UFFICIO INFORMAZIONI:
1-Per qualsiasi reclamo,messaggio di odio e disprezzo contattate l' indirizzo di posta di un altro....yak yak...
Il_giullare@virgilio.it
2-Non so ancora come intitolare questo racconto....e dato che ormai "Senza Titolo" è diventato il suo titolo credo che rimarrà invariato.....non è questione di pigrizia...è che proprio non mi viene!
3-Questo capitolo lo dedico alla mia gatta,che spesso sembra l' unica in grado di sopportare le mie pare mentali.....Tigre te voi ben!

Ma ora torniamo ai nostri amicici prigionieri degli uomini serpente....


- A proposito-sbottò ad un tratto Kybal-Credo vogliate sapere che verremo sacrificati alla Grande Madre. -
- Ma davvero?E quando pensavi di dircelo?! - esclamò Gabrielle.
- Suvvia,credete davvero che queste catene possano imprigionarmi? -
Detto questo il demone si smaterializzò per poi riapparire di fronte alle donne privo di catene.
Una volta liberata,Xena, recuperò le sue armi che erano state deposte su un altare,poi rivolgendo lo sguardo verso il buco,ai piedi di questo,
disse:
- Mi dispiace belli,ma sarete costretti a saltare il pasto. -
La risposta di quei serpenti fu un continuo sibilio.
- Guardate! -esclamò Gabrielle sbriciando con cautela fuori dal tempio.
- A quanto pare non tutti se ne vanno in giro strisciando. - commentò Kybal.

Nella piazza del villaggio vi erano alcune bambine che giocavano,e alcune donne che camminavano in maniera assolutamente normale. Kybal ritrasse la testa quando vide passare davanti all' entrata del tempio,tre uomini con dei mascheroni a forma di testa di serpente.
- Devono essere stati loro a portarci fin qui. - disse il demone.
- Forse sono solo i sacerdoti che se ne vanno in giro strisciando. - ipotizzò Gabrielle.
- Credo tu abbia ragione,anche se hanno delle mutilazaioni piuttosto strane, quelli hanno tutto l' aspetto di essere guerrieri. - disse Xena.
- E' vero,a quello manca un orecchio e a quell' altro due dita della mano. - notò la giovane.

Apettarono che gli uomini si fossero allontanati,poi,senza dare nell' occhio sgattaiolarono fuori dal tempio per rifugiarsi nella boscaglia.
- Andiamo a cercare il marmocchio! - disse Kybal,facendo l' atto di partire alla volta del villaggio.
- Aspetta!Dobbiamo pensare a come agire. - rispose Xena,bloccandolo.
- L' ultima volta che hai detto così,ci siamo ritrovati in catene! -
- Andare allo sbaraglio,ci farà ritrovare sotto terra o nella pancia di un serpente! -
- Rendi tutto difficile! -
- E tu tutto facile! -
Stettero immobili,uno davanti all' altra, con occhi glaciali che si fissavano e lanciavano sguardi di sfida.
- Avete finito?! - Domandò Gabrielle,seccata.
Una volta ottenuta l' attenzione di entrambi disse:
- Avete notato?Non c'è nemmeno un bambino:sono tutte fanciulle quelle che si vedono per la strada. -
I due guardarono verso il villaggio:
- E' vero.Chissà se c'è un legame con la scomparsa del piccolo... - disse Xena.

Calò il sole e il cielo,privo di stelle,avvolse i tre nelle tenebre:
- Perfetto,il buio è dalla nostra parte.-bisbigliò Kybal-Allora Xena,cosa hai deciso di fare? -
- Ci dividiamo:il bambino dev' essere nascosto da qualche parte,faremo prima a trovarlo. -
- D'accordo:io faccio un giro intorno a quelle abitazioni. - propose il demone.
- Io mi occupo del tempio:potrebbero esserci delle stanze segrete... - disse Gabrielle.
- Bene,allora io darò un occhiata a quella specie di caserma. - aggiunse Xena,indicando una specie di piccolo fortino in pietra.

