XENA E LA CADUTA DEGLI DEI
(Motherhood)

Episodio N. 112

Stagione 5, Episodio 22

Prima trasmissione USA: 17-10-00

GUEST STARS
Ted Raimi (Joxer/Corilo)
Adrienne Wilkinson (Eve/Evi)
Alexandra Tydings (Venere)
Kevin Smith (Marte)
Paris Jefferson (Minerva)
William Gregory Lee (Virgilio)

CREDITS
Created by: John Schulian and Robert Tapert
Story by. Robert Tapert
Direct by: Rick Jacobson

RIASSUNTO

Evi è ancora sconvolta a causa del male che ha provocato alle persone che l’amano; in particolare è addolorata per aver fatto così tanto male a sua madre, e per aver ucciso il più caro e sincero amico di Gabrielle: Corilo, nonché padre di Virgilio. Per questo scappa dal tempio di Bhelur, dove è in corso una battaglia, e si reca nel deserto; Xena e Gabrielle la seguono a ruota.

Sull’Olimpo intanto, è in corso una “riunione al vertice”, nella quale Minerva, che ha preso il posto di comando di suo padre Giove, discute con tutti gli dei sulla sorte di Xena e di sua figlia; tra i presenti vi sono anche Venere e Marte. Il verdetto inappellabile è che le due devono morire, perché causa del già incalzante Crepuscolo degli Dei; già, ma come fare e chi mandare? Se uno di loro fosse apparso, Xena che è molto scaltra,avrebbe scoperto subito che è in atto una cospirazione contro di lei; senza contare che non lascerebbe mai avvicinare nessuno ad Evi, nessuno tranne…In quel momento, Minerva ha una folgorazione: le furie! Tutti gli dei disapprovano: Xena riesce a sentire se le furie sono nei paraggi, e non potrebbero quindi attaccarla mai… Xena no ma… in quel momento Venere riesce a comprendere lo scopo il discorso di Minerva, poi supplicandola gli chiede di non fare del male a Gabrielle; ma Minerva che ha già deciso ed è irremovibile, le dice di non guardare se ci tiene alla sua amica. Nel frattempo le nostre guerriere, raggiungono Evi e si apprestano a soccorrerla, quando un gruppo di predoni la attacca; la poco impegnativa battaglia, mette tutti gli uomini subito in fuga; Xena ha così campo libero per aiutare sua figlia, che giace a terra ferita nel corpo e nel cuore. Mentre Xena le da soccorso, le furie arrivano sul posto e cominciano ad insinuarsi nella mente di Gabrielle. L’amica la chiama dicendole che bisogna portare Evi al sicuro, ma lei sembra assente, comunque dopo un iniziale confusione mentale, risponde all’amica. Una passante, sente pronunciare da Gab, il nome di Xena, e subito si rende disponibile nell’accogliere le tre donne nella sua capanna; la donne, fa parte infatti di un gruppo di seguaci di Bhelur, accampati nel deserto; in cambio dell’ospitalità però, i seguaci vogliono sentire dalla voce di Gabrielle,i racconti sul loro maestro. Attorno ad un tavolo, Gabrielle comincia a parlare molto amorevolmente di Bhelur ai presenti, tra i quali vi sono anche Xena e Evi. Le parole di Gabrielle sono bellissime, ma ad un certo punto Evi interviene accusandosi ancora una volta, e dicendo che neppure l’amore servirà a lei per cancellare le sue orribili colpe. La giovane si tormenta, ma la madre le dice di smettere di tormentarsi, intanto le furie si fanno risentire in Gabrielle: “Ha ucciso Corilo, non dovresti lasciarla sola con Xena, chissà che le potrebbe accadere…” Poi Xena ha un’idea: far purificare Evi secondo il rito di Bhelur che iniziava le anime al cammino della pace. Così l’indomani Evi subisce questa sorta di battesimo. Contemporaneamente, Xena riceve da Bhelur stesso, il potere di uccidere gli dei. Evi esce dalle acque del fiume, completamente serena, sembra addirittura un’altra: ora è più calma e va felicemente incontro alla madre per abbracciarla. Gabrielle osserva la scena da più lontano, e sembra sorridere compiacendosi del potere immenso dell’amore che ha cambiato anche Evi, ma le furie imperversano ancora, facendole credere che Evi non potrà mai cambiare, e che in realtà si sta solo preparando ad attaccare, recitando la parte della figlia pentita. Intanto mentre le due sono impegnate nel loro abbraccio, Xena nota all’orizzonte, l’incresparsi anomalo delle onde; subito dopo, da quelle onde esce Nettuno; la gente impaurita, comincia a scappare, anche le tre che nel frattanto si sono compattate, cercano di fuggire, ma invano, poiché, al loro primo accenno di fuga, gli si parano dinnanzi tutte le divinità, pronte all’attacco. Xena è scatenata, riesce a schivare tutti i colpi, proteggendo anche l’incolumità di Evi e Gabrielle; riesce perfino ad uccidere due o tre di loro. In quel momento, Minerva e Marte che non erano prima nel gruppo, compaiono davanti a Xena; Gabrielle le passa velocemente il chakram. Minerva rivela ai presenti che Xena è in grado di uccidere gli dei; Xena allora puntualizza: “Se sono in grado di uccidere gli dei, allora non vi conviene seguirci!” Poi va via con le altre due. Prima di tornare sull’Olimpo, Minerva dice agli altri di pazientare perché le furie sono ancora la migliore arma che hanno a disposizione, dopodiché, basterà solo distrarre Xena, e loro faranno tutto. Marte si propone allora come elemento di disturbo per Xena. Nel frattempo nella pianura, Gabrielle chiede a Xena, come sia possibile che abbia avuto questo potere. L’amica le spiega che mentre Evi veniva purificata, le è apparso uno Spirito Celeste, mandato dall’Arcangelo Michele, che le ha detto che è stata prescelta come madre di un Messaggero di Pace, che spianerà la strada verso l’amore perfetto; lei deve perciò proteggerla; quindi finché Evi vivrà, lei avrà questo potere. Gabrielle si sente smarrita e guarda Xena ed Evi, che adesso cominciano a parlare fra di loro. Xena suggerisce ad una docile Evi, di cominciare il suo cammino di pace, affrontando coloro che ha fatto soffrire. I primo della lista è Virgilio: le tre donne infatti, si recano a casa dello sfortunato ragazzo, che essendo amante della poesia come Gabrielle, sta sull’uscio di casa, con una pergamena in mano. Il ragazzo è contento di vedere le sue amiche, specialmente Gabrielle, ma la sua espressione diventa minacciosa e cupa, quando vede Evi; così incollerito ancora per la morte del padre, sfodera la spada per uccidere Evi, ma la Principessa Guerriera lo blocca; Virgilio sente parlare Evi i quali discorsi gli scivolano addosso, poi prende la sua roba e fa per andarsene. Gabrielle osserva dispiaciuta ed inerme la scena. Xena parlando ad Evi con l’esperienza di chi sa che riscattare il proprio passato non è sempre facile, la porta via. Sul posto rimangono solo Gabrielle e Virgilio, che sta andando via, Gabrielle gli si avvicina e gli chiede dove andrà, lui risponde che raggiungerà la madre e i fratelli ad Atene. I due si abbracciano molto sconsolati, entrambi stanno per piangere al pensiero della perdita del loro amato Corilo, poi lui sale a cavallo e va via.

