Autrice: Ira
Genere:Uber...siamo a New York....giorni nostri.
Desclaimer:Dunque,dunque.... i personaggi di Xena,Gabrielle,Ares,Joxer,Callisto
ecc, non mi appartengono,dunque se vi sembra di riconoscerli nei personaggi
di questo racconto sappiate che sono di proprietà della MCA/Universal
Pictures...io li utilizzo solo per puro piacere personale....e spero anche per
piacere di chi leggerà.
Reating:Bah......sono convinta che al telegiornale si veda di peggio.....diciamo
vietato ai minori per le scene di violenza che seguiranno; anche chi è
in grado di tollerare solo l'amore eterosessuale è pregato di andare
a leggersi dell' altro....magari qualcosa che sia d' aiuto nell' allargare le
proprie vedute ^__^
NOTE: 1-Questo racconto è dedicato alla fonte della mia ispirazione....tu
sai chi sei.
2-L' indirizzo a cui rivolgersi per critiche,complimenti,osservazioni, e malocchi
é: danger_ira_zone@virgilio.it
- Mai più mi chinai nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l' amore,
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio.
Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo
non mi uccise la morte ma due guardie bigotte,
mi cercarono l' nima a forza di botte.
Perchè dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c' è il bene e c' è il male.
Quando vide che l' uomo allungava le dita,
a rubargli il mistero di una mela proibita,
per paura che ormai non avesse padroni,
lo fermò con la morte,inventò le stagioni.
Mi cercarono l' anima a forza di botte...
E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio ma qualcuno che per noi l' ha inventato,
ci costringe a sognare un giardino incantato,
ci costringe a sognare un giardino incantato. -
(Fabrizio De Andrè. R.I.P )
Non ho mai neppure osato sognare di provare ,in vita, un amore puro, irrazionale
e, completamente incondizionato.
Non ho mai osato immaginare come questo avrebbe potuto mutare il mio spirito.
Il mio cuore si è sempre ritenuto intoccabile,eppure di fronte a quegli
occhi le mie barriere cedettero miseramente.
La donna è stata la causa dell' allontanamento dell' uomo dal giardino
dell' Eden eppure, questa donna, mi ha fatto conoscere la vita insegnandomi
ad apprezzarne le cose semplici che prima ritenevo solamente banali.Ella mi
ha liberato dalla gabbia in cui mi ero rinchiusa, conducendomi in un giardino
incantato che sembrava costruito apposta per noi.
Scrivere non è il mio mestiere,quindi lettore,non utilizzare un occhio
troppo clinico su questo mio scritto e porta pazienza se ciò non si rivelerà
all' altezza delle tue letture abituali...
Questa è solamente una storia,una storia come tante nata dalla strada
di cui sono figlia.
Capitolo 1
L' INCONTRO
- La realtà non può reggere il confronto con la leggenda. -
(Solid Snake)
Il silenzio che regnava nel reparto era rotto solo da alcuni lamenti dei pazienti
sotto effetto di tranquillanti e dal battere dei miei stivali sul pavimento.Avanzavo
a passo spedito facendo ondeggiare la lunga giacca di pelle ad ogni mio movimento;
sapevo già che l' obiettivo della mia visita si trovava in fondo al corridorio,quindi
non dovevo perder tempo curiosando nelle altre camere.I grossi occhiali da sole
che indossavo rendevano inespressivo il mio volto.
Erano circa le 23.30 e l'infermiera di turno stava facendo una pausa al distributore
di caffè,fumando una sigaretta.
Arrivai alla camera 219 da dove provenivano dei lamenti simili a guaiti,allora
non ebbi più dubbi sul fatto di aver trovato chi stavo cercando: mio
fratello si dimenava sul letto conbattendo con i le funi che gli immobiizzavano
i polsi e le caviglie, un tipico espediente per evitare che i pazienti si facessero
del male da soli.
Quando mi scorse con le braccia incrociate sullo stipite della porta, i suoi
occhi si illuminarono come quelli di un bambino di fronte alla sua torta di
compleanno.
- Possibile che debba venirti sempre a ripescare in qualche ospedale? - il mio
tono era più stanco che seccato.
La sua risposta fu uno sguardo colpevole da cucciolo,unito ad una specie di
grugnito.
Mi avvicinai al letto,gli posai una mano sulla fronte carezzandolo leggermente,dopo
di che cominciai a slegarlo.
Aprii l' armadietto vicino al letto dove trovai i suoi vestiti, lo aiutai ad
indossare i jeans e quando gli tolsi il grembiulino che gli copriva il petto,
per fargli indossare la sua mimetica,scoprii che il motivo per cui si trovava
lì: aveva uno squarcio all'altezza del capezzolo destro e uno sull' avambraccio.
- Wolf, questi come te li sei fatti? - domandai mostrandogli la ferite gonfie
per i punti messi da poco.
Silenzio.
- Ted! - lo spronai.
Nessuno chiamava mio fratello con il suo vero nome, e probabilmente nessuno
oltre a me conosceva il nome scritto sul suo certificato di nascita.Anch' io,sua
sorella di sangue, avevo smesso di chiamarlo Ted.Forse perchè mi sembrava
un nome da idiota e tra i due preferivo il nome che più gli apparteneva:il
nome che gli aveva dato la sua famiglia.- Jarod... - rispose con voce rauca,facendo
oscillare la testa.
- Capisco. -
Una volta vestito si alzò in piedi e, camminando leggermente ricurvo
facendo oscillare le braccia un pò come uno scimpanzè, mi seguì
lungo il corridoio.
Sapevo di aver impiegato più tempo del necessario, e sperai che anche
l' infermiera avesse deciso di allungare un pò la sua pausa caffè.Le
mie speranze andarono a farsi fottere nel momento in cui sentiì una voce
gracchiare dietro di me:
- Chi è lei? I pazienti non possono lasciare il reparto! -
Mi voltai verso di lei, mi appoggiai gli occhiali in testa a mò di cerchietto
e catturai il suo sguardo fissandola con i miei gelidi occhi azzurri.
- Mi scusi, lei a ragione.-coprii la distanza che ci separava; ora eravamo a
circa un metro di distanza-Wolf,vai da lei. - dissi con tutta calma.
Mio fratello ciondolò,verso la donna dopo di che senza alcun preavviso
le saltò addosso mordendola con forza alla base del collo.La poveretta
non fece in tempo ad emettere un fiato che svenne... suppongo più per
lo schoc, che per l' entità della ferita.
Sapete,mio fratello è convinto di essere un lupo mannaro: si è
anche fatto limare i canini, ma non ha mai ucciso nessuno...utilizzando i denti,intendo.Certo,magari
non rientra in pieno nella definizioni di "normale", ma lui è
tutto ciò che rimane della mia famiglia biologica e so che sarebbe disposto
a dare la vita per me; da parte mia gli ho giurato che nessuno ci avrebbe separati.
Uscimmo velocemente dall' ospedale,senza incontrare nessun altro scocciatore.
Attraversammo la strada dove trovammo la mia Viper gts della Chrysler ad attenderci.Adoravo
la mia macchina,spesso trattavo meglio lei di alcune persone.
Misi in moto e partii alla volta della Tana,il luogo sicuro che condividevo
con il resto della mia famiglia.
Con lo sguardo sempre fisso sulla strada,estrassi il cellulare dalla tasca e
composi un numero di telefono; la voce roca di Jarod mi rispose al terzo squillo:
- Ti avevo avvertito di lasciarlo stare - dissi con estrema tranquillità.
- Era ancora nel mio locale...e girava attorno a Nadine.Ti conviene tenere a
casa quell' handicappato o rischia di ritrovarsi una pallottola in testa. -
rispose secco.
- Forse sei tu che dovresti mettere il guinzaglio alla tua donna, non credi?
-
- Fottiti, Iena! -
- Jarod? - la mia voce era diventata estremamente sensuale.
- Ti ascolto... -
- Capiterà quando meno te lo aspetti... - fu un sussurro.
- No, aspetta...parl... -
Riattaccai. Tutta la sua voglia di fare il grand' uomo sparì di colpo:sapeva
che sarei andata a fargli visita prima o poi, e sapeva che io mantengo sempre
le promesse.
Guardai mio fratello,i suoi corti capelli castani erano arruffati e gli occhi
incavati e stanchi.Mi osservò con quel suo sguardo un pò tonto
e abbozzò un sorriso che ricambiai.
La Tana era una vecchia fabbrica di due piani in disuso situata nella periferia
della città.Quello era veramente un luogo sicuro:isolato e tranquillo
tanto per cominciare,protetto come un bunker per concludere.Se qualcuno per
ragioni sconosciute,avesse deciso di forzare la grande porta d'acciaio,entrando
si sarebbe trovato di fronte ad una tastiera numerica con una spia lampeggiante
e un display digitale che richiedeva un tesserino magnetico e dava trenta secondi
per inserire la parola chiave per accedere all' interno della struttura.A questo
punto si poteva scegliere di premere tasti a caso o iniziare a correre.
