FOR THE LAST TIME

di Carol (carol_lawless@hotmail.com)

Nel cielo si vedeva ancora il colore rosso-arancione del tramonto, di quell’ultimo tramonto che avrebbe dovuto riportare in vita la sua migliore amica, quella persona con cui aveva passato i giorni più belli della sua vita.
Appoggiata al bordo della galea, stringendo fra le mani l’urna contenente le ceneri di Xena, Gabrielle osservava le onde del mare, e pensava al momento in cui la sua migliore amica non le aveva permesso di salvarla.
Le aveva fermato la mano….
X: “No, Gabrielle.”
G: “Xena”
X: “No”
G: “Xena il sole sta tramontando devo riportarti in vita”
X: “No”
……………………….
G: “Ti voglio bene Xena. Come posso andare avanti senza di te?”
X: “Io sarò sempre con te Gabrielle, sempre.”

G: “Una vita continua di viaggi ti ha port ato nelle terre più lontane, ai confini più estremi della terra..”
X: “E nel luogo dove io rimarrò per sempre, il TUO CUORE! Ora dove andiamo?”
G: “Penso che dovremo andare fino alla terra dei faraoni, cercano una fanciulla con un chakram.”
X: “Ovunque tu vada io sarò al tuo fianco!”
G: “Sapevo che lo avresti detto!!”

Gabrielle sapeva che quelle parole erano vere, Xena sarebbe stata sempre con lei, avrebbe sempre sentito la sua presenza. Ma non sarebbe stata la stessa cosa. A Gabrielle mancavano le lunghe camminate nei luoghi più lontani e impensabili, le notti passate insieme a guardare le stelle, le loro avventure, le battaglie, gli abbracci e i bacini sulla testa che a lei piacevano tanto. Pensò a quante volte avevano superato la morte insieme.
X: “Abbiamo superato la morte tante altre volte.”
Ma quella volta era stato diverso, Xena non aveva voluto ritornare. Incominciò di nuovo a piangere, le lacrime scendevano ininterrottamente sul suo viso. Il suo pian to era provocato dalla nostalgia, ma anche dalla rabbia. Xena l’aveva lasciata sola, lei non l’avrebbe mai fatto. Dopo la rabbia arrivarono i sensi di colpa.
G: “Avrei potuto salvarla, perché mi sono fermata? Perché? E’ stata colpa mia, non le sono stata abbastanza vicino, non dovevo permetterle di sacrificarsi in quel modo.”
Era molto stanca, così si sdraiò e guardando le stelle si addormentò.
(nel sogno)X: “Se mi rimanessero soltanto 30 secondi…………
Sei la persona più importante della mia vita……….
……..è così che vorrei viverli……….”
G: “Hai tirato fuori il meglio di me stessa.”
X: “…….guardandoti negli occhi!!”
G: “Ti voglio bene Xena.”
Si svegliò di scatto chiamando la sua migliore amica, forse era stato solo un sogno, forse Xena era ancora viva.
Si guardò intorno con le lacrime agli occhi, e quando vide l’urna, contenente le ceneri, incominciò a tremare, a singhiozzare e a chiamare la sua amica.
G: “Xena, Xena, Xena perché mi hai lasciata sola, perc hé? Non dovevi farlo!”
Poi si strinse al cuore l’urna e si riaddormentò.
Il sole stava spuntando, alcuni raggi sfiorarono il viso stanco e sciupato della principessa delle amazzoni.
M: “Terra, terra!!”
La galea attraccò al porto di Alessandria, era arrivata in Egitto dove avrebbe incominciato una vita nuova fatta di avventure, guerre e aiuto, però questa volta avrebbe dovuto fare tutto da sola. Cercò subito una taverna dove poter mangiare e riposare. Quando entrò pensò a tutte quelle volte che aveva pranzato con Xena nelle taverne ridendo e parlando dei loro viaggi. Ma ora si sedette al banco da sola.
G: “Una minestra e dell’acqua. Grazie.”
Loc: “Da dove viene bella fanciulla?”
G: “Da un paese lontano dove la tristezza e la disperazione sono i sentimenti più comuni.”
Loc: “Non ha un bel aspetto, le è successo qualcosa di brutto, vero?”
G: “Ho perso la persona più cara che avessi al mondo.”
Loc: “Mi dispiace. Posso aiutarla in qualche modo?”
G: “No, ne ssuno potrà farlo, il mio cuore è spezzato in due, e non c’è una cura che possa ripararlo.”
