davvero contenta
" Sussurrò la piccola, con la sua
voce da uccellino. "sei arrabbiata con me? "
Kate le sorrise. Un sorriso stanco, che non aveva niente a che fare con quello
che un tempo aveva conosciuto.
"Non potrei mai essere arrabbiata con te, amore
"Mormorò.
" non me ne hai mai dato ragione
"
"Però ti faccio stare in pena
"
"Non sei tu
è questa malattia che ti fa stare male
mentre
io non posso fare niente
"
Si portò alle labbra la mano della bambina, baciandola con dolcezza.
"Ho avuto così paura
"Mormorò. " sembrava
che non volessi più svegliarti
"
Angel vide la bambina voltare la testa, e quando Kate aprì le labbra
per continuare le si avvicinò, appoggiandole con delicatezza una mano
sulla spalla.
"Kate
"Mormorò.
Lei si voltò a guardarlo, sbattendo gli occhi, come se per un attimo
non riuscisse a comprendere dove si trovasse, o cosa ci facesse lui lì.
"Certo
"Esclamò dopo un attimo, alzandosi e prendendo
la borsa da terra. "scusa
"
Tirò fuori una siringa e una fiala con anticoagulante, appoggiandole
poi sul comodino accanto al viso della bamba.
"Li ho presi in infermeria
"Spiegò. " non c'era nessuno
Probabilmente un'emergenza in corso."
"Angel è un dottore?" Mormorò Nia, mentre Kate infilava
con un lento sospiro l'ago nel tubo della flebo.
Un sospiro che pareva un singhiozzo.
Angel la guardò, e non rispose, aspettando che fosse lei a farlo.
Duecentocinquanta anni, e non era in grado di rispondere alla domanda di una
bambina. Come non era stato in grado di impedire a sua madre di soffrire
Kate deglutì, versando il sangue appena prelevato nella fiala, e Angel
lo guardò scorrere, chiaro, liquido, come vino nuovo, bruciante di vita
Vino malato
Vita malata
Se ne rendeva conto fin da lì.
Senza nemmeno bisogno di annusarlo o sentire il suo sapore.
Sangue così diverso da quello di sua madre.
Da quel fuoco che lo aveva bruciato e che gli era rimasto dentro, ricordandogli
quel giorno di cinque anni prima,per centinaia e centinaia i volte, più
debole solo del ricordo delle sue mani, che stringevano le braccia di lei contro
il suo corpo.
Kate chiuse la fiala e la strine contro il petto per un istante, sollevando
il volto, prima di tornare a guardare la sua bambina.
E a sorriderle, l'amore sul suo volto che la rendeva ancora più bella.
"Amore
" Bisbigliò, sedendo sul letto accanto a lei. "
ti ricordi quando ti ho raccontato del vampiro buono?"
La bambina sgranò gli occhi, ma la sua sorpresa non poteva essere grande
come quella di Angel.
"Si
"Sussurrò.
"E ti ricordi quando stavi tanto male e mi chiedevi perché se poteva
aiutarti contro i mostri non lo poteva fare anche adesso?" Nia passò
gli occhi da Kate ad Angel. " E mi hai
detto che non era vero? Che
nessuna delle storie che ti raccontavo era vera?
Ecco
lui è
"Si schiacciò per un attimo le dita
sulle labbra, abbassando gli occhi. " lui è il vampiro buono delle
nostre storie
"
Nia boccheggiò letteralmente, fissandolo.
E non c'era orrore in quegli occhi. Non c'erano ribrezzo o paura, non c'era
nessuno dei sentimenti che aveva visto negli occhi di chi scorgeva per la prima
volta quello che era.
Non c'erano il terrore di cui tante volte si era nutrito, o l'incredulità
mista ad orrore che avevano preceduto la fine di una delle sue vittime.
Non c'era nulla di ciò che in passato aveva cercato.
Solo l'espressione sognante di una bimba
davanti alla realizzazione di
una favola.
"Veramente?"Sussurrò, e persino la sua voce parve più
viva. Come i suoi occhi e il colore sulle sue guance. " Veramente sei il
vampiro buono? "
Angel le sorrise, senza sapere più se allungare o meno una mano per sfiorarla.
"Si
"Rispose semplicemente. " e sono veramente felice di
conoscerti
"
"Sei vero
" Ripetè lei, gli occhi che le si riempivano
di lacrime. " esisti per davvero
"
Si
lui esisteva
e quella creatura in quel letto d'ospedale ci credeva
senza bisogno di prove, senza bisogno di altre parole.
Come sua sorella una volta aveva creduto nelle fate, e negli spiriti dei boschi.
Con la stesa meravigliosa, infantile fede.
E non era un mostro per lei
Per la prima volta
non era un mostro
Sentì le dita di Kate sulla pelle, ancor prima di vederla allungarsi
verso di lui per sfiorargli una mano, nei suoi occhi qualcosa che anche volendo
non avrebbe potuto essere espressa a parole, e che il calore della pelle di
lei sulla sua trasmetteva direttamente al suo sangue.
Solo un attimo, un attimo in cui il mondo cessò di esistere e loro tornarono
indietro, a tanti anni prima
a tanti errori prima.
Prima che lei deglutisse, e lentamente, con riluttanza, volgesse la mano, mostrando
nel suo palmo la fiala piena di sangue.
Angel la prese, e un attimo dopo tornò a volgersi alla bimba, sorridendole.
Stavolta non esitò a prenderle la mano, e dolcemente si chinò
su di lei, sfiorandole le dita con un bacio.
"Esisto per davvero
" Mormorò. " e non ti lascerò
più sola
"
Vide una lacrima scendere lungo la guancia della bambina, ma non osò
sollevare di più gli occhi.
Non osò guardare il volto di sua madre.
Raggiunse la porta senza guardarla e solo quando Nia lo richiamò trovò
il coraggio di voltarsi.
" Angel
" Mormorò la bambina. " perché non
sei venuto prima?"
Cercò gli occhi di Kate, e quello che vi vide riflesso, questa volta,
fu un 'enorme tristezza, che gli lacerò il cuore.
Portandosi via le ultime tracce di rancore e di rabbia.
Cancellando ogni cosa. Cancellando cinque anni.
"Ti ho cercata tanto
"Mormorò piano. " ma non sapevo
dov'eri
"
Kate chiuse gli occhi.
Non aveva bisogno di pronunciare il suo nome.
Parte
II
Bob
Aveva
le mani sudate mentre, seduta sul letto, componeva freneticamente il numero
di telefono, col cuore che le batteva così forte in petto che sembrava
potesse scoppiarle da un momento all'altro.
Pompandole nelle vene sangue caldo come lava .
Che bruciava il suo viso, e sapeva di vergogna.
Eppure, Kate stava ingoiando la vergogna.
Stava ingoiando l'orgoglio, stava ingoiando ogni brandello di dignità.
Stava ingoiando tutto ciò che per lei era stato importante, e stava ingoiando
il batticuore.
E in quel momento non le importava.
Non le importava di niente.
Voleva solo che le rispondesse.
Voleva che alzasse quella cornetta e le parlasse, almeno una volta
Voleva sentire la sua voce
Si.
Per favore.
Voleva sentire la sua voce.
Solo per un secondo.
Voleva solo sentirlo pronunciare il suo nome.
Aveva le mani sudate mentre portava al volto la cornetta, e aspettava.
Per secondi che sembravano anni.
Mentre il rumore secco della linea telefonica si prendeva gioco di lei.
Di lei, e del suo folle batticuore.
Si passò una mano fra i capelli, lanciando un 'occhiata alla porta, da
cui una lama di luce, proveniente dal soggiorno, filtrava appena, interrotta
di tanto in tanto dall'ombra dell'uomo nell'altra stanza, che si muoveva come
se fosse a casa sua.
Ma quella non era casa sua
No
e lei non avrebbe mai dovuto invitarlo a salire
Lei non avrebbe mai dovuto accettare quell'appuntamento, non avrebbe mai dovuto
sollevare il telefono e rispondergli
Non avrebbe mai dovuto dargli il suo numero.
E non avrebbe mai dovuto permettergli di baciarla.
Deglutì, mentre al suo orecchio il telefono continuava a suonare.
E lui, dall'altra parte, non rispondeva
E lui, dall'altra parte, non c'era
Non c'era per lei
non c'era nemmeno per pronunciare il suo nome.
E farle vedere di nuovo chiaro, come il girono che l'aveva morsa
Forse era fuori con la sua ragazza, forse stava aiutando qualcuno
qualcuno
che non era lei
Non aveva nemmeno voluto guardarla, quella sera di tre giorni prima
e
poi
tutto era successo così in fretta.
L'incidente, e Bob che rientrava nella sua vita, che la invitava a prendere
un the
Un the
non le piaceva nemmeno il the, e non le piaceva lui
ma il
cuore le faceva così tanto male , e aveva così' tanta paura di
tornare in quella casa vuota, dove lui l'aveva stretta fra la braccia, dove
tutto le parlava di Angel, anche se non ci era stato che per pochi minuti.
Perché tutto le parlava delle ore trascorse a pensare a lui.
Ed era così arrabbiata con lui, che se ne stava in casa, con la sua ragazza,
mentre Kate rischiava di ammazzarsi sulla strada, e con se stessa, perché
lui non le aveva mai dato nemmeno una ragione per pensare che le cose potessero
andare diversamente.
Perché era stato lei ad allontanarlo. A braccarlo, ad accusarlo, a volere
che fossero nemici
per riuscire a non amarlo, per riuscire a non ammettere
che lui stava diventando il centro stesso delle sua esistenza.
Perché era stata lei a rovinare quel poco che esisteva fra loro, e poi
aveva creduto che tutto si potesse aggiustare
si era illusa che tutto
si potesse aggiustare
e che nel cuore di Angel ci fosse un posto anche
per lei.
Perchè Angel non aveva colpa, eppure non riusciva a non provare verso
di lui una rabbia così cieca da renderla quasi folle.
Da farle accettare l'appuntamento dell'uomo che già una volta le aveva
fatto del male, da portarla ad invitarlo su, e a permettergli di baciarla
Perché Angel aveva la sua bellissima ragazza, e la baciava, e faceva
l'amore con lei
e Kate era così stanca di essere sola
era
così disperamene piena di tristezza da quando lo aveva visto.
Così duro, distaccato, così triste
E non aveva voluto dirle perché
non aveva nemmeno voluto parlarle
Perché non aveva più bisogno di lei adesso, e lei non aveva più
bisogno che le salvasse la vita
Come, come aveva potuto illudersi che fosse un altro il motivo? Che fosse lei
il motivo?
Di quelle carezze, del morso sulla sua carne, della dolcezza infinita di quei
momenti nel guardino.
Era solamente colpa sua
e adesso era lì, e aspettava che lui le
rispondesse.
Che le dicesse solamente una parola. Che pronunciasse il suo nome.
Per tornare in soggiorno.
Per dire a Bob di andarsene a casa.
Che era stato tutto un errore. Un terribile, imperdonabile errore.
Per tornare a sdraiarsi nel suo letto, sola, e pensare a lui.
Ma lui non c'era.
Non rispondeva .
Come tante altre volte.
Quando si era preoccupata, quando si era chiesta dove fosse, e lui invece
invece
Spense il cordless, e lo gettò furiosamente contro la parete, con tanta
forza che rimbalzò, finendole ai piedi.
Con il vano della batteria divelto e l'antenna spaccata dalla base.
Come il suo cuore
Mentre la rabbia rendeva muto il dolore, e sorda la coscienza.
Lo aveva spettato così a lungo
e così tante volte
Lo aveva amato così a lungo
ma lui non aveva mai amato lei
Non aveva mai voluto stare con lei
"Katie
"Mormorò Bob, aprendo discretamente la porta. "piccola
c'è qualcosa che non va?"
Lei si alzò dal letto, deglutendo nervosamente sotto la maschera di autocontrollo
che a volte le pareva parte integrante del suo volto.
"No. "Rispose. " Figurati. Ho avuto solo uno scatto."
Bob sollevò un sopracciglio, entrando nella camera.
"Tu?Uno scatto?
Il poliziotto più freddo e controllato del distretto?
Credevo che i tuoi scatti fossero solo coreografia da interrogatorio."
Kate strinse le labbra, annuendo lentamente.
"Tu, più di molta gente," Disse piano. "dovresti sapere
che non sono poi così terribile
"
Lui si mise le mani in tasca, avanzando ancora di un passo.
"Io so chi eri. So che sembravi l'allieva più efficiente e dura
dell'accademia, preoccupata solo di essere all'altezza di suo padre. "
Allungò una mano, sfiorandole il viso, e Kate lottò per non tirarsi
indietro.
Era calda la sua mano
troppo, troppo calda.
"E anche quella volta
"Le sussurrò sulla pelle. "
l'unica cosa di cui ti preoccupavi era che tuo padre non si accorgesse di niente."
"Mi hai lasciata sola,"Rispose lei, senza muovere un muscolo. "
in quella palestra enorme. Terrorizzata. "
"Tu?" Bob sorrise. Quel sorriso da mascalzone che l'aveva sempre attirata
tanto. " Tu terrorizzata? Kate Lockley?
No.
Io ero terrorizzato.
Tu non mi avevi detto
"
Kate scosse la testa.
Quella discussione era assurda.
"Senti Bob
" Mormorò allontanandosi, ma lui non glielo
permise, prendendola dalla vita.
"Hai ragione
" Soffiò. "sono stato un vigliacco figlio
di puttana
Ma tuo padre non faceva paura solo a te
E dopo avrei voluto chiederti scusa
"
"Ma non lo hai fatto
"
"E tu mi hai perdonato lo stesso
"
Kate aggrottò la fronte.
"Altrimenti non mi avresti invitato qui, stasera
e non mi avresti
baciato."
"No
"Si divincolò dalla sua presa. " ascoltami, quel
bacio
"
"Lo so
"Le appoggiò la mano alle labbra. " lo so
che non è l'amore del secolo.
Non lo è mai stato.
Ma siamo soli tutti e due stasera, e tu mi hai invitato
"
Si
lo aveva invitato
E ora era lì, a pretendere quello che lei non gli aveva offerto.
Mentre colui che non aveva mai invitato era lontano. Nel suo albergo.
Con un 'altra donna.
Sentì le labbra di Bob sulle sue, e rimase immobile, il cuore che le
accelerava leggermente il battito, e non per desiderio, o amore.
Con un 'altra donna
Con un 'altra donna
Faceva male.
E ne faceva ancora di più perché non aveva voluto nemmeno guardarla.
Perché non l'aveva nemmeno chiamata.
Perché aveva lasciato che il suo telefono squillasse a vuoto decine di
volte.
E perché Kate non aveva alcun diritto di pretendere il contrario.
Sentì le mani dell'uomo sul suo corpo, lentamente dapprima, poi più
freneticamente, mentre lui continuava a baciarla, chinandosi su di lei e premendole
le labbra sulle scapole.
Faceva male perché non riusciva ad odiarlo.
Perché quella rabbia, e quel rancore, e quel vuoto atroce che sentiva
non le premettevano ancora di odiarlo.
E lei non era più la stessa donna che pochi mesi prima era riuscita ad
illudersi di farlo.
Caddero insieme sul letto, e lei voltò la testa. Verso la porta aperta,
e la luce.
Ma come faceva, Bob, a non accorgersi che non si stava movendo?
E perché
perché lei non riusciva a farlo?
Perché non riusciva ad allontanarlo dal suo corpo?
In fretta
succedeva tutto troppo in fretta.
E Kate aveva troppo male al cuore.
In terra, il codless era ancora dove lo aveva gettato.
Abbandonato.
Come lei.
Spezzato.
"Vado
da lei adesso."Rispose Angel, infilando il cappotto sotto lo sguardo profondo
di Wesley. " e non credo proprio che ciò che avrò da dirle
le piacerà."
"Ci credo
" S'intromise Cordelia, continuando a passeggiare avanti
e indietro, mentre batteva leggermente sulla schiena del bambino.
Sbuffò, tirandolo più su contro di se.
"Se penso alle cose che le ho detto
io
ah, dopo tanti anni
non so ancora tener chiusa questa fogna!"
Angel le sorrise indulgentemente.
"Non credo che Kate se la sia presa
"Mormorò. "
ha altro per la testa in questo momento
"
Cordelia si morse le labbra, e finalmente lasciò andare la domanda che
doveva esserle bruciata sulla bocca dal momento stesso in cui era arrivata quella
mattina.
"E' proprio così grave?" Chiese.
Angel sospirò, scambiando un rapido sguardo con Wesley.
"La sua bambina sta morendo, Cordelia
" Mormorò semplicemente.
" a quel che dice Wesley, è incomprensibile come sia ancora viva
"
Si allontanò, incapace di sostenere lo sguardo pieno di pena della donna,
e fu Wesley a continuare per lui.
"Dalla mia analisi con La lampada di Amoos " Spiegò. "
risulta che le cellule del sangue della bambina sono totalmente anormali, a
livello addirittura atomico.
Il suo Dna manca di una porzione, quasi un intero filamento
ma questo
è assurdo, perché con una tale mutazione quella creatura non sarebbe
nemmeno dovuta venire al mondo, o , se verificatasi successivamente, per qualche
motivo, l'anomalia avrebbe dovuto stroncarla in pochissimo.
Invece lei è nata. Ed è stata in perfetta salute fino ai tre anni.
Senza contare il fatto che il problema sembrerebbe riguardare solamente le cellule
del sangue
Sinceramente non capisco
"
"Ma
" Mormorò Cordelia. " io pensavo che La lampada
di Amoos fosse in grado di individuare qualunque tipo di malattia! Dopo tutto
il casino che abbiamo fatto per procurarcela!"
"Tecnicamente"Puntualizzò Wesley, tirandosi su gli occhiali
con un dito. " le mutazioni genetiche non sono delle malattie!"
"Ah. E che differenza fa per quella bambina?"
Wesley abbassò gli occhi per un attimo.
"Molta, forse.
Se riesco ad accertarmi, almeno con una buona approssimazione, che si tratta
di una mutazione, posso provare a fare un incantesimo per ricostruire il DNA,
partendo da una cellula di un'altra parte del corpo.
In realtà
è proprio ciò che spero, perché
se invece si tratta di una malattia, di un genere che, per qualche motivo, non
viene rilevata dalla lampada
"
Cordelia annuì piano, e si portò istintivamente alle labbra la
testa del suo bambino.
"Certo che la cosa più difficile al mondo è rendersi conto
di quello che si ha
non è vero piccolino?" Lo baciò,
prima di avvicinarsi a Wesley e porgerglielo, sospirando sonoramente.
"Tieni, "Esclamò. " fa la metà del tuo dovere!"
Wesley sgranò gli occhi, prendendolo goffamente fra le braccia.
"Che ci devo fare?!" Esclamò.
"Che vuoi farci?"Sbuffò lei, raccogliendo dal divano la giacca.
" Mangiarlo?
Il latte in polvere è nello stipo, camomilla e pannolini nel suo beauty,
ha già fatto la pappa per cui il massimo che può succedere è
che si metta a piangere.
Se accade e non si calma chiama Lorne al Caritas e fagli cantare una canzone
per telefono.
Tutto chiaro?"
Wesley boccheggiò letteralmente, cercando di aggiustasi meglio il bambino
fra le braccia.
" Si, certo
ma tu dove vai?"
Cordelia quasi ringhiò, sollevando in alto le mani.
"Secondo te dove sto andando, Wesley, vediamo?!"
Lui deglutì, sull'orlo di una crisi di panico.
"In ospedale?" Azzardò.
"Bingo!! Puoi scegliere fra un Home teatre e la custodia del mio bambino
per un paio di ore!
Ma
ops, l'Home teatre è appena terminato, per cui, buon divertimento!"
Gli passò davanti, precedendo Angel sulla porta e poi voltandosi a guardarlo.
"Allora, " Lo incitò. " andiamo? Potrei anche cambiare
idea se guardo ancora un secondo come Wesley tiene Allen!"
"Cordelia
"Mormorò Angel, seguendola nell'atrio dell'Hyperion.
Ma lei lo zittì immediatamente, con un imperioso gesto della mano.
"Se mi ricordo solo un po' com' è fatta Kate Lockley, "Disse.
" si troverà divisa fra il voler venire con te e il non voler lasciare
sola la sua bambina!
Bè, io sono l'alternativa perfetta.
Sempre che prima decida di spararmi per come l'ho trattata ieri, scelta che,
per inciso, avrebbe tutta la mia comprensione!"
"Non potevi sapere
" Soffiò lui.
Cordelia si fermò sulla porta, con la mano sulla maniglia.
"No
"Mormorò. " nessuno poteva sapere
"
Alzò la testa, guardandolo. " lo sai, vero, che probabilmente era
già incinta, quell'ultima volta?"
Angel non abbassò la testa, ne si sottrasse al suo sguardo.
"Si
lo so
"
"Te lo ha detto lei?"
" Non mi serve che me lo dica lei
"
"E ti ha spiegato
"
"Cordelia,"La interruppe. " noi non abbiamo parlato
"
"Non avete parlato?!" Scattò lei, mentre automaticamente prendeva
la coperta che sempre tenevano sulla panca subito fuori dalla porta e la metteva
sotto il braccio. " Angel, sei tornato a casa, hai consegnato il sangue
a Wesley, sei ritornato in ospedale, e poi sei rientrato, quanto, quattro ore
fa?
Che cavolo avete fatto in un ospedale se non avete parlato?!"
Angel distolse gli occhi, percorrendo al suo fianco il viale in ombra fino al
cancello d'ingresso.
" Kate non si sentiva di parlare
e del resto non avremmo nemmeno
potuto farlo
non in quella stanza, con Nia che dormiva nel letto di fronte
al nostro
" Cordelia lo fissò. " a quello su cui eravamo
seduti!!"
"Precisazione inutile. E naturalmente non ha voluto lasciarla nemmeno il
tempo per dormire due ore."
Angel sospirò , aprendole il cancello.
Fortunatamente, la convertibile, che comunque aveva la cappotte alzata, era
ancora in ombra.
"No
"
"E tu non glielo hai imposto?!"
"No
"
"Perfetto. E
"
"E?"
"Avanti, Angel, hai qualcos' altro sulla punta della lingua, e io non ho
la pazienza che aveva Doyle."
Di nuovo, Angel abbassò gli occhi, fermandosi con la schiena appoggiata
alla carrozzeria dell'auto.
Doyle
Doyle
Se ci fosse stato Doyle avrebbe saputo cosa era meglio fare
Sette anni
e gli mancava ancora come il primo giorno
"E' arrivata quattro giorni fa da Cicago, e la bambina è stata male
già in viaggio.
Ha perso conoscenza in macchina e poi non l'ha più ripresa fino a ieri
Kate non ha
ne una casa
ne un albergo qui in città
Ha passato tutto il suo tempo in ospedale, lasciandolo solo quando le condizioni
di Nia si sono stabilizzate
per venire da noi
"
Cordelia annuì piano.
"Lei non ha un albergo
"Disse piano. " ma tu si."
"E quello che le ho detto
"
"Ma lei non ne ha voluto a che sapere."
"Non vuole lasciare la bambina
"
"E tu, naturalmente, le hai obbedito!"
Angel aggrottò la fronte.
"Ma certo! "Continuò Cordelia. " Tu le hai sempre obbedito!
E non ti è mai nemmeno passato per l'anticamera del cervello che tutto
ciò di cui aveva bisogno era che tu insistessi appena un po' di più?!"
"Cordelia
"
" Non ti è mai passato per la testa che fosse solo orgoglio, che
lei avesse bisogno di qualcuno accanto, ma che essendo una testarda testa dura
come sei tu non lo avrebbe ammasso nemmeno sotto tortura?
Non ti è passato per la testa che ci sono persone così idiote
da farsi passare sotto il naso la felicità per orgoglio, o per non dare
a vedere quanto sono deboli?
Non ti è mai passato per la mente
"
"Si!"La interruppe lui. "mi è passato per la mente, soddisfatta?!
Mi è passato per la mente decine di volte!
Ma che potevo fare!
Non potevo andare da lei e costringerla con la forza!
Imporle la mia presenza quando mi aveva detto che non mi voleva, quando era
evidente che non mi voleva vicino per
per
. per quello che sono.
Quando mi aveva chiesto di lasciarla
"
"Perché? Perché non potevi Angel?"
"Cordelia, da quando in qua sei diventata una così stregua difenditrice
di Kate?
Non mi pare che tu abbia avuto delle parole molto gentili per lei quando è
sparita."
"Da quando me la sono presa con una donna che ha una figlia che muore in
ospedale e mi sento male come un cane!
E adesso dimmi tu, Angel, perché se Kate ti chiedeva di lasciarla tu
la lasciavi, se ti diceva di non volere nessuno quando era sola come un cane
dopo la morte di suo padre , tu ti allontanavi, mentre quando era Buffy Summers
a farlo non c'era verso di staccarti dal suo prezioso, rotondo fianco da Cacciatrice?!"
Angel sgranò gli occhi, sorpreso.
Se c'era una cosa che non si era aspettato era che Cordelia tirasse dentro Buffy.
Di solito, non voleva nemmeno sentirla nominare.
"Avanti, sto aspettando!"
"Non
non è la stessa cosa
"Mormorò.
"Perché?! Perché Buffy era una scema ochetta bionda di sedici
anni che quando voleva dire no diceva si e viceversa, e due volte su tre apriva
la bocca e le dava fiato senza prima essersi accertata che il cervello fosse
in moto, quando andava bene? E invece Kate era una donna matura e adulta, perfettamente
in grado di sapere ciò che voleva?"
Angel la fissò, profondamente a disagio.
Sapeva che Cordelia diceva la verità
se lo era ripetuto decine
di volte
ma questo non rendeva più facile ammetterlo.
E del resto, Cordelia non voleva che fosse più facile. Non lo voleva
affatto.
"Si
"Mormorò piano, fissandola come avrebbe fissato sua
madre, se sua mandre si fosse mai preoccupata di domandargli qualcosa, o di
cercare di capirlo." Ho sempre pensato che potesse non essere così,
però
se invece lo fosse stato
"
"Oh, Angel, cavolo!" Gridò quasi Cordelia. "Io l'ho vista
quel giorno che venne qui, prima che tu partissi per lo Stry Lanka!
E ti poso assicurare che tutto quello che quella donna voleva era solo che tu
la chiamassi!
Oh, ma perché dobbiamo essere tutti così idioti quando si gioca
con il cuore?!"
Sporca.
Era l'unico modo in cui si sentiva.
L'unica parola che le rimbombava nella mente, l'unica realtà che il suo
corpo le gridava.
Kate era sporca.
Sporca come il grasso su un vetro, sporca come la polvere, appiccicosa, in una
strada di periferia, sporca l'acqua di una pozza .
Sporca come una prostituta.
Più di una prostituta.
E non gliene importava niente.
Non le importava niente di nulla.
Continuava a fissare il telefono schiantato in terra, l'antenna piegata in modo
irregolare, di lato, come un corpo colpito con violenza.
Come il suo corpo
E sapeva che il suo cuore non batteva più nemmeno forte
Sapeva che il suo cuore era vuoto.
Così vuoto
E lei era così sporca
"Katie
" La voce roca di Bob le sfiorò piano una tempia,
e l'unica cosa che lei riuscì a pensare era perché non si decideva
ancora a spostarsi di lì. Perché non prendeva le sue cose e non
se ne andava?
Perché non la lasciava in pace? " Mi dispiace
"
Chissà se avrebbero potuto aggiustare qual telefono
Di lì il danno pareva serio, ma poteva sbagliarsi.
Dopotutto, era un oggetto, e gli oggetti non erano come le persone
Era più facile ripararli, gli oggetti
Si voltò piano, per la prima volta, e lo guardò negli occhi.
Calma.
Gelida.
Come il suo cuore.
Vuota.
Come il suo cuore.
" Non preoccuparti
"Sussurrò. " non è colpa
tua."
"Lo so, "Rispose lui. " mi spiace solo che non ti sia piaciuto."
Finalmente, si spostò da lei, rotolando sul fianco, e fissandola.
" Dopotutto, non credevo a ciò che si diceva di te
"
Kate allungò la mano, tirando istintivamente il lenzuolo su di se.
Non voleva che la vedesse.
Non riusciva sopportarlo.
Gli aveva appena permesso di usare il suo corpo, ma il pensiero che i suoi occhi
la guardassero le dava una nausea atroce, scotendola più dell' espressione
di tranquilla superiorità sul suo volto.
Più delle sue parole.
"Perché'," Chiese, stringendosi il lenzuolo sul petto . "
che cosa si dice di me?"
Lo sapeva ciò che si diceva di lei
Lo aveva sentito così tante volte
"Bè
che non ti piacciono
sai
gli uomini
che non sei capace
" Sghignazzò. " io gli dicevo che non
era così, che all'accademia eri un po' timida si, però, da questo
a
tuttavia, a ripensarci ora, nemmeno quella volta
"
Kate si sollevò a sedere, disgustata.
Da se stessa
più ancora che da lui.
"Fa piacere sapere che si parla ancora di me, nell'ambiente
"
Disse, alzandosi.
"Uh
non te la sei presa, vero, Katie? "
Non lo guardò.
L'unica cosa che guardava era la porta del bagno.
L'unica cosa che voleva era la porta del bagno.
"No, non preoccuparti.
Vorrei solo sapere se volevi me o solo un 'altra storia da raccontare in giro."
Lui si allungò, sfiorandole la mano.
"Dai, Katie, tesoro
lo sai che non è così.
E poi, io sono stato onesto con te
"
Lei deglutì, e si avvolse il lenzuolo attorno al corpo.
"Si
"Mormorò. " sapevo benissimo che cosa volevi
sono io che non sono stata onesta
"
Lui aggrottò la fronte, ma le sue parole dovevano averlo in qualche modo
tranquillizzato, perché un attimo dopo si distese sulla schiena, passandosi
un braccio dietro la testa.
"Ti spiace se faccio un pisolino?" Domandò. " Monto in
servizio fra quattro ore."
Di nuovo, Kate non lo guardò.
"Fa pure
" Rispose, avviandosi al bagno.
"Mm
sapevo che eri una donna straordinaria, Katie!
Tutta cervello e buon senso!"
Si, ripeté lei dentro di se , tutta cervello e buon senso
e lacrime
che pareva non avessero la minima intenzione di uscire
Ne lei aveva intenzione di permettere loro di farlo.
Poteva essere scesa così in basso da fare schifo a se stesa, ma non avrebbe
dato a Bob la soddisfazione di vederla piangere.
Piangere per qualcosa che aveva voluto.
Che aveva scelto scientemente di fare.
Per qualcosa che avrebbe giudicato un 'idiozia.
Che probabilmente era un 'idiozia.
Per chiunque, ma non per lei.
Lei non avrebbe potuto sentirsi più sporca nemmeno se si fosse rotolata
nel fango.
Tutto quello che voleva era fare una doccia
Era acqua fresca sul suo corpo, e sul volto
tutto quel che voleva era
tornare a sentirsi di nuovo pulita
Come qual giorno che avevano parlato nel guardino dell'Hyperion, Angel e lei
Il pensiero di lui la colpì, come un pugno in pieno stomaco
insieme
alla vista della doccia
Della sua doccia
Mattonelle, un rubinetto su una parete
Solo una doccia
niente più che una doccia
e sotto, un uomo
e una donna, avvinghiati, mentre lui cercava di richiamare alla vita una creatura
che aveva creduto di non volere più esistere.
Si portò una mano al petto, improvvisamente soffocata, come se una morsa,
improvvisa, fosse sbucata dal nulla a serrarle la gola.
No, Dio no
Non poteva
Non poteva avvicinarsi a quella doccia
Non poteva lasciare che l'acqua le scorresse addosso,come quel giorno.
Non adesso
Non ora che era così sporca
Chiuse gli occhi , correndo fuori dalla stanza, e fu solo un caso se non inciampò
nel suo telefono, abbandonato in terra.
Vicino al letto.
Il letto in cui Bob si era già addormentato.
Ansò, raggiungendo la cucina.
E finalmente si lasciò cadere in terra, raccogliendo le gambe al petto
e affondando la testa contro le ginocchia.
Tremando.
Come una bambina.
Una bambina che nessuno avrebbe consolato.
Kate
si riempì la bocca d'acqua, e poi la sputò, stremata, finendo
di vomitare gli ultimi frammenti di cibo e poi appoggiando la fronte al rubinetto
aperto, senza riuscire a smettere di tossire.
Ogni colpo che rischiava di farla ricominciare, ma con la differenza che non
aveva più niente in corpo da rimettere.
Sputò ancora, e poi si passò una mano bagnata sul volto, nel tentativo
di recuperare un po' di forze.
E di liberarsi da quel sapore terribile di acido che pareva esserle passato
sulla pelle.
Se glielo avessero chiesto dopo, probabilmente, non sarebbe riuscita a ricordare
ciò che le disse che lui era lì, che la stava guardando.
E anche allora non fu nulla che potesse identificare, a cui potesse dare un
nome.
Non fu nemmeno una sensazione
Semplicemente, seppe che era lì, dietro di lei, e non si voltò
nemmeno, troppo stanca persino per l'orgoglio.
Troppo cambiata per l'orgoglio.
" Da quanto sei lì?" Mormorò, prendendo fra le mani
l'asciugamano e tamponandosi il viso.
Angel esitò un momento, e solamente quando Kate si volse, e lo guardò
negli occhi, lui rispose.
"Abbastanza
"
Si avvicinò di un passo, entrando nel piccolo bagno attiguo alla camera
di Nia.
"Kate,"Mormorò." da quanto tempo va avanti questa cosa?"
Lei piegò lentamente l'asciugamano, prima di appenderlo al suo posto.
"Non sono io la malata, Angel
"Mormorò. " non preoccuparti
per me
"
Fece per passare, ma lui allungò un braccio, bloccandole l'accesso alla
porta.
"Quanto?" Ripetè.
Kate gli poggiò la mano sul polso, e lui non si oppose quando si liberò
il cammino.
"Non lo so
non ci avevo neanche fatto caso
" Ammise, uscendo
dal bagno, ma si bloccò di colpo quando vide la figura snella di Cordelia
Chase china sul letto di sua figlia.
"Ciao
"La salutò la ragazza, sollevando la mano. "
lo sai che hai una bellissima bambina?"
Per un attimo, solo per un attimo, Kate si chiese se la stesse prendendo in
giro.
Il tempo per Cordelia di aggirare il letto, e per lei di guardarla negli occhi.
Le sorrise, Cordelia, un sorriso aperto, da ragazzina, che la faceva tornare
indietro di quasi dieci anni.
Il sorriso di cui doveva essersi innamorato Doyle.
E che a Kate non aveva mai rivolto, fino ad allora.
"Per me è molto bella
" Rispose, chinando gli occhi sul
volto della bimba addormentata.
"Non potrebbe esserlo di più
"
Fissò il vassoio sul secondo lettino, con il cibo ancora quasi intatto
sopra, e si portò una mano alle labbra, lottando disperatamente contro
un altro conato di vomito.
E non si sentì offesa quando Cordelia seguì i suoi occhi, e con
un 'esclamazione soffocata afferrò il vassoio, e lo scaraventò
dentro lo stipo del comodino.
Semplicemente un po' imbarazzata
"Volevo proprio sedermi!" Esclamò la ragazza, lasciandosi cadere
sul letto. " tutta quella strada, in macchina, con le curve, le buche,
le asperità del terreno
sognavo un materasso morbido sotto il mio
ahm
bella giornata oggi, ti piacerà, è l'ideale per uscire
a fare quattro passi con un affascinante vampiro!
Niente sole forte, nuvolette a tutto spiano, può anche darsi che piova
un poco!"
Kate incrociò le braccia al petto.
"Non ho in programma di uscire
" Disse .
"Oh, be, i programmi cambiano, nel più improvviso dei modi.
Credimi, nessuno lo sa meglio di me.
A meno che
"
"Cordelia
" Fece in tempo a dire Angel.
" tu non mandi noi a trovare il papà di questo piccolo tesoro
"
Kate sgranò gli occhi, voltandosi di scatto verso Angel, che a sua volta
la stava fissando, come se gli fosse appena stato dato il compito di tagliarle
la testa.
" Che vuol dire?" Mormorò piano.
Lui si torse le mani, in un gesto che le era disperatamente mancato negli anni
precedenti, prima di rispondere:
"Wesley pensa che anziché una malattia possa trattarsi di una mutazione
genetica
"
"Ma
hanno fatto un mappaggio del DNA
lo hanno fatto a Chicago
"
"Prelevando del sangue?"
Kate deglutì.
"No
"
"Secondo Wesley la mutazione potrebbe riguardare solamente le cellule sanguigne
"Ma com'è possibile? Una mutazione deve riguardare l'intero DNA,
non può limitarsi a una porzione di esso!"
Angel scosse le spalle.
" Kate, sono talmente tante le cose che non sappiamo
inoltre
potrebbe trattarsi di una mutazione così infinitesima che i mezzi
usuali
potrebbero non essere stati in grado di rilevarla
"
"Ma se è questo
"L'interruppe lei, avvicinandosi. "
si potrà fare qualcosa?"
Ansò, la bocca improvvisamente secca.
Non voleva
non poteva crederci
Si passò la mano sul volto.
" Dio
se è così
se io l'avessi portata qui prima
se solo
"
"Kate..."Angel le prese la mano. " Per favore, non fare così
non c'è niente di certo
"
"mm
" Mugugnò Cordelia dietro di loro. "Sta parlando
il signore e padrone del rimugino!"
Afferrò dal letto la giacca di Kate che, automaticamente, la prese.
"Certo, non certo, è qualcosa, no?
Per cui tu evita di metterti a piangere in anticipo e tu altra
"Strinse
la mano sulla spalla di Kate. " evita di illuderti
E ora avanti, andate a trovare
chiunque sia lui!
Sai dove abita, vero?"
"Si
"Kate aggrottò la fronte. " ma , un attimo
non mi avete ancora detto perché vi serve Bob! Lui non ha mai
"Si
trattenne, mentre le parole dell'uomo, quando gli aveva detto di aspettare un
bambino, tornavano a rimbombarle nella testa.
"Bè, a noi non serve il "tuo" Bob, "Precisò
Cordelia. " a noi serve il suo sangue."
"Wesley" Spiegò finalmente Angel. " ha bisogno di ricostruire
esattamente la provenienza del difetto, se è un difetto, o di escludere
ogni possibilità che lo sia
Ha bisogno del tuo sangue.
E di quello di
lui.
Ma se tu non voi venirci
posso andarci io
"
"No."Kate sollevò la mano. " no, questo no
Non posso mandare un 'altra persona a chiedergli sangue perché sua figlia
è malata. Solo
"
Guardò la bambina, e subito Cordelia si affettò ad alzare le braccia.
"Ehi, che sono venuta a fare secondo te?
Resto io con la piccola!"
Kate esitò, fissando il volto pallido della figlia, addormentata ormai
da più di dodici ore a causa delle medicine che, continuamente, le venivano
iniettate.
Non voleva lasciare la sua bambina
aveva
aveva così tanta
paura che potesse accadere qualcosa mentre lei non c'era
Era da un anno, ormai, che non la lasciava
Ma non voleva nemmeno mandare Angel da Bob
Come se si vergognasse di ciò che aveva fatto. Come se si vergognasse
di chiedere aiuto per sua figlia.
No
era una cosa che doveva fare lei
Anche se il solo pensiero che i due uomini si trovassero uno di fronte all'atro,
quello si, la riempiva di vergogna
e non per se stessa
Per Angel
Perché una delle paure ricorrenti in quegli ultimi anni, persino mentre
erano così lontani, era stata che lui scoprisse quello che aveva fatto
e che la giudicasse
esattamente come Kate, una volta, aveva giudicato
Angel.
Guardò ancora Nia.
Il suo volto pallido, la bocca che era diventata quasi bianca,e la flebo
quella maledetta, maledetta flebo che sembrava essere ormai entrata a far parte
di lei
"Andiamo." Disse, afferrando dal letto la borsa.
Se c'era una possibilità, una sola, di salvarla, bè, per quella
sola possibilità lei avrebbe affrontato tutte le umiliazioni di questo
mondo.
Se doveva scendere in basso, se doveva supplicare l'uomo a cui non era importato
mai niente di lei, lo avrebbe fatto, se doveva ucciderlo
lo avrebbe ucciso.
"Grazie
"Mormorò a Cordelia, sollevando il volto dopo
aver deposto un bacio leggero sulla tempia della sua bambina, e quella si limitò
a sorridere, un sorriso tirato, che poteva più di molte, moltissime parole.
"
Stai partendo
"Mormorò piano, gli occhi fissi sul borsone
gettato in un angolo dell'atrio.
E non seppe perché lo avesse detto.
Quella borsa avrebbe potuto essere lì per decine di motivi, avrebbe potuto
non avere niente a che fare con Angel.
Eppure
non era così.
E lei lo sapeva.
Lei sentiva che stava per partire.
Che stava per andarsene.
Angel seguì la direzione dei suoi occhi, e, quando tornò a guardarla,
Kate lesse sul suo volto una stanchezza enorme, mista ad un dolore che le colpì
il cuore, ferendola più di quanto già non fosse ferita.
E facendole pensare che se solo avesse visto dieci giorni prima quel dolore,
se solo lui avesse alzato il volto, quella sera, permettendole di scorgerlo
in lui, nella sua anima, allora
forse
"Si
ma questo non vuol dire che non possiamo parlare
"
Kate deglutì, ma lui distolse ancora gli occhi, prima di continuare.
"Vorrei scusarmi con te per
quella sera
so di essere stato
molto sgradevole
"
Kate annuì piano, e fu lieta che lui non la stesse guardando
lei
e le lacrime che rischiavano di sfuggire al suo controllo.
"Non scusarti.
Facciamo tutti delle cose
" Deglutì di nuovo.
Ma perché era venuta?
Perché era uscita dalla clinica ed aveva guidato direttamente fino a
lì?
Non era Angel che doveva vedere
non era ad Angel che doveva parlare
Ma era solo Angel quello di cui le importava.
Solo Angel quello che voleva avere vicino.
Persino dopo quello che era accaduto.
Persino dopo il modo in cui si erano lasciati e dopo quella ragazza dagli occhi
castani come quelli di una bimba spaventata.
Persino ora tutto quello che aveva desiderato era stato vederlo
anche
solo per un istante
Come il giorno in cui era venuta in quello stesso albergo, con la scusa di Darla
il giorno che lui l'aveva morsa
Che l'aveva stretta, che l'aveva guardata negli occhi.
E forse era questo che voleva.
Che la stringesse.
Che le dicesse che tutto sarebbe andato bene.
Anche se non ci avesse creduto davvero
anche sapendo che apparteneva a
un 'altra
"Quello che mi ha ferita
" Sussurrò con un filo di voce.
" è stato
non capire perché
" Angel alzò
gli occhi, guardandola di nuovo. " perché non hai risposto alle
mie telefonate?
Perché non mi hai più chiamata?
Perché
non mi hai guardata e non mi hai detto
"
"Io
"Angel aggrottò la fronte. " hai ragione, ma
, non ci sono stato, e quando sono tornato ero troppo sconvolto
non ho
riposto a nessuna telefonata, e non ho ascoltato nessun messaggio
Volevo solo chiudere gli occhi e cercare di non pensare
ma non ci riuscivo
mai
"
"Sconvolto? " Ripetè Kate. " Parti, torni a casa con una
bellissima ragazza, cosa è successo per averti sconvolto tanto? "
Lui voltò la testa, fissando un punto imprecisato davanti a se
qualcosa che Kate non poteva vedere.
Un luogo, forse, o un tempo lontano, o un volto
si, un volto
"Ho perso la donna che ho amato
" Disse, e le sue parole si smarrirono
nell'atrio dell'Hyperion. " è morta
e io non ho fatto niente
niente per impedirlo
"
Kate premette forte la mano sulle labbra. Forte, così forte da ferirsi
con i suoi stessi denti.
No.
No.
No.
"
nessuno mi ha
detto niente
nessuno ha pensato che la
cosa potesse riguardami
e ora non riesco a fare altro che ripetermi che
se avessi saputo, che se in qualche modo, in qualunque modo avessi saputo
"
Ondeggiò, ma lui non se ne accorse.
Lui non poteva accorgersene.
Lui non la stava guardando, lui guardava indietro
guardava a qualcosa
che era accaduto, e che aveva distrutto il suo cuore.
" Io ero qui
" Continuò, volgendosi finalmente a lei.
" a dare la caccia a Darla
e intanto Buffy moriva
intanto combatteva,
e io non ne sapevo niente
"
E io ero lì
Pensò Kate
e ti odiavo, e mi
accoppiavo!
con un altro, e intanto tu stavi morendo dentro
stavi soffrendo disperatamente
e io non sapevo niente
Io ho creduto che tu
Appoggiò la mano alla maniglia, voltandosi, incapace di sostenere il
suo sguardo.
"Dio
" Mormorò. " scusami
non sarei dovuta
venire
non sarei mai dovuta venite
"
"Kate
" Le afferrò il polso, quando già lei aveva
aperto la porta, e l'aria fresca del primo pomeriggio le colpiva il volto, ferendola.
" ti avrei chiamato
per chiederti scusa, prima di partire.
Lo avrei fatto veramente."
Kate dischiuse le labbra al contatto della sua pelle, fredda, contro la propria,
e, senza che riuscisse a fermarla, una lacrima le scese lungo la guancia.
Un'unica, solitaria lacrima.
"E' per lei che vai via?" Mormorò, senza volgere il capo, perché
lui non potesse vederla, quell'unica lacrima.
Angel le lasciò il polso e lei strinse gli occhi.
Era finita.
Era veramente finita.
Era più finita di quando il seme di Bob le aveva riempito il corpo.
Era finita perché lui amava un 'altra. Una 'altra che era morta , portandosi
via il suo cuore.
E perché Kate amava lui.
"Non posso continuare così
"Rispose Angel a bassa voce.
" senza fare altro che pensare, e pensare
potevo prima, ma adesso
ci sono delle persone che dipendono da me
adesso ho una missione da portare
a termine
E c'è questo
posto, a Stry Lanka
un monastero
e spero
che lì possano aiutarmi
io
"
Lo sentì deglutire. " sto impazzendo in questo modo
"
Finalmente, Kate si voltò, e, mentre la brezza fresca asciugava sul suo
volto quell'unica lacrima, sollevò la mano, e la appoggiò alla
guancia di lui.
"Ti prego
" Mormorò. " Non farlo per la tua missione,
o per i tuoi amici o per
Buffy
fallo per te
solamente per
te
"
Chiuse le dita, mentre lui la guardava, e lentamente uscì nel giardino.
Sola.
E la solitudine la colpì come un martello.
La solitudine la fece ondeggiare, quasi cadere.
La solitudine la stordì, e le fece male.
E le fece paura, la solitudine, più paura di quanta, forse , non ne avesse
mai provata.
Più di quanta non le avesse mai fatto altro in tutta la sua esistenza.
Eppure, la conosceva così bene la solitudine
era una compagna così
fedele per lei
Anche se adesso le pareva per la prima volta di scorgerne un volto nuovo, e
terribile.
"Kate
" Si fermò, il viso leggermente sollevato, e il
cuore che improvvisamente le correva nel petto.
Di nuovo, premette la mano sulle labbra.
Di nuovo sentì il sapore delle lacrime in bocca.
Se solo l'avesse chiamata
Se solo le avesse chiesto che cosa avesse
Si
sarebbe bastato quello
Solo che glielo chiedesse
Solo che le chiedesse perché era lì
Solo
Questo
"Si?"
Sarebbe rimasta se glielo avesse chiesto.