Anche se qualcuno, particolarmente abile,fosse riuscito ad arrivare dopo la
porta si sarebbe trovato di fronte ad una allarme a raggi infrarossi munito
di sensori termici in grado di fermare una squadra antiterrorismo.
Per finire,non da meno dei sistemi di sicurezza, al piano terra stavano i miei
tre uomini.
Se si supervano,cosa che mi riesce difficile da credere, si avevano due opzioni:
o salire le scale e raggiungere il secondo piano dove girava liberamente Ares,un
PittBull di sei anni e trenta chili di muscoli,più letale di una 9 millimetri
oppure scendere nel seminterrato, il nostro garage oltre che deposito di armi.
Condividevo quel posto oltre che con Wolf,anche con Stan e Loki:essi rappresentavano
una parte della mia famiglia,il resto viveva in altre zone ma tutti avevamo
un punto di incontro dalle parti del Queens:il locale di Eve.
Quando entrammo, Wolf lanciò una specie di richiamo che Ares comprese
benissimo: scese velocemente la rampa di scale e saltò addosso a Wolf
giocando come un cucciolo. A volte mi veniva il dubbio che quei due si capissero
veramente,ma in fondo la cosa non aveva molta importanza.
- Wolf,cominciavamo a credere che non saresti più tornato. - Esclamò
divertito Stan, seduto con i piedi sopra al tavolo,intento a lucidare la canna
della sua Vecchia Betty.Era l' unica persona che conoscessi che avesse battezzato
un fucile a pompa; prima di iniziare una missione ci parlava pure...ma si sa,
il mondo è bello perchè è vario.
- Tieni tesoro- mi porse la bottiglia di birra che stava bevendo- allora, era
dove ti avevo detto? -
- Si, esattamente li. - finii la birra. - Dov'è Loki? - domandai guardandomi
attorno.
- E' andato dalla donna di turno.Ha detto che più tardi, ci troveremo
tutti quanti da Eve per spartire. -
- Ok,io vado a farmi un bagno. -
Salii le scale e arrivai al secondo piano; li vivevo io.Stan e Loki,rararmente salivano lassù,sapevano che quello era il mio mondo,l' unico posto in cui mi concedevo il lusso di rilassarmi completamente e sapevano che io ci tenevo ai miei spazi.
Riempii la vasca di acqua calda e iniziai a spogliarmi, misi i vestiti sporchi
in un angolo della stanza e riposi la mia 9 millimetri sotto il cuscino,il pugnale
con una lama di quindici centimetri che portavo sempre allacciato al mio polpaccio
nel cassetto del comodino e il piccolo coltello con la lama a scatto automatico,
che tenevo sempre fra i seni, sul bordo della vasca.Preferivo le armi da taglio
alle pistole, mi sembrava di conoscerle meglio, non importava se l' usarle comportava
trovarsi ad una distanza ravvicinata dal bersaglio.
Mi immersi nell' acqua che mi avvolse e rilassò ogni parte del mio corpo
con il suo tepore.
Ripensai al lavoro appena svolto che mi aveva fruttato centocinquantamila dollaroni
fruscianti.
La figlia di una famiglia piuttosto benestante era stata violentata e seviziata
quattro giorni fa,ora si trovava in terapia intensiva che lottava per la sua
vita: il padre mi aveva incaricata di trovare quel figlio di puttana prima della
polizia, e consegnarglielo; io l' avevo fatto.
A dire il vero,io e il mio cliente non ci eravamo mai visti, era stato Morris
a fare da intermediatrio tra noi.Morris è un componente della squadra
omicidi che mi deve un favore:qualche anno fa salvai la vita a suo figlio che
era ricercato da alcuni spacciatori di crack.In cambio del mio silenzio sulle
attività del figlio,egli mi trovava clienti pronti a pagare e mi forniva
qualche buona informazione quando mi occorreva.
Io mi definisco una spazzina: una specie di netturbina sociale.Ripulisco le strade da stupratori,pedofili,killer e quant' altro.Li trovo e li consegno,oppure li elimino direttamente.Se la città è una giungla io sono La Iena. In molti mi chiamano così,solo la mia famiglia a volte mi chiama con il mio nome,Silvya, anche se per me è del tutto indifferente.
Mi accorsi che ero immersa da un ora e mezza così decisi di uscire ed
iniziare a prepararmi.Asciugai e spazzolai con cura i lunghi capelli corvini
che scendevano lungo le mie spalle,dopo di che ancora nuda aprii l'armadio per
vedere cosa indossare.Presi subito il completino intimo in pizzo color grigio
perla che avevo comprato da poco,dopo di che,optai per un paio di pantaloni
in pelle,anfibi e una canotta nera che metteva in risalto le mie curve.La mia
pelle ha un colorito naturale abbastanza scuro,e questo mi faceva evitare di
truccarmi in maniera pesante.Non sono una ragazza vanitosa,ma oggettivamente
credo di avere un fisico da potermi permettere qualsiasi tipo di abbigliamento
anche perchè, oltre alla forma smaliante,sono più alta rispetto
alla media.
Come sempre,prima di vestirmi, rimisi i miei gingilli ai loro rispettivi posti,quindi
raccolsi la valigetta che si trovava ai piedi del letto,indossai la giacca e
scesi.
- Che fai Stan?Vieni più tardi? - domandai mentre accarezzavo il muso
di Ares.
- Si, aspetto che Wolf torni umano e vi raggiungiamo. - rispose sogghignando.
Ci misi circa venti minuti a raggiungere il "Paradise", il locale di Eve. Parcheggiai sul retro,dove vidi la moto di Loki,mi tolsi la giacca e la riposi in macchina ed entrai da dietro come mio solito,salutando con una pacca sulle spalle Scott:un ragazzone di colore alto quasi due metri che pesava centotrenta chili,impiegato come butta fuori.Il miglior antifurto per una macchina.
Entrai in una specie di cucina,dove io e i ragazzi di solito tenevamo le nostre
riunioni e ci ritrovavamo per mangiare (nella Tana la cucina era formata da
un lavandino, un frigo e un forno a microonde). Dato che non era ancora arrivato
nessuno, uscii dalla cucina e raggiunsi il locale vero e proprio.
Il Pardise era formato da due stanza dalle dimensioni medio-grandi.La prima
era organizzata come birreria con alcuni separè e un paio di tavoli,
mentre l' altra ospitava un piccolo palco su cui si esibivano gruppuscoli emergenti,
per lo più punk e rap.Questa era la serata punk a giudicare dal giro
di gente.
Intravidi Loki occupare il nostro solito separè nell' angolo più
imboscato del locale,impegnato a bere una birra.Feci un cenno del capo ad Eve
in segno di saluto, dopo di che lo raggiunsi.
- Iena! Sei riuscita a trovare Wolf? - domandò mentre prendevo posto
di fronte a lui e appoggiando la valigetta fra le nostre gambe.
- Si,è ferito,ma ora è a casa con Stan e stà bene.Verranno
più tardi.Allora, oggi è Martedì vero?Com' è andata
con....Christine? - chiesi dopo aver riflettuto un secondo sul nome della donna.
- Bah, l' ho mollata...pretendeva troppe attenzioni...diceva che ero troppo
assente.Insomma voleva che mi prendessi un impegno serio; immaginerai la mia
reazione... - disse con un tono a metà fra lo sconsolato e lo scazzato.
- Loki, Loki...quando credi che sarai pronto a prenderti un impegno serio con
una donna? - gli sfilai di mano la bottiglia di birra e ne bevvi un sorso.
- Tesoro, sai bene che l' unica donna per cui sarei disposto a dare tutto sei
tu! - esclamò ghignando e mimando un bacio con le labbra.
Io e Loki ci conoscevamo da quando eravamo adolescenti.Lui fu il mio primo
ed unico uomo.In principio ne ero innamorata ma poi ci lasciammo poichè
mi resi conto che i miei gusti in fatto di sesso non erano più rivolti
all' emisfero cui apparteneva.Restammo comunque uniti.A volte io e lui scommettavamo
su chi riusciva a portarsi a letto prima la stessa ragazza...non era raro che
vincessi io anche se lui rimaneva in testa alla classifica.
Loki era grosso,e non nel senso di grasso, era proprio grosso: aveva due spalle
larghe muscoli da vendere e addominali scolpiti.I suoi capelli erano corti e
castani,aveva lunghe basette fine e un pizzetto che curava molto.In genere vestiva
in pelle,e la cosa a cui teneva di più era una giacca borchiata senza
maniche che lo faceva apparie ancora più imponente.Il suo fisico,unito
alla sua innata capacità di mentire forniva il passaporto ideale per
il letto di molte donne.
