INFORMAZIONI DI SERVIZIO:
1-L' indirizzo a cui inviare i vostri suggerimenti,critiche, maledizioni, sfoghi
personali e quant' altro è : Il_giullare@virgilio.it Se per caso avete
scritto agli altri due indirizzi e non avete ottenuto risposta è perchè
non riesco più ad accedervi.
2-L' affermazione "niente sparisce senza lasciare traccia." appartiene
all' Uomo che Fuma (r.i.p)[ Vedi episodio :"Il file da non aprire"]
-Questa parte la dedico alla mia sorellina virtuale Gessica...yak yak!
Tornando a noi...
Quando a Kybal venne proposto di seguire Xena e Gabrielle nei loro viaggi per
un pò, non ci pensò due volte prima di accettare:dove avrebbe
potuto trovare un' altra compagnia così gradita?
Erano in viaggio già da due giorni senza una metà precisa,Xena
sapeva bene che Kybal era alla ricerca dell' assassino della sua migliore amica,ma
sapeva anche che il giovane demone non sapesse dove trovarlo:
-E' per questo che ha accettato di unirsi a noi, nemmeno lui ha una meta precisa.-
Xena e Gabrielle erano in sella alla fedele Argo, mentre Kybal montava Titus
uno dei cavalli più imponenti che si potessero vedere.
- E' così che vivete voi due? - chiese Kybal interrompendo il silenzio
che si era venuto a creare.
- Così come? - domandò Gabrielle.
- Viaggiando.Girate il mondo senza una meta....quando finirà il vostro
viaggio? -
- Beh, noi aiutiamo le persone che si trovano in difficoltà...la povera
gente e gli oppressi......Ma se devo essere sincera, non ho mai pensato a quando
tutto ciò finirà-Rispose la giovane e Xena sentì che le
sue mani le strinsero i fianchi con più forza- per questo vivo ogni giorno
come se fosse l' ultimo...cerco di assaporare ogni minuto della mia giornata,
di memorizzare ogni cosa per poter fare tesoro di tutte le mie esperienze. -
concluse Gabrielle.
- Vivere come se ogni giorno fosse l' ultimo:dev' essere affascinante... - rispose
il giovane, come se stesse riflettendo ad alta voce.
Era il tramonto quando il trio decise di accamparsi nei pressi di una radura:
- A nord dovrebbe esserci un villaggio, lo raggiungeremo domattina: Argo ha
bisogno di ferri nuovi - Disse Xena, accarezzando la criniera del cavallo.
- Non credo che tu abbia molto da scrivere su questi ultimi giorni... - disse
Kybal arrivando alle spalle di Gabrielle,facendola sobbalzare.
- Infatti stò narrando l'avventura che abbiamo appena concluso,da quando
ti abbiamo incontrato a quando abbiamo aiutato le amazzoni. - Spiegò.
- Uuuh...e cos' hai scritto di me? - domandò fissandola intensamente.
- Potrai leggere solo quando avrò terminato....non amo mostrare i miei
lavori finchè non sono conclusi. -
Kybal tentò di prendere la pergamena dalle mani di Gabrielle, che per
impedirlo si ritrovò costretta a chiudere le gambe a forbice facendolo
cascare...se Kybal decise deliberatamente di cascare addosso a Gabrielle, non
ci è dato di saperlo; sicuro è, che Xena tornò con una
lepre in mano giusto in tempo per vederlo mentre si rialzava dalla sua amica....
- Ti ho detto che potrai leggere solo quando avrò finito! - Sentenziò
Gabrielle contenta di aver vinto quella piccola battaglia.
Il demone alzò lo sguardo e incrociò gli occhi di Xena:
- Yak yak...Chi ha mai detto che la curiosità è donna?! Questa
ragazza è piuttosto impetuosa Xena, è così aggressiva anche
con te? -
Xena, che cercava di trattenersi dal mollargli un pugno rispose:
- Kybal? -
- Si tesoro? -
- Sparisci! -
- Yak yak! Agli ordini capo!Ne approfitterò per farmi un giro... - E
montando in sella al suo destriero svanì com' era suo solito fare.
- Xena,non l' ha fatto apposta a cadermi addosso, non hai motivo di essere gelosa
- disse Gabrielle tentando di spiegare ciò che era accaduto.
- Scherzi? E' evidente che l' ha fatto apposta!Ogni scusa è buona per
toccarti....Sei tu che non hai ancora capito che razza di uomo sia,forse se
avessi visto come ti fissava quando hai danzato con le amazzoni saresti riuscita
ad inquadrare meglio il soggetto. - rispose la donna.
- E' vero, non ho notato come mi guardavano i suoi occhi perchè non erano
i suoi che cercavo; in compenso ho notato come mi guardavi tu. -
La risposta,unita al sorrisetto consapevolmente malizioso di Gabrielle, lasciarono
Xena un pò spiazzata...quella donna la faceva impazzire!
