XENA
E IL METALLO DI VULCANO
(the dirty half dozen)
Episodio N. 49
Stagione 3, Episodio 3
Prima trasmissione: 13.10.97
GUEST STARS
Kevin Smith (Marte)
Charles Mesure (Darnelle)
Katrina Hobbs (Glaphyra)
Jon Brazier (Walsim)
Jonathan Roberts (Agathon)
CAST
Stephen Ure (Monlik)
Edward Newborn (Re Gregor)
CREDITS
Written by Steven
L. Sears
Directed by Rick Jacobson
RIASSUNTO
L’ armata del terribile Agatone sta distruggendo un gruppo di soldati che si sta battendo per difendere il proprio villaggio. Quando anche l’ultimo soldato cade a terra privo di vita, Agatone si compiace della sua forza bruta. Improvvisamente compare dinnanzi a lui il dio Marte che sembra pienamente soddisfatto dell’operato del suo “nuovo protetto”; Agatone dal canto suo, gli è grato perché la divinità è riuscita a rubare il segreto del metallo di Vulcano e lo ha ceduto a lui che ora stava forgiando armi incredibilmente forti; più resistenti di qualsiasi arma normale decine di volte.
La divinità e il guerriero hanno stretto un’alleanza; ma l’uomo non immagina che in realtà è solo una pedina nelle mani di Marte che ne sta escogitando un’altra delle sue per far ritornare Xena da lui.
Nel frattempo in un villaggio, il popolo si prepara per un esecuzione; il giustiziato sarà un sicario catturato poco prima . Mentre la lama del boia sta per scendere inesorabile sul suo collo, l’uomo di nome Volusio, sente del caos; infatti Argo è piombata all’improvviso nella piazza, e si avvicina all’uomo che abilmente, pur essendo incappucciato, riesce a prendere le redini e a montare a cavallo: Il tentativo di salvataggio di Xena è perfettamente riuscito!
Xena e Gabrielle attendo Argo poco distante in una foresta. Il cavallo non tarda a raggiungerle, disarcionando il brigante. Gabrielle provvede a togliergli il cappuccio.
Volusio riconosce subito Xena e sa che se l’ ha salvato c’è un motivo; in effetti, Xena gli rivela che ha bisogno di aiuto per poter sconfiggere Marte. Il brigante alla proposta di Xena rimane molto turbato, non ha ancora chiare molte cose, ma decide di accettare ugualmente.
Intanto alcuni malfattori vengono trasportati in una prigione; gli uomini cominciano a litigare; è così che si scopre che c’è anche una donna fra di loro. Pochi attimi dopo, Xena salta fuori da una botola e ordina ad alcuni di loro: Polissene, Musonio e Glaufira per la precisione, di seguirla gettandosi nella botola; dopodiché intima agli altri di non seguirli. Va quindi via.
Qualche momento dopo i quattro si ricongiungono a Gabrielle e Volusio; e cominciano ad incamminarsi verso Atene.Mentre attraversano un villaggio, vengono aggrediti dagli uomini di Agatone, che cominciano a combatterli. Tutti prendono parte allo scontro,: Xena, Glaufira, Musonio, Volusio Gabrielle e Polissene, il quale nota con immensa sorpresa quanto la bionda fanciulla sappia difendersi bene. Lo scontro è duro: Le comuni armi sembrano non scalfire neppure la corazza di quegli uomini; il combattimento sembra impari, finché Volusio non scaglia una freccia dal suo arco, e si accorge che colpendoli nelle giunture dell’armatura, i guerrieri sono vulnerabili quanto loro. Grazie a quella piccola scoperta, le sorti riescono ad essere ribaltate, e i sei se ne vanno dal villaggio, raggiungendo di nuovo la foresta.
