XENA E LA RISATA DI LACRIMANTE
(Punch lines)

Episodio N. 101

Stagione 5, Episodio 11

Prima trasmissione USA: 06-10-00

GUEST STARS
Alexandra Tydings(Aphrodite)(IT: Venere)
Ted Raimi (Joxer)(IT: Corilo)
John Gadshy (Lacrymose)(IT: Lacrimante)

CREDITS
Created by: John Schulian and Robert Tapert
Story by: Chris Manheim
Directed by: Andrew Merrifield

RIASSUNTO

Dopo una giornata estenuante, Xena e Gabrielle si fermano per trascorrere la notte nel Tempio di Venere. Xena si addormenta subito; Gabrielle invece ne approfitta del momento di calma e quiete, e dopo tanto tempo riprende penna e pergamena in mano, per cercare di scrivere uno dei suoi racconti. La ragazza butta giù diverse idee, ma quando alla fine mette “nero su bianco”, nessuna di queste si rivela efficace: ogni volta infatti che comincia a scrivere, poi finisce con il gettare il foglio appallottolato, o lo lancia a mò di aeroplanino. Mentre Gabrielle è intenta e pensierosa, Venere le compare dietro spaventandola a morte. La dea comincia a parlare a gran voce, ma viene rimproverata da Gabrielle, perché rischia di svegliare Xena che sta placidamente dormendo. Poi Gabrielle le chiede come mai si trovasse lì a quell’ora; la dea le risponde: “Non sapevo di dover bussare per entrare nel mio tempio!” Gabrielle tratta un po’ duramente Venere, la quale le dice di essere là, solo perché preoccupata dalla sua insonnia, lei vuole capire perché la poetessa non riesca a scrivere più i suoi racconti. Gabrielle, non vuole annoiare Venere con i suoi discorsi, facendole perdere tempo; ma la dea le risponde che essendo immortale, il tempo non le manca di certo. E in un batter d’occhio, Gabrielle si trova sdraiata su un lettino, mentre Venere, avendo assunto un atteggiamento più “professionale”, le fa ora da psicanalista. Gabrielle ritrova sul lettino anche le sue pergamene. V - “Qual è il problema?” G - “Le vedi queste? Le ho scritte tutte io; sono una specie di resoconto dei miei viaggi con Xena. Quando scrivevo, mi sentivo pienamente felice; non so perché ho smesso… Qualcosa dentro, mi dice che devo ritornare a scrivere!” V - “Perché non lo fai allora?” G - “Non è così facile, tanto per cominciare, non ne avrei neanche il tempo!” Venere allora le propone di pensare su cosa scriverebbe, riguardo alla giornata appena trascorsa. Gabrielle si ferma un attimo a riflettere, è insicura di riuscire a produrre qualcosa di buono, ma poi comincia : “La giornata è cominciata come tutte le altre, con me, Xena e Corilo che cercavamo un nome da dare al bambino…” Mentre stavano scegliendo, giunsero a destinazione, Gabrielle si preoccupava se Xena avesse fame, Corilo l’ assecondava dicendo: “Chi è incinta ha sempre fame…” Ma beccava un pugno da Xena, e Gabrielle aggiungeva: “Ed è irascibile!” Xena che assumeva un’aria di disappunto, esclamava: “Non sono mai irascibile! (poi si girava verso Corilo chiedendo conferma) Vero?” Corilo appariva un po’ imbarazzato, non sapeva cosa dire, così Gabrielle lo pregava di dire la verità. Lui ripensava a tutte le volte che Xena lo ha trattato male; ma alla fine per timore diceva: “Nooo!” Xena, con aria più soddisfatta guardava Gab, che non sapendo più che fare diceva: “Mi arrendo, non ne hai colpa; è normale nelle tue condizioni.” Xena avendo visto l’insolita accondiscendenza di Gabrielle,le rimproverava: “Non essere accondiscendente; sono perfettamente in grado di controllarmi!” G - “Ne sei sicura?…” X - “E se ho ragione io?” G - “Cucinerò e pulirò per due lune, se tu passerai una giornata senza perdere le staffe!” X - “Ci sto se mi laverai anche la schiena!” G - “D’accordo!” Le due stavano stipulando l’accordo, ma per renderlo rispettabile si dovevano stringere la mano; prima di fare ciò, Xena si sputava sulla mano, e poi la dava molto violentemente, quasi come fosse stato uno schiaffo,ad un’inorridita Gabrielle, che esclamava : “Ahi!” X (mentre Gabrielle si puliva la mano sulla giacca) - “Questo non conta!” Gabrielle poco dopo diceva: “In segno di amicizia porterò i cavalli ad abbeverarsi al fiume, e voi andrete avanti a mangiare.” Corilo, aveva visto in quelle parole un ancora di salvezza, si era dunque offerto di accompagnare Gab, che invece gli ha intimato di rimanere con Xena. Con un’ aria da falsa tranquilla Xena, prima di andare, raccomandava a Gabrielle di fare attenzione al suo cavallo, le ha fatto mille raccomandazioni: “Se non leghi a qualcosa il cavallo, lui scapperà ed io dovrò andare a cercarlo; sai com’è, non vorrei mancare alla parola data, quindi è meglio evitare tutte le cose che mi fanno arrabbiare!” Questo fatto ha suscitato la risposta provocatoria di Gabrielle. “Non ci vuole mica un genio, per lavare un cavallo!” Xena però le controbatteva ironicamente: “Ti allenerai per quando laverai la schiena a me!” Detto questo, le due prendevano due strade diverse. Mentre Xena si avviava, si girava indietro interloquendo con Corilo: “Andiamo tonto!!”