Una ragazza di nome Lyla entrò velocemente nella locanda, era sudata e preoccupata.
L: “Qualcuno mi aiuti, hanno rapito la mia amica!”
La ragazza si avvicinò a Gabrielle, che aveva la testa china che fissava il banco.
L: “Tu sei Xena la principessa guerriera, riconosco quell’arma. Solo lei la possiede. Però tu non assomigli a Neeve.”
G: “No io non sono Xena. Ma chi è Neeve?”
Gabrielle ricordava questo nome, Xena lo aveva ancora nominato, però non ricordava chi fosse.
L: “Allora tu sei Gabrielle, l’inseparabile amica di Xena. Neeve mi aveva parlato anche di te. Ammiro la vostra amicizia, un’amicizia infinita che non potrà mai essere rotta da nessuno. E’ un equilibrio eterno. Anche io e Neeve siamo come voi!”
G: “Non esiste quell’amicizia, non potrà mai esistere.”
L: “Perché parli così? Non siete più amiche, vi siete lasciate? Ma come mai Xena ti ha lasciato il suo Cha kram? Non se ne separa mai.”
Per Gabrielle erano troppe domande, si girò di scatto con le lacrime agli occhi….
G: “Xena è morta lei non c’è più, la nostra amicizia è finita, lei mi ha lasciato.”
Lyla rimase ferma a fissarla.
L: “Non può essere, Xena non può essere morta, non può averti lasciato. Non lo avrebbe mai fatto!!”
G: “Lei ha pensato a salvare altre persone come faceva sempre. Ma questa volta si è dimenticata di me!”
L: “Lei non ti ha dimenticata….lei….”
G: “Non voglio parlare più di questo argomento. Ormai la odio non fa più parte della mia vita.”
Lyla non ci poteva credere, Gabrielle che odiava Xena. Si rendeva conto però, che l’odio che provava era pieno d’amore, perché era triste e sola.
L: “Neeve mi ha detto che anche tu sei brava a combattere, perché Xena ti ha insegnato tutto. Quindi ora ti chiedo per favore di aiutarmi, sei l’unica che può farlo, io non mi fido di nessun altro.”
G: “Non posso aiutarti, non posso chiedilo a qualcun altro. Non voglio più avere a che fare con persone che conoscono Xena, me la ricorderebbero e io non voglio ricordarmi di lei.”
Gabrielle lasciò la locanda, lasciando Lyla da sola senza un aiuto.
L’amica di Lyla era stata rapita da un uomo malvagio di nome Kreos, che la riportò con sé in Grecia. Vi ritornò anche Lyla per cercare di liberare in qualche modo la sua amica e per ritornare a casa.

Gabrielle era distrutta, triste e sola l’unica cosa che poteva farla stare meglio era combattere, così avrebbe potuto scaricare tutta la sua tensione. Decise di formare un’armata, arruolò 20.000 uomini che l’avrebbero aiutata a distruggere e sterminare villaggi e popolazioni. Gab incominciò a viaggiare di villaggio in villaggio, di città in città, portando morte e disperazione. Tutto questo era la rabbia che le bruciava dentro e che non riusciva a controllare. Uccideva soprattutto le donne che assomigliavano a Xena. Lanciava il suo Chakram, ormai diventato un oggetto di morte, e incomincia va ad urlare..
G: “Questo è per Xena!!”
Gabrielle era stata presa dalla follia, era diventata come era stata Xena una volta. Le persone avevano timore di lei, quando veniva pronunciato il suo nome la gente tremava e correva nelle case, nascondendosi. La sua armata era chiamata, ‘la forza oscura’.
Proprio come Xena, dopo aver decapitato le persone, attaccava le loro teste su dei bastoni e legava i fanciulli davanti, per fargli vedere quanto lei fosse potente. Nessuno l’avrebbe potuta fermare. Aveva dimenticato Xena, i loro momenti felici. Non aveva più un cuore, l’odio e la pazzia glielo avevano distrutto.
Ritornò in Grecia a Potidea. Sua sorella appena la vide le corse incontro, ma la prima cosa che la raggiunse fu il Chakram, che la uccise in un solo colpo. Sterminò la sua famiglia poi il villaggio. Fece bruciare tutte le case. Appese i bambini alle croci facendogli vedere i loro genitori che urlavano mentre venivano bruciati. La sua crudeltà era immensa, non avrebbe mai ucciso dei bambini e tanto meno la sua famiglia, ma la pazzia l’aveva resa cieca, non distingueva più i deboli dai malvagi.