Si sarebbe voltata, gli avrebbe parlato
Se solo le avesse detto una parola, lo avrebbe aspetto fino alla fine del mondo.
Se solo le avesse dato un appiglio, per credere che gli importava di lei
"
nulla
"
Chiuse gli occhi.
E piano camminò fino al cancello.
Svuotata di tutta la forza che aveva.
E piena di vita.
Lentamente, portò la mano che teneva sulle labbra al ventre, coperto
del cotone spesso della sua maglietta.
E non riuscì a versare una lacrima.
"Siamo soli
" Mormorò piano. " siamo veramente soli,
povero amore mio
"
"Angel?"
Lui si voltò a guardarla, e Kate si vergognò per un attimo di
ciò che stava per chiedergli.
Tuttavia , fu solamente questo
un attimo
Aveva perso troppe cose, in passato, facendosi guidare da imbarazzo e orgoglio.
Troppe cose importanti
" Potresti darmi la mano?"
Lui aggrottò la fronte, guardandola, ma non aggiunse una parola, ne fece
un solo commento.
Semplicemente, sollevò la mano.
E lei la prese, stringendola fra la dita, persino più forte di quanto
avrebbe voluto.
Persino più forte di quanto le servisse.
Perché non aveva bisogno di serrare così forte le sue dita nelle
proprie perché il cuore cominciasse a correrle nel petto, o il sangue
a fluirle più veloce sotto la pelle.
Le bastava sfiorarle, le sue dita fresche
le bastava anche solo pensare
di farlo
Sorrise, lasciandolo andare, e adesso si sentì veramente in imbarazzo.
"Scusami
"Mormorò. " è stata una cosa veramente
sciocca
"
Lui sollevò le sopracciglia.
"Ti credo sulla parola, perché in realtà non ho ben capito
che cosa abbiamo fatto
"
Un riso nervoso le sfuggì dalle labbra.
"Tu mi hai prestato la tua mano
e io mi sono resa ridicola una volta
di più
"
Si allontanò dal suo fianco, camminando nella grande stanza arredata
con sfarzo, e con la stessa mano sfiorò la superficie del lungo tavolo
di legno.
"Quest' uomo
"Mormorò. " è il padre di mia
figlia
e prima ancora è stato il mio primo
ragazzo
io non lo vedo da cinque anni, e l'ultima conversazione che ho avuta con lui
non è stata certo
gradevole
"
Gradevole
che gentile eufemismo
"Katie, Katie
non puoi farmi questo
non puoi mettermi nei guai.
Io ho una ragazza, e il nostro
sai cos' è stato il nostro!"
"Bob, vuoi stare calmo?!"
"Come faccio a stare calmo con te che mi chiami a quest'ora per dirmi che
aspetti un bambino!
Ascoltami, Katie, non ho intenzione di mandare a puttane la mia vita per una
scopata!"
"No, ascoltami tu!
Quella fra noi non è stata neanche una scopata! E' stato un errore!
Tu sei stato un errore, dall'inizio!
Il più grande errore della mia vita!
Non vorrei avere a che fare con te nemmeno se ne andasse della mia esistenza.
Pensavo solo che avessi il diritto di sapere che avrai un figlio! E' solo per
questo che ho chiamato!"
"Davvero? Dici davvero?
Non hai intenzione di
oh, Katie, sapevo che sei una gran donna!"
Gradevole
Sorrise, voltandosi a guardare Angel.
"eppure, proprio come allora
non riesco a sentire niente
Niente di niente
Probabilmente quando lo vedrò vorrò saltargli al collo, ma adesso
e prima, e cinque anni fa
" Scosse le spalle. " il pensiero di
rivederlo non mi provoca nessuna reazione
è come
se non avessi
cuore
Forse in un certo senso è così
forse hanno sempre avuto
ragione loro
"
"Kate
"
"Per questo ho voluto prenderti la mano, per
sentirmi
viva
ma è così stupido
"
Di nuovo,un riso isterico.
"Mi sento molto stupida in questo periodo
e molto esaurita
oltre che terribilmente patetica
Tutto questo
fuggire, e ora sono di nuovo qui
nella stessa città
con le stesse persone
solo
che a quanto pare le conosco ancora meno
di allora
"
Abbassò gli occhi, e lui non disse niente
E Kate non sapeva nemmeno se si fosse aspettata che dicesse qualcosa
qualsiasi
cosa
Non sapeva nemmeno se avesse parlato con lui, o con se stessa
o con entrambi.
E non ebbe nemmeno modo di domandarselo, poiché in quello stesso istante
la porta si spalancò, e un Bob ancora più nel panico di quanto
lo aveva sentito al telefono , quell'ultima volta, fece il suo ingresso nella
stanza, vestito di un impeccabile smoking spezzato che metteva in risalto i
suoi capelli biondi e i suoi " nuovi" baffetti .
"Katie!" Esclamò, fermandosi sulla porta, quasi temesse di
essere aggredito. "Che cosa ci fai qui?!"
"Ciao Bob, "Rispose lei sarcasticamente. " bella casa. Anche
io sono felice di vederti."
Lui passò gli occhi da Kate ad Angel, ma lei non fece il benché
minimo accenno di presentarli l'un l'altro.
In un certo senso, il pensiero che i due uomini si avvicinassero la disgustava.
E non perché Angel era un vampiro.
"Pensavo
pensavo
pensavo "Balbettò Bob. "
insomma, che quella volta al telefono
pensavo avessi detto di non volere
niente da me
"
Kate sospirò, scotendo il capo.
"Perché credi sempre che il mondo voglia qualcosa da te , Bob?
Non ti viene mai in mente che non sei il centro dell'universo, e che magari
la gente ha altro da fare, più importante, che perseguitare te?"
"E' difficile, se piomba in casa tua nel bel mezzo di un party pre elezioni."
Kate incrociò le braccia al petto.
"Ah, si, naturalmente.
Dimenticavo che il padre di tua moglie è candidato come governatore.
Tua moglie da sette anni!"
"Katie
"
"Non fare quella faccia spaventata, per cortesia!"
Sbuffò, e ancora, ancora non riuscì a sentire niente, nonostante
il tono prezzante della sua voce.
Nemmeno odio.
Solo un gran disgusto.
"Sapevo che eri sposato da quando ho cercato in centrale il tuo numero
di casa, cinque anni fa, e anche allora hai pensato che volessi qualcosa da
te
Ma sai una cosa, Bob, non mi interessa che tu sia sposato, non mi interessa
che il tuo prezioso suocero ti tenga sulla corda e sia pronto a scannarti se
dai adito a scandali, non mi interessa nemmeno che tu abbia elegantemente glissato
sulla tua posizione, quando ti sei accorto che non sapevo nulla di te, soltanto
per portarmi a letto!
Una volta per tutte, non mi è mai importato niente di te!"
L'altro strinse i denti.
"Strano da dire a uno che ti sei scopata al secondo appuntamento!"
Kate sentì Angel muoversi al suo fianco, e vi voltò verso di lui,
appoggiandogli istintivamente le mani sulle spalle.
Era arrabbiato.
Era molto arrabbiato.
E certamente lo era molto più di lei.
"Angel, ti prego
"Mormorò. E ciò che disse poi
fu molto più difficile che sentir parlare Bob, o rivederlo. " ha
detto la verità
"
Lo vide stringere leggermente gli occhi, e un espressione ferita passargli rapida
nello sguardo, ma la ignorò.
Si impose di ignorarla.
Era sul serio la verità
e lei aveva smesso da anni di fuggire la
verità.
"Ed è vero
"Continuò. " che non mi importa
di lui
niente
Non può ferirmi
"
Solo i tuoi occhi
Pensò
solo loro possono farlo
Si voltò di nuovo. Sfuggendo a quegli occhi.
Sfuggendo a quella ferita.
Che bruciava.
Che faceva male.
E che lei non poteva dire o fare nulla per calmare.
Come non poteva dire o fare nulla per giustificare se stessa.
"Non sono venuta per te, Bob.
Per quel che mi riguarda puoi continuare a fare il poliziotto in carriera e
il galoppino di tuo suocero quanto ti pare.
Non ho nemmeno ricordato che tu vivessi in questa stesa città fino a
oggi, e se ho pensato a te è stato solo per vergognarmi di me stessa."
"Bene, perfetto
"Sputò lui, la sua nuova arroganza che
era per lei mille volte preferibile alla sua aria di falsa fragilità
e vera paura. " allora che cosa vuoi , Katie?!"
"Il tuo sangue."Rispose, e quando lui sgranò gli occhi continuò.
" La bambina che ho avuto è malata, Bob.
Probabilmente un 'alterazione del DNA.
Ma hanno bisogno del mio e del tuo sangue per verificarlo."
L'uomo la fissò per un attimo, passandosi la mano dietro la nuca.
"Katie
mi dispiace veramente
"
Lei lasciò andare il respiro.
"ma non posso farlo
"
Sollevò la testa, di scatto.
Senza riuscire a credere a ciò che aveva appena udito.
"Che cosa?" Esclamò.
"Cerca di capire
"
Stavolta non riuscì ad impedire ad Angel di avanzare, stringendo i denti,
e anche se non era un vampiro avvertì chiaramente la sua rabbia vibrare
attorno a se.
"Capire cosa? "Esclamò. "E' una bambina, sta male, non
esiste una ragione al mondo per negarle il suo aiuto!"
"Appunto" Disse l'altro, facendo un passo indietro, il suo atteggiamento
che all'improvviso sembrava una via di mezzo fra tutti quelli mostrati finora.
" è una bambina
una come tante
non ha niente a che fare
con me
"
Guardò Kate, e non poteva sapere quanto stesse giocando con il fuoco
in quel momento.
Non poteva sapere come il cervello della donna fosse un 'unica massa liquida
di fuoco sul punto di scoppiare.
" Ne abbiamo parlato cinque anni fa, Katie.
Mi hai detto chiaramente di non volere nulla da me.
Questa bambina io non l'ho mai vista, non ho mai nemmeno voluto vederla.
Non ha niente di mio
"
" Ha il tuo sangue, bastardo!" Urlò , avanzando di un passo.
E lo fece così forte che Bob sgranò gli occhi, gettandosi poi
su di lei.
"Zitta!"Esclamò a sua volta, spingendole una mano contro la
bocca."Sei ammattita?!"
Kate si ritrasse, ma non fece a tempo a spingerlo via che Angel lo afferrò
per un braccio, così veloce che nemmeno lo vide muoversi.
"Non toccarla!" Ringhiò, gettandolo attraverso la stanza con
tanta violenza da farlo letteralmente volare contro la parete di fondo.
"Sfiorala un 'altra volta," Aggiunse, minaccioso, puntandogli contro
un dito. " e ti ammazzo!"
Bob ansò , evidentemente spaventato nonostante lo sforzo di nasconderlo.
"Arrivi tardi per quello, amico
"Sibilò, mentre un rivolo
di sangue gli colava sul mento.
Di nuovo, Angel avanzò verso di lui, e Kate vide terribili riflessi d'ambra
scintillare nei suoi occhi nocciola.
E di nuovo lo fermò, mettendosi fra i due uomini.
"Basta!" Ordino. E ansando aggiunse: " Non ci serve a niente
se lo ammazzi
"
"Voi siete pazzi
"Sibilò Bob dietro di lei, e quando Kate
si voltò stava già rimettendosi in piedi. " andatevene di
qui."
Kate strinse i pugni, conficcandosi dolorosamente le unghie nei palmi.
"Se è dello scandalo che hai paura
" Mormorò."
Non si saprà niente.
Ho meno interesse io a far sapere chi è il padre della mia bambina di
quanto non ne abbia tu!"
"Queste cose si sanno sempre!" Ribattè lui. " E' già
incredibile che non ti abbiano sentita!
Se solo facessi tanto per entrare in un ospedale
"
"Non ti porteremo in ospedale
"
"Allora non vuoi capire!" Bob si pulì il sangue con un fazzoletto,
rimettendolo poi nella tasca dei pantaloni. " A me piace la mia vita.
In polizia sto rapidamente facendo carriera senza spostarmi dal mio ufficio,
mio suocero concorrerà per il senato
e ha già pronto un
posto per me nel suo entourage.
Conosco gente importante, faccio quello che voglio, e non mando tutto a gambe
all'aria per una donna di cui non mi è mai importato neanche all'accademia,
e una piccola bastarda!"
"Quella piccola bastarda è mia figlia!"Urlò Kate, e
stavolta fu lei a caricarlo, lei ad afferrarlo per il bavero della giacca. "
E tu verrai con me, e le darai il tuo sangue e tutto quello di cui avrà
bisogno!
Altrimenti giuro che sarò io ad ammazzarti, e non ti potrà salvare
ne la tua vita di lusso ne il tuo potente suocero!"
Bob la strattonò via, e lei lo lasciò andare, ansando, più
perché sperava ancora di riuscire a convincerlo che perché lui
l'avesse costretta.
"Io non vengo da nessuna parte."
"Si che ci verrai, anche se dovessi trascinarti di peso!"
"Fallo, rompimi le palle anche solo un altro po', Katie, e io o qualcuno
per me chiamiamo direttamente la polizia e ti facciamo arrestare per aggressione.
E tua figlia morirà in ospedale mentre tu te ne stai in galera!"
Sollevò le spalle, aggiustandosi la giacca.
" Ora chi di noi ha più da perdere?"
"Tu." Tuonò Angel davanti a lui, il tono della sua voce così
cupo e terribile che fu come una frusta sulla schiena di Kate, che le ghiacciò
il sangue nelle vene.
E, ancora una volta, tutto si svolse così rapidamente che quasi le immagini
faticarono a formarsi nella sua mente.
Si girò verso di lui, e i suoi occhi non riuscirono quasi a raggiungere
il suo volto che questo mutò, lasciando spazio alla maschera terribile
del suo demone. Occhi gialli su un volto che in quel momento era rabbia e furia
cieca insieme.
E, mentre Bob non faceva nemmeno in tempo a gridare , fu su di lui, sul suo
corpo, schiacciato contro la parete per il terrore.
Sulla sua camicia, che stracciò in un secondo, con un rumore secco e
lungo, e poi sulla sua spalla.
Kate sgranò gli occhi, e guardò tutto.
Guardò i denti di Angel penetrare nella carne dell'uomo, e sentì
la pelle rompersi, con un rumore molto più secco di quando aveva morso
lei, molto più feroce
E molto più feroce fu il modo in cui succhiò il suo sangue, e
più veloce
un unico, rapido respiro rosso, e poi lo gettò
a terra.
E le sue labbra non erano nemmeno sporche, e i suoi occhi erano freddi come
ghiaccio d'ambra mentre afferrava dalla consolle uno dei bicchieri di cristallo,
e ci sputava dentro il sangue, torcendo leggermente la bocca, come se ne fosse
disgustato.
"E se per caso
" Ringhiò, tornando a guardare Bob che,
terrorizzato e accasciato in terra, lo osservava tremante e senza parole."
il mio DNA ora sia è mischiato con il tuo
torno a prenderne dell'altro.
E non ci sarà un posto al mondo dove potrai nasconderti
"
Kate fissò per un attimo l'uomo in terra, scosso dal suo tremito isterico,
mentre la macchia rossa del sangue si allargava copiosamente su quel che restava
della sua camicia.
Prima che Angel l'afferrasse per il braccio, e con fermezza la sospingesse verso
la porta.
L'atrio era pieno di gente, esattamente come al loro arrivo.
Gente elegante, riunitasi per un 'importante occasione
che li guardò
uscire dalla casa con un'espressione divertita e incuriosita sul volto
Gente che poteva notare la sua vecchia giacca jeans, ma che non notava il bicchiere
di sangue stretto fra le dita del suo compagno
"Angel
"Lo chiamò, in strada, mentre lui continuava a
camminare, le dita sempre serrate attorno al suo braccio. " Angel, fermati!"
Lui chiuse gli occhi per un attimo, e obbedì, e quando si voltò
verso di lei la guardò solo per un attimo, prima di abbassare il viso,
e fissare i suoi piedi, o qualcosa, forse, che Kate non poteva vedere.
"Dammi la fiala
" Mormorò. " qui dentro il sangue
ci metterà molto poco a coagulare, e allora
sarà stato tutto
"
"Shh
"Gli appoggiò la mano sulle labbra, dolcemente, e
finalmente lui la guardò.
E i suoi occhi erano così pieni di umiliazione e di speranza, e di tenerezza,
in uno di quegli sguardi che aveva sognato, da sveglia e da dormiente, un 'infinità
di volte, in quei lunghi cinque anni
" Va tutto bene?"
Lui indugiò per un attimo nella sua carezza.
"Sei tu che me lo devi dire
" Mormorò.
Kate lo guardò, e un sorriso leggero le sfiorò le labbra mentre
piegava il capo, e, sempre sorridendo, gli sfiorava la bocca con un casto, piccolo
bacio.
Dio
quante volte aveva sognato di farlo.
Quante volte aveva sognato, immaginato, desiderato toccare la bocca di Angel
con la sua. Sfiorarlo, con il corpo e con l'anima
e sentire la sua pelle,
e il suo profumo di vento fresco, e di calore di casa
Quante volte aveva pensato che avrebbe dato ogni oncia di orgoglio e di dignità
per baciare anche solo una volta la sua bocca, quando poi il suo orgoglio e
la sua dignità le impedivano pure di rivolgergli uno sguardo che non
fosse, o volesse essere, perfettamente controllato.
E ora
lo stava facendo
Lo stava baciando.
Anche se quel bacio era poco più di una carezza, di un contatto leggero
come seta.
E lui ne fu così stupito che prima di poter reagire era finito, e Kate
lo guadava ancora negli occhi, con il cuore che le correva in petto.
E non c'era niente di freddo in lei, in quel momento. Niente di controllato.
In quel momento lei avrebbe solo voluto mettersi a piangere.
"Dammi il sangue
" Mormorò piano, e, quando lui lo fece,
le loro dita, per qualche istante, si sfiorarono.
E fu come baciarlo nuovamente.
E Kate pensò che ne era valsa la pena, anche se ora, di nuovo, la paura
l'invadeva.
Parte
III
L'amore
Angel
sorrise alle parole di Cordelia, e per la prima volta, da che tutto era iniziato,
si sentì sereno.
Forse era vero.
Forse Cordelia aveva ragione, ed esistere non significava insultare Buffy.
Reagire, combattere, continuare una lotta che aveva cominciato dopo averla conosciuta
Forse tutto questo non era un tradimento
Forse era veramente un omaggio.
E forse, nel profondo della sua anima lo sperava disperatamente, era quello
che lei avrebbe voluto
ciò che l'avrebbe resa felice.
E per la prima volta da quando era tornato, riuscì a pensare che nel
suo universo avrebbe potuto esistere qualcos' altro oltre il passato, oltre
il tormento e il rimorso per ciò che le era successo, e che lui non aveva
evitato
avrebbe potuto esserci
il futuro, forse
Con Cordelia, con Wesley, con le persone che gli volevano bene e si erano preoccupate
per lui, e con quelli che aveva trascurato
Si voltò, e finalmente, si, finalmente, non si sentì in colpa
a desiderare di prendere in mano il telefono.
Finalmente non si sentì indegno nel farlo, e nel comporre in fretta il
numero.
Finalmente no penso che il suo pensiero fossero un insulto alla donna che aveva
amato.
E forse, un giorno, sarebbe riuscito ad accettare che neanche i suoi sentimenti
lo fossero.
Un giorno
adesso era
troppo presto
Per ora gli bastava comporre quel numero che aveva desiderato fare da quando
era tornato
che aveva desiderato fare da Stry Lanka
domandandosi
ogni volta come potesse essere così insensibile
Si chiese cosa avrebbe detto a Kate quando avesse risposto.
Si chiese se fosse ancora arrabbiata, o triste come l'ultima volta che l'aveva
vista
E se avrebbe voluto ascoltarlo, se gli avrebbe lasciato spiegare.
E lui
avrebbe avuto il coraggio di farlo?
Di spiegarle davvero?
Di dirle che era così sconvolto e si sentiva talmente in colpa da non
riuscire nemmeno guardarla?
Da non riuscire nemmeno a concepire di esistere ancora quando Buffy non lo faceva
più?
Di sentire qualcosa quando lei non poteva più farlo e di essere
E che per punire se stesso aveva punito lei
con la sua freddezza
col suo negarle persino uno sguardo.
Perché se l'avesse guardata, probabilmente, non avrebbe potuto resistere,
e l'avrebbe prese fra le braccia
e questo no, non poteva, non poteva farlo
questo sarebbe stato davvero troppo ingiusto nei confronti di Buffy
Ecco
poteva dirle: " non ti volevo vedere perché dovevo soffrire,
perché non meritavo e non volevo alcun conforto?"
O semplicemente doveva dirle
:" scusami
" .
Attese ancora un istante, e serrò la mascella quando una voce femminile
rispose all'atro capo.
Non era la voce di Kate.
Quella
non era la voce di nessuna donna.
Quello era solo la voce di un automa, lettere metalliche registrate su un nastro
magnetico.
Lettere che portavano un messaggio che ebbe uno strano effetto sul suo cuore,
stringendolo.
Quel cuore che sarebbe dovuto morire insieme a lui, duecento anni prima
e invece continuava a fargli male. Disperatamente male.
"Cordelia
"Mormorò, chiudendo il telefono." Hai notizie
di Kate?"
La ragazza sollevò il volto dalle carte che stava controllando, e con
una mano si scostò dagli occhi una ciocca di capelli scuri.
"Kate? No
a dir la verità non la vedo da quel girono che venne
qui, mentre stavi partendo
"
"Non ha mai chiamato, o ha lasciato un messaggio in segreteria?"
Cordelia appoggiò la guancia sulla mano.
"Noo."
"E tu
"
" Te lo devo tirare fuori io cos'è successo o me lo dici da solo?"
Angel abbassò gli occhi.
"Nulla, è solo
volevo chiamarla, per dirle che sono tornato
ma
il suo telefono è disabilitato
"
Cordelia aggrottò la fronte.
"Bè, magari non ha pagato la bolletta
o magari tu hai sbagliato
numero
"
Doveva essere morto, il suo cuore, eppure quello che provava, quella sensazione,
quell'inquietudine strana, gli gridavano a gran voce che non era così
"E' strano
" Mormorò. "è molto strano
"
Era
rosso, il sangue di Kate , e profumava.
Come l'ultima volta che lo aveva visto.
Come l'ultima volta che aveva sentito il suo odore. E provato il suo sapore.
Come la sera che l'aveva stretta, e l'aveva morsa, e l'aveva resa indissolubilmente
parte di se. Anche se questo lei non poteva saperlo.
Era rosso il suo sangue, come lo ricordava.
Come lo aveva immaginato, e sognato.
Nei suoi sogni e nei suoi incubi.
Quando ancora e ancora era tornato indietro a quel momento, e, di nuovo, l'aveva
morsa.
Quando ancora e ancora era tornato a stringerla contro di se, ad affondare le
dita nella morbidezza del suo braccio e i denti nella sua pelle.
Quando il cuore di lei aveva battuto forte contro il suo petto.
E il suo sangue non aveva saputo di paura, o di orrore.
Il suo sangue aveva saputo di Kate.
Era pieno di vita.
Come lo ricordava.
Più di come lo ricordasse.
E una parte di se ruggiva alla vista di quel sangue.
Perché esisteva una legge sulla terra per cui qual sangue era suo, gli
apparteneva.
Per cui lei gli apparteneva.
Per cui gli sarebbe sempre appartenuta.
Anche se era la legge di una genia di mostri.
Era
debole il suo sangue
Come lei era debole
malato, come lei si stava ammalando.
Lentamente, consumandosi giorno per giorno
con una continuità che
nemmeno la sua forza riusciva a contrastare.
E questo
questo non lo odorava da qual sangue rosso, ne lo vedeva dal
modo in cui fluiva nella siringa.
Questo erano i suoi occhi a dirglielo.
Fissi in quelli di lui, mentre Wesley, in silenzio, le prelevava il sangue dal
braccio.
Intensi.
Come sempre.
Come il giorno che l'aveva incontrata.
Come quello in cui l'aveva salvata.
Come dopo che lo aveva baciato.
E il sapore di quel piccolo bacio bruciava ancora la sua pelle, come il suo
sangue il suo palato.
E la lingua che parlavano era la stessa.
E la passione di cui parlavano era la stessa
Come la stessa era la donna a cui appartenevano quelle labbra, e qual sangue
caldo, e dolce.
Intensi si, e talmente stanchi
Talmente consumati
Dal dolore, dall'angoscia dell'attesa
dalla solitudine
Così forti, questi ultimi
terribili sentimenti
capaci di
sconvolgerla a tal punto da cancellare, in parte,il senso di quel bacio
Da fargli pensare che, forse, non era nient'altro che un modo per dire grazie
E se fosse stata un 'altra donna
qualsiasi altra donna
se ne sarebbe
convinto
Ma era Kate
L'orgogliosa, straordinaria Kate
che per quanto potesse essere cambiata
era rimasta meravigliosamente uguale a se stessa.
La Kate che aveva incontrato, la Kate che aveva salvato, la Kate che aveva morso
La Kate di quel sangue rosso e caldo, di quel cuore contro il suo petto, di
quel volto contro di lui, quel giorno, sotto l'acqua della doccia
quando
aveva avuto così tanta paura di perderla
La Kate il cui nome, col suo suono pieno di melodia, aveva tante volte riempito
le sue orecchia, nei mesi trascorsi a cercarla
E che ora sembrava non riuscire a smettere di pronunciare.
Kate
Kate
"Ehm
Kate
" Mormorò Wesley, staccando il laccio
emostatico e premendole con gentilezza sulla ferita un batuffolo imbevuto di
disinfettante. " volevo dirti
insomma
" Prese un sospiro
per farsi coraggio. " volevo dirti che sto facendo di tutto per trovare
un modo di aiutare tua figlia
"
Kate annuì piano, un sorriso tirato sul volto pallido.
"Grazie
"Rispose. " mi viene da chiedermi
perché
mi stiate aiutando tanto
"
Wesley fissò Angel per un attimo, prima che Kate scuotesse la testa da
sola .
"Ma è una domanda stupida
" Esclamò, alzandosi
di scatto dalla sedia. "mi dispia
"
Sgranò gli occhi, e afferrò con la mano il bordo del tavolo, ondeggiando,
il chiarore della sua pelle che diventava immediatamente livore.
"Kate!" La chiamò Angel, afferrandola per le spalle, e per
un attimo temette che fosse svenuta, quando si abbandonò completamente
contro di lui, lasciando la presa.
Ma non era svenuta, e lo guardò, con gli occhi leggermente annebbiati,
quando la sollevò fra le braccia e la portò fino al divano, appoggiandocela
poi sopra con delicatezza.
"Sto bene
"Mormorò lei, cercando immediatamente di alzarsi.
"E' stato solo un capogiro
"
Angel le appoggiò le mani sulle spalle, con fermezza, costringendola
di nuovo a sdraiarsi, mentre Wesley, accorso al loro fianco, le prendeva il
polso.
"Non dovevi alzarti così bruscamente
"Commentò
l'uomo.
Kate sospirò.
"Ho fatto decine di prelievi
e non sono mai svenuta
se fossi stata soggetta a cose del genere non sarei certo entrata in polizia!"
"Non hai fatto decine di prelievi esaurita e sottopeso di almeno cinque
chili."La contraddisse Angel. "E dopo che non dormivi da
quanto?
Cinque giorni, considerando anche quelli del viaggio?"
La ragazza sollevò orgogliosamente la testa.
"Credo che questi siano affari miei
"Mormorò.
"No, se svieni in ospedale con tua figlia che ti guarda
"
Kate deglutì, e lui sentì' una fitta di colpa lacerargli il cuore
alla vista dell'espressione ferita del suo volto.
"Non sono un medico
"Aggiunse Wesley." Ma direi che al momento
la tua pressione sanguigna è una via di mezzo fra quella di un topo e
quella di Angel!"
"Dovresti dormire almeno un po'
"
"Ma non posso dormire
"Kate provò di nuovo a tirarsi a
sedere, e di nuovo lui glielo impedì. " Devo tornare in ospedale
da mia figlia
"
"Nia è con Cordelia
e se dovesse
accadere qualcosa,
lei ha tutti i numeri
"
"E' se accadesse qualcosa e non facessimo in tempo ad arrivare?"
"E se accadesse qualcosa e tu fossi svenuta per un collasso?"
Di nuovo, Kate girò la testa.
"Nia non conosce Cordelia
potrebbe spaventarsi
"
Angel sorrise.
"Nia non conosceva nemmeno me
e direi che mi ha messo ko alla prima
ripresa."
"Non stento a crederlo
"Rincarò Wesley. " se ha preso
dalla madre
"
Stavolta fu Angel ad abbassare il volto, e a deglutire forte.
"Di sicuro
non ha preso da
altri
"
Nessuno dei due rispose, e un silenzio carico di imbarazzo cadde nella stanza.
Pesante come una valanga in pieno inverno.
Soffocante
Fino a che il suono penetrante del pianto di un bambino non giunse ad interromperlo,
facendoli sobbalzare tutti.
"Scusatemi
"Mormorò Wesley, e dopo un attimo sollevò
gli occhi al cielo. " secondo round di ninne nanne
"
"Non è giusto
" Disse Kate dopo un istante. " che
Cordelia stia in ospedale con mia figlia e sia costretta a lasciare il suo qui
"
Angel si strinse nelle spalle.
"Lo fa con piacere
è una tua amica
"
"E' una tua amica, Angel, non mia
l'ultima volta che ci siamo viste
io ti volevo arrestare e lei cercava di impedirmelo
e mi ha detestato
quando sono atrata da quella porta
"
Chiuse gli occhi per un attimo, appoggiandosi il braccio alla tempia.
E lui, esitante, allungò la mano, chiudendola sulle sue dita pallide.
E per un attimo ancora temette che lo avrebbe scacciato, che non gli avrebbe
permesso di tenere qual contatto.
Ma non lo fece, e un momento dopo sussurrò.: " Cerca di dormire,
Kate. Solo qualche ora.
Hai bisogno di recuperare le forze.
E non sei più sola
"
Le ultime parole furono solo bisbigliate, carezze di fiato nell'aria attorno
a lei, come quelle che non aveva il coraggio di fare alla sua pelle.
Così leggere che non si sarebbe stupito se lei non le avesse sentite
Ma non si stupì ugualmente, quando invece scostò il braccio, dando
prova di averlo fatto.
Fissandolo.
Attirandolo nei suoi occhi azzurri.
Chiedendogli con quello sguardo risposte che lui ci aveva messo cinque anni
per maturare, ma che forse ora non avrebbe mai rivelato.
Riposte che aveva immaginato decine di volte di poterle dare.
E che avevano il sapore di quell'unico bacio di così poco prima, e del
suo corpo stretto contro il suo, e del suo sangue
Risposte di cui Angel non aveva ancora paura, ma che potevano ancora ferirlo
"Kate
"Mormorò, e strinse più forte le dita sulla
sua mano.
Mentre Wesley, con un tempismo di cui un giorno lo avrebbe ringraziato, riappariva
ai piedi del divano, con il bambino in braccio, avvolto nella sua coperta, e
il telefono in mano.
"Ho pensato di chiamare Cordelia
" Annunciò. " dice
che lì va tutto benissimo
Spero
che non ti dispiaccia
"
Angel la guardò, speranzoso, e lei non poté fare altro che sospirare.
"Avevo scordato quanto ti piacesse dare ordini
" Sbuffò.
Wesley si allontanò, sorridendo soddisfatto, mente Angel rispondeva:
" E io quanto ti piacesse disobbedire
"
Si avvicinò ad uno degli armadietti a vetri e tirò fuori un plaid
colorato, tornando poi verso di lei.
Aveva pensato di chiederle se volesse una stanza, ma aveva troppa paura che
tornasse sulla sua decisione e cercasse di nuovo di alzarsi.
"Il fatto che invece abbia obbedito
"Mormorò la donna
guardandolo. " dovrebbe dimostrare che non sono più la stessa di
allora
"
Angel non rispose.
Non aveva la minima idea di che potesse dirle.
Ne di come cancellare l'espressione piena di dolore dal suo sguardo.
Si chinò su di lei, sistemandole il plaid addosso e poi accomodandolo
attorno alle sue spalle, quando lei sollevò il braccio, premendogli il
polso.
"Angel
"Disse. " tu credi che io sia una puttana?"
Angel sgranò gli occhi.
"Dio, Kate,"Rispose." no
"
Lei distolse lo sguardo, mentre continuava: " come ti viene in mente una
cosa del genere?"
Tornò a fissarlo, e non ebbe esitazioni nel rispondere.
"Sono andata a letto con il primo uomo che ho incontrato uscendo da qui,
dopo esserci uscita due volte
io lo penserei
"Deglutì.
" io l'ho pensato
Ho lasciato che mi usasse perché
perché ero gelosa e arrabbiata,
e mi sentivo sola
perché
ah, non importa neanche il perché
Non lo volevo, non mi piaceva neanche e ho
"
Aveva alzato la voce mentre parlava, sollevandosi leggermente sui gomiti, ma
ora si lasciò ricadere all'indietro, come se fosse stata improvvisamente
esausta.
"Sono cinque anni che mi sento sporca
cinque anni che mi domando
che cosa avresti pensato di me se qual giorno invece di voltare le spalle e
andarmene fossi rimasta, e ti avessi detto tutto
"
"Io?!" Angel la fissò, incredulo. " Che cosa avei pensato
io?! Kate, io ho ucciso!
Io ho
fatto delle cose, prima e dopo aver riacquistato l'anima, che non
vorrei nemmeno dover ricordare!
Io
io si, sono andato a letto con Darla perché ero così
disparato da volermi solamente annullare, senza pensare di mettere in pericolo
la vita di tutti quelli che mi circondavano
come avrei potuto giudicarti
io?!"
Sedette sul bordo del divano, accanto a lei.
"Avrei ammazzato Bob , questo si
ma tu
" Allungò
la mano, sfiorandole con dolcezza la guancia.
E la sua pelle era fuoco sullo le sue dita, e seta chiara.
"Dio, Kate, se me lo avessi detto
se veramente quel giorno ti fossi
voltata e me lo avessi detto
"
"No, per favore
"Appoggiò la mano alla sua, stringendola
forte. " è inutile
e fa così male
e pone
così tante
domande
"
Angel annuì, deglutendo piano.
"Hai ragione
"Mormorò. "Ti lascio dormire
"
"No
"Le dita di lei si serrarono sulla sua mano, stringendola
più forte. " non andartene
non ancora
.
Parla con me, Angel
per favore
solo
un altro po'
Se mi lasciassi sola inizierei a pensare e finirei con l'alzarmi e correre in
ospedale il più forte possibile
"
"Se prima io non ti riacchiappo
"
Kate sorrise.
"In effetti sono un po' fuori forma
però credo che potrei
ancora darti dei punti
"
"E io potrei ancora atterrarti
"
"E io
"Il sorriso di Kate si allargò. " porto ancora
una pistola .
"E io ho ancora i miei denti al loro posto."
Si pentì immediatamente di averlo detto, quando Kate abbassò gli
occhi, un respiro irregolare , uno solo, che le sfuggiva dalle labbra, ma subito
dopo fu lei stessa a spazzare via l'imbarazzo, probabilmente con la prima cosa
che le passò per la mente.
"Davvero"Chiese, tornado a guardarlo. " sei stato con Darla?!"
Angel sgranò gli occhi.
In tutta la sua esistenza non aveva mai pensato che avrebbe potuto parlare ad
una donna di una cosa del genere, nemmeno con Cordelia.
Ma una volta non aveva nemmeno pensato di potersi fermare a parlar con una donna
in un bar affollato di gente, e di trovarsi con lei come se la conoscesse da
sempre.
O di poter desiderare di prendere su di se il dolore per la perdita del padre
di lei, sentendo scatenarsi nella la sua anima una rabbia che somigliava molto
a quella provata un tempo.
"Si. " Rispose. E assurdamente non ci fu alcun imbarazzo in lui. "
E non è stata la cosa più assurda che mi sia accaduta."
"Più assurda di
Darla?!" Esclamò Kate. "
perdonami, ma non riesco a immaginare cosa
e se provo a farlo ti giuro
che devo subito fermarmi
"
"Bè
"Angel scosse le spalle. " per esempio un tale
si è preso in prestito il mio corpo è ha
usato la scrivania
dell'ufficio come alcova sua e di Lilah Morgan
"
Kate aggrottò la fronte.
"Oh."
"Già. E poi per un breve periodo sono stato con Cordelia
"
Stavolta Kate si sollevò completamente sui gomiti.
"Con Cordelia?"
Angel sospirò. Non gli piaceva ripensare a quella cosa.
"Già
non so spiegarti nemmeno io.
Probabilmente eravamo entrambi così soli
e voltandoci ci siamo
visti l'un l'altra
"
"E poi?"
"E poi ci siamo resi conto che era il più grane errore che potessimo
commettere
Ed è una fortuna che ci siamo fermati prima di compromettere la nostra
amicizia
"
"Ed è stato molto tempo fa?"
"Abbastanza
"Le sorrise.
"E Fred??"
"Fred??"Si voltò, fissandola stupito.
Incontrando i suoi occhi azzurri, che parevano riflettere il suo stesso stupore.
"Io credevo
quando sono venuta qui la prima volta e poi
lei
mi aveva risposta al telefono e mi aveva detto che viveva con te
"
Fred?
Fred?
Fred?
Era mai possibile che veramente Kate avesse creduto che lui e Fred
?
"Fred viveva da me, Kate, per l'esattezza in una stanza al primo piano
che ci abbiamo messo dei mesi per farle lasciare!
Era sotto shock per quello che era appena successo e
è una storia
talmente complicata da raccontare
Ma fra me e lei non c'è mai stato
"
Si fermò, guardandola.
Guardando le sue labbra dischiuse per le sorpresa.
"Sono anni che Fred è guarita, e che se n'è andata
con Gunn
"
Kate boccheggiò, fissando per un attimo il soffitto.
E fu l'attimo in cui Angel si rese conto, per la prima volta, di quello che
stavano costruendo
lì
in quel momento
E per la prima volta, non gli fece paura.
" Pentita di avermi chiesto di restare?
"Pentita?! Avrei dovuto farlo anni fa! Io
"Esitò per un
attimo." ho sempre
voluto chiederti così tante cose di te
Sapere così tante cose
che non si trovano certo sui libri
E non l'ho mai fatto per orgoglio o paura o perché
perché
ero una tale idiota
"
Si agitò sotto il plaid, e lui si voltò per un attimo prima di
scivolare dal divano in terra, con la schiena appoggiata al sedile.
"Okay
"Disse piano. " dimmelo adesso
che cosa vuoi
sapere?"
Di novo, Kate esitò.
E lui fu certo che si stesse domandando se era possibile
se era veramente
possibile tornare indietro
Non poteva sapere
Non poteva sapere cosa significasse questo per Angel.
Non poteva sapere che per la prima volta in duecentocinquant' anni si stava
mettendo nelle mani di un'altra persona, dandogli la possibilità di sapere
tutto
qualunque cosa gli avesse chiesto.
Dandogli la possibilità, veramente, di giudicarlo.
E l'unica ragione che riusciva a dare al suo comportamento era che dopo avere
ritrovato Kate, dopo averla così tanto cercata, dopo il suo volto e i
suoi occhi disperati, dopo aver conosciuto sua figlia e l'uomo che gliel'aveva
data
Dopo aver sperimentato nel corso di quei giorni emozioni così violente
da spaventarlo, alcune delle quali credeva perdute per sempre, adesso, voleva
ricominciare daccapo con Kate.
Come quel primo giorno di sette anni prima.
Senza più segreti.
Senza misteri.
Mettendo in gioco sulla bilancia della verità anche la possibilità
di spaventarla, o di farle orrore.
Perché valeva la pena di rischiare. Per lei.
E perché glielo doveva, se lo meritava
Anche se ora aveva la gola secca al pensiero di ciò che Kate avrebbe
potuto chiedergli.
"Vorrei sapere
"Mormorò Kate,e se il cuore di Angel avesse
battuto ancora nel suo petto, probabilmente in qual momento si sarebbe fermato."
Che volevi dire con "prima e dopo di riavere l'anima"
"
"Ecco
, vede, è assolutamente perfetto.
La donna che ci abitava era una persona molto abitudinaria. Una poliziotta,
tutta casa e centrale .
Niente feste, niente amici, e l'appartamento è come il giorno che l'ha
comprato.
Anzi, meglio, se devo essere sincera.
Se l'era aggiustato molto bene.
Io me lo ricordo prima. Sono più di dieci anni che faccio la portiera
in questo stabile."
Angel annuì, entrando piano nell'appartamento . Con la netta, terribile,
nota sensazione di stare entrando in una stanza del passato.
In una stanza che avrebbe potuto non appartenere più alla sua vita
Gli si strinse lo stomaco percorrendo piano la camera vuota, mentre il suo cervello
ricostruiva ogni dettaglio, ogni particolare che i suoi occhi, una volta, avevano
colto.
Il divano, la consolle contro la parete, le mensole con i trofei di polizia
che aveva trovato distrutti, gettati interra in un impeto di rabbia e disperazione,
l'ultima volta che era entrato in quella casa
Adesso
le mensole c'erano ancora
ed erano vuote
vuote come
qualcosa dentro di lui che sembrava essere stato depredato all'improvviso, senza
avere mai nemmeno conosciuto che cosa possedesse.
Vuote come quella casa.
Come la camera da letto che fissò tristemente dalla porta, come la cucina
come le mura, dove segni chiari mostravano il passaggio del quadri.
Tutto vuoto.
Tutto
passato.
Eppure lei sembrava ancora lì
Se chiudeva gli occhi, se tendeva i sensi, poteva avvertire il suo odore
il profumo della sua pelle, e dei suoi capelli puliti
il profumo di lei
la sua presenza.
La presenza di Kate
"Non ha
lasciato detto dove andava
?" Mormorò piano,
rivolgendosi più all'aria che sapeva di Kate che alla donna che, al suo
fianco, rigirava fra le dita un mazzo di chiavi.
"Mm
?"Rispose quella. " Ma la casa non è mica più
sua. L'ha venduta a un 'agenzia, e, che io sappia, ha dato via anche i mobili
Si vede che andava tanto lontano che non le conveniva portarseli presso
"
Angel strinse la mano, e lo stipite della porta si sbriciolò come gesso,
ferendogli le dita con le schegge di legno.
"Oh, ma come
" La portiera si avvicinò, sgranando gli
occhi. " Mi spiace! Non so come sia potuto accadere! Devono essere delle
tarme!
Porca miseria
"Sbuffò . " ora quelli dell'agenzia se la
prenderanno con me!
Aspetti, aspetti che le prendo disinfettante e bende
ma porca
non
si è fatto molto male, vero?"
Angel non rispose.
Si limitò a guardarle uscire, continuando a borbottare contro se stessa
e quella sera che aveva lasciato aperte le imposte con il temporale.
Mentre le schegge, nelle sua pelle, gli laceravano la mano.
E il sangue, lentamente, scorreva sul suo polso.
Se n'era andata
Se n'era andata veramente
Non era un telefono staccato, non era un viaggio, non era nemmeno un incidente
Se n'era andata, e lui non aveva voluto crederci.
Non aveva voluto credere ne ai vicini ne alla compagnia dei telefoni, ne agli
ex colleghi della Polizia, che pareva avessero dimenticato persino che Kate
Lockley fosse mai esistita.
Non aveva voluto credere a nessuna voce umana
ma ora doveva credere a
quella dell'appartamento vuoto
abbandonato
come un nido silenzioso
e solitario, in cui poteva avvertire ancora l'odore tenue di una donna
che per l'attimo di un bisbiglio su un collo sporco di sangue era stata la sua
la sua donna
Deglutì, voltandosi.
E ancora una volta si guardò intorno.
Tendendo i sensi. Cercando qualcosa, qualunque cosa potesse spiegargli dove
fosse
ora che anche l'ultimo dubbio, l'ultima paura
che non se ne
fosse andata, che l'avessero portata via, contro la sua volontà
si erano dissolti davanti alle parole di chi l'aveva vista partire con i suoi
occhi.
Dove
e perché.
Se ne andò, prima che la donna tornasse a medicarlo.
Sul volto una maschera cupa che lo rimandava indietro di anni.
E la mano ferita che stringeva ancora delle schegge di legno.
Ripensando alla sera che Kate era venuta da lui, e non l'aveva richiamata indietro.
"Mi
sembra tutto incredibile
" Mormorò Kate, passandosi stancamente
una mano sul volto. " la maledizione, l'anima
il momento di felicità
perfetta
E pensare
pensare che per cento anni lui non sia mai stato felice
mai
nemmeno per un secondo
"Fissò il letto accanto a
quello su cui era seduta, e il corpo esangue della sua bambina addormentata.
" pensare che
questo
lui lo ha vissuto tutti i gironi
tutte le ore
Non so
come abbia fatto a resistere
E poi dopo, credere di poter perdere l'anima in qualunque momento
vivere
con la paura costante di essere felice
Dio
la paura di poter essere felice
"
"Già"Cordelia fece una smorfia, agitando fra le mani la lattina
di Coca. " e poi era tutta una palla!
Che cosa bisognava fare?
Formulare l'incantesimo senza clausola!
Se penso che se avessimo avuto il testo ella maledizione prima, e Doyle l'avesse
letta, avrebbe capito subito tutto!
E invece no, ci è voluto il secondino di una prigione di fuoco per spiegarci
ogni cosa!
E' veramente assurdo!
Ma tu
"Continuò, succhiando dalla cannuccia della sua lattina.
"D'avvero
non sapevi che aveva un 'anima?"
Kate scosse la testa, sentendosi una perfetta idiota.
Per l'ennesima volta.
"L'ho saputo ieri sera
"
" E lo amavi comunque?!"
Kate distolse gli occhi, senza rispondere, e l'altra scosse le spalle, sbuffando.
"Si, si, certo, fai la superiore, come se non l'avessero capito anche i
sassi!" Si stese all'indietro, inclinando il capo per guardarla. "
Anche io facevo la superiore, e guarda come sono rimasta.
Lui di è immolato su un mercantile, e a me solo un bacio
e un pacchetto
di visioni!"
Kate si posò le mani sul viso, strofinandoselo.
"Non hai mai avuto voglia di dormire per due giorni di seguito'"Mormorò,
evitando cautamente di rispondere alla sua domanda.
"Io?"Rispose la ragazza. " Con un bambino di quattro mesi a casa?
Sempre!
Allen ha un bizzarro concetto di quale sia la notte e quale il giorno, non fa
che strepitare quando dovrebbe dormire, dormire quando dovrebbe mangiare e giocare
quando devo vestirlo o fargli il bagno!"
Kate sorrise, guardandola.
Splendida com'era, Cordelia Chase non sembrava certo una donna che avesse partorito
da appena quattro mesi.
E quando parlava del suo bambino era addirittura raggiante.
E anche di lei
sapeva così poco
Era lì, a parlare di bambini, cosa che non pensava sarebbe mai accaduta
nella sua vita
e non aveva nemmeno mai visto in faccia quello di lei,
ne sapeva chi fosse il padre.
Non le aveva nemmeno chiesto se fosse sposata
Tutto stava accadendo così in fretta che da tre giorni le pareva di continuare
a girare
come una trottola, con la mate annebbiata da una specie di bruma
scura.
Eppure
era da anni che non si sentiva così viva e vitale .
"Anche Nia lo faceva
"Mormorò. " ha avuto problemi
di aria per sei mesi, e per sei mesi non ho fatto altro che passeggiare avanti
e indietro per casa portandola in braccio
pareva che non volesse mai smettere
di piangere
"
"Provavi con la camomilla?"