Kybal avanzava lungo le strade del villaggio a passo felpato,come se i suoi piedi sfiorassero la strada.I focolai nelle abitazioni erano ormai spenti,ad eccezione di uno che attirò la sua attenzione:si affacciò alla finestra e vide una donna seduta su una sedia,intenta a raccontare una storia,circondata da tre fanciulle e.....-c'è anche il bambino!-
Notò anche la presenza del sacerdote,incontrato nel pomeriggio, accanto alle bambine e,la sua natura di Demone della lussuria lo spinse a riflettere su come poteva quella donna,apparentemente normale,avere rapporti con quella specie di gicantesco lombrico:un brivido gelato gli corse lungo la spina dorsale e capì che era meglio non pensarci....
Decise di attendere che tutta l' allegra famigliola si mettesse a letto prima di entrare a recuperare il pargolo,nel frattempo sarebbe andato a chiamare Gabrielle.

Xena riuscì a compiere un intero giro intorno a quella piccola fortezza senza essere vista,e riuscì ad individuare quella che doveva essere la finestra di una cella sotterranea,almeno a giudicare dai lamenti che provenivano da la sotto:sibilii e gemiti soffocati si mescolavano fra loro.
La guerriera si mise pancia a terra e utilizzando i gomiti,strisciò silenziosa fino alle sbarre della piccola finestra:vide un uomo nudo, seduto con la schiena appoggiata ad un cumolo di rocce,e con il corpo dilaniato dai morsi di centinaia di serpenti che dovevano ospitare la cella con lui.L' uomo rivolse lo sguardo verso l' unica fonte di luce e incrociò per un attimo i suoi occhi con quelli di Xena,le sorrise e parlando in greco le disse:
- Non aver pietà di me:ho ucciso un bambino e sono stato giustamente condannato a morte...è stato un erroe,ma lui è morto e io devo pagare...sono rinchiuso qui dentro da sette giorni,e morirò magiato da queste bestie:stò solo aspettando l' arrivo di un serpente velenoso che metta fine a questa mia agonia. -
- Nessuno dovrebbe morire in questo modo:cercherò il modo di farti uscire di li. -
- Ho le gambe paralizzate mia bella guerriera,non posso andare da nessuna parte:solo la morte potrà liberarmi. - come finì la frase un cobra reale si fece strada all' interno della prigione e,sotto gli occhi sconcertati di Xena,morse più volte l' uomo come spinto da uno spirito di vendetta.
Il corpo dell' uomo cadde di lato dopo pochi minuti,un sorriso era dipinto sulle sue labbra.

La donna riaquistò subito il suo sangue freddo e,dopo essersi spostata in un luogo sicuro,si mise a riflettere sulle parole dell' uomo:
-Ha ucciso un bambino...ha ucciso un bambino...dev' esserci per forza un collegamento...- I suoi pensieri furono interrotti dalla voce di Gabrielle,che poggiandole una mano sulla spalla disse:
- Buone notizie:Kybal ha trovato il piccolo. -
- Yak yak,sono stati furbi a nasconderlo in una comune casa invece che in una costruzione più sospetta... -
- Stava bene? - domandò Xena.
- Si,aveva lo sguardo un pò perso e sembrava assente,ma direi che fisicamente stà bene. -
- Poveretto,probabilmente non si rende nemmeno conto di quello che è successo e non potrà nemmeno fare domande dato che qui parlano una lingua sconosciuta... - commentò Gabrielle.
- Suvvia,ora ci siamo noi:il suo soggiorno in questo paradiso dei rettili è concluso... - rispose Kybal con tono scherzoso.
- Kybal,qual' è la casa? - domandò Xena.
- Quella laggiù - rispose indicandogliela.
La donna si alzò in piedi,fuoriuscendo dai cespugli che li nascondevano e si ritrovò faccia a faccia con un a vecchia che stava passegiando per la strada.
Con un colpo secco e deciso al collo,la principessa guerriera fece in modo che la donna non potesse gridare:
- Dille che non abbiamo intenzione di farle del male. - disse rivolta al demone.
- Stai calma...non ti faremo del male.Non gridare e non ti accadrà nulla...hai capito? -
La vecchia fece un cenno d' assenso,così Xena le diede la possibilità di tornare a respirare compiendo ancora il suo tocco.
- Chiedile cosa succede in questo villaggio:Perchè hanno rapito il bambino? - disse Gabrielle.
- Perchè la tua gente ha rapito un bambino?Avete intenzione di sacrificarlo? - obbedì il giovane.
- No, non vogliamo fargli del male:quel fanciullo è stato prescelto per diventare un sacerdote serpente.Le nostre donne non danno più alla luce figli maschi...l' unico che c'èra è stato ucciso da uno straniero...è la punizione della Dea Tanit perchè non le siamo stati abbastanza devoti. - rispose,impaurita, la donna.
- Dice che non vogliono far del male al bambino:è stato prescelto per diventare un sacerdote,come l' amico strisciante che abbiamo visto al tempio.Dice che le donne di questo villaggio non danno più alla luce figli maschi e l' unico che c' era è stato ucciso da uno straniero.Credono che sia una punizione da parte della Dea Tanit perchè non le sono abbastanza devoti. - tradusse il Demone.
- Ecco perchè quell' uomo è stato ucciso con tanta ferocia. - riflettè Xena.
- Io dico che ora ci andiamo i riprendere il marmocchio e leviamo le tende:inizio ad essere stanco di questo posto. - esclamò Kybal
In tutta risposta la principessa guerriera,colpì in maniera secca la base del collo della donna facendole perdere i sensi:
- Andiamo,non sarà certo un mezzo serpente a fermarci. -