Ora la sua ultima tappa era Anfipoli, avrebbe sterminato la famiglia di Xena, per farli soffrire come Xena aveva fatto con lei.
Dopo aver portato la paura fra gli abitanti, circondò la locanda di Cyrene e vi entrò.
C: “Gabrielle che contenta che sono di rivederti. Siete arrivate nel momento giusto, un uomo malvagio minaccia la città si chia…..”
Si bloccò, il suo viso divenne bianco, fissò Gab, il suo volto era malvagio, pieno di odio.
G: “Non sono venuta a salvarti.”
C: “Ma dov’è mia figlia? Come mai hai il suo Chakram? Mica l’avrai uccisa?”
G: “Tua figlia è morta, non so come e non ho nemmeno voglia di pensarlo. Ora sono venuta ad uccidere te e tutta la tua famiglia.”
In quell’istante arrivò Lyla, spalancò la porta, e con le lacrime agli occhi...
L: “Nooooooo!! Lasciala stare, allontanati da lei, vattene da questa città. Sei diventat a pazza? Non ti ricordi più di Xena, non ti ricordi più della vostra infinita amicizia? Voi eravate due anime inseparabili, non vi sareste mai separate per nessuna cosa o persona al mondo. Tu l’hai dimenticata, tu devi ricordarti di lei. Devi ricordare il tuo passato, ricordati com’eri una volta. Ti prego, Xena lo vorrebbe.”
Gabrielle rimase zitta, fissando Lyla, la sua mente era sovrastata da vari pensieri, vari ricordi della sua vita passata, pensieri confusi, c’era sempre una persona accanto a lei, che la sosteneva e l’aiutava, ma non sapeva chi fosse la sua immagine era sbiadita. Era spaventata e confusa, era da tempo che non pensava, a lei i ricordi non servivano, ma le era successo qualcosa di strano, e nello stesso tempo piacevole. Così lasciò di corsa la locanda, prese un cavallo e viaggiò per parecchio tempo, continuando a piangere, si sentiva male ma non sapeva per chi e nemmeno perché. Finché si fermò e guardando le stelle si addormentò.
Quella stessa notte Xena le a pparse in sogno.
X: “Gabrielle tesoro perché mi hai dimenticata?”
G: “Tu non mi sei stata vicina, quando avevo bisogno di te tu non c’eri. Sei stata un’egoista. Prima ti sei fatta uccidere per salvare 40.000 anime che non conoscevi e poi non mi hai permesso di salvarti e mi hai lasciata sola. Io ti volevo bene Xena. Mi avevi promesso che ovunque fossi andata tu saresti stata al mio fianco e invece non l’hai fatto! Ti odio!”
X: “Gabrielle io non ti ho mai lasciata. Ho vegliato sempre su di te, ti sono stata vicina. Ma dopo un po’ tu ti sei dimenticata di me. Io non ero più nei tuoi ricordi, non ero più nel tuo CUORE. E non ho più potuto starti vicina. Solo con il ricordo dei vivi i morti possono vegliare su di loro. Vedevo il tuo dolore, vedevo il tuo cuore affranto, ma non potevo aiutarti, perché tu non mi conoscevi più. Ma grazie al ricordo di Lyla sono riuscita a venire nei tuoi sogni per riportarti indietro e farti ricordare i nostri momenti felici. Ora questo compito spe tta a te, ora sei tu che devi combattere per ritornare in te. Io ti devo lasciare.”
G: “No aspetta non mi lasciare, non mi lasciare!!!”
Sì alzò di scatto sentendo un dolore immenso al petto, qualcosa dentro di lei aveva rincominciato a battere, qualcosa che si era rotto e che ora era stato riparato da quella misteriosa persona che si chiamava Xena e a cui voleva un bene infinito, senza capire bene il perché.
Si rimise in viaggio, ritornò ad Anfipoli, quella adesso era la sua unica casa, arrivò Cyrene, che vedendola cambiata, l’abbracciò e la baciò teneramente come avrebbe fatto con sua figlia, lei sapeva che Gabrielle era la metà di sua figlia.
C: “Gabrielle finalmente sei tornata quella che eri. Ora ti prego spiegami cosa è successo.”
Il volto della fanciulla era pallido e magro, distrutto dal dolore.
G: “Vorrei tanto farlo, ma non ricordo ancora niente del mio passato. Mi ricordo solo della malvagità che ho compiuto e ora mi odio per questo.”
