XENA E L'ORO DEL RENO
(The rheingold)

Episodio 119

Stagione 6, episodio 7

Prima trasmissione: 25-10-00

GUEST STARS
Brittney Powell (Brunilde)
Renato Bartolomei (Bheiawolf)
Alexander Peterson (Odino)

CREDITS
Created by: John Schulian and Robert Tapert
Story by: R. J. Stewart
Directed by: John Fawcett

RIASSUNTO

Questa puntata comincia con un flashback del passato di Xena, che introdurrà, e poi spiegherà, la trama della trilogia degli episodi “The Rheingold”, “The Ring” e “The return of Valkyrie”. Nel flashback, Xena vestita rigorosamente da Valchiria, rinchiude un mostro in una caverna buia, chiudendo i cancelli di quel cupo meandro con un monile rappresentante due corvi (animali sacri ad Odino, il capo degli Asi germanici, risiedenti nel Whalallah) poi seduta, guarda l’anello forgiato da lei, che ha in mano; questo oggetto sembrava misteriosamente, essere ambito anche dal mostro.

Xena e Gabrielle, dopo un lunga ed estenuante traversata dalla Grecia, fino alla lontana Scandinavia, sono ora in una taverna per ristorarsi; le due cominciano a mangiare, ma Gabrielle, sembra non avere fame (o non gradire particolarmente, quel tipo di cibo); improvvisamente Xena comincia a canzonarla, e poco dopo con aria più seria, ma sempre pacata e serena, le dice che non è obbligata a mangiare tutto se non gradisce. Gabrielle le risponde di non preoccuparsi.

Intanto, un uomo entra nella taverna, sembra guardarsi attorno come in cerca di qualcuno, poi si ferma poco distante dal tavolo delle due donne, e comincia a fissarle. Xena è infastidita da quell’atteggiamento e gli chiede cosa volesse; la sua risposta è: “Cerco Xena”, la guerriera gli dice che Xena è lei; l’uomo si presenta, si chiama Bheiawolf, poi, senza aggiungere altro, appoggia sul tavolo, il monile con l’effige dei due corvi. Immediatamente, Xena prendendo in mano quell’oggetto rivive il flasback, che si fa strada nella sua mente. Posa il monile, e si allontana con Bheiawolf, per parlare, di circa qualche passo dal tavolo. Gabrielle, lasciata sola, guarda con meraviglia quell’oggetto, ma non capisce cosa stesse realmente accadendo. Dopo la breve conversazione, Xena ritorna al tavolo dall’amica; Gabrielle la guarda e capisce che la sua aria serena di poco prima, era adesso svanita. Non sapendo cosa fare, rompe il ghiaccio offrendo all’amica il resto della sua cena dicendole di non volerne più; ma Xena, che fino ad un attimo prima sembrava essere più famelica, le risponde molto turbata: “Non ho più fame”. Le due trascorrono là la notte; nella loro stanza, Gabrielle, ora vuole sapere da Xena cosa stesse accadendo; ma la Principessa Guerriera, sembra non voler dare spiegazioni. “Dopo tutto questo tempo passato insieme, non ti fidi ancora di me!” esclama Gabrielle sentendosi messa da parte. Xena le risponde: “Sono fatti accaduti prima di conoscerti, di cui ora non me la sento di parlare”; Gabrielle, un po’ delusa, si mette sotto le coperte, le risponde semplicemente: “Come vuoi”, e poi si gira per addormentarsi. Xena però rompe il silenzio dicendole:”La mia non è mancanza di fiducia, ti assicuro che la nostra amicizia è la cosa più importante della mia vita, ma…”; Gabrielle, a quel punto la interrompe dicendole: “ Ho grande rispetto per te, e se non vuoi parlarne capirò”. Xena la ringrazia e le due si addormentano.