- Si certo....vado da Eve a prendere qualcosa da bere. - risposi sorridendo.
Non feci in tempo ad alzarmi che Loki,mi bloccò il polso e disse:
- Sil, aspetta un attimo ad andartene. -
- Perc.. -
- Un attimo e capirai... - disse osservando qualcosa alle mie spalle,continuando
a sorridere.
Rilasciò la presa quando una ragazza venne al nostro tavolo a prendere
le ordinazioni; fu quando alzai lo sguardo che la vidi: aveva corti capelli
dorati,portati a caschetto e due occhi verdi che mi ricordavano due smeraldi
di estrema purezza.Il suo viso aveva dei lineamenti dolci, e le sue labbra sorridevano
nella nostra direzione.Indossava una magliettina nera che le avvolgeva le forme
lasciandole scoperto l' ombelico, dove aveva un piercing, e jeans a vita bassa
che lasciavano intravedere il colore del perizoma che indossava.L' afa che si
respirava in quel 12 Luglio,il fatto di dover muoversi velocemente da un tavolo
all' altro le crearono delle goccioline di sudore che le imperlavano la fronte.Era
bellissima.
Ci chiese se volevamo ordinare,così scoprii che aveva,oltre al corpo,
anche un splendida voce.
- Una cola e rum. - dissi continuando a fissarla,poco mi importava se si accorgeva,
o meno,del mio interesse.
Un calcio partì in direzione di Loki,quando da bravo idiota le disse
una cosa del tipo:
"Io vorrei te....quando ti va bene?" il che mi fece guadagnare un
sorriso da parte sua,prima di lasciare il nostro tavolo.
Inutile dire che mi soffermai sulla forma rotonda del suo sedere, fino a che
non scomparve in mezzo alla gente che affollava il locale.
- Allora,cosa mi dici? - domandò l' uomo sghignazzando.
- Chi è? - gli chiesi.
- La nuova ragazza che Eve ha assunto.Non so altro. E' notevole vero? -
- Si...decisamente notevole. - affermai,un pò assorta nei miei pensieri.
Non mi era mai capitato di perdere completamente la testa per qualcuno, e credo
che per riassumere le volte in cui ho detto "ti amo" ad una persona
basti un solo dito.Non che non avessi mai amato, è che non riuscivo a
dirlo;non riuscivo ad esprimermi bene con le parole quando si trattava dei miei
sentimenti.Comunque sia, sentivo il bisogno di saperne di più su quella
linfa.
Mi alzai lasciando Loki a metà di un discorso che avevo dimenticato di
ascoltare e mi diressi verso il bancone.
Feci lo slalom tra la gente che mi separava dal bancone e fu in quel momento
che invasi la sua traiettoria.Era davanti a me e mi dava le spalle.Si voltò
di scatto armeggiando con il vassoio su cui stavano la mia cola e rum e la birra
di Loki, e per poco non cadde all' indietro nell' intento di evitare di colpirmi
con il vassoio.Afferrai il mio bicchiere,che oscillava pericolosamente,prima
che cadesse a terra.
- Scu...scusami. - disse timidamente,tenendo la bottiglia di birra con una mano,per
evitare altri incidenti.
- Tranquilla,non è successo niente. - risposi sorridendo.
- Sicura?Non ti sei bagnata? -
Quella domanda,proferita con tanta innocenza, fece nascere in me mille risposte
che non mi azzardai a pronunciare,limitandomi ad un:
- Sicurissima.Va tutto bene. -
- Ok. - detto questo,andò in direzione del separè per dare a Loki
la sua birra, ed io
sperai che quell' animale non saltasse fuori con qualche battuta davvero pesante.
- Iena!Ciao tesoro. - disse Eve nel momento in cui raggiunsi il bancone.
- Eve,chi è quella biondina? - domandai indicando verso il separè.
- E io che ne so! -
- Non quella strafatta,nel tavolo vicino al nostro!Parlo della tua nuova ragazza!
- esclamai quasi indignata.
- Ah,parli di Michelle. -
- Esattamente.Cosa puoi dirmi di lei? - domandai recuperando,uno sgabello e
sorseggiando il mio alcolico.
- Dunque, Michelle O'Connor,21 anni vive qui nel Queens, suo padre continua
ad entrare ed uscire di galera mentre sua madre stà morendo di cancro.La
vecchia Meg...è sempre stata una buona lavoratrice,la conoscevo bene.La
ragazza è l' unica che può far entrare qualche soldo in casa.
- mi spiegò Eve.
- Cos'è tutto questo interesse bambina? - domandò sporgendosi
verso di me. Eve era una specie di madre per me.Aveva offerto un rifugio a me
e Wolf e ci aveva visti crescere.A 52 anni mandava avanti un locale che era
di sua proprietà, sapeva quasi tutto di tutti ed era sempre pronta a
coprirmi.
- Allora? -
- Ti schizzeranno fuori le tette se ti pieghi ancora un pò, Ma'. - detto
questo mi alzai e tornai al mio tavolo.
Quando tornai al tavolo Loki era impegnato a leccare il collo ad una donna
che non avevo mai visto.
Mi sedetti e mi schiarii la voce.
- Tesoro,ora ho da fare. - le disse allontanandola.
La donna si alzò e mi lanciò uno sguardo pittosto seccato,dopo
di che se ne andò.
- Potevi aspettare due minuti. -
- No. - e indicai con un cenno del capo Bruce e Cry che stavano entrando.
- Un tempismo perfetto.Sono arrivati anche Stan e Wolf. - rispose accennando
alla porta che dava sul retro.
Il tavolo si riempì nel giro di pochi minuti.Cry si sedette accanto a
me,facendo battere la sua Beretta,fedelmente allacciata alla caviglia, contro
il mio coltello.Questa era la mia famiglia.
- Sono contenta di vedere che sei tornato fra noi. - dissi rivolta a mio fratello.
Era incredibile:vederlo con i capelli pettinati, vestito con dei normalissimi
pantaloni neri e una camicia con il collo alto dello stesso colore, lo facevano
apparire come un' altra persona.
La sua risposta fu un sorriso.
- A questo giovane è bastata una buona ora di sonno, a casa sua,per mettersi
a posto. - aggiunse Stan come se stesse parlando di suo figlio.
- Bene.Signori è tempo di raccogliere i frutti del nostro lavoro. - annunciai
tirando fuori la valigetta da sotto il tavolo.
Estrassi sei mazzette e le distribuii sul tavolo:
- Venticinquemila a testa.Come d' accordo. -
Tutti intascarono i soldi senza contarli: fra di noi non ci si sarebbe rubati
nemmeno un centesimo.
- Come siete messi con Lidya Bellfock? -
- Abbi ancora un pò di pazienza,Iena. - disse Bruce lisciandosi quei
suoi baffetti,che donavano al suo volto un' espressione scaltra.
- Si, creare un identità falsa è un lavoraccio tesoro. - aggiunse
Cry.
- D' accordo. -
Bruce e Cry fabbricavano i miei documenti: passaporti,certificati di nascita,tesserini
sanitari.Lavori a regola d' arte,che valevano il prezzo che li pagavo.
Wolf alzò un braccio e fece cenno a Michelle di avvicinarsi:
- Sei birre bambina! - esclamò.
Arrivarono le birre,e mentre Michelle le distribuiva i mei occhi cercarono i suoi e per un istante che a me parve interminabile, li trovarono.Mi sorrise prima di lasciare nuovamente il tavolo.
Dopo circa un ora di chiacchere inutili Cry e Bruce se ne andarono insieme così come erano venuti.Erano una vera coppia:partners sul lavoro e amanti; sembravano non stancarsi mai l' una dell' altro. Fui io a portare Cry in famiglia, la conobbi in galera quando avevo 19 anni: era dentro perchè aveva sparato allo spacciatore che aveva venduto vero veleno a suo fratello,trovato morto in un parcheggio.Quando uscì trovò me ad attenderla e la portai nel mio mondo.Per un pò fu la mia donna.Fui io a lasciarla dopo qualche mese: fui onesta e gli dissi chiaramente ciò che provavo,per questo ella non mi serbò rancore.La cosa che più faceva incazzare Cry era essere presa in giro.
Wolf era sparito nella parte del locale in cui si suonava e probabilmente ora
stava a petto nudo a pogare come un disperato,infischiandosene delle ferite.Stan
decise di andare al banco ad aspettare che Eve decidesse di chiudere e al tavolo
restammo nuovamente io e Loki:
- Sil, chi ha ferito Wolf? -
- Jarod,ma l' ho già avvisato che presto riceverà una mia visita.
- affermai,finendo la quarta birra della serata.
- Così è stato Jarod? - un ghigno assassino comparve sulle labbra
di Loki, mentre si accendeva una sigaretta.
