UN INCONTRO INATTESO

Autrice: Marianna

Capitolo 1

Era una magnifica giornata, il sole splendeva alto nel cielo e il suo mare, il suo splendido mare, era calmo. Non poteva credere che solo il giorno prima un tremendo terremoto avesse trasformato San Pedro in una città fantasma: numerose case erano andate distrutte e molta gente era morta. Fortunatamente tutti i suoi amici erano sopravvissuti, avevano riportato solo qualche ferita lieve, ma nulla di grave. I suoi amici… più che amici, costituivano la sua famiglia, quella famiglia che aveva sempre desiderato di avere ma che il destino gli aveva negato. Decise di andare da Don Noel per vedere se poteva essergli in qualche modo di aiuto, dato che l’avvocato (queste era la sua professione) aveva deciso di aiutare la povera gente che con il terremoto aveva perso tutto. Don Noel era un uomo dal cuore d’oro, amato e rispettato da tutto il paese, che provava per Juan un affetto speciale, paterno.

-Buon giorno Don Noel...
-Ah, sei tu Juan, entra pure. Tutto bene?
-Si… di certo a me è andata molto meglio che a tanta povera gente. Ero venuto qui per chiedervi se potevo aiutarvi, so che state dando una mano a chi è rimasto senza casa, senza famiglia.
-E’ vero, cerco di fare quello che posso. Potresti….

Bussarono nuovamente alla porta. Don Noel andò ad aprire, un funzionario dell’ufficio postale gli consegnò un telegramma urgente.

-E’ un telegramma di Catarina Altamira, mi chiede di andare a casa sua… sua figlia Monica non è andata con lei a Campo Real, è rimasta a San Pedro. Dice che le strade sono impraticabili a causa del terremoto e che non può ritornare qui a San Pedro.
-Don Noel, la casa della contessa Altamira è quella vicino alla spiaggia?
-Si, perché?
-Perché sono passato per di li stamattina e parte della casa è crollata!
-Presto Juan, andiamo, dobbiamo fare qualcosa!

Juan e Don Noel si precipitarono a casa degli Altamira. L’edificio era stato tremendamente danneggiato dal terremoto, sembrava che l’intera struttura potesse crollare da un momento all’altro. Don Noel ritenne troppo rischioso entrare e iniziò a chiamare Monica a gran voce.

-Juan, non risponde, deve esserle successo qualcosa. Io non sapevo che lei fosse rimasta qui a san Pedro credevo fosse partita con la madre. Se lo avessi saputo prima forse avrei potuto fare qualcosa per lei.
-Non avreste potuto fare niente lo stesso Don Noel o per caso potevate impedire il terremoto?
-Hai ragione, figliolo, hai ragione.
-Don Noel non dovete sentirvi in colpa.- Subito dopo aggiunse: - Rimanete qui.
Juan entrò nella casa e iniziò a farsi strada tra le macerie e i calcinacci, quando vide sul pavimento una donna. Monica…l’aveva trovata!!!! Era svenuta e aveva una brutta ferita alla testa. La prese in braccio e la portò fuori.

-Oh mio Dio, come sta?
-Don Noel, si calmi, è solo svenuta (Almeno lo spero, pensò), portiamola a casa mia, qui potrebbe crollare ogni cosa!

Raggiunsero in fretta la casa di Juan sulla scogliera, Don Noel andò a chiamare il medico e Juan rimase da solo con Monica. Iniziò ad osservare con attenzione la ragazza, prima, nel trambusto che c’era stato, non aveva avuto l’occasione di farlo. E’ senza dubbio una bella ragazza- pensò- ha dei lineamenti così delicati, sembra quasi una creatura eterea, non di questo mondo…

I suoi pensieri vennero interrotti dall’arrivo di Pedro, uno dei suoi amici più cari.

-Ciao Juan! Oh… vedo che sei in dolce compagnia, forse è il caso che me ne vada. Vedo che neanche il terremoto è riuscito a fermarti…ogni giorno una conquista nuova, eh?
-Pedro non dire idiozie, ma non lo vedi che questa ragazza è ferita? Don Noel è andato a chiamare il medico.
-Don Noel?! Vuoi dire che questa splendida ragazza è… ehm…una sua “amica”? L’avvocato si che ha buon gusto!
-Pedro ma che sciocchezze dici? Certo che il tuo è un pensiero fisso…Don Noel sta solo aiutando questa ragazza, è rimasta ferita durante il terremoto.

Mentre Juan parlava con Pedro, arrivarono Don Noel e il dottore che chiese a tutti di uscire dalla stanza per poter visitare la paziente. Dopo alcuni minuti, il dottore fece rientrare i 3 uomini e informò Don Noel che Monica non aveva nulla di grave: la ferita alla testa non era profonda, presto la ragazza avrebbe ripreso conoscenza.

Bisognava cambiarle due volte al giorno la fasciatura alla testa e lasciarla riposare per qualche giorno. Rassicurato dalle parole del dottore, Don Noel decise di andare alla posta per spedire un telegramma a Catarina ed informarla delle condizioni di sua figlia. Anche Pedro poco dopo se ne andò e Juan rimase nuovamente da solo con Monica.

In breve tempo Monica riprese conoscenza: Juan rimase senza fiato….quella ragazza aveva degli splendidi occhi azzurri, quelli erano gli ochi più belli che aveva mai visto…sembrava davvero un angelo!!! Forse aveva ragione…un angelo aveva incrociato il cammino di Juan del Diablo!!!

Capitolo 2

Monica aprì gli occhi lentamente, la testa le doleva… ma cosa era successo? Faceva fatica a ricordare… pian piano alcune immagini le ritornarono in mente…ricordava di essere nella sua camera da letto quando improvvisamente la terra aveva iniziato a tremare, le mura della casa crollavano….doveva aver perso i sensi, perché non ricordava più niente di ciò che era avvenuto dopo. Ma dove si trovava? Aveva iniziato a guardarsi intorno, niente della stanza in cui si trovava le risultava familiare, non capiva dove fosse, sapeva solo che quello sul quale era stesa non era il suo letto e quella non era la sua casa…. Mentre voltava gli occhi per esaminare il luogo dove si trovava, si rese conto della presenza di un uomo che la fissava con degli splendidi occhi verdi! Ma chi era? Era sicura di non conoscere quell’uomo, non era possibile che avesse dimenticato tanto facilmente uno sguardo come il suo, così magnetico e profondo! Non riusciva a capire…com’era finita in quella casa e perché si trovava da sola nella camera da letto di uno sconosciuto? Per quanto si sforzasse, non riusciva a ricordare niente che potesse giustificare la sua presenza in quel luogo e di certo sentire su di se lo sguardo di quell’uomo non l’aiutava!!!

Monica aveva ragione, Juan la stava fissando, tentando di capire cosa passasse per la mente della sua incantevole ospite, che sembrava essere totalmente assorta nei suoi pensieri, tanto da non accorgersi che Juan si era avvicinato al suo letto e le stava parlando.