- Oh, e come ti guardavo? - domandò con finta innocenza, avvicinandosi
alla ragazza.
- Come una pantera che osserva la sua preda... - rispose, passando le braccia
attorno al collo della guerriera.
Gabrielle si alzò sulle punte dei piedi e andò a cercare la sua
bocca;le morse il labbro inferiore e poi lo succhiò leggermente.Quando
mise fine al contatto, fissò la sua compagna negli occhi,si voltò
e si allontanò da lei ondeggiando sinuosamente i fianchi.
Xena sentiva il desiderio crescere in lei e non era disposta a chiudere così
il "discorso":
- Dove credi di andare? - Domandò afferrando per un polso la giovane
amazzone.
Gabrielle stava per replicare,ma Xena non gliene diede il tempo immergendo la
lingua nella sua bocca e trascinandola sul folto manto erboso che le circondava.
Xena sentiva il ventre di Gabrielle che si strusciava contro il suo, e la cosa
la faceva diventare matta. La giovane fece per alzarsi ma ancora una volta la
sua compagna glielo impedì facendola rotolare sotto di lei: sapeva che
Gabrielle opponeva una finta resistenza solo per stuzzicarla,e sapeva anche
che Gabrielle era conscia del fatto che ci stava riuscendo benissimo.
- Sei sempre abituata ad ottenere ciò che vuoi? - chiese la giovane con
un sorriso consapevolmente seducente stampato in volto.
- Dovresti conoscermi ormai... -
- E tu non dovresti sottovalutare un amazzone... - così dicendo cercò
di liberarsi del peso di Xena, che la bloccò immobilizzandole i polsi
con una mano e portandoglieli sopra la sua testa.
- Infatti non lo faccio... - disse sorridendo, ben sapendo che ora la situazione
si era rivoltata.
Le labbra di Xena cercarono ancora una volta quelle di Gabrielle,dopo di che
si persero lungo il suo collo: lievi baci che facevano rabbrividire la sua compagna.
La mano di libera di Xena si muoveva lungo i fianchi perfetti della giovane
e risalì verso il seno carezzandolo attraverso la stoffa del corpetto,facendole
inturgidire i capezzoli, per poi scendere lentamente verso l' ombelico indugiando
sul ventre.
Ormai non era più necessario tenere in trappola i polsi di Gabrielle
poichè era chiaro che era a dir poco deliziata dalle attenzioni della
compagna.
La mano di Xena si infilò sotto il gonnellino di Gabrielle raggiungendo
il più ardente degli inferni; la trovò calda e bagnata e il suo
sguardo non ammetteva discussioni:voleva essere soddisfatta e subito.
Questa volta toccò a Xena sorridere: così come aveva iniziato
si fermò e si alzò in piedi facendo l' atto di andarsene.
- Dove credi di andare?! - Gabrielle l' aveva afferrata per il polso e continuando
a sorridere divertita,si lasciò cascare all' indietro portando con se
Xena che non aveva certo voglia di opporre alcuna resistenza.......
- Mi pare che anche tu riesca ad ottenere quello che vuoi... - sussurrò
la principessa guerriera stringendo fra le braccia quel piccolo uragano dai
capelli d' oro che l' aveva stravolta.
- Ho avuto una buona insegnante... - replicò prima di addormentarsi con
la testa poggiata sul petto della donna.
Xena, in passato aveva avuto vari uomini, ma mai nessuno era riuscito a farle
perdere la testa come Gabrielle.
- Quanto amo questa donna... - pensò prima di raggiungere anch'ella il
mondo dei sogni.
Il sole era sorto da poco,quando le due donne furono svegliate in malo modo
da Kybal:
- Forza ragazze,svegliatevi! Non c'è tempo per dormire! -
- Ma cosa diavolo...? - Borbottò Xena con la voce ancora impastata dal
sonno.
- Alla sera son tutti leoni,al mattino son tutti coio.... - canticchiò
il demone.
- Kybal, cosa c'è di tanto urgente?! - Sbottò Gabrielle per impedirgli
di continuare la frase.
- Beh, ieri sera sono stato al villaggio che si trova a non più di due
ore di cammino.Credevo di trovare un pò di compagnia- e fece uno dei
suoi soliti ghigni- ma ho visto che nella piazza principale una folla di gente
circondava una donna disperata a cui scomparso il figlio.Mi sono avvicinato
ad un vecchio chiedendo informazioni ed egli mi ha raccontato una storia piuttosto
bizzarra. -
- Cosa ti ha detto? - domandò Xena infilandosi i calzari.