I tre si avvicinarono alla casa,e irruppero con decisione sfondando la porta: bambine si rifugiarono nell' abbraccio della madre guardando con terrore i tre estranei.
Gabrielle era pronta a scagliare i sais verso il sacerdote,Xena aveva il chacram a portata di mano e stava sulla porta in modo da fermare chiunque avesse tentato di intervenire.Kybal avanzò tranquillamente lungo il soggiorno, legò i componenti della famiglia in modo che non si potessero muovere,prese in braccio il bambino e lo portò fuori biascicando un - Yak yak...Fottiti. - rivolto al sacerdote.

- Come hai fatto a bloccare...l' uomo? - domandò Gabrielle non sapendo bene con quale termine doveva riferirsi a lui.
- Gli ho legato tutto il corpo in modo che non possa muoversi,e ho usato un altra corda come se fosse un guinzaglio...yak yak!-sghignazzò il demone,poi si rivolse al bambino- e tu? stai bene? -
Il piccolo fece un cenno del capo.
- Sei tu Eraclito,vero? Non è che abbiamo salvato la persona sbagliata?! - domandò scherzando Kybal.
Il bambino scosse la testa sorridendo,poi disse:
- Mi riportate dalla mia mamma? -
- Si,adesso ce ne andiamo di qui e ti riportiamo da tua madre. - rispose dolcemente Gabrielle carezzandogli la testa.
Eraclito si strinse al collo di Kybal e disse indicando con un dito:
- I guerrieri! -
- Finalmente, iniziavo ad annoiarmi! - esclamò Xena andando incontro ai guerrieri con foga,seguida dalla sua compagna.

- Guarda Eraclito,non sono stupende?Io trascorrerei giorni interi a guardarle combattere.... - disse il demone tenendo il bambino in braccio,terrorizzato dall' arrivo dei soldati.
Il bimbo guardò il demone stranito.
- Kybal avrà si e no un lustro, ti pare il caso di fargli certi discorsi?! - esclamò Gabrielle intenta a stendere uno degli aggressori con uno stupendo calcio circolare all' altezza della mascella.
- Con lui è tempo perso! - le rispose Xena,mentre affondava la lama della sua spada nello stomaco di un guerriero che la stava attaccando alle spalle.
- Eraclito,guarda questo. - disse il demone al fanciullo.
Gli mostro il palmo della sua mano su cui aleggiava una fiamma di pura energia:il bimbo sorrise.
- A chi vuoi che la lanciamo? -
Eraclito indicò un guerriero che si stava avvicinando a Gabrielle:
- Ottima scelta - rispose Kybal,scagliando il suo attacco contro il soldato che cadde a terra senza rendersi nemmeno conto di che cosa l'avesse colpito.

Rimase un gruppuscolo di una decina di soldati che,saggiamente, decisero di battere in ritirata nel momento che videro la principessa guerriera estrarre il chakram:lo stesso disco rotante con il quale molti compagni avevano trovato la morte.
- Direi che possiamo adarcene. - affermò soddisfatta la donna.

I tre si misero in cammino attraverso la foresta:
- Non pensavo che ti piacessero i bambini. - disse Gabrielle rivolta a Kybal,vedendo Eraclito dormire tranquillamente sulle sue spalle.
- Nemmeno io. -le rispose sorridendo.
- Il nosro Kybal ha molti lati nascosti... -commentò Xena scherzando.
- Più di quanti possiate immaginare mie care fanciulle....però potrei farveli scoprire...yak yak...uno per uno! -
- Sei irrecuperabile! -esclamò Gabrielle.