- Finalmente avete aperto gli occhi. Come vi sentite?
- ……
- Se state male vado a chiamare il medico…
-……
-Signorina?
-……
- Monica?
Solo quando sentì pronunciare il suo nome Monica si ridestò dai suoi pensieri e notò che quello sconosciuto era lì accanto a lei.
-No, no… vi ringrazio, sto bene. -
-L’avvocato Mancera sarà contento di saperlo, era molto preoccupato per voi.
-Don Noel? E’ stato lui a portarmi qui?
-L’avvocato questa mattina ha ricevuto un telegramma di vostra madre, era preoccupata per voi. Don Noel è corso a casa vostra, io vi ho trovato svenuta in quella che, suppongo, era la vostra camera da letto, e vi ho portata qui.
-Voi?!
-Ero con l’avvocato quando ha ricevuto il telegramma. Questa è casa mia… siete la benvenuta, signorina. – Mentre pronunciava queste parole Juan le prese la mano destra. – Avrei desiderato fare la vostra conoscenza in altre circostanze, ma purtroppo non è stato possibile. Sono Juan del Diablo, onorato di ospitarvi nella mia umile dimora. – Così dicendo, le baciò la mano.
-Lieta di conoscervi, siete molto gentile. Io sono…
-Monica Altamira.
-Sì.- Juan continuava a tenerle la mano…la vicinanza di quell’uomo la confondeva, non sapeva cosa dire, ma ben presto si accorse che non era più da sola nella stanza con Juan…

- Vedo che voi due non avete perso tempo, eh?
Don Noel non avrebbe mai pensato di assistere a una scena simile…. Era talmente preoccupato per Monica che aveva raggiunto l’ufficio del telegrafo in pochi minuti, voleva ritornare al più presto possibile a casa di Juan , per vedere se avesse ripreso conoscenza…. e invece Juan non aveva perso tempo, si era dato da fare…aveva già fatto sfoggia del suo charme e Monica sembrava essere rimasta colpita dalla galanteria di Juan. Appena l’avvocato rese palese la sua presenza, Juan lasciò la mano di Monica e si allontanò dal suo letto.

L’avvocato si schiarì la voce.
-Uhm, ora che le presentazioni sono state fatte… posso sapere come vi sentite, Monica?
-Bene, avvocato grazie, mi fa solo un po’ male la testa.- Si affrettò a rispondere Monica, imbarazzatissima.
-Credo che sia normale… il dottore ha detto che dovrei cambiare la fasciature due volte al giorno e riposare molto. Ho mandato un telegramma a vostra madre per informarla che state bene, era in pensiero per voi.
-Grazie Don Noel, vi sono davvero grata per tutto quello che state facendo per me.
E devo ringraziare anche voi, Juan, per avermi accolta nella vostra casa.
-Già vi ho detto che per me è un piacere tenervi come mia ospite.
-Non vorrei abusare della vostra gentilezza, non ho nulla di serio e vorrei ritornare nella mia casa.
-Monica, credo che questo non sia possibile, il terremoto ha danneggiato gravemente la tua casa, non è opportuno che ritorniate lì e poi siete ferita… Purtroppo non posso ospitarvi a casa mia, perché anche la mia casa è stata danneggiata dal terremoto e bisogna ripararla. Juan so che conosci Monica solo da pochi minuti, ma … Monica potrebbe rimanere a casa tua fin quando non trovo per lei una nuova sistemazione?
-Certamente avvocato, come giò detto prima alla signorina, per me è un onore ospitarla a casa mia.

A Monica l’idea di rimanere di nuovo da sola con Juan non piaceva per niente. Non aveva nulla da dire contro Juan, anzi lui era stato gentilissimo con lei, ma le parlava e la guardava in un modo…non capiva, non aveva mai provato nulla di simile!!! E ora Don Noel voleva che lei rimanesse li, da sola, con Juan!!! Monica aveva cercato in tutti i modi di convincere l’avvocato che non era necessario che lei rimanesse nella casa di Juan, aveva detto di voler raggiungere la madre a Campo Real, ma Don Noel aveva detto che non avrebbe mai lasciato che lei si mettesse in viaggio, quando il dottore gli aveva raccomandato di farla riposare!!! Ogni suo tentativo era risultato vano, l’avvocato era stato irremovibile!!! Uscito vincitore da quello “scontro” verbale, Don Noel se ne andò, aveva delle commissioni da fare…lasciando Monica di nuovo sola con Juan.

Capitolo 3

Juan era davvero grato a Don Noel… grazie a lui non solo aveva conosciuto Monica, ma si trovava anche da solo nella sua casa con lei! Non poteva crederci, il destino a volte era così strano! La contessa Monica di Altamira nella casa di Juan del Diablo! Per la verità sarebbe stato ugualmente felice di ospitare Monica anche se fosse stata una ragazza qualunque, una del popolo… aveva trascorso poco tempo con lei e avevano scambiato solo qualche parola, ma si sentiva attratto da quella donna, quando la aveva guardata negli occhi aveva provato una sensazione nuova. Aveva conosciuto molte donne, ma non aveva mai sentito nulla di simile con nessun’altra. Erano questi i pensieri di Juan mentre si dava da fare per rendere la permanenza di Monica nella sua casa piacevole, doveva essere molto difficile per lei trovarsi lì da sola in compagnia di un completo sconosciuto! E infatti per Monica era proprio così... non si era mai trovata in una situazione come quella, lo stare da sola con un uomo, per di più così attraente, senza una compagnia adeguata, come le aveva detto e ripetuto più volte sua madre, la metteva a disagio. Era da circa venti minuti che Juan trafficava in un angolo della palapa per preparare la cena, lasciando finalmente a Monica il tempo di pensare a tutto quello che le era capitato e di riordinare le idee, avere quell’uomo continuamente intorno la rendeva così nervosa!!! Stanca di stare lì seduta a maledire mentalmente l’avvocato Mancera per non averla lasciata andare a Campo Real, decise di alzarsi, forse avrebbe potuto dare una mano a Juan, di sicuro stava combinando un disastro con la cena, gli uomini non sanno cucinare! E invece si sbagliava…

Juan stava ultimando di preparare la tavola, quando Monica gli si avvicinò, voleva chiedergli se poteva dargli una mano, ma non lo fece… era rimasta senza parole, Juan aveva preparato una cena magnifica, curando ogni minimo particolare. Chi le aveva detto che gli uomini non sanno cucinare?!
Juan aveva notato l’espressione sorpresa di Monica, che guardava incredula le candele, i fiori…ok, voleva far colpo su quella ragazza, ma forse un tantino aveva esagerato!!! Forse non avrebbe avuto più l’occasione di stare da solo con Monica, la ragazza si era fatta promettere da don Noel che le avrebbe cercato un’altra sistemazione, per questo aveva deciso di giocare subito tutte le sue carte per tentare di far breccia nel cuore della sua incantevole ospite.

-Avete preparato tutto questo da solo?- chiese Monica incredula.
-Sì…vedo che siete sorpresa. Credete che gli uomini non sappiano cucinare?
-No, no, non volevo dire questo…non pensavo nulla del genere. -
-No?!
-Beh, ammetto che per un momento ho dubitato delle vostre doti culinarie… - rispose Monica, arrossendo- ma a giudicare dall’aspetto sembra essere tutto delizioso.
-E lo è, ve lo assicuro. Prego- le disse, invitandola a sedersi, per poi fare lo stesso- non ho alcuna intenzione di avvelenarvi, privandomi di una compagnia così piacevole come la vostra.