Se mi fossi concentrata un pò,avrei potuto sentire il brulicare dei suoi
neuroni,mentre pensava a come ammazzarlo.Non avevo mai conosciuto una persona
più brutale di Loki,quando si trattava di far fuori qualcuno.Ed il fatto
che egli considerasse Wolf,come una sorta di fratello minore non giocava a favore
di Jarod.
Ho conosciuto vari assassini nel corso della mia vita, e tutti cercavano sempre
di fare un lavoro "pulito"....Loki,invece,optava per il lavoro "teatrale"....
Guardai l' orologio:erano le 3:15. Mi guardai un pò attorno e non vidi
più la siluette di Michelle girare fra i tavoli:
- Loki, io vado.Tu cosa fai? - domandai alzandomi.
- Bah, berrò un' altra birra e tornerò a casa con Wolf. -
Il modo in cui mi guardò,mi fece comprendere che sarebbe andato a far
visita a Jarod sta notte.
- Eve, dov'è la biondina? -
- Ha staccato nemmeno 5 minuti fa. - urlò dalla parte opposta del bancone,intenta
a servire da bere.
- Ci vediamo,Scott! - misi in moto e uscii dal parcheggio.
La vidi camminare lungo la strada, un cinquantina di metri davanti a me,avrei
voluto affiancarla e dirle qualcosa,ma la mia mente si rifiutava di collaborare
in maniera costruttiva così mi ritrovai a seguirla fino a casa con molta
discrezione.
Scoprii che abitava in palazzone grigio di cemento che distava circa deieci
minuti dal locale di Eve.
Un ragazzo seduto sulla scalinata d' ingresso sembrava attenderla.Spensi il
motore e mi misi ad osservare:
- Sean, cosa ci fai qui? - il tono di Michelle era piuttosto duro.
- Senti, io e te dobbiamo parlare. - rispose l' altro, alzandosi e andandole
incontro.
- Metti giù quelle luride mani!Ti ho già detto che è finita,vedi
di andare a farti un giro! - esclamò liberandosi dalla sua presa.
Uscii dalla macchina e mi appoggiai al cofano.
- Senti bambina,ora stai esagerando - dichiarò,afferandole il polso
mentre tentava di salire le scale.
- Tu stai esagerando!Io ti ho mollato! Fattene una ragione e lasciami andare!
- urlò con voce irata,mentre tentava di liberarsi da quella morsa.
Il ragazzo le mollò una sberla:
- Ho detto che dobbiamo parlare! -
Ci vollero meno di cinque secondi per raggiungerli:
- Lasciala. - la mia voce era di una tranquillità impressionante,sembrava
che gli avessi appena chiesto l' ora.
- E tu cosa cazzo vuoi? - sbraitò,stringendo Michelle vicino a se.
- Te lo ripeterò un' altra volta soltanto:lasciala. - feci un passo verso
di lui.
Potevo vedere la rabbia ribollire nei suoi occhi, e sono sicura che lui potesse
vedere il ghiaccio nei miei. Con uno strattone spinse Michelle, lontano da noi.
- Vedi, ora io sono molto arrabbiato- disse camminadomi attorno- e quando sono
arrabbiato non rispondo di me! - così dicendo estrasse un coltello a
serramanico.
Il suo tentativo di impressionarmi fu vano: i miei occhi erano fissi sui suoi.
Mi si scagliò contro, anche se era alto dieci centimetri più di
me, e probabilmente pesava anche quindici chili in più, non mi fu difficile
schivare l' attacco.
Giravo per le strade da quando scappai dall' orfanotrofio assieme a mio fratello,allora
avevo dieci anni.Fra strada e prigione ho potuto conoscere molte persone abili
nell' arte del combattimento e con molta voglia di insegnare.Io sono sempre
stata un ottima allieva:ho superato molti dei miei maestri.
Il calcio che gli arrivò nella schiena,quando mi superò,lo fece
sbattere contro un cassonetto ma Sean non volle far la figura del coniglio di
fronte alla sua ex ragazza. Ci riprovò, e questa volta mi abbassai e
con una sforbiciata di gambe lo feci cadere a terra.Gli fui sopra in attimo
e dopo averlo facilmente disarmato,gli passai sul collo la lama del suo ex coltello.
- Allora bimbo,la scelta stà a te: vuoi vedere sorgere il sole domani,si
o no? - un sorriso predatore comparve sul mio volto.
Un cenno del capo mi fece capire che aveva imparato la lezione:
- Chi...chi sei? - balbettò prima di alzarsi.
- Tu puoi chiamarmi Iena. - serrai il coltello e me lo misi in tasca.
Il ragazzo se ne andò,ed io mi voltai verso di lei:
- Grazie - - Stai bene? - esclamammo all' unisono,il che ci fece sorridere.
- Stò bene. - aggiunse poi.
- Ragazzo irascibile eh? -
- Ho giurato a me stessa che non sarei mai stata assieme ad una persona menesca.Come
hai potuto vedere lui non corrisponde esattamente ai miei canoni-si massaggiò
la guancia colpita- Iena. -
- Tu puoi chiamarmi anche Silvya. -
Ci guardammo negli occhi per un attimo,dopo di che domandò:
- Cosa ci fai da queste parti? Insomma,non mi pare di averti mai vista qui in
giro... -
- Eve mi ha detto che te ne eri appena andata,perchè avrei dovuto restare?
- avevo un mezzo sorriso stampato in volto.
La cosa la fece sorridere:
- E cos' altro ti ha detto Eve? - domandò scrutandomi con occhi felini.
- Nient' altro,Michelle. - e questo le provocò un altra risata.
Mi ringraziò ancora e fece per salire le scale d' ingresso,quando le
domandai:
- Senti, hai lavorato e sei stata aggredita cosa ne dici di un caffè?
-
- Beh-stette per qualche secondo in silenzio- se bevo un caffè a quest'
ora rischio di non dormire più...ma una partita a biliardo non mi dispiacerebbe;
in fondo domani è il mio giorno libero. -
- Vada per il biliardo. - dissi contenta.
- Mi dai il tempo di rinfrescarmi?Questione di un attimo. -
- Chery,ti do tutto il tempo che vuoi. - mi voltai e andai a sedermi a gambe
incrociate sul cofano della mia auto.
Michelle sorrise ed entrò nel palazzo.
Scese un quarto d'ora dopo, indossando un giubbotto di jeans che le copriva
una maglietta rosso fuoco.
Salì in macchina e,guardando l' orologio, mi chiese:
- Allora,Silvya conosci un posto dov' è possibile giocare a biliardo
alle 4 del mattino? -
- Beh, si. - Ingranai la marcia e partiì, sicura della mia meta.
Durante il tragitto si parlò di cose inutili, discorsi che servivano solo a non far calare quel silenzio che può esser confortate quando lo condividi con un amico, ma che può trasformarsi in pura tensione se cala fra due estranee.
Arrivammo alla sala biliardo di Brad,nel giro di quindici minuti:
- E' chiusa. - affermò Michelle.
- Le cose non sono mai quello che sembrano. - le risposi chiudendo la portiera
della macchina.
Bussai alla saracinesca per tre volte con colpi decisi,all' interno si sentì
un abbaiare di cani e poco dopo la saracinesca si aprì per farci entrare.Sapevo
che Brad si fermava sempre nel locale anche parecchio dopo l' orario di chiusura:
non eveva nessuno che gli desse una mano e quindi tutte le mansioni spettavano
a lui.
- Iena! E' da un pò che non ci si vede!Come stà il mio cucciolo?
- domandò con la sua voce roca,impastata dalle troppe sigarette.
- Ares non è cucciolo già da un pò di tempo - gli risposi.
Mi inginocchiai a terra per accarezzare i due pittbull che gli stavano affianco,
e poi,prendendo una muso per mano dissi - non vi preoccupate il vostro bimbo
è venuto su proprio bene! -
Mi rialzai e,come si conviene,feci le presentazioni:
- Brad,questa è Michelle.Mi chiedevo se potevi farci usufruire di un
tavolo....sai questa sera è il suo compleanno.Non ti preoccupare che
te lo chiudo io il locale. -
Brad strinse la mano a Michelle,poi mi guardò con aria di sufficenza
e disse:
- Si vabbeh...Sai dove portarmi le chiavi. -
Armeggiò alla cassa per qualche minuto,richiamò i cani e ci augurò
una buona serata prima di andarsene.
- A proposito Iena, sul bancone ci sono delle sigarette, serviti pure. -
- Portatele via Brad: stò cercando di smettere. -
La prima cosa che Michelle disse,avvicinandosi al tavolo da biliardo, fu:
- Il mio compleanno? -
- Sa benissimo che non è il tuo compleanno.E' solo una scusa che tiro
fuori quando voglio fermarmi a giocare oltre l' orario di chiusura....Quest'
anno ho compiuto gli anni almeno una trentina di volte... - Posizionai le palle
nel triangolo.