Ci si ferma per un po’, e Gabrielle sembra armeggiare con una coperta nella quale si rivelano esserci poi nascoste delle armi. I briganti si avventano su quelle scegliendo la loro preferita. Poi Volusio si rivolge a Xena e le dice: “Non ci siamo mai incontrati prima d’ora, eppure tutti abbiamo in comune il fatto di conoscerti” A questo punto Xena fa le presentazioni: “Lui è Volusio un abile tagliagole che ha lavorato per un po’ anche con Tersite; Polissene a cui ho insegnato ad usare la lancia e che poi è diventato un brigante; Musonio, il ladro più abile; perfino Autolico ha imparato da lui; e lei è Glaufira…che cattura e vende esclusivamente schiavi uomini…” Uno di loro chiede a Xena perché fosse venuta a liberarli. Xena con l’aiuto di Volusio che agisce più con tono ironico, piuttosto con tono di uno che si vuole rendere utile, spiega la situazione: “Il guerriero Agatone, vuole conquistare tutte le città, e vuole espandere il più possibile la sua armata. E’ avvantaggiato perché ha scoperto il segreto del metallo di vulcano; e ora sta forgiando quante più armi possibili per riuscire nel suo intento…” Interviene poi Volusio continuando il discorso dicendo che dovranno aiutare Xena a combattere contro Marte; per questo Xena gli ha riuniti. Istantaneamente i briganti pensano al loro tornaconto personale, e chiedono a Xena cosa ne ricaveranno da questa impresa. Per tutta risposta Xena si limita a dire: “La libertà”.
Intanto nella fortezza di Agatone, Marte avvisa al guerriero che Xena è sulle sue tracce per mettergli “il bastone tra le ruote”. Il tono irritante con il quale Agatone risponde, sicuro di se, infastidisce lo stesso Marte che prima di scompariremo mette in guardia e gli promette che se si dovessero scontrare, non interverrà in favore di nessuno dei due.
Tornando nel bosco ai nostri eroi: E’ quasi giunto il tramonto e bisogna che si accampino là. Gabrielle da buona esperta di camp-fire, sui rivolge ai briganti chiedendo la loro collaborazione e dicendo: “Allora: Bisogna stendere le coperte a terra, raccogliere la legna e accendere il fuoco”.
I briganti la guardano con un’aria mista tra il confuso e il contrariato; la giovane se ne accorge e aggiunge timidamente: “Va bene posso farlo anche io.”
Xena che fino ad allora è rimasta muta ad osservare il trattamento riservato alla sua amica, prende parola: “ Glaufira e Musoni, voi stendete le coperte; Polissene tu raccogli la legna; Volusio tu accendi il fuoco… E’ un ordine!!” A quelle parole, ognuno scatta ad eseguire l’incarico assegnatoli.
Xena e Gabrielle passeggiano in una radura conversando:
X: “Dovrò riposare perché stanotte dovrò stare di guardia…” G: “Perché non organizziamo dei turni…Furfanti a guardia di furfanti!?! Non credo sia una buona idea!…” X: “No!”
Improvvisamente la loro conversazione passa da un tono frivolo e piuttosto divertente, ad un discorso molto serio, grazie ad una domanda che Gabrielle pone a Xena, e che lascia la guerriera completamente spiazzata…
G: “Xena, erano malvagi anche prima di incontrare te?”
Xena parecchio imbarazzata: “No. Erano gente normale…”
G: “Come me? Io Volusio lo avrei visto bene come agricoltore..”
X: “…Era un carpentiere.”
G: “E Come sarebbe andata se io ti avessi conosciuta prima…prima che tu…?”
X accarezzandole il viso: “No! Tu non saresti mai diventata una persona malvagia! C’è una grossa differenza tra te e loro”
Gabrielle si rivolge con tono serio e preoccupato a Xena:
G: “E qual è la differenza? Io sono così cambiata da quando sto con te, e chissà, in altri tempi magari…”
X: “Ha davvero importanza?”
G: “Ciò che vedo è quel che sono o quello che tu hai fatto di me?
Xena cercando quasi di eludere una risposta le dice: “Andiamo, mi aspetta una lunga nottata.”