La cena era semplicemente meravigliosa: Monica si sentiva come la protagonista di uno di quei romanzi d’amore che le passava di nascosto Teresa, la sua migliore amica, perché sua madre non voleva che leggesse libri che le riempissero la testa di stupidaggini. Le aveva ripetuto mille volte che la loro situazione economica era disastrosa, che non avevano nulla ad eccezione del loro titolo nobiliare e che se un uomo si fosse infatuato di lei al punto da volerla sposare anche senza dote, sarebbe stata una sciocca a farselo scappare per inseguire delle stupide fantasie! Ma per lei non erano solo delle fantasie. Monica credeva realmente che la sua anima gemella si trovasse li fuori da qualche parte e che presto o tardi l’avrebbe incontrata. O forse, chissà, lo aveva già fatto…

-Devo dire che è davvero tutto molto buono, Juan.
-Quando si passa tanto tempo in barca senza poter attraccare, si deve pur mangiare….
-Avete una barca?
-Sì, il Satan. Non lo sapevate? Non avete mai sentito parlare di me in paese?! Sono molte le storie che si raccontano a San Pedro sul conto del temibile pirata Juan del Diablo.- il tono amaro con il quale pronunciò quest’ultima frase la sorprese.
-A dire il vero sì, qualche volta ho sentito parlare di voi, ma non credo a tutto quello che dice la gente… e inoltre Don Noel non mi avrebbe mai lasciata qui se non avesse una buona opinione di voi. Conoscete da molto l’avvocato Mancera?
-Si, è stato come un padre per me, gli sono molto affezionato.
-Per me è lo stesso, da quando è morto mio padre mi è sempre stato molto vicino, vegliando su di me, su mia madre…e su mia sorella Aimee.
-Così avete una sorella? Vostra madre non rimarrà quindi da sola quando vi sarete sposata e credo che questo accadrà molto presto, di sicuro una ragazza incantevole come voi ha già un fidanzato.– chiese distrattamente, come se questo non gli importasse, ma non era così. Aveva colto la prima occasione per farle quella domanda, voleva sapere se il cuore di Monica fosse già impegnato, se non lo era, forse aveva qualche chance...
-No, vi sbagliate, non sono fidanzata. Credo che non mi sposerò tanto presto.
-Perché dite questo, non avete intenzione di sposarvi? Credo che quando due persone destinate l’una all’altra si incontrano sia del tutto normale che vogliano trascorrere tutta la vita insieme
-Cosa avete detto?
-Lo so che quello che ho detto può sembrare una stupidaggine, starete sicuramente pensando che sono un’idiota per credere a cose simili, ma…
-Anch’io credo nell’esistenza dell’anima gemella! Spero di incontrarla, prima o poi.
-Io invece credo di aver già incontrato la mia….

Capitolo 4

Non era una delle frasi dette per convincere la ragazza di turno ad essere carina con lui, pensava realmente quello che aveva detto. Se inizialmente si era sentito attratto da Monica per il suo aspetto, la sua era una bellezza non comune, sobria ma al tempo stesso intrigante, ora che aveva iniziato a conoscerla era rimasto affascinato da alcuni aspetti del suo carattere: sembrava essere diversa da tutte le altre donne dell’alta società che fuggivano spaventate appena venivano a sapere che l’uomo che avevano guardato con tanto interesse e con il quale avevano civettato era Juan del Diablo, un bandito, un criminale, un uomo da non frequentare. Monica non aveva fatto nulla del genere, anzi aveva detto di non credere a tutto quello che si diceva su di lui. La sua non era semplice gentilezza, semplice riconoscenza per la sua ospitalità, ne era sicuro, gli era sembrata sincera. E inoltre adorava vederla arrossire e ora era arrossita di nuovo! La frase che aveva pronunciato non lasciava spazio a dubbi, le aveva fatto capire chiaramente che pensava fosse lei la sua anima gemella… e lei come aveva reagito? Era diventata rossa fino alla radice dei capelli, aveva abbassato lo sguardo, giocherellando distrattamente con quello che c’era nel suo piatto.

-Non riferite a nessuno quello che vi ho detto, danneggerebbe la mia immagine di pirata crudele e senza cuore!
Juan tentava di allentare l’atmosfera e l’imbarazzo di Monica, riuscendo nel suo intento.
-Vi do la mia parola che non dirò ad anima viva che Juan del Diablo non è altro che un gran sentimentale, la vostra immagine di temibile pirata è salva. – rispose con aria più rilassata.
-Ora che la mia cattiva reputazione non corre più pericoli, sono più tranquillo. Ritornando a quello che mi avete detto, non riesco a capire perché pensate che non vi sposerete tanto presto. Forse vostra madre non vuole, se voi e vostra sorella Aimee vi sposate lei rimarrebbe completamente sola.
-No, non è questo, ve lo assicuro. Anzi, se dipendesse da mia madre io sarei già sposata da molto tempo con un uomo come Don Pablo Guzman.

Don Pablo Guzman era lo scapolo più conosciuto di San Pedro: nonostante avesse quasi settant’anni sperava di sposare una donna giovane e graziosa che gli desse un figlio che potesse ereditare tutta la sua fortuna.

-Potrebbe essere vostro nonno!
-Ma se lo avessi sposato presto avrebbe fatto di me una ricca vedova.
-Ma non lo avete fatto, non lo avete sposato.
-Non voglio un matrimonio del genere.
-E vostra sorella? La pensa come voi?
-No, siamo molto diverse. Mia sorella pensa come mia madre che il matrimonio sia solo un “affare”. Per questo lei è partita con mia madre per Campo Real, mentre io sono rimasta qui a San Pedro. Aimee spera di riuscire a sposare Andres Alcazar y Valle. Non avrei dovuto dirvi queste cose, vi conosco appena, a volte parlo troppo…
-Non dite questo, siete stata solamente sincera con me, avete detto quel che pensate. Sono contento che non siate andata a Campo Real con vostra madre e vostra sorella, altrimenti non vi avrei conosciuto, o forse vi avrei conosciuto lo stesso…. Pedro che ci fai qui?

Juan scorse nell’ombra la figura del suo amico. Pedro si trovava lì già da qualche minuto, prendendo mentalmente nota delle tecniche usate da Juan per conquistare Monica.

-Non ho sentito bussare….
-Ma se non ci sono porte in questa casa, Juan!
-Forse è giunto il momento di fare dei cambiamenti, devi smetterla di irrompere in questo modo nella mia casa!
-Soprattutto quando sei in dolce compagnia, eh? – disse Pedro, guardando Monica… nuovamente un colorito purpureo comparve sulle guance della ragazza. Vide i fiori che adornavano la tavola e aggiunse: - Ecco a cosa sono serviti i fiori che mi hai mandato a comprare con tanta urgenza!
Il “mistero” era stato svelato… era stato Pedro a comprare quei fiori! Monica si era chiesta dove Juan li avesse presi, dato che non si era mai allontanato dalla palapa.

-Perché sei venuto?- disse Juan alzandosi e avvicinandosi a Pedro.
-Non avevo alcuna intenzione di rovinare la tua cenetta romantica al chiaro di luna…- Juan fulminò Pedro con lo sguardo- …ma Don Noel mi ha chiesto di darti questa- rispose porgendogli una busta - e di accompagnare qui Meche. E in effetti Pedro non era solo, ma in compagnia di una ragazza molto carina, vestita in modo semplice, come tutte le altre ragazze del popolo.
All’interno della busta vi era una nota dell’avvocato Mancera. Juan la lesse:

“Juan,
credevi che ti avrei davvero lasciato da solo con Monica? Sono vecchio, non stupido…conoscendoti, immagino che avrai fatto di tutto per sedurre la tua ospite.”
Non è vero! Non ho fatto nulla del genere! Pensò Juan…. Alzò gli occhi dal foglio per posarli sulla cena da lui preparata… beh forse l’avvocato non aveva del tutto torto!!! Continuò a leggere il biglietto…

“Non posso di certo lasciare l’agnello da sola nella tana del lupo! Per questo motivo ho chiesto a Meche di venire a casa tua per prendersi cura di Monica. Sono sicuro di aver fatto la cosa giusta, spero capirai le mie ragioni.
A domani ”
Doveva dire addio alla possibilità di passare dell’altro tempo da solo con Monica, sicuramente l’avvocato aveva dato istruzioni precise a Meche, dicendole di non lasciarla nemmeno un minuto Monica da sola in sua compagnia! Su una cosa Don Noel si sbagliava, non aveva alcuna intenzione di “divertirsi” con Monica per poi lasciarla dopo aver trascorso qualche ora piacevole sotto le lenzuola! Non era questo il suo obiettivo! Ma forse c’era anche un altra ragione che aveva spinto Don Noel ad agire in quel modo. In breve tempo la vita degli abitanti di San Pedro sarebbe tornata alla normalità… se si fosse venuto a sapere che Monica aveva passato la notte da sola nella sua casa chissà cosa avrebbero detto di lei!