"Camomilla, acqua e limone, alle Hawaii poi hanno degli intrugli incredibili,
ma lei non ne voleva assolutamente sapere
"
Si fissarono per un secondo, Cordelia appoggiata all'indietro sulle sue mani,
e Kate china in avanti, i gomiti sulle ginocchia.
E poi scoppiarono a ridere.
Contemporaneamente.
Piegandosi ognuna dal proprio lato e premendosi le mani sulla bocca.
"Ma sentici!"Esclamò Cordelia. " Sembriamo due vecchie
in ciabattate davanti a un caminetto acceso!"
"Shh
"Ansimò Kate fra le risate." O ci cacciano via!"
Cordelia la fissò, asciugandosi gli occhi.
"Dovrebbero solo provarci
"
Si guardarono, e di nuovo scoppiarono a ridere.
E quando Cordelia si appoggiò al suo braccio Kate si morse un labbro,
per riuscire a trattenere le risa.
Era più di un anno che non rideva
da quando Nia era stata male
per la prima volta.
Da quando era entrata la prima volta in ospedale portandola fra le braccia.
E ora le capitava di ridere di nuovo a Los Angeles
nella città
che aveva lasciato per disperazione, dove aveva sofferto da impazzire e conosciuto
il suo primo e unico amore.
Con una donna della quale aveva pensato non avrebbe mai più sentito parlare,
e che aveva creduto avrebbe continuato per sempre ad odiarla.
Una donna che pareva aver scordato quasi sette anni di animosità nel
giro di poche ore.
Nel giro di poche parole.
E che dopo aver passato il pomeriggio precedente al capezzale di una bambina
che non aveva mai visto era di novo lì, per tenerle compagnia
Come un 'amica di vecchia data.
Come l'amica che avrebbe potuto essere allora, se tante cose non fossero avvenute
.
"Due signore che ridono insieme!Esiste al mondo qualcosa di più
soave?"
Kate sgranò gli occhi, mordendosi ancor più forte le labbra, e
incontrando l'espressione sorniona e sorridente di Wesley Wyndam Price.
"Wesley!" Esclamò Cordelia al suo fianco. " Dove hai lasciato
il mio bambino!"
"Con il papà, a rimpinzarsi di Crema Chantilly!" Rispose lui,
col più serafico dei sorrisi.
"Crema ?!Ma voi siete ammattiti!" Cordelia saltò letteralmente
in piedi, afferrando la borsa. E a giudicare dal tono della voce la sua espressione
doveva essere impagabile
Tuttavia, Kate non la guardò.
La sua attenzione completamente focalizzata sulla figura alta e scura che era
rimasta dietro Wesley, appoggiata allo stipite della porta.
Come sempre.
Dopotutto, non sarebbe stato Angel se non lo avesse fatto.
La guardò per un momento, prima di entrare, le parole che si erano detti,
le vite che si erano raccontate solo poche ore prima che creavano fra di loro
un 'intimità nuova, profonda e dolcissima, che rendeva in parte ancora
più amare le incomprensioni, le amarezze e il dolore di quegli ultimi
anni.
"Ho sistemato le tue cose a casa
" Mormorò, ignorando
completamente gli altri. E il fatto che avesse usato la parola casa, e non albergo,
ebbe il potere di accelerare all'istante il battito del suo cuore.
Mettendola in imbarazzo
perché sapeva che lui poteva udirlo
persino a quella distanza.
"Grazie."Rispose, cercando di riacquistare un 'espressione decisa.
" ma non credo che ci passerò molto tempo. Non voglio lasciare la
mia bambina
"
"Kate
"
"Aver accettato di avere un
posto, nel caso ne sentissi la necessità,
non vuol dire avere accondisceso a diminuire la mia presenza qui
"Si
voltò verso Nia. " non sarebbe giusto
lei conosce solo me
per quanto possa stare bene con altre persone sono sempre degli estranei per
lei
"
Angel sospirò.
Sapeva che non era d'accordo
le aveva già chiesto di fare a turno
con lui
Ma Kate non voleva.
Non voleva che nessuno le togliesse dalle spalle il compito di assistere sua
figlia
Era sua
la sua bambina
la sua creatura, il suo unico calore per
cinque, lunghi ani
Era lei che le sarebbe stata accanto
era lei che le avrebbe stretto la
mano, qualunque cosa fosse accaduta
Perché lo voleva, e non perché lo doveva fare
E poi
Angel non era una persona diversa da quella che aveva conosciuto
cinque anni prima.
Non aveva smesso di aiutare gli altri e di cacciare demoni
E non poteva permettere che trascorresse in un ospedale tutto il tempo che gli
restava dopo notti dopo notti di caccia e sangue.
Come lei.
Non poteva permettere che si sfibrasse.
Come lei.
Fino a che qualcuno avesse approfittato della sua stanchezza.
E se c'era una cosa che Kate sapeva di Angel, era che poteva stancarsi.. e poteva
esaurirsi
e che le conseguenze potevano essere terribili
"Ma non vale la pena di parlarne adesso. " Continuò. "
Piuttosto,è già pronto il risultato dell'analisi?"
Per un attimo Angel la fissò, prima di deglutire, e spostare gli occhi
verso Wesley.
In un movimento così rapido che forse un altro non lo avrebbe colto.
Un altro
che non fosse Kate.
"Cosa c'è?" Chiese, voltandosi verso l'Inglese e trovandolo
che ricambiava rapidamente lo sguardo di Angel, prima di abbassare a sua volta
gli occhi.
"Allora.." Si avvicinò di un passò, continuando a fissarlo,
il cuore che le correva così forte nel petto che temeva potesse scoppiarle.
"devo cavarvi le parole di bocca?
Angel, si tratta di mia figlia!
Sono io? Le ho trasmesso qualcosa io?"
"No
" Angel sgranò gli occhi. " no
il tuo DNA
è perfetto
e anche
quello di Bob
"
Kate lo fissò ancora per qualche istante, mentre sentiva il calore abbandonarle
le guance.
Lasciandole solo un 'intensa sensazione di freddo.
"Ma questo escute solo l'ereditarietà!" Esclamò Wesley,
superandola per accostarsi ad Angel. " non vuol dire che non sia una mutazione
spontanea
ci vorrà solo
un po' più di tempo per accertarlo
dovrò
procedere più in profondità, esaminare altre
cellule
"
Kate sollevò una mano, facendogli segno di tacere, mentre in silenzio
si allontanava , avvicinandosi alla finestra.
"Più tempo
"Ripeté. "quanto più tempo?"
Wesley non rispose e lei, senza voltasi, aggiunse: " Abbastanza per lei?"
"Ehi
"Cordelia le si avvicinò, appoggiandole una mano
sulla spalla. " vedrai che qualcosa inventeremo
l'importante è
non darsi per vinti."
"Non mi do per vinta
"Ripetè Kate, voltandosi. "
Sto bene.
Davvero.
Dopotutto, nessuno pretenderebbe niente, al primo tentativo
E, da quando si è svegliata, Nia sembra stare un po' meglio
"
"Certo
"Sussurrò Cordelia.
Oh, Dio, chi voleva prendere in giro?
Chi?
Loro o se stessa?
Era tutto inutile, e lei continuava ad attaccarsi alle illusioni, come a un
vetro da cui non faceva che scivolare.
Come sua figlia non faceva che morire ogni giorno di più
"Vorrei
prendere dell'altro sangue
"Mormorò Wesley
davanti a lei. " se per te va bene
"
Kate annuì, improvvisamente esausta.
Come se il peso del mondo le fosse appena crollato sulle spalle.
Di nuovo.
"Certo
c'è una siringa sterile nel comodino
per le fiale
"Oh, le ho io, le ho io
non preoccuparti
"
"Sicura di essere okay?" Ripetè Cordelia .
E lei quasi ebbe voglia di scacciarla a forza e chiederle come si sarebbe sentita
se fosse stata al suo posto.
Ma non lo fece.
Ingoiò quelle parole ingiuste
e guardò Angel.
Il suo volto pieno di tristezza e di quell'anima così antica che fin
dal primo giorno era stata in grado di scorgere nel profondo dei suoi occhi.
"Si." Ripeté. " Va pure a casa
"
Cordelia esitò, ma, quando anche lei fissò per un attimo Angel,
l'uomo la rassicurò a sua volta.
"Non preoccuparti, Cordelia, va a casa
resto io qui
"
La ragazza annuì, pensosamente, ma aveva appena raggiunto la porta quando
si voltò di nuovo.
"Mm
Angel" Mormorò. " che devo dire a Spike?"
Lui aggrottò la fronte.
"Spike?" Ripetè.
"Si
sai
quei libri per quella ricerca
"
Angel annuì distrattamente.
"Digli di venirseli a prendere.
In questo momento non posso portarglieli io."
"Wow!" Sbottò Cordelia. " Non sarà un trauma troppo
grande per Buffy che tu non corra a servirla fino a casa?"
"Cordelia!" Sospirò lui. " Per piacere
"
"Buffy?" Mormorò Kate, il nome che si ripeteva all'infinito
nel suo cervello.
La fissarono, senza capire il perché del suo stupore.
"Ma Buffy non era
morta, cinque anni fa?"
"Oh!"Esclamò Cordelia, scotendo la mano." Ci è
rimasta per qualche mese, dopo di che hanno operato non so quale incantesimo
e l'hanno riportata indietro
Ora sta con un altro vampiro.
Strana la vita, eh?!"
Inclinò la testa, guardandola.
"Kate..." Mormorò.
Ma Kate non rispose.
Kate non riusciva a rispondere.
Kate riusciva solo a pensare che voleva aprire un finestra e buttarsi di sotto.
Kate riusciva solo a sentirsi rimescolare le budella nel ventre.
Mentre qualcosa di doloroso, di terribilmente doloroso le stringeva il cuore.
"L'hanno fatta
tornare?" Mormorò piano.
E stavolta non riuscì nemmeno a guardare in faccia Angel.
Non riuscì nemmeno a sollevare gli occhi.
Perché se lo avesse fatto, molto probabilmente, avrebbe avuto una crisi
isterica.
"E' stata una cosa azzardate e sbagliata
"Disse Wesley piano.
" e ha avuto ripercussioni molto sgradevoli
ma in sostanza, si, l'hanno
riportata indietro
"
Kate si mosse una mano davanti al volto, come per allontanare da se qualcosa
che la soffocasse.
"Scusate
"Mormorò , voltando loro le spalle ed entrando
in bagno, le dita così affondate sulla guancia da graffiarsi la pelle.
Abbatté le mani sul lavandino, gemendo, la rabbia, che le montava come
una furia dentro, che non riusciva a trovare parole, ne volti, ne pensieri,
ne azioni.
Che era solo lì.
E le faceva male.
"Kate
"
Chiuse gli occhi.
No, no
Non adesso.
"Sto benissimo, Angel, vattene!" Ringhiò, ansando leggermente.
Per un attimo, lui esitò, ma Kate sapeva che era ancora lì.
"Non stai bene
"Disse, dopo qualche momento. " non puoi
continuare a tenerti dentro le cose, o finiranno per ucciderti!"
"Sono vent'anni !"Rispose lei, la voce che le usciva come un grido
soffocato dalla gola. " che mi tengo dentro quello che provo! E non mi
ha ancora uccisa!"
Strinse gli occhi.
Non voleva che la vedesse così.
Voleva calmarsi, voleva sciacquarsi il viso, voleva tornare nella stanza e sedere
accanto alla sua bimba addormentata
e soprattutto non voleva che Angel
la vedesse in quello stato
E non voleva rischiare di sfogare su di lui il suo livore
Come aveva già fatto
Non sarebbe stato giusto
Ma niente, niente, niente sembrava essere giusto nelle sua vita
Era lei ad essere sbagliata!
Ad essere nata sbagliata!
"Kate, per piacere, apri questa porta
capisco che sentire una cosa
del genere ti possa aver sconvolta
"
Boccheggiò, e con un unico gesto girò la chiave nella toppa e
spalancò la porta, gettandosi letteralmente su di lui.
Dimentica degli sguardi dei suoi amici, o di essere in un ospedale.
Dimentica di tutto ciò che non fosse quel dolore atroce che le premeva
il cuore.
"Capisci? "Urlò. " Mi capisci veramente?
Capisci che vorrei impazzire perché io stessa non riesco a comprendere?
Capisci che vorrei afferrare la prima cosa a portata di mano e ficcarmela in
gola?! "
Angel non si mosse, come se la sua furia non riuscisse a travolgerlo.
"L'hanno fatta tornare
Sai che vuol dire per me??
La vita
la morte
è tutto un gioco allora ?
Tutto
materia da manipolare come vogliono i tuoi amici, beffandosi di
chi non può farlo?
Di chi dove rimanere a piangere davanti a una tomba di pietra, davanti a un
letto vuoto, davanti a una tavola che deve imparare ad apparecchiare con un
piatto in meno
piangendo disperatamente ogni volta che fissa la tovaglia,
e si accorgeva che se n'è scordata
?
Di chi è così disperatamente solo che si attacca al suo unico
affetto come a un 'ancora che gli impedisca di affondare, e poi lo perde
in una frazione di secondo, e non gli basta una vita per riprendersi dal dolore?
E loro decidono chi deve andare o
tornare?
Loro scelgono di essere Dio?!
Loro
eliminano il dolore
eliminano la perdita
e tutto il mondo
tutto il resto del mondo che non lo può fare?
E' giusto questo?"
"Kate , calmati!" Esclamò Angel , afferrandola per le spalle.
" Non è stato così!
Tutti in questa stanza sappiamo che non si gioca con la vita.
Tutti in questa stanza abbiamo perso qualcuno, e avremmo voluto milioni di volte
fare qualcosa per rimediare
e non lo abbiamo fatto, perché sapevamo
quanto sarebbe stato ingiusto.
E' stata una cosa mostruosa, contro natura, un gesto fatto da un gruppo di ragazzini
che non hanno voluto interpellare chi ne sapeva più di loro perché
aveva solo paura di essere fermati, e gente innocente e colpevole ha pagato
un prezzo altissimo per quello
La stessa Buffy
"
"Perché non sei con lei?!" Gridò Kate, liberandosi con
violenza dal suo abbraccio e arretrando di un passo. " L'avevi persa! Eri
disperato! Ora l'hai riavuta!
Perché non sei con lei?! Perché sei in questo posto, a cui non
ti lega niente, e non con la donna che ami?!
A me non importa di Buffy
"Sentiva dolore, un dolore atroce al petto
e alla gola, un bruciore terribile, che nemmeno le lacrime che le scendevano
disperatamente sulle guance riuscivano a calmare. " l'ho vista una sola
volta nella mia vita!
Non so se meritasse o non meritasse qualsiasi cosa!
Non mi interessa!
Quello che so "Gridò, mentre la tensione dentro di lei esplodeva
in un singhiozzo che le squassò il corpo. " è che nessuno
al mondo farà tornare la mia bambina!
Nessuno mi ridarà mia figlia quando sarà morta!
Come mio padre! Come mia madre!"
Gridò, mentre Angel l'attirava a se, e l'ultima parole fu soffocata dal
tessuto morbido del suo maglione.
"Lasciami!" Singhiozzò, divincolandosi fra le sue braccia,
lottando con tutte le sue forze contro qualcuno che era molto , molto più
forte si lei. Come sempre nella sua esistenza.
Ma Angel non la lasciò.
Angel la strinse più forte, e con un movimento della spalla chiuse dietro
di loro la porta del bagno.
"Lasciami
"Ripetè, continuando a combattere, mentre lui
continuava a tenerla.
"Ascoltami
"Provò Angel. " Kate
"
Le afferrò i polsi, torcendoglieli all'indietro e spingendola contro
una parete, nel tentativo di immobilizzare il suo corpo contro il proprio.
E Kate boccheggiò, sentendosi schiacciata fra il muro e il suo torace.
"Non è giusto!" Gridò, andando. " Non è
giusto!"
"Niente è giusto!" Le urlò lui in faccia. " La
vita non è giusta!
Le persone non sono giuste!
Le perdite non sono giuste!"
Kate singhiozzò, chiudendo gli occhi e smettendo finalmente di lottare.
Smettendo di lottare contro il dolore e la disperazione, e la rabbia
smettendo
di lottare contro l'orgoglio
e contro di lui..
"Mi dispiace
"Mormorò. "Mi dispiace tanto
"
Sentì Angel allentare la presa, ma il suo corpo non si staccò
di un pollice dal suo, continuando a tenerla contro di se, mentre la sua mano
saliva gentilmente a sfiorarle la guancia.
Una carezza dolce, fresca come un bacio di seta, che le arrirò al cuore
attraverso la pelle, e le schiuse gli occhi sul suo volto serio, pieno di tristezza.
"Io ti amo, Kate
"Mormorò.
Lei sgranò gli occhi, schiudendo le labbra e scotendo leggermente il
capo.
Non
non poteva essere vero
Dopo tutti quegli anni
dopo
tutto quel dolore
Lei
non riusciva a crederci
Non poteva crederci
Dopo averlo tanto desiderato
Dopo aver pensato di averlo perso
.
Dopo aver passato delle ore ad odiare il suo stesso cuore
Ma Angel non capì
Angel non poteva sapere
e mentre un 'espressione
ferita gli attraversava il volto , e quegli occhi espressivi che le avevano
rivelato molto più di quanto lui non le avesse detto, si staccò
dal suo corpo, abbassando il volto e facendo un passò indietro.
"Scusami
"Mormorò. "io
"
"No!"Kate lo afferrò per la mano. "Ripetilo!"
Angel deglutì, fissandola, e lei gli andò davanti, stringendo
più forte le sue dita.
"Per favore
ripetilo
se è
"
"Io ti amo, Kate."
Era vero
Dio
era vero
I suoi occhi, il suo volto
le dicevano che era vero
le urlavano
che era vero
E il suo cuore batteva così forte e c'era una ridda così violenta
di emozioni dentro di lei in quel momento, che le pareva di non riuscire a sopportarle
tutte.
"Ti amavo anche prima
"Mormorò lui, e con le dita le risalì
al collo, sfiorando dolcemente il segno del suo morso nella carne. " anche
prima di questo
quando Wesley e Cordelia mi hanno detto che avevi fatto
irruzione all'Hyperion ho provato una rabbia così terrificante
e quando poi sei venuta
dopo tutti quei mesi
quando ti ho rivista
ho desiderato solamente stringerti
Mi ripetevo che era per proteggerti
per impedirti di immischiarti in qualcosa
che poteva costarti la vita
che non potevi maneggiare
La verità era che volevo toccarti
E dopo
quando ti ho vista al museo
"
Kate non riusciva a smettere di guardare i suoi occhi, di osservare la sua bocca
muoversi
Era come ipnotizzata
come se le sue labbra fossero un caldo fluido calmante
Stava ancora piangendo, ma erano lacrime così diverse ora
C'era ancora dolore, c'era ancora disperazione, c'era ancora rabbia, ma ad essi
si univano un dolore, e una disperazione, e una rabbia diverse
per ciò
che aveva perso
Per colpa sua.
Per ciò che aveva buttato via
Per il suo orgoglio, per la sua cecità e la sua follia.
Per non aver aspettato.
Per non essersi voltata, quel giorno.
Per non aver buttato via quella che credeva dignità, e non averlo affrontato,
quella sera, quando lo aveva trovato con Fred
Perché non gli aveva detto che lo amava, quel giorno, nel guardino dell'albergo,
dopo che lui l'aveva salvata da se stessa.
"Si
??" Mormorò, come se in quell'unica parola ci fosse
il segreto per recuperare tutto .
Ma non c'era nessun segreto
E nessuno al mondo poteva renderle ciò che aveva perso
"Nulla
"Angel distolse gli occhi, la mano ancora sul collo di
lei.
E Kate annuì, mentre una cappa di tristezza scendeva a coprire tutto
ciò che aveva provato fino ad allora.
Togliendole anche le poche forze che le restavo.
Tristezza
e lui le aveva appena detto che l'amava
Lacrime.. e lui le aveva appena detto che l'amava
Anche Kate distolse lo sguardo, puntando gli occhi oltre la sua spalla, contro
il muro chiaro del bagno.
E per lunghissimi istanti nessuno dei due parlò.
Rimasero immobili, una mano di Angel appoggiata al suo collo e l'altra stretta
in quella di Kate.
Non erano mai stati così vicini.
I loro spiriti non erano mai stati più vicini
eppure
nessuno
di loro trovava niente da dire
"Certo
"Mormorò finalmente lui." che la mia autostima
crescerà di parecchi punti dopo la tua reazione entusiastica!"
Tornarono a fissarsi, insieme, e lei non poté impedirsi un piccolo riso
nervoso.
"Lo sai
"Mormorò. " nessuno al mondo mi aveva mai
detto di amarmi
"
"Ancora meglio!"
Sorrise anche lui, e Kate si abbandonò contro il suo corpo, allargando
le braccia per circondargli la schiena, mentre Angel la stringeva forte a se.
"E' passata?" Mormorò sui suoi capelli.
Kate si voltò, appoggiandogli la fronte sulla tempia.
Come era tutto naturale adesso
come era semplice stringerlo,e lasciarsi
cullare dal suo abbraccio
Quando una volta non sarebbe stata in grado di accettare nemmeno che la sfiorasse.
E non certo perché lui era un mostro
E come era caldo il suo abbraccio
L'abbraccio di un vampiro
E come riusciva a sentirsi sicura fra quelle braccia forti, solide
fissata
da quegli occhi pieni di una vulnerabilità così profonda da farle
desiderare di essere lei ad abbracciarlo, a cullarlo contro il suo seno
A proteggerlo
Come lui stava cullando lei.
E ad allontanare il dolore dal suo cuore
E dalla sua anima
Gli aveva fatto così tanto male
Lo aveva trattato così tanto ingiustamente
e aveva permesso al
mondo di dividerli
di metterla contro di lui
Alla sua mente di dividerli e metterla contro di lui.
Mentre il suo cuore gridava così disperatamente.
Mentre il suo cuore piangeva così disperatamente
E nonostante tutto
lui le diceva che l'amava.
Che l'amava ancora dopo cinque anni.
E proprio per questo lei non riusciva a dirgli la stesa cosa
E non era più orgoglio
e non era più nemmeno paura
solo
come poteva dirgli che lo amava dopo tutto ciò che gli aveva
fatto
"Si
"Mormorò. " grazie
e scusami
"
Lui la guardò, il volto premuto sul suo, le labbra che sfioravano le
sue, senza muoversi
senza fare il minimo accenno di avvicinarsi a lei.
Dio
era mai passibile che lo avesse rivisto solo da due giorni?
Che fosse lì, stretta fra le sue braccia
quando due settimane prima
pensava ancora fosse uscito per sempre dalla sua vita?
E se era così
allora poteva perderlo con la stessa facilità
Se era così poteva accedere qualunque cosa
e lui non essere più
fra le sue braccia
"Ti va
"Mormorò piano. " di baciarmi
"
Deglutì, e un altro sorriso nervoso le salì alle labbra, mentre
Angel la fissava senza rispondere.
"Dopotutto
"Continuò. " non potresti credere che
io sia peggiore, dopo quello che ho f
"
Le prese la bocca in un secondo, interrompendola, mentre la sua mano saliva
a sostenerle la testa.
Togliendole il fiato.
E facendo esplodere il suo cuore in mille pezzi distinti, che si conficcarono
in ogni parte del suo corpo, ferendolo, bruciandolo, facendolo sanguinare.
Disseccandolo, attraverso le sue labbra.
Attraverso la sua bocca che baciava quella di lei con una passione che doveva
essere pari alla sua, e che trasformò in un secondo una carezza in un
vortice.
In un precipizio, in una caduta libera e un 'ascesa verticale, verso qualcosa
che Kate non aveva mai provato in tutta la sua vita e che la stordiva, e insieme
la rendeva così incredibilmente vigile
Come se tutti i suoi sensi si fossero all'improvviso dilatati.
Come se fosse diventata anche lei un vampiro.
Sentiva le mani di Angel muoversi sulla sua schiena, e il rumore viscerale delle
loro bocche che si esploravano, che si avvinghiavano disperatamente una all'altra,
come se avessero il terrore di essere separate. E avvertiva il sapore di lui,
che le scendeva in gola, che le andava alla testa, che avrebbe potuto ucciderla
in un solo, singolo secondo, e il freddo della sua pelle contro la propria,
e la carezza delle sue labbra, del suo corpo, della sua anima, attraverso il
suo bacio.
E tutto era così forte, così intenso che il corpo di Kate sembrava
troppo debole e umano per poter resistere.
Affondò le mani nei suoi capelli, afferrandolo, stringendosi a lui per
sostenersi.
Per non cadere.
Per portarlo più vicino.
Ancora, sempre più vicino.
Soffocando in un bacio che non sembrava volesse finire.
Senza nemmeno rendersene conto.
Avrebbe potuto morire
avrebbe potuto svenire, se lui non si fosse fermato
e non se ne sarebbe accorta.
E quel fuoco, e quell'onda che la stavano travolgendo sarebbero stati così
forti da annientare persino il suo istinto di sopravvivenza.
Ma lui si fermò di scatto, girandosi verso la porta, e stringendola ancora
più a se, con tanta forza da farle quasi male.
Come se volesse proteggerla
Kate lo vide chiudere per un attimo gli occhi, ansando pesantemente.
E non le sembrò assurdo per un vampiro.
Come non le sembrò assurdo veder ardere nel suo sguardo riflessi di fuoco.
Nemmeno nei suoi sogni più sfrenati aveva mai immaginato che un bacio
potesse essere così
Trasmettere sensazioni così totali.
Così disperatamente intense.
E ricordò all'improvviso l'unica volta in cui aveva provato qualcosa
di simile.
E il suo cuore corse ancor più forte dentro il suo petto già così
provato, al ricordo del momento in cui lo aveva sentito bere da lei, e il suo
corpo era diventato lava liquida sotto le sue mani
Il fiato le venne nuovamente meno, e non riuscì ad emettere parola quando
Angel,senza alcuna spiegazione, spalancò di scatto la porta del bagno.
Facendo precipitare all'interno Wesley, Cordelia e l'infermiera Charlotte.
Kate sgranò gli occhi, stringendo la mano di Angel, mentre , al suo fianco,
lui sospirava.
"Avete sentito tutto?" Chiese sarcasticamente." O vi siete persi
qualche particolare?"
"Io
"Cordelia alzò la mano ." Non ho capito se l'hai
baciata o no!"
Angel si chinò, afferrandola dal braccio e sollevandola in piedi, mentre
Kate non riusciva trattenere una risata, nonostante il terribile imbarazzo.
"Cammina!"Sbuffò il vampiro." Dopo ti faccio un disegno!"
Davanti a loro, Wesley e la giovane infermiera si erano rimessi in piedi in
tutta fretta, e si guardavano intorno quasi più imbarazzati di lei ,
ma fu un altro il volto che attirò immediatamente la sua attenzione,
e un 'altra la voce che le fece saltare nel petto il cuore che ancora non aveva
calmato i suoi battiti.
"Mamma
" Mormorò Nia, e Kate sgranò gli occhi,
correndole immediatamente accanto. " amore, ti sei svegliata
"
Si voltò, stupita.
I fermaci che le davano la sfinivano tanto da tenerla addormentata per quasi
tutto il tempo, era strano che fosse cosciente.
Dietro di lei, Angel lanciò uno sguardo a Wesley, prima di avvicinarsi.
"Abbiamo portato una cosa per la bambina"Mormorò, lanciando
uno sguardo all'infermiera che stava controllando la cartella clinica nell'inutile
tentativo di darsi un contegno. " e Wes l'ha messa nella flebo.
Non la può guarire, ma può darle forza
mentre noi cerchiamo
"
Kate schiuse le labbra, che ancora le bruciavano come fuoco, e allungò
una mano verso di lui, sfiorandogli il braccio.
"Grazie
"Sospirò. " mi sento così stupida
"
Lui le sorrise.
Anche quella sera, nel giardino dell'albergo, le aveva sorriso.
E quelle che aveva usato adesso, senza nemmeno rendersene conto, erano le stesse
parole di allora.
Eppure era passato così tanto tempo
e loro erano così diversi
"Mamma
"La chiamò Nia, e lei si girò, carezzandole
dolcemente la guancia.
"Si, piccola
"
"Ma non stavate stretti là dentro? "
Kate si voltò di nuovo verso Angel, trovandolo a guardarla ad occhi ancora
più sgranati dei suoi.
"No
"Si riprese dopo un attimo. Fissando serissima la sua bambina.
" Angel e io abbiamo una lunga tradizione di
bagni
risalente
a prima della tua nascita
"
"Veramente?!"
"Si."Risposero insieme lei e Angel.
"Ma nel bagno c'è lo specchio e ai vampiri non piacciono gli specchi."
Stavolta, Kate guardò l'infermiera, che a sua volta fissava sorridente
la bambina.
"Non ci ho fatto caso
"Rispose Angel imbarazzatissimo, schiarendosi
leggermente la gola. " non l'ho nemmeno visto
ehm
lo specchio."
"Ma è grande
"
"Ero distratto
"Perché?"
Angel la guardò in piena crisi di panico, e Kate scoppiò in una
piccola risata.
" Benvenuto nel mondo di una bambina di quattro anni!" Esclamò.
Si chinò, sfiorando la fronte di Nia con un bacio.
Stava meglio. Si vedeva.
Qualunque cosa Wesley le avesse dato, il suo effetto era stato incredibile
Eppure
non osava pensare
Angel era stato molto chiaro prima.
"Mamma
"
"Mm
"
Nia strinse leggermente i suoi occhini azzurri, più vispi di quanto non
fossero da mesi.
" Ma lui ti ha baciato?"
Kate boccheggiò, sollevandosi e appoggiando i pugni sui fianchi.
"Non lo saprete mai!" Esclamò.
"Voglio
prendermi mia figlia!" Gridò Kate, spingendo in avanti la porta
ed entrando nella nursery, con il braccio premuto contro il ventre per calmare
anche solo in parte l'atroce dolore della ferita .
Dietro di lei, la Nurse boccheggiò letteralmente, e gridò qualcosa
che riguardava le donne isteriche, i pericoli di infezioni per i bambini e la
sicurezza dell'ospedale.
Qualcosa di cui, francamente , non le importava un fico secco.
Velocemente, si accostò alle culle, mentre, dall'altra parte del vetro
di osservazione, una piccola folla di neo madri e padri, nonni e parenti vari
la fissava a bocca aperta, i loro volti che esprimevano una vasta gamma di espressioni
incredule.
E un attimo dopo, incurante dello spettacolo che stava dando, si chinò,
stringendo i denti per il dolore, e prese fra le braccia la sua bambina, rossa
in volto e congestionata dal pianto.
Dio
era così piccola
Così incredibilmente piccola e delicata
una cosina morbida e calda,
che si muoveva contro di lei.
Una creatura così minuscola che faceva persino fatica a credere che in
lei ci fossero così tanta vita, così tanta forza, così
tanta voglia di esistere.
La portò al collo, appoggiando la sua testa alla propria, e sostenendole
il capo e la schiena mentre la stringeva a se.
Con tutta la forza che le permetteva di non schiacciarla, e con il terrore,
ad ogni istante, di sbagliare.
Di premere un po' di più un dito, di muoverle troppo la testa
di
farle male
Di distruggere quella creatura che era tutta la sua vita
"Shh
"Mormorò piano. " tesoro
perché
piangi?
Shh
shh
"
La portò fuori dalla nursery, sempre seguita dagli sguardi della gente
accalcata in corridoio e dagli spettatori supplementari accorsi dalle altre
stanze per capire chi fosse a gridare così forte da essere udibile persino
durante il chiassoso orario di visita del reparto maternità.
La fissavano come se fosse pazza, sgranando gli occhi, e per reazione Kate sollevò
ancor più la bambina fra le sue braccia, alzando il capo per sfidarli
Anzi
ai loro occhi lei era pazza
Una donna scalza, ancora pallida per il parto della mattina prima, che faceva
irruzione all'interno della nursery per prendersi una bambina appena nata
E forse
era davvero pazza
Era pazza perchè non sopportava di sentir piangere sua figlia.
Di vederla agitarsi in quella culla identica a tutte le altre, mentre nessuno
faceva niente per calmarla.
Forse era pazza perché le persone che si occupavano di lei erano esperti,
erano istruiti e preparati per curare bambini come la sua, perché sapevano
perfettamente quello che doveva o non doveva essere fatto, mentre lei
lei era solo sua madre
E l'unica cosa che poteva guidarla ,che poteva insegnarle i gesti da compiere
era l'amore che aveva provato immediatamente per quella creatura che ora stringeva,
dal momento stesso in cui aveva saputo di avere in se la sua vita.
E quell'amore avrebbe dovuto insegnarle tutto
Sua figlia non aveva che lei al mondo
come Kate non aveva che Nia.
Non c'era nessun altro per loro in quell'ospedale.
Nessun nonno sorridente accalcato al vetro, nessun fratello o sorella ad indicare
la culla con il dito, nessuna amico che portava regali assurdi e fiori
nessun padre, a fissare il suo volto con gli occhi lucidi di commozione.
Nessuno
Una folla di gente in una corsia di ospedale
e non c'era nessuno per la
sua piccolina
Come non c'era stato nessuno a prenderle la mano mentre le contrazioni cominciavano.
Come non c'era stato nessuno ad accompagnarla all'ospedale.
E nessuno a cui telefonare, quando la ragazza all'accettazione glielo aveva
chiesto.
Nessuno
La sua bambina era nata sola
E forse lo aveva sentito, in mezzo a tutti quegli altri neonati circondati da
nuvole di affetto.
Forse per questo non smetteva di piangere.
Ma la sua bambina aveva lei
Aveva il suo affetto, il suo amore
E lei l'avrebbe protetta , e l'avrebbe amata, e avrebbe impedito a chiunque
di fare del male alla sua creatura
Anche se questo avesse significato imparare a combattere, e apprendere sulle
creature , umane e non, che avrebbe potuto danneggiarla, tutto quello che sapeva
Angel
Angel
Strinse ancor più a se la sua creatura, mentre il nome di lui si diffondeva
nel suo cuore.
Angel
Non c'era un momento in cui non pensasse a lui
Non c'era mai stato, da quando lo aveva visto quell'ultima volta
Non un attimo in cui non si fosse domandata come stesse, in cui non avesse desiderato
disperatamente rivederlo
in cui non avesse accarezzato l'idea di prendere
un aereo, e tornare a Los Angeles
Mentre cercava di rifarsi una vita, mentre cercava di combattere il dolore e
la tristezza, mentre la sua bambina cresceva e si muoveva dentro di lei
lo aveva chiamato, e aveva chiuso gli occhi, e aveva accarezzato col pensiero
il suo volto.
Come non aveva mai fatto veramente.
Come non avrebbe mai fatto.
Persino mentre sua figlia nasceva, persino quando il dolore era diventato troppo
forte, e i medici avevano deciso di tagliare il suo ventre, lo aveva chiamato
e aveva desiderato al suo fianco un uomo che non sapeva neanche dove fosse,
che forse non ricordava più nemmeno il suo nome
E che non aveva mai saputo quanto lei lo amasse
Con un sospiro, si abbandonò sul letto delle sua stanza, e abbassò
le braccia, per osservare la bambina che trovava rifugio in esse.
E che incredibilmente aveva smesso di piangere, e puntava su di lei i suoi enormi
occhi chiari.
In tutta la sua vita Kate non aveva mai sfiorato niente di così caldo
e tenero
in tutta la sua vita non aveva mai nemmeno pensato che avrebbe
avuto il coraggio di tenere fra le braccia un bambino così piccolo.
E quella era sua
Era la sua bambina
Era nata da lei, era parte di lei
Era stata dentro di lei fino al giorno prima e adesso era fra le sue braccia.
Adesso respirava.
Adesso mangiava.
Adesso la guardava
Si
certo
sapeva che non stava guardando veramente lei
Aveva letto e straletto della membrana che ancora le copriva gli occhi
sapeva che la sua piccolina non vedeva che ombre davanti al suo volto
Ma era così grave, dopotutto, pensare che invece stesse guardando proprio
lei
??
Era un reato così terribile illudersi che la sua bambina sapesse che
Kate era sua madre, e che le piacesse fissare proprio lei, fra tutte le creature
al mondo
??
Si domandò come la vedesse
e se avesse la benché minima
idea di quanto l'amava
e mentre una lacrima le saliva gli occhi si chiese
perché, nella sua vita, nessuna delle persone che amava dovessero rendersene
conto
"Kate? Ou, ou??"
Kate sollevò la testa, sgranando gli occhi quando il lampo di una macchina
fotografica l'accecò per un secondo.
Mostrando un momento dopo il volto eternamente sorridente di Virginia Top.
"Foto ricordo del primo giorno di Nia!"Esclamò la giovane Hawaiana,
tirando fuori dalla Polaroid la fotografia appena scattata, e scotendola in
mano le sia avvicinò, accostandosi a lei.
"Ma tu
"Esclamò Kate sollevando un sopracciglio. "
non dovevi essere a casa?"
"Tornata!" Tagliò corto lei, sedendosi sul bordo del letto
e allungando un dito per sfiorare la boccuccia di Nia. "Per vedere la mia
super figlioccia!
Ehi, " Fece, passando gli occhi dalla bimba alla madre. " non è
che nel frattempo ti sei ricordata di una vecchia zia e hai cambiato idea?!"
Kate sorrise.
"Non ho vecchie zie.
E se pure le avessi non sarebbero qui
mentre tu ci sei
"
La ragazza passò la mano dalla guancia di Nia ai capelli di Kate, tirandoli
indietro in un gesto materno che contrastava con la sua giovanissima età,
e che la riempì di infantile tenerezza.
Nessuno le aveva più mostrato tanta dolcezza da molto, moltissimo tempo
nessuno le aveva più fatto delle carezze
tranne un uomo, quasi
un anno prima, sotto l'acqua scrosciante di una doccia
E, nonostante la sua semi incoscienza, quelle carezze le concordava come se
fossero state incise nel suo cuore.
"Certo"Sospirò Virginia. " che deve essere triste dover
chiamare la propria foglia come un'infermiera conosciuta da un giorno
"
Perché non si ha nessun altro?
Dillo, Virginia, non preoccuparti
E' solo la verità
Sorrise all'espressione imbarazzata del suo volto.
"Non preoccuparti, non mi hai offesa.
Ne avevo tanti di nomi in mente
potevo scegliere.
E ho scelto il tuo.
E poi mi piacerebbe che mia figlia somigliasse a te da grande."
"Oh, si!"Esclamò lei." Una casinista mondiale!
Lavorare sempre dietro a un computer deve averti rimbambita, tesoro!"
Kate sorrise, appoggiando la testa all'indietro, sui cuscini, mentre Virginia
si alzava, tendendole la foto.
"Tieni"Esclamò. " guarda che bella coppia!
Io vado a vedere di là se si è calmato il terremoto che hai provocato!"
Si avvicinò alla porta, ma prima di uscire si appese allo stipite, sorridendo
e strizzandole l'occhio.
"Sei una forza, Kate Lockley, lo sai? "
Kate sorrise, scotendo leggermente il capo.
Si
una forza
Non c'era niente che si sentisse meno in quel momento che una forza
Sfiorò ancora la fronte della sua bambina, ricevendone in cambio un adorabile
sbadiglio.
In quel momento si sentiva così piena di emozioni, così vulnerabile,
ed euforica, e malinconica insieme
ma di certo non si sentiva forte
E di certo si sentiva sola
E non era solo questo
Era lì, in quell'ospedale, in un isola lontana centinaia di miglia da
casa, e teneva in braccio sua figlia
ed era così
intenso,
e sorprendente, e incredibile, che sentiva quasi un bisogno fisico di dividerlo
con qualcuno
Fissò il telefono appoggiato al comodino.
No.
Non con qualcuno
Allungò la mano, sollevando tutto l'apparecchio per appoggiarlo accanto
a se sul letto.
Pensava che non lo avrebbe mai fatto
Pensava che non avrebbe mai composto quel numero.
Pensava che non avrebbe mai ingoiato il suo orgoglio e non avrebbe mai trovato
il coraggio di chiamarlo.
Ma ora sua figlia era con lei, e le pareva che le cose più incredibili
si potessero avverare.
E lei lo stava chiamando
Fece il numero lentamente, ma senza esitare, mentre il suo cuore cominciava
piano ad accelerare il suo battito, confondendosi con quello minuscolo di Nia.
E si chiese se sarebbe stata la segreteria a risponderle, o Cordelia, o Fred
e in questo caso se avrebbe trovato il coraggio di parlare, di chiedere di lui
anche solo come stesse.
Dopo più di otto mesi.
Dopo che se n'era andata per ricominciare una nuova vita con la sua bambina.
Lontano da Los Angeles, lontano dai ricordi e dagli incubi
lontana dall'uomo
che amava e che non aveva saputo capire
che aveva accusato e giudicato
così male
Punendo se stessa con questa lontananza
E ora poteva darsi che lui si fosse completamente dimenticato di lei
Della donna che lo amava senza che lui lo sapesse, e che un giorno aveva morso
"Angel investigations
aiutiamo i disperati
"
Kate sgranò gli occhi, mentre il fiato le si fermava in gola.
Aveva composto il suo numero
aveva chiamato la sua casa
eppure sentire
la sua voce la sconvolgeva come se fosse apparsa dal nulla, sfiorandole con
dolcezza infinita le orecchia.
Chiamandola dal buio del suo cuore solo.
E non perché non si fosse aspettata la sua risposta, ma
ma perché
era la sua voce
La voce di Angel
Dopo otto mesi
Ed erano come otto secondi
"Pronto?"
Kate deglutì.
No.
Non poteva fare questo.
Non poteva chiamarlo e poi starsene zitta e spaventata come una sciocca ragazzina
Non voleva, non poteva permetterselo
Eppure
non riusciva a parlare
Non riusciva neanche a pensare a qualcosa da dirgli
Forse aveva fatto male a chiamare
" E' qualcuno che non può parlare?"
Kate sorrise.
Tipico, tipico di Angel
pensare che fosse un poveraccio in pericolo, anziché
il solito scherzo telefonico
"Direi piuttosto"Mormorò. " qualcuno che non sa che cosa
dire
"
Dall'altra parte, Angel tacque per un secondo, un solo secondo, e a Kate parve
quasi di vedergli sgranare gli occhi e spalancare le labbra, in quell'espressione
di stupore così ingenuo e totale che tante volte l'aveva riempita di
tenerezza.
"Kate!" Esclamò poi . " Mio Dio Kate, dove sei?
Che cosa è successo?"
Kate chiuse gli occhi.
Che cosa era successo?
Che cosa era successo?
Lo aveva tradito
E lo aveva perso
E aveva avuto una bambina,..
Ed era scappata senza nemmeno spiegargli
Fuggendo da lui e dall'amore che provava per un' altra, così forte che
lo aveva portato a lasciare i suoi mici
E tutto questo
quando lei non era nulla per Angel.
Quando non poteva tradirlo, o perderlo
perché non era nel suo cuore,
e non aveva mai avuto nemmeno una briciola di esso
Eppure lo aveva fatto
Lo aveva tradito, perché lo amava
E lo aveva perso, perché andando via, ora, non aveva più nemmeno
il diritto di volere tornare
O di parlargli al telefono
"Kate?" Ripetè lui, la voce che ricordava così disperante
bene che vibrava di apprensione. "Kate?"
Kate
Kate.. Kate
Ripeti all'infinito il mio nome, ti prego
Ripetilo ora
come non hai fatto quel giorno
"Non ero certa che ti avrei trovato
" Mormorò. "
ma se sei lì vuol dire che il tuo viaggio è andato bene
e che stai meglio
"
"Kate, che cosa ti è successo?
Sei sparita, come se
"
" Ho chiamato per sapere se stai bene e poi
"
Si appoggiò la cornetta alla guancia, premendola più che poteva
contro l'orecchio, come per imporre alla sua voce di entrarle nel cervello.
"Per favore, Angel
vuoi dirmi
se stai bene?"
Ancorò, lui esitò, e quando parlò la sua voce era più
calma, e dolce, e malinconica, proprio come la ricordava.
"Si, Kate
sto bene
E tu ?"
"Io
io
"Respirò profondamente, e sorrise quando
i suoi occhi si posarono sul volto ormai addormentato della sua bambina. "
sto molto bene, Angel
grazie
Sono
serena
no, sono
felice
"
"La tua non sembra una voce felice
"
"Sono solo molto stanca
"
Quante, quante domande avrebbe voluto fargli
Avrebbe voluto chiedergli cosa era successo, se davvero stesse meglio, e se
qual dolore atroce, il dolore per la perdita della donna che amava, si fosse,
almeno in parte, calmato.
Ma non ne aveva diritto
Non aveva nessun diritto
E quella telefonata la stava disperatamente esaurendo
Si sentiva improvvisamente stanca, e spossata, e la testa le girava leggermente,
come se il battito del suo cuore fosse troppo forte perché riuscisse
a sopportarlo.
In parte, si sentiva come subito dopo essere uscita dalla sala operatoria
Persino la ferita sul ventre le bruciava e le tirava la pelle.
"Kate
dimmi dove sei
Per favore
"
Si abbandonò sui cuscini e con le labbra sfiorò la cornetta del
telefono.
"Sono
lontana , Angel
"Sussurrò. "Sono molto
lontana
"
Attaccò. Senza dare a lui il tempo di parlare e a se stessa quello di
ascoltare.
Voleva vederlo
Dio, Dio, voleva vederlo
Voleva così disperatamente vederlo
Lo voleva tanto che le scoppiava il cuore
Avrebbe dato la sua vita per poterlo vedere
Ma la sua vita
ormai
non le apparteneva più
Abbassò gli occhi, cercando di lottare contro il malessere improvviso
che le scuoteva il corpo, e mentre una lacrime le scivolava lungo una guancia
bacio con dolcezza il capo della sua bambina.
"Casa
dolce
casa
" Mormorò la vampira, stendendo le braccia
all'indietro davanti agli occhi leggermente sgranati del suo childe
Anzi, doveva correggersi
di quell'idiota del suo childe.
Che stava lì, a guardarla ad occhi e bocca spalancati, senza spiccicare
parola.
E questo solo perché lei era nuda, e stava stiracchiandosi proprio davanti
alla sua faccia, godendo del desiderio sul suo volto.
E della consapevolezza che se avesse fatto un solo passo verso di lei, o avesse
fatto tanto per allungare una delle sue luride mani, lei gli avrebbe rotto ad
una aduna tutte le ossa del corpo, e poi sarebbe rimasta a guardare come si
rinsaldavano.
Dopotutto
era già successo
"Allora!" Esclamò, posandosi le mani sui fianchi. " Pare
che io ti sia mancata tanto
"
L'altro fece un passo indietro, imbarazzato.
"Mi
mi dispiace
"Biascicò. " avrei dovuto bussare
non sapevo che tu fossi
" Lanciò un occhiata alle spalle di
lei, al grane letto su cui giaceva il corpo senza vita di un giovane uomo, anche
lui nudo. La gola squarciata da innumerevoli morsi.
"Mm
"Mugugnò la donna, movendosi felinamente verso il
vampiro e girandogli intorno, il dito poggiato sulla sua spalla. " è
vero
avresti dovuto bussare
Lo sai che non mi piace essere interrotta, quando do il benvenuto a un nuovo
amico
Si voltò leggermente, lanciando uno sguardo distratto al ragazzo sul
letto.
"Era con me sull'aereo
carino, vero?"
Strinse gli occhi, fissando il corpo senza vita del giovane, i suoi muscoli,
che pochi minuti prima aveva sentito, tesi, sotto di se, i suoi corti capelli
scuri, il suo volto gentile
Somigliante, si
Ma non era lui.