C: “Ma ora sei rit ornata quella che eri, è stata Xena, vero?”
G: “Xena?! Questo nome mi è famigliare. Questa notte mi è apparsa in sogno una persona e l’ho chiamata Xena. Provo un infinito amore per lei, ma non mi ricordo chi è.”
C: “Non importa ora sei molto stanca e confusa. Vai a letto e riposati quando ti sentirai meglio riuscirai sicuramente a ricordare.”
Gabrielle accettò il consiglio, si mise a letto e dormì per due lunghi giorni. Quando si svegliò stava decisamente meglio. Sul tavolo trovò un vestito pulito di colore rosso, a due pezzi, che lei ricordava di averlo ancora messo. Se lo infilò e scese a fare colazione. Lungo le scale sentì un profumo di biscotti appena sfornati.
G: “Cyrene sono favolosi i tuoi biscotti!!”
C: “Piacevano molto anche a Xena.”
In quell’istante entrò Lyla.
L: “Buon giorno principessa delle amazzoni, ben alzata. Ho bisogno del tuo aiuto. Rammenti quel giorno alla locanda in Egitto quando ti ho chiesto il tuo aiuto per salvare la mia migliore amica? Neeve è ancora in pericolo all’accampamento di Kreos, un signore della guerra molto malvagio. Devi liberarla.”
C: “Lyla forse Gabrielle ora non p……”
G: “Sì ti aiuterò con piacere. Andiamo ora!”
C: “Aspetta ti voglio dare una cosa.”
Cyrene accompagnò Gab nella stalla.
C: “Questo è Argo. Ti ricordi di lui? Sarà molto contento di accompagnarti.”
G: “Argoooooo!!! Sei sempre stato un cavallo stupendo! Sono felice di rivederti.”
L: “E’ il cavallo di Xena. Perché di lui ti ricordi e di lei no?”
G: “Non lo so è difficile anche per me da capire.”
C: “Io so che molto presto ricorderai. Il vostro destino è insieme. Ora partite.”

Cavalcarono per giorni, finché arrivarono all’accampamento di Kreos.
G: “Ora dobbiamo aspettare la notte, e poi ci intrufoleremo tra i soldati. ”
Mentre aspettavano Lyla raccontò a Gabrielle di Xena, delle loro avventure e di quanto erano inseparabili.
G: “Chi ti ha raccontato tutto questo?”
L: “E’ stata Neeve, lei conosce benissimo Xena, è sua nipote.”
G: “Le vuoi bene vero?”
L: “E’ come una sorella per me. Farei qualsiasi cosa per difenderla e farla stare bene.”
Si avvicinò la notte, Gabrielle riuscì a procurarsi delle armature.
G: “Mettiti questa ci aiuterà ad entrare nell’accampamento.”
L: “Sei proprio uguale a Xena.”
G: “In che senso?”
L: “Nel senso che sei furba come lei, avete lo stesso modo di risolvere le cose. E mi piace molto.”
Una volta entrate nell’accampamento Gabrielle cercò il luogo in cui era rinchiusa Neeve. Senza fare rumore si avvicinò, ma proprio mentre la stavano liberando, qualcosa fece imbizzarrire i cavalli, che svegliarono i soldati, e così vennero scoperte e portate da Kreos.
Non era un bel uomo, anzi era proprio brutto, era grasso con dei lunghi capelli sporchi che gli ricadevano sul viso, e standogli a tre metri di distanza si poteva già sentire il suo fetore.
K: “Cosa avevate intenzione di fare? Rapire la mia serva?”
G: “Primo non è la tua serva, secondo non la vogliamo rapire ma semmai sei tu che lo hai fatto, terzo lavati perché hai proprio bisogno di un bagno.”
Kreos si irritò.
K: “Hai voglia di scherzare ragazzina. Beh fra un po’ ti pentirai di quello che hai detto!! Antineaaaaaa!!!”
A: “Sì mio signore?!”
K: “Dai una bella lezione a queste due sbruffone!!”
A: “Con piacere!! Salve Gabrielle, è da tempo che non ci si vede. Tutto bene?”
G: “Antinea, chi non crepa si rivede. Ma non eri morta?”
A: “Sbagliato, pensavi di esserti liberata di me, ma io ho fatto una promessa alla tua cara amica Xena, che avrei perseguitato lei e te per tutta l’eternità. Ahahahahahahah!!! Di le tue ultime preghiere!!”