Monica e Meche parlavano animatamente, sembrava che si conoscessero già da molto tempo. Questo particolare non sfuggì all’occhio attento di Juan…. Era interessato a tutto quello che riguardava la sua splendida ospite.
-L’avvocato ha deciso che Meche si fermerà qui per prendersi cura di voi.
-Ne sono felice, io e Meche siamo amiche da tempo.
-Davvero? Non lo avevo notato.
Stava per chiederle come si fossero conosciute, ma venne nuovamente interrotto da Pedro.
-Juan non volevo interromperti…
-Sicuro? Sembra che tu oggi non sappia fare altro! – affermò Juan con tono sarcastico. Pedro ignorò volutamente quanto detto dall’amico.
-… ma ormai è tardi e credo sia giunto il momento che io me ne vada. Se hai bisogno di qualcosa, non so, ad esempio di altri fiori, sai dove trovarmi, alla taverna del guercio. A domani Juan. Meche, signorina Monica, buona notte.
Non appena Pedro se ne fu andato, Juan dopo aver rivolto uno sguardo mesto alla tavola ancora imbandita (l’arrivo di Pedro e Meche aveva rovinato i suoi piani per quella serata), disse che era ora di andare a dormire, Monica aveva bisogno di riposare, quella era stata una giornata molto intensa per tutti.

Per cinque giorni Monica rimase a casa di Juan, amorevolmente assistita da Meche che non l’aveva lasciata un attimo da sola. Juan aveva tentato in mille modi di “corrompere” Meche per restare da solo con Monica, ma inutilmente, come aveva previsto, Don Noel aveva istruito a dovere la ragazza. Anche quella mattina, come aveva fatto del resto tutti i giorni, l’avvocato era andato alla palapa per informarsi sulla salute di Monica, la sua ferita alla testa era quasi del tutto guarita.
-Sono contento che stiate meglio, Monica, allora potete partire.
-Partire?
-Ma come non ve l’ho detto? Ieri ho ricevuto un telegramma di vostra madre, vuole che la raggiungiate a Campo Real, resterete lì fino a quando non verrà riparata la vostra casa…
-E così dovrete raggiungere vostra madre…Come vi ho già detto una volta, è stato per me un onore ospitarvi nella mia casa. Spero che ritornerete presto a San Pedro, mi farebbe piacere rivedervi.
-Juan, aspetta un attimo, non mi hai lasciato il tempo di dirti che la signora Catarina vuol che tu ed io accompagniamo Monica a Campo Real. Vuole ringraziarti per aver ospitato in casa tua sua figlia. Sempre che tu voglia venire.
-Volentieri. E quando partiremo? –rispose Juan. con entusiasmo, contento di non doversi separare da Monica.
-Domani mattina.
-Monica posso venire anch’io con voi a Campo Real? E’ da tanto tempo che non vedo i miei nonni e mia sorella.
-Ma certo che puoi venire Meche.
-Bene. Ora che è tutto deciso vado alla posta per mandare a vostra madre un telegramma di conferma della nostra partenza. A domani.

Juan era davvero felice di poter accompagnare Monica a Campo Real, avrebbe avuto l’occasione di stare molto tempo con lei e di conoscere la sua famiglia. Non immaginava che questo viaggio avrebbe cambiato completamente la sua vita.

Capitolo 5

Partirono per Campo Real quando il sole era ormai già alto nel cielo, era quasi mezzogiorno. L’avvocato avrebbe voluto mettersi in viaggio prima, ma non era stato possibile. Quando si era diffusa la notizia che Don Noel aveva intenzione di lasciare la città, molti abitanti di San Pedro si erano precipitati a casa dell’avvocato pregandolo di non “abbandonarli” ora che avevano maggiormente bisogno di lui. Don Noel si era rivelato indispensabile nella coordinazione dei lavori di ricostruzione e nel trovare una sistemazione a chi era rimasto senza un tetto. L’avvocato aveva faticato non poco per convincerli che si sarebbe fermato a Campo Real per molto tempo, l’azienda degli Alcazar y Valle non era tanto lontana e contava di ritornare di tanto in tanto a San Pedro per controllare che tutto procedesse nel migliore dei modi, riuscendo a calmare gli animi solo dopo qualche ora.
Juan ne aveva approfittato per dare precise disposizioni ai suoi uomini… non sapeva per quanto tempo sarebbe rimasto a Campo Real, forse qualche giorno o forse, chissà, anche di più, e non era sua abitudine lasciare affari in sospeso. Sapeva di poter far affidamento sui suoi amici, sapeva di lasciare il Satan in buone mani. Sapeva che Segundo, uno dei suoi più fidati, nonché abile marinaio, avrebbe fatto un ottimo lavoro. Aveva accompagnato Juan in tutti i suoi viaggi, nonostante avesse due figli e una moglie che lo reclamava al suo lato, chiedendogli continuamente di abbandonare quella vita fatta di incertezze e piena di pericoli, ma non poteva farlo…essere a fianco di Juan tentando di domare la furia del mare, stare sul Satan senza mettere piede per settimane sulla terraferma, vedendo dinanzi a sé solo un’infinita distesa di acqua cristallina…ne era certo, non avrebbe potuto rinunciare a tutto questo per nulla al mondo! Senza dubbio se la sarebbe cavata egregiamente anche senza il suo capitano… dopo aver parlato con Segundo ed essersi assicurato che si sarebbe occupato di ogni cosa, Juan si sentiva più tranquillo, ora poteva partire per Campo Real senza doversi preoccupare di nulla.

Erano partiti per Campo Real già da un’ora e nella carrozza regnava uno strano silenzio, tutti sembravano essere immersi nei loro pensieri.
Monica non riusciva a capire il comportamento di sua madre. Non poteva credere che fosse stata sua l’idea di invitare Juan alla tenuta degli Alcazar, ricordava bene le parole di sua madre che raccomandava a lei e a sua sorella Aimee di frequentare solo persone appartenenti al loro stesso ceto sociale. Per questo motivo non approvava la sua amicizia con Meche… sapeva che sua figlia aveva un animo caritatevole (su questo non aveva nulla da obiettare, al contrario, Monica in questo modo mostrava di essere una donna dolce, generosa, virtuosa e queste sue qualità avrebbero potuto spingere qualche giovanotto a chiederla in moglie anche se non aveva dote), ma questo non giustificava la sua attitudine a stringere amicizia con una persona del genere e per di più ad invitarla a casa loro! Sua madre credeva che lei e Meche si fossero conosciute nel convento, ma questa non era la verità…non avrebbe mai potuto dire a sua madre che aveva incontrato Meche ad una di quelle feste che si tengono in paese, feste alle quali sua madre le aveva proibito di andare. Per fortuna una porta secondaria le consentiva di uscire dalla sua camera senza che nessuno se ne accorgesse, Monica amava quelle feste e per nulla al mondo avrebbe rinunciato a parteciparvi!!!