Raggiunsero il villaggio all' alba:gli uomini iniziavano ad uscire dalle loro case per cominciare un'altra giornata di lavoro.
Il vecchio che avevano incontrato all' inizio gli corse incontro:
- Lode agli Dei,siete tornati! -
Kybal fece una smorfia quasi di disgusto,che fece sorridere le sue accompagnatrici.
Talia non sapeva più cosa dire per ringraziare i tre di averle riportato suo figlio e il demone provò quasi una sensazione di disagio,non essendo affatto abituato a ricevere ringraziamenti.

Il vecchio,padrone della taverna del villaggio offrì loro le sue stanze migliori:
- Avrete certamente bisogno di riposare,potreste prendere delle provviste,passare la notte qui e domani rimettervi in cammino. -
Xena decise che trascorrere una notte su un letto,non avrebbe fatto male a nessuno, e i suoi compagni di viaggio appoggiarono in pieno la sua scelta.

La sera arrivò in fretta e gli abitanti del villaggio si riunirono nella taverna per festeggiare coloro che avevano salvato un innocente,dai terribili uomini serpente.
- Essere un eroe non è poi così male-commentò Kybal dopo l' ennesimo baccale di sidro- fama,rispetto e sidro a volontà! -
- Non è esttamente questo lo spirito che ci accompagna nei nostri viaggi,ma può essere un inizio... -rispose Gabrielle divertita.
La serata continuò in atmosfera di allegria generale,innaffiata da birra e sidro.
Talia sembrava ringiovanita e piena di vita,notò Xena vedendola chiaccherare con Gabrielle.
- Hai visto dove si è cacciato il nostro amico? - domandò Xena al vecchio oste.
- Mi sembra di averlo visto uscire,ma non ne sono sicuro. - rispose con voce incerta.
-Nessuno ne sarebbe sicuro con tutto quel sidro in corpo- pensò la principessa guerriera raggiungendo l' uscita.

Sentì la voce di Kybal poco distante da lì e decise di vedere con chi stava parlando.
Kybal se ne stava in equilibrio precario su un grosso masso,circondato da cinque bambini,fra cui Eraclito,intenti ad ascoltare un' avventura narrata dal demone,che gesticolava animatamente per renderla ancora più avvincente.
-Sono circondata da bardi,a quanto sembra- pensò,avvicinandosi per ascoltare, e si rese conto che non aveva bevuto così tanto come temeva.

- ...così,prima ho sconfitto Eris, e poi mi sono battuto con Marte!
I nostri occhi si scrutavano.....i nostri muscoli erano tesi e pronti all' attacco....ci siamo scagliati l' uno contro l' altro-saltò giù dal masso,mancando il suo pubblico di poco- i nostri pugni fendevano l' aria- iniziò a mollare pugni nel vuoto davanti a se- i calci sarebbero stati in gradi di sgretolare le rocce-eseguì un perfetto calcio circolare-
E sapete chi ha avuto la meglio? -

- Kybaaaaal!!! - urlarono in coro i bambini completamente rapiti,dal roccambolesco duello e sopprattutto dal narratore.
-Non è lontanamente da paragonare a Gabrielle,ma con i bambini ci sa proprio fare.- commentò mentalmente Xena.
- Esatto!Ed ora andate a dormire piccoli guerrieri! - I bambini ubbidirono correndo verso le rispettive abitazioni.
Xena si avvicnò all' uomo battendo le mani:
- Dev' essere una dote naturale:tu e i bambini andate proprio d' accordo,sono rimasti tutti affascinati da te. -
- Yak yak....magari un giorno riuscirò ad affascinare anche te....io sono fiducioso... -
- Non ci sperare troppo,odio deludere la gente! - rispose con un sorriso la donna.
Eraclito tornò indietro,si avvicinò al demone con una mano nascosta dietro la schiena e disse:
- Tu saresti piaciuto tanto ad un mio amico. -
- Davvero? -
- Si,anche sua madre è una guerriera. -
- Ma davvero?!E ora dov'è il tuo amico? -
- E' partito per un altro villaggio.Però tu che viaggi magari lo incontri. -
- Beh,può essere... -
- Se lo incontri gli dai questa?- il bimbo diede a Kybal una piccola spada di legno-se l' è dimenticata qui. -
- D' accordo,hai la mia parola. -
Il bambino se ne andò soddisfatto.