Giunge la sera, il cielo si annuvola e comincia un violento temporale, non potendo andare oltre, le tre si fermano nella bettola lasciata poco prima da Virgilio. Evi seduta, rovista tra alcune pergamene, poi ne prende qualcuna e si avvicina a Gabrielle, ringraziandola di aver descritto le gesta di sua madre su quei rotoli perché adesso lei avrebbe potuto leggerli. Xena intanto, guarda fuori dalla finestra e si accorge della presenza di Marte; allora corre subito fuori, dicendo a Gabrielle di restare dov’è. A questo punto, Gabrielle rimane di nuovo vittima delle allucinazione provocatele dalle furie. Ella infatti, rivede Corilo e non potendo trattenere l’emozione, gli dice di sentire molto la sua mancanza; Corilo allora le chiede perché non abbia ucciso Evi; lei gli risponde che non ha potuto. Corilo, prima di andare via le dice: “Uccidila, prima che lei uccida te!” Le furie le riappaiono dicendogli che quello di Corilo, è stato un ottimo consiglio. Ma non è finita, voltandosi di scatto, Gabrielle vede dietro di lei sua figlia Hope che le dice: “Salve Madre, Xena sta commettendo un imperdonabile errore, cercando di salvare Evi; lo stesso che hai commesso tu quando non mi hai ucciso avendone la possibilità!” Gabrielle rimane ancora più confusa da quelle parole, ma già senza rendersene conto si accinge a scendere degli scalini accompagnata dalle furie e da Hope che le dice: “Solo tu puoi mettere fine a questa spirale di violenza: Evi deve morire…Ma Xena non ucciderà mai sua figlia; del resto sai com’è difficile. Sii coraggiosa madre, fallo tu per lei. E’ tuo dovere farlo, ce la puoi fare, coraggio!” Gabrielle è tormentata da quella situazione, è indecisa, ma alla fine convinta da Hope, si appresta a tirare fuori dallo stivale uno dei suoi sais e con molta titubanza e difficoltà comincia ad avvicinarsi alle spalle di Evi. Hope incita sempre di più sua madre a colpire Evi, che è immersa nella sua lettura.