Non era il suo ragazzo
"Che cosa vuoi?!" Ringhiò, tornando a guardare Darrenn, il
suo stupido, intempestivo childe. " Oltre che irritarmi?
E perché non hai bussato?!"
L'altro indietreggiò, e la paura che lesse nei suoi occhi ebbe il potere
di eccitarla.
Dopo tanti gelidi vampiri Inglesi, un po' di sana carnalità americana
"A
Angel
" Esclamò, fissandola ad occhi parti. "
Credevo che volessi sapere subito le novità
"
La vampira sgranò gli occhi, mentre un brivido di piacere si irradiava
in tutto il suo corpo al solo sentir pronunciar quel nome.
"Novità?" Ripeté, avvicinandosi.
Afferrò Darrenn per la gola, sbattendolo contro la parete con tanta violenza
che un fioto di sangue prese a scorrere sulla tempia dell'uomo.
"Quale novità? Parla!!"
L' atro deglutì più volte.
"Avanti
"Mormorò lei sorridendo. " Non ti faccio
niente
se tu non mi fai arrabbiare
E se parli
subito!"
"Codrix
"Esclamò. " mi ha detto
"
"Codrix?" Ripetè lei. " Non era Borgh a seguirlo?!"
"Ehm
" Darrenn si umettò le labbra. " Lo ha visto
e
"
"Okay, okay, non mi interessa.
Dimmi di Angel.
Che cosa sta facendo?
Ancora la sua mielosa esistenza da bravo bambino?"
Sorrise, il sorriso di un predatore che tanto piaceva al suo ragazzo.
"La puttana bruna ha partorito?"
"Si
ma forse c' anche un 'altra
"
La vampira aggrottò la fronte.
"Una donna?" Ringhiò.
"Si
"Sputò quello, torcendosi sotto la sua stretta. "
una donna, ma non è una che conosciamo
non credo stia con lui
E' in città da troppo poco tempo
"
"E allora?! Guarda che sto perdendo la pazienza."
"C'è una bambina
quella donna ha una bambina
"
La vampira sgranò gli occhi, mentre un sorriso di puro piacere le si
disegnava sulle labbra, sbavate di rossetto per i baci del suo giovane amico.
"Una bambina
" Ripetè, lasciando andare l'altro e sfregandosi
voluttuosamente le mani. Erano anni che non beveva una bambina,.. per questo
aveva atteso così a lungo la nascita di quello di Cordelia Chase
Poter ferire Angel, e insieme assaggiare di nuovo il sangue di un bambino
sentiva i capezzoli inturgidirlesi al solo pensiero.
" Parla, la cosa mi interessa moltissimo."
Darrenn sembrò rilassarsi, acquisendo u 'espressione più sicura.
Sapeva che almeno fino a quando non avesse finito non lo avrebbe ridotto in
polvere.
O almeno
che aveva un numero maggiore di possibilità.
"E' una bambina malata
"Continuò. " e Angel va tutti
i giorni in ospedale
in verità ci passa tutto il tempo in cui non
caccia. Da una settimana ormai. "
La vampira si passò un dito sul basso ventre.
"Davvero?"
"Si. Non sappiamo che rapporto ci sia fra di loro, ma quel che è
certo è che ci tiene a quella bambina
"
"E dimmi
che faccia ha Angel, quando è in quella stanza con
lei?"
"Cosa?!" Esclamò Darrenn.
La vampira si avvicinò, sospirando di piacere.
"Si
che faccia ha? La guarda con pietà, con affetto?
Le vuole
bene?"
"Io
noi
non lo sappiamo
Codrix non è mai entrato
quando c'era lui
"
La vampira sgranò gli occhi, mentre il piacere evaporava dal suo corpo,
lasciando il posto alla rabbia.
"Cosa?!" Avanzò di un paso, mentre Darrenn, davanti a lei,
indietreggiava.
"No
"Ansò. " aspetta
Se Angel lo avesse ammazzato non avremmo saputo nemmeno questo poco
"
"E' già stato ammazzato!" Cinguettò la vampira . "
Come tutti in questo palazzo.
Da me
come tutti in questo palazzo!
E io
"Passò l'unghia del pollice sotto il collo di Darrenn,
che letteralmente tremava di paura, disgustandola e compiacendola insieme. "
avevo ordinato che il mio dolce Angel fosse seguito da vicino,
da molto,
molto vicino
che me ne faccio
"Ringhiò, e ficcandogli
la mano in gola lo scaraventò attraverso la stanza, mandandolo a sbattere
con la testa contro la parete e avvicinandoglisi poi con passo sensuale. "
di un branco di animali che non sanno nemmeno eseguire i miei ordini
?"
Gli salì addosso, montandogli a cavalcioni sul ventre, e l'espressione
di quello si dipinse di autentico terrore.
"T.. t
te la faccio vedere
"Balbettò disparato.
" ho una foto della madre della bambina
Codrix l'ha fatta
fuori
dall'ospedale
"
"Mm
"Mugugnò la vampira, chinandosi su di lui. "
e perché non lo hai detto prima? "Gli infilò la mano nella
tasca dei pantaloni. " E' qui?" Sussurrò, e prima ancora che
lui potesse rispondere tirò fuori una fotografia e la guardò incuriosita,
il volto leggermente piegato di lato. Mentre con la mano giocava con i vestiti
di lui.
Fermandosi sul bordo dei suoi pantaloni quando un sorriso le increspò
le labbra.
"Oh
"Sussurrò, mentre i suoi occhi sfioravano il volto
stanco della donna bionda nella fotografia, inconsapevole di essere ripresa.
" ma io conosco questa ragazza
E anche Angel
anche lui la conosce bene
Quindi dite che ha una bambina
e lui va a trovarla in ospedale
"
"Si!"Esclamò Darrenn. " E' così.
Se vuoi
se tu vuoi vado io stesso in ospedale
te la porto io
quella
bambina
"
La vampira si portò lo spigolo della foto alle labbra, pensandoci sopra,
mentre con la mano continuava la sue esplorazione.
"No
"Mormorò dopo un attimo. " meglio di no
voglio vedere prima come vanno le cose
"Strinse gli occhi, chinandosi
su Darrenn. " Ho un debito da saldare con Angel, e voglio trovare il modo
per farlo al meglio
"
L'altro lesse le sue intenzioni nei suoi occhi e nel movimento del suo corpo,
e un 'espressione totalmente disperata gli si dipinse in volto.
"No
"Ansò."No
io ti sono stato fedele
"
Lei rise, affondandogli le unghie nella pelle.
"No!"Ripetè l'altro, mentre le dita seguivano le unghie. "
No"
No! "
Gridò, mentre la mano di lei gli penetrava nel baso ventre.
E Darla si chiese se si sarebbe mai stancata
di sentire urlare.
Kate
compose il numero con il pollice, deglutendo lentamente, ma non aveva ancora
fatto in tempo ad appoggiarsi all'orecchio il cellulare che Angel glielo tolse
dalla mano, passandole il braccio dietro la spalla, chiudendolo e interrompendo
la linea con uno scatto.
"Angel!" Esclamò, allungando la mano, ma lui si tirò
indietro, e, mentre spingeva in avanti la porta dell'Hyperion, si infilò
decisamente il telefono in tasca.
"Sta bene."Disse. " E tu sei qui per riposarti."
Kate strinse gli occhi, precedendolo nell'atrio.
"Volevo solo sentire come stava andando
"
"Se ci fosse qualcosa che non va" Rispose lui, accendendo la luce
e chiudendosi l' uscio alle spalle. " Cordelia ci avrebbe chiamato."
"Non è detto
"
Angel la guardò, inarcando significativamente le sopracciglia.
Con uno sguardo così espressivo negli occhi che la fece sentire in un
secondo una bambina scema.
"Okay!"Si arrese, avanzando nell'enorme atrio dell'albergo. "
Ci avrebbe certamente chiamato e io sono una pazza paranoica!"
Sospirò, lasciandosi cadere sul grande divano circolare e affondando
il volto fra le dita, i gomiti poggiati alle ginocchia.
"Ma ho una paura che mi sta consumando
Più lei sta meglio più io ho paura
"
Chiuse gli occhi, cercando di calmare il battito forsennato del suo cuore.
Era vero. Aveva paura.
Per assurdo aveva più paura di quanta non ne avesse avuta negli ultimi
mesi.
Era da giorni ormai che Nia stava meglio.
Che riusciva a stare sveglia, a parlare, persino a mangiare qualcosa
Che Kate la vedeva sorridere
Eppure, sapeva che non stava guarendo.
Sapeva che la sua era un'energia effimera, era la forza che il composto di Wesley
le dava
E quando la vedeva seduta contro i guanciali, come non accadeva da mesi, aveva
voglia di urlare, e piangere, e gridare
perché non poteva essere
vero
Ed era arrabbiata, e felice, e terrorizzata, e abbattuta insieme, in un vortice
di emozioni che la stava consumando.
"E' stato un errore venire qui!" Esclamò, alzandosi in piedi,
e Angel fece appena in tempo a correrle dietro prima che lei, come una furia,
schizzasse fuori.
"E no !" Esclamò, chiudendo con un tonfo la porta che stava
aprendo. " Neanche per sogno!"
Kate si voltò, irritata e pronta a combattere, e se lo ritrovò
davanti, con le braccia allungate ai lati del suo corpo, vicinissimo
.
"Voglio uscire di qui
"Mormorò cupa. " e tornare
da mia figlia!"
"No."Rispose lui, altrettanto serio.
"Angel, non sono una bambina , sono anni che decido per me stessa e so
quello che posso o non posso fare. Per cui levati e fammi uscire!"
Angel si abbassò leggermente su di lei, quel poco che gli serviva per
arrivare col volto al livello del suo.
"No
" Scandì.
"Tu
"Cominciò Kate, ma non finì la frase, poiché
nella foga si era spinta in avanti, e le sue labbra avevano sfiorato dolcemente
quelle di lui,che subito si ritrasse.
"Scusami
"Mormorò Angel, mentre Kate si poggiava le dita
alle labbra, fissandolo. Con l'impressione che una scarica elettrica le avesse
appena attraversato il corpo.
Da quel giorno in ospedale, quando le aveva detto di amarla, non c'era stato
quasi più nessun contatto fra di loro.
Non l'aveva più baciata, ne aveva provato a farlo
non l'aveva più
toccata
non le aveva nemmeno più parlato se non di argomenti che
non fossero assolutamente innocui, persino quando erano soli, nella stanza di
Nia, e la bambina dormiva
Era vero che non c' erano state poi molte occasioni
dopotutto, Cordelia
e Wesley si davano spesso il turno per tenere compagnia a Kate, aggiungendosi
a lui, che praticamente passava in ospedale la maggior parte del suo tempo
come e più di quanto avrebbero fatto degli amici di vecchia data.
Tuttavia c'erano state
Avrebbe potuto parlarle la notte, quando la costringeva a stendersi invano sul
letto gemello a quello di Nia, e lei rimaneva sveglia, voltata sul fianco, a
guardare la sua bambina
O quando l'accompagnava al bar
o a comprare un giornale
E Kate aveva atteso che lo facesse.
Ogni singola volta.
L'orgoglio e la paura, che per molti versi aveva ormai superato, che le impedivano
di fare il primo passo.
Il terrore folle che lui le dicesse che si era sbagliato , o si era pentito
di averle parlato come aveva fatto
Il terrore di perdere anche quel poco
quella minuscola briciola d'amore
Che ad ogni giorno diventava sempre più una certezza.
Smentita solo, a volte, dall'espressione con cui lei lo scopriva a guardarla.
Ma quella
poteva immaginarla
poteva sperarla tanto da vederla nei
suoi occhi.
Come in quel momento.
"Di che cosa ti stai scusando, esattamente?" Mormorò piano,
sollevando il volto a dispetto dell'ansare del suo petto.
Angel aveva disceso i gradini, e la fissava dal basso, le braccia lungo i fianchi
e negli occhi proprio quell'espressione
quell'espressione che pareva così
carica di passione e
amore, forse
che lei era certa di stare immaginando,
anche in quel momento.
Tanto era contrastante con la calma dei suoi gesti, e il modo, fin troppo eloquente,
in cui scosse le spalle.
Non lo sapeva
Non sapeva di che cosa si stava scusando
E Kate aveva troppa paura per chiederglielo ancora
"Non sei una bambina
" Ripeté, continuando a fissarla.
" Ma hai bisogno ugualmente di staccare la spina
"
Indicò il divano con la mano, gentilmente.
"Se non vuoi salire a riposare, siediti
mangia qualcosa
oppure
usciamo
purché stai per qualche ora fiori da quell'ospedale
!"
Kate lo fissò, senza rispondere, il cuore e la mente che prendevano due
strade diverse.
"Solo qualche ora
" Ripetè Angel.
Di nuovo, Kate si passò la mano sul volto, sconfitta, e, scese le scale,
sedette ancora sul divano, guardandosi nervosamente intorno.
"Non ho fame
" Affermò tuttavia, come se questo potesse
rendere meno totale la sua sconfitta.
Angel aveva ragione, e lei lo sapeva, ma sapeva anche se se non fosse stato
lui a chiederglielo, se no fosse stato lui a guardarla in quel modo, avrebbe
riaperto quella porta per tornare immediatamente indietro.
Lo sentì sospirare, e un attimo dopo sedere accanto a lei.
"Non puoi continuare così
" Mormorò piano, pazientemente.
Kate sbuffò.
"Non sono anoressica, Angel
sto solo attraversando un periodo di
stress
"
"Hai una bambina in ospedale
direi che è più di un
periodo di stress
"
"E avei dovuto non pensarci?!"
Si girò verso di lui, ma l'espressione ferita dei suoi occhi ebbe il
potere di evaporare in un secondo la sua collera.
Scosse il capo, sconsolata.
"E se mi dessi una botta in testa e la facessimo finita?
Sospirò, tornando a voltarsi.
"Tanto, per come sono ridotte le mie ossa
non è che faresti
un grosso danno
"Inclinò la schiena all'indietro." Mi
pare di essere un pungiball
."
Kate chiuse gli occhi, facendo ruotare lentamente le clavicole, ma si bloccò
di colpo quando sentì le mani di Angel posarsi delicatamente sulla sua
schiena, e cominciare piano a massaggiarla.
"Che cosa
stai facendo?" Mormorò, cercando di girasi.
Ma lui glielo impedì, tendendole leggermente le spalle all'indietro e
poi tornando a distenderle.
"Con buona approssimazione
"Rispose , e nella sua voce Kate poté
udire il sorriso. " direi che mi procuro una pallottola
"
Kate sorrise, rilassandosi, e lasciando che lui l'avvicinasse di più
a se.
Il cuore le batteva così forte che pareva volesse assordarla, ed era
certa che Angel lo potesse sentire.
Era certa che potesse sentire il suo sangue correrle più veloce nelle
vene.
Era certa che potesse sentire ciò che provava, ciò che le gridava
dentro dal calore del suo corpo.
E, forse, dalla sua stessa anima.
E una volta, solo pochi anni prima, questa consapevolezza l'avrebbe fatta fuggire.
Per la paura e l'imbarazzo.
Ma non ora.
Non più.
Erano successe così tante cose
E così tante cose aveva perso, e altrettante avrebbe potuto ancora perdere
e tante ne aveva rimpiante
o rimpiangeva ancora
Adesso la vita le pareva come una biglia di vetro in equilibrio precario su
un filo
Sarebbe bastato un attimo
un alito di vento o il gioco di un bambino,
per farla precipitare e infrangerla
. o semplicemente
per farla impazzire
Adesso
almeno
voleva ciò che aveva
Voleva le mani di Angel sulla sua schiena, il corpo di lui premuto contro il
proprio
E il suo volto
la sua guancia contro quella di lei
Fresca, sulla la sua pelle che pareva ustionata
Adesso
almeno
poteva avere quei secondi
e li voleva
anche
se fossero stati gli unici
Si abbandonò completamente contro di lui, mentre le dita di Angel operavano
un prodigio sul suo corpo intorpidito dalle giornate e i mesi passati in ospedale,
e la sua presenza, la sua sola presenza, ne operava uno simile sul suo cuore
Era con lei
Angel
Così vicino che nemmeno l'aria avrebbe potuto separarli
Quando lei aveva pensato di non rivederlo più
Di non sentire più la sua voce, o il tocco delle sue dita.
Quando aveva pensato che avrebbe trascorso tutta la sua esistenza senza mai
sfiorarlo
senza mai baciarlo come pochi giorni prima.
E il ricordo di quel bacio trasformò di nuovo in fuoco il sangue nelle
sue vene.
Sentì le mani di lui fermarsi piano, e, prima che potesse accorgersene,
circondarle la vita, mentre il volto si chinava sui suoi capelli, sfiorandole
leggermente la fronte.
E tenendola così.
Immobile.
Al sicuro nel cerchio delle sue braccia.
In silenzio.
E quando Kate ruotò leggermente glielo lasciò fare, appoggiandosela
al petto, con il volto di lei, sollevato, che sfiorava il suo.
"Ti amo
" Mormorò la donna. E un sospiro le sfuggì
dalle labbra.
Glielo aveva detto
Finalmente
E questo
nessuno al mondo poteva più toglierglielo
Sorrise, di fronte all'espressione sbalordita dei suoi occhi.
"
ti ho amato dl primo momento
" Continuò. La diga
del suo cuore finalmente crollata . " e ho continuato sempre
anche
quando volevo odiarti
anche quando odiarti mi sembrava l'unica cosa giusta
da fare
"
Il suo sorriso si accentuò, eppure un brivido le attraversò la
schiena.
" E adesso
confessami che non volevi dire quelle cose, l'altro giorno
"
Angel le fissò il volto, e sembrò divorarlo con gli occhi, guardandone
ogni particolare, prima di chinarsi, e di sfiorarle leggermente il naso con
il proprio.
" Ogni singola parola
" Mormorò. " vorrei solo non
averlo fatto così tardi
Vorrei solo averlo fatto cinque anni fa
Vorrei avertelo detto quel giorno che sei venuta qui
Vorrei averti fermata,
e costretta a dirmi che cosa avessi
"
"E se lo avessi fatto
"Incapace di impedirselo, Kate sollevò
la mano, sfiorandogli con dolcezza la guancia." Se ti avessi detto che
ero incinta
"
Angel la baciò. Dolcemente, lentamente, e Kate attese che avesse finito
prima di continuare.
"
che cosa
" La baciò ancora. " avresti fatto
"
"Ti avrei impedito
" Stavolta fu Kate a sollevare il volto, e
a deporgli sulle labbra un bacio gentile. " di lasciarmi
con qualunque
mezzo
" Kate lo baciò di nuovo, sentendolo gemere leggermente
sulla sua bocca. E stupendosi di avere questo effetto su di lui.
" E avei sentito crescere la tua bambina
"Continuò Angel,
sfiorandole con la mano il bordo della camicetta, e appoggiandola quasi con
timore sulla sua pelle bollente. Prima che lei tornasse ancora a baciarlo. "
dentro
di te
e ti averi detto
"
"e io
mi sarei presa
il tuo dolore
"
Angel si chinò su di lei, bruciandole con le labbra la pelle del collo,
mentre la sua mano, delicatamente le sfiorava l'addome.
Kate boccheggiò, e strinse fra le dita la stoffa del suo maglione di
tela, per riuscire a continuare:
"
ti avrei
stretto
e
tenuto
fino a che
il dolore se ne fosse andato
"
"
ti avrei detto che sei mia
" Continuò lui, le
frasi di entrambi che si aggrovigliavano fra di loro, unendosi, come i loro
corpi stavano facendo. "mia
Col tuo sangue
E che col tuo sangue
ti eri presa tutto
di me
"
Le catturò le labbra, scacciando il flebile pensiero che la sua frase
aveva generato, e stavolta il loro bacio fu un vortice di fuoco, una tempesta,
che squassò il corpo di Kate in ogni suo recesso.
In ogni sua fibra e muscolo, e cellula.
Nel suo ventre e nel suo cuore.
E nella sua anima.
Di nuovo, come pochi giorni prima, si avvinghiò a lui, come temesse di
cadere
sicura che sarebbe accaduto, se lui l'avesse lasciata
E di nuovo, come pochi giorni prima, fu Angel a interrompere il bacio, lasciandola
stupita e ansante, mentre i suoi occhi le correvano sul corpo, fino al ventre
che la sua pelle, dolcemente, sfiorava.
Sfilò la mano da sotto la sua camicia, e aiutandosi con quella con cui
la stringeva, lentamente, slacciò i bottoni, rivelando la pelle pallida
del suo addome, su cui la striscia spessa della cicatrice risultava vistosamente.
"E' il segno del cesareo
" Mormorò, stupita dall'espressione
del suo volto.
Angel sollevò gli occhi a guardarla.
L'espressione del suo viso stupefatta e piena di ammirazione.
Come se avesse appena scoperto un tesoro di incredibile bellezza.
"Lo so
"Sussurrò. " lo so
" E un attimo
dopo si chinò su di lei, e dolcemente le sfiorò con le labbra
il bordo della cicatrice, cominciando a baciarlo piano, gentilmente, ricoprendone
di baci ogni più piccolo frammento.
In una scia di fuoco che attraverso la pelle bruciò il cuore di Kate,
in una vampata violentissima.
Kate si inclinò all'indietro, ansimando, il corpo, la mente e l'anima
sconvolti da una tempesta di sensazioni, diverse e più forti da qualunque
altra cosa avesse mai provata.
" Sono stata così stupida
" Gemette, mentre lui continuava
a baciarla. " Avremmo potuto
stare insieme e
aiutarci
e invece ho
buttato via tutto
con il mio orgoglio e la mia vergogna
io
mi sentivo così in colpa
"
Angel le prese ancora le labbra, interrompendola.
Bevendo le parole dalla sua bocca.
Bevendo l'amarezza, e il dolore, e il rimpianto...
E dandole in cambio un calore che bruciava, e che la cullava, e la svegliava
insieme.
Facendola ardere ed aggrappare a lui, chiedendo disperatamente di più
Con un' intensità che la faceva scoppiare.
Di amore. Di desiderio. Di lacrime nella sua gola.
"Ti amo
"Ansò, rispondendo al suo bacio con la stessa
foga.
Ti amo, ripeterono la sua carne e il suo spirito.
Angel l'appoggiò all'indietro, con la schiena contro i cuscini del divano,
e, mentre le sue dita finivano di sbottonarle la camicetta, continuò
a baciarla, esplorandole con la bocca le labbra, il mento, le guance, e la forma
del volto, prima di passare al suo collo, e, finalmente, all'attaccatura dei
seni.
Su cui si fermò, deglutendo forte e scotendo il capo, i capelli che le
solleticavano la pelle sensibile sotto cui il suo cuore sembrava impazzire.
"No
"Ansò, sollevandosi da lei e mettendosi in piedi.
"Eh?!"Kate lo fissò, senza capire, ma un attimo dopo Angel
si chinò su di lei, afferrandola dolcemente per la vita e sollevandola.
"Non qui
" Mormorò ansando. " non
così
"
Appoggiò la fronte alla sua, e stavolta fu certa della sua espressione.
Fu certa che stesse trattenendosi con tutte le sue forze per non baciarla ancora.
"
vuoi
" Continuò. Ma Kate lo interruppe, impedendogli
di continuare.
"Si
" Mormorò sulle sue labbra. E un sorriso le distese
la bocca mentre continuava. " devo firmare qualcosa?"
Angel rispose al suo sorriso, intrecciando delicatamente le dita alle sue.
"Vieni
" Mormorò sulla sua bocca.
E Kate si stupì di riuscire a camminare.
L'ultima
volta che era entrata nella stanza di Angel lo aveva fatto per spiarlo, per
indagare su lui , per cercare qualcosa che la portasse a Darla.
L'ultima volta che era entrata nella stanza di Angel lo aveva fatto per lavoro.
Per dovere.
E perché, dopo mesi, desiderava così disperatamente rivederlo
che avrebbe usato qualunque scusa per entrare in quella stanza, e aspettare
che tornasse.
Lui
un vampiro
Una creatura che teoricamente avrebbe dovuto odiare.
Un essere mostruoso e inumano.
Un uomo che in qual momento stava disperatamente baciando sulla bocca, mentre
lui spingeva la porta di quella stanza in cui solo una volta erano stati insieme.
E stavolta non fu il nome di Darla che pronunciò, cercandola, ma il suo.
"Kate
Kate
"
Ed era lei che cercava.
Lei che voleva.
Lei che baciava sul volto e sul collo, succhiando con dolcezza il segno del
suo morso.
Lei che sollevava fra le braccia, portandola come una bambina.
Come una creatura delicata e preziosa.
Come nessuno l'aveva mai portata in vita sua
tranne sua madre, in un tempo
ce se n'era andato, lasciando dietro di se la malinconica tenerezza di un ricordo.
E con la stessa dolcezza la depose sul letto, continuando a baciarla.
Baciandole il viso, i capelli, il collo.
Come se non potesse stancarsi.
Mentre il fiato di Kate diventava sempre più ansante.
Gli prese il volto fra le mani, sollevandolo, attirando la sua bocca alla propria,
e restituendogli i suoi baci con una passione che le stava consumando il corpo,
e che aveva disperatamente bisogno di uno sfogo
Assaggiò la sua bocca, il suo gusto, mentre il fresco delle sue mani
sulla pelle esposta del ventre e della vita sembrava ustionarla, facendola tendere
istintivamente verso di lui
Verso di lui
Verso Angel
"Ti amo
"Ansò, e le sue braccia gli serrarono il collo,
stringendolo a se.
Tremando.
La paura che tutto finisse, il terrore di risvegliarsi da un sogno o da un incubo,
o da un illusione che le serravano lo stomaco in un crampo doloroso.
O forse
non era solo quello
Angel le strinse le braccia attorno alla schiena, sollevandola leggermente in
posizione seduta, e appoggiandole la fronte alla propria.
"Vuoi
?" Ripeté di nuovo.
E stavolta Kate non sorrise.
Stavolta lo guardò negli occhi e lasciò che le sue mani scendessero
lungo il corpo di lui, appoggiandosi alla sua vita.
"Si
"
Angel deglutì, e un attimo dopo si chinò ancora, posandole sulle
labbra un piccolo bacio.
Una , due volte, mentre lentamente le sfilava la camicia aperta.
Kate avrebbe voluto fare lo stesso
avrebbe voluto allungare le mani e
aiutarlo a togliere la maglia, avrebbe voluto toccarlo
e invece rimase
immobile, ansante, annichilita da ciò che stava succedendo, il cuore
che l'assordava e il corpo che pareva paralizzato, incapace di fare altro che
continuare ad ardere
Angel la baciò su una spalla, dolcemente, e un attimo dopo si passò
la maglia sopra la testa, lasciandola scivolare in terra, e chinandosi ancora
su di lei.
"Hai paura
di me
?" Sussurrò sulla sua bocca.
Kate scosse la testa, leggermente.
"Non riesco a muovermi
" Spiegò, leggermente imbarazzata.
Angel la guardò, e un attimo dopo le prese entrambe le mani, e se le
appoggiò sul petto, premendole su di se .
Era così bello
Persino nei suoi sogni, persino nei suoi desideri Kate non era riuscito a immaginarlo
così bello.
Gli carezzo esitante il torace, e le spalle, per poi cercargli ancora la bocca,
immergendosi in lui, e continuando la sua lenta esplorazione sulla sua schiena
.
Sentiva i suoi muscoli muoversi, tendersi sotto le sue dita mentre lui l'abbracciava,
approfondendo il bacio, e affondandole dolcemente le mani nei capelli.
E stavolta fu lei a prendere l'iniziativa, e senza staccarsi da lui si sfilò
le scarpe, e poi cercò con le dita i bottoni dei suoi jeans.
Sentì che lui stava facendo la stessa cosa, ma si fermò un attimo,
sorridendo e sollevandola leggermente dal letto per consentirle di spogliarsi.
Kate scalciò i jeans, spedendoli lontani dal letto, e strisciò
sul lenzuolo, tirando in su le gambe e guardandolo, mentre si liberava a sua
volta dei pantaloni e poi sedeva sul bordo del letto, davanti a lei, e riprendeva
a baciarla.
Sembrava una danza
un rito
sembrava il ritmo del suo cuore, e la
corrente dell'istinto, dell'amore
a guidarli, a muovere i loro gesti l'uno
sul corpo dell'altra, dolcemente, permettendo loro di scoprirsi a vicenda, con
un timore reciproco e una delicatezza che persino il fuoco che li bruciava entrambi
non era in grado di travolgere.
Kate aveva aspettato così tanto quel momento
Aveva vissuto con la certezza che non sarebbe mai arrivato
E adesso desiderava che non finisse mai.
Anche se il desiderio la stava uccidendo.
Sentì le mani si Angel sui fianchi e poi sulla vita, e quando il suo
palmo, senza neanche volerlo, le si posò sul seno, lo sentì trattenere
un fiato che teoricamente non avrebbe nemmeno dovuto emettere.
Angel abbassò gli occhi, e fissò la sua mano, piena di lei, con
una tale espressione di stupore e meraviglia insieme che Kate sorrise, piena
di tenerezza, e mentre con una mano gli sfiorava il volto con l' altra raggiunse
il fermaglio del reggiseno, slacciandolo.
Lo sentì deglutire mentre si faceva passare le spalline sulle braccia,
e poi restava ferma, mentre il respiro di lui accelerava, quando dolcemente
scostò la stoffa, e con delicatezza tornò ad accarezzarla, partendo
di nuovo dalla vita e poi risalendo.
Stavolta le prese completamente il seno nel palmo, e non lo fece per sbaglio.
Lo accarezzò, ruotando la mano, e poi sfiorandole il capezzolo con il
pollice, facendola trasalire e tendersi all'indietro, esponendosi completamente
alle sue carezze.
"Ti amo
" Mormorò Angel contro le sue labbra. "
ti amo così
tanto
"
La baciò ancora, e lentamente la distese sul letto, una mano ancora premuta
contro il suo seno e l'altra a sostenerle la schiena.
"Ti amo
"Ripetè, baciandole il collo, e la spalla, e finalmente
raggiungendo le sue dita, e trovando il fiore rosso del suo capezzolo.
Era già gonfio per le sue carezze, ma quando lo sfiorò con la
bocca le parve che scoppiasse, la punta sottile che si tendeva fra le sue labbra
dischiuse. Chiedendogli di toccarla ancora, più intimamente.
E Angel lo fece, strofinandola leggermente con i denti mentre la sua lingua,
esitante la sfiorava.
Velocemente, dapprima, facendo inarcare con violenza il corpo di Kate contro
il suo, e poi con via via più sicurezza, lentamente, finché non
cominciò a pulsare dolorosamente, al ritmo delle improvvise contrazioni
del suo ventre.
Quando sollevò la testa per passare all'atro seno il capezzolo era così
inturgidito da farle male e il soffio dell'aria sulla sua punta umida fece rabbrividire
Kate, togliendole completamente il fiato, almeno quando la sensazione della
mano di lui che gentilmente le carezzava l'esterno della gamba, fermandosi sulla
coscia.
Kate batté la testa sul cuscino, raccogliendo tutte le sue forze per
sollevare i fianchi, e con mani tremanti sfilare l'ultimo lembo di stoffa che
restava a separarla da lui.
Credeva che si sarebbe sentita imbarazzata arrivata a quel punto, che avrebbe
provato quella vergogna che faceva parte del suo carattere ma che aveva sempre
cercato di tenere nascosta, e invece sentì solo il suo cuore battere
ancora più forte. E quando lui sollevò il volto, stupito, fu Kate
a prendere di nuovo le sue labbra, attirandolo su di se in un bacio più
sconvolgente di qualunque cosa avesse mai potuto immaginare.
"Se ti dicessi che ti desidero
"Ansò, guardandolo negli
occhi. " penseresti che sono una
"
La interruppe con un bacio, e con una risposta che fu quasi un ringhio.
"Non dirlo mai più
" Ansò, strofinandole la fronte
alla sua. " non della mia donna
"
Kate chiuse gli occhi, abbracciandolo, stringendolo a se con tutta la sua forza.
Mentre un groppo le si formava in gola.
La sua donna
Non era ancora la sua donna
Ma lo sarebbe stata presto
Così presto che ogni istante in più era un tormento che avrebbe
desiderato no avesse mai fine.
Mai, in tutta la sua vita, Kate aveva provato delle sensazioni così intense
dei sentimenti così intensi
delle emozioni così intense
come quelle che le scossero il corpo e lo spirito quando lo sentì muoversi,
e finalmente avvertì che non c'era più niente a separare i loro
corpi.
Che erano solo loro
In quel letto, in quella stanza,
in tutto l'universo.
Pelle che sfiorava la pelle, bocca che cercava la bocca.
Come dall'inizio dei tempi.
E come non era mai stato
Sentì le mani di Angel esplorarle il corpo, ogni pollice, ogni frammento
, ogni minuscola porzione della sua pelle, come se non riuscisse a fermarsi.
Come se non riuscisse smettere di accarezzarla.
Come lei non riusciva a smettere di accarezzare lui.
I muscoli delle sue braccia, e della schiena, la pelle fresca del suo collo,
il suo viso
Sollevò leggermente le gambe, stringendogli le cosce attorno alle anche,
in un invito antico come il mondo, e lo sentì gemere sulla sua bocca,
interrompendo il bacio per fissarla, ansante, gli occhi lucidi di desiderio
e di amore.
"Kate
"Mormorò sulle sue labbra.
"Ti amo
"Rispose lei, baciandolo dolcemente.
"
ho una paura che mi sta divorando
"
Kate lo fissò per un attimo, e un lento respiro le sfuggì dalle
labbra, in contrasto con l'ansare disperato di tutto il resto di lei.
"Anche io
" Confessò. "ho paura
"
"Di perderti
"
Kate sgranò gli occhi.
"Di perderti
"Ripeté, come stordita.
Sorrise.
E quando Angel rispose al suo sorriso, improvvisamente, Kate si ritrovò
a fare l'amore con il vampiro che era, e col ragazzo che era stato
racchiusi
in un unico volto, e in quell' unico sorriso.
Di nuovo, lui si chinò, e stavolta il suo bacio fu leggero, lentissimo.
Fu un atto d'amore verso le sue labbra, come quello che il corpo di lui compiva
verso il suo, penetrando dentro di lei con uguale, struggente lentezza.
Con la stesa dolcezza che avrebbe usato con una vergine.
Con la dolcezza di Angel.
Tanto gentilmente che non le sembrò nemmeno un 'intrusione
che
non fu un 'intrusione
ma il completamento di se stessa.
Kate si inarcò all'indietro, stringendogli le ginocchia attorno ai fianchi,
con l'impressione che tutto il suo corpo si chiudesse su quello di lui, dalle
braccia ai suoi recessi più intimi.
Ansò, stringendo gli occhi.
Dio
non era mai stato così
Mai
Le sembrava di perdere il controllo, di diventare pazza.
Le sembrava di esplodere.
Ed era ancora l'inizio
Gli affondò le dita su una spalla, cercando di dominare un gemito, e
un attimo dopo sentì la mano di lui sfiorarle il volto, dolcemente.
"Ve tutto bene?" Sussurrò, con voce roca.
Kate aprì gli occhi, incontrando il suo sguardo incerto.
"Si
"Rispose, ma quello che provava era così intenso che
non riusciva nemmeno a sorridere. " Dio
si
E
Tu?"
Angel ammiccò per un attimo, prima di nasconderle il volto sulla spalla.
"Io
"Mormorò, così piano che lei quasi non riuscì
a sentirlo. " io credo di stare per esplodere
"
"Non avere paura
"Kate gli passò le mani sulle braccia,
e quando Angel sollevò il volto, ancora immobile dentro di lei, pensò
che avrebbe dato tutto, solo per vederlo in quel momento
e per sapere
che era in lei
che era parte di lei. " io non ti lascio, Angel
"Intrecciò le dita alle sue, stringendole forte. " io sono
tua
"
Non credeva che avrebbe mai detto una cosa del genere.
A nessun uomo.
Aveva sempre pensato che sarebbe appartenuta soltanto a se stessa
Se lo era ripetuto.
Ne era stata convinta.
Si era ingannata.
Lei era davvero sua.
Gli apparteneva.
Cuore, corpo e spirito.
Da così tanti anni , ormai
Da quando lui non era che uno sconosciuto senza un cognome.
"Mia
"Ripetè piano Angel.
"Si
tua
"
Gli baciò ripetutamente il viso, e un attimo dopo lui cominciò
a muoversi dentro di lei.
Dolcemente.
Lentamente.
"
tua
"Ripetè Kate ansando, accompagnando i suoi
movimenti uno ad uno.
Lasciando che fosse l'istinto a guidarla, insieme a una passione che credeva
fosse arrivata al suo culmine, e che invece stava crescendo ancora, ed ancora.
E cresceva ad ogni passo che facevano insieme, a ogni bacio, a ogni carezza,
a ogni contrazione delle loro dita, a ogni respiro che le mancava nel petto.
Rubando dalla sua gola parole e gemiti, e lasciandola in silenzio.
In un silenzio quasi irreale, interrotto solo dai suoni sospesi dei loro respiri,
e dei movimenti dei loro corpi sulle lenzuola di cotone.
Delle loro labbra che non smettevano per un istante di cercarsi, di scoprirsi,
in ritmo con i loro corpi, e col battito del suo cuore, che ormai era quasi
un unico rollio incontrollato.
Degli schiocchi leggeri delle loro bocche, quando Angel solleva la testa e la
guardava, gli occhi scuri incupiti dalla passione, chiedendole in silenzio il
permesso di accelerare il suo ritmo, e ricevendo dal suo volto,in un identico
silenzio, tutte le rassicurazioni di cui aveva bisogno.
Kate lo sentì spingere più a fondo, e si inarcò contro
di lui, accogliendo in se il suo movimento, mentre lui la baciava con dolcezza,
per poi tornare a guardarla, due, tre volte.
E, ogni volta, lei si alzava un po' di più per incontrarlo, fino a che
sentì il braccio di lui circondarle la schiena, per tenerla sollevata,
il seno premuto contro il suo petto, il capo leggermente inclinato, e il collo
Il collo esposto, vicino alla sua bocca
Vicino alla bocca di un vampiro
Kate sentì la tensione crescere sempre di più, in armonia con
quella di lui, con suo respiro ansante, con il ritmo delle sue spinte, che riuscivano
a diventare sempre più profonde senza perdere per un solo, singolo momento
di dolcezza.
Di quella cura che il corpo di lui aveva del suo.
Senza perdere per un solo momento d' amore
E mai le era sembrato che una parola si adattasse tanto ad un gesto.
Loro stavano veramente facendo l'amore.
Stavano costruendo, stavano generando l'amore, istante dopo istante.
Stavano dando forma, insieme, a qualcosa di unico, di vivo, di luminoso
come una stella che esplodeva. Travolgendoli entrambi. Sopraffacendoli e cullandoli
con il suo calore denso, profondo, come gli occhi di Angel
come il suo
amore per lui.
Come la stretta delle loro dita insieme
e l'ansito innaturale che dalle
labbra di Angel carezzava il suo collo.
Il suo collo
Kate sapeva che non avrebbe fatto nulla se lui l'avesse morsa
Sapeva che non glielo avrebbe impedito
Che non avrebbe nemmeno gridato
Almeno quanto sapeva che lo amava
Lo sentì strofinare la fronte sulla sua pelle, e con la mano gli accarezzo
i capelli, sorridendo all'assurdità della sua vita.
Si era detta che non poteva amarlo
aveva cercato di convincersi che fosse
così
aveva provato ad odiarlo perché era un vampiro
E adesso gli stava offrendo tutto
il suo corpo, il suo spirito, e anche
il sangue nelle sue vene
Aveva perso
Su tutta linea
Eppure, in tutta la sua vita non era mai stata più felice
Angel la rendeva felice
in quel momento, come in quei rari attimi di quiete,
tanti anni prima, quando ancora non sapeva chi era, e lui andava a trovarla
per chiederle aiuto
e i loro occhi si incontravano.
Lo aveva amato anche allora
ma allora lui apparteneva a un 'altra.
Mentre adesso
adesso non c'era nessuno fra di loro
fra le loro bocche
e la loro pelle e i loro cuori
Nessuno.
Lo strinse a se, possessivamente.
Reclamandolo, mentre lui affondava ancora dentro il suo corpo, riempiendola
completamente.
E Kate non aveva bisogno di udire la sua voce per sentirlo urlare in lei, con
grida che solo il suo cuore poteva percepire, e solo il suo corpo assorbire,
unendole alle proprie.
Nessuno
Anche se lo avesse voluto, anche se avesse provato, nessuno avrebbe potuto intromettersi
.
C'erano solo loro due, e l'amore che avevano scoperto così tardi, e che
cresceva, con ognuno dei loro movimenti
cresceva fino a che divenne così
grande che il suo corpo parve non riuscire più a contenerlo, ed esplose,
in una valanga di luce, e nel silenzio assordante del fiato che le si mozzava
in petto, e dei suoi muscoli che si contraevano, gridando per lei, con lei,
attorno al corpo di Angel, scagliandola come una freccia contro il suo braccio.
Mentre lui la seguiva, affondandole la testa sul collo.
Le labbra dischiuse.
E baciandola
Mentre si perdeva in lei.
Mentre il suo seme, fresco come un fiume di acqua di montagna, le riempiva il
grembo.
E lei lo sentiva
poteva sentirne ogni stilla
ogni movimento all'interno
del suo corpo.
Come una carezza fresca che si espandeva ovunque.
Come un 'onda all'interno di un 'altra onda.
E Kate era così fragile all'interno di quella marea
di quella
tempesta di sensazioni violentissime che sembrava insieme confondere e rendere
tutto più chiaro.
Che le scuoteva il corpo, bruciandola dall'interno.
Togliendole il fiato.
Boccheggiò, mentre Angel l'appoggiava dolcemente sul letto, la testa
a sfiorare il suo seno, e dopo un attimo risaliva verso di lei, accarezzandole
entrambe le guance con il palmo e poi con il dorso delle mani.
"Kate
"Ansò contro la sua pelle. " amore
respira
"
Le sfiorò la spalla, e poi appoggiò la mano sul suo ventre, massaggiandolo
piano.
Calmando con la sua dolcezza il tremito del corpo di lei.
"
respira
"
Kate obbedì automaticamente, attirando a forza l'aria nei polmoni.
E solo in quel momento si accorse che lui si era spostato leggermente, appoggiandosi
su un fianco per non schiacciarla, e che la guardava, gli occhi nocciola che
non avevano ancora smesso di fare l'amore con lei.
E solo allora si accorse che non l'aveva morsa
Sentì un groppo serrarle la gola. Violentissimo.
Non aveva perso, dopotutto
non aveva perso
"Abbracciami
" Mormorò. "tienimi con te
solamente
per un po'
"
In tutta la sua vita non si era mai sentita così felice
In tutta la sua vita non si era mai sentita così piena di energia e di
forza.
E in tutta la sua vita non si era mai sentita così vulnerabile e fragile
come un oggetto di cristallo, che avrebbe potuto andare in pezzi da un momento
all'altro.
Con talmente tanti pensieri nella mente, ed emozioni nel cuore, e sensazioni
nel corpo che le pareva che tutti si confondessero, restando assurdamente chiari
e distinti
E su tutti dominava quella specie di commozione, quel sentimento strano, quella
tenerezza che le faceva desiderare di piangere, al pensiero che lui non l'avesse
morsa
Al ricordo della delicatezza, della dolcezza del loro amore
Nessuno aveva più avuto tanta cura di Kate, da quando era bambina
Nessuno
E adesso questo
vampiro
questa creatura delle tenebre
la coccolava
e la viziava con i suoi baci e con le sue carezze, regalandole così tanto
a lei, da cui tutti avevano sempre e solo voluto prendere.
Ora questo essere allungava le braccia e l'attirava contro di se. Stringendola.
Abbracciandola. Baciandole con dolcezza infinita i capelli, mentre lei gli appoggiava
la fronte sulla spalla, senza chiudere gli occhi.
Per paura che tutto sparisse.
E lei si ritrovasse in ospedale, addormentata con la testa sul letto di Nia.
Guardò una goccia di sudore scivolare lungo la pelle pallida di Angel,
e senza pensare la sfiorò con le labbra, bevendola, e terminando il suo
gesto con un piccolo bacio.
Lo amava
Lo amava talmente tanto
Lo amava tanto che le pareva di non riuscire a contenere tutto quello che sentiva
per lui.
Alzò il viso, incontrando i suoi occhi scuri, pieni di amore, e le sue
labbra, quando lui si sollevò a baciarla.
"Perdonami
"Mormorò sulla sua bocca.
Kate aggrottò la fronte.
Questa poi
"Angel "Esclamò, scostando la testa per guardarlo meglio. "
per l' amore del cielo
di che cosa ti devo perdonare?"
Lui sospirò piano, continuando a tenerla.
"Dovevi riposare
"Mormorò.
Kate sorrise, scotendo la testa di fronte alla sua piccola follia, e liberandosi
in parte del suo abbraccio si stese sulla schiena, stiracchiandosi.
"Non mi sono mai sentita più risposata in vita mia
" Gli
sorrise maliziosamente, mentre Angel si allungava su di lei, sostenendosi su
un gomito. "E poi
adesso ho la prova di non essere frigida
"
"Frigida?!" Ripetè lui, e la sua esclamazione risuonò
per tutta la stanza.
Aveva sgranato gli occhi, e la fissava con un 'espressione sconvolta sul viso
reso leggermente lucido dal sudore.
" Tu
frigida?!"
"Era una diceria alquanto diffusa quando stavo in polizia
"
Angel la fissò ancora per un istante.
E poi scoppiò a ridere.
Rise come un bambino, scotendo il capo e affondandole il volto sul seno, le
spalle mosse dall'ilarità.
"No
"Esclamò sulla sua pelle. "tu non sei frigida
"
"Ehi!"Kate rise, battendogli con la mano sulla schiena. " Ti
sembra una cosa su cui ridere?!"
Angel sollevò il volto, gli occhi lucidi, bellissimo
"Scusami
è che
tu sei sempre stata così piena
di passione
soltanto un perfetto idiota potrebbe credere
"Sgranò
gli occhi per un momento, smettendo di ridere. " ah
"
Ma, prima che potesse continuare, Kate gli avvolse le braccia attorno al collo.
"Se fai il suo nome, proprio adesso, giuro che ti mordo
"
Vide il dispiacere e l'imbarazzo attendere ancora un attimo negli occhi di Angel,
prima di lasciare il posto a un 'espressione molto, molto diversa.
"E' una promessa?"Le sussurrò, chinandosi sul suo volto.
"Mm
può darsi
"
La baciò, e un attimo dopo fu Angel ad appoggiarle la testa sulla spalle,
e Kate a circondargli il capo con le mani, accarezzandolo piano. Dolcemente
E si stupì della naturalezza con cui stavano muovendosi, come se quella
non fosse che una delle tante sere trascorse insieme, a coccolarsi reciprocamente
dopo ore d'amore.
"Angel
" Mormorò, accarezzandogli la fronte.
"Mm
."
"Se mi prometti di tornare in questa stessa, identica posizione, ti dico
una cosa
"
"Cosa
?" Rispose lui piano, giocando con un dito sulla cicatrice
di Kate.
"Ho fame
"
Angel sollevò il capo di scatto, guardandola.
"Dici sul serio?"
Kate rise dello stupore dipinto sul suo viso.
"Si
direi proprio di si
c'è qualcosa da mangiare qui
dentro?"