Quando la luce dorata dell’alba entra dalla finestra della loro stanza, solo allora Gabrielle si accorge dell’assenza della sua amica. Si alza dal letto di scatto, e nota sul letto rifatto dell’amica, una pergamena nella quale, molto brevemente, Xena le dice che è andata via perché doveva aggiustare una situazione cattiva che aveva creato in passato; e per questo, era in gioco la sua vita. La pergamena finisce queste parole: “Non potevo permetterti di rischiare la tua vita con me… Qualsiasi cosa accada, ricorda che ti voglio bene..” Gabrielle è colpita da queste parole, ma amando enormemente la sua Xena, decide di mettersi in viaggio per cercarla. E’ uno dei pochi viaggi che Gabrielle affronta senza Xena, e il suo vagare alla ricerca dell’amica la porterà alcuni giorni e alcune notti, nelle terre più fredde che abbia mai visto. Gabrielle, alla sera, scrive le sue impressioni su una pergamena (quasi come fosse il suo diario) e quella particolare sera, annota una frase: “Sembra quasi che Xena sia perseguitata dal suo passato da riscattare…” Finalmente il mattino dopo, arriva in un villaggio in cui vuole chiedere informazioni; ma mentre sta per dialogare con un vichingo, nota su un grande arazzo, una serie di Valchirie (guerriere sacre ad Odino), e fra tutte ce n’è una più bella e più valorosa, forse il loro capo. Il vichingo nota subito il modo di comportarsi di Gabrielle, è capisce che è forestiera, poi Gabrielle, staccando gli occhi da quella tela chiede se Xena fosse passata da quelle parti; il vichingo comincia a domandarle di chi Xena stesse parlando, riferendole che da quelle parti solo una portava quel nome: La leggendaria valchiria Xena, la guerriera raffigurata su quell’arazzo che poco prima Gabrielle guardava attentamente. La bionda guerriera è sbigottita, non sa che dire; ma ecco in quel momento apparire una guerriera che chiede a Gabrielle se davvero conosce Xena, la sua risposta è ovviamente si, poi la donna si presenta: Sono Brunilde e posso raccontarti tutto sulla Valchiria Xena. Di comune accordo , la sera, Brunilde avrebbe dovuto raggiungere Gabrielle, nel bosco dove si sarebbe accampata, per raccontarle tutto; ma al momento giusto la guerriera nordica, sorprende Gabrielle, che sta intanto scrivendo, alle spalle; le due ingaggiano una specie di combattimento, nel quale sembra averla vinta Gabrielle; ma alla fine, inattesamente, Brunilde atterra Gabrielle. La nordica vuole poi dare una mano alla piccola donna a rialzarsi, ma lei la rifiuta, chiedendole spiegazioni per il suo comportamento; la risposta di Brunilde è: “Voglio dimostrarti che sono anche io degna di stare al fianco della grande Xena”. Detto questo, le due mettono a sedersi e Brunilde comincia a raccontare a Gabrielle quella storia: “Circa sette lustri prima, una guerriera di nome Xena, passeggiava in sella al suo cavallo per un bosco; ad un tratto vide un uomo legato ad un albero che implorava pietà, era ferito, e Xena si fermò per soccorrerlo. L’uomo si rivelò poi come Odino, capo degli Asi nordici; e per gratitudine, concesse a Xena, di diventare una Valchiria. La donna si distinse così subito per il suo valore, talvolta anche a spese delle altre valchirie, compresa grimilde; e questo non andava giù a nessuna di loro. Purtoppo, col tempo, Xena cominciò ad entrare sempre più nelle “grazie” di Odino, tanto che egli le insegnò molti trucchi e sortilegi, rivelandole anche dell’Oro del Reno; e fu così che tra i due nacque una relazione amorosa, con grande disappunto di grimilde che si sentiva spodestata dal suo amato, dal suo incarico. L’ambizione della valchiria Xena, fu tale da trovare ed ingannare con un sotterfugio, le Figlie del Reno, custodi del preziosissimo oro. Una di loro, la condusse fino al tesoro che Xena rubò, e poi scappò via. Il suo lavoro non terminò là, difatti, costruì e forgiò con quell’oro, un anello, nel quale rinchiuse tutta la sua malvagità, e quell’oggetto diventò tanto potente. Fu però poi trovata da grimilde, la quale, avendo nei suoi riguardi, un conto in sospeso, voleva a tutti i costi quell’anello… Le due cominciarono a combattere, e l’anello cadde nelle mani di grimilde, che indossandolo, perse tutto quello a cui teneva di più: La sua umanità; trasformandosi nello spietato mostro Grindl, che da quella notte, cominciò a seminare il panico nelle paludi. Per porre fine a quello scempio, Xen, si decise a imprigionare Grindl in una caverna, chiudendone i cancelli, con l’effige dei due corvi”. Brunilde si interrompe, guarda Gabrielle che sembra incredula, poi le chiede come mai stesse cercando così affannosamente Xena, e quale legame le unisse. Gabrielle le risponde allora, che Xena e lei sono come sorelle, nessuna può fare a meno dell’altra, e qualunque sia stato il loro destino, lo avrebbero affrontato sempre insieme. Brunilde rimane molto scossa da quella risposta meravigliosa, ma forse molto di più dalla personalità di Gabrielle; la quale, nel frattempo, le chiede di continuare il racconto.