Gabrielle arrivava poco dopo, nei pressi di un torrente, era irritata dal comportamento dell’amica; stava posando a terra la bisaccia, per prendere con una scodella, dell’acqua da quel torrente; mentre faceva ciò, si lamentava di Xena con Argo: “Hai sentito? Xena mi ha detto come devo lavarti! Cosa dovrei usare oltre l’ acqua? Non penserà mica che sono tonta come Corilo. Piuttosto Xena dovrebbe lavarsi; gli hai annusato i piedi?” Poi, avvicinatasi ad Argo gli ha gettato addosso l’acqua, carezzandogli il fianco con la mano. Ma mentre Gabrielle distratta si girava, Argo cominciava rimpicciolirsi a tal punto che sembrava essere tornato di nuovo un pony. L’espressione di Gabrielle era di sorpresa, ma anche e soprattutto di rammarico, poiché Xena le aveva fatto tutte quelle raccomandazioni….

Venere intanto sta a sentire la storia che le racconta Gabrielle; ma ad un certo punto si ferma e le dice: “Così le hai rimpicciolito il cavallo; che sarà mai! Rimpiccioliscono tutti quando invecchiano…” Gabrielle sentendosi ancora meno capita dalla dea, ironicamente la ringrazia; dopo un breve dialogo, Venere invita Gabrielle a finire di raccontare la storia. Gabrielle riprende:

…. Mentre Gabrielle girava in lungo ed in largo per capire cosa fosse accaduto ad Argo, sentiva una voce che le diceva che il suo cavallo era stato rimpicciolito, per una punizione dell’Olimpo. Poi dal nulla appariva un uomo molto buffo, il quale rimproverava la ragazza di aver lavato il suo cavallo, con l’acqua di quella sorgente che era di sua proprietà. L’uomo strano era in realtà Lacrimante, una divinità che essendosi arrabbiata con Gabrielle (che d’altronde non aveva neppure fatto caso ad un’iscrizione su una pietra che le indicava chiaramente il proprietario di quel corso d’acqua), l’aveva punita in quel modo. Gabrielle, chiedeva a Lacrimante di far tornare Argo normale, altrimenti l’irascibile Xena, si sarebbe davvero infuriata; ma il dio non le dava ascolto; così a Gabrielle non restava che supplicarlo. Lacrimante era sordo perfino alle sue suppliche, finché nel bel mezzo di un dialogo fra i due, egli stesso rivelava a Gab che non aveva mai riso una sola volta in vita sua. La bionda ragazza alquanto meravigliata di ciò, e cogliendo la palla al balzo, gli lanciava una sfida: “Io potrei farti ridere; penso di riuscirci!” L’incontentabile Lacrimante però, l’avvertiva che se avesse provato a farlo ridere con scherzi, battute, indovinelli o altre cose di questo genere, sprecava solo tempo, perché le detestava tutte. Gabrielle gli rispondeva che non avrebbe raccontato niente di tutto ciò, ma gli avrebbe parlato delle avventure che giorno per giorno viveva con Xena; G - “Diciamo che se ti farò ridere, farai tornare Argo come prima; ti va?” Lacrimante, sicuro di aver già vinto le rispondeva: “Puoi provare…ma non penso che ci riuscirai.” G gli rispondeva - “Non mi sottovalutare, ehm… come fa Xena!” Detto questo, cominciava con la sua saga di racconti.