- A quanto pare in tempi remoti,dove ora sorge il villaggio, vi era il popolo
dei serpenti, una tribù adorante della Dea Tanit. I sacerdoti della tribù
venivano chiamati sacerdoti serpente poichè avevano l' usanza di deformarsi
il cranio allungandolo, coloro che li hanno visti affermano che i sacerdoti
non si muovevano sulle gambe ma striciavano sul terreno,proprio come dei serpenti.....Non
si sanno i motivi, ma ad un tratto la popolazione ad un tratto svanì
così come era apparsa, ma ancora oggi nel villaggio c'è chi è
disposto a giurare che i sacerdoti esistano ancora nascosti nelle montagne circostanti.
-
- Dea Tanit?Non l' ho mai sentita... - disse Gabrielle.
- Non so di che parti sia...ma dovrebbe essere una portatrice di saggezza,di
conoscenze mediche ed esoteriche....ma non so.....certo voi mortali siete molti,
ma nemmeno noi immortali siamo pochi!" spiegò il demone.
- Credi che quei sacerdoti serpente esistano davvero Xena? - chiese Gabrielle.
- Che esistano o no, resta il fatto che un bambino è scomparso,no? -
Il trio si incamminò alla volta del villaggio.
- Tu sei il giovane che era qui anche l' altra sera! - esclamò un vecchio,afferrando
per un braccio Kybal.
- Si, queste sono le persone di cui ti ho parlato ieri:Xena e Gabrielle. -
- Qu...quelle Xena e Gabrielle?! -esclamò sorpreso - Lode agli Dei!Riusciranno
a ripostarci di sicuro il piccolo Eraclito! - affermò eccitato.
- A quanto pare la vostra fama vi precede. - sussurrò Kybal alle due
donne,prima di seguire il vecchio.
Entrarono in un locanda e su un tavolino in un angolo, videro una donna con
lo sguardo spento e perso nel vuoto.
- E' come se si fosse spenta...Eraclito era...è...tutta la sua famiglia
dopo che il marito sparì misteriosamente in una battuta di caccia nelle
montagne. - spiegò il vecchio e continuò - dev' essere terribile
perdere un figlio. -
- Già. - sussurrò Gabrielle.
L' anziano mise una mano ossuta sulla spalla della donna dicendo:
- Talia,queste persone sono qui per aiutarti.Vogliono andare a cercare tuo figlio.
- le spiegò il vecchio.
Sembrò che solo allora la donna si rendesse conto della presenza di quegli
estranei.
- Chi è tanto audace da sfidare le montagne? - domandò con un
fil di voce.
- Queste sono Xena,la principessa guerriera, e Gabrielle il bardo di Potidea
- annunciò il vecchio facendo le presentazioni.
- Ho sentito molto parlare di voi.-disse sentendosi più rilassata - E
tu chi sei? - chiese riferita al giovane che aveva preso posto di fronte a lei.
- Io? Emm..io sono...un guerriero..... Il mio nome è Kybal. -
- Un nome insolito, da dove vieni? -
- Beh...da un luogo molto cald...lontano...non credo che lo abbiate mai sentito.
-
- Talia, raccontaci bene cos'è successo. - intervenne Xena,salvando in
extremis il giovane.
- Va bene.Io ed Eraclito ci eravamo recanti sulle montagne, non molto distante
dal villaggio, per raccogliere bacche e legna.Ad un tratto ho sentito un fruscio
alle mie spalle, e quando mi sono voltata per vedere cos' era, mio figlio era
scomparso....L' ho cercato ovunque, l' ho chiamato e richiamato urlando a squarciagola
il suo nome,ma.....niente....niente.... - la donna non seppe trattenere le lacrime
e pianse pregando,tra un singhiozzo e l' altro,di riportarle il figlio.
I tre lasciarono la locanda:
- Allora, da dove iniziamo? - domandò Kybal.
- Andiamo alle montagne,no? Di sicuro chi ha rapito il ragazzino si troverà
ancora da quelle parti....dubito che sia semplicemente sparito.Nulla sparisce
senza lasciare traccia... - rispose Xena.
Non ci misero molto a raggiungere il luogo della presunta sparizione:
- Bene, ora non ci resta che cercare. - affermò la principessa guerriera.
Kybal e Gabrielle si fissarono alzando entrambi un sopracciglio.
- Cercate, brandelli di stoffa,impronte, rami spezzati...qualunque cosa vi appaia
insolita. - spiegò la donna.
- Bene. - risposero all' unisono,dopo di che cominciarono a cercare qualunque
cosa potesse assomigliare ad una traccia.
Dopo più o meno un ora di ricerche,l' attenzione di Gabrielle si concentrò
su un solco nel terreno che iniziava dietro un cespuglio e proseguiva all' interno
del bosco:
- Xena,vieni a vedere! Credo di aver trovato qualcosa. -
La principessa guerriera e il demone,si avvicinarono a Gabrielle che mostrò
loro ciò che aveva scoperto.