L’avvocato Mancera sperava di aver fatto la cosa giusta … non era sua abitudine mentire, ma sapeva che se avesse detto la verità, la signora Catarina non avrebbe mai invitato Juan a Campo Real e la presenza di quel ragazzo era indispensabile per la riuscita del suo piano. In effetti la sua non era stata una vera e propria bugia… nel telegramma che aveva inviato alla contessa Altamira per comunicarle di aver trovato un’ottima sistemazione per Monica, aveva omesso un piccolo particolare, ritenendo che non fosse importante informarla che sua figlia era stata ospitata a casa di Juan del Diablo. E quando la madre di Monica aveva manifestato il suo desiderio di voler ringraziare personalmente l’avvocato e il signore che tanto amabilmente aveva accolto sua figlia nella sua casa, chiedendo di accompagnare Monica alla tenuta, Don Noel le aveva risposto dicendo che lui e il signor Juan sarebbero stati lieti di scortare Monica fino a Campo Real. Se tutto andava come aveva previsto, la vita di Juan sarebbe cambiata radicalmente, finalmente quel ragazzo avrebbe smesso di pagare per gli errori commessi da suo padre… non avrebbe mai pensato che quello che una volta era stato il suo migliore amico, che lo aveva aiutato a portare a termini i suoi studi e ad avviare la sua carriera di avvocato, si sarebbe comportato in una maniera tanto ignobile con suo figlio, a causa della codardia di quell’uomo l’esistenza di Juan era stata un inferno. Don Noel aveva cercato in tutti i modi di aiutare Juan, dandogli un’istruzione e tentando di guidarlo nelle sue scelte, si era anche offerto di riconoscerlo, di dargli il proprio cognome, ma Juan aveva rifiutato. Tutto quello aveva fatto e continuava a fare per quel ragazzo non poteva però cancellare la sua amarezza per essere un figlio illegittimo, il figlio di un uomo che aveva sedotto sua madre e che l’aveva abbandonata appena aveva scoperto che lei era incinta, sostenendo che il bambino che quella donna portava in grembo non fosse il suo…l’avvocato non poteva fare nulla per cambiare il passato di Juan, ma avrebbe fatto quanto in suo potere per consentire a quel ragazzo di avere un futuro migliore.

Per la prima volta nella sua vita, Juan sentiva che la fortuna non gli aveva voltato le spalle, sentiva di aver trovato finalmente la donna con la quale avrebbe voluto trascorrere il resto della sua vita. Forse era giunto il momento di accettare quanto gli aveva offerto più di una volta Don Noel, diventare Juan Mancera… solo chi aveva un cognome poteva sposarsi e da quando aveva incontrato Monica aveva pensato molte volte al matrimonio, immaginando come sarebbe stato il suo futuro con lei, aveva sempre desiderato di avere una sua famiglia, dei figli e forse presto sarebbe riuscito ad avere quello che aveva sempre sognato. Pensava a quello che gli avevano detto Monica e Don Noel della signora Catarina…Monica aveva descritto sua madre come una donna il cui unico scopo nella vita era riuscire ad accasare le sue figlie con un buon partito, per tutelare il prestigio del loro casato; anche Don Noel gli aveva detto la stessa cosa, confermando quanto detto da Monica. Possibile che la madre di Monica, una donna così attenta alle apparenze, avesse voluto invitare lui, Juan del Diablo, un volgare pirata, a Campo Real? Avrebbe dovuto seguire il consiglio che gli aveva dato Segundo…doveva smetterla di farsi tanti problemi e pensare solo a godersi il suo soggiorno a Campo Real, ora che aveva nuovamente l’opportunità di trascorrere qualche giorno con Monica doveva fare il possibile per conquistarla e per fare una buona impressione sulla signora Catarina, se tutto andava come lui sperava avrebbe avuto bisogno del suo consenso per fare di Monica la signora Mancera.

Meche aveva notato gli sguardi che Juan e Monica si scambiavano da quando erano partiti ed era contenta per la sua amica… a Juan piaceva Monica (ricordava come Juan aveva tentato di allontanarla dalla palapa per restare da solo con lei) e Monica sembrava apprezzare le mille attenzioni che il pirata le rivolgeva. Era davvero contenta di poter trascorrere un po’ di tempo a Campo Real: non solo avrebbe rivisto i suoi familiari, ma avrebbe potuto seguire da vicino l’evolversi della loro storia d’amore. Questa volta non aveva fatto alcuna promessa a Don Noel, quindi se Juan voleva stare da solo con la sua amica, lei non avrebbe fatto nulla per impedirglielo!

Arrivarono a Campo Real nel tardo pomeriggio, trovando la madre di Monica ad attenderli. Non appena Monica scese dalla carrozza, la signora Catarina si precipitò verso di lei, tempestandola di domande.
-Monica, bambina mia, come stai? E la tua ferita? Ti fa ancora male? Non sai quanto io e tua sorella fossimo preoccupate per te!
-Madre calmatevi, come vedete sto bene.
-Buona sera Don Noel, perdonatemi per non avervi ancora salutato, ma potete immaginare quanto fossi in ansia per mia figlia. Grazie per esservi preso cura di lei, non so cosa avrei fatto senza il vostro aiuto.
-Non dovete scusarvi, intendo il vostro stato d’animo e neppure ringraziarmi, sono felice di aver potuto esservi di aiuto.
-E voi dovreste essere il signor Juan…
-Buona sera signora, lieto di fare la vostra conoscenza.
La signora Catarina studiò per un istante l’uomo che aveva di fronte, credeva di conoscere tutte le famiglie nobili di San Pedro, ma evidentemente si sbagliava, quel ragazzo sembrava essere un vero gentiluomo che stranamente assomigliava incredibilmente al marito di sua cugina.
-L’avvocato mi ha detto che avete ospitato mia figlia in casa vostra, il vostro è stato un gesto molto nobile, vi sono molto grata per tutto quello che avete fatto per lei. Ora andiamo dentro… Sofia ci sta aspettando.

Don Noel tirò un sospiro di sollievo. Per un momento aveva temuto il peggio…non osava immaginare quale sarebbe stata la reazione della signora Catarina nello scoprire che Monica aveva trascorso cinque giorni a casa di Juan del Diablo.

-E il signor Francisco? Si trova anche lui qui alla tenuta? – chiese l’avvocato Mancera.
-No, avvocato, è partito per la capitale, aveva alcuni affari da sbrigare, ma tornerà presto, forse tra qualche giorno, almeno così ha detto. Sapete, Francisco non trascorre molto tempo alla tenuta…

Era solo una questione di giorni. Tra qualche giorno Juan avrebbe finalmente conosciuto suo padre.

Capitolo 6

La residenza degli Alcazar era imponente, maestosa. Seduta su un divano del salone principale, totalmente assorta nei suoi pensieri, la signora Sofia aspettava l’arrivo dei suoi ospiti. Sebbene avesse quasi cinquant’anni, aveva una figura slanciata come quella di una ragazzina; i capelli dorati raccolti in un rigido chignon le incorniciavano il viso e gli occhi, di un marrone intenso, erano quelli di una donna che si sforzava di apparire forte e determinata, ma che in realtà aveva sofferto molto. Era contenta di avere ospiti, quella casa era sempre così vuota…Francisco viaggiava continuamente e la tenuta era priva di attrattive per un ragazzo giovane come Andres che preferiva quindi trascorrere il suo tempo divertendosi in compagnia dei suoi amici. La voce allegra di sua cugina Catarina che le annunciava l’arrivo di Monica la riportò alla realtà. Sofia accolse i nuovi arrivati, facendoli accomodare nel salone.