Xena che fino ad allora ha discusso con Marte, sembra aver capito che probabilmente il dio voleva che lei si allontanasse per un po’ da Evi, per qualche piano preciso. Ma la guerriera scatta ricordandosi della figlia, e corre in casa, appena in tempo per vedere la terrificante scena di Gabrielle che colpisce alle spalle Evi, la quale lancia un urlo di dolore. Xena vuole fermare a tutti i costi, la follia omicida di Gabrielle, e urlando disperatamente, afferra senza pensarci troppo su, il chakram e lo lancia; il chakram colpisce in pieno Gabrielle alla testa. Xena sembra realizzare sul suo comportamento, solo quando vede il cerchio rotante tornare tra le sue mani intriso di sangue, e solo quando il sangue comincia a sgorgare copiosamente visibile, dalla testa di Gabrielle, che con un apparente espressione di meraviglia mista a dolore, si accascia al suolo. Gabrielle cade a terra priva ormai di sensi, è mezza morta; le furie hanno finito il loro compito e vanno via. Xena cerca fare del suo meglio per aiutare le due: corre anzitutto da Evi, e le prega di resistere, poi si china per accertarsi delle condizioni di Gabrielle; si rende conto che la sua ferita è molto molto grave; Xena riesce a malapena ad esclamare “Gabrielle…” poi percepisce la scia delle furie e capisce che erano lì. Xena si da da fare cercando di curare le ferite di entrambe le sue amate; X - “Gabrielle, non te ne andare!” Poi passa da Evi, che le chiede molto preoccupata informazioni sulla vita di Gabrielle, poi ringrazia Xena per ciò che sta facendo per lei. Prima che le due possano andare oltre nella loro conversazione, tutte le divinità: Minerva, Plutone, Nemesi, & CO, appaiono nella stanza dove sono le tre. Xena stavolta deve combattere da sola, ma sarà ancora più difficile per lei, poiché il suo pensiero ricorrerà sempre alle due persone a lei più care. Xena è con Evi, alle loro spalle c’è Gabrielle in una pozza di sangue; per difendere tutte e tre le loro vite, Xena con un tavolo alza una barriera, ma sa che non servirà a nulla, e che dovrà comunque combattere. Mentre sfodera un pugnale, appare Venere alle loro spalle, la dea si china su Gabrielle e sembra molto addolorata per ciò che gli è accaduto; Xena si volta, e la vede dietro di se, le vuole scagliare contro il pugnale, ma senza parlare, Venere le fa capire che è lì, solo per Gabrielle, per aiutarle; non vuole lottare, ne tanto meno uccidere qualcuno, nemmeno Evi, anche se le lancia occhiate ricche di risentimento. Con il potere rimastogli, trasporta Gabrielle in un’altra stanza per il momento più sicura; Xena ed Evi intanto rimangono là, la Principessa Guerriera combatte, ma non nel pieno delle sue facoltà, poiché molto spesso deve correre a salvare Evi. Decisasi che neppure Evi deve stare là, la porta nella stanza dove si è sistemata Venere, e le dice di prendersi cura anche di lei; ma Venere la guarda con odio. Xena torna sul luogo della battaglia e riesce ora ad uccidere un altro paio di divinità, ma il casolare ha cominciato a prendere fuoco. Marte intanto appare nella stanza dove vi sono le due ferite e Venere, e vuole uccidere Evi. Xena finita la battaglia, corre da loro giusto in tempo: mai prima d’ora aveva scagliato con odio profondo, un arma verso Marte, il quale non più immortale, si ferisce lievemente ad un braccio; poi le due divinità scompaiono. Il casolare sta cominciando a venire giù, in me che non si dica si sarebbe ridotto solo ad un cumulo di macerie, perciò, Xena, deve sbrigarsi a portare fuori le due. Fuori vi è una pioggia battente, Xena esce trascinandosi Gabrielle per terra e portando Evi sulle spalle; è esausta, ma non si arrende fin quando le tre non sono fuori pericolo. In un gesto di stanchezza, Xena cade a terra insieme ad Evi, ed incontra con lo sguardo, il viso di Gabrielle, che si manifesta sempre più pallido. Xena non sa cosa fare, ma una cosa è certa per lei: X - “Nessuna di voi mi lascerà! (poi toccando il viso di Gabrielle) Gabrielle, sei la persona più pura che abbia mai conosciuto …(rivolgendosi ora ad Evi)… e tu sei la mia speranza! (rivolgendosi a tutti gli dei) Non vi