Intanto, Xena e il barbaro Bheiawolf, sono già giunti nel territorio di Grindl; i due si lasciano andare ad apprezzamenti su Gabrielle: “E’ davvero molto carina la tua amica” dice Bheiawolf,; “Lo so!”, risponde Xena; l’uomo aggiunge:“Quando avremo finito con Grindl, mi piacerebbe rivederla…” e Xena lo canzona: “Allora ti piace davvero!”. Poi i due si recano verso una casa abbandonata, per passare là la sera, che stava ormai scendendo. Lo spettacolo davanti ai loro occhi, una volta giunti nelle vicinanze della casa, non è molto gradevole: Molti corpi di uomini, dilaniati da quel mostro infame. Prima di entrare in quella casa, quasi sicura di aver incontrato Grindl quella sera stessa, Xena si ferma nella calma del tramonto e dice fra se e se: “Spero di rivederti Gabrielle…”; poi si prepara. Xena non sbaglia mai, difatti, la sera il mostro Grindl, interrompe la calma creatasi tra i ruderi di quella casa. I due cercano subito di combattere il mostro; Bheiawolf viene però, subito messo k.o; mentre Xena spendendo enormemente forze, riesce a tenergli testa, almeno per l’inizio; poi anche lei cede, e per Grindl è più facile attaccare; ferisce così più volte Xena, poi la prende e la porta con se. Ritorna di nuovo la calma in quella casa, ma Bheiawolf che ha perso i sensi per un attimo, rimane ferito sotto le macerie di una volta crollata.

Si è fatta intanto l’alba, e Gabrielle e Brunilde, arrivano anche loro alla casa; La mini guerriera, si prepara ad impugnare i suoi fedeli saies; mentre Brunilde tiene per l’elsa la sua spada; lo spettacolo è sempre la visione di corpi dilaniati. Oltrepassano quel nugolo di carne e si apprestano ad entrare nella casa; sentono ora, i lamenti di Bheiawolf provenienti da sotto le macerie, così lo tirano fuori di lì, poi Gabrielle chiede all’uomo di Xena; l’uomo le risponde con un : “Mi dispiace,l’ ha portata via…”. Gabrielle, comincia a disperarsi, a piangere, quand’ecco che girandosi trova l’armatura di Xena in un angolo, e in seguito un suo bracciale. Gli altri due, sembrano preoccupati della sua reazione; ma lei corre fuori, seguita a ruota dai due, gridando: “Xena non può essere morta, è ancora viva me lo sento…”

FINE