-Monica mi fa piacere vedere che stai bene e di averti a Campo Real. Ultimamente vieni così di rado qui alla tenuta…se non fosse stato per il terremoto chissà quando ti avrei rivista! Lo stesso vale per voi avvocato Mancera, siete venuto molte volte a farmi visita nella mia casa di San Pedro, ma questa è la prima volta che venite a Campo Real.
-Avete ragione, ma sapete il lavoro mi tiene molto impegnato…
-Voi uomini siete tutti uguali, per voi il lavoro e gli affari vengono prima di ogni cosa.

Sofia in cuor suo sapeva che non era questa la ragione che aveva impedito a Don Noel di venire alla tenuta. L’avvocato non metteva piede a Campo Real per lo stesso motivo per cui Francesco si rifiutava di andare a San Pedro. Non sapeva di cosa si trattasse, in tutti questi anni aveva cercato di scoprire cosa avesse decretato la fine della loro amicizia. Prima del suo matrimonio Francisco e Noel erano inseparabili, li univa un affetto quasi fraterno… ma qualcosa aveva spezzato quella amicizia e aveva spinto suo marito a togliere all’avvocato il posto di amministratore della tenuta e a mandarlo via da Campo Real. Francisco le aveva assicurato di aver rimosso l’avvocato dal suo incarico perché incapace di gestire gli affari dell’azienda, ma lei non gli aveva mai creduto, intuendo che suo marito le nascondesse qualcosa. Il signor Alcazar sarebbe tornato tra qualche giorno trovandosi di nuovo, dopo tanti anni, faccia a faccia con Don Noel… chissà come avrebbe reagito suo marito nel rivedere nuovamente quello che una volta era il suo migliore amico! Si sarebbe infuriato con lei per la sua presenza a Campo Real?

-Come trovate la tenuta avvocato? E’ trascorso moltissimo tempo dall’ultima volta che siete stato qui.
-Si, è vero, ma Campo Real è rimasta quasi la stessa… Non avete apportato grandi cambiamenti.
-Mio marito avrebbe voluto, ma io mi sono sempre opposta, non ho voluto cambiare nulla…

Mentre parlava il suo sguardo si spostò sull’uomo che era seduto accanto all’avvocato Mancera e in breve tempo le risultò impossibile smettere di fissare quel ragazzo, la sua somiglianza con Francisco era straordinaria, quasi impressionante.
Catarina aveva notato la strana espressione che era comparsa sul volto di sua cugina nel guardare Juan.

-Oggi non so proprio dove ho la testa! Non ti ho ancora presentato il signor Juan, Juan… - qual era il suo cognome? Sua figlia aveva trascorso cinque giorni a casa di quest’uomo e lei non sapeva nulla di lui, neppure quale fosse il suo cognome! Monica guardò stupita sua madre…ora capiva il motivo per cui aveva invitato Juan alla tenuta ed era così gentile con lui! Sua madre non sapeva che l’uomo che l’aveva ospitata era Juan del Diablo! Possibile che Don Noel non le avesse detto nulla?

-Signora Alcazar, è un piacere fare la vostra conoscenza, sono Juan del…
-Lui è Juan, ha ospitato Monica in casa sua per qualche giorno.

L’avvocato intervenne prontamente, impedendo a Juan di completare la frase. Monica rimase sorpresa dall’attitudine di Don Noel, non riuscendone a capire il suo strano comportamento.

-Sono lieta di conoscervi, il vostro è stato un gesto davvero nobile, vorrei ringraziarvi anche io per quello che avete fatto per la nostra cara Monica. Che c’è Natalia? –chiese, rivolgendosi alla serva che era appena entrata nel salone.
-Le camere degli ospiti sono pronte, signora.
-Immagino che vorrete rinfrescarvi e riposarvi un po’, Natalia accompagna i signori nelle loro stanze. Monica dividerai la stanza con tua sorella, sempre se per te va bene.
-Va benissimo, zia.- rispose Monica, anche se l’idea di dover stare nella stessa stanza con Aimee non l’entusiasmava molto- A proposito non ho ancora visto né Aimee né Andres, dove sono?
-Sono andati a fare una passeggiata, saranno di ritorno per ora di cena. Quando sarà pronto in tavola vi farò chiamare.

Monica riponeva nell’armadio i suoi abiti mentre ascoltava sua madre che le parlava senza sosta di Aimee, di quanto Andres fosse gentile con lei…

-Se tutto va come io spero, presto tua sorella sarà la nuova padrona di Campo Real. Non sarò tranquilla fino a quando non vi vedrò sistemate… Aimee è sulla strada giusta, Andres è un ottimo partito e sembra che apprezzi la compagnia di tua sorella. Dovresti fare come Aimee e cercare di attirare l’attenzione di Juan. Non potrebbe più presentarsi un’occasione come questa, quindi non lasciartelo sfuggire.
-Mamma sono stanca, vorrei riposarmi un po’, il viaggio è stato faticoso…- era stanca, si, ma non per il viaggio, era stanca di sua madre e dei suoi “preziosi” consigli.
-D’accordo bambina mia, ti lascio riposare, ma pensa a quello che ti ho detto… ricordati che io voglio solo il tuo bene!

La signora Catarina uscì dalla stanza, lasciando Monica finalmente sola. Ripensava a quanto le aveva detto sua madre…era riuscita a stento a trattenere una risata mentre ascoltava sua madre che la incoraggiava a conquistare il cuore di Juan, immaginando la faccia che avrebbe fatto nello scoprire che quell’uomo altri non era che Juan del Diablo!
Non aveva alcuna voglia di rimanere chiusa in camera. Aprì la porta, controllando che nel corridoio non vi fosse traccia di sua madre. Uscì dalla sua stanza e dopo aver fatto pochi passi sentì che c’era qualcuno alle sue spalle.

-Dove stai andando?
-Madre?!- voltandosi si trovò dinanzi a una Meche che rideva divertita della reazione di Monica.
-Sono brava vero ad imitare la voce di tua madre, eh?
-La tua imitazione era perfetta! – rispose Monica, sollevata. – Ma non restiamo qui, non vorrei che mia madre ci vedesse… le ho detto che ero stanca e che volevo riposare.

Andarono nell’unico posto della tenuta dove la signora Catarina non si sarebbe mai recata: la baracca nella quale vivevano i nonni di Meche.

-Tua madre quindi ti sta “torturando” nuovamente… questa volta chi è l’uomo con il quale secondo lei dovresti sposarti?
-Juan.
-Cosa?! Deve essere impazzita…
-Ti assicuro che quello che dice mia madre ha una sua logica…
-Per una volta tanto potresti accontentare tua madre, no?
-Ma che dici?!
-Juan è un uomo molto affascinante e tu gli piaci , e anche tu sei attratta da lui…non puoi negarlo.
-In effetti è così…ma che mi fai dire? Devo rientrare in casa, è tardi…
-Ma se siamo scese solo da pochi minuti!
-Devo andare!