Prese Gabrielle alla gola e iniziò a stringere, sempre più forte. Senza volerlo fece rivivere a Gabrielle tanti momenti della sua vita. Apparve di nuovo quella persona, a cui voleva bene Xena. Il loro primo incontro, il loro primo abbraccio. E ora tutto le era chiaro, si ricordò della sua migliore amica. Quell’immagine una volta sfuocata ora le era chiara e le sorrideva. Questi ricordi le fecero riaffiorare nella mente il motivo per cui lei aveva combattuto, riportare in vita Xena. Ora si sentiva più forte e con un scopo nella vita. Riuscì a prendere il Chakram, lo lanciò e dopo aver fatto il giro della tenda uccise Antinea. Gabrielle le sputò in faccia e disse.
G: “Grazie di avermi fatto ricordare tutto. Anche questa volta ti è andata male. Ora muori figlia di una baccante!!”
Gabrielle slegò Lyla. Corsero fuori dalla tenda dove combatterono contro decine di soldati. Alla fine ebbero la meglio, liberarono Neeve e ritornarono a casa.
Lyla e Neeve si abbracciarono forte.
N: “Sapevo che saresti ritornata!!”
L: “Le vere amiche non si lasciano mai!!”
G: (pensa)“Come assomigliano a me e Xena. Hanno la stessa sintonia, lo stesso amore. Si capiscono in un secondo, e rischierebbero la vita l’una per l’altra. Ed è quello che ha fatto Xena per me. Ma io non lo avevo capito fi no ad ora.”
Ad Anfipoli ci fu una grande festa in onore a Gabrielle la principessa amazzone che si era dimostrata coraggiosa.
Incominciarono i balli, le prime a buttarsi in pista furono Lyla e Neeve. Seduta in disparte Gabrielle le osservava, pensando a quel giorno felice passato con Xena a ballare.
Ora ogni cosa che vedeva le rammentava la sua migliore amica. Come le mancava Xena.
Ad un certo punto si sentì una brezza leggera e poi una voce dolce e famigliare.
X: “Mi hai chiamata amica mia? Adesso sono qui e non ti lascerò mai più!!”
G: “Xena sei ritornata. Ti voglio bene, te ne ho sempre voluto, anche quando avevo perso me stessa.”
Gab si mise a piangere ripensando a tutte le brutte cose che aveva commesso.
Xena la baciò sulla testa, le asciugò una lacrima.
X: “No, non devi darti la colpa, quella non eri tu. La tua mente era annebbiata. Tu non centri.”
G: “Ma ho ucciso mia sorella, il mio villaggio, e tanti uomini, donne e bambini indifesi.”
X: “Era successo anche a me e tu lo sai benissimo. Poi sul mio cammino ho incontrato una fanciulla che aveva bisogno di aiuto, che dopo averla aiutata non mi lasciò nemmeno per un secondo, e che trasformò il mio animo malvagio in un animo puro. E ora lo farai anche tu.”
G: “Ma non senza di te.”
X: “Io sarò sempre al tuo fianco.”
G: “Ma io ti voglio in carne ed ossa.”
X: “Lo sai anche tu che questo è impossibile.”
G: “No, io ci riuscirò, non so come ma ce la farò. Ritornerò nella terra del Dragone Verde e ti riporterò in vita te lo prometto.”
X: “Non promettere cose che non potrai mai fare, rimarrai delusa anche tu.”
G: “Ci riuscirò Xena, io sento che c’è un modo e lo troverò a costo di rischiare anche la mia vita.”
X: “Grazie amica mia.”
Poi si abbracciarono dolcemente.
Il giorno seguente Gabrielle partì.
G: “Cyrene grazie di tutto, mi sei stata molto vicina.”
C: “Tu lo hai sempre fatto con mia figlia, sono io che ti ringrazio. Salutamela quando la vedi.”
X: “Non c’è bisogno madre. Sono qui!”
C: “Xena!!!! Avevo paura che non ti avrei più rivisto.”
X: “Non potevo andarmene senza prima salutarti.”
C: “Veglia sempre su Gabrielle lei ha bisogno di te e tu di lei. Addio figlia mia.”
X: “No madre arrivederci. Ti verremo ancora a trovare.”
Gab salutò anche Lyla e Neeve.
G: “Grazie di cuore Lyla senza di te non avrei mai potuto ricordarmi di Xena e senza la vostra amicizia infinita non avrei più ricordato l’amore per Xena.”
N: “Grazie a te sei stata molto coraggiosa. Senza di te non avrei più rivisto Lyla.”