Tornate all’accampamento, le due assistono ad uno spettacolo singolare ed alquanto bizzarro: I quattro briganti sono disposti in cerchio con le armi puntate gli uni contro gli altri, pronti a scagliarsele addosso semmai qualcuno avesse fatto qualche passo falso. Xena inizialmente interviene, ma poi li lascia perdere e va a dormire. Durante la notte, Gabrielle si sveglia e vede i guerrieri esattamente nella stessa posizione di ore prima e dice: “Furfanti a guardia di furfanti? Non è stata una cattiva idea!” E torna ad addormentarsi.
E’ mattina, e Gab appena alzatasi va dai furfanti e li trova sistemati ancora come la sera prima, con le armi pronte e con facce ridicole, perché ognuno di loro è stremato: le loro palpebre sembrano chiudersi indipendentemente dalla loro volontà. Così la fanciulla propone di mangiare qualcosa. Improvvisamente però, Glaufira reagisce ad una stupida provocazione di Polissene; toccera a Xena sedare la rissa. Solo allora Polissenen sembra prendere in considerazione la proposta fatta da Gabrielle. La loro giornata si prospetta lunga e faticosa, e Xena da buon capo, distribuisce i compiti: Volusio e Musonio dovranno penetrare nella fortezza di Agatone, e fare una mappa dettagliata dell’interno dell’edificio; Glaufira e Polissene dovranno recarsi al villaggio per prendere delle provviste; poi da loro un sacchetto pieno di monete e sottolinea comprarle le provviste; mentre lei e Gabrielle si recheranno da Re Alceo per chiedere che la sua armata intervenga in loro aiuto. I sei si ritroveranno come al solito nel bosco.
Polissene e Glaufira non sono al top della gioia di essere capitati in missione insieme; ma le loro provocazioni, sono talmente continue, che cominciano a far supporre che fra i due ci sia una forte attrazione.
Tornati dalle proprie missioni, si ritrovano nel bosco; tutti sono pronti a mostrare agli altri il frutto del lavoro della loro giornata, quando inaspettatamente Musonio si ribella e non vuole dare la mappa a Xena. Il ladro cerca di istigare i suoi compari contro Xena dicendo loro che la guerriera li sta solo usando, e che da questa storia non ne avrebbero ricavato niente. A lui la libertà non interessa, non vuole diventare come Xena che è cambiata e ora gira in lungo e in largo per aiutare la gente senza alcuna ricompensa, portandosi dietro una randagia che si proclama sua amica. Da queste “cattiverie gratuite” scaturisce uno scontro in cui Musonio trova la morte. Xena è perplessa: nessuno dei presenti ha mosso un dito per parteggiare per l’una o per l’altro; non sa se più fidarsi o no di loro.
Cala la notte sull’accampamento, e Volusio & C.O si incontrano segretamente per tramare alle spalle di Xena , la quale molto prontamente sventa il complotto e intima ai briganti di tornare a dormire. Mentre sta per andar via anche lei, sente un richiamo a lei molto conosciuto e appare Marte che la esorta a lasciar perdere perché ha dovuto promettere ad Agatone che non sarebbe intervenuto. Inutile dire che le parole di Marte furono parole dette al vento.
Il mattino seguente, i cinque sono pronti ad irrompere nella fortezza; così mentre Gab, Volusio e Polissene creano un po’ di scompiglio tra le guardie, Glaufira aiuta Xena a penetrare nella fortezza attraverso un piccolo condotto. Improvvisamente però, i due uomini si allontanano dal gruppo: Il piano si rivela essere solo una trappola, così Xena e le amiche vengono catturate e portate in cella dai traditori, che le rinchiudono e vanno via.
Glaufira: “Credevo che Polissene fosse diverso; la solita illusa!”
Gabrielle: “Diverso da tutti gli altri tagliagola, e dagli altri ladri e furfanti?”
Gl.: “No ingenua creatura. Guardati attorno, per caso vedi degli uomini qui dentro?”