Era confusa, non riusciva a capire cosa le stesse accadendo. Conosceva Juan da pochissimo tempo e le era già entrato nel cuore e nella mente, pensava continuamente a lui. Una parte di lei era contenta che anche lui fosse lì, a Campo Real… ma l’altra era quasi spaventata dalle emozioni nuove e mai provate, che quell’uomo suscitava in lei. Era quasi arrivata nella sua stanza, quando si sentì chiamare:
-Monica! Dove sei stata? Non avevi detto che volevi riposarti?
-Meche, questa volta non…- le parole le morirono in gola – Madre, siete voi… be’ ecco io… ero scesa per bere un po’ d’acqua.
-Tua sorella e Andres sono tornati. Cambiati d’abito, fai presto, la cena è quasi pronta.

La serata trascorse tranquillamente. Monica avvertiva su di sé lo sguardo di Juan… peccato che lui fosse seduto accanto a Aimee!! Sua sorella poi, la fissava in un modo… sembrava essere divertita da qualcosa. Aveva forse capito quali erano i suoi sentimenti per Juan? Ma no, senza dubbio sua madre aveva già messa Aimee al corrente dei suoi “progetti” per lei. Doveva essere questo il motivo per cui ora che la cena era terminata sua sorella e sua madre parlottavano in un angolo del salone, guardando alternativamente ora lei, ora Juan.

-Madre ma volete realmente che Monica si sposi con quell’uomo?
-E’ stato così gentile con lei, credo sia un ottimo partito per tua sorella. Perché ridi? Trovi divertente quello che ho detto?
-Perdonatemi madre, ma definire Juan un buon partito...
-Cosa hai contro di lui?
-Nulla madre, ma non sapete davvero chi è Juan? Non avete mai sentito parlare di un certo Juan del Diablo?
-Che c’entra adesso Juan del Diablo in tutto questo? Stavamo parlando di tua sorella…
-Ancora non avete capito? L’uomo che ha ospitato Monica e che voi avete invitato qui a Campo Real è quel bandito, Juan del Diablo!

Capitolo 8

Sul volto della signora Catalina comparve un’espressione incredula…se quello che le aveva detto Aimee era vero, non solo Monica aveva trascorso quasi una settimana in casa di Juan del Diablo (doveva quindi anche trovare un modo per mettere a tacere le malelingue di San Pedro, chissà quali dicerie avevano messo in giro sul conto di sua figlia), ma ora quel bandito si trovava lì a Campo Real ed era stata proprio lei ad invitarlo!!! Quell’uomo doveva andare via dalla tenuta prima che Sofia si rendesse conto di chi fosse. Non voleva che questo piccolo “incidente” potesse in qualche modo impedirle di vedere realizzato il suo sogno, Aimee aveva con il suo fascino fatto breccia nel cuore del giovane Andres e presto, molto presto sarebbe diventata una delle donne più ricche e invidiate del paese.

Catalina si avvicinò a Don Noel che stava parlando con Andres e sua madre, interrompendo la loro conversazione.
-Avvocato vorrei parlare un momento con voi, per favore.
-Non puoi aspettare domani, cugina cara? – disse Sofia, un poco infastidita per l’interruzione.
-Temo proprio di no, Sofia. Vorrei parlare con Don Noel delle condizioni in cui versa la mia casa di San Pedro. So che il terremoto l’ha danneggiata seriamente e vorrei provvedere immediatamente alla sua riparazione. Quella casa è l’unica cosa che ci resta. Vorrei che tornasse al più presto come era prima, non solo per me, ma soprattutto per le mie figlie, è lì che sono cresciute…ed è per questo motivo che ho urgenza di parlare con voi, avvocato. Potete dedicarmi un minuto del vostro tempo?
-Certamente.
-Potete andare nello studio, lì potrete parlare con tutta tranquillità.
-Grazie Sofia.

La casa in questo momento era l’ultimo dei suoi pensieri. Sua figlia era ad un passo dal diventare proprietaria dell’immensa fortuna degli Alcazar e contava di trasferirsi alla tenuta non appena il matrimonio fosse stato celebrato. Ed era questa la cosa più importante…fare di Aimee Altamira la sposa di Andres Alcazar!

Aimee non riusciva a capire il comportamento di sua madre. Le aveva appena comunicato che l’uomo che lei aveva già eletto come futuro marito di Monica non era altro che un volgare pirata e quale era stata la sua reazione?! Nessuna!!! Dopo un primo momento nel quale sembrava essere rimasta shockata da quello che le era stato detto, aveva visto sua madre “ricomporsi” e parlare con tutta tranquillità con Don Noel e sua zia della loro casa di San Pedro.
Raggiunse sua madre che stava per salire le scale che conducevano allo studio di suo zio.
-Madre forse non avete capito quello che vi ho detto…- Aimee parlava a voce bassa, per impedire che qualcuno sentisse quel che stava dicendo a sua madre, ma venne interrotta da Catalina, che sembrava non voler dare ascolto alle parole di sua figlia.
-Non è questo il momento.
-Ma madre…
-Aimee vieni qui, parlerai dopo con tua madre.- Andres reclamava la sua compagnia. Al diavolo tutto, si trovava qui con lo scopo preciso di conquistare Andres e doveva dedicarsi solo a quello …se sua madre non voleva fare nulla per impedire a Monica di rovinarsi la vita andando dietro a un uomo che non aveva neanche un cognome da offrirle a lei non interessava di certo! Raggiunse Andres e sua zia, nella stanza non c’era nessun altro…dove erano finiti Juan e Monica?
-E mia sorella?
-Era qui fino ad un attimo fa…

********

Juan aveva colto la prima occasione che le si era presentata per chiedere, senza attirare l’attenzione dei presenti, a Monica di seguirlo in giardino. Voleva trascorrere ogni ora, ogni minuto in compagnia della ragazza che da alcuni giorni era al centro dei suoi pensieri. Voleva conoscerla meglio, sapere ogni cosa di lei... per la prima volta non era interessato solo al corpo di una donna, ma alla sua anima. Ed era appunto per conoscerla meglio che voleva parlare con lei liberamente, lontano da occhi e orecchie indiscrete…

-E così non venite spesso in questo angolo di paradiso…
-Adoro questa tenuta, ma diserto gli inviti della mia madrina da quando mia madre ha iniziato a tormentarmi perché mi sposassi Andres. Ma a quanto pare da ora in avanti non dovrò più preoccuparmi di questo, potrò venire alla tenuta ogni volta che vorrò… e devo ringraziare mia sorella per questo.
-Volete dire che Aimee e Andres si sposeranno?
-Credo di si. Sono contenta per mia zia che così non sarà più sola in questa grande casa. Non capisco perché mio zio si ostina a non volerla portare con sé nei suoi viaggi. Mia zia deve amarlo molto.
-Tuo zio è un uomo fortunato. Spero di avere anch’io la sua stessa fortuna e di trovare una donna che venga ad aspettarmi al molo al ritorno da uno dei miei viaggi. Tra qualche settimana dovrò partire...
-Davvero? E quanto durano in genere i vostri viaggi?
-Alcune settimane, a volte anche mesi. Ma credo che questa volta non rimarrò via a lungo. A San Pedro c’è qualcosa, o per meglio dire qualcuno, a cui ho iniziato a tenere molto e da cui non posso e non voglio stare lontano per molto tempo.