"Scherzi?!" Angel si sollevò sui gomiti. " Dopo nove mesi
di gravidanza di Cordelia e due di allattamento? Ci sono più dolci e
sostanze ipercaloriche qua dentro che alcool a Las Vegas!"
Fece per alzarsi, ma lei lo trattenne , prendendolo per un braccio.
"Aspetta
" Mormorò. " Ci vado io
"
"Mm
"Angel si chinò su di lei, baciandola. " neanche
per sogno
E se dici una sola parola
"La prevenne. " ti lego al letto!"
Kate sollevò il mento.
"E' una promessa?" Lo provocò.
"Non lo so
" Rispose lui, sfiorandole con una mano il fianco,
e lanciando lunghi brividi di piacere lungo tutto il suo corpo. "Forse
"
Si alzò con uno scatto, e afferrati i pantaloni li infilò in un
istante.
"Ci metto un attimo
" Mormorò, chinandosi per baciarla
ancora. " è tutto nel frigo di sotto
"
Kate sospirò, e lo guardò uscire dalla stanza, scalzo e vestito
dei soli pantaloni, immagini nei momenti appena trascorsi che le balenavano
nella mente, riempiendole il corpo di un languore caldo e avvolgente.
Si stiracchiò sulle lenzuola, abbandonandosi poi completamente e chiudendo
gli occhi.
Sentiva l'odore di Angel attorno a lei. Nell'aria, sulle lenzuola, e poi sulla
sua stessa pelle, e la sensazione del suo copro unito al proprio era ancora
lì, sulla sua carne, nel suo ventre
Era appena andato via, e le mancava già così tanto
Piegò leggermene le gambe di lato, sospirando di piacere.
Non ricordava di essersi mai sentita così appagata in vita sua.
Così sazia e piena e
donna
Non ricordava di avere mai avuto una consapevolezza così profonda del
suo corpo
di ogni parte di esso
e di aver mai avvertito una simile
sensazione di armonia
Come se ogni cosa, lei compresa, fosse esattamente dove doveva essere
Nel letto di un vampiro
Con le sue mani e le sue labbra ancora addosso, e il desiderio che tornasse
in fretta.
E non le importava che entrando l'avrebbe vista così
Nuda, esposta, completamente abbandonata
Lei voleva che la vedesse
lei amava che la guardasse
esattamente
come una volta non aveva voluto che Bob facesse la stessa cosa
E se essere senza orgoglio, o dignità o pudore era questo
Allora voleva restare così per sempre
O illudersi che avrebbe potuto farlo
Godendosi l'odore di lui attorno a se.
E aspettando che tornasse.
Angel
deglutì, entrando nella stanza in silenzio, e qualcosa di doloroso e
incredibilmente piacevole gli strinse il cuore in petto alla vista della donna
che giaceva nel suo letto, circondata dall'odore dolce e salato del sudore,
della sua pelle, e del loro amore che, appena bruciato, continuava ad ardere
dentro di lui, con un 'intensità tale che dovette lottare e fare forza
su se stesso per non gettare in terra il vassoio con il cibo e correre da lei.
Per baciarla, per catturare il suo corpo fra le braccia e implorarla di fare
ancora l'amore con lui.
Sentiva il suo cuore battere. Forte, appassionato come lei, e il ritmo, leggermente
accelerato, era l'unica cosa a rivelargli che Kate non si era addormentata.
Che lo aspettava.
Così rilassata e in pace, così abbandonata contro le lenzuola
stropicciate da sembrare immersa in un sonno profondo.
Si avvicinò, gli occhi imprigionati dall'espressione beata del viso di
lei, così diversa dalla maschera di preoccupazione e angoscia che lo
aveva nascosto in quell'ultima settimana
Dall' armonia del suo corpo nudo, disteso, con le gambe leggermente piegate
di lato e le braccia aperte.
Una visione di dolcezza , a dispetto di ciò che il mondo e la gente avevano
sempre voluto vedere, e che lui non si sarebbe mai stancato di guardare
di adorare
Ma Kate non era una dea
abbandonata su lenzuola di seta
Kate non
era un ideale o un sogno
Kate era una donna
Una meravigliosa, orgogliosissima, appassionata giovane donna che aveva regalato
a un vampiro il suo cuore pieno di fuoco e di tenerezza.
Kate era la sua donna
E lui la sentiva sua
Sua come non aveva mai percepito nessuno.
Come se fosse un 'altra parte di se stesso. Del suo corpo e della sua anima.
Una parte smarrita della cui assenza non aveva neanche avuto idea
fino
ad allora
Fino a che da solo non aveva abbattuto le sue stesse difese
Perché non aveva voluto perderla ancora
Perché aveva avuto così paura di vederla di nuovo fuggire da decidere
di rischiare, rivelandole i suoi sentimenti
Per poi ritrarsi, atterrito, temendo di essere stato impulsivo, o intempestivo
temendo di poter distruggere ciò che di nuovo sembrava si stesse componendo
fra di loro
Sua
Da prima che potesse capirlo.
Da prima che potesse solo immaginarlo.
Da prima che la mordesse.
E si chiedeva adesso se Kate avesse sentito quanto di se stesso le aveva donato
con quel morso.
Quanto fosse entrato in lei e ci fosse rimasto.
Quanto le appartenesse.
Lui a lei
Tanto che cercare di cancellare questo legame, o ignorarlo era servito solo
a stringer più forte la corda attorno al suo cuore.
La amava.
Come non aveva mai amato nessuna donna in tutta la sua esistenza.
In un modo diverso da come aveva amato Buffy.
Perché Buffy era stata la sua dea bambina.
Kate era la sua donna.
Prese dal vassoio la rosa che aveva colto in giardino, i petali bianchi rigati
leggermente di rosa, come la pallida pelle di lei, e con dolcezza infinita la
usò per carezzarle il ventre, percorrendo lentamente il segno che lo
divideva.
Il segno della vita che aveva abitato in lei.
E pensare che una creatura avesse vissuto dentro di lei, che un 'altro cuore
avesse battuto in sintonia con il suo, lo riempiva di una meraviglia diversa
da qualsiasi stupore avesse mai provato, e di malinconia al pensiero di non
esserci stato, di non aver sentito la bambina di Kate crescere sotto le carezze
della sua mano.
Kate rabbrividì leggermente, sorridendo e voltandosi verso di lui.
E quando aprì gli occhi Angel pensò che avrebbe potuto perdersi
in quei cristalli puri come l'amore.
E, forse, era già successo
Le passò la rosa sul ventre, e poi sul seno, fecendo allargare il suo
sorriso, e continuò ad accarezzarla fino a che lei sollevò la
mano, e prese il gambo del fiore fra le dita.
"Per me?" Mormorò.
"No
"Angel le sorrise a sua volta. " Per l'altra donna che
tengo sotto il letto
"
Kate rise, sollevandosi a sedere e allacciandogli le braccia attorno al collo.
"Nessuno" Sospirò. " mi ha mai regalato dei fiori
"
Gli baciò lentamente le labbra, le punte dei seni che gli carezzavano
il torace, e lui appoggiò il vassoio in terra e sedette sul letto, lasciando
che lei lo attirasse con se.
Le accarezzò il viso, sfiorandole con il pollice la fronte e scostandole
con dolcezza infinita i capelli dal volto.
Dio
era così bella
E così pallida e sciupata che avrebbe desiderato poterla stringere e
tenere con se, al sicuro dal mondo, come non aveva mai fatto
Perché Cordelia aveva ragione
Kate era sempre stata una donna per Angel.
Adulta e responsabile.
E lui non aveva mai voluto imporlesi come aveva fatto con Buffy
Il suo rapporto con Kate era sempre stato più complesso.
Aveva desiderato proteggerla, e insieme aveva voluto rispettare le sue decisioni,
e spiegarle, e farle capire... e la verità era che non le aveva mai concesso
quegli atteggiamenti che aveva consentito alla giovanissima Cacciatrice
Cose come l'orgoglio o il dispetto, o l'imprudenza, o la testardaggine.
Cose che aveva giustificato in Buffy, a Kate non le aveva consentite
arrivando
a essere con lei più duro di quanto avrebbe voluto
E questo
di nuovo
per proteggerla
In un circolo assurdo che pareva non potesse mai avere una fine.
"Che cosa volevi dire prima
" Mormorò piano Kate, come
se fosse stato in grado di leggere i suoi pensieri. " quando hai parlato
del momento in cui mi hai vista al museo
?"
Angel abbassò gli occhi, ma lei lo costrinse a guardarlo di nuovo, appoggiandogli
la mano sotto il mento.
"Direi che a questo punto sono poche le cose che non puoi dirmi
O quelle che io non sarei disposta a sentire
"
Ancora, lui non parlò.
La guardava negli occhi, e cercava in quello sguardo sincero risposte a domande
che nemmeno sapeva formulare.
Rassicurazioni
o forse solamente un abbraccio
e ancora la sua voce,
a ripetergli che lo avrebbe amato, anche dopo che le avesse risposto
Aveva avuto così pochi scrupoli con Kate, prima, gettandole in faccia
ciò a cui lei non riusciva a credere
e aveva fallito
Aveva cercato di proteggerla dalla verità
e aveva fallito
Aveva cercato di tenerla lontana dal pericolo, e aveva fallito
e poi di
farla entrare nel suo mondo
e aveva fallito ancora
Aveva creduto di averla persa così tante volte
ma pensare di farlo
ora
di vederla allontanarsi adesso, dopo aver provato il suo sapore..
e il calore delle sue braccia
Dopo che, a distanza di tanti anni, si era sentito di nuovo amato veramente,
e dopo che, per la prima volta in tutta la sua esistenza, aveva sentito che
una dona gli apparteneva completamente, almeno come lui apparteneva a lei
era come pensare di tornare a vivere nel buio delle fogne
Avrebbe voluto chiederle ancora una volta se si fidava di lui
come sette
anni prima
quando lei aveva risposto di si, e Angel aveva sconvolto la
sua vita
ma non ne aveva il coraggio, e forse non lo avrebbe mai avuto
Avrebbe voluto poterle non rispondere, ma sapeva che lo avrebbe fatto
perché Kate meritava una risposta
e, forse, avrebbe sbagliato ancora.
Sentì la mano di Kate accarezzargli gentilmente la pelle del volto.
"Volevi uccidermi?" Mormorò piano.
Lui sgranò gli occhi, fissandola.
"No!"Esclamò. " Certo che no!"
"Allora volevi salvarmi
"
"Si
"
"E
"
"Lo sai che vuol dire il morso di un vampiro?!"
Kate annuì piano.
"Vagamente
"
"Kate, tu ricordi come stavo in quel periodo
non è una giustificazione
e non vuol dire che se mi fossi trovato nella stessa e identica situazione ma
fossi stato più razionale, più in possesso delle mie capacità
non lo avei fatto ugualmente
perché la verità è che
in quel momento
io volevo
morderti
"
"Direi che ora è più chiaro
"
Angel sospirò, sollevandosi e sedendo sul letto, i gomiti appoggiati
alle ginocchia.
"Tu
"Mormorò, fissandosi le mani. " sei mai stata
così arrabbiata con qualcuno cha ami da volergli sbattere la testa contro
un muro fino a fargli intendere ragione?"
"Si
e l'ogetto di questa rabbia ce l'ho proprio davanti
"
" Io ero molto arrabbiato con te
Ti.. ti avevo detto di non immischiarti nella mia vita, in quello che facevo
ti avevo detto che erano cose che non potevi
gestire, che arano troppo
pericolose per te
Te lo avevo ripetuto solo poche ore prima
credevo di averti dimostrato
che uno
come me
avrebbe potuto ucciderti in pochi secondi
E neanche avevo finito di dirlo che tu eri là, davanti a me, con due
demoni pronti ad ammazzarti come se fossi stata un moscerino
a ficcarti
da sola in una situazione che poteva essere fatale
Hai idea
"Sospirò. " Hai una vaga idea di quanto fossi
arrabbiato?"
Sentì Kate muoversi dietro di lui, e un attimo dopo le braccia di lei
passare sotto le sue, e abbracciargli il petto con dolcezza, mentre lei gli
si appoggiava alla schiena, il capo premuto sul collo di Angel.
E il suo corpo era così morbido e caldo che lui dovette lottare con se
stesso per non voltarsi, e baciarla di nuovo, e di nuovo trascinarla su quel
letto.
"Riesco a immaginarlo
"Mormorò la ragazza, il fiato caldo
che carezzava la pelle di lui, e il cuore, il suo cuore, che aveva battuto così
forte stretto nel palmo della sua mano, che ora pulsava regolare contro la schiena
e nelle orecchia di Angel, come se fosse il suo.
E forse, in parte, lo era.
"Io volevo punirti
" Lo ascoltò, il cuore di Kate, mentre
lui parlava
ascoltò la sua risposta
e attese di sentirlo
accelerare, e di avvertire rabbia o disprezzo nel suo pulsare ritmico così
vicino a se. "Volevo
darti una lezione.
Perché ti avevo detto di starne alla larga, e tu non lo avevi fatto
e avresti potuto rimanere uccisa
Ti ho vista, e il cuore mi è esploso
e ho iniziato a parlare
e sul tuo volto c'era un 'espressione così determinata nonostante il
male che ti stavo facendo
che volevo
punirti
di più
perché tu non mi avresti obbedito
non avresti smesso di rischiare
inutilmente la tua vita
"
"E così
"Terminò lei, movendo le labbra contro
la sua pelle. " mi hai morsa
"
"Ho fatto di più
"Rispose piano, così piano che
temette non lo udisse.
Le prese le mani, e liberandosi dalla sua stretta si voltò, guardandola
negli occhi, con i polsi di lei stretti a se.
"
io ti ho marchiata , Kate
ti ti ho presa, ti ho
rivendicata
e ti ho morsa
"
"E per la legge dei vampiri io ti appartengo
"
Angel sgranò gli occhi, fissandola.
"Lo sai?"
Lei annuì piano.
"Mi hai morsa
"Mormorò. " e avresti potuto uccidermi...
invece
mi hai salvato la vita
E non solo quella
" Kate si liberò dolcemente le mani, e gli
avvolse le braccia attorno al collo.
"
non puoi più convincerti che qualcuno sia
cattivo
se ti ha appena salvato la vita
se ti aveva così
vicina
"Angel deglutì, sfiorandole con le mani la schiena nuda. "
e non ti ha
uccisa
Se ti senti rimescolare dentro
e sai che dovresti provare orrore per quello
che ti ha fatto e invece una parte di te è così felice
perché
sente che ti ha fatta
sua
"
Esitò, con la fronte su quella di Angel, e le labbra così vicine
che gli sfioravano la bocca.
Gli sarebbe bastato un attimo per baciarla di nuovo
E lui voleva baciarla di nuovo
E di nuovo
E di nuovo
E di nuovo
Ma c'era ancora una cosa che doveva dirle.
"Non è
tutto
"Mormorò. E lentamente la distese
sul letto, accarezzandole la fronte con le dita.
"No?"
"per la legge dei vampiri
"Sussurrò piano. " tu
sei la mia compagna
nessun vampiro potrà mai toccarti
"
"Rassicurante
"
"E sei legata a me
"
"mm
"Come io sono legato a te
"
La vide sgranare gli occhi. E approfittò della sua sorpresa per baciarle
la bocca.
"
tutto quello che ho
ti appartiene
e tutto quello che
hai tu
è mio
Compresa la tua bambina
"
"Angel
" Kate fece per alzarsi, ma lui la trattenne, la mano
ancora sul suo volto. "io non voglio
legarti
"
"Mi sono legato da solo, la sera che ti ho rivendicata
"Le baciò
piano le labbra, e poi la curva del collo, indugiando lentamente sul segno del
suo morso. " e c'è un solo modo
per spezzare questo legame
"
Le accarezzò le braccia, mentre con la bocca le sfiorava un capezzolo,
limitandosi a baciarne la punta, senza andare più in là, sorridendo
al brivido che percorse il corpo di lei, e al modo in cui si inarcò istintivamente
verso di lui.
"Ossia?" Ansò Kate
"Mm
"Angel le accarezzò il seno con la guancia, e poi
sollevò le testa, fissandola seriamente negli occhi. " ucciderti
"
La sentì ansare. E non era un ansito di paura.
Mentre negli occhi le passava qualcosa che somigliava moltissimo a un lampo
di gioia.
Qualcosa che ebbe il potere di accenderlo come un fiammifero, come un albero
rimasto per troppo tempo al sole
o come un uomo, davanti alla sua donna.
"Non sarai un po' estremo?"Lo schernì, attirandolo nuovamente
a se.
"Che vuoi farci?" Ripose. " Sono un ragazzo all'antica
non credo nel divorzio
"
Kate sorrise sulle sue labbra, baciandolo.
"Sono felice
"Mormorò poi. " e mi sento così
in colpa
"
"Shh
"Le appoggiò un dito sulle labbra, mentre tornava
lentamente a distendersi su di lei. "niente sensi di colpa
non ora
e se posso farlo io
"
Di nuovo, Kate rise.
"Ubi maior
"
"Mmm
"Le accarezzò i fianchi, lisci come seta. "ottima
pronuncia
" La baciò, affondando dentro la sua bocca."
per un 'Americana
"
Kate gli strinse le braccia attorno al collo, approfondendo il bacio, e fu solo
quando stava già perdendosi in lei che un pensiero sfiorò veloce
la mente di Angel.
"Kate
"Mormorò, interrompendo il bacio. " tu dovresti
mangiare
"
Lei mugugnò contro la sua bocca, attirandolo nuovamente a se.
"Mi è passata la fame
"Sorrise."
"Adoro il tuo seno
Mi piace
veramente
"
Angel le passò una mano sul fianco, e Kate ridacchiò, stendendolo
di schiena ed appoggiandosi sul suo petto.
"E io
"Mormorò, sollevando l'indice e sfiorandogli la
tempia, proprio accanto all'occhio sinistro. " adoro questi
"
Angel aggrottò la fronte.
"I tuoi nei
"Spiegò, percorrendoli con le dita. "Mi
piacciono da impazzire
"
Le carezzò la schiena nuda, dolcemente, come nelle ultime ore aveva carezzato
ogni pollice della sua pelle. Infiammandola e raffreddandola al tempo stesso.
Portandola in alto e precipitando con lei, in una pioggia di luce
"Io nemmeno li ricordo più
"Sussurrò.
Kate si scostò i capelli dal viso, guardandolo.
"Bè, sono piccolo, scuri
e sono uno qui e uno qui
"Gli
soffiò sulla pelle, e lui rise.
Rise di gusto.
Ed era così strano
Così strano che le ci fossero voluti cinque anni per sognare la sue risate,
e poche ore per abituarsi ad esse.
Come si era abituata alla carezze e ai baci di Angel... come si era abituata
a muoversi con lui, in sintonia con il suo corpo, come se fosse l'unica cosa
che faceva da sempre.
"Sembriamo due idioti!" Sorrise, battendogli piano un palmo sul petto.
" E questa particolare idiota adesso deve tornare in ospedale
"
"Mm
"Lo sentì mugugnare, allungando la mano per sfiorarle
il polso, senza cercare però di trattenerla. "E se prima mantenessi
la tua promessa e mangiassi qualcosa?"
Kate sospirò, sollevandosi piano.
"Forse
" Concesse.
Si voltò. Mentre il cuore le si stringeva nel petto.
Era finito
Quell'intervallo, quel
sogno
quelle ore solo per lei
solo
per loro
Quella specie di
varco, nel tempo e nello spazio, in cui non erano esistiti
ne dolore ne dovere
e dove l'unica cosa a contare veramente era stata
amarsi
Stringersi l'un l'altro, e dirsi tutte quelle cose che non avevano mai potuto
o osato rivelarsi
Era finito
Il suo angolo di amore
Il suo bozzolo di tempo rubato
Ed era stato così breve
E così meraviglioso
E le aveva avvolto il cuore in un nido caldo e rassicurante, come le braccia
di Angel avevano avvolto il suo corpo, e come le sue avevano avvolto quello
di lui.
Mormorando a quel cuore ferito che al mondo c'era altro che non fosse la tristezza,
e la malinconia di una speranza che lentamente si assottiglia.
Ridandole in poche ore ciò che credeva di aver perso per sempre
la sensazione di essere una donna
E ciò che pensava non avrebbe mai provato
quella di essere amata
E di essere parte di qualcosa di grande e meraviglioso
Parte di altro corpo, e di ciò che formavano insieme.
Unico. In tutto l'universo.
Suo.
E nessuno avrebbe potuto portarglielo via.
Come nessuno al mondo avrebbe potuto portarle via il ricordo di quelle ore trascorse
ad amarsi, e la sensazione dei baci di Angel.
Come nessuno al mondo avrebbe potuto portarle via quella felicità troppo
breve, che ancora le scaldava il cuore.
O l'eco della voce di lui, mentre le diceva "ti amo".
Qualunque cosa fosse avvenuta.
Qualunque cosa fosse accaduta fuori dai confini rassicuranti di quella stanza.
E l'avesse attesa per le strade, e per i corridoi dell'ospedale
Qualunque cosa
non avrebbe potuto toglierle la consapevolezza di appartenere
a un altro essere
come lui apparteneva a lei
A lei
che non aveva mai avuto nemmeno un briciolo del cuore di un' altra
creatura, che non fosse la sua creatura
La sua bambina
E ora scopriva di essere non solo amata dall'uomo a cui da tanto aveva dato
il cuore, ma legata a lui da un legame profondo quanto misterioso
Il legame della sua razza, che avrebbe dovuto farle orrore
e che invece
rischiava di farla mettere a urlare per la gioia
E orgoglio, e forza e imbarazzo potevano andare a farsi un giro molto, molto
lungo
Non era più sola
Gettò le gambe oltre il bordo del letto, mettendosi a sedere.
"Spero che Cordelia non mi odi a quest'ora
" Sorrise, cercando
con gli occhi i vestiti. " ci avrà dati per dispersi
"
Angel ridacchiò.
"Io penso che sia da giorni che ha previsto tutto
"
Kate si passò la mano sul ventre, una strana sensazione di freddo che
le sfiorava, terribile , il volto.
"Dici
" Deglutì.
Freddo.
Ancora freddo.
Sulla pelle. Lungo la spina dorsale
Un freddo innaturale
C'era
qualcosa
che non andava
Sollevò il capo, prendendo un respiro.
Forse un piccolo cado di pressione
"Sai Angel
"Si sforzò di continuare. Ma era difficile.Aveva
un groppo in gola adesso
e quando cercò di respirare di nuovo il
fiato le si interruppe in petto. " una settimana e non ho ancora visto
il suo bambino e non so
nemmeno se è sposata o
"
Le parole si bloccarono, mentre il groppo si espandeva, pendendole lo stomaco,
e ghiacciandole la pelle, e facendo accelerare di colpo il sangue nelle sue
vene.
"Cordelia?"Esclamò Angel dietro di lei. " non credo che
esiste nessuno più sposato in tutta Los Angeles
"
Kate si premette una mano sulla bocca, mentre un singhiozzo le sfuggiva dalle
labbra.
"
anche se non
Kate?"
Lo sentì sollevarsi di scatto, e afferrarle le spalle
Nella voce un 'inflessione preoccupata
E chissà cos' era stato a fargli paura
se il fatto che stesse tremando
come una foglia
o che fosse scoppiata a piangere
Gemette, affondandosi il volto fra le mani, mentre il pianto la travolgeva.
Improvviso .
violento.
Come la piena di un fiume.
Come se una diga dentro di lei si fosse appena infranta, e la forza distruttrice
dell'acqua avesse improvvisamente travolto ogni cosa.
E sulla sua strada c'era
lei
Piccola, misera creatura umana, infranta da un 'onda troppo forte per lei.
Che le scuoteva il petto, e il corpo, con la violenza del dolore , sciogliendosi
in una cascata di lacrime disperate.
Cercò di respirare, ma non riuscì a farlo, il pianto che le bloccava
il naso e la gola, e si piegò su se stessa, gridando piano, una terribile
sensazione di caldo e freddo insieme che le gelava il sudore sul corpo, facendola
stare male.
Facendole desiderare di vomitare e di buttarsi a terra e pestare i pugni sul
pavimento, tanto era violento ciò che stava vivendo.
E che si portava via i pensieri, i sentimenti, le reazioni, tutto ciò
che non fosse quella cosa enorme che aveva nel corpo, all'altezza del cuore
e che si stava espandendo
e che non riusciva a venire fuori di
lei, ma ci provava, ci provava
fino a tenderle la pelle, e le ossa, fino
a dilatare il suo stesso essere e poi a rigettarlo su se stesso.
Si premete le unghie sul viso, rischiando di ferirsi, ma Angel glielo impedì,
catturandole i polsi con la mani e costringendola a voltarsi verso di lui.
L'aveva già chiamata prima
ma lei non lo aveva sentito, troppo
sconvolta, troppo lontana per rendersene conto
e solo adesso la sua voce,
la sua presenza, le parvero un riparo nella tempesta che la stava uccidendo
l'unica salvezza
l'unica casa a cui tornare
"Vieni qui
"Mormorò lui , attirandola a se. " vieni
qui, vieni qui
"
La strinse, e lei gli avvolse le braccia attorno al collo, stringendolo disperatamente,
con tanta forza da ferirsi contro le ossa del suo sterno. Mentre non riusciva
a smettere di piangere.
Di singhiozzare come una bambina disperata, con tanta violenza che i suoi singhiozzi
si mutarono in contrazioni. Violente, dolorosissime, che la staccarono da lui,
facendola piegare su se stessa.
"Oh, Dio
"Riuscì ad ansare. " oh, Dio
che cosa
mi succede?!"
Non riusciva a vederlo, la vista completamente annebbiata dalle lacrime, ma
sentì le sue braccia stringerla ancora e seppe che si era sdraiato di
nuovo accanto a lei.
Lo sentì sollevarla ,e stringerla a se, avvolgendola completamente fra
le sue braccia, e un attimo dopo cominciare e muoversi piano, cullandola, carezzandole
la testa con la mano.
Mentre lei non smetteva di tremare.
" Non avere paura
"Mormorò Angel." E il tuo corpo
che non ce la fa più
E' la sua difesa
Non combatterlo, Kate.
Lascialo uscire
lascia uscire tutto
"
Kate, singhiozzò, battendo la testa contro il suo torace.
"
lascia venir fuori tutto il dolore
"
"Non posso
"Kate cercò di divincolarsi , ma lui glielo
impedì, e dopo un istante le forze le vennero meno, e smise persino di
provarci.
"Non posso
"Ripetè. " non posso
non posso.."
"Shh
" Angel si allungò stringendola ancor più
forte, chiudendola ancor più saldamente nel cerchio delle sue braccia.
" va benissimo
va benissimo così
."
"Non posso
"Ripetè ancora Kate.
Ansò, senza fiato, e per un attimo temette di soffocare.
"Si che puoi
si
Devi
" Angel le baciò i capelli, e con dolcezza la costrinse
a scostare le gambe, appoggiandole la mano sul ventre e cominciando a massaggiarla
piano, mentre continuava contemporaneamente a cullarla.
"Piangi, amore mio
"
"Non posso
"
Non ce la faceva
Non resisteva più
Il suo corpo si stava autodistruggendo
si stava spezzando
E faceva male
faceva tanto male
Come quando aveva perso suo padre
Come quando aveva voluto morire
Come quando era stata sola
e disperata
Sentiva la mano di Angel massaggiarle lo stomaco, ed era un punto bianco nella
nebbia indistinta che le copriva gli occhi.
Un fuoco, nel bagno di sudore freddo che la faceva tremare come una foglia.
Non era sola adesso
No
Non lo era
C'era la mano di Angel adesso
C'erano le sue braccia
C'era lui, adesso
Lui
"Piangi
"Le ripetè, come fosse una nenia rassicurante.
" piangi
piangi
piangi
"
Non era sola
E lui non l'avrebbe lasciata
Lui l'amava
"Piangi
"
Per la prima volta dalla morte di sua madre, non era sola di fronte al suo dolore
"Piango amore, piangi
"
Le piaceva il suono della voce di Angel
Era caldo e gentile, e pieno d' amore
"piangi
"
Così
pieno d'amore
"piangi
"Ripetè ancora.
E Kate smise di combattere
Per la prima volta in vita sua.
E, senza più difese, pianse.
Parte
VI-Il dolore
" Lo sai, Nicholas
lo dovrei lasciare in pace, Angel
Si, proprio dovrei
voglio dire
" Darla si lanciò alle
spalle una manciata di fogli dattiloscritti, appena tirati fuori dalla valigetta
del suo nuovo, adorabile giocattolo. E con fare casuale si appoggiò con
i gomiti al piano liscio della scrivania." Lui fa la sua vita, io la mia
non ne guadagnerei niente
Non c'è un piano da attuare, un'arma da recuperare
nemmeno denaro
da guadagnare, o potere
nulla
Non c'è una ragione logica al mondo per cui dovrei lasciare la mia tranquilla
esistenza da vampira e Top manager
e poi si sa
immischiarsi con
Angel vuol dire guai
E' sempre stato così
però sai anche
"
Scese dalla scrivania, e osservò gli occhi nocciola del giovanissimo
vampiro, che occupava la stanza del prematuramente scomparso Darrenn, oltre
che il suo posto come segretario" particolare".
Gli occhi ancora stupiti, pieni della sorpresa e meraviglia sanguinaria di un
vampiro appena nato
il periodo che lei amava di più nei suoi protetti
quando poteva insegnargli tutto
e tutto risultava loro nuovo
"Dopo un paio di anni che mi limito ad osservarlo, aspettando il momento
giusto per fargli del male
" Passò il dito sulla spalla dal
vampiro, aggirandolo. " ho maturato questa
smania addosso
e
sapere che è così vicino mi fa impazzire
"
Sospirò melodrammaticamente.
"Certo, se ci fosse una donna nel suo cuore sarebbe più divertente
ma già una figlia è qualcosa, no? Cosa ne pensi?"
Il vampiro sbatté piano le palpebre, guardandola.
"Non lo so
" Mormorò piano. "io non so chi è
Angel
"
"Oh
"Darla si chinò su di lui, baciandogli piano le labbra.
" hai ragione
Il mio piccolino
Dimentico sempre che sei così giovane, amor mio
E' che somigli tanto a un altro
e qualche volta mi illudo ancora di parlare
con lui
"
Sollevò il volto, stringendo gli occhi.
"Qualche volta lo desidero ancora
Quando mi sveglio o
quando vado a dormire o quando faccio sesso
Quando guardo il sangue scorrere
"
Sospirò.
"Ma bando a queste tristezze
Dunque, tesoro, Angel è l'animale che mi ha rubato il mio ragazzo
ed è pericoloso, e forte, e io lo odio dal profondo delle mie viscere
Ora
potrei restatemene qui, rinunciando ai miei progetti
continuando
fare quello che faccio, continuando ad accumulare potere e ricchezze, e soffrire,
pensando che lui fa la sua vita
Oppure potrei aspettare e godere del suo dolore, quando la piccola bastarda
gli morirà fra le braccia
Ma potrebbero volerci mesi
e io non ho mai avuto la pazienza del mio Angelus
O ancora
potrei iniziare a punzecchiarlo
così
tanto
per fare qualcosa
solo per vederlo
Per tastare il terreno e capire con i miei occhi e il mio cervello come fargli
più male
Pericolo
Azzardo
E nessun motivo razionale
Mm
" Gli si inginocchio davanti, prendendogli la testa fra le mani.
"Puoi dirmi una sola ragione per cui dovrei farlo?"
Davanti a lei, Nicholas la guardò, gli occhi dolci di un bambino che
la fissavano, adoranti, come non l'aveva mai guardata il suo Angelus.
Ed era piacevole sentirsi adorata, amata oltre ogni cosa
fino a che non
cominciava ad annoiarla
come era successo con Linsdey.
"Forse potrei
"Sussurrò il ragazzo, e lei sollevò
un sopracciglio, stupita.
"Allora dillo, tesoro
"
"Non vorrei
che ti arrabbiassi
"
Darla spalancò gli occhi, imbronciandosi leggermente.
"Io? Con il mio bambino
oh
"Si sollevò, sedendoglisi
in grembo, e lentamente cominciò ad accarezzargli il volto. " sei
così ingiusto con me
Io avrei potuto annientarti, e invece sei qui
con me
e non lo faccio
con tutti, sai
solo con i più belli, e dolci, e forti
come
te
E pensi che potrei farti del male?
Noo
" Gli baciò la guancia , dolcemente. " facciamo così,
sarai tu a decidere
Puoi chiedermi di aspettare di avere un buon piano per far soffrire Angel
oppure darmi la tua buona ragione e convincermi ad esporre la mia vita e quella
dei miei uomini solo
per uscire allo scoperto
Oh, naturalmente una ragione che non sia la noia terribile di questi anni in
cui sono rimasta in disparte perché quegli idioti della Wolfram e Hart
continuano a blaterare che Angel non deve essere ucciso, e promettermi giorno
dopo giorno un modo per riprendermi il mio Angelus
Sai, sono proprio stufa di loro
"
"No
"Il ragazzo le accarezzò una gamba. " non si
tratta di questo
"
"E allora, un solo motivo per cui potrei mandare a puttane
ossia
a me
il mio redditizio accordo con gli avvocati
o almeno violarlo
un pochettino
"
Gli occhi di Nicholas erano intensi quando sbatté le palpebre, continuando
a guardarla, e per un attimo, un solo attimo, le ricordarono davvero quelli
di Angelus
Solo che il suo ragazzo non aveva avuto in essi quella innocenza
mai
"Per piacere
"Mormorò lui tranquillo. " solo per
il tuo piacere
"
"Mi
sento così stupida
" Mormorò Kate, stringendo più
forte la mano di Angel nella sua, e guardando di sottecchi il volto rilassato
del vampiro che le camminava al fianco, lungo i grigi corridoi dell'ospedale.
Lui sorrise, piano, rassicurante.
"Lo hai già detto un attimo prima di scendere dalla macchina, e
io ti ho già risposto che non ce n'è ragione
Avevi bisogno di sfogarti, Kate.
Ne aveva bisogno il tuo corpo e ne aveva bisogno il tuo spirito
Era da mesi che ti tenevi dentro tutto il dolore e il senso di impotenza, e
questo ti stava distruggendo
E magari adesso comincerai a stare un po' meglio
"
Kate deglutì piano, sentendosi più stanca che mai.
Davvero era già finito, il suo piccolo angolo di felicità
"Non starò mai meglio
"Mormorò. "fino a che
Nia sarà qui dentro
"
Lo guardò, certa che se non lo avesse chiesto adesso non lo avrebbe più
fatto.
"Angel
"Mormorò. " tu dicevi sul serio
prima
'"
L'uomo aggrottò la fronte.
"Ho detto tante cose, prima
" Le sorrise, portandosi alle labbra
la mano che stringeva. " ed erano tutte vere
"
"Intendevo dire
su Nia
Io non volevo
non ho mai voluto
"
Si fermò, slacciando la dita da quelle di lui, e voltandosi per guardarlo
in faccia, mentre , dietro di loro, un 'infermiera camminava fissandoli accigliata.
"Angel, non sono tornata a Los Angeles a caccia di un padre
Sono convinta di aver fatto un buon lavoro con Nia, e fino a quando non si è
ammalata siamo state molto bene insieme, solo io e lei
Non so cosa sarebbe accaduto poi, però
non mi mancava un padre
"
Angel aggrottò la fronte, e Kate sospirò.
"Mi mancavi tu
questo si
mi sei mancato da impazzire ogni ora
della mia vita, però
quello che voglio dire è
che
non prendo come un impegno quello che mi hai detto prima
"
"Kate
"Angel si avvicinò di un passò, e con dolcezza
infinita le sfiorò il collo, e il segno del morso sulla pelle.
"e non prendo come un impegno neanche quello
"Si affrettò
ad aggiungere lei.
"Ma questo è un legame
"Angel sbattè le palpebre.
" te l'ho spiegato
Per la legge dei vampiri tu mi appartieni
ed io
"Si avvicinò
di un passo. " ho tutta l'intenzione di usare e abusare di questo vincolo
per impedirti di andartene ancora
"
La guardò, e la sua espressione fu all'improvviso serissima. " Io
ti amo, Kate
"Mormorò.
"E voglio bene a Nia
E ti voglio
Voglio te , e la tua bambina, nella mia vita
Ma
non ti forzerò a decidere adesso.
Ora ci sono cose più importanti anche di noi due
Cose come il fatto che ingrassi di cinque chili, per esempio
"
Kate non riuscì ad impedirsi di sorridere.
"O che Nia stia maglio, e soprattutto che riusciamo a trovare qualcosa
per aiutarla
e dopo
"
Le si avvicinò, tendendole la mano, su cui Kate appoggiò la propria.
"Dopo?"
Angel sorrise di nuovo, un lento, studiato sorrisetto da ragazzo.
"Dopo userò tutte le leggi dei vampiri, e le arti persuasive di
Cordelia, e i ricatti psicologici, per tenerti con me
" Kate scosse
la testa, battendogli lentamente la mano sulla spalla, e insieme ripresero ad
avviarsi per quel corridoio che sapeva di disinfettante.
Mano nella mano.
Come prima.
Come due ragazzi.
Come due innamorati.
Come a Kate non era più accaduto da quando aveva sette anni.
Come non si vergognava assolutamente di fare, diversamente da ciò che
aveva sempre pensato.
Piena della tenerezza immensa che quel gesto le aveva ispirato, dal momento
in cui lui lo aveva compiuto la prima volta, all'uscita dall'auto, tendendo
istintivamente la mano verso quella di Angel, e stringendogli con dolcezza la
dita.
"Lo sai"La prese in giro lui. " che potrei farti pagare il mio
lavoro a ore?! Così saresti costretta a restare
"
"Lo sai
"Ritorse Kate. " che non ho nessuna intenzione di
andarmene di nuovo?"
Stavolta ciò che passò negli occhi di Angel non ebbe niente di
scherzoso o divertente.
Stavolta su un fiume caldo di sollievo, e calore, e passione. Stavolta fu un
sole intero d'amore che risplendette nei suoi occhi scuri, intensi come il tempo
e più del tempo.
Intensi come l'amore stesso.
"Non sarei dovuta andare via nemmeno allora
"Mormorò piano
Kate. " Ho sprecato cinque lunghi anni
E qualunque cosa possa fare adesso non potrò mai più riportarli
indietro
ne rimediare
"
"Perché sei tornata , Kate?"
La sua voce era seria, ora, completamente seria.
Ed era profonda, e dolce
Era la voce di Angel
nelle sue orecchia, nel suo cuore, nella sua anima,
e all'interno del suo corpo.
Come l'aveva ricordata e ascoltata dentro di se per cinque lunghi anni.
Lo guardò, ma solo per un istante.
Questa volta non riuscì a sostenere il suo sguardo
"Perché
"Mormorò, fissando gli occhi in basso,
davanti a se, con la fresca stretta della mano di lui nella propria. "
ora credo che sia stato semplicemente perché ti amavo tanto
"
Deglutì.
E per un attimo si chiese se dovesse o meno aggiungere il resto
Non voleva caricargli addosso un 'altra responsabilità
ma lo amava
lo amava così tanto
e non voleva nascondergli più niente
Mai più
Se era vero che esisteva un legame fra di loro
se era vero che era cominciato
qualcosa, quel giorno, allora doveva anche trovare il coraggio di raccontargli
quanto era stupida
e quanto lo amava
Lo guardò, e scoprì i suoi occhi su di lei.
Dolci come una delle sue carezze.
E seppe che non avrebbe potuto nascondergli niente. Nemmeno se lo avesse voluto.
Che la donna che aveva potuto farlo era scomparsa da tanto tempo, forse da più
tempo di quanto lei non riuscisse a immaginare.
Dischiuse le labbra in una sorriso nervoso, ma prima che potesse parlare la
sua attenzione fu attirata da un brusio indistinto, e dallo sfrecciargli accanto
di un 'infermiera in camice bianco.
Si voltò, e il sangue le si ghiacciò nelle vene.
"Oh Dio
"Mormorò, appoggiandosi il palmo alla bocca. "
Nia
"
Lasciò la mano di Angel, ignorando la sua voce che la chiamava , e precipitandosi
verso il piccolo assembramento di medici e pazienti
fuori dalla porta
di sua figlia.
E quel tragitto brevissimo le tolse dieci anni di giovinezza.
"No
" Mormorò dentro di se. " per piacere no
"
No
no
Non la sua bambina..
Non oggi
Non adesso...
Lei non era pronta
E non
non era giusto
Non quando non le aveva neanche detto addio
Non quando quello che voleva era solo un po' di tempo
un altro po' di
tempo
Un giorno, solo un giorno
Un' ora
Sarebbe stato meglio fra un 'ora
Fra un momento
No
per favore
no
Si fece largo tra la gente.
E seppe che quei lunghi mesi di lenta tortura non erano serviti a niente
Assolutamente a niente.
Seppe che non era pronta a perdere la sua bambina, esattamente come non lo era
stata quando tutto aveva avuto inizio.
Strinse lo stipite della porta, entrando nella stanza
e le sembrò
di svenire
Mentre Angel le arrivava alle spalle, e le stringeva una mano sul braccio.
"Oh
mio Dio
" Mormorò di nuovo, e di nuovo si premette
una mano sulle labbra.
Mentre una lacrima, leggera, le scendeva sulla guancia.
Davanti a lei, sul suo letto, pallida come un piccolo fantasma
Nia sorrideva,
sostenuta dai cuscini,
la minuscola mano persa in quelle lunghe e verdi di Lorne, l'amico di Angel,
che il giorno del suo arrivo le aveva aperto davanti la porta dell'Hyperion.
Il demone era seduto sul bordo del letto, con addosso un incredibile vestito
giallo su una camicia blu cupa, e le sorrideva, mentre piano sussurrava le parole
di una canzone.
Con la voce più bella che Kate avesse mai ascoltato.
Profonda e modulata.
Una voce che era acqua e cristallo
La voce purissima di un angelo.
Che parlava a Nia di un 'anima profonda e gentile, dietro quell'aspetto che
una volta avrebbe spaventato sua madre.
E che lei invece guardava come avrebbe fatto con un antico, amatissimo compagno
di giochi.
Sentì il braccio di Angel stringerla a se, e senza nemmeno rendersene
conto gli nascose per un attimo il viso sulla spalla, mentre dolore e paura
le si scioglievano dentro in un unico singhiozzo di sollievo.
"Quando mi innamorerò
"Cantava dolcemente Lorne, accarezzando
con la mano la guancia e il mento della sua bambina. " sarà per
sempre
Quando donerò il mio cuore
sarà completamente
"
E a Kate il cuore faceva male.
Per il veleno atroce che aveva provato, e che quasi lo aveva ucciso
e
perché quella
quella era la sua canzone
La canzone di una donna che non sapeva che cosa fosse l'amore, fino a che l'amore
non l'aveva travolta.
Contro ogni aspettativa.
Atteso, desinato
dirompente.
Portando incertezza, e gioia, e ferite che segnavano l'anima.
Per sempre.
La canzone che aveva cantato pochi giorni dopo aver conosciuto Angel
quasi
per caso
pensando a lui
E che le era rimasta dentro
La canzone che aveva sussurrato, piangendo, sull'aereo che la portava via da
Los Angeles
E che aveva canticchiato alla sua bambina, insieme alla ninna nanna di sua madre
"Quando regalerò il mio cuore
lo farò completamente
"
Sollevò la testa, asciugandosi gli occhi , mentre Lorne sollevava il
capo, guardandoli, e attirando su di loro gli occhi di Nia, che rise felice,
mentre le ultime note della canzone accarezzavano l'anima di Kate, e dalla gente
dietro di lei si levava uno scroscio di applausi entusiasti.
"Mamma, mamma!" Esclamò la bambina, sollevando la mano di Lorne
come se fosse un trofeo. " Hai visto!
Un folletto! Un folletto vero!"
Kate rise, avvicinandosi, mentre l'uomo si alzava, facendole spazio, senza lasciare
la presa della bimba.
"Tecnicamente
"Puntualizzò. "folletto non è
proprio il termine esatto
"
"Mm
mm
" Si schiarì la gola Cordelia, che, dietro
di loro, stava cullando il suo bambino, avvolto in una copertina bianca.
"Tuttavia
" Si affrettò ad aggiungere lui. " credo
che il termine esatto non riuscireste a pronunciarlo!
E poi
"Sorrise, abbassandosi, e sfiorando con la punta di un dito
il naso di Nia. " sono completamente soggiogato dagli occhi di questa fata
"
Sollevò le sopracciglia, guardando Angel. " e non sono il solo,
pare
Mi chiedevo proprio quanto ci avreste messo, voi due!"
Kate si sedette sul letto, tendendo a Nia la sua rosa chiara, mentre, alle sue
spalle, sentì Angel tossire.
"Per me?!" Esclamò la bambina, prendendola estasiata.
"Veramente è un mio regalo
ma credo che starà benissimo,
qui con te
"
"Chi te l' ha regalata?"
"Oh, mio Dio!" Lorne si liberò dalla stretta di Nia, allargando
le mani e puntandole una verso Angel e una verso Kate. " Non davanti a
una bambina, vi prego!"
Dalla folla alle loro spalle si levarono delle risate sommesse.
Evidentemente avevano preso Lorne per un pagliaccio o un animatore dei reparti
infantili, ma lei non riuscì a fare a meno di aggrottare la fronte e
guardare Angel, che sembrava aver appena ingoiato il Gran Canion .
"Okay, okay
" Sbuffò l'incredibile uomo verde, superando
il letto e spingendo tutti all'esterno. " c'è una famiglia da riunire,
un infartuato da rianimare e due amanti da mettere in imbarazzo, per cui, tutti
fuori per cortesia
"
"Veramente
" Puntualizzò l'infermiera Charlotte. "siete
voi che dovreste uscire. In questa stanza non ci si potrebbe stare nemmeno in
tre!"
"Oh
" Lorne si portò la mano al cuore, melodrammatico.
" creatura di passione e rinuncia!
Cosa darei per vedersi svelare davanti a me il tuo animo tormentato!"
La donna scoppiò a ridere.
"Piantala!" Lanciò uno sguardo oltre le ampie spalle di lui,
diritta verso il letto. E abbassò la voce a un bisbiglio
ma non
abbastanza. " Ma tu dici che quei due
"
Lorne si chinò su di lei, con fare cospiratorio.
"Due volte!" Bisbigliò.
Kate boccheggiò letteralmente, mentre, per la prima volta in tutta la
sua vita, sentiva il sangue affluirle al volto, facendola probabilmente assomigliare
a un pomodoro maturo, mentre Angel, con la stessa violenza, perdeva il colore,
e, con una rapidità che avrebbe dovuto insospettire anche un cieco, si
precipitava alla porta.
"Lorne!" Esclamò, sollevandolo letteralmente di peso e chiudendo
l'uscio in faccia all'infermiera.
"Però
"Fischiò Cordelia. "complimenti
"
Kate sgranò gli occhi.
Pareva solo a lei, o il mondo aveva preso a camminare al rovescio?!
"Lorne, piantala!"Scattò Angel, appoggiandosi alla porta, probabilmente
per impedire all'infermiera di rientrare.
"Uhm
"Cinguettò l'altro. " zuccherino, alla tua
età fa male arrabbiarsi tanto!"
"Qualcuno" Intervenne Kate, ottenendo così la prova di avere
ancora una voce e la capacità di usarla. " mi spiega cosa sta succedendo?"
Strinse gli occhi, passandoli da un Angel sempre più in imbarazzo a un
Lorne sempre più divertito, mentre Nia, piano, le tirava la manica.
"Mamma
"Mormorò la bambina, cullandosi contro il petto
la sua rosa. " due volte cosa?!"