Xena e Corilo intanto, erano giunti alla locanda, mentre consumavano la loro ordinazione, neonato, proprio al tavolo vicino al loro, cominciava a piangere a dirotto; gli schiamazzi per Xena erano talmente insopportabili che rischiava davvero di perdere il controllo, mandando in fumo la scommessa; poi con grande sforzo, accenna una smorfietta simpatica al bambino, che nel frattempo aveva smesso di piangere, ma otteneva così l’effetto contrario: il bambino spaventato, piangeva più di prima. L’unica soluzione per porre fine a quella situazione, era per i due alzarsi dal tavolo ed andarsene.

Tornando a Gabrielle, era ancora con Lacrimante che dopo alcuni racconti non accennava ad un sorriso; la situazione sarebbe potuta andare avanti per tutto il giorno, senza che Lacrimante ridesse mezza volta, così Gabrielle gli diceva: “Cerchiamo di capire qual è il tuo genere preferito… Le disavventure? Che ne dici dell’azione? (Mentre Gabrielle parlava, Lacrimante sbadigliava) Meglio cambiare genere! Ti andrebbe di ascoltare qualche divertente episodio sentimentale?”….

Venere interrompe ancora il racconto di Gabrielle, non crede alle sue orecchie e con il suo solito punto di vista le dice: “Stai scherzando? Tesoro, potrà anche essere un dio, ma Lacrimante è pur sempre un uomo; dovevi incuriosirlo con delle avventure piccanti1 Solo così si cattura l’attenzione maschile!” La risposta di una Gabrielle sospirante è: “Tentato anche quelle!” Venere a questo punto schiocca le dita, e tutto il contesto attorno a loro si trasforma,così come anche i vestiti che loro indossano diventano più trasparenti e di colore rosa confetto. Alla domanda di Gabrielle su che cosa stesse facendo , Venere risponde: “Ora si che avremo delle avventure piccanti!” Ma poi capendo il dissenso di Gabrielle, fa tornare tutto come prima. Con aria più seria, cerca di domandarle se ciò che sta raccontando, stia servendo per farla sbloccare poi la sollecita ad andare avanti…