Juan si avvicinò a Monica, guardandola intensamente negli occhi. Il chiaro di luna la rendeva ancora più bella, la sua bocca era così invitante, sembrava tentarlo… sembrava una sirena incantatrice dalla pelle di porcellana e occhi di zaffiro…la sua sirena… le labbra del pirata s’impadronirono di quelle di Monica…erano così morbide e delicate e lei era così dolce... aveva aspettato a lungo questo momento, avrebbe voluto baciarla già da molto tempo ed ora lo stava facendo.
Monica rispose timidamente a quel bacio. Aveva immaginato tante volte quel momento, il momento in cui avrebbe dato il suo primo bacio e questo bacio era esattamente come se lo aspettava, dolce, ma al tempo stesso appassionato. Chiuse gli occhi, abbandonandosi a quelle sensazioni del tutto nuove per lei, per poi riaprirli e incontrare lo sguardo penetrante di Juan fissò su di sé. Si sentiva alquanto imbarazzata… perché nessuno le aveva mai detto cosa fare in una situazione del genere? Le avevano insegnato a parlare in francese e a suonare il piano (cose di cui, ne era sicura, non avrebbe mai avuto bisogno) e non le avevano detto nulla su cosa fare (o dire) dopo essere stata baciata da un uomo? Il bacio le aveva dato alla testa…stava sragionando.
Fu Juan a rompere il silenzio.

-Monica tu… credo che ora possiamo darci del tu, non credi?Almeno quando siamo soli- Monica abbassò lo sguardo e annuì, mentre un lieve rossore le compariva sulle guance, strappando a Juan un sorriso – Monica tu mi piaci. Lo so che ci conosciamo solo da una settimana, ma… mi sei entrata nella mente come mai nessuna aveva fatto prima d’ora e non faccio altro che pensare a te.– Dopo il bacio e quello che le aveva detto aspettava una qualche reazione da parte di Monica. Forse non aveva agito nella maniera corretta…ricordò quanto dettogli tempo fa da Don Noel –Ecco… vorrei chiederti il permesso di corteggiarti. Vorrei conoscerti meglio, trascorrere quanto più tempo possibile con te, preferibilmente senza Meche. – Dopo aver pronunciato quella frase si sentì un perfetto stupido. Possibile che i nobili avessero degli usi tanto ridicoli? Che gli toccava fare per conquistare una donna!
-Credo che non sia possibile…
-Perché?!
-Non è corretto che una ragazza stia da sola con un uomo…- Nel vedere la faccia che aveva fatto Juan nell’ascoltare quelle parole Monica scoppiò a ridere.
-Per fortuna stavi scherzando… già immaginavo di dover parlar con te in presenza di tua madre che controlla ogni mia parola e ogni mio gesto! Credo che non mi sarebbe permesso neppure darti un bacio, no?
-Non è del tutto esatto, ti è permesso baciarmi la mano
-Solo? Le persone della tua classe sociale non sanno quel che si perdono...
-Juan!
-Che ho detto di male?
-Nulla. Ora è meglio che rientriamo…
-Hai ragione, credo che avranno notato la nostra “fuga” e non vorrei dover dare spiegazioni su cosa è successo qui fuori.
-Juan!
-E ora che ho detto?!

*******

Catalina entrò nello studio, chiudendo la porta dietro le sue spalle. Era Don Noel il responsabile di tutto quello che era accaduto e l’unico che poteva tirarla fuori da quella situazione assurda.
-Ho visto la vostra casa e devo dire che è in condizioni pessime. Avevo pensato che potreste chiedere a Sofia di poter alloggiare nella sua casa di San Pedro fino al termine dei lavori. Se volete mi occuperò di ogni cosa.
-Non volevo parlarvi di questo.
-Ma prima avete detto a Sofia che…
-Ricordo benissimo quello che ho detto. Ma ripeto che non voglio parlarvi di questo. Come avete potuto farlo? Perché mi avete mentito?
-Non capisco a cosa vi riferite. Su cosa vi avrei mentito?
-Sapete benissimo di cosa sto parlando… ho sempre avuto fiducia in voi, è per questo motivo che mi ero rivolta a voi, credevo di aver lasciato Monica in buone mani e invece ora scopro che per tutti questi giorni mia figlia è stata nella casa di un uomo conosciuto in tutta San Pedro per essere un donnaiolo, un delinquente. Vi siete dato molto da fare per tenermi nascosto che quel ragazzo non è altri che Juan del Diablo!
-Lo sapevo che avreste reagito in questo modo, è per questo che ho preferito non dirvi nulla. Juan è un bravo ragazzo, non dovete credere a tutto quello che si dice sul suo conto. Si è comportato in modo estremamente corretto con vostra figlia, o per caso Monica vi ha detto il contrario?
-Monica non mi ha detto nulla, anche lei come voi ha ritenuto opportuno tenermi all’oscuro di tutto.- Quella sciagurata di sua figlia… perché non le aveva detto nulla? Avrebbe potuto dirle ogni cosa quando le aveva suggerito di fare di tutto per conquistare quel ragazzo. Mai idea era stata tanto stupida! Avrebbe dovuto raccogliere più informazioni sul conto di Juan prima di eleggerlo come partito ideale per Monica.
-So quale è la fama di Juan, ma vi ripeto che non ha mai mancato di rispetto a Monica. Inoltre vostra figlia non era sola con lui, Meche è stata con lei per tutto il tempo.
-So che tra mia figlia e quel tipo non c’è stato nulla… Monica è una ragazza perbene! Non posso credere che voi abbiate costretto mia figlia, una contessa, a vivere nella casa di quel pirata!
-Dovreste essere grata a Juan! Inoltre non ho avuto altra scelta…cosa avrei dovuto fare? Non ho trovato altra sistemazione per vostra figlia e la vostra casa era in pessima condizioni! Avrei dovuto lasciarla lì?
-Forse sarebbe stato meglio!
-Avete la testa talmente piena di pregiudizi che non sapete quel che dite!
-Lo so benissimo invece! Non avete pensato ai pettegolezzi? Sicuramente ora tutta San Pedro parlerà di questo… sua figlia, una contessa, nella casa di Juan del Diablo… che scandalo!
-Vi ricordo che c’è appena stato un terremoto, la gente ha ben altro a cui pensare…
-Forse avete ragione, ma avete pensato a cosa dirà Sofia quando scoprirà che un delinquente è ospite nella sua casa? Siete stato voi a portarlo a Campo Real e sarete voi a comunicargli che deve lasciare subito la tenuta…Juan capirà che la sua presenza qui non è gradita!
-Siete ingiusta con quel ragazzo! E’ inutile che cerchi di farvi cambiare idea sul suo conto… speravate che Juan fosse come Andres, non è vero? Un uomo ricco e con un cognome altisonante da far sposare a vostra figlia Monica! Comunque non farò quel che mi avete chiesto…non ho intenzione di mandare Juan via da Campo Real! Vi consiglio di fare lo stesso! Vi avverto che presto le cose cambieranno, Juan non è quel che voi credete e vi pentirete di quel che avete detto su di lui!

Don Noel uscì dalla stanza, lasciando Catalina sola. Dove credeva di andare? Non poteva lasciarla in questo modo, che aveva voluto dire con quella frase? Ritornò nel salone, ma dell’avvocato non ce n’era traccia. Si era appena congedato, aveva detto che il viaggio lo aveva stancato e aveva bisogno di riposare. Domani avrebbe nuovamente parlato con lui, Don Noel aveva molte cose da spiegarle.

*******


La conversione con Catalina lo aveva reso furioso e inoltre tutto quel baccano non riusciva a dormire, si alzò, guardò l’orologio… erano le due di notte. Aprì la porta, vide passare dei servi che portavano dei bauli in una delle stanze del piano superiore.
-Scusate se vi abbiamo svegliato, avvocato.
-In realtà non dormivo… ma di chi sono questi bagagli?
-Del padrone, avvocato. Il signor Francisco è ritornato.