G: “Sono sicura invece che lei ti avrebbe liberato.”
L: “Gabrielle prima di andartene tieni questo. Mi raccomando custodiscilo, e aprilo solo quando ne sentirai il bisogno.”
G: “Grazie e arrivederci alla prossima volta.

Dopo tanti e lunghi giorni di viaggio Gabrielle arrivò finalmente in Cina. L’ambiente le era famigliare, però non lo sopportava, troppi brutti ricordi la collegavano a quel luogo.
Ma forse proprio in quel luogo triste avrebbe trovato il modo di riportare in vita Xena.
Ad un tratto una ragazza le si avvicinò, aveva una pergamena con sé.
R: “Questa è pel lei, me l’ha consegnata Akemi, alcuni lustli fa. Dicendomi di consegnala solo ad una fanciulla bionda di nome Gablielle. Lei sapeva che salesti tolnata.”
Gab non riuscì nemmeno a ringraziare, la ragazza era già andata via.
Aprì la pergamena.
A: “Cara Gabrielle,
sono Akemi. Lo so che ti sembrerà strano ricevere una lettera da una morta. Ma è molto importante che tu sappia una cosa. Quando Xena sacrificò la sua vita per le 40.000 anime, io mi resi conto di aver sbagliato a chiamare lei. Il compito che le avevo affidato la condusse alla morte. Troppo tardi mi resi conto che la sua anima è legata alla tua da un vincolo eterno che non si può distruggere.
Così questo mio errore causò la tua pazzia. Avevo ucciso una parte di te stessa e allora tu non eri più te. Così ho espresso un desiderio, m orire definitivamente, per riportare in vita Xena.
Gabrielle prendi le ceneri di Xena e ritorna sul monte Fuji. Ti farò rivivere gli ultimi momenti passati lassù con lei. Poi dovrai versare le ceneri nella fontana dell’acqua della vita e Xena ritornerà. Ma sbrigati non hai molto tempo. Devi farlo prima del tramonto.”
Il cuore di Gabrielle iniziò a battere velocemente, poi guardando il cielo urlò.
G: “Grazie Akemi, ovunque tu sia, Grazie di cuore!!”
Poi prese Argo e corse sulla vetta del monte Fuji.
Arrivata si rese conto che non aveva più l’urna contenenti le ceneri, era passato tanto tempo da quando l’aveva vista per l’ultima volta. Incominciò a piangere, era la seconda volta che stava per perdere la speranza di riportare in vita la sua amica.
Ma ad un tratto qualcosa le disse di guardare nella sacca che le aveva dato Lyla. Al suo interno c’era l’urna intatta come se la ricordava.
G: “Grazie Lyla!!”
L’aprì, allungò il braccio sopra la fontana e mentre stava per girarla…
G: “Xena sta volta non mi fermerai, nessuno mi fermerà!!”
Con un gesto veloce gettò tutte le ceneri nell’acqua. Gettò via l’urna, ormai non serviva più era solo un brutto ricordo.
Sentì di nuovo una brezza leggera e poi vide una luce accecante, che la circondò. Chiuse gli occhi e una voce le disse
X: “Apri gli occhi luce del mio cuore!”
Gli occhi di Gabrielle diventarono lucidi e poi incominciò a piangere. Toccò dolcemente Xena.
G: “Sei veramente tu?”
Non poteva credere ai suoi occhi, la figura umana che aveva davanti ai suoi occhi era veramente Xena la sua Xena.
X: “Si sono io in carne ed ossa. Mi hai fatto ritornare. Me lo avevi promesso.”
Poi si abbracciarono così forte, da sentire i propri cuori che si univano e battevano come un solo grande cuore.
G: “Questo appartiene a te. Ora non mi serve più perché ho di nuovo te. Mi bastano le mie sais.”
X: “Sentivo la mancanza del mio cerchio rotante.”
G: “Per l’ultima volta, vero Xena? Non morirai più lasciandomi sola.”
X: “Per l’ultima volta Gabrielle. Ora dove andiamo?”
G: “Penso che dovremo andare fino alla terra dei Faraoni cercano due fanciulle coraggiose.”
X: “Ovunque tu vada io sarò al tuo fianco!”
G: “Sapevo che lo avresti detto!!”
Xena baciò Gabrielle teneramente sulla testa.
E cullate dalle onde le due amiche, abbracciate l’una all’altra, continuarono la loro vita insieme, come avevano sempre fatto.


THE END!!