"Oh, mio Dio
" Kate sgranò gli occhi.
E adesso?
Qualcuno avrebbe avuto molto da ridire se fosse svenuta?
Qualcuno avrebbe avuto molto da ridire se avesse strozzato il tipo verde e cornuto?
Qualcuno avrebbe avuto molto da ridire se prima avesse strozzato il tipo verde
e cornuto e poi fosse svenuta?
"
due volte
oh, "Si voltò, fra la disperazione
e l'esasperazione. " ma tu che
cavolo
ne sai!"
"Due volte
"Esclamò Lorne avvicinandosi al letto, e sedendo
di nuovo vicino alla bambina, mentre Kate, con gli occhi, supplicava Angel di
dirle che il suo
amico
stava solo tirando a indovinare, e che se
non tirava a indovinare non avrebbe detto la verità alla sua bambina
di quattro anni!
E Angel, più disperato di lei, le rispondeva con lo sguardo che non ne
aveva la minima idea.
"Lorne
" Ansò il vampiro avvicinandosi.
"Stai calmo!" Esclamò quello. " A te fare certe cose ti
sconvolge! Non hai più l'abitudine"
"Io ero calmissimo!"
"Felice e perfettamente soddisfatto, lo so
"
"Ehi
"Nia batté la mano su quella di Lorne. " due
volte cosa?"
"Due volte
"
Gli avrebbe sparato
Kate sapeva che gli avrebbe sparato
se avesse
osato dire alla sua bambina
" che si dimenticano del mio compleanno
"
Kate sobbalzò, mentre il letto di Nia rischiava di schizzare contro la
parete.
Quando Angel ci cadde sopra a sedere.
"Ehi!"Esclamò Lorne, schiena a schiena con il vampiro. "
Se devi proprio, svieni per terra
ma poi non pretendere che qualcuno ti
sollevi
"
"Qualcuno solleva me?!" Ansò Kate, passandosi la mano sulla
fronte molto, molto sudata.
"Dai
"Rise Cordelia, tendendole la mano. " vieni che ti
spiego
"
Kate la prese, lasciandosi tirare su.
"Cosa? Chi devo uccidere per questo infarto prima del tempo?!"
Di nuovo, la ragazza rise, appoggiandosi meglio il bambino alla spalla.
"Ma nessuno
E' solo Lorne
" Si avvicinarono alla finestra, mentre Angel si sistemava
meglio sul letto, di fronte all'amico, e alla sinistra di Nia. " lui legge
le anime, per chi le ha, e per chi non le ha non lo so
non ho ancora capito
cosa
E se è per questo
"Spostò il capo, fissandolo, e in
quel momento anche lui guardò lei, e ponendosi la mano sotto le labbra
le lanciò un bacio. " non ho ancora nemmeno capito come
gli
riesce particolarmente bene quando la gente canta
perché quando
si canta si espone la propria anima, dice lui
ma la verità è
che ce la fa benissimo anche senza
magari con meno particolari
Come hai avuto modo di appurare tu stessa
"
Kate sgranò gli occhi, la testa che le sembrava diventata una palla.
"Voi dire che lui sa tutto quello che è successo
?"
Non ci fu bisogno di aggiungere dove
o a chi.
Cordelia sghignazzò.
"No, non tutto
dipende
tutto lo saprò io quando mi avrai
raccontato i più sordidi dettagli!"
Kate si passò una mano sul viso.
"Ma lo sai, "Esclamò." che voi due siete una coppia perfetta?!"
Cordelia sorrise, un sorriso raggiante che le illuminò il volto.
"Grazie!" Esclamò, ma prima che avesse il tempo di chiederle
di cosa l'attenzione di Kate, o meglio quel che rimaneva del suo cervello, fu
attirata dalla voce di Nia.
"Veramente si sono scordati del tuo compleanno?"
Lorne sospirò melodrammaticamente.
"E si, ogni anno è così
niente torta, niente regali
"
"Ma che bugiardo
"Soffiò Cordelia al suo fianco.
" Niente canzoncina di auguri
e dire che adoro le canzoncine di auguri
"
La bambina lo guardò seriamente.
"Te la canto io!" Esclamò.
"Davvero?"Lorne inclinò la testa. " Non sei un po' piccolina
per conoscere una canzone di auguri?!"
"Noo
so pure quella che cantavi prima
Veramente
"Si batté la mano sul petto. " te la canto
io
"
Lorne le rivolse un sorriso di pura adorazione.
"Che ci fa una bambina così dolce
"Soffiò. "
in questo mondo così matto?" Sollevò le sopracciglia prime
di esclamare. " Andiamo, sto aspettando la mia canzone!"
Nia sorrise, e prendendo un piccolo respiro cominciò a cantare, arrossendo
vistosamente di imbarazzo.
Lei ci era sempre riuscita, ad arrossire, al contrario di sua madre.
"Io lo amo quell'uomo
"Sospirò Cordelia al suo fianco,
ma Kate non fece caso al tono adorante delle sue parole.
"Ho paura che si stanchi
" Mormorò piano, ma la ragazza
scrollò le spalle, tranquilla.
"Non ti preoccupare, se ne accorgerebbe se non ce la facesse.
E' matto, ma non fino a questo punto
" Abbassò il viso, fissando
il suo bambino. " Vero, cucciolottino?! "
Kate le sorrise, la testa che ancora le girava per la furia con cui si erano
susseguiti gli eventi di quelle ultime ore, prima di tornare a guardare estasiata
la sua bambina.
Era da quasi un anno che non le vedeva così bene
Che non la sentiva ridere
figurarsi cantare
Pesava che non l'avrebbe mai più sentita cantare
E invece era lì, di fronte a un demone verde dal sorriso dolcissimo,
che stringava fra le minuscole dita la rosa che Angel le aveva regalato
che aveva preso per lei
Per lei
Incontrò con gli occhi quelli di lui, che le sorridevano intensamente,
e rispose loro, pensando che se le fosse stata data la facoltà di fermare
il tempo, così, in quel preciso istante, le sarebbe andato bene
perché in quella stanza d'ospedale, in quel momento, c'era tutto ciò
che desiderava.
Ed era così diverso da ciò che un tempo pensava di volere.
E molto, molto più importante
Battè le meni quando Nia ebbe finito di cantare, insieme a Lorne e ad
Angel, e avvicinatasi al letto depose sulla fronte della bimba un piccolo bacio.
"Sei stata bravissima
"Le sorrise.
"Però non canto bene come lui
" Rispose Nia, stringendole
la mano
e persino la sua stretta era tanto più forte, tanto più
sana
"Nessuno al mondo canta bene come Lorne
"Sorrise Cordelia dietro
di loro. "Però ti potrebbe insegnare, non è vero "mostro"?!"
Lorne sospirò.
"Ogni giorno che passa, " Esclamò, alzandosi. "mi stupisci
con la tua dolcezza! E ora, se volete perdonarmi
ho un bar da mandare
avanti, anime da leggere, sofferenti da aiutare
"
"Lorne,"Lo interruppe Cordelia. " taglia!"
"Ero venuto qui per ricongiungere una madre e suo figlio e perché
"Ammiccò ad Angel. " quando Cordy mi ha detto che te n'eri
andato con Kate ho deciso che dovevo essere il primo a vederti!
Ma non credevo
"Prese la mano di Nia, e chinandosi su di lei la baciò
con dolcezza. " che mi sarei perdutamente innamorato
.
Grazie
"Bisbigliò. " la tua canzone di auguri è
stata la più bella che io abbia mai sentito
"
La bambina rise, e quando Kate sedette accanto a lei, l' abbracciò, imbarazzata,
nascondendole il volto nel seno.
"Attenta
"L'ammonì, tendendo il tubo della flebo. Ma per
nulla al mondo avrebbe voluto che la lasciasse.
Quando si voltò, anche Angel si era alzato, e stava aprendo la porta
a Lorne.
E lei ebbe la netta, inequivocabile sensazione
di essersi persa un passaggio
benché non capisse di cosa
Probabilmente , se fosse stata più lucida e meno confusa lo avrebbe fatto,
ma adesso
così
sapeva solo che una tessera non quadrava
"Torno subito
" Mormorò Angel sorridendole. E lei aggrottò
la fronte per la seconda volta.
"Angel ha qualcosa che non va
" Mormorò, dopo che furono
usciti.
"Qualcosa?!" Cordelia le passò davanti, raggiungendo la porta
e poi tornando indietro. " E' stato solo messo in imbarazzo davanti a me,
a te e a tua figlia!
L'unica cosa che spero
"Sollevò la testa, folgorandola con
un sorriso. " l'unica cosa che spero è che non me lo castri!"
"Cordelia!"Esclamò, ridendo e scotendo la testa.
Fino a che il suo cervello, finalmente, non riprese a funzionare.
Se fosse stata così lenta al tempo in cui lavorava in polizia sarebbe
stata radiata non una, ma almemo una decina di volte.
Sgranò gli occhi, fissandola.
"Oh
"
Cordelia rise.
"Non lo sapevi? Credevo che Angel te lo avesse detto!"
"No!" Esclamò Kate. "Io
noi
non abbiamo mai
parlato di
te !"
Già
tranne un piccolo, insignificante accenno. "Ti chiedo
scusa
"
"Di che, di non aver parlato di me mentre
vi dimenticavate il compleanno
di Lorne?! Ti assicuro, non pretendevo che andasse diversamente!"
"No
" Kate sospirò, imbarazzata. Le pareva che quel giorno
fosse fatto di quarantotto ore
" ti chiedo scusa se ti sembro così
sorpresa!"
Cordelia scosse le spalle.
"Ti fa schifo?!"
"Mio Dio!" Esclamò Kate. " No! Come potrebbe!
Io sto
con un vampiro!"
"Ah, ah!"Cordelia rise, puntandola minacciosamente con un dito. "
Lo hai ammesso!
Questa si che è una notizia da diffondere!
Se riesco a farlo dire anche ad Angel vuol dire che, con buona soddisfazione
di Wesley, stavolta Faith esce di galera!
Scusa
"Continuò, porgendole il bambino. " Mi terresti
un secondo Allen?!"
Kate spalancò la bocca, ma non fece in tempo a dire une sola parola che
si ritrovò in braccio il piccolo, e automaticamente lo prese, sostentandogli
la testa con la mano.
Sostenendogli la testa
verde
con la mano.
Sgranò gli occhi, fissando il minuscolo volto del bambino di Cordelia,
così colpita che non rivolse nemmeno un 'occhiata a sua madre, mentre
lei usciva, e per un attimo ingoiò la sua protesta.
Era bello.
Era veramente bello.
Con i lineamenti, e i capelli di sua madre, e incredibili occhi, così
neri che era impossibile distinguere pupille e cristallino, su globi rossi come
quelli di suo padre
Assurdamente
questo figlio di due razze era il bambino più bello
che Kate avesse mai visto, e la fissava dolcemente, senza emettere un suono.
"Hai visto che carino, mamma?!" Esclamò Nia, tendendosi leggermente
verso di lei. " Cordelia me lo fa fatto tenere
lo sai?!"
Kate passò gli occhi dal bambino a sua figlia.
"Davvero?" Mormorò.
Ma stavolta il suo cervello intontito cominciò da solo a funzionare,
movendosi lentamente nella bruma della sua sorpresa.
Okay, poteva essere completamente rimbambita, ma non era stupida
Senza contare poi il suo intuito da poliziotta, che si era messo in moto mezzo
secondo dopo aver guardato Angel fissare Lorne
O forse non era nemmeno quello
Forse lo amava così tanto da percepire ogni cambiamento nella sua espressione
come una volta era riuscita a percepire che c'era qualcosa di strano e misterioso
in lui
O semplicemente
l'avevano fatta davvero troppo sporca!
Prima Lorne, poi Angel, e ora Cordelia
Era ovvio che avevano qualcosa da confabulare in cui Kate non doveva entrare
E le sarebbe anche andato bene
se non avesse avuto il terribile sospetto
che stessero proprio parlando di lei
Deglutì, alzandosi dal letto, e cercando di tenere a freno l'apprensione.
Aveva appena rischiato un infarto, non voleva farlo di nuovo
e per nulla
"Scusami un attimo amore
" Mormorò.
Nia sollevò il braccio verso di lei.
"Noo
"Mugugnò. " fammi giocare col bimbo
"
"Un bambino così piccolo non è un gioco, tesoro
potresti
fargli male
"
Strinse le labbra.
Era la cattiveria più grande che potesse inventare
Debole com 'era, Nia non avrebbe potuto fare male nemmeno a un uccellino
ma aveva bisogno di una scusa per uscire
anche se non le piaceva affatto
lasciare sola sua figlia.
"Ti lascio la porta aperta, amore, chiamami se mi vuoi
va bene?"
"Mamma
"Nia abbassò la testa, carezzandola con gli immensi
occhi azzurri. " sei arrabbiata con me?"
Kate si mosse dalla porta, raggiungendo il letto e stringendosi al seno la testa
della sua bambina.
"Amore mio
"Mormorò, baciandole con dolcezza la fronte.
" io non potrei mai essere arrabbiata con te, capito? Mai
Tu sei la cosa più importante di tutta la mia vita
"
La sentì sospirare, e quando la guardò stringeva forte fra le
dita la sua rosa.
"Mamma
"Mormorò. " mi porti a casa? Ora sto bene
"
Deglutì, per impedirsi di piangere.
"Ti prometto che quando starai appena un pochino meglio ti porterò
a casa
" Sorrise. " anche se ancora francamente non so dove
"
Assurdamente, quando pensava alla sua casa non le venivano in mente un posto,
o un luogo, ma solo
una persona
un volto
Un sorriso dolcissimo e antico come il tempo.
Ed era così da tanto
da cinque anni ormai
da quando aveva
lasciato Los Angeles, e guardando indietro non aveva rivisto le strade della
sua città, ma il volto dell'uomo che amava
Sorrise, stringendo a se il bambino di Cordelia, minuscolo e caldissimo fra
le sue braccia.
Solo pochi giorni prima avrebbe scacciato il suo stesso pensiero
e si
sarebbe rimproverata, dandosi della sciocca
della stupida che non faceva
altro che attaccarsi a qualcosa che non sarebbe mai potuta accadere
ma
adesso
Ma oggi
Oggi, forse, non era così stupido pensare a casa e vedere Angel
Oggi, forse, non era un sogno
E forse non voleva dire essere una stupida illusa
oggi
Sospirò, affacciandosi nella sale infermiere, in cui un medico e la caposala
stavano prendendo un caffè in relativo silenzio, ma non ebbe bisogno
di chiedere nulla, poiché un attimo dopo la sua attenzione fu attratta
dall'inconfondibile voce di Cordelia
Per un attimo credete che fossero nella sala d'aspetto, ma quando ci passò
d'avanti, trovandola vuota, si rese conto che erano sulle scale
Aggrottò la fronte, raggiungendo il pianerottolo.
Poteva darsi che la ragazza li avesse raggiunti mentre Lorne stava andando via
"No
non
non è possibile
"
Kate si fermò, colpita dal tono di Cordelia.
Erano proprio sotto di lei, sul pianerottolo che divideva due rampe, e dalla
sua posizione, in cima alle scale, riusciva chiaramente a scorgere Angel.
Era appoggiato alla parete, col capo leggermente alzato, e guardava il vuoto.
Con un 'espressione sul volto che le gelò di nuovo il sangue nella vene.
Strinse più forte il bambino, ansando, il desiderio terribile di voltarsi
e scappare via.
Di non ascoltare.
"Non puoi esserti sbagliato?
Cerca
di concentrarti
capita anche a te, alle volte
"
"Piccola
"
"Non chiamarmi così! Non sono piccola e non sono stupida!
Voglio sapere se sei sicuro, se non si può fare niente!"
Kate sentì Lorne sospirare tristemente, ma, ancora, ciò che le
fece più paura fu l'espressione del volto immobile, esangue di Angel.
Un 'espressione che gli aveva visto soltanto una volta, cinque anni prima, mentre
le raccontava di Buffy Summers
"No
niente
Ti giuro che vorrei tanto sbagliare
Ho provato
ho tentato di
cancellare tutto e guardare di nuovo
ma non c'è niente da fare
è così'
"
"Ma questo
verme!" Esclamò Cordelia. " come ha fatto
a infettare una bambina così piccola?!"
Kate ansò, mentre la voce di Lorne mormorava piano la sua spiegazione,
e in essa non c'era più niente dell'allegra spavalderia di poco prima.
"Il verme Jican' t è un parassita relativamente frequente in certe
zone dell'Oriente
veniva invocato dalle popolazioni di alcune isole perché
pareva che avesse la facoltà di fondersi con il suo ospite, infondendogli
una forza e una resistenza sovrumana
quando non lo distruggeva
"
"Divorando
il suo DNA
"
Ancora, Angel non si mosse.
Come una pallida statua poggiata contro il muro delle scale.
"Parte di esso
In realtà, esso non vuole uccidere l'ospite che lo nutre, ma solo
.
Cercare una simbiosi
per cui
"
"Si?"
"
lo tiene in vita il più a lungo possibile
"
"Oh, Dio
"
Stavolta, Kate sentì chiaramente il dolore nella voce di Cordelia, mescolato
ad un orrore senza fine.
"Ma Wesley lo avrebbe trovato
lo avrebbe trovato
"
"La lampada di Amoos serve a trovare le malattie, questa è una creatura
vivente e intelligente
ed
estinta
"
"Oh, tanto estinta! Va a raccontarlo a Nia!"
"Tesoro, io ho visto quello che è
ho sentito quello che è
quello che pensa e che sa
e lui sa di essere l'ultimo della sua
razza
Per questo tiene così tanto a vivere
"
"Se tenesse a vivere si sarebbe scelto un uomo di trecento libbre, non
una bambina che non potrà resistere ancora per molto! E poi
è
assurdo!
L'ultimo della sua specie
e va a beccare proprio la figlia di Kate!
No, non ci posso, non ci voglio credere!"
"Non so cosa dirti
"
"Dimmi che c'è qualcosa che possiamo fare! Se è un demone
lo possiamo far fuori! Lo abbiamo fatto talmente tante volte!
Angel!"
Doveva essersi voltata verso di lui, Kate non poteva saperlo.
Ma vide le sue mani afferrare le braccia di Angel, e scuoterlo, ripetendo il
suo nome, e un attimo dopo lui liberarsi dalla sua stretta, e senza nemmeno
guardarla voltarsi bruscamente, e appoggiarsi al davanzale della finestra.
Il corpo che sembrava quasi tremargli per la collera e
il dolore
Vide Cordelia afferrarlo di nuovo, cercando di volgerlo a se, e poi la figura
di Lorne prenderla a sua volta, e immaginò che la stesse abbracciando.
"Dimmi
che possiamo tentare
" Singhiozzò la ragazza.
E la voce di Lorne era terribilmente triste mentre rispondeva.
"Mi dispiace
ma se facciamo qualcosa, qualsiasi cosa per tirare fuori
il verme dal sangue di Nia
lui reagirà
uccidendola all'istante
E non sappiamo nemmeno dove sia
in quale punto del corpo
Si sposta in continuazione
cercando i luoghi in cui brucia maggiore energia
e qualunque tentativo facciamo lui saprebbe che vogliamo ucciderlo
Incantesimi
operazioni
lui sente le emozioni e i sentimenti degli
esseri che gli stanno attorno
E' così che sceglieva le sue vittime
durante i sacrifici rituali
voleva quelli con maggiore sete di potere
che avessero più volontà di vivere e sopportare le sofferenze
arrecate al loro corpo
"
"Un figlio di puttana assassino, ed empatico pure!" Cordelia singhiozzò
ancora. "E si è andato a infilare nel corpo di una bambina!"
"Forse
non c'era nessun altro
e lui voleva vivere
"
"Non è giusto
"Pianse Cordelia. Per lei
per la sua
creatura." non è
giusto
"
"Kate non deve saperlo
"
Sobbalzò, tanto era dura la voce di lui
Di Angel
La voce dell'uomo che amava, e che fino a poche ore prima le aveva sussurrato
dolcemente frasi piene di quello stesso amore.
Lo vide sollevare gli occhi, e stringere i denti così forte che si stupì
che non gli si spezzassero.
"Ma Angel
" Mormorò Cordelia alle sue spalle.
"Non deve sapere nulla!"Ripeté lui, e finalmente si voltò,
con un 'espressione che non ammetteva repliche. " Lo esigo, Cordelia, hai
capito! Niente!
Lei
"Si passò una mano sul volto. " sta troppo male già
adesso
"
"Lei crede che sua figlia stia meglio!" Ringhiò quasi la ragazza.
" Lei crede che l'aiuteremo a salvarla! Non puoi darle questa speranza
e sapere che non sarà così!
Non puoi
guardarla mentre si illude che ci sia un modo per curare la sua
bambina!"
"Posso cercare, però! posso frugare e combattere, posso tornare
all'inferno se sarà necessario e tirare fuori un modo per distruggere
questa cosa che le uccide la figlia!
Posso provare fino all'ultimo momento
posso
"
"Cosa? Tornare indietro nel tempo?
Chiedere a qualcuno di farlo per te?
Chiedere alla natura di sovvertire le sue leggi?!
Ti conosco, Angel, non lo farai
come non lo hai fatto per Doyle!"
Kate gli vide sbattere la schiena contro la finestra, come se le parole di Cordelia
lo avessero colpito così forte da scagliarlo lontano.
E le fece male
Come le faceva male tutto
ogni briciola, ogni cellula del suo corpo.
Come tutto gridava.
Brillavano delle lacrime negli occhi di Angel, mentre guardava la sua amica.
Come avevano brillato la prima volta che aveva visto sua figlia.
"Posso tentare di tutto
e
Poso pregare
"Mormorò .
"Ma Kate non lo deve sapere
"
"Come non doveva sapere che sei un vampiro?
Perché non hai mai mezze misure, mio Dio
Perché devi negare la realtà con lei, oppure gliela devi buttare
contro così forte da sfasciarle la faccia!"
"Dov'è la mezza misura!" Ribattè lui, il volto livido
per la rabbia. " Come faccio a usare una mezza misura per dirle che c'è
un parassita che le infesta la bambina, e che non esiste un modo per tiralo
fuori?!Dimmelo!"
"Non lo so! So solo che ti odierei se facessi a me una cosa simile!"
Faceva così freddo su quelle scale
E quel freddo le scorreva nelle vene
Facendola sentire come una bambola rotta
Ferita
annientata e rabbiosa, mentre stringeva le labbra, e lentamente
sollevava la testa.
"Non avrei saputo dirlo meglio!" Ringhiò, i denti stretti che
le facevano male
Male come il cuore
Male come la mente
Male come lo stomaco e la cicatrice sul suo ventre.
E come quella sul suo collo.
Male come gli occhi in cui le lacrime bruciavano, ma non volevano vedere la
luce.
Male come il sangue gelato che le bruciava nelle vene, incendiando il suo cervello
e non era più lo stesso fuoco di prima.
Male come il mondo le faceva male.
E la vita.
E il suo amore.
Il suo
amore
Kate sentì gli occhi di tutti su di se, mentre in silenzio percorreva
i gradini
uno a uno, al ritmo del suo cuore che batteva.
E quelli di Angel si sgranarono osservandola.
"Kate
"Mormorò, allungandosi verso di lei, ma Kate si
scostò, impedendogli di toccarla, e superandolo si avvicinò a
Cordelia, gli occhi di lui che le toccavano la schiena.
"Un bambino così piccolo
" Ripeté. " deve
stare con sua madre
"
Cordelia la fissò, il volto inondato di lacrime.
Per lei
per loro
per una donna che aveva appena cominciato ad essere
sua amica, e una bambina che conosceva da meno di una settimana
Quando c'era poca gente che aveva avuto accanto per una vita ad averne versata
per lei anche solo una.
Allungò le braccia, prenderle in fretta il bambino, quasi avesse paura
che lei lo lasciasse cadere.Ma Kate non lo avrebbe lasciato cadere, anche se
in quel momento sentiva di poter commettere qualsiasi pazzia.
"Kate ascolta
"Sussurrò Angel alle sue spalle, allungando
nuovamente una mano per sfiorarla.
"Non toccarmi!"Urlò, incurante del luogo in cui si trovavano.
Incurante del fatto di aver alzato tanto la voce che anche la sua bambina, forse,
l'aveva udita.
Si rivoltò come un animale ferito, il fiato che le usciva dal petto a
soffi rapidi e diseguali.
"Non osare toccarmi! Non osare nemmeno avvicinarti a me!"
Sollevò il mento, sfidandolo, le parole che le bruciavano dentro, ferendole
la gola.
"Io pensavo
che tu mi amassi
"
"Kate, "Angel fece un passo avanti, e di nuovo lei si ritrasse, come
se la sua sola presenza la potesse ferire. " io ti amo
"
"No!"Esclamò, scotendo leggermente la testa. " Tu non
mi ami
.
Tu mi vuoi e basta!
Tu vuoi me, la mia vita, il mio cuore, la mia bambina!
Tu vuoi controllare quello che mi succede, quello che posso o non posso affrontare
quello che posso sapere
"
"Kate
sei sconvolta
"
"Fammi pensare!"Lo schernì. " Quando è stata l'ultima
volta che hai usato queste parole?
Forse
subito dopo che ho saputo come la tua preziosa ragazza ha scampato
ciò che non può scampare mia figlia?!
In effetti era strano che fossi sconvolta!
Mentre adesso
adesso è veramente incomprensibile, no?!
Perché mai dovrei essere sconvolta?
Perché ho appena sputo che c'è un
un verme nel corpo della
mia bambina, che la sta divorando da un anno, e non ha la minima intenzione
di lasciarla fino a che non l'avrà consumata?
Forse perché ho appena sentito dire che non c'è niente che si
possa fare per salvarla, che quello che le sta accadendo è anche peggio
di ciò che avevo immaginato?
Oppure
"Si avvicinò lei, stavolta, ansando, e puntando diritta
su Angel. " perché ho saputo che l'uomo che fino a poche ora fa
mi parlava di
costruire qualcosa insieme
che mi stordiva con le
sue storie di legami fra di noi
adesso voleva mentirmi
nascondermi
la verità su quello che succede a mia figlia!
Questo per te è costruire qualcosa?
Tu che scegli quello che posso sapere?
Credevo che lo avessimo superato da anni questo punto, ormai!"
"Kate
"Angel l'afferrò dalle spalle, fissandola negli
occhi. " non volevo mentirti
volevo solamente
"
"Cosa?! Proteggermi?
Dirmi che tutto sarebbe andato apposto mentre gli intrugli di Wesley tenevano
in piedi mia figlia! Fino a che quell'animale che ha in corpo avesse deciso
che ne aveva abbastanza e me la fossi ritrovata senza vita, fra le braccia,
senza capire perché?!
Da questo volevi proteggermi?
Dal dolore volevi proteggermi?!
Dalla paura?
Credevi che non ne avessi provata fino ad ora?
Credevi che non fossi pronta a sentirmi dire che non c'era niente da fare?
Mio Dio, Angel"Esclamò, appoggiandogli istintivamente le mani sul
petto. " è un anno che me lo dicono
Un anno che mi ripetono che mia figlia potrà andare avanti un mese, e
poi un mese ancora, e poi al massimo un altro!
E' un anno che mi sbattono in faccia le loro nuove cure!
Ed è un anno che mi ripetono di essere fiduciosa!
Che tutto andrà bene!
Che potrebbe non essere così grave come sembra!
E' un anno che mi sballottano a destra e a sinistra, fra speranze e colpi al
cuore.
E' un anno che giocano con me come una povera idiota da preparare al peggio
oppure da ingannare, una illusa che si attacca a qualunque cosa pur di non accettare
di perdere sua figlia.
E io invece l'ho accettato
L'ho accetto da tutti
Ma non lo meritavo anche da te!" Si liberò dalla sua stretta, gettandolo
indietro, così furibonda che avrebbe desiderato attaccarlo, e colpirlo
fino a distruggere lui
o se stessa
"Non dovevi farmelo anche tu!"Deglutì, distogliendo per un
attimo gli occhi, e quando tornò a guardare Angel doveva esserci un 'espressione
selvaggia sul suo viso, al punto che gli occhi lucidi di lui si dilatarono per
un istante per la sorpresa e la pena.
"Volevi sapere perché sono tornata
" Era più bassa
la sua voce, ora, ed era un fiume che si portava dentro quella rabbia e qual
dolore così profondi
cosi terribili che le pareva che il suo corpo
non riuscisse a contenerli, proprio come poche ore prima le era sembrato che
non riuscisse a contenere l'amore.
Fece un passo indietro, abbassando le braccia.
"Bè
amore mio
lascia che te lo spieghi
Sono tornata perché quando l'ultimo medico mi ha detto che non c'era
niente da fare, quando gli ho chiesto la verità e lui mi ha spiegato
che per quante città, e ospedali, e continenti avessi girato non sarebbe
cambiato niente, che avrei perso comunque la mia bambina, allora
"
Deglutì ancora, un lacrima che le scendeva sulla guancia. " allora
l'unica cosa che il mio cervello folle è riuscito a pensare era che se
fossi tornata qui tutto si sarebbe aggiustato... che se fossi venuta da te
con la mia bambina e il mio
cuore, spezzato,
tu avresti trovato
un modo
Che se fossi venuta da te sarei stata al sicuro
"
Angel scosse piano il capo, e nei suoi occhi brillò il riflesso delle
sue stesse lacrime.
"E anche se sapevo che non era così
anche se sapevo che mi
stavo illudendo
c'era questa cosa dentro di me che continuava a gridarlo,
e gridarlo
e io sono venuta
E, dopo, ho capito che l'unica cosa veramente certa
l'unica cosa che sicuramente
avevo ottenuto venendo qui
da te
era di non essere più sola
Mi sono detta che questo nessuno me lo avrebbe potuto togliere
Ma non era così
perché tu mi hai tolto anche questo
Mi hai torlo l'ultima cosa che avevo
"
Davanti a lei, Angel era immobile, e la fissava
come se dentro di lui
non ci fossero più state parole.
E, invece, Kate le avrebbe volute
Kate avrebbe voluto che le parlasse
che cercasse di giustificarsi, anche
se non glielo avrebbe permesso
anche se avrebbe combattuto contro le sue
parole
E all'improvviso erano di nuovo indietro
di nuovo a cinque anni prima,
a sei anni prima, a sette anni prima
Come se quello che era stato non fosse mai avvenuto
Come se lei non avesse avuto cinque anni per cambiare
come se non fosse
mai stata fra le sue braccia, parte di lui, come Angel lo era di Kate
All'improvviso, c'era di nuovo Kate Lockley
con la sua rabbia, e il suo
dolore
e c'era di nuovo Angel
che la fissava senza dire niente
perché sapeva che lei aveva ragione
E non si sarebbe difeso
e non avrebbe cercato di tenerla con se
Perché lui era Angel
"Vattene
"Mormorò piano.
Lui scosse la testa, in silenzio, le lacrime che gli bruciavano lo sguardo.
Era l'unico uomo che avesse mai conosciuto che non si vergognasse di piangere
E Kate lo aveva amato per questo.
Anche per questo
Ma adesso nemmeno le sue lacrime potevano rendere meno doloroso ciò che
le lacerava il cuore.
Dimmi che sto prendendomela con te per ciò che ho saputo
Pensò.
Dimmi che non ragiono
"Vattene!"Ripeté gridando. " Non voglio più vedere
la tua faccia, hai capito?! Vattene via!"
Affrontami
prendimi
scuotimi fino a farmi male
impediscimi
di farti uscire dalla mia vita
Perché
non riesco a fermare la mia voce
e non riesco a smettere
di supplicarti
Ancora, lui la fissava, nel silenzio irreale di quello spazio ristretto, sospeso
fra una rampa che portava in alto ed una che conduceva in basso
come in
uno strano limbo in cui era scesa con le sue stesse gambe
e in cui Angel
l'aveva trascinata, dopo averla portata così in alto
"Va via
"Si avvicinò alla finestra, e guardò fuori,
nel parcheggio buio illuminato dai lamponi. Spalla a spalla con lui. Vicinissima.
" voglio ancora il tuo aiuto per la mia bambina
ma
non voglio
più te
"
Era così vicino
così vicino che gli sarebbe bastato ruotare
il busto per poterla toccare.
Come il suo cuore lo implorava di fare.
Diviso, spezzato, infranto, spartito da una corda sottile, dura, che lo stringeva
e lo tagliava, fra il dolore per ciò che aveva appena udito,e che non
riusciva ad accettare, e la rabbia che provava verso Angel.
Sarebbe stato sufficiente un secondo
e una sola parola
Ma lui quella parola non la disse.
Ancora una volta.
Kate sentì il suo sguardo su di se.
Sulla sua pelle,sul suo volto, sui suoi occhi che , asciutti, fissavano senza
vederlo il parcheggio dell'ospedale.
E poi lo sentì andare via. E le parve di svenire.
Serrò con la mano lo stipite della finestra, stringendolo fino a ferirsi.
Tremando
Mentre dietro di lei udiva i passi di Angel sulle scale
Lenti
ma senza mai interrompersi
Le aveva obbedito, ancora una volta
e adesso era di novo sola, con il
suo dolore.
Come sempre
E ora le sembrava di essersi sempre solo illusa che qualcosa fosse cambiato
E di avere solo sognato di essere far le braccia di Angel.
E stava troppo male perché la sua mente potesse afferrare ciò
che parti del suo corpo e del suo spirito le gridavano dentro.
Tutto
Aveva perso tutto
Suo padre, il suo lavoro, l'uomo che amava
e adesso avrebbe perso sua
figlia
Il frutto delle sue viscere.
La sua bambina
L'avrebbe vista spegnersi
senza poter fare niente
Niente
E dopotutto
Angel aveva ancora ragione
Dopotutto, per quanto potesse avere già sofferto, per quanto potesse
sapere e conoscere ogni minimo dettaglio di una verità che la feriva
più di un proiettile al cuore
non era preparata al pensiero di
perdere la sua bambina
E mai lo sarebbe stata
Abbassò gli occhi, stringendo i denti, desiderando che Angel fosse lì
con lei.
Desiderando che la stringesse
che la facesse piangere, come poche ore
prima
Desiderando solo averlo vicino
E sapendo che lui non c'era
perché lo aveva mandato via
Perché gli aveva scaricato addosso il suo dolore, trasformandolo in ira,
in livore, in disperazione.
Perché aveva voluto fargli male
come Angel ne aveva fatto a lei
E non importava che avesse ragione o torto
Di fronte a ciò che stava accadendo
Di fronte al dolore
di fronte alla vita di sua figlia che si spegneva
come un fuscello di paglia incendiato
Non aveva importanza chi avesse ragione
Si prese il volto fra le mani, consapevole di stare di nuovo per scoppiare a
piangere
e fu allora che la sentì.
Dolce, come il suono vellutato di un liuto.
Rassicurante.
La voce gentile di quell'essere che tanto l'aveva stupita, quando, poco meno
di una settimana prima, aveva dato avvio a tutto
La voce di Lorne, come una melodia senza tempo, portata dal vento alle sue spalle.
Con la malinconica tristezza dentro di chi ha visto molto più di quanto
non avrebbe voluto.
"Lui non vuole lasciarti"Mormorò, facendola sussultare. "
e tu non vuoi che vada via
eppure tu lo cacci, e lui se ne va
E intanto tu perdi la tua bambina
e lui la donna che ama
e la figlia
che non ha nemmeno imparato a conoscere
e nessuno dei due riuscirà
mai a perdonarsi
"
Kate boccheggiò, voltandosi, il fiato che improvvisamente le mancava
.
E stavolta non riuscì a dire nulla. Stavolta riuscì solo a guardare
negli occhi di quell'uomo incredibile, mentre sentiva su di se gli sguardi di
decine di persone che senza nemmeno che se ne fosse accorta si erano accalcati
ai due lati del pianerottolo, attirati dalle grida.
Medici, infermieri, pazienti e parenti degli ammalati.
E Cordelia, con il suo bambino
che la guardava, con le lacrime negli occhi
e sul viso
senza riuscire a trovare niente da dire.
Perché quel poco che c'era da dire lo aveva già detto l'unica
persona che guardava faccia faccia la verità.
Senza averne paura.
Ansò, superandoli, correndo lontano da loro.
A precipizio.
Giù per le scale.
Col fiato che le si fermava in gola, e il cervello e il cuore che le gridavano
insieme.
E le gridavano la stessa, identica cosa:
le gridavano di correre.
Di fare più in fretta.
Perché ancora una volta Kate si era ingannata.
Perché non era più un giorno di cinque ani prima.
Perché lei non era più la stessa di allora.
E non avrebbe commesso lo stesso errore ancora una volta.
Non più.
Non ora.
Perché, anche se non conosceva le parole da dire o le cose da fare, sapeva
che doveva raggiungere Angel.
Prima che fosse troppo tardi.
Non
l'avrebbe persa.
Non stavolta.
Stavolta l'avrebbe costretta ad ascoltarlo.
Stavolta le avrebbe spiegato, e parlato e
e avrebbe continuato fino a
che non gli avesse creduto
Stavolta avrebbe dovuto perdonarlo
Anche solo per stanchezza
Stavolta non le avrebbe permesso di uscire dalla sua vita.
Non sarebbe rimasto al buio, a guardarla piangere
non avrebbe ascoltato
i suoi singhiozzi dal mezzo di un corridoio deserto.
Stavolta sarebbe tornato indietro.
Stavolta l'avrebbe affrontata
e si sarebbe fatto cacciare una, due, mille
volte
e sarebbe tornato ancora.
E le avrebbe urlato contro che forse avrebbe commesso altri mille errori con
lei, e li avrebbe fatti tutti per amore
E che la sola cosa che aveva voluto era stata
toglierle quel peso enorme
dal cuore
e prendersi la sua sofferenza
Portarla per lei
Illudersi di poterlo fare
Sbagliare.
Come un uomo.
Anche se non era più un uomo da così tanto tempo.
Come il ragazzo che era stato.
E che si era sentito di nuovo, fra le braccia di Kate.
Quando non aveva avuto bisogno di un cuore che batteva o un respiro che pompava
o di sangue a scorrergli nelle vene o di sole sul volto, per sentirsi nuovamente
umano.
Perché aveva avuto il cuore di Kate, e il suo sangue, e il suo calore,
e il suo amore
tutto il suo amore
Aveva avuto la sua mano, stretta nella propria, e la morbidezza della sua pelle
contro il viso, mentre le stringeva a se
cosi poco prima che avvertiva
ancora il suo tepore
Stavolta non poteva rinunziare. Stavolta non voleva farlo.
E non lo avrebbe fatto
Non più
Non come quello che non era più
Non come cinque anni prima
Sbatté la portiera della convertibile, con tanta violenza che l'auto
vibrò.
No. Non come cinque anni prima
quando gli sarebbe bastato avvicinarsi
a lei, sfiorarla, e smettere per un solo istante di rimproverare se stesso per
quel che provava
per sentire un altro cuore che batteva insieme a quello
di lei
Per avere una figlia
una famiglia
Tutto ciò che non aveva mai avuto
Per assistere ai primi passi di quella creatura che in un istante gli aveva
preso il cuore
Per ascoltare le sue prime parole.
Per stringerla a se, come un tempo aveva stretto Kathy
Per proteggerla
Per avere tutto
invece di distruggere ogni cosa per la sua assurda incapacità
di mettere ordine in se stesso.
E adesso Nia stava morendo
e forse lui non l'avrebbe mai vista camminare
E Kate
Kate era stata sola
sola con una bambina in grembo, sola
con una figlia da crescere, sola, nelle stanze bianche di infiniti ospedali
tutte identiche
tutte con quell'identico odore di disinfettante
Solo perché quel giorno non l'aveva richiamata indietro
Quando aveva così disperatamente desiderato farlo che il suo cuore e
la sua anima si erano piegati su se stessi, e lui si era sentito così
indegno
così crudele e insensibile
a desiderare Kate, quando
Buffy non c'era più
A riuscire non solo a camminare e lottare, ma a riuscire ad amare
Anche se quell'amore era nato prima
Ed era ancora un bocciolo delicato
Come Nia
Una luce che ora qualcuno avvelenava.
No
Non avrebbe più commesso lo stesso errore.
Di quel girono
di sempre.
Kate gli apparteneva, come Angel apparteneva a Kate
Non gli importava che lei potesse non crederci più.
Le avrebbe parlato, o glielo avrebbe imposto
o l'avrebbe supplicata
e le sarebbe stato incollato addosso così a lungo che alla fine avrebbe
dovuto arrendersi
Stavolta non avrebbe lasciato ne lei ne la sua bambina.
Non avrebbe perso di nuovo la madre
come stava perdendo la figlia
E faceva così male
era così doloroso, e gli trapassava il
cuore in un modo così atroce, così insopportabile, dal momento
stesso in cui Lorne glielo aveva detto, che tutto si trasformava di fronte a
tanta sofferenza
divenendo stupido, e così terribilmente inconsistente
Anche un errore
anche un litigio
Anche l'orgoglio e la ragione.
Perchè Kate poteva avere ragione, e lui poteva aver sbagliato.
Ma non l'avrebbe lasciata andare lo stesso.
Si voltò, stringendo i denti, e sollevando gli occhi verso l'enorme comprensorio
dell'ospedale, illuminato da un numero enorme di luci che si riflettevano nel
parcheggio deserto.
E per la per la prima volta dal giorno in cui le aveva salvato la vita, seppe
di non stare sbagliando nei confronti di Kate.
E seppe che sarebbe stato difficile
riprendersi la sua donna
e perdere
sua figlia
E che avrebbe lottato.
Per entrambe.
Come da anni non gli accadeva di lottare.
Forse fu per questo
perché era così teso, così concentrato
verso ciò che voleva fare.
Forse perché in quel momento ogni parte di Angel, il suo cuore, il suo
corpo e la sua anima erano piene soltanto della consapevolezza di ciò
che poteva smarrire, e di ciò che non voleva perdere
che non si
accorse di Darla.
Forse fu per questo che solo il suo demone vibrò nelle profondità
delle sue ossa, avvertendolo
quando già la vampira era innanzi
a lui.
Silenziosa e letale come una pestilenza.
Come l'odio.
Come l'invidia.
Come la malvagità che le lesse negli occhi chiari, solo leggermente truccati.
Occhi che non vedeva da cinque anni
e che non avrebbe potuto dimenticare
nemmeno in altri duecentocinquanta.
I primi occhi che aveva visto, risvegliandosi come creatura delle tenebre.
Occhi che grondavano sangue.
Allora.
Come ora
Che lo cercavano.
Allora. Come ora.
"Pare proprio che ti sia un po' rammollito
"Sorrise la vampira,
movendosi nella luce di un lampione, fasciata nella sua lunga, aderentissima
tuta nera. Bellissima, come sempre. " una volta non mi avresti permesso
di avvicinarmi tanto.
O forse
"Sorrise, un sorriso da predatore, che rendeva la sua espressione
terribilmente pericolosa. " sono le gioie della paternità a renderti
così incauto
"
Angel lanciò un 'occhiata all'ospedale, alle spalle di lei.
Era un luogo pubblico
avrebbe potuto entrarci come un qualsiasi essere
umano
E Kate era lì dentro
e c'erano Cordelia, e Nia
"Devo arguire
"Mormorò, arretrando di un passo, fino a
che le sue gambe non sfiorarono il fianco della convertibile. " che mi
fai seguire?"
Domanda idiota, ma non era la risposta che gli interessava.
E Darla lo sapeva benissimo.
Sapeva che quelle che stavano pronunciando non erano parole, ma solo sillabe
inutili all'interno di un preciso rituale di battaglia.
"Mm
"Mugugnò. " diciamo di si
diciamo che
sono anni che ti guardo
almeno due
da quando sono tornata la prima
volta a Los Angeles
"
Angel aggrottò la fronte, appoggiando, con fare casuale, la mano alla
portiera, le dita che sfioravano l'elsa della sua spada, fissata dalla parte
interna.
" No ti ricordavo come un tipo paziente
" Mormorò. "
me lo avessero chiesto avrei detto che non avresti atteso nemmeno un giorno
per venirmi a
salutare
"
"Questione di priorità, tesoro
" Darla avanzò di
un passo.
Non aveva armi con se.
E questo significa guai molto, molto seri.
"
ucciderti o
farti soffrire mi avrebbe dato un 'immensa gioia,
ma
cosa vuoi
una ragazza ha bisogno anche d'altro
come di
una buona posizione in società , per esempio. Di denaro, bei vestiti
ed è più comodo procurarseli con una carta di credito che uccidendo
i commessi
Diverte per i primi mesi
poi comincia ad annoiare
Uccidere dev'essere un piacere
non una necessità
Ricordo qualcuno che lo diceva spesso
tu no?"
Angel strinse i denti.
"Si
" Ammise.
"Bè
"Darla allargò le braccia. " diciamo che
ho riallacciato i rapporti con certi vecchi amici che non ti vogliono ridotto
in polvere
e che abbiamo concluso un vantaggioso affare
un do ut
des
estremamente piacevole
"
"Però
"Continuò Angel per lei, non stentando a
immaginare chi potessero essere quei vecchi amici. " alla fine ti sei annoiata
"
"Alla fine
"Sussurrò Darla, nella perfetta imitazione
di un sussurro affettuoso. " ha vinto l'amore
Dovevo rincontrarti
non potevo più resistere
Specialmente ora
che hai tanto da perdere
"
Lentamente, Angel estrasse la spada dall'interno dell'auto, passandosela davanti.
" Vattene, Darla
"Mormorò. " prima che decida di
impedirtelo
"
Lei sorrise ancora.
Non aveva paura.
Come non aveva mai avuta, dacchè era stata vampirizzata di nuovo.
"Che cosa temi, Angel? Che mentre combattiamo trovi un modo per scappare
ed entri in questo ameno posticino?
Che segua il tuo odore fino alla stanza della bambina?
Non ce n'è bisogno, sai
io so esattamente dove si trova
Virginia
o è Kate il suo nome
" Si appoggiò un dito sulle labbra.
" temo di fare una terribile confusione
chi delle due ti diverti
a tenere in braccio?"
Angel strinse gli occhi, avvicinandosi di un passo.
"Va via
"Ringhiò.
"E perché? Avevi detto che mi avresti uccisa, quando mi avessi rivista
bè
"Darla allargò le braccia. " io sono qui
vieni a prendermi, Angel
solo tieni conto
che non sono sola
"
Sorrise ancora, e, in quel preciso istante, lui avvertì la presenza degli
altri.
Degli altri vampiri.
Dei favoriti di Darla
Deglutì, mentre i suoi occhi si muovevano attorno a se.
No
non dei suoi favoriti
Dei suoi childe
"I tuoi nuovi amici non saranno molto contenti
"Mormorò
piano, mentre un gruppo di almeno dici vampiri gli si stringeva attorno. "
se mi fai fuori
non mi hai appena detto che sei profumatamente pagata
perché ciò non avvenga?!"
"Oh
"Darla ammiccò maliziosamente. " Ma io non voglio
certo ucciderti, amor mio
io voglio solo stuzzicarti un pochino
Nessuno di loro è in grado di sconfiggerti
certo, se le gioie della
paternità non ti hanno rammollito troppo, si intende... ma possono tenerti
buono
mentre io vado a fare una visita alla tua nuova famiglia
"
Angel respirò piano, mentre gli occhi gli passavano dall'uno all'altro
dei vampiri che lentamente si stavano avvicinando
e che avrebbero tutti
potuto essere suoi fratelli
Tutti bruni, tutti alti, tutti con occhi nocciola e una corporatura molto simile
alla sua
Tutti ragazzi dai venticinque ai trent'anni d'età
Come lui
quando Darla lo aveva trovato
"Vedo che i miei pulcini ti interessano
"Ridacchiò la
vampira. " è una piccola fissa che mi è venuta qualche anno
fa
una piccola parte della mia collezione
perché tu sappia
" Stavolta il suo ghigno fu simile a quello di una faina, di una donnola
assetata di sangue, folle di brama al punto di sgozzare un intero pollaio, e
poi andarsene senza essersi nutrita. " che ognuno di questi ragazzi è
stato ucciso solo perché somigliava a te
che questo è il
loro unico peccato
"Sospirò. " cosa devo dirti, Amore
mio
non dovevi esser così bello
Se ben consideriamo
è tutta colpa tua!"