- Beh,li porti molto bene.- disse utilizzando la stecca prescelta come se fosse
un asta di sostegno,e poi- scherzi a parte,quanti anni hai? -
- Non sono domande da fare ad una signora....ne ho 26- passai il gesso sulla
punta della mia stecca- mentre tu,dunque,fammi indovinare... -
- Eve ti ha detto anche questo! Aspetta che la veda! - esclamò falsamente
arrabbiata.
- Sai com'è Eve,quando parte a parlare non si ferma più.Allora
Michelle,chi spacca? -
- Comincia pure tu...devo confessarti che sono molto brava a biliardo.Questo
scommetto che Eve non te l' ha detto. - aggiunse con soddisfazione.
- Spero ci siano molte altre cose da scoprire su di te... - questo la fece arrossire.
Un colpo secco e le palle si sparpagliarono sul tavolo.
- Ora tocca a me! - si piegò sul tavolo e focalizzò la sua attenzione
sulla numero 4 che andò diretta in buca.
Dalla sua sicurezza,capii che la partita non sarebbe durata molto,e così
fu:
- La Uno in buca d' angolo a destra. - dichiarò, firmando con un tiro
da maestro la mia sconfitta.
- Allora non scherzavi,sei davvero una professionista! - affermai mentre riponevo
la stecca. - Ti va qualcosa da bere? -
- Perchè no? -
- Ci penso io.Tu siediti, hai già lavorato abbastanza per questa sera.
-
Si sedette su uno sgabello di fronte al bancone del bar,mentre io iniziavo ad
armeggiare con varie bottiglie.
- Niente di troppo forte per favore. -
- Fidati di me. -
Preparai un cocktail leggero dal gusto dolce della fragola,che Michelle apprezzò.La
raggiunsi e restai in piedi affianco a lei,con un gomito appoggiato al banco
che mi sosteneva:
- Allora Michelle, raccontami qualcosa di te.Non posso chiedere tutto ad Eve!
-
Rise,dopo di che iniziò a raccontarmi un pò della sua vita,delle
sue passioni,della sua famiglia e dei suoi sogni.Fra le altre cose mi disse
che la sua vera passione era scrivere: sembrava avere una dote naturale.Mi disse
che scrivendo riusciva ad esternare emozioni e pensieri che non sarebbe mai
riuscita ad esprimere a voce.
Il mio comportamento mi sorprese: mi interessava davvero quello che mi stava
raccontando.In genere quando le persone mi raccontano cose non necessarie o
i problemi che affliggono la loro esistenza,a meno che non si tratti della mia
famiglia, il mio cervello si mette in opzione di stand-by...è veramente
più forte di me:ma forse questo è dovuto dal fatto che ho già
abbastanza problemi e non mi servono anche quelli degli altri.
Ma questa ragazza era diversa,io mi sentivo diversa. C'era qualcosa di strano
nei suoi occhi: mi apparivano così famigliari che mi sembrava di averli
già conosciuti.E quando i nostri sguardi si incontravano potevo intuire,dal
rossore che compariva sulle sue gote e da quello sguardo curioso ma incerto,
che anche lei sentiva qualcosa.
Mentre Michelle mi parlava del padre, andai al banco e versai del succo all'
ananas in due bei bicchieri:faceva veramente caldo in quel locale.
- Non gli interessa assolutamente nulla del male che fa a me e mia madre, lui
continua ad enrare ed uscire di galere come se niente fosse!Non ha mai provato
a cambiare vita ed è anche colpa sua se si è ammalata. - esclamò
con disprezzo, e aggiunse - Mamma non meritava una vita simile.Sai, il mio sogno
è di andarmene via da questo posto.Vorrei girare il mondo:vedere cose
nuove,conoscere culture diverse... - il suo sguardo era perso nel vuoto.
- Beh,credo che andarsene da questo buco sia il sogno di molta gente. - le risposi
riportandola alla realtà.
- E tu?Quali sono i tuoi sogni Silvya? -
. - Credo di aver smesso di sognare molto tempo fa....a volte anche a me piacerebbe
andarmene,ma finisco sempre con il pensare: e poi? La mia vita è sempre
stata qui,in queste strade, tra questa gente un pò pazza...è ciò
che le persone considerano normale che mi spaventa, perchè non so cosa
significhi. - rimasi stupita da me stessa:ero appena riuscita a parlare con
un' estranea dei miei pensieri.
- Sai, prima di trasferirmi qui a New York, vivevo in California.Avevo una casetta
sulla spiaggia, poi quando avevo 10 anni mio padre perse il lavoro e decise
di venire qui nella grande metropoli....non fece bene i suoi calcoli a quanto
pare.Ora mi manca l' Oceano. -
Calò il silenzio fra di noi e i nostri sguardi si trovarono: ci stavamo
fissando negli occhi con,entrambe, un espressione di cuoristà e fascino
dipinta sul volto.Mi resi conto che eravamo pericolosamente vicine:
- Michelle,chi sei? - il mio fu un sussurro,come un pensiero espresso ad alta
voce.
- E tu? - i suoi occhi erano fissi sui miei.
Non feci in tempo a risponderle perchè le nostre labbra si trovarono,come
spinte da una volontà propria.
Temevo che mi potesse respingere,che si sarebbe staccata mollandomi un sonoro
ceffone,ma ciò non accadde; anzi, sentii Michelle dischiudere le labbra
per permettere alla mia lingua di entrare.Le nostre lingue si intrecciarono
e si misero a giocare fra loro,mentre le mie mani le strinsero i fianchi come
per impedirle di andarsene,cosa che non sembrava minimamente intenzionata a
fare.
Quando riaprì gli occhi vidi che la sua espressione era confusa,come
se si fosse pentita di ciò che aveva fatto; lei capì e rispose
alla mia domanda, prima che riuscissi a formularla:
- Ecco,io.... non...non avevo mai baciato una donna prima d' ora...ma tu....mi
sembra di averti già conoscuta... - si guardò la punta delle scarpe,così
le sollevai il mento e perdendomi in quei suoi occhi smeraldini le dissi:
- E' la cosa che ho provato io quando ti ho vista...per questo ti ho seguita
fino a casa... i tuoi occhi mi appaiono così famigliari... -
Mi circondò il collo con le braccia e ci baciammo ancora e, in cuor mio,
avevo la sensazione di aver ritrovato una parte di me andata persa molto molto
tempo fa.
Appoggiai la mia fronte alla sua e chiusi gli occhi,assaporando quella sensazione
di pace che mi stava invadendo la mente e il corpo mentre le tenevo il volto
fra le mani carezzandole le guance.
Non sò quanto tempo stemmo ferme così,in un silenzio non più
carico di tensione, ma quando ella riaprì gli occhi e mi disse che era
tardi e doveva tornare a casa,guardai
l' orologio appeso al muro e appresi che erano le 6.00 : quand'è stato
che il tempo ha iniziato a volare?
Una mezz'oretta più tardi, eravamo di fronte alla porta d' ingresso
del suo palazzo:
- Quand' è che ti rivedo? - domandai scostandole un ciuffo di capelli
dagli occhi.
- Oggi è il mio giorno libero.Hai una penna? -
Oggi? Non mi ero nemmeno accorta che il sole era alto nel cielo. Aprìì
il cruscotto e le porsi una bic e il primo pezzo di carta che mi capitò
sotto mano:
- Ecco questo è il mio numero,chiamami. - disse mettendomi il numero
in mano e posando un casto bacio sulle mie labbra.
Scese dall' auto e si diresse verso l' entrata, poi si fermò e tornò
indietro facendomi segno di abbassare il finestrino:
- Hai dimenticato qualcosa? - le chiesi infilandomi gli occhiali da sole.
- Si. - mi afferrò il viso e mi baciò come avrei voluto avesse
fatto anche prima e disse:
- Buon giorno. -
Continua...Autori:Ira feat. Il Giullare
Genere:Uber
Desclaimer:I personaggi di Xena Gabrielle e compagnia non ci appartengono,per
quanto ci dispiaccia.....(al Giullare dispiace molto di non possedere Gabby
^__^). Essi sono di proprietà della MCA/Universal Pictures...qui vengono
utilizzati per puro piacere,senza alcuno scopo di lucro.
Reating:Come è gia stato ribadito,qui si ritiene che la realtà,per
ciò che concerne la violenza, sia peggiore di questi racconti di pura
fantasia,inoltre in questa storia viene esplicitamente trattato l' amore omossessuale,quindi
se ancora siete spaventati da tutto ciò che è diverso da voi,non
sappiamo che farci!
NOTE: 1-Vorrei ringraziare il Giullare per questa collaborazione....si fa un
pò fatica ad andare avanti perchè spesso ci si perde a fare gli
imbecilli o a litigare su come far procedere la storia, ma speriamo che vi sia
gradita......