- Domani partiremo all' alba,è meglio se ce ne andiamo a letto. -disse Xena.
Il demone prese per i fianchi la donna:
- Hai ragione - il solito ghigno impenitente stampato in volto.
Il pugno di Xena gli arrivò secco e inaspettato nello stomaco,facendogli mancare il respiro per un attimo:
- yak yak...non sai proprio stare agli scherzi... - si giustificò,mentre la donna si allontanava.

- Dove sei stata?Non ti ho più vista nella tavarna. - disse Gabrielle una volta che Xena la raggiunse in camera.
- Sono andata a cercare Kybal. -
- E l' hai trovato? -
- Si purtroppo... -il suo tono era un misto fra lo seccato e lo stanco.
- Possibile che voi due non riusciate ad andare d' accordo?- Gabrielle si avvicinò alla guerriera-Cosa ti ha fatto,questa volta? -
- Niente di particolare,lo trovo semplicemente irritante. - spiegò.
- Non credi di esagerare? -
- No,quello che esagera è lui:il suo modo di fare è una continua provocazione. -
- Beh,ora non ci pensare... - fu un sussurro prima che le labbra di Gabrielle andassero ad unirsi a quelle della sua compagna.
In quel momento Xena non si ricordò neppure dell' esistenza del demone:ora c' erano solo lei e Gabrielle.
La stanchezza e la voglia di riposare se ne andarono,insieme al corpetto di Gabrielle .A Xena bastò un solo sguardo per capire che dormire non rientrava minimamente nei piani dell' amazzone:la giovane prese la mano della sua guerriera ed andò ad adagiarsi sul letto,portandola con se.
Xena si prese il suo tempo a baciarle il collo,le spalle ed i seni,stuzzicandole i capezzoli con la lingua e coi denti;osservava con soddisfazione l' espressione di piacere che aleggiava sul volto di Gabrielle.

Entrambe le donne erano consce del fatto che probabilmente non avrebbero avuto le forze necessarie per intreprendere un nuovo viaggio al sorgere del sole,ma la cosa non le preoccupava minimamente,completamente prese l' una dal piacere dell' altra, chiudendo fuori il resto del mondo.

Quando Gabrielle si svegliò,il corpo nudo di Xena la stava ancora circondando in segno di possesso e protezione:stette per un pò ad osservarla pensando alla nottata appena trascorsa,alle mani di lei che la sconvolgevano dal piacere e all' espressione di quei suoi splendidi occhi mentre veniva presa da un orgasmo....non potè trattenersi dal posarle un bacio sulla spalla.
Gli occhi della guerriera si aprirono:
- Buon giorno. - le disse Gabrielle
La donna sorrise:
- Ho la sensazione che l' alba sia passata da un pezzo... -
- Credo che tu abbia ragione ma, in fondo,non me ne preoccupo. -
Si scambiarono un bacio,poi Xena disse:
- Nemmeno io. -
La giovane amazzone si alzò dal letto,si rivesti e si affacciò alla finestra ,che dava sulla piazza del villaggio:Kybal era intento a duellare con Eraclito con delle spade di legno.
Il demone la vide:
- Oh,buon giorno!Pensavo che avremmo messo radici in questo posto! -
- Su,non esagerare,scommetto che anche tu sei in piedi da poco! - rispose la donna.
- IO, mi sono alzato con il sole perchè, a differenza di TE,non ho trovato nessuna con cui fare le ore piccole! - un ghigno comparve sul suo volto,quando vide le gote di Gabrielle arrossire.
Gabrielle rientrò e si voltò verso Xena,ormai vestita,dicendo:
- Io quello lo ammazzo! -
- Non credi di esagerare? - la sua voce era alquanto divertita.

Le due donne raggiunsero l' uomo nella piazza:
- Vogliamo andare? -
- Certo. -
Kybal salutò il bambino e prima di andarsene domandò:
- A proposito,come si chiama il tuo amico a cui devo consegnare questa spada? -
- Vadesh, il suo nome è Vadesh. -
- E' uno strano nome, non deve essere Greco. - commentò Gabrielle.
- No,non deve esserlo.... -Kybal era completamente sovrapensiero.

L' uomo era assorto dai suoi pensieri, da quando avevano lasciato il villaggio qualche ora prima; fu Xena a rompere il silenzio:
- Kybal,perchè quel nome ti ha sconvolto?Chi è Vadesh? -
- Vadesh non è nessuno...era...era il nome che Rondhas avrebbe voluto dare a suo figlio... -

Continua.

Sono imperdonabile,ci sto mettendo un sacco di tempo con questo racconto,ma è un periodo carico di impegni,scolastici e non....portate pazienza....