Angel strinse i denti, avanzando verso di lei con la spada protesa, e lasciando
che il suo volto mutasse per la rabbia e la tensione, ma Darla non si spostò
nemmeno.
Sapeva che non l'avrebbe raggiunta.
E infatti, solo un attimo prima che la sua lama le arrivasse alla gola, fu colpito
di fianco da uno dei vampiri, mentre un altro, immediatamente, lo aggrediva
dall'altro lato.
Si abbassò, accosciandosi, e usando la spada trafisse il primo dal basso
in alto, gettandolo sul suo compagno e poi saltando in piedi, velocissimo.
Ne ridusse un terzo in cenere, e prima ancora che quest' ultima si fosse posata
si ritrovò attaccato ancora, ed ancora.
Altri ragazzi.
Altri occhi scuri, altri capelli corti così simili ai suoi, un altro
volto orribilmente deformato dalla trasformazione, che un tempo era stato quello
di un giovane uomo pieno di sogni e speranze.
Che una volta aveva amato.
Che una volta aveva avuto un padre, e una madre, e una famiglia.
Non emise un suono mentre tagliava un 'altra testa, mentre poneva fine alla
parodia di esistenza che quella vita era diventata.
Mentre la rabbia gli montava dentro, sommandosi a tutto il dolore e il senso
di impotenza accumulati in quegli ultimi giorni.
Unendosi all'odio verso una malattia che non poteva curare, e verso se stesso
e gli errori che aveva commesso.
Lo distrusse in un secondo
il corpo del ragazzo e l'essenza di ciò
che era diventato, con un unico colpo di spada, mutandolo in cenere prima che
sul suo volto avesse il tempo di disegnarsi la sorpresa.
Mentre, poco discosta, Darla rideva.
Rideva compiaciuta
e avrebbe potuto riconoscere ovunque quella particolare,
unica risata
Rideva del potere che aveva su quei giovani vampiri di cui
a lei non importava nulla
come non le era mai veramente importato di nessuno,
fuorché di se stessa
esattamente come il suo childe prediletto
Rideva dello spettacolo che per lei si recitava, nell' arena che era il grande
parcheggio dell'ospedale.
Rideva perché sapeva che ciò che le avveniva davanti era opera
sua, e attorno a lei ruotava.
E perché pensava di poter controllare ogni cosa
Ogni minimo particolare.
Come lo aveva sempre creduto Angel, quando l'anima che gli permetteva di amare
e soffrire non aveva avuto spazio in lui.
Darla aveva sempre voluto essere colei che intesseva gli altrui destini
E si era sempre illusa che fosse così
molto spesso a ragione.
Lo era stata con lui, in parte, e con la sua famiglia
Con Drusilla, e poi con Lisdey e ancora con Angel
Se non fosse stato per Darla, non avrebbe rischiato di impazzire
Se non fosse stato per Darla Kate non avrebbe cercato di uccidersi
E forse lui non l'avrebbe persa, cinque anni prima
forse
Solamente forse
e forse era stata sempre e solo colpa di Angel
E le sue domande e i suoi dubbi non avrebbero mai avuto risposta
Non lo sapeva e forse non lo avrebbe mai saputo
ma sapeva che Darla non
avrebbe fatto di nuovo del male a Kate
e non avrebbe toccato la loro bambina
non finché lui non fosse stato polvere.
Si voltò ancora, scalciando un vampiro in pieno voluto mentre saltava
verso di lei.
Verso l'unica creatura, in quel mucchio di mostri, che temesse davvero
e che per assurdo non indossava neanche un 'arma
E non ne aveva bisogno.
Perché erano loro le sue armi e la sua difesa.
Le creature che aveva formato
a cui aveva dato un 'esistenza di tenebre,
che aveva sedotto e legato a se
come non era mai riuscita a fare con lui
E per assurdo non voleva loro un decimo di quanto, ancora , desiderasse lui
Ne guardava loro come guardava lui, mischiando il desiderio per ciò che
era stato con la rabbia, l'odio e la concupiscenza per ciò che era
e che lei non aveva mai veramente potuto avere.
No
non aveva bisogno di armi
non con quelle creature che si muovevano
e combattevano per lei
ed erano pronte ad essere distrutte per lei
come Angel non era mais atto disposto a fare, nemmeno ai tempi in cui, insieme,
avevano sporcato di sangue le strade d'Europa
E come fece invece uno di loro, frapponendosi fra Angel e Darla senza nemmeno
sfiorare la vampira, e scalcandolo a sua volta con forza.
Un altro ragazzo
altri occhi nocciola e capelli scuri
e una discreta
conoscenza delle arti marziali, pareva
Angel fece un passo indietro, abbassandosi per schivare un vampiro e finendo
quasi addosso ad un altro, mentre quello che gli stava di fronte gli arrivava
con il piede in piena faccia, spingendolo lontano.
Angel batté pesantemente contro la portiera della convertibile, e poi
fu rigettato in avanti, a faccia interra.
Sentì la spada sfuggirgli dalle dita, ma prima che riuscisse ad afferrarla
l'alto l' afferrò e la getto alle sue spalle con violenza, mentre un
ghigno malvagio gli si dipingeva sul volto che non era nemmeno mutato.
"Il mio amore
"Cinguettò Darla, arrivandogli alle spalle
e cingendogli la vita con le braccia, mentre Angel, ansante, lanciava rapidissimi
sguardi attorno a se.
Era ancora steso in terra, con i palmi appoggiati all'asfalto, pronto a scattare
non appena uno dei vampiri che lo circondavano su fosse mosso
Solo
che nessuno di loro si muoveva
Probabilmente i loro ordini non erano di ucciderlo, e ora aspettavano tutti
che Darla dicesse loro che cosa fare
Ma la vampira sembrava completamente preso dal suo nuovo preferito.
Che dall'aspetto non doveva avere più di qualche giorno come vampiro
ma darla era così
si stancava presto di ciò che apparteneva
"
Nicholas
l'ultimo
il più fedele
una vera
sorpresa
ma a volte capita, sai
" Sorrise, facendo aderire il suo corpo a quello
di lui. 2 a volte trovi dei veri tesori dove meno te lo aspetti
credi
che uno sia un vampiro come gli altri
e invece viene fuori un capolavoro
dopo
così tanti anni
dovrei essere in grado di
non so
intuirlo
"
Angel deglutì .
"Perché tanti anni
" Mormorò piano. " che
mi risulti sei una vampira di appena cinque anni
di poco più grande
dei tuoi pupazzi
"
darla voltò il capo di scatto , fulminandolo con gli occhi.
"Sta zitto!"Gridò, sibilando. " Io ho quattrocento anni!
Sono la childe preferita del maestro e ho visto e fatto cose che tu non potrai
nemmeno mai immaginare! "
"davvero?" Angel sorrise. " Io ho assistito alla tua vampirizzazione,
ricordi?!"
"Sta zitto!" urlò darla, avanzando di un passo.
"In una squallida camera di Motel
da parte di una vampira folle
che io avevo ucciso
" Lasciò che il suo sorriso si allargasse.
"Lo sanno i tuoi bambini che tu vieni due gradini sotto di me, nella linea
di sangue?"
"Sta zitto!"Urlò lei, ferita nel suo orgoglio di vampira, e
con un solo movimento gli fu sopra, e scalciò in piena faccia
arrivandogli
fin troppo a portata di mano.
L'afferrò, tirandola in terra, ma prima che riuscisse ad afferrarle la
gola Nicholas gli fu addosso con un calcio micidiale.
Angel strinse i denti, lottando per non mollare la caviglia di Darla, ma quando
quella lo colpì ancora in faccia e il preferito, contemporaneamente,
gli si gettò addosso fu costretto a farlo, rotolando insieme a lui sull'asfalto
umido del parcheggio.
Era forte
terribilmente forte
Un copro fatto per uccidere
e una volontà che non conosceva esitazioni
Un essere terribile
da eliminare
come sarebbe stato da eliminare
lui, molto anni prima.
Lo colpì, cercando di guadagnare vantaggio, ma l'altro rispondeva ad
ognuno dei suoi copi, con una ferocia che sapeva di fame non saziata, e di irruenza
giovanile
Proprio come quelli di Angel sapevano di esperienza
e del desiderio di
proteggere con tutte le sue forze le persone che amava.
Puntellandosi sull'asfalto gli piantò un piede sul petto e un attimo
dopo lo spinse via, con tanta violenza da sollevarlo da terra, facendolo volare
lontano, contro il tetto di un 'automobile, che si schiantò sotto il
suo peso, in un rumore sordo di vetri infranti.
Ma non fece nemmeno in tempo ad alzarsi che gli altri furono su di lui.
Feroci.
Implacabili.
Troppi.
Troppi per lui solo, disarmato, e bloccato contro la strada.
Sentì il suo stesso sangue in bocca, fra le fauci dell'essere che era,
e che odiava, mentre il suo corpo subiva l'attacco di quell'orda che non voleva
ucciderlo
ma solo procurargli dolore
E per un attimo tornò indietro nel tempo, di cinquanta anni, quando una
folla inferocita lo aveva linciato prima di appenderlo per il collo al lampadario
dell'Hyperion
Erano stati umani allora, eppure lo avevano colpito così forte da fargli
perdere i sensi
Ora erano demoni
vampiri, come lui, e fracassavano tutti insieme le sue
ossa, senza fermarsi, colpendolo con calci e pugni che sembravano ogni volta
più forti, perché lui era sempre più debole
Si piegò su se stesso, stringendo i denti, cercando una via d'uscita,
quando sentì l'attacco interrompersi improvvisamente, e un attimo dopo
la mano si Darla afferrargli la testa, e sollevargliela, torcendola dolorosamente
all'indietro.
Verso di se.
Verso il suo sorriso da vincitrice.
"Lo sai
"Sussurrò. " mi deludi così tanto
Ma dopotutto tu sei abituato a sentirtelo dire
"
Leccò lentamente le ferite sulla sua fronte, emettendo un baso suono
di gola, mentre lui stringeva i denti, sentendo un fioto di sangue salirgli
dallo stomaco in gola.
"Tuo padre
tua sorella
la dolce piccola Buffy
quando
mai non hai deluso qualcuno
I tuoi amici
"
Angel ansò, chiamando a raccolta tutte le sue forse per riuscire a rispondere
e per prendere tempo.
"Non siamo più in uno dei tuoi sogni, Darla
non puoi influenzarmi
più con le tue parole e la tua droga
"
Lei lo guardò, e un attimo dopo gli abbatté la testa al suolo,
lasciandolo andare e continuando a fissarlo.
"Ti odio, Angel
"Sibilò piano. " e questo odio è
la fiamma che mi sostiene. Notte dopo notte
se tu soltanto avessi la benché minima idea di quanto ti odio
Ti odio come odio la luce
come odio gli uomini
come odio il mondo
Ti odio come odiavo avere un 'anima
una lercia anima come la tua
"
"Okay, abbiamo capito, lo odi!
Io invece lo amo, per cui cosa dici di levarti di mezzo?!"
Angel sgranò gli occhi, sollevando disperatamente la testa per riuscire
a guardare nella direzione da cui la voce era venuta, mentre tutto se stesso
si ribellava anche solo all'idea che lei fosse li.
No
non poteva averlo fatto
Non con una bambina, in quell'ospedale, a cui stare vicino
Non per lui
Non ancora una volta
Come se il tempo si fosse fermato.
Ma il tempo sembrava proprio essersi fermato, e Kate era là, davanti
a lui, con la sua pistola in una mano e la spada che Nicholas gli aveva preso
stretta nell'altra. Il volto che era quello della poliziotta decisa a tutto,
in quel museo deserto
cinque anni prima
quando per punirla di qualcosa
di molto simile, per difenderla, per istinto e per desiderio l'aveva morsa
Marchiandola, cominciando a farla sua
Ed era bellissima
come allora
E decisa, come allora
E come allora
Dio
La vide avvicinarsi, senza guardarlo,e mentre il battito del cuore di lei lo
assordava gli sembrò di essere travolto da una valanga di emozioni.
E, finalmente, la capì.
Dio
lei sapeva
Come allora, come cinque anni prima
lei conosceva il pericolo
sapeva
benissimo di poter essere uccisa
Come cinque anni prima, adesso stava agendo perché voleva farlo
stava rischiando la sua vita per lui
perché lo voleva
e
Angel aveva sempre considerato la sua come imprudenza
come leggerezza
di fronte a qualcosa di tanto più potente di lei
Aveva pensato che non avesse creduto alle sue parole
che avesse sottovalutato
il pericolo a cui poteva andare incontro
Ma non era così
Allora, come adesso
Kate sapeva
e allora, come adesso , aveva scelto
E nonostante le parole di poco prima, aveva scelto lui
forse
perché
non aveva mai avuto alternative
Perché il suo cuore non gliene aveva date
Come il cuore di Angel non ne aveva date a lui
"Ma che bella scena!"Esclamò Darla, sollevandosi da terra e
guardandola, con la testa leggermente inclinata di lato. "La piccola dolce
mammina che corre in aiuto del suo coraggioso campione
Commovente
e così patetico
"
Kate si fermò sotto la luce di un lampione, la pistola puntata diritta
davanti a se, inutilmente
"Non sono ne piccola ne dolce"Rispose, gelida. " e permetto solo
a mia figlia di chiamarmi mamma."
Darla rise.
"Così penosa
"Sibilò. " lo eri allora e lo
sei adesso
"Si avvicinò di un passo a Kate." Credi di
poter fare qualcosa?
Credi di poter "salvare" Angel?
Credi di poter distruggere me e i miei ragazzi?!"
Kate sollevò le spalle.
"Questa è l'intenzione
"
Davanti a lei si levò un coro di risate sguaiate che attraversarono l'area
abbandonata del parcheggio. Mentre Angel cercava disperatamente di sollevarsi
sui gomiti, deglutendo per ingoiare il suo stesso sangue, supplicando le sue
ossa rotte di rigenerarsi in fretta
Di rigenerarsi
in tempo
Mentre Darla si batteva le meni sui fianchi.
"Ma che avete voi due da dover esser così stupidi
e così
eroi
Cos' è, passare dal tuo letto ha fatto scordare al " mio" Angel
che fino a pochi anni fa eri pronta ad accusarlo di ogni crimine commesso sulla
costa, e ad arrestarlo per questo
e a te tutte le tue idiote paranoie
da figlia orfana e complessata?"
Kate la fissò per un secondo, talmente calma che si sarebbe detto che
le parole di Darla non fossero nemmeno state per lei.
"Si"Rispose semplicemente. "fammi causa!"
Stavolta non risero.
Ne Darla ne alcuno dei suoi vampiri.
Stavolta Angel potè avvertire chiaramente la rabbia vibrare intorno alla
vampira bionda.
"Kate
" Ansò." Vattene
".
Ma la voce di Darla sovrastò la sua.
"Menti!" Esclamò, avvicinandosi di un passo a Kate.
Lei scosse le spalle.
"Annusami
"
Angel strinse i denti, cercando di sollevarsi.
Aveva capito che cosa voleva fare
ma era pericoloso
era molto, troppo
pericoloso
Vide Darla irrigidirsi per un attimo, poi cominciare letteralmente a tremare
per la collera.
" Puoi esserci andata a letto quanto vuoi!" Ringhiò. "
Ma lui è mio!
E' sempre stato mio e resterà mio per sempre!
Io l'ho fatto!
Io l'ho reso quello che è!
Io gli ho dato la forza!
Tu non hai nemmeno idea di quello che abbiamo fatto insieme !
Rabbrividiresti e ti sveglieresti urlando nel sonno se solo lo sapessi!"
Kate sollevò le sopracciglia, per nulla impressionata.
"Può darsi
" Mormorò. " Ma che mi risulti,
secondo questo
lui appartiene a me
"
Lentamente, si allargò la camicetta, mostrando apertamente il segno sulla
sua gola
che strappò a Darla un ringhio basso e prolungato.
Angel poté quasi sentire il suo volto cambiare e fece in tempo solo a
gridare il nome di Kate prima che la vampira si precipitasse su di lei, afferrandola
per il collo.
"E ora
"Sibilò. " sei soddisfatta del tuo gioco?
O credevi che qual segno mi avrebbe fermata?"
Kate ansò, e Angel poté vedere il colore abbandonarle rapidamente
il volto, insieme all'aria. Eppure riuscì a sorridere mentre mormorava
con voce strozzata:
"No
non mi sono mai illusa
che rispettassi le regole
"
"E allora? Volevi fare un nobile gesto? O forse
" Darla la sollevò
leggermente da terra. " volevi morire insieme a lui?
Perché se è così, tesoro, rimarrai delusa
"
Kate boccheggiò.
"No
"Ansò. " io
no
io volevo solo fare
questo
"
L'ultima parola fu assorbita dalla deflagrazione della pistola, che la donna
teneva lungo il fianco e che sparò a ripetizione tre volte, contro il
corpo della vampira, sbalzata immediatamente all'indietro proprio come Kate
per effetto del rinculo.
Approfittando della confusione dei vampiri, Angel fece leva sulle braccia, saltando
all'indietro e avventandosi su Nicholas, sgomento di fronte allo spettacolo
della sua sire, riversa in terra in un lago di sangue. Il bacino completamente
fracassato dalle pallottole.
Angel lo afferrò per la gola, strappandogli l'asta di combatimento, e
sono una straordinaria prontezza permise all'altro di evitare il colpo che seguì,
e di scambiare una mortale ferita al cuore con una alla spalla.
Avrebbe desiderato finirlo, ma sapeva che in quel momento non c'era tempo ne
per i desideri ne per i piani
in quel momento doveva solo lottare, e
salvare Kate
che si era alzata, e brandiva ad occhi sgranati la sua spada,
una smorfia di dolore dipinta sul volto.
"Kate, vattene!" Le urlò, girandosi e strappando l'asta dalla
spalla di Nicholas.
Aveva ancora alcune costole rotte, e faticava a muoversi, ma ciò non
gli impedì di ridurre in polvere due vampiri che si avventarono su di
lui, la disperazione e il terrore per la donna che amava che davano al suo scopro
ferito la forza che altrimenti non avrebbe avuto.
Kate incontrò il suo sguardo, ma non arretrò di un passo, stringendo
l'elsa della spada e attendendo l'attacco che non tardò a venire.
Angel la vide difendersi contro un vampiro, mentre lui ne affrontava un altro
e solo parte della sua mente, volta verso ciò che accadeva a Kate, registrò
il fatto che Nicholas stesse caricandosi fra le braccia una Darla svenuta per
il dolore e fuggendo via, seguito dalla maggior parte degli altri vampiri.
Si voltò, rendendosene conto, e per un attimo pensò di lanciare
l'asta contro di lui
Ce l'avrebbe fatta
avrebbe potuto colpirlo al cuore e ridurlo in polvere
ma poi non avrebbe avuto più nulla per difendere Kate
Un attimo
solo un attimo
Troppo.
Troppo per qualcuno che aveva alle spalle 250 anni di sangue.
Sentì un colpo arrivargli alla nuca, e boccheggiò per il dolore,
barcollando all'indietro e voltandosi in tempo per trafiggere il vampiro che
lo aveva attaccato, e per permettere a quello che lo seguiva di strappargli
l'asta di mano.
Erano solo in due adesso, quello e l'altro che Kate stava cercando di tenere
a bada con un 'arma che non aveva mai usato, che non aveva idea di come si maneggiasse
e che per giunta era probabilmente troppo pesante per lei
Angel afferrò l'asta, lottando per riprenderla, e nello stesso istante
vide il vampiro spingere in terra la donna, e voltarsi verso di loro, ghignando.
Evidentemente, lui era un perda molto più ambita di una semplice donna
umana
Ma questo andava bene
Oh, si, andava bene
"Kate!"Gridò ancora, stringendo i denti mentre lottava, con
le mani strette sull'asta. " Va via!"
Ma quando lei si alzò, Angel seppe che non gli avrebbe obbedito.
"Vattene!" Ripetè.
Il vampiro si voltò di nuovo verso di lei, ridendo, e spalancò
le braccia, spavaldo, sfidando la donna a colpirlo.
Kate ci provò, ma il peso della spada la sbilanciò in avanti.
"Vai!" Urlò ancora Angel.
Stavolta lo guardò.
Sollevò gli occhi,mentre il vampiro si avventava su di lei, ancora piegata
in avanti.
E in quegli occhi c'era una furia che gli arrivò dritta al cuore.
Una furia che bruciava ed esplodeva
come un vulcano in eruzione
"No!" Gridò Kate. E tirando indietro entrambe le braccia sollevò
la spala, ficcandola diritta nel ventre del vampiro, come una volta aveva fatto
con lui, e Penn alle sue spalle.
Tirò fori la spada,ansando, gridando come non l'aveva mai sentita fare,
mentre di nuovo la affondava nel vampiro e lui cadeva in ginocchio.
"Mi stanno portando via la mia bambina!" Urlò. Sollevò
la spada, mentre un rantolo sfuggiva dalle labbra del vampiro. " Non mi
porteranno via anche te!"
Roteò le braccia, e la testa dell'altro schizzò via come un tappo
di spumante, trasformandosi in una piccola onda di cenere che investì
Kate e lo stesso Angel, che finalmente riuscì a torcere l'asta, conficcandola
dritta nel cuore del suo avversario.
Annientandolo.
E rimanendo il solo vampiro nel parcheggio
Solo
con Kate che, davanti ai suoi occhi, ansava disperatamente.
Per un istante, nessuno dei due mosse un solo muscolo.
Rimasero immobili, come inghiottiti dal tempo, annichiliti da ciò che
era appena accaduto
forse perché nessuno dei due sapeva che cosa
dovesse o potesse dire
ed entrambi erano così sopraffatti che quell'istante
gli serviva
per sopravvivere
per reagire
Poi Kate sollevò gli occhi, guardandolo, ed Angel le fu accanto.
Afferrandola, stringendola fra le braccia, schiacciandola contro di se con tanta
forza che avrebbe potuto ferirla. Incurante del dolore alle costole rotte.
Sentì il rumore della spada che finiva in terra, e un attimo dopo il
braccio di Kate cingergli il collo, e ricambiare la sua stretta con uguale forza
con uguale disperazione.
Avrebbe dovuto dirle così tante cose
Avrebbe voluto dirle così tante cose
Avrebbe voluto urlarle contro per il pericolo in cui si era messa, e chiederle
scusa in ginocchio, e baciarla, e dirle grazie.
E infinite volte che la amava
Avrebbe voluto e dovuto
Ma c'erano il calore del corpo di lei, e il profumo dei suoi capelli e della
sua pelle
c'erano il battito assoldante del suo cuore e il ritmo del suo
respiro contro il torace
Avrebbe
ma c'era Kate
ed era lì
e lui aveva così
disperatamente temuto di penderla
E c'erano la dispersione con lui lo stringeva, e quella con cui lo aveva difeso
E il dolore
una ferita che perdeva più sangue di quanto un vampiro
avrebbe mai potuto berne.
"Stringimi
"Ansò Kate, avvinghiandosi a lui. Con una
disperazione che era l'identica copia di quella di Angel.
Non stava piangendo, e non tremava
ma lo serrava a se, così forte
che pareva quasi che da ciò dipendesse la sua vita.
E Angel sapeva come si sentiva
perché in quel momento, davvero,
da quelle braccia dipendeva la sue esistenza
" stringimi
"Continuò. " resta insieme a me
Per favore
Resta insieme a me
"
Sentì la sua bocca affondargli nella spalla e un ansito sfuggirle dalle
labbra.
"Kate
"
"resta insieme a me, Angel
Fino a quando non sarà finita
"
"Sempre
"Gridò quasi lui, stringendola. " sempre
"
Ma Kate scosse la testa , e la forza del suo abbracciò sembrò
crescere ancora, mentre piano ripeteva: "Non lasciarmi
fino a quando
non sarà finita
"
Angel
sollevò con dolcezza il braccio di Nia, infilandolo nella manica del
cappotto nuovo di zecca che lui e Cordelia le avevano preso quel mattino, mentre
la bambina, che stringeva con il braccio intubato la sua bambola e la rosa di
tre giorni prima, si guardava attorno, gli occhi sgranati, non sapendo se credere
o meno a ciò che stava accadendo.
"Ma veramente mi portate a casa, mamma?"Mormorò, passando gli
occhi da lui a Kate, che sedeva sul bordo del letto, e cercava di aggiustarle
alla meglio il capotto sulla spalla.
Kate le sorrise dolcemente, sfiorandole con una mano la guancia, in una di quelle
dolcissime, eterne carezze che pareva non essere in grado di smettere di farle.
Nemmeno per pochi minuti
come se pochi minuti fossero troppi per non accarezzare
sua figlia.
"Si, tesoro
a casa
hai sprecato fin troppo tempo in ospedale
"
"Ma
"Nia sbatté le palpebre, guardando nuovamente entrambi.
" veramente è casa mia??"
Angel si voltò, guardando Kate, le triste compostezza del suo viso che
gli scendeva nel cuore
come una lacrima.
Da quella sera, dalla sera che Lorne aveva rivelato la verità su cosa
le stava consumando la bambina, non aveva voluto staccarsi un attimo da lei,
non aveva mangiato, e non aveva riposato che per poche ore, appoggiata sull'altro
letto, e stretta fra le braccia di Angel
Non era più uscita dall'ospedale, e quasi mai da quella stanza
e lo stesso aveva fatto lui, assentandosi solamente per il breve tempo di un'
emergenza, e lasciando a Wesley, Cordelia e Lorne il compito di continuare a
cercare
senza riposo, senza pace
e senza molta speranza
Qualcosa
anche solo un cenno, che spiegasse loro come vincere quella minuscola
cosa nel corpo di una minuscola bambina con più voglia di vivere della
maggior parte della gente al mondo.
Non voleva lasciarle
ne lei ne Kate
Non voleva lasciarle mai più, finché fosse durata la sua esistenza
o finché ci fosse stato fiato in quel corpo di bambina
Strinse le labbra.
Non lasciarmi
fino a quando non sarà finita
Sapeva che era inutile ingannarsi, mentire a se steso e a Kate
Ci aveva provato
e l'aveva quasi persa
ma solo ripensare a quelle
parole, e al loro senso, gli ghiacciava il sangue nelle vene, e rischiava di
farlo esplodere di rabbia e di dolore
Fino a quando non sarà finita
Si
E pensava davvero che l'avrebbe lasciata, poi?
Che le avrebbe permesso di allontanarsi dalla sua vita?
Pensava che sarebbe mai venuto il giorno in cui avrebbe desiderato che si allontanasse
da lui
?
La vedeva consumarsi, giorno dopo giorno
e non poteva fare niente per
impedirlo
E non aveva più il coraggio di chiederglielo
di guardarla, in quegli
occhi disperati che avevano perso tutto, e domandarle di rinunciare a un 'ora,
un minuto accanto a sua figlia
Di ripeterle che così non l'aiutava, quando anche lui stava perdendo
le forze e il sonno in quella stanza di ospedale, e non gli importava, e non
riusciva ad impedirselo
Mentre il dolore e il senso di impotenza lo distruggevano.
" Ma è vero che tu hai un castello
come quello delle favole??
Lorne ha detto che hai un castello
"
Angel si sforzò di sorridere .
"Si, tesoro, una
specie di castello
Magari Lorne ha esagerato un pochino, però è una bella casa, e
a me piace
"
"E posso avere una camera mia??"
"naturalmente
"
Ora gli occhi di Nia erano così sgranati che sembravano volerle schizzare
via.
Il cappotto, comprato in tutta fretta, era troppo grande per il corpo consumato
di lei, e persino quel singolo dettaglio era in grado di ferirlo
lui,
che avrebbe dovuto salvare il mondo
e non era in grado di salvare una
bambina, come non era mai stato in grado di proteggere coloro che amava.
"Ma io
" Continuò la bambina, sollevando ancor più
le sua bambola e appoggiandola alla guancia. " ci devo per forza dormire
nella mia camera??"
Angel sollevò le sopracciglia, e stavolta la risata che proruppe dalle
labbra di Kate fu genuina
la prima risata dopo tre giorni
" Non ha mai dormito sola
" Gli spiegò, e con dolcezza
si chinò ad accarezzarle una guancia.
"No , amore
tu puoi scegliere dove e con chi dormire
"
Nia annuì, seria in volto, strappano anche a lui un sorriso sincero.
Dio
non avrebbe più desiderato altro al mondo
se solo avesse
potuto tenere con se Kate
e quella bambina così straordinaria
"Anche con tutti e due??"
Guardò Kate, ma lei aveva abbassato gli occhi.
"Si
"Rispose dopo un attimo. " anche con tutti e due
"
"Ma ci andiamo in un letto
"Scrutò Angel, aggrottando
la fronte. " tu sei graaaaaaande
non mi schiacci, vero??"
Angel rise.
"No, non ti schiaccio
quando ero
. "Esitò per un
secondo, sul punto di dire " vivo." " più giovane, mia
sorella veniva spesso a coricarsi con me
aveva paura del vento, e dei
cani che ululavano fuori
"
E di suo padre, che strillava nell'altra stanza, o che lo aveva appena colpito,
quando lei veniva a vedere come stava
" e ti giuro che non l'ho mai schiacciata
"
Nia sembrò rassicurata. E annuì piano, lentamente.
" Ma qui non ci torno più, vero??"
Stavolta Kate non abbassò gli occhi, ma incontrò il suo sguardo,
e lasciò che fosse lui a rispondere a sua figlia.
" No
questo te lo prometto, amore
"
Vide la gioia esplodere come una Nova negli occhi della bambina, e un attimo
dopo lei si allungò in avanti, stringendosi al suo collo, con tutte le
sue piccole, minuscole forze.
"Ti voglio bene
" Mormorò. " ti voglio tanto bene
"
Angel la strinse con una mano, deglutendo per trattenere le lacrime, e inspirando
piano l'odore della pelle di lei
quell'odore che avrebbe dovuto essere
latte, e sapone, e che invece era intessuto di medicine e malattia.
Eppure
Angel lo amava, quell'odore
in così poco tempo aveva
imparato ad amarlo come quello di sua madre
come quello del suo amore
Aprì gli occhi, quando la sensazione del letto che si muoveva lo strappò
al calore di quell'abbraccio, e vide Kate alzarsi, e con una mano premuta sulle
labbra avvicinarsi alla finestra, e poi poggiare piano la fronte contro il vetro.
Avrebbe voluto alzarsi
parlarle
dirle che non era colpa sua
che non poteva a continuare a rimproverarsi per le azioni di una donna sola
e disperata
ancora
un milione di volte
Stringerla a se
così forte da farle male
da farla divenire
parte di lui
Ma non poteva sdoppiarsi
e raggiungere la madre poteva solo dire lasciare
la figlia
"Angel
" Sussurrò Nia contro il suo collo, la testa piegata
e appoggiata dolcemente alla sua spalla." Perché tu mi vuoi bene
e il mio papà no??
Perché non puoi essere veramente tu il mio papà
??"
La strinse più forte, attento a non farle male
e stavolta non riuscì
ad impedire ad una lacrima di rigargli la guancia, mentre all'orecchio gli arrivava
il suono straziante di un singhiozzo.
Si asciugò il viso con la mano, e inventò un sorriso quando guardò
il volto stanco della bambina.
"Posso
" Mormorò.
"Veramente??"
Sembrava che non volesse crederci
che avesse paura di crederci
Dio
ogni volta si stupiva che quella creatura avesse solo quattro anni
"Si
veramente
" Prese la mano della bambina, e dolcemente
se la poggiò sul petto. " te lo giuro
e adesso
"
Continuò, prima che la commozione lo travolgesse. " andiamo a vedere
se ti piace il mio castello
"
La sollevò fra le braccia, come se fosse stata un fuscello, tenendola
con un solo braccio, e stava prendendo la bottiglia della flebo, in cui la medicina
di Wesley scintillava, iridescente, mescolandosi con quelle dei medici, quando
sentì la presenza di Kate accanto a lui, e un attimo dopo la donna gli
prese la mano, tenendola un po' nella sua prima di passare alla bottiglia di
vetro.
Almeno quella
non sarebbe stata ancora per molto
Wesley gli aveva parlato della possibilità di impiantare a Nia un catetere
venoso, per evitarle almeno il tormento di quell'ago che le martoriava il braccio,
ed era la prima cosa che aveva ritenzione di fare per lei una volta sistemata
all' Hyperion
Anche se fosse stato solo per pochi giorni
Deglutì, cercando di allontanare quei pensieri.
Non voleva illudere se stesso
ma non riusciva a non opporsi con tutta
l'anima al pensiero di perdere quella bambina
"Andiamo
" Mormorò Kate con un sorriso. " ricordatevi
che c'è Cordelia giù in macchina."
Angel sospirò, movendosi insieme a lei verso la porta.
Già
Nonostante tutte le sue insistenze, Cordelia era venuta, e ora li aspettava
nel parcheggio
con la possibilità che Darla la vedesse e l'aggredisse
Era un altro dei motivi per cui aveva insistito per portare via Nia dall'ospedale
nonostante il parere contrario di tutti i medici.
"Kate
"Aveva mormorato. " sai che non possono fare niente
e non è giusto lasciarla in questo posto
"
Lei lo aveva guardato, e come sempre aveva intuito anche ciò che non
aveva detto.
"Già, dove Darla potrebbe trovarla in un secondo
"
Era vero
Erano vere tutte e due le cose
Era vero che voleva portar via di lì la sua bambina, che voleva che quei
giorni fossero sereni e quanto più dolci possibili per lei
Ed era vero che voleva proteggerla da Darla
L'aveva umiliata, quella sera di tre gironi prima, e Kate l'aveva ferita, sconfitta
lei, una mortale
e la donna di qualcuno che Darla considerava ancora una
sua proprietà
Poteva aver fatto un accordo con chi voleva
poteva dover rinunciare a
tutti i vantaggi del mondo
ma si sarebbe vendicata
Angel lo sentiva.
Angel la conosceva.
Darla si sarebbe vendicata
e lo avrebbe fatto subito.
Non aveva mai avuto troppa pazienza
"Allora ce ne torniamo a casa??" Esclamò Charlotte sulla porta
della stanza di Nia, sorridendo alla bambina con infinita tristezza.
Lei annuì vigorosamente, appoggiata al petto di Angel.
"Vado a stare in un castello!" Proclamò.
"Bè
"Rise l'infermiera. " adattissimo a una piccola
principessa
"
Nia sgranò gli occhi, scotendo il capo.
"Noo
la principessa è Cordelia
" Esclamò.
" Non io
non glielo dire che sennò si arrabbia
"
"Non glielo dirò
"Promise quella con aria solenne, sfiorandole
il naso prima di guardare Angel.
"Senta
"Disse piano. " Per quel ceffone
"
Lui aggrottò la fronte, e per un attimo non riuscì nemmeno a ricordare
di che stesse parlando.
Poi gli tornò in mente e le sue labbra si distesero in un sorriso.
"Non c'è di che scusarsi
"Mormorò. " era un
ceffone sacrosanto
"
"Già
"La donna sospirò. " solo che la faccia
era sbagliata
"
Angel fissò per un attimo Nia.
"No
"Disse poi. " Anche la faccia era giusta
"
La donna abbracciò brevemente Kate, che strinse le labbra, cercando il
più possibile di mantenere il controllo.
Si avviarono per il corridoio, fianco a fianco, i loro passi che echeggiavano
fra le pareti bianche, borbottando nello stesso e identico modo nel torace di
Angel, quando la voce concitata del dottor Newmann li interruppe, vicinissimi
all'ascensore.
"Signora Lockley
"Esclamò, arrivando di corsa." Signora
Lockley, aspetti, dobbiamo parlare
"
Kate sospirò, voltandosi piano.
"E di cosa? " Rispose, e stavolta più che controllata sembrò
ad Angel terribilmente stanca." Mi avete già detto come la pensate
e io ho già detto a voi come la penso io.
Non voglio che mia figlia continui a
vivere
in un ospedale
"
Il medico strinse impercettibilmente le labbra.
"Signora Lockley
deve pensare al bene di sua figlia
"
"E' esattamente ciò che sto facendo
"
"Senta, anche il primario ne vorrebbe parlare
"
"Parlatene fra di voi
"
"Signora Lockley, sia ragionevole
solo in un ospedale sua foglia
può ricevere le cure necessarie per poter sperare di andare avanti ancora
"
Angel sgranò gli occhi, ma prima che potesse dire anche solo una parola
Kate aveva già afferrato il braccio dell'uomo, e lo stringeva forte.
"E' completamente uscito di senno!" Esclamò, lanciando un'occhiata
a Nia, rannicchiata sul petto di Angel come un animale ferito.
"La prego, signora Lockley
"Insistette l'uomo. " Si calmi
"
"Sta spaventando la mia bambina
Non ho nessuna intenzione di calmarmi!"
"Venga a parlare con il primario
"
"No! Non intendo lasciare mia figlia qui dentro, e questo è tutto!
Ho firmato qualunque cosa mi sia stata portata, ora lasciatemi in pace
"
L'altro scisse piano la testa.
"Potremmo imporglielo, signora
"
Angel strinse le labbra, mentre un collera bruciante gli saliva dentro.
Oh, si, potevano provarci
"Mamma
"Sentì gemere Nia, mentre con le piccole mani gli
stringeva il maglione. " voglio andare a casa
"
Nell'aria, c'erano l'odore della rabbia di Kate
e quello la sua paura,
eppure, quando si voltò a guardarlo, l'espressione del suo volto era
calmo
e incredibilmente battagliero
"Non preoccuparti, amore
"Mormorò, passando a Angel la
bottiglia della flebo. " ora andiamo
devo solo chiarire due punti
con questi
signori
"
Angel le toccò la mano, come lei aveva fatto pochi minuti prima.
"Vuoi che ci vada io?" Mormorò.
Kate gli sorrise, rassicurante
Dio
era lei che cercava di dare
forza a lui
"Non preoccuparti. " Rispose piano. " Almeno questo so come gestirlo."
Angel annuì, e si sforzò di renderle il sorriso, nonostante tutto
ciò che sentiva.
Non gli piaceva che Kate affrontasse da sola anche quella prova
E non gli piaceva che qualcuno dovesse dirle di nuovo che avrebbe perso la sua
bambina
Ma non voleva nemmeno imporle la sua volontà
non di nuovo
Non dopo che le aveva promesso di non cercare più di proteggerla a oltranza,
e dopo che lei aveva promesso ad Angel di chiedergli aiuto ogni volta che ne
avesse sentito il bisogno
E che tutti e due si erano guardati negli occhi, e baciandosi piano avevano
fatto l'uno all'altra una nuova promessa
di rispettare le promise precedenti!
"Cerca di non sparargli, va bene?" Mormorò.
Kate sorrise.
"Solo se provano a fermarmi
"
Diede una carezza a Nia prima di voltarsi, e incamminarsi lentamente di fianco
al dottor Newmann.
"Angel
"Sussurrò la bambina sul suo petto. " ma
mi portate via, è vero??
Lorne ha detto che avrebbe cantato ancora per me, e Cordelia che mi avrebbe
fatto tenere il suo bimbo
però
a casa
"
Angel chinò gli occhi, sollevando di più fra le sue braccai quella
creatura leggera come un soffio.
"Certo, piccolina
"Rispose. " te l'ho promesso
"
"Ma
" Ansò lei, stringendosi al petto la sua rosa. "
anche se i dottori non vogliono?"
Angel appoggiò la fronte su quella di lei.
"Ehi
sono un vampiro
pensi che i tuoi dottori riuscirebbero
a fermarmi?"
Nia sorrise
finalmente.
"No
"
"Brava, no
ti assicuro che nessuno al mondo potrebbe mai impedirmi
di portarti fuori di qui
"
"Resta solo da vedere
come la porterai fuori
"
Angel deglutì, stringendo a se la bambina, con tanta forza che la sentì
sussultare, mentre in fretta faceva un salto all'indietro, guidato dall'istinto.
Verso la tromba delle scale.
E una possibile via di fuga.
Davanti a lui
Darla.
Come aveva temuto.
Come aveva sospettato.
Come si era aspettato dal momento che l'aveva incontrata
Ma aveva sperato di avere più tempo
aveva pensato che ci avrebbe
messo di più a riprendersi
E in effetti era ancora pallidissima, e, dal modo in cui si muoveva, Angel poteva
intuire che le ferite non erano ancora guarite del tutto.
Non abbastanza, tuttavia, per tenerla lontana da lui, e dalla sua vendetta
Non abbastanza per placare l'odio che le leggeva negli occhi.
Come fiamme nere che lambivano le sue iridi azzurre.
Come la rabbia che le gridava nel corpo, a dispetto del sorriso sulle sue labbra.
Aveva sbagliato
Ancora una volta.
Non avrebbe dovuto aspettare che Kate cercasse di convincere i medici
Avrebbe dovuto portare via Nia subito
E forse
non avrebbe cambiato nulla
Perché, ovunque fosse andato il suo sire, lo avrebbe cercato
Lo avrebbe braccato
E alla fine
alla fine
come ora
trovato
Ma forse non sarebbe stato così vulnerabile allora
Forse non avrebbe portato sua figlia fra le braccia
"Ehi
"La vampira sorrise, avvicinandosi. " che faccia scura
vuoi spaventare questo piccolo tesoro??"
"Dove sono gli altri, Darla?" Esclamò lui, stringendo le labbra,
e guardandosi febbrilmente intorno.
"Altri?" Ripetè lei. " Sei così sicuro che ci siano
degli altri?"
"L'ultima volta c'erano
"
"Ma quella prima no
quella prima
"
Darla sia avvicinò , ma nemmeno per un istante poté ingannarlo
l'espressione sul suo volto.
"Quella prima
"Sibilò Angel. " ti ho promesso che
ti avrei uccisa
"
"Promesse, promesse
" Darla allungò un dito verso Nia,
che nascondeva spaventata il volto sul petto di lui. " voi ragazzi non
sapete far altro che promesse
"
Angel le afferrò il polso, con violenza, prima che riuscisse a sfiorare
la bambina.
E gli occhi di Darla gettarono fiamme.
"Non toccarla!" Ringhiò.
"E che farai per impedirmelo? Ti trasformerai davanti a lei?
Mi ridurrai in polvere?
Mi colpirai
davanti ai suoi occhi innocenti??
Non ti è bastato aver distrutto l'innocenza di tua sorella?"
Angel la lasciò, spingendola indietro.
"Lo farò. Se sarà necessario!"
Darla sollevò le sopracciglia, camminando leggermente all'indietro. Sorridendo
Quel sorriso che, sempre, gli faceva paura.
"Oh, no
" Mormorò piano. " non lo farai
non
lo farai per non turbarla
E non lo farai perché se tu alzassi solo una mano contro di me
quella povera, piccola creatura
resterebbe senza mamma
"
Fu un attimo.
Una cappa di gelo sulla pelle.
Un fiume nero di panico negli occhi.
Solo un attimo.
Il desiderio di uccidere Darla che veniva inghiottito da una paura primordiale,
antica più di lui
milioni di anni più di lui.
Che lo rendeva imprudente, facendolo sfrecciare di fianco a Darla.
Verso il corridoio
verso la stanza del dottor Newmann
Verso Kate
Maledicendo se stesso mille volte, per non averlo fatto nell'attimo stesso in
cui aveva visto la vampira.
E adesso, per l'ennesima volta nella sua vita, non era giunto in tempo
Vide Kate uscire dalla stanza, e il sangue immoto che lo faceva esistere gli
si gelò nelle vene, quando, dietro di lei, scorse la massiccia figura
di Nicholas, che le camminava attaccato al corpo, la mano stretta sul collo
di lei e il braccio attorno alla sua vita.
Ancora dietro di lui, i due medici giacevano in terra, e Charlotte, atterrita,
fissava i vampiri succhiar loro la vita.
Qualcosa dentro di lui, qualcosa che apparteneva al guerriero che era a e all'assassino
che era stato, conteggiò mentalmente che erano cinque
solo cinque,
Darla compresa
tutti quelli che erano scampati all'altra notte
mentre
il resto di lui
ogni fibra del suo corpo era concentrata su Kate.
Sul suo volto teso, sui suoi occhi che lo fissavano, senza apparente paura
In contraddizione con il suo cuore che batteva furiosamente.
I suoi occhi che avevano sempre saputo parlargli
e in quel momento stavano
gridandogli di non pensare a lei... di andarsene
Come se avesse potuto smettere per un istante di pensarla
Come se avesse potuto smettere per un istante di tremare per lei, o avesse potuto
mettere da parte per un secondo la consapevolezza che , con la sua bambina fra
le braccia, non aveva nessuna speranza di salvarla
"Lasciala andare, Darla
"Ringhiò fra i denti, stringendo
così forte la bottiglia della flebo che per poco non la frantumò.
Kate sollevò la testa, ma non riuscì a parlare, soffocata dalle
dita che Nicholas, veloce come un lampo le conficcò nella gola. Strappandola
una smorfia di dolore, e rischiando di far perdere a lui il controllo rimasto.
"E perché mai dovrei
"Sussurrò la vampira, passandogli
da dietro, con un dito sulla sua spalla.
"Perché tu vuoi me
"Rispose Angel." non Kate
"
"D'avvero? Non sei stato tu a umiliarmi
" Darla si avvicinò
a Kate, mentre il suo tono si faceva minaccioso. " non sei stato tu a ingannarmi
non sei stato a spararmi, spaccandomi le ossa in schegge sottili
è
stata lei
la tua puttana!" Ringhiò.
Colpì Kate con un pugno, così forte da farla boccheggiare, e cadere
in avanti,trattenuta solo dal braccio di Nicholas.
Angel sentì Nia gridare, ed avanzò di un passo, bloccato immediatamente
da un rapido movimento di Darla.
" Non provarci!" Scattò. " O ti giuro che scoperai coi
suoi pezzi, d' ora in poi!"
Angel Deglutì, stringendo i denti, prendendo lunghi, interminabili respiri
per riuscire a controllarsi, mentre il demone in lui lottava per venire in superficie.
"Vedi
" Continuò Darla, prendendo dai capelli la testa
riversa di Kate e sollevandola con uno scatto. " io non ce l'ho con te
per avermi colpita
Nessuno più di me può capire
cosa non si farebbe per questo
ragazzo
Ce l'ho con te
per aver messo le mani su qualcosa che era mio
e
dico le mani
" Fece scivolare le dita sul corpo di Kate, in una carezza
oscena che era a totale beneficio degli occhi di Angel. " per non essere
volgare
perché non mi importerebbe
se lui ti avesse solo
portata a letto
ma quello che tu gli hai fatto
è molto più
di questo
e , lo sai, Katie, mi assale il terribile dubbio che lui fosse
innamorato
"Masticò la parola, come se le facesse schifo. "
anche prima
mi viene il dubbio
che sia colpa tua se non ha perso
la sua anima candida
quando è venuto a letto con me
"
Kate sollevò il capo, stringendo gli occhi.
"Kate, no.,.." Ansò Angel, ma non fece in tempo.