Gab: “Non sono ingenua, e uomini sinceri ce ne sono; io ne ho sposato uno…”
Gl.: “Ah si? E per quanto è rimasto sincero? E non mi sembra di vederlo qui con te…Forse il suo interesse si è raffreddato; o forse è in cerca di qualche altra conquista!”
Gabrielle si arrabbia e sbatte con violenta la donna contro le sbarre: “Il fatto è che è stato ucciso…”
Poi lascia la presa e si allontana quando Xena si avvicina; così Xena finisce la frase cominciata dall’amica: “E da Callisto: Una donna!”
Xena armeggia con le sbarre per trovare una via di fuga mentre Glaufira le parla: “Tanto io non cambio idea: la razza è sempre la stessa… Lei non ne sa granché del mondo!”
Xena: “Gabrielle ne ha viste più di quante immagini, forse anche più di te; ma a dispetto di tutto non ha ami serbato rancore per nessuno”
Gl.: “E le persone malvagie?”
Xena con tono abbastanza arrabbiato: “Le persone malvagie siamo noi! Quelle come me una volta e te ora! Fai presto a gettare tutta la colpa sugli uomini, tu che neanche una volta hai cercato una risposta dentro te stessa! E’ una cosa che io ho dovuto imparare e Gabrielle come maestra è molto brava… Chissà, forse se tu l’avessi conosciuta prima di incontrarmi a quest’ora saresti molto diversa!”
Glaufira allora si accosta a Gabrielle e le chiede: “Come si chiamava?”
Poco dopo, Polissene ritorna dalle prigioniere e con una messinscena riesce a sbarazzarsi delle guardie e a porgere un seghetto a Xena che lima le sbarre. Le tre sono dunque libere e Gab spiega a Glaufira che il tradimento di Polissene era solo diversivo. Così lìuomo pretende delle scuse un po’ particolari da Glaufira.
I quattro entrano nella fucina dove iniziano a combattere. Volusio rimane ucciso. Poi gettano tutte le armi nel fuoco e lasciano cadere il crogiolo. L’effetto ottenuto è una specie di bomba; devono sbrigarsi ad andare via; ma è imminente lo scontro finale tra Xena e Agatone che nel frattempo ha ferito Polissene ad una gamba, e ora viene aiutato da Gabrielle e Glaufira. In un bagliore di luce viola appare Marte che ricorda ai due che ha promesso di non intervenire; difatti nessuna delle due parti riceverà l’aiuto del Dio, con sommo piacere del presuntuoso Agatone, ma anche di Xena che non ha bisogno dell’aiuto di nessuno, meno che di Marte.
Il breve scontro, risulta fatale ad Agatone. Con grande fretta i quattro escono dalla fortezza, appena in tempo, poiché tutto scoppia dietro di loro: Tutto è bene quel che finisce bene.
Appena fuori dal bosco, i quattro eroi si salutano, ed è qui con grande sorpresa di Xena e Gabrielle, che Glaufira decide di andare con Polissene che ha promesso a Xena di provare a vivere come sta facendo lei ora. Così i due si congedano; Glaufira dice a Gabrielle: “Abbi cura di Xena” e Polissene si inchina davanti alla “Principessa delle Amazzoni”. Poi vanno via.
Gabrielle: “Però, sei partita con quattro e ne hai recuperati due, non puoi lamentarti!”
Xena: “ Già! Ho trovato la risposta alla tua domanda…”
Gabrielle: “Ebbene?”
Xena: “Tu sei Gabrielle, mia amica e Principessa delle Amazzoni, e molto altro ancora…Mi domando io cosa sarei senza di te!”
Gabrielle: “Posso rispondere? Saresti comunque la buona Xena!”
Xena: “Stai scherzando?”
Gabrielle: “No! Eri già sulla buona strada. Ci saresti riuscita comunque; forse un po’ meno bene…”
Xena: “Ehi!”
FINE