- Beh, direi che potremo seguirle...a quanto pare avevi ragione Xena:niente
sparisce senza lasciare traccia. - affermò Kybal.
Il trio giunse nei pressi di una vallata,la cui privacy era garantita dal bosco
che la circondava.Da dove si trovavano, riuscivano a dominare tutta la zona,
e potevano vedere bene il villaggio e soprattutto lo strano tempio che si erigeva
al centro di esso.
- A quanto pare gli uomini serpente esistono davvero. - disse il demone
- Tutte le leggende hanno un fondo di verità - gli rispose Gabrielle,
e poi rivolta a Xena - stai pensando a come procedere? -
- Già.Dobbiamo sapere contro quanti uomini dovremo batterci prima di
elaborare un piano. -
- Non sembrano molti,hai visto il numero delle abitazioni? -
- Si, credo che non dovrebbero essere più di una quaranti... -
Xena non terminò la frase,si voltò giusto in tempo per vedere
Gabrielle e Kybal cadere a terra, dopo di che il mondo si fece nero anche per
lei.
Quando riaquistò conoscenza,Kybal si rese conto di trovarsi in un luogo
chiuso,una costruzione che sembrava già molto antica e imponente.Sulle
mura in pietra,vi erano incisioni rappresentanti serpenti:serpenti che dormivano,serpenti
pronti ad attaccare, serpenti che si mordevano la coda.Ma non fu questo a preoccuparlo,quanto
le fastidosissime catene che tenevano imprigionato lui e le due donne ed un
sibilio poco rassicurante,del quale non riusciva a trovare la fonte.
- Ragazze....ragazze....non credo sia questo il momento migliore per dormire....
- disse spintonandole un pò in modo che si svegliassero.
- Dove siamo? - Chiese Gabrielle
- Credo proprio che siamo finiti nel tempio dei Sacerdoti serpente....mettila
così Xena, ora non dovremo più pensare ad un piano per introdurci
qui dentro.... - disse il giovane cercando di sdrammatizzare.
- Certo,ma vedi Kybal, io credo che ora dovremo pensare ad un piano per uscire
di qua. - rispose la guerriera,indicando un buco sotto l' altare dal quale provenivano
i rumori che tanto li turbavano.
I tre vennero distratti dall' arrivo di un uomo....che non era proprio un uomo!
- Per tutti gli Dei dell Olimpo! Ma cosa... - esclamò Gabrielle, esterrefatta
di vedere quell' uomo con il cranio allungato all' indietro utilizzare le spalle
e i movimenti delle anche per strisciare.
- Non lo so. - rispose Xena anche lei senza parole.
L' uomo vestito con una semplicissima veste porpora,strisciò arrivando
davanti ai prigionieri dopo di che parlò una lingua che risultò
incomprensibile alle due donne:
- Solo degli sciocchi si sarebbero avventurati fino qui. -
Gabrielle, stava per dire allo strano individuo che non riuscivano a capire
la sua lingua, ma Kybal, con grande sorpresa di entrambe tradusse con facilità:
- Dice che siamo stati degli sciocchi ad avventurarci fin qua. -
- Tu lo capisci? -
- Si, ma vi spiegherò più tardi. Ci siamo persi....ci siamo addentrati
troppo in la nella foresta, e non siamo più riusciti a trovare il sentiro
che conduce al villaggio. -
- E cosa ci facevate nel bosco? -
- Beh...tu che faresti in un bosco con due ragazze del genere? -
- Capisco...purtoppo però non ci è permesso lasciarvi liberi....sarete
sacrificati alla nostra Grande Madre domani al tramonto. - detto questo, l'
uomo se ne andò strisciando con un' agilità sorprendente.
- Possiamo sapere anche noi cosa gli hai detto? - Domandò Xena.
- Mi ha chiesto cosa stavamo facendo nel bosco, e io gli ho risposto che stavamo....si
insomma, ce la stavamo spassando... e abbiamo perso il sentiero per tornare
a casa... - spiegò sogghignando il demone.
- E lui ti ha creduto?! -
- Perchè non avrebbe dovuto? Sono stato convincente,eppoi ora penserà
che siamo solamente tre idioti dei quali non deve preoccuparsi più di
tanto. -
- Questa te la concedo.... - rispose la donna rassegnata.
- Come mai conosci la sua lingua? - chiese Gabrielle.
- Ma l' ha insegnata Rondhas...lei conosceva quasi tutte le lingue umane....l'
affascinavano....e poi si metteva in testa di insegnarle a me: diceva che potevano
tornare utili, e infatti ha avuto ragione. -
Continua....