" Non ha perso l'anima
" Ansò la donna, con la voce arrochita
dal dolore. " perché non ti ha mai amata!
E tu non hai la minima idea di cosa sia la felicità!"
Darla sollevò una mano, e Angel fece per muoversi, quando gli occhi minacciosi
di Nicholas lo inchiodarono dov'era
mentre le dita della vampira scendevano
lentamente a sfiorare la guancia di Kate
"La felicità
"Sorrise. " io e lui avevamo la felicità
qualunque cosa possa dire adesso
"
Si voltò, con quegli occhi pini di odio sul volto sorridente.
"Cos'è la felicità, Angel?
Una donna bionda al tuo fianco, che non
frigni perché non puoi
portarla al mare?
Una bambina malata
che puzza di medicina?!
Questo è essere felici?"
Si allontanò di un passo, ridendo e sfregando lentamente le mani, come
per ripulirsi dal contatto con Kate.
" Bene, amore mio
non sia mai detto che Darla non onori i vecchi
tempi
Dunque, per quanto siamo stati felici, insieme
scegli
"
Angel sgranò gli occhi, un brivido freddo, terrificante, lungo la schiena.
E non avrebbe avuto bisogno di chiedere per capire
perché conosceva
fin troppo bene la mente perversa di Darla.
E avrebbe potuto immaginare ogni singola parola con cui avrebbe risposto alla
sua domanda
quasi
"Che vuoi dire?" Sussurrò tuttavia.
"Oh
"Cinguettò lei. " andiamo
hai capito benissimo
Scegli
Se vuoi che liberi Kate
" Allungò le braccia. " passami
la sua piccola moribonda
se vuoi tenerti la bambina
"Fece un
gesto a Nicholas, che immediatamente mutò volto, appoggiando le labbra
al collo della donna, e leccandolo lentamente, mentre lei combatteva contro
un brivido di disgusto. " vorrà dire che mi prenderò io la
madre
e magari capirò
perché ti piace tanto
"
"Angel
"Ansò Kate.
E ora aveva paura.
Veramente paura.
" Scegli
" Ripetè Darla. " vuoi tenerti una bambina
che ricorderà per quei due o tre giorni che le restano lo spettacolo
di come Nicholas ha ucciso e preso sua madre
e perdere la donna che
ami
oppure
vuoi che gli ordini di lasciarla
e aspettare notte
dopo notte che lei ti pianti un paletto nel cuore per quello che per colpa tua
è successo alla sua adorata bambina
O forse no
"Sollevò la testa, ridendo. " forse non ti
ucciderà
forse
si limiterà ad odiarti
forse
ucciderà se stessa
o mi implorerà di farle tenere ancora
fra le braccia sua figlia
Non lo so
tu la conosci meglio di me
vero??"
Angel non rispose, con l'impressione che un ferro rovente gli stesse trapassando
il cuore.
Penetrandogli nelle carni, e girando, girando, girando
procurandogli un
dolore che si irradiava in ogni angolo del suo corpo.
Impedendogli di essere lucido.
Di sentire altro se non rabbia e disperazione.
Mentre lui doveva essere lucido.
Lui doveva pensare.
Lui doveva trovare una via d'uscita
"No, caro!" Scattò Darla, afferrandogli il mento e volgendolo
dalla sua parte, mentre Nia, di nuovo, gridava. " Non permetterti di prendermi
in giro!
Decidi!
Ora!
Credi che ti lascerò il tempo di provare ad escogitare qualcosa?"
Angel la fissò negli occhi.
Anche Darla lo conosceva
Molto più di cinque anni prima
Perché, da quel che ne sapeva, aveva passato quegli ultimi anni a spiarlo,
in attesa di colpirlo quando più gli avrebbe fatto male
Ed era probabile che avrebbe agito nello steso identico modo che Kate non l'avesse
ferita
solo
sarebbe stata meno arrabbiata.
"Angel
" Ripetè Kate, e quando la guardò c'era
una tristezza immensa nei suoi occhi trasparenti. " Non avere paura
per me
ti prego
"
Gli diceva addio
con quegli occhi
Perché, per lei, la risposta alla domanda di Darla era fin troppo semplice
Angel scosse il capo, indietreggiando.
E, sul suo petto, Nia stava piangendo.
Piangeva
E non sapeva quanto anche lui avrebbe voluto piangere
"Ti prego
" Ripetè Kate, la voce inghiottita da quella
di Darla.
"Scegli!" Gridò. " Ora!
O sarò io a scegliere per te!"
Non riusciva a guardarla
Non riusciva a staccare gli occhi da Kate.
Scegliere
Dio
come avrebbe mai potuto scegliere
fra la donna che amava e la
sua bambina
La sua mente , il suo cuore, ogni fibra di lui cercava solo un modo per uscirne
Tendendo i sensi
e pregando
Senza riuscire a trovare niente
Neanche un diversivo per guadagnare tempo.
E, del resto, che diversivo poteva esserci in un reparto di lungodegneza speciale
con pochi pazienti affetti da malattie sotto osservazione e studio
quasi
tutti incoscienti
e tutti, ad eccezione di Nia, praticamente abbandonati
dai parenti
Non c'era mai nessuno in quel corridoi
non veniva mai nessuno dal resto
dell'ospedale
In quel purgatorio, come lo aveva chiamato Charlotte
che ora stava diventando
un inferno
"Mi sto annoiando
" Sbuffò Darla, voltandosi verso Nicholas
" ho voglia di movimentare un po' le cose
"
"No!" Esclamò Angel. "Aspetta
Tu
tu vuoi me, Darla
"
Lei non si voltò, ma con le dita scostò i capelli dal collo di
Kate.
"Si
"Sussurrò. " e ti voglio annientato
come
voglio annientata questa cagna
possibilmente allo stesso tempo
"
""Prendi me
"
Darla sollevò il capo, scoppiando a ridere.
"Oh, sapevo che lo avresti detto!" Si voltò, uno sguardo trionfante
negli occhi chiari. " Non aspettavo che questo!
No! Sarebbe troppo facile, amore! " Si allontanò di un passo, allargano
le braccia. " Ti prometto che ti darò un bel colpo in testa e ti
lascerò con la
ragazza
che avari scelto
sono fin troppo
generosa, non ti pare?
Ma quanto a svicolare
no, sognatelo.
Non c'è una terza opzione."
Angel lasciò che l'aria entrasse lentamente nei suoi polmoni, continuando
a imporsi una calma che ormai sembrava solo una menzogna.
Non avrebbe mai scelto, e Carla lo sapeva
Ciò che voleva era solo uccidere Kate
E dargli la consapevolezza che avrebbe avuto una possibilità per impedirlo
Non avrebbe mai scelto, eppure il suo cuore era diviso in due parti
che
bruciavano, e dolevano, come se una spada li avesse divise e mai più
nessuno al mondo potesse unirle ancora.
Mentre gli occhi di Kate lo supplicavano di compiere quella scelta che lo avrebbe
ucciso.
Scosse la testa, lentamente, l'immagine del volto di lei annebbiato dalle lacrime.
"Oh, Angel
" Ansò Kate. " no
"
"Oh, Angel
"Ripetè i farsetto Darla. "no
"
"Lo sai
" Le parole di Angel erano piatte, terribilmente fredde,
mentre ancora fissava gli occhi della donna che amava. " che ti ucciderò,
Darla
"
"Oh, no
" La vampira sospirò, perfettamente appagata.
" non se le farò lasciare dal corpo una quantità si sangue
sufficiente da farti avere solo un minuscolo dubbio di poterla salvare
"
Nicholas si allontanò di un passo, voltandosi leggermente.
In una qualunque altra circostanza avrebbe provato
avrebbe fatto almeno
un tentativo
ma così
con Nia in braccio
"Avanti, amor mio
"Fece Darla, volgendosi al suo favorito. "
e tu
papà
fa in modo che la tua bastarda guardi bene
"
Certe volte accadeva
che tutto fosse come sospeso
E che gli istanti si susseguissero con una lentezza che non era reale
Dilatandosi
dilatando il tempo, e le cose, e gli eventi
Come per farli durare all'infinito.
Come per permettere alla mente di memorizzarli meglio
Era accaduto quando Buffy lo aveva passato da pare a parte con una spada, spedendolo
all'inferno
in quell'attimo che ancora rivedeva nei suoi incubi
Era accaduto quando Doyle era morto
e lui aveva guardato la pelle staccarsi
dal suo corpo, e aveva udito le sue grida disperate
E quando Drusulla aveva morso Darla.
E più di redente
tanto più di recente, quando aveva visto
Kate entrare all'Hyperion, in quella che sembrava un 'altra vita
e dopo,
quando si era innamorato
della sua bambina
E ora
Ora che il tempo, o la sua mente, o il suo cuore
o quell'anima che lo
tormentava, di nuovo e di nuovo, si fermava
o rallentava fino a dare l'impressione
di fermarsi
Mentre Nicholas schiudeva le labbra, e i suoi denti
i retaggi del suo
demone
scintillavano alla luce artificiale dei neon
quella stessa
luce che rendeva diafana la pelle di Kate
E mentre Nia gridava e Darla rideva, e mentre Angel di nuovo tornava all'inferno
E il vampiro abbassava la sua bocca immonda sul collo di Kate.
Sul collo della donna che amava.
Un attimo prima di diventare polvere.
Un attimo prima che Kate sgranasse gli occhi e cadesse in avanti, un grido soffocato
fra le labbra chiare e una piccola freccia di legno conficcata nella spalla.
Rivelando, dietro di lei, la figura di Cordelia.
Col suo bambino fissato al marsupio e la sua fedele piccola balestra fra le
dita.
"Salve!" Esclamò con un sorriso come solo Cordelia avrebbe
potuto sfoggiare in una simile occasione. " Sono la terza opzione!"
Immediatamente, Angel si lanciò in avanti, afferrando con il braccio
libero Kate, e spingendola contro una parete, e un attimo dopo le afferrò
il volto fra le mani, mentre la donna afferrava Nia.
"Ce la fai?" Esclamò.
Per tutta risposta, lei lo spinse di fianco, rotolando a sua volta e stringendo
a se la piccola, un secondo prima che uno dei tre vampiri di Darla lo colpisse
con una grossa ascia.
Angel si appoggiò in terra, scalciandolo all'indietro e afferrando al
volo l'arma .
"Grazie
"Esclamò, voltandosi, e in un unico movimento
ne decapito un secondo, puntando poi verso Darla. " mi serviva proprio!"
La vampira saltò all' indietro, e, usando il lampadario al neon per darsi
slancio , lo colpì in faccia, facendolo barcollare leggermente, e poi
cadendo accosciata a pochi piedi da lui.
"Andate via!" Gridò Angel, la voce soffocata da quella di Darla.
"No! Prendetela! Prendete la bruna!"
Angel sgranò gli occhi, facendo per voltarsi, ma Darla glielo impedì,
afferrandolo per la spalla e poi colpendolo ripetutamente allo stomaco, fino
a che lui non la colpì a sua volta, facendola salvare all'indietro.
Vide uno dei suoi vampiri correre verso Cordelia e la donna puntare la sua arma,
mancandolo per un pelo, mentre alle sue spalle Kate si alzava in piedi e correva
verso di lui, strappandosi dalla spalla la freccia.
L'odore del suo sangue lo colpì come una frusta, come una scarica per
tutto il corpo, mentre finalmente il suo volto mutava e lui staccava di netto
la testa all'assalitore di Cordelia, facendola cadere in terra.
"Stai bene?" Ansò Angel, mentre Kate lo raggiungeva.
E capirono insieme quanto avessero sbagliato, quando gli scosse l'anima un urlo
di bambino
"Nia
" Kate si voltò, ma anche stavolta Angel fu più
veloce di lei, guidato dall'istinto, dalla sua natura
e dal terrore
E furono istinto, paura e natura che lo fecero fermare dopo pochi passi, tendendo
il braccio per fermare anche lei
quando si trovò di fronte la figura
di Darla, che stringeva a se quella minuscola e indifesa di Nia.
Rideva, e lo fissava con aria di eterna sfida, mentre la bottiglia della flebo
si infrangeva in mille pezzi al suolo.
"Pare che tu abbia perso, Angel
" Sussurrò. "Di nuovo
"
Camminò all'indietro, seguita dall'ultimo superstite dei suoi favoriti,
e affiancata una finestra tese il pugno, spaccandola, mentre Nia continuava
a gridare.
"Non urlare
"Sibilò all'orecchio della bambina terrorizzata.
" mi trapani il cervello
"
"Lasciala!" Urlò Cordelia. " Se osi torcerle un capello
"
Darla inclinò il capo, ridendo. E Con la mano prese lo stipite della
finestra.
"Quale capello?" Rise, e un attimo dopo si lanciò di sotto.
Seguita immediatamente dall'ultimo vampiro rimasto.
E da Angel.
Non attese, ne esitò, ne si voltò.
I sensi completamente tesi verso la vampira bionda che correva già nel
parcheggio davanti a lui.
Con la certezza che Kate lo stesse guardando
che Kate lo stesse implorando
di nuovo
"Noo
"Gridò, quando sentì il sangue
E strinse le mascelle, e corse più forte
mentre le spalle di Darla
si piegavano, e lei beveva
senza smettere di fuggire.
Quel sangue che sapeva di malattia, quel sangue infetto da una creatura terribile
e malefica
eppure
quel sangue tanto simile a quello di Kate
Il sangue del suo cuore
Il sangue della sua bambina
"No!" Ripetè. Come aveva gridato il giorno che Doyle era morto.
E dentro di lui continuava a ripeterlo, come una litania terrificante.
No
no
no
Una goccia lo colpì in faccia e lui urlò.
E il demone che lo teneva in piedi gridò insieme a lui.
Di trionfo.
Così come il suo cuore gridava per lo strazio.
Sapendo che ormai era finita
eppure rifiutando di arrendersi
Continuando a correre
ormai quasi fuori dal parcheggio, e fino al muro
di cinta, su cui il vampiro saltò, seguito subito da Darla.
Angel la vide spiccare il salto, e un attimo dopo barcollare, crollando, allungando
le mani per fermare la caduta
e lasciando andare la bambina.
Si lanciò verso di lei, prendendola al volo, stringendo a se il suo corpo
minuscolo, esangue, da cui la vita sembrava essere stata rubata in un momento,
mentre sulla sua testa, appesa al muro di cinta , Darla rantolava
E quando voltò la testa a guardarla Angel vide un fioto rosso di sangue
correrle lungo il mento, fino al maglione di angora gialla
"Co
" Riuscì a balbettare. " che co
" Ma
le sue parole si spensero in un lamento strozzato nel momento in cui lasciò
la presa.
Sarebbe caduta anche lei fra le sue braccia, se il vampiro fuggito non si fosse
sporto dal bordo del muro, afferrandola al volo e tirandola su. Mentre lei continuava
a contorcersi, e a vomitare il sangue di Nia.
Gli cadde addosso, sulla testa, sulle spalle, e Angel strinse le braccia, per
impedire a quel sangue di sporcare la bambina a cui era stato rubato.
Insieme alla vita.
Insieme ai sogni.
Insieme al futuro
Insieme a quei minuscoli desideri che erano tutto ciò che una bambina
di quattro anni aveva voluto dalla sua vita così infelice
Abitare in una castello che era solo un albergo
Sentire un 'altra volta cantare il suo folletto verde
Giocare con un bambino appena nato
Angel singhiozzò, stringendola a se.
Come non aveva mai potuto stringere Kathy
gridando, il volto del suo demone
premuto sul capo freddo della bambina, inondato di lacrime
"Per questo posso amare?" Ruggì, accucciandosi in terra. "
Per perdere in questo modo?
Per morire ogni volta di più?
Per questo sono ancora capace di amare?"
Gridò ancora, affondando la testa sul petto della bambina.
E fu allora che, debolissimo
giunse al fondo della sua anima straziata
il suono implorante del suo piccolo cuore
Avrebbero
sempre saputo di dolore, quelle pareti
Angel lo sapeva.
Avrebbero sempre saputo di malattia e medicine
Di disinfettante e sangue
E per quanto ancora avesse vissuto
per quante cose avesse visto in futuro
e quante ne avesse annusate e quante amate, e quante odiate, non avrebbe mai
dimenticato quell'unico, inconfondibile, terribile odore
Ne avrebbe mai più odiato un luogo come quell'ospedale grigio e monotono
Nemmeno il dolore della dimensione demoniaca che per centinaia di anni lo aveva
straziato odiava tanto
nemmeno il ricordo del suo tormento
Niente
quanto quelle pareti pulite che sapevano di medicine.
Ne avrebbe mai più amato nello stesso, identico modo in cui aveva amato
una bambina
un cucciolo senza forze
più dolce del ricordo
del sole
e con più dignità di tutti i guerrieri che aveva
mai conosciuto
Ne mai
mai
avrebbe dimenticato
la sua pelle fra le dita
che diventava sempre più fredda
il suo volto più pallido
mentre la vita se ne andava via
E quel corpo di bambina si confondeva ai suoi occhi annebbiati con quello di
un 'altra
di una creatura piena di vita, figlia del sole e sorella
sua
solamente sua
E Nia diventava Kathy
E il dolore lacerante per sua figlia quello che mai avrebbe potuto placarsi,
per la sua sorellina
E il loro sangue
unito
Nel suo cuore
nelle sue narici
Ed erano un cuore morto
e le narici di un mostro
Ed erano le braccia di una creatura oscura che le avevano strette entrambe.
E le labbra pallide e senza vita di un vampiro che avevano baciato la fronte
esangue della figlia di Kate
E la sua anima, che l'aveva amata
Che aveva sperato
E che pregava
Pregava ora per un 'altra anima
Pregava con la disperazione di un padre per la sua unica figlia
E si chiedeva perché quella preghiera così intensa non bruciasse
le sue labbra e la sua gola di vampiro
Perché non lo riducesse in cenere
fra le braccai di Kate
La strinse, e lei strinse Angel.
E nessuno dei due poteva dire chi stesse sostenendo l'altro
chi lo stesse
consolando e proteggendo
da qualcosa da cui non si poteva consolare
ne proteggere
Nessuno dei due poteva dire quale fosse l'abbraccio più forte
o
la preghiera più disperata
Era sporco di sangue, Angel, e la camicia bianca di Kate aveva bevuto dalla
sua
ed era il sangue della loro bambina
ed era
così
tanto sangue
Così tanto che non sembrava potesse venire da un corpo così piccolo
Ma Angel sapeva che era così
lui
Lui avrebbe potuto dire con precisione chirurgica quanto sangue contenesse un
passante intravisto in strada
e quanto Darla ne avesse lasciato alla sua
bambina
Angel sapeva
Angel era
E ciò che era si trasformava nella sua vera maledizione
Com' era sempre stato
La sua maledizione
e il suo compito
Da quando era stato portato in grembo da sua madre, e per sempre
nella
sofferenza
e negli attimo di gioia che così cari gli erano costati
Negli occhi di quelli che non lo avevano accettato
e chi lo aveva fatto
subito
a volte senza neanche sapere
Come Kate
Come Nia
Come Nia
che non aveva mai indossato un cappotto
perché era
nata in un luogo di sole
Strinse la mano di Kate, deglutendo.
Ingoiando le lacrime.
E lei lo guardò, con lo stesso dolore. Sollevandosi leggermente per posare
la sua fronte su quella di lui.
Senza parlare
perché nessuno dei due ne aveva bisogno.
E senza piangere
perché aveva già consumato tutte le sue
lacrime.
In silenzio
stretta a lui
davanti a una porta chiusa
così
vicina che se si fosse aperta li avrebbe presi in pieno
Consapevole, come lui, delle mute presenze alle loro spalle
E del loro dolore
e rispetto
Mentre il tempo, codardo
non voleva trascorrere
E si dilatava, e sospirava silenziosamente
come un nemico
Come il nemico che aveva allungato le sue sofferenze quando non esisteva altro
E che aveva reso eterni gli istanti mentre il corpo di Doyle si consumava
Come il vecchio dispettoso che allungava gli istanti del tormento e il bambino
sempre di fretta nei momenti di gioia
Senza curarsi di loro
Senza curarsi del cuore di Kate che batteva così forte
E che sembrò esplodere, quando alla fine del tempo, la porta davanti
a loro si aprì, lasciando uscire Wesley
Lo fissarono, senza parlare, e la mano di Kate si strinse disparatamente sul
braccio di Angel, chiedendo ciò che la sua voce non osava
E ottenendo, in risposta, il lento distendersi delle labbra dell'uomo
"Oh, mio Dio
"Esclamò Angel, tendendosi istintivamente
verso di lui, e abbracciandolo.
Con tanta forza che l'uomo gemette piano, poggiandogli una mano sul petto.
"Ehi
"Ansò. " sono appena stato dissanguato
ti dovresti ricordare come ci si sente
"
"Wesley
" Li interruppe Kate. " Sei sicuro
"
C'era così tanta ansia nella sua voce
così tanta paura che
sembrò passare fra di loro come una nebbia gelida, trasmettendosi al
suo corpo. E anche lui si ritrovò a fissare il volto provato dell'amico.
"Oh Dio
"Sorrise l'altro. " me ne hanno tolto tanto
ma non abbastanza da farmi svenire sul serio! Ce la farà, Kate
fra non molto uscirà anche il medico a dirtelo
"
Kate si portò una mano alle labbra, mentre Angel si volgeva, stringendola
a se.
Tremava.
Come una foglia.
Come una bambina.
Come il giorno che l'aveva abbracciata, sul suo letto.
E l'emozione che l'attraversava era altrettanto forte
La strinse disperatamente, sollevandola quasi da terra nonostante la sua altezza
come ore prima aveva stretto sua figlia
correndo
riportandola indietro
guidato dal battito, disperato e debolissimo, del suo piccolo cuore
Che non voleva smettere di lottare
E di vivere
Nonostante il dolore e la debolezza
Nonostante Darla
Kate sollevò il volto, e lui la baciò, davanti a tutti.
E non c'era passione in quel bacio
ma il contatto disperato di due anime,
che avevano rischiato di perdere tutto.
Che avevano rischiato di perdersi l'un l'altra.
"Mio Dio
"
Angel si voltò, separandosi da lei, i suio sensi che saltavano immediatamente
all'erta.
Terrorizzandolo.
"Cosa?!" Esclamò, fissandolo Lorne che, lentamente, si avvicinava
a loro.
NO, comprese dopo un secondo.
Non a loro.
A Wesley.
Lo vide allungare la mano, senza toccare il volto dell'altro, ma passandola
solamente accanto alla sua tempia.
"Cosa?!" Esclamò nuovamente Angel.
Lorne lasciò andare il braccio, e un sorriso incredulo gli increspò
le labbra rosse.
"E' incredibile
" Esclamò.
"Cosa?" Kate si avvicinò di un passo. " Cosa è
incredibile?!"
"Lorne!"Le fece eco Cordelia, raggiungendoli, e finendo di chiuderlo
in un cerchio stretto. " Guarda che ti rompo la testa!"
Ma lui non sembrò nemmeno accorgersi di nessuno di loro.
"Non c'è più
" Mormorò, continuando a fissare
Angel. "Non c'è più
"
"Lorne!" Gridò Cordelia esasperata, ma lui si sovrappose alla
sua voce.
"Il verme Jican' t
non c'è più
non è più
dentro Nia!"
Angel deglutì, fissandolo.
Fissando i suoi occhi intensi, che mai erano stati più seri.
Mentre nessuno, nel corridoio deserto dell'ospedale, davanti alla porta chiusa
della sala rianimazione, osava emettere un solo suono.
Nulla.
Nessun parola.
Solo cuori che battevano.
Uno più forte dell'altro.
Uno più frenetico dell'altro.
E uno più terrorizzato dell'altro
di porre un 'identica domanda.
"Allora
"Esclamò dopo un istante Lorne. " nessuno
mi chiede se ne sono sicuro?!"
Ma Angel non aveva occhi che per la donna al suo fianco, il palmo premuto forte
sulla bocca.
"Kate
"Mormorò, prendendola dalle spalle.
"Non preoccuparti per me
non sto svenendo
"Si tolse la
mano dal volto, e l'allungò verso Lorne, afferrandogli la sua. "
ne sei certo?" Domandò.
Il sorriso di lui ci accentuò.
Un bellissimo, radioso sorriso privo di ogni incertezza.
"Si
Lui
voleva vivere
e Nia stava morendo
così ha sentito
una via d'uscita
ed è fuggito
"
Angel strinse le labbra, mentre immagini di poche ore prima gli scorrevano nella
mente.
Immagini di una creatura delle tenebre che vomitava sangue sul corpo inerme
di una bambina
come
se quel sangue la stesse soffocando
"Darla
" Soffiò.
"Darla
" Confermò Lorne.
"Volete dire
" Cordelia sgranò gli occhi. " che quell'animale
schifoso è scappato attraverso il sangue di Nia
dentro Darla?!"
Nessuno rispose, ma lo sguardo di Lorne fu più che eloquente. "Grande!"
Esclamò Cordelia. " Finalmente quella mummia ninfomane ha il rande
vouz che fa per lei!
E significa che Nia guarirà?!"
Di nuovo, tutti guardarono Lorne.
"Mio cuore
"Si schernì lui. " ti risulto laureato
in medicina?!
Io so solo che la piccola è libera!"
"Libera
" Accanto a lui, Kate ripetè quella parola, sfiorandola
appena con le labbra. " libera
"
"Oh
"Aggiunse Lorne sorridendo. " a parte per due genitori
alquanto assillanti che rischia fortemente di ritrovarsi al suo risveglio
"
Stavolta, riuscì a strappargli un sorriso, e quando volse il capo verso
di lei, Angel si accorse che anche Kate stava sorridendo, incontrando i suoi
occhi come la prima volte, in quel bar, così tanti anni prima
Quando tutto era cominciato
E tenendoli legati a se, come tante volte aveva fatto
Intrecciati alla sua anima .
E quando la porta di nuovo si aprì, e fu un medico ad uscirne, per un
attimo, gli occhi di Kate si rifiutarono di lasciare i suoi, come la sua mano
si rifiutò di lasciarlo andare.
"Signora Lockley
" La chiamò l'uomo per la seconda volta,
scotendola con un sussulto che ancora sapeva di paura.
Ma Kate non doveva più avere paura.
Come non doveva averne Angel.
Eppure, entrambi ascoltarono in silenzio le parole di quell'uomo sconosciuto,
e per i brevi istanti che seguirono, entrambi seppero che quello stesso sconosciuto
teneva fra le mani i loro cuori.
"
fossimo arrivati solo un minuto dopo
" Terminò
il medico . " o non ci fosse stato il sangue del signor Whindam Price ad
integrare le nostre riserve
"
"Ma c'era
" To interruppe Kate. E un attimo dopo si voltò
verso gli altri. " C'eravate tutti
"
Tornò a rivolgersi al chirurgo, chiedendo con voce incrinata di vedere
sua figlia.
E quando l'uomo si fece da parte, istintivamente, Angel la seguì, la
mano ancora stretta nella sua.
"Oh, signora Lockley
"L'uomo li fissò, imbarazzato. "
in rianimazione
lo sa
solo una persona
"
Per un attimo, nonostante i suoi propositi, la paura tornò a rapire Angel.
Era finita
Nia era salva
E Kate
Kate non aveva più bisogno di lui
Lui che le aveva promesso di restarle accanto
fino a che non fosse finita
Lui che si era ripromesso di ipedirle di allontanarlo da se
ma che ora
si chiedeva se veramente avrebbe avuto la forza di farlo
Se lei lo avesse voluto
Se avesse desiderato una vita più tranquilla, per se e la sua bambina
Una vita migliore di quella che lui avrebbe mai potuto offrirle
Kate lo amava
lo sapeva
Ma Kate aveva anche il diritto di volere il meglio per la sua creatura
.
E lui
era molto lontano dell'essere il meglio
Deglutì, senza osare stringerle di più la mano, mentre lei distoglieva
gli occhi, e tornava a fissarli sul medico.
"E' suo padre
" Mormorò sicura. " e se non si può
entrare in due
allora fate entrare prima lui
Io posso aspettare
"
"Kate
" Mormorò Angel, incredulo, costringendola dolcemente
a voltarsi, come dovesse guardarla negli occhi, per convincere se stesso che
pensava davvero ciò che aveva detto.
Lei gli sorrise, la tensione improvvisamente scomparsa dal volto bellissimo.
"Vai
" Soffiò. " dico sul serio
"
Angel sollevò la mano, sfiorandole la guancia, mentre di nuovo gli occhi
gli si annebbiavano leggermente
e stavolta non per il dolore o la disperazione.
"ehm
"Il medico si schiarì la gola, imbarazzato. "
dopotutto avete messo in fuga quei rapinatori
"Scosse le spalle.
" non credo che nessuno dirà niente, se entrate insieme, solo per
qualche minuto
Siete i suoi genitori
"
Ancora una volta, Angel continuò a fissare Kate.
I suoi occhi chiari e, in essi, l'amore che gli aveva dato, e che gli dava.
Un amore che lo stava abbracciando, come lei aveva abbracciato il suo corpo.
Allontanando le paure e le incertezze.
Proteggendolo da esse
"Si
" Mormorò.
Ed era una risposta a tutte le domande che leggeva in quegli occhi.
Si, voglio restare con te.
Si , voglio combattere con te.
Si, voglio affrontare il domani insieme a te, qualunque cosa ciò significhi.
E voglio le liti, le discussioni, e i baci rubati nel bagno di un ospedale,
e i sorrisi, che sappiamo strappare l'uno all'altra come mai nessuno prima è
riuscito a fare.
Si, ti amo.
Le cinse le spalle, attirandola a se, e insieme a lei oltrepasso la doppia porta
del reparto.
Che ancora sapeva di medicina e malattia, e fra le cui pareti, anche a quella
distanza, poteva udire battere il cuore di Nia.
Chiamandolo.
Come quello di sua madre, ancora, gli chiedeva di amarlo.
E come al cuore di quella donna straordinaria, sentì la sua anima rispondere
al quel piccolo palpito di bambina.
Era vero.
Angel non era il meglio.
Ma era suo padre.
Lo
sentiva.
Dentro di se
Nel suo corpo, nelle sue viscere, nel suo sangue
Lo sentiva muoversi
Lo sentiva crescere
lo sentiva diventare ogni momento più forte
Nutrendosi di lei
E lasciandola nutrirsi di lui
Attingere alla sua energia,nello stesso modo in cui lui attingeva alla sua
Provocandole un piacere bruciante
e un dolore intenso
terribile
che le scuoteva le membra
Perfetto
Come era stato perfetto unirsi con Angelus
Solo che Angelus aveva sempre preso
e mai dato
e quello che aveva
voluto, Darla aveva sempre dovuto procurarselo da sola
Darla gemette, inarcandosi fra le lenzuola madide di sudore, che odoravano di
piacere e dolore
e sangue
E con la mano premette con forza la sua gola.
Dove sapeva che lui era .
Cercandolo
Mentre il suo ventre si piegava in uno spasmo atroce.
E il suo seno sembrava scoppiare.
Come ogni altra parte del suo corpo.
Si rovesciò sul letto, completamente nuda, e morse con violenza le lenzuola,
incapace di mutare volto.
Incapace di trovare uno sfogo per quella forza terribile che le mondava dal
di dentro.
Perché lui glielo impediva.
Perché lui costruiva nel suo corpo la sua esistenza.
Sfinendola.
Come in una lotta senza fine.
Come in un amplesso senza fine.
E Darla lo amava
Come non aveva mai amato niente e nessuno in tutta la sua esistenza, mortale
e da vampiro.
E non sapeva se fosse suo quell'amore, o della creatura che aveva inghiottito,
e ora la faceva tremare.
E non le importava.
Mai aveva provato una sensazione del genere.
Mai il piacere era stato così intenso.
Lui era dentro di lei
era lei
E insieme stavano crescendo
Lui l'aveva cercata
per secoli
Passando da un corpo all'altro
Distruggendoli per vivere
Per evolvere
E ora prolungava all'infinito il piacere
Prolungava all'infinito il dolore
Fino a che non fosse stato completo.
Insieme a lei.
Come già cominciava ad essere
Trasmettendo a darla parte delle sue memorie
e dei ricordi di secoli di
rare unioni e molteplici rifiuti
di caducità che lo stava annientando
Perché mai lui aveva avuto modo di essere completo
Facendole vedere ciò che lui aveva visto
E ciò che vedeva.
Ora.
Nel suo copro.
Attraverso gli occhi di lei.
Inondandola con il suo piacere e il suo dolore che si mischiavano ai suoi.
Facendola impazzire.
Gridò, soffocata dal cuscino madido.
Piangendo come non aveva mai pianto.
Come non credeva si potesse piangere.
E le piaceva quel tipo di pianto.
Il tempo che non aveva più senso per lei.
Che non aveva più ragione.
Che si confondeva
impedendole di capire
se fossero passati secoli
o giorni.
E lasciando solo , chiarissima, la consapevolezza di non volere che finisse
mai
O forse
forse era lui a non volere che finisse
Mentre Darla era divisa
Fra il piacere e l'odio che nemmeno quella creatura così antica da aver
scordato il suo stesso come riusciva a cancellare.
Fra ciò che si scatenava in lei, e ciò che era fuori di lei
ciò che ancora non aveva finito.
"Mia signora
"Odiava quella voce
la odiava
Voleva che lasciasse in pace
nel suo letto nuziale
Eppure ne aveva bisogno
Per nutrirsi
Per continuare a esistere.
E lui voleva che Darla continuasse a esistere
Si voltò sulla schiena, gli occhi annebbiati che le consentivano di scorgere
solo ombre confuse sul volto dell'ultimo dei suoi favoriti
L'ultimo rimasto
Quello che l'aveva salvata
E che lei odiava
"Ti amo
" Ansò, allungando la mano, sfiorandogli la guancia.
Somigliava ad Angelus, così
coperto dalla foschia dei suoi occhi.
Tutti somigliavano ad Angelus
Lo attirò a se, con una forza che lo stupì, strappandogli un gemito
di dolore.
E depredando la sua bocca con un bacio devastante.
Anche di quello si nutriva il suo amore
di ogni reazione del suo corpo.
Anche quello lo faceva crescere e gli dava piacere.
Gemette, per il dolore lancinante alla gola, e sentì le mani del ragazzo
accarezzarle piano il volto.
Piene di referenza.
La amava
Tutti loro l'amavano
Tutti i suoi ragazzi
Solo uno
non l'aveva mai amata
E lei non aveva amato lui
Eppure continuava ad ossessionarla
persino adesso.
"Angelus
" Ansò, sputando sangue sul volto del ragazzo.
Gli sentì prenderle le mano, e baciarle con passione
con dolore
"No
" Ansò lui. " no
ma ti giuro
ti
giuro che pagherà per questo
io
io lo troverò e
"
"Shh
"Sollevò le dita, poggiandole sul volto di lui. "non
parlare
dovresti essergli grato
Io lo sono
" Inarcò il corpo, scossa da uno spasmo. Aveva bisogno
di sfogare quella tensione terribile..
Lui non volava ucciderla
eppure lo avrebbe fatto se non fosse riuscita
a sfogarsi
"mordimi
" Ansò
attirando il ragazzo verso di se.
"Ne ho bisogno
Ho un bisogno disperato di te
" Lo accarezzò ancora, lottando
per articolare le parole. " non mi ero mai accorta, di quanto fossi dolce
"
"Stai così male
"Rispose lui, gentilmente. " ti
ucciderei
"
Non ricordava il suo nome
Ma lo odiava
lo odiava come odiava chiunque non le desse ciò che
voleva.
Come odiava Angel
"Mordimi
" Ringhiò, spingendolo contro di se con una violenza
che lo spaventò. " ora
ora!"
sentì i suoi denti affondarle nall'attaccatura della spalla, e contemporaneamente
il suo corpo, scosso dallo spasmo più violento che avesse mai sperimentato.
Così potente da strappare in un istante la sua ragione, e la sua conoscenza.
Liberandola.
Finalmente.
"
così
bello
" Ansò, prima che il buio
la inghiottisse. "
così
potente
" Si abbandonò
sul letto, chiudendo gli occhi. " aspettami
" Sorrise, mentre
il piacere si spandeva dal suo copro.
E l'ultima immagine, prima di svenire, fu quella del volto di Angel, attraversato
da un dolore senza fine. Angel
che non aveva idea di ciò a cui
il suo amore aveva dato vita. "
aspettami
" Ripetè,
facendo l'amore con le tenebre.
Epilogo
Angel
si alzò, raccogliendo da terra una busta di carta, finita in una pozza
di fango nella foga della battaglia, accanto alla sua spada sporca di sangue.
Aveva una spalla dolorante e una costola rotta, e persino quel piccolo movimento
gli provocò una fitta terribile.
Eppure, non fu per quello che le sue labbra si strinsero, ma piuttosto per la
vista del cibo che la busta conteneva, irrimediabilmente perso.
Sospirò, passandosi la mano sulla nuca, e camminando accanto alla sua
spada raggiunse il cassonetto, lasciandoci cadere la busta.
Così la prossima volta imparava a scegliere la strada, perché
i tunnel erano di certo più pericolosi e proprio quella sera non voleva
fare tardi!
E adesso tutto da rifare
Infilò la mano nella tasca del capotto, tirando fuori il cellulare
rotto.
Il quinto in sei mesi.
E Cordelia che si ostinava a ricomprarglielo ogni volta, insinuando sempre che
lo facesse apposta.
Lo lanciò all'indietro, mandandolo a raggiungere la spesa.
Detestava i demoni Hartfrost !
E dopo quella sera non sapeva se detestava più loro o i telefoni cellulari!
Si chinò di nuovo, raccogliendo la spada e pulendo con l'interno del
suo cappotto il sangue denso e viscido.
Oh, si
li detestava
Soprattutto quando sbucavano nei vicoli con le loro domande idiote! Impegnandolo
in una battaglia quando avrebbe dovuto essere a casa da cinque minuti buoni!
"E questa cos'è?" Fece una voce davanti a lui. " Sapevo
che avevi gusti strani per un vampiro
ma qui mi sembra che esageri!"
Sollevò la testa, ritrovandosi a fissare diritto in una faccia segnata
di blu, dall'espressione minacciosa.
La faccia di una creatura fatta per uccidere
alta quasi quanto lui e altrettanto
massiccia
e che già una volta lo aveva quasi abbattuto
facendogli
desiderare di non avere mai più a che fare con lui
Un nemico terribile
che ora teneva per la zampa una grossa tartaruga di
peluche!
Anzi
la sua tartaruga di peluche!
"Noo
"Esclamò, abbandonando le spalle e strappandogli
di mano l'animaletto imbottito.
Fissò sconsolato il fango che gli incrostava il pelo, coprendo parte
del musetto rigorosamente sorridente, per non parlare del sangue di demone,
che forse sarebbe pure riuscito a lavare, ma di cui non sarebbe riuscito a eliminare
il lezzo nemmeno di lì a cento anni.
Era così malridotto che gli venne voglia di accarezzarlo, e solo la consapevolezza
dello sguardo dell'altro gli impedì di farlo.
"E' completamente andata
" Mormorò piano.
Davanti a lui, Boone lo fissò con la stessa identica espressione che
avrebbe avuto se si fosse messo ad abbaiare.
"Vampiri con l'anima!"Esclamò, chinandosi nuovamente in terra.
" Blea!"
Con un sospiro, Angel si girò, e depose tristemente la tartaruga sul
coperchio di un cassonetto, dove continuò a fissarla, con uno sguardo
probabilmente non dissimile da quello con cui lei, in quel momento, stava fissando
lui.
"Una cortesia personale
"Mormorò, tornando a guardare
l'altro. " la prossima volta ricordati quanto sono
bleah!
prima
di venirmi incontro
"
"hei
"Un sorriso irriverente solcò il volto altrimenti
arcigno dell'altro. " Volevo solo salutare un vecchio amico
"
"Portandoti dietro una mandria di Heartfrost!"Si passò una
mano sulla testa. " Almeno
mi avessi dato il tempo di salvare la
spesa!"
"La spesa
i peluches
parli come una vecchia checca!
Di un po'
"Continuò, ammiccando , "questi sono la tua
donna e il tuo bambino?!"
Voltò il polso, mostrandogli la fotografia di Kate
quella vecchia,
adorata polaroid che le aveva chiesto in dono ormai sei mesi prima
"Si!" Esclamò Angel, allungando il braccio e sfilandola di
mano all'altro. Ignorando completamente il portafoglio da cui l'aveva estratta.
" E non è un bambino, è una bambina!"
Abbassò gli occhi, e accarezzò con il pollice quell'immagine che
teneva riverentemente fra le dita, mentre un sorriso pieno di tenerezza gli
saliva incontenibile alle labbra.
Sfiorò, con la pelle e il pensiero, la curva del volto di Kate, come
aveva fatto centinaia di volte
immaginando come sarebbe stata la loro
esistenza se il giorno in cui quell'immagine era stata scattata lui fosse stato
realmente lì
accanto a lei
per toglierle dalle braccia la
sua bambina e imporle con dolcezza di dormire
sussurrandola con un bacio
che la amava
Rise
mentre realizzava che con molta probabilità lei si sarebbe
ripresa in braccio la piccola, e gli avrebbe risposto in un modo molto poco
materno!
"I vampiri non possono avere figli." Sentenziò Boone, incrociando
le braccia sull'ampio petto ricoperto da una camicia di pelle nera.
Di nuovo, Angel sollevò la testa. Mentre qualcosa dentro di se, qualcosa
di infantile, forse, ma incredibilmente potente, si ribellava a quelle parole.
"Io non sono come gli altri !" Sbuffò, strappando dalle dita
dell'altro il portafoglio, senza curarsi del fango che lo ricopriva.
Come se quello spiegasse ogni cosa.
"
e Nia è mia figlia!" Continuò, incapace di impedirselo,
con tanta foga che l'altro sollevò la mani, in procinto di scoppiare
a ridere.
Angel si voltò, imbarazzato dalla sua stessa reazione.
"Bè
"Esclamò Boone, che, con ammirabile autocontrollo
rispetto alle sua maniere da cow boy, stava riuscendo persino a non sorridere
troppo. " pare che siano successe un po' di cose in città in questi
ultimi cinque anni
Devo aspettarmi molti cambiamenti?"
"In città?" Angel sollevò gli occhi, perdendosi per
un istante nelle luci sfolgoranti di Los Angeles, oltre i palazzi che fiancheggiavano
il vicolo. " No
non particolarmente
"
"E tu
sei diverso da cinque anni fa , vampiro?"
Stavolta, Angel non distolse lo sguardo.
E non esitò prima di rispondere.
Nemmeno un secondo.
"Si
"Mormorò. " lo sono
Adesso sono felice
"
Kate
sapeva che Angel la stava guardando.
Poteva sentire i suoi occhi su di se.
Sul suo volto, sul suo collo, sul punto esatto dove gli piaceva baciarla ogni
volta che riuscivano a rimanere un istante da soli
dove la pelle avrebbe
portato per sempre il suo segno
Non aveva bisogno di voltarsi per saperlo.
Per sapere che i suoi occhi erano su di lei.
E che in quel momento erano occhi molto, molto mortificati.
Come quelli di un cucciolo bagnato fradicio da un acquazzone che chieda scusa
se sgocciola sul pavimento.
"
mi sono sbucati davanti
" Mormorò piano, e Kate
avrebbe giurato che si stava torcendo le dita. " veramente
non ho
potuto evitarlo
"
"Mm, mm
"Rispose, rigirando ancora una volta il cavatappi dentro
il collo della bottiglia.
"
e il cellulare si è rotto nello scontro
"
"L'importante è che non ti sia rotto tu
" Sospirò
Kate.
"
non ho potuto avvisare
"
Lo sentì sporgerlesi accanto, per scrutare la sua reazione, e sobbalzare
leggermente quando con uno sciocco liberò la bottiglia dal tappo.
Un vampiro
che sobbalzava per un tappo!
"
e poi sono tornato indietro a ricomprare tutto
e
"
"Angel!"Esclamò Kate, voltandosi. "Per favore!
Io non ti ho chiesto nulla!"Lui si era così tanto avvicinato che
si ritrovò con le braccia appoggiare al suo petto, e la bottiglia in
bilico fra le dita."Non ho proferito parola!"
"Mi avevi chiesto di tornare presto
"
Kate sospirò
Già
glielo aveva chiesto
"Torna presto non vuol dire ti passo al setaccio se incroci per la via
un 'orda di demoni!
Ehi
rilassati
"
Sollevò il volto, appoggiando dolcemente le labbra sulle sue.
"
perché sei così teso
?"
Angel mugugnò, chinandosi leggermente per approfondire il bacio, e circondandole
nel frattempo la vita con le braccia.
"Non voglio che tu ce l'abbia con me
"
"Io non mi arrabbio mai con te
"
Sollevò il capo, fissandola negli occhi.
"Okay
qualche volta
" Angel sollevò le sopracciglia.
" spesso
ma solo quando te lo meriti!
E non sono più arrivata a spararti!"
"Perché c'è tua figlia in casa!"
Kate aprì la bocca, per poi richiuderla dopo un istante.
"Si
" Confermò. " perché c'è mia figlia
in casa!"
Angel rise, abbassandosi di nuovo e baciandola con passione.
"Che progetti avevi per questa sera?" Mormorò sulle sua labbra.
Di nuovo, Kate sospirò.
"Solo di mettere a letto Nia
" Si liberò con dolcezza
dal suo abbraccio, appoggiando la mano alla porta della cucina. "e di stare
un po' con te
"Sentì la mano su Angel sul fianco, mentre spingeva
la porta. " soli e in silenzio
" E poi lo sentì sollevarla,
giusto in tempo per parare la palla che, altrimenti, l'avrebbe presa in pieno
volto.
"Bambini!" Esclamò, avanzando severa. " Quante volte la
devo ripetere questa cosa?!
Non- si- gioca- a- palla- mentre- si- cena! "
Posò sul tavolo la bottiglia, incrociando le braccia contro il petto.
Mentre, davanti a lei, Wesley e Lorne cercavano inutilmente di nascondersi dietro
la sedia di Nia.
"Colpa sua!" Esclamarono all'unisono, indicandosi l'un l'altro.
Kate li fissò , inclinando leggermente la testa di lato, mentre, seduto
sul sediolone accanto a Nia, Allen cominciava ad agitarsi, saltellando su e
giù e indicando suo padre con il grosso cucchiaio di legno che chissà
perché adorava tanto.
"Coppa sua
"Esclamò, con una vocina squillante che prometteva
già bene. " coppa sua
coppa sua
coppa sua
"
"Ehm
amore
tesoro
"Lorne rise nervosamente, appoggiando
la mano sulla bocca del bambino." Basta così, passerotto
hanno
capito tutti!"
Per tutta risposta, il bambino si inclinò all'indietro, e ridendo tese
le braccia verso di lui.
"Non provare a prenderlo in braccio!" Si precipitò Cordelia.
" deve mangiare seduto lì sopra e lo sa benissimo! Ed è inutile
che prova con le moine!"
"Avanti
"Rincarò Kate allungando una mano. " datemi
quella palla."
Wesley sbuffò, assumendo una comicissima espressione offesa, e dopo aver
lanciato a Nia uno sguardo mortificato porse a Kate il pallone.
"Aguzzine
!" Soffiò fra i denti.
"Che cosa?!"
Kate dovette lottare per trattenere una risata quando Allen, prendendo al volo
l'occasione datagli da sua madre, cominciò quasi a gridare: " aguzzine,
aguzzine, aguzzine, aguzzina, aguzzine, aguzzine!" . Guadagnandosi uno
sguardo al limite del panico da parte di Wesley e un pronto intervento di Lorne,
che afferrò la faccia del bambino, a