2-Per quello che mi riguarda questa storia continua ad essere dedicata alla
mia ispirazione....
3-per quello che riguarda il Giullare il racconto è dedicato alle sorelle
della Tribù e ai Butei della compagnia il Mighez su tutti.......Non per
niente buon sangue non mente!Te voi ben!^__^
4-Gli indirizzi a cui spedire tutti i commenti che vi passano per la testa sono:
danger_ira_zone@virgilio.it e Il_Giullare@virgilio.it Risponderemo a tutti!
5-Per entrambi questo vuole essere anche un omaggio a Kevin Smith: Ares,per
noi sarai eterno R.I.P
- Yeah...This right here (tell me why),
goes outo to everyone who's lost
someone that they truly loved (come on)
Check it out
Seems like yesterday we used to rock te show
I laced the track,you locked the flow
So far from hangin'on the block for dough
Notorius,they got to know that
Life aint' always what it seems to be
Word cant' express what you mean to me
Even though you gone,we're still a team
Through your family,I'll fulfill your dreams
In the future can't wait to see
If you'll open up the gates for me
Reminisce sometimes,night they took my friend
Try to black it out,but it plays again
When it's real,feelings hard to conceal
You can't imagine all the pain i feel
Give anything to her hal you breath (hal your breath)
But I know you're still livin' your life after death
Chorus:
Every step I take,every move I make
Every single day,every time I pray,I'll be missing you
Thinking of one day, when you went away
What a life to take,what a bond to break,I'll be missing you
We miss you,Big...
It's kinda hard with you not around
Know you're in heaven smiling down
Watching us while we pray for you
Every day we pray for you
'Til the day we meet again
In my hearts is where I'll keep you friend
Memories give me the strength I need to proced
Strenght I need to belive
My thoughts,Big,I just can't define
Wish I could turn back the hands of time
Us in the 6th,shopping for new clothes and kicks
You and me taking flicks
Making hits,stages they received you on
Stille can't belive you're gone
Give anything to hear half your breath (half your breath)
I know you're still living your life after death
Chorus:
Every step I take,every move I make
Every single day every time I pray,I'll be missing you
Thinking of the day when you went away
What a like to take,what a bond to break,I'll be missing you.
Somebody tell me why
One glad morning
When this life is over,I know I'll see your face
Every night I pray,every step I take
Every move I make,every single day
Every night I pray (Every day that passes is a day that I get closer) every
step I take
Every move I make,(to seeing you again)every single day
Every night I pray (we miss you Big)
Every step I take (and we won't stop)
Every move I make ('cause we can't stop)
Every single day (that's right)every night I pray
Every ste I take,every move I make (we miss you, Big)
Chorus:
Every step I take,every move I make
Every single day,every time I pray, I'll be missing you
Thinking of the day,when you went away
What a like to take,what a bond to brak I'll be missing you. -
( "I'll Be Missing You" Puff Daddy e Faith Evans)
Capitolo 2:
RIVELAZIONI
- Il cane da catena fiuta il mondo fin dove arriva la catena,il randagio fin dove arriva la luna -
Il solito corridoio lungo e nero...i miei sensi allertati, non captano nessun
rumore...eccola:ancora una volta ecco comparire quell' ombra;quella sagoma irriconoscibile,ma
allo stesso tempo famigliare, che emerge dall' oscurità con quella sua
voce calda ed avvolgente:
- Saremo insieme nella prossima vita... -
- Chi sei? -
- Saremo insieme. -
Come sempre mi svegliai a questo punto del sogno.Ares dormiva vicino al mio letto respirando pesantemente e muovendo le zampe posteriori come se stesse rincorrendo qualcosa.Gli misi una mano sulla testa e gli augurai di raggiungere la sua preda.Il display della mia sveglia segnava le 15.30 il che significava che avevo recuperato le mie otto ore di sonno.Mi domandai se Wolf e Loki fossero rientrati così, decisi di lavarmi, vestirmi e di scendere a controllare.
La scena che mi si presentò davanti mi portò a pensare che Loki
avesse combinato un macello con la M maiuscola: erano entrambi addormentati
sul divano,Loki se ne stava seduto con la sua giacca di pelle aperta che metteva
in mostra il petto sporco di sangue, e Wolf steso con la testa appoggiata alle
sue gambe e un braccio che pendeva sul pavimento, aveva la faccia coperta di
rosso come un guerriero indiano.
Non volli nemmeno immaginare cosa,la fantasia di Loki,avesse riservato per Jarod
così decisi di non indagare e di uscire.
Guidai senza alcuna fretta,godendomi il confort dell' aria condizionata,cercando
un bar per fare colazione o, meglio ,merenda data l'ora.Dopo un buon caffè,ricordandomi
di avere ancora in tasca le chiavi di Brad, decisi di fare due passi fino da
Mario,un immigrato italiano proprietario del banco dei pegni che faceva angolo
sulla strada.
Quando entrai,suonò un campanellino che avvisava l' entrata dei clienti
e vidi la chioma ricciuta di mario emergere da sotto il bancone:
- Iena,tesoro,cosa ci fai qui? - domandò sorridendomi calorosamente.
- Ho le chiavi di Brad. -
- Ah si, ha chiamato dicendo che sarebbe passato più tardi a riprendersele.A
proposito,cosa mi sai dire di Jarod? - si sporse sul bancone abbassando il tono
di voce,come se qualcuno avesse potuto sentirci.
- Cosa dovrei sapere? -
- Non prendermi per il culo.Sono sicuro che tu puoi darmi una spiegazione sul
perchè metà della squadra omicidi è intervenuta diciamo
verso le 4.00 del mattino buttandoci tutti giù dal letto.....Io ho visto
il corpo,Iena, prima che lo coprissero: non so se riusciranno mai a identificarlo,ma
ti assicuro che era Jarod. -
- Dov'è il problema Mario?Ne sentirai la mancanza? - il suo tono inquisitorio
mi stava dando ai nervi.
L' uomo mi guardò dritta negli occhi e io ricambiai senza scompormi,
dopo di che scoppiò a ridere.
- Non mi abituerò mai al vostro modo di fare,figli di puttana! - esclamò
mettendosi le chiavi in tasca.
Mi guardai un pò intorno vedendo i più disparati oggetti: radio,
televisioni, elettrodomestici, libri,strumenti musicali....Non vi prendo in
giro,c'era anche qualcuno che aveva avuto il coraggio di portare in pegno dei
vibratori e io mi chiedevo come mai uno come Mario,che viveva sulla miseria
altrui,potesse aver deciso di acquistarli, dato che dubitavo fortemente che
qualcuno li comprasse.Ma forse anche lui conosceva la pietà,in fondo
in fondo....molto in fondo.
Tutti quegli oggetti che mi circondavano, erano frammenti di vita:piccoli pezzi
di esistenze tutte accumunate dalla povertà e dalla disperazione.
La mia attenzione fu attirata da un grosso libro foderato in pelle che doveva
avere molti anni;lo sfogliai, e vidi che le sue spesse pagine color crema erano
vuote.
Pensai che Michelle avrebbe potuto riempirle.
Così assorta com' ero nei miei pensieri,non mi ero accorta che era entrato
un ragazzo nel negozio.Fu la voce di Mario a svegliarmi:
- Ti posso dare 100 dollari per questo. - disse,in maniera del tutto distaccato
tenendo in mano un anello.
- Scherzi?Ne vale almeno 400! - la sua esclmazione era carica di rabbia ma,
quando lo guardai in faccia,realizzai che la rabbia era in realtà ansia
dovuta all' astinenza.
- D'accordo,allora riprenditelo e vatti a cercare qualcun' altro a cui venderlo.
- rispose Mario senza scomporsi,ben abituato a queste scene.
- No!No! Hai vinto,dammi i soldi! -
Il ragazzo intascò i soldi, diede del pezzo di merda a Mario e uscì
in fretta.
- Eh,eh...questi tossici.... -
- Quanto vale? - domandai accennando all' anello.
- Almeno 500 dollari. - rispose ghignando.
- E poi sarei io quella che fa parte dei "figli di puttana"? Senti,
quanto vuoi per questo? - dissi appoggiando il libro sul bancone.
- Dunque,dunque il diario del giovane Grosswer:era anche lui un tossico,aveva
bisogno di soldi e l' ha rubato dal negozio del padre....questo è un
pezzo d'antiquariato,Iena.... -
- Dai,spara il prezzo, non ho tutto il pomeriggio a disposizione. -
Dopo mezz'ora di trattativa uscii da quel maledetto posto con il diario sotto
braccio,e una voglia immane di fumare una sigaretta.Gli avevo fatto dimezzare
il prezzo iniziale, ma ero comunque consapevole del fatto che mi aveva fregata,e
questo mi faceva diventare matta.
Arrivai alla macchina,appoggiai il libro sul sedile del passeggero e tornai
verso casa.