permetterò mai di portarmele via!” Sulla scena appare Venere, che le dice con tono di rimprovero: “Che scena commovente!” X - “Risparmia la tua ironia Venere, e guarisci Gabrielle!”V - “Gli dei possono guarire i mortali, solo col benestare di Minerva, e lei non lo permetterà mai!” X - “Allora portami sull’Olimpo” V- “Perché?” X -“Voglio proporre un patto agli dei!” V - “E cosa farai se non accetteranno, li ucciderai?” X affogando il tono furioso, in una supplica disperata - “Per favore, a Gabrielle rimane ormai poco!” Venere sentendosi toccata da quelle parole, si convince e porta le tre sull’Olimpo. Giunte nella dimora degli dei, Xena ringrazia Venere e le dice di nascondersi, perché trasgredendo ordini superiori per amore di Gabrielle, sarebbe potuta essere in pericolo. La dea esegue, ma prima di sparire, da il suo ultimo saluto alla sua migliore amica. Anche Evi nel frattempo è peggiorata, ma dà comunque a Xena ,una delle più grandi soddisfazioni della sua vita: la chiama madre per la prima volta; Xena si commuove e si scusa con lei, per non aver potuto vederla crescere; poi le due si confidano che entrambe amavano i ragni da bambine. La scena viene interrotta da Marte, che piombando nella sala, propone a Xena un’alleanza, Xena gli ordina di guarire prima Gabrielle ed Evi; ma il dio dice che per Gabrielle può fare qualcosa, ma Evi che è la causa della loro fine, deve morire. Xena ferisce nuovamente Marte e lo lega con le catene di Vulcano prese in precedenza; poi lo conduce al cospetto di Minerva; quest’ultima vede che neanche lui è stato capace di togliere di mezzo l’ “allegra famigliola”. Le due scambiano pochissime battute, giusto quelle che servono a giurarsi detesto reciproco e poi cominciano a combattere. Marte resta a terra incatenato senza poter fare nulla; accanto a lui vi sono Gabrielle ed Evi. Il dio segue il combattimento: Minerva e Xena combattono con tutte le loro forze, l’una per far sopravalere la propria causa, sulla causa dell’altra; Xena infligge molti colpi, ma ne riceve anche tanti; finché non riesce a trafiggere Minerva con la sua spada. La sorpresa di Xena è tanta nel vedere che il suo colpo, nonostante fosse mortale, non ha per nulla danneggiato la dea; infatti Xena, è stata talmente presa da quel duello, che non si è accorta che Evi dietro di lei, si è adagiata al suolo senza vita, proprio accanto a Gabrielle. La disperazione e la rabbia di Xena sono tante, da renderla completamente vulnerabile agli attacchi di Minerva. Marte però riesce a liberarsi, corre verso Gabrielle ed Evi, e pur non avendo il permesso di Minerva, le guarisce. Xena intanto è caduta più volte sotto i colpi di Minerva, che ora le si avvicina minacciosamente; non avendo più nulla da perdere, credendo Evi e Gabrielle ancora morte, sferra un ultimo colpo a Minerva, che stavolta gli giunge fatale. La dea si piega su se stessa guardando Marte con gli occhi sbarrati, e chiedendogli perché avesse salvato la causa del loro Crepuscolo. La risposta di Marte, stavolta è semplice, onesta e chiara: “Mi dispiace, ma l’amore mi ha guidato!” Con quelle parole, Minerva si accascia al suolo priva di vita. Xena guarda Marte, poi scopre oltre di lui, le sue amate che proprio in quel momento, stanno riacquistando i sensi. Xena corre da loro, le avvolge entrambe col il suo più caldo abbraccio, le guarda e le bacia a lungo, poi si alza e ringrazia Marte, che per una vota tanto va via, senza dire o pretendere nulla in cambio di ciò che ha fatto. Finalmente guarite, Xena condivide con loro uno splendido tramonto: Evi sta giocando con un grosso ragno, e viene raggiunta dalla madre e da Gabrielle che le si siede accanto; Evi le chiede scusa per aver ucciso Corilo. Xena guarda la scena, temendo una reazione di Gabrielle, che invece le mette una mano sulla spalla e le dice che ormai il suo amico riposa in pace. Evi le sorride, e sempre col ragno in mano, va più là, tra l’erba. Xena e Gabrielle sono vicine: G - “Credo che tu abbia ritrovato tua figlia!” X mettendogli una mano sulla spalla - “No, abbiamo ritrovato nostra figlia!”. Le due si guardano e sorridono.

FINE