…Xena e Corilo attendevano ancora Gabrielle nella taverna, ma alla fine decidevano di andare a cercarla; Gabrielle, per prendere tempo, si faceva viva mentre i due uscivano dalla taverna, e dopo una partaccia sia da Xena che da Corilo, Gabrielle diceva loro di avviarsi e di raggiungerla poi quando avevano finito di comperare i viveri, alla sorgente. Così Gab tornava da Lacrimante, ma scopriva per sua immensa sfortuna, che Argo era scappato. Adesso temeva ancora di più la reazione di Xena. Così si armava di tutta la buona volontà per cercarlo. Finiva poi col trovarlo al supermercato, lo stesso in cui erano anche Corilo e Xena. Inizialmente, Gabrielle non si accorgeva che Argo era là, ma poi riusciva a prenderlo; Mentre accarezzava Argo, compariva ancora il dio, il quale provocato dalle sue sfrecciatine, decideva di punire anche lei, rimpicciolendola più di Argo. Gab, davvero non sapeva più che fare, ma in quel momento si accorgeva di Xena e Corilo. I due parlavano, e Xena confessava a Corilo, di essere insicura di saper essere una buona madre per suo figlio: il piccolo si sarebbe trovato sempre nel mezzo dei combattimenti, e questa era una cosa sbagliata. Corilo, rassicurava Xena; mentre i due si abbracciavano, Corilo scorgeva la minuscola Gabrielle su uno scaffale che gli chiedeva di andare un attimo da lei. Corilo così faceva, e dopo l’iniziale stupore, cercava di aiutare Gabrielle. I due andavano insieme da Lacrimante; mentre Gab ed Argo erano nascosti, Corilo invocava e riusciva a parlare con il dio; al contrario di Gabrielle che cercava invano di strappare una risata a Lacrimante, Corilo adottava la linea patetica, che stavolta sembrava davvero funzionare. Mosso a pietà dalla triste vita di un beffardo Corilo, il dio cercava di consolarlo, ma un improvviso nitrito di Argo, faceva saltare la copertura per lui e Gab. Lacrimante, era incollerito con Gabrielle che scappava nascondendosi, ma Corilo gli diceva: “Visto, se fosse stata grande ora, avresti potuto vederla!” Lacrimante, stupito per la geniale idea che gli aveva dato Corilo, ritrasformava ora Gabrielle in “formato naturale”, poi la ragazza e Corilo scappavano, rincorrendo Argo, che nel frattempo attirato dal fischio di richiamo di Xena, stava correndo da lei, per aiutarla a tirarsi fuori dai guai. Prima che Corilo e Gabrielle potessero raggiungere la taverna dove c’era Xena e spiegarle di Argo, il cavallo faceva il suo ingresso trionfale nel locale come pony, e tutti quanti canzonavano Xena, e la fiducia che riponeva in quel puledrino. A quella vista, Xena non poteva fare a meno che urlare molto nervosamente: “Gabrielle!!!” Ed ecco che sia Gab che Corilo, comparivano nella locanda di corsa. Ad aspettarli, vi era una Xena molto arrabbiata, ma non poteva dare a vedere a Gabrielle la sua collera, sempre a causa della scommessa. Xena molto alterata, chiedeva a Gabrielle spiegazioni si ciò che era successo ad Argo; ma la bionda fanciulla (nascondendosi dietro Corilo, per paura di una ripercussione su di lei da parte di Xena), gli spiegava che era necessario solo far ridere Lacrimante. La situazione sembrava precipitare vorticosamente, a tal punto che tutti i presenti prendevano a darsi battaglia con delle torte. Tutti colpivano tutti, solo Xena sembrava non essere sfiorata neppure da quei colpi. Tutti si sporcavano, scivolavano, ma erano contenti; proprio nella situazione di generale ilarità, appariva Lacrimante che alla fine riceveva anche lui una torta in faccia. Il gesto era così eclatante che tutti ammutolivano, lui sembrava essersi infuriato, ma la sua collera, scoppiava in una fragorosa risata. Argo ritornava normale, ed ora anche Gabrielle poteva lasciarsi serenamente andare in una risatas. Tutto si era aggiustato…

Venere ha ascoltato tutta la storia con interesse ed irrompe ora dicendo: “Non dirmi che c’è voluta una stupida battaglia di torte in faccia per far ridere Lacrimante!?!” G - “L’avessi visto!” Poi Gabrielle rassegnata dice a Venere che nonostante le abbia raccontato la storia, non è riuscita a superare il suo “blocco dell’ispirazione”. Venere le dice: “Bhe, almeno sei riuscita a renderlo felice!” Ma Gabrielle ha ora una folgorazione: “Eccezionale! Questa è la risposta… Da quando Xena è rimasta incinta, io ho provato in tutti i modi a fare del mondo un posto migliore in cui vivere; così ho finito per trascurare quello che mi renderebbe felice…come lo scrivere. E’ stata la paura per lei a farmi perdere di vista il mio lato poetico…Chissà, forse i miei scritti aiuteranno il figlio di Xena a capire chi è, maschio o femmina che sia!” Venere, la guarda compiaciuta del ragionamento che l’amica ha fatto e poi le dice: “A quanto vedo qui non sono più necessaria!” E fa per andarsene; ma Gabrielle la interrompe e con un dolce sorriso la ringrazia. Venere le dice di non avere fretta di ringraziarla e poi va via. Gabrielle, riprende le sue pergamene in mano, guarda Xena e comincia a scrivere: “E il giorno finiva esattamente com’era cominciato, in compagnia dei miei amici… I tre stavano camminando, mentre Gabrielle si congratulava con Xena per non aver perso le staffe nemmeno in quella situazione complicata, Xena da dietro si vedeva piombare una di quelle torte di poco prima in faccia. Parlando sugli schiamazzi dei divertitissimi Gabrielle e Corilo, concludeva dicendo: “Qualcuno la pagherà molto cara!” E andavano via, mentre Lacrimante rideva ancora divertito, dal tiro mancino giocato in quel momento a Xena.

FINE