Sulla strada vidi una cabina telefonica,mi fermai e decisi di chiamare Michelle
rendendomi conto che avevo voglia di sentire la sua voce.
- Pronto? -
- Ciao. -
- Ciao! - il modo in cui rispose mi fece capire che aveva riconosciuto la mia
voce.
- Dormito bene? -
- Si, mi sono svegliata un paio d' ore fa.Mia madre mi ha chiesto come mai sono
rientrata così tardi... -
- e cosa le hai risposto? -
- Beh, le ho detto che ho festeggiato il mio compleanno con quasi 8 mesi di
anticipo! -
La cosa mi fece ridere.
- Così sei nata in Febbraio? -
- Sono acquario,il segno più bello in assoluto! -
- Beh,signorina O' Connor, questa è una affermazione del tutto soggettiva...le
andrebbe di discuterne questa sera? -
- Dunque...la mia agenda segna un buco verso le 20.00,sia puntuale. -
- Non ne dubiti. -
- A proposito,la signorina gradisce la cucina Messicana? -
- Adoro il cibo piccante! - affermò con entusiasmo.
- Perfetto.A stasera. -
- Aspetta!Dove mi porti? -
- Eh eh,non c'è gusto se te lo dico ora.Un posticino tranquillo ed accogliente,fidati.
-
- Mi fido,un bacio. -
Immaginai il suo sorriso e riagganciai il telefono.
Quando arrivai alla Tana, Loki era seduto,con un asciugamano legato in vita,al
tavolo della pseudocucina indaffarato a scegliere la tattica migliore per addentare
quel super hot dog che si trovava fra le mani.Doveva essere uscito da poco dalla
doccia,perchè aveve ancora i capelli umidi e si sentiva il profumo del
suo bagnoschiuma.
Mi sedetti di fronte a lui:
- Wolf? -
- Si stà lavando, e Stan è andato a farsi un giro qui intorno
con Ares. -
- Posso sapere cosa avete combinato ieri notte?! -
- Oh, Iena è stato uno spettacolo!Gli siamo piombati in casa.Avresti
dovuto sentire quanto,quel piccolo verme, urlasse e scongiurasse di lasciarlo....Prima
gli ho dato una passata io, poi l' odore del sangue deve aver svegliato il lupo
che dorme in tuo fratello perchè gli si è scagliato contro puntando
alla carotide....c'era sangue che schizzava su tutti i muri....è caduto
a terra e credo di avergli sfondato la gabbia toracica a forza di calci....spero
per lui che fosse già morto quando Wolf ha deciso di passargli la faccia
sulla grattuggia.... - diede un altro morso al panino quando terminò.
-Questo è veramente pazzo- pensai.
- Dove sono i vostri vestiti? - domandai.
- In un sacchetto pronti per essere bruciati.Ovviamente mi sono tolto la mia
giacca:non avrei mai rischiato di sporcarla con il sangue di quel pezzente.
- rispose sorridendo.
Quando ci si lasciava andare a queste cose,la prima cosa che si faceva appena
tornati a casa era bruciare tutto ciò che si indossava ed eliminare le
armi utilizzate, in modo da eliminare,per gli sbirri, qualsiasi brandello di
prova che potesse collegarci ad altri omicidi. In questi casi,conoscendo la
prassi,evitavamo di utilizzare armi a cui tenevamo in partcolar modo.
- Quello cos'è? - domandò Loki, indicando con lo sguardo il libro
appoggiato sul tavolo.
- Un regalo. -
- Oh!- esclamò inarcando un sopracciglio - è bionda o mora? -
- Bionda.E' Michelle,la ragazza nuova di Eve. -
- Cazzo!Non è giusto,quella te l' ho indicata io! - disse finendo il
suo panino.
- Infatti te ne sarò eternamente grata,tesoro! - risposi alzandomi e
passandogli una mano sulle spalle.
- Un giorno dovrai spiegarmi come fai,a farle cedere tutte! - urlò mentre
stavo salendo le scale che mi conducevano alle mie stanze.
Erano quasi le 18 e,dato che avevo tempo da perdere,decisi di fare un pò di movimento:indossai un top e i pantaloni di una tuta e stendendomi a terra cominciai a fare un pò di addominali.Mi aiutava a non ammettere a me stessa che ero nervosa come una stupida adolescente.La cosa però non sembrò servire a molto così scesi giù dove trovai Loki intento a sparare cazzate con Wolf.
- Loki, vatti a vestire. -
- Credevo mi preferissi nudo... -rispose sghignazzando.
- Andiamo,vestiti. Ho voglia di muovermi un pò. - risposi mettendo le
mani sui fianchi.
- Un invito a nozze, mia cara. - si alzò capendo al volo le mie intenzioni
e riemerse poco dopo dalla stanza che condivideva con Wolf, a petto nudo indossando
solo un paio di pantaloni larghi e un paio di guanti in gomma piuma,simili ai
miei.
- Vogliamo andare my lady? - domandò chinandosi leggermente indicando
con ambo le braccia la porta d' ingresso.
All' esterno della Tana c' erano delle piccole scale in ferro che conducevano
al tetto,dove erano stato disposti dei tappeti in gomma come quelli presenti
nelle palestre.
- Sei pronta? -
- Certo. -
Ci inchinammo uno di fronta all' altra in segno di saluto,dopo di chè
demmo il via alle danze.
Volevo evitare che mi arrivasse un pugno in faccia,prima di uscire con Michelle
quindi tenevo la guardia abbastanza alta.Loki se ne rese conto e mi assestò
un pugno nello stomaco che mi fece mancare il respiro per un attimo.Meno male
che avevo buoni addominali.
- Ti vedo distratta - affermò sorridente mentre saltellava pensando alla
sua prossima mossa.
- Non ti preoccupare. - risposi in tono di sfida.
Parai un pugno, che si stava dirigendo minaccioso verso il mio seno destro,
riuscendo a sbilanciare Loki quel tanto che mi bastava ad assestargli un perfetto
calcio circolare all' altezza della mascella.
- Eh eh! -
Mi voltai per vedere da dove provenisse quella risata e vidi Wolf seduto sul
cornicione che assisteva al combattimento.
Loki approfittò di quel mio momento di distrazione,per placarmi come
un giocatore di rugby e mettermi al tappeto.Non fu troppo facile,ma i miei piedi
trovarono il suo torace e con un notevole sforzo riuscii a scrollarmi di dosso
quei 90 kg di muscoli che mi appesantivano,scagliandolo lontano da me.
- Pari. - affermò Wolf.
- Si, pari. -concordò, Loki rimettendosi in piedi.
La mia risposta fu un sorriso.
I nostri combattimenti,finivano sempre pari:era il termine che utilizzavamo quando entrambi finivamo a terra e ,non so secondo quale strana legge regolata dalla fisica,ma noi eravamo sempre a terra alla fine di un combattimento.Sembravamo un pò i giovani lupacchiotti che lottano fra loro senza farsi realmente del male ma, allo stesso tempo,danno prova in modo da mettere in chiaro il loro posto nella gerarchia del branco.Io e Loki eravamo gli eterni lupacchiotti.
Una volta tornati dentro Loki mi informò che l' indomani avremmo dovuto
incontrarci con Morris per via di un nuovo lavoro.
Quando c' erano questi incontri diventava sempre nervoso:
- Quel tizio non mi piace,Iena. Mi da la sensazione di sporco...non capisco
come tu ti possa fidare di lui. -
- Non mi fido.Le uniche persone di cui mi fido sono la mia famiglia.Ma non preoccuparti,Morris
non ha alcun interesse a fregarci e comunque noi siamo sempre in guardia. -
- Ve beh.Senti, stasera cosa fai? - domandò cambiando argomento.
- Esco con Michelle.Perchè? -
- Tanto per sapere.Io e Wolf probabilmente ce ne andremo a fighe....ho scoperto
che l' amico ha questo fascino...animale,per così dire, che fa impazzire
le donne. -
- E Stan? -
- Da quando ha ripreso ad uscire con Eve,passa tutte le serate al Paradise.Fidati:quando
tornerà si farà una doccia e poi via.Lo rivedremo domani se tutto
va bene.Ho la sensazione che voglia mollare. - quest' ultima frase la pronunciò
con un tono di amarezza.
- Dici? -
- Beh,Iena noi siamo ancora giovani mentre lui fa 54 anni quest' anno.E' sempre
stato il padre...può darsi che abbia voglia di calma e di divertirsi
con i soldi che si è messo da parte. -
- E' strano,non avevo mai pensato a questa eventualità... - risposi sinceramente
stupita di quello che avevo appena sentito.
- Beh,è solo una sensazione.Non pensarci più. -
Mi feci una tonificante doccia fresca che mi fece riaquistare le energie.Mentre
mi vestivo pensai in quale ristorante si sarebbe potute andare e mi venne in
mente il "TexMex" un posticino non male in cui si mangiava veramente
bene, da ciò che il mio stomaco poteva ricordare.Non era un vero e proprio
ristorante,ma un piccolo esercizio con un con un piccolo giardino in cui stavano
meno di dici tavoli.All' interno non c'era posto per sedersi, infatti il "TexMex"
era aperto solo durante il periodo estivo ed era sempre pieno.
Per un momento mi venne il dubbio di non aver prenotato,ma poi mi rilassai ricordando
di aver finito il credito della tessera telefonica chiamando il ristorante.
Stivali e pantaloni in pelle:il problema restava vestire la parte superiore.Stavo
letteralmente immersa nell' armadio,quando avvertii la presenza di qualcuno
alle mie spalle che mi fece voltare di scatto:Wolf se ne stava stravaccato sul
letto con le mani incrociate dietro la testa.
- Ah,sei tu...-e reimmergendo la testa nell' armadio continuai- cosa mi consigli?
-
- Da vestire o consigli tecnici? - rispose sorridendo.
- Da vestire:ti pare che abbia bisogno di consigli tecnici?! -
- D' accordo,d' accordo.La camicia bianca,quella in seta. - rispose,allungando
un braccio e indicandomela.
- Sicuro? -
- Fidati che te la porti a letto. -
- Come siamo venali...mi sa che stai trascorrendo un pò troppo tempo
con Loki.... -affermai sorridendo.
- Non sarai gelosa del tuo fratellino? -
- Del tuo brutto muso? Si,credo di esserlo. - risposi abbottonandomi le maniche
della camicia.
- Non ti preoccupare,tu resti la mia preferita. -
- Su questo non avevo dubbi. -
Si alzò e se ne andò:non era raro che Wolf facesse queste sue
apparizioni solo per scambiare due chiacchere e mi faceva piacere,dato che era
uno di poche,pochissime parole.
Guardai l' orologio:19:40 ero in perfetto orario.
Arrivai di fronte al suo palazzo con qualche minuto di anticipo.Se tutto ciò
fosse accaduto qualche mese fa,probabilmente mi sarei accesa una sigaretta per
ingannare l' attesa,ma ora che stavo tentando di smettere optai per ascoltare
un pò di musica.
Il lettore cd emise le melodiche note di "Change" una canzone di 2Pac
che mi faceva venire la pelle d' oca ogni volta che la sentivo.
Ancora assorta dalla musica,vidi la testa di Michelle spuntare fuori dalla finestra,di
quella che doveva essere la sua stanza, e farmi un cenno di saluto.Due minuti
dopo apriva la portiera della macchina e si accomodava al mio fianco.
- Ciao.Tupac? - domandò riferendosi alla musica.
Le risposi con un cenno del capo,mentre la divoravo con gli occhi: indossava
una camicetta nera con le maniche a tre quarti, una cintura alta almeno dieci
cm che le ricadeva su quei jeans a vita estremamente bassa che le fasciavano
le gambe.
Sarà stata la cintura,o gli stivaletti in pelle che indossava, ma tutto
ciò era molto stile Madonna.Era bellissima.
- Non so,da te mi sarei aspettata qualcosa tipo Wu Tang Clan... - disse sorridendo,
mentre ci mescolavamo al traffico tranquillo del Giovedi sera.
- Quelli li conservo per quando mi alleno,con Loki.Comunque ho anche musica
classica,che ogni tanto non guasta. -
Trascorremmo il tragitto parlando dei rispettivi gusti musicale e appresi che anche a lei piaceva il rap e l' Rn'b.Ascoltava anche new age e,su questo genere,avevamo opinioni diametralmente opposte...
Eravamo ferme ad un semaforo,quando non potei più trattenermi dall' immergere la mia lingua nella sua bocca,che l' accolse avidamente.Scattò il verde ma nessuna delle due se ne preoccupò,fu il suono di clacson del furgone che ci stava dietro ad incitarci a finire alla svelta,il che, fu piuttosto ridicolo.
Quando raggiungemmo il ristorante il camerire ci scortò fino al nostro
tavolo,lasciandoci un paio di menù che iniziammo a sfogliare:
- Cosa c'è? - mi chiese Michelle notando l' occhiataccia che avevo mollato
al cameriere.
- Non mi piace come ti guarda... - risposi in un misto fra seccato e divertito,per
via della situazione.
- Perchè,come mi guarda? - domandò provocandomi deliberatamente.
La ragazza vuole giocare...e allora giochiamo:
- Come ti guardo io. -
Michelle mi prese la mano,e sorridendo disse:
- Però io non guardo lui,come guardo te. -
Il sorriso che si dipinse sul mio volto,era quello tipico delle persone pianamente
soddisfatte.
- Sono indecisa,non so cosa ordinare...tu cosa prendi? - domandò scrutando
il menù.
- Qui fanno il pollo in salsa di peperone che è la fine del mondo...
-
Alla fine ordinammo Tortillas all' avocado, pollo in salsa di peperoni con
aggiunta di peperoncino, e frittelle alla cannella come dessert; il tutto accompagnato
da un buon vino rosso.
La cena trascorse tranquillamente chiccherando del più e del meno;Michelle
provò ad indagare sulla mia professione,ma io fui piuttosto vaga:le dissi
che ero una specie di "assistente sociale"...
Mi resi conto che prima o poi (più prima che poi) avrei dovuto confessarle che il mio lavoro non era dei più comuni,e tanto meno dei più legali.Non sapevo ancora come avrei affrontato la cosa:temevo che se l'avesse saputo avrei potuto perderla.
Parlando,scoprii che Michelle aveva frequentato una scuola di tatuaggio e stava
cercando un posto dove iniziare ad esercitare la sua arte.Non mi sarebbe dispiaciuto
farmi marchiare da lei,soprattutto dopo aver visto lo splendido tribale che
si era fatta sul polso:piccolo,semplice ma molto molto bello.
- Ne hai altri? -
- Umm,può darsi...Magari lo scoprirai da sola... -
Fecimo appena in tempo a raggiungere la macchina che un tipico acquazzone estivo
ci colse senza alcun preavviso.
- Per fortuna non ci siamo bagnate.Queste piogge sono brevi,ma intense. -commentai
osservando dal finestrino, persone che correvano di quà e di là
in cerca di un riparo.
- Non ti piace la pioggia? -
- Non è questo, è che se posso evitare di bagnarmi lo faccio.
- le risposi con un mezzo sorriso.
- Ma davvero? - un ghigno,oserei dire malefico,le comparve in volto.
- Vieni. - Mi prese per mano e mi ritrovai fuori dalla macchina prima ancora che mi rendessi conto di cosa stesse facendo.Ma non mi era andata affatto male dato che mi ritrovai con la schiena appoggiata alla macchina, e Michelle stretta a me che consumava un lungo bacio bagnato.Le mie mani si appoggiarono sui suoi dolci fianchi scoperti e presto iniziarono a salire tastando il terreno.Lo sguardo che lessi nei suoi occhi subito dopo era inequivocabile:calcolai,che se tiravo ci si mettevano 15 minuti per arrivare alla Tana....avrei volato.
- Dove siamo? - Mi domandò,guardandosi attorno,mentre prendevo la stradicciola
sterrata che conduceva alla mia dimora.
- Io vivo qui. -
- In una vecchia fabbrica?No aspetta,non dirlo:niente è quello che sembra...
- stava sorridendo.
- Impari in fretta. -
Corremmo verso l' entrata anche se,ormai,qualche goccia in più non avrebbe
certo fatto la differenza poichè eravamo già zuppe.
Quando digitai il codice per disattivare il sistema di allarme,risposi allo
sguardo cuiroso di Michelle dicendo:
- Vivo con dei paranoici. -
Mi resi conto che forse non era stata una gran furbata portare Michelle alla Tana,conscia del fatto che mi avrebbe posto domande alle quali non avrei ben saputo come rispondere,dato che avevo evitato di dirle come mi guadagnavo il pane.
Salimmo le scale che portavano al piano superiore e trovammo Ares,seduto con
uno sguardo fiero che aspettava immobile un mio segnale che gli facesse capire
che andava tutto bene.
Gli diedi una carezza dietro l'orecchio mentre Michelle gli si avvicinava:
- E' bellissimo.Posso? - domandò facendomi capire che intendeva accarezzarlo.
- Mettigli la mano vicino al muso. -
Ares ci mise poco a decidere che Michelle non rappresentava una minaccia e si
fece accarezzare senza troppi complimenti.
Ora che mi sapeva a casa, si alzò e scese le scale:aveva bisogno di sgranchirsi
un pò.
Michelle si guardò un pò attorno,volgendo la sua attenzione prima
sulla mia libreria poi sull' impianto stereo,quindi sulle due Katane appese
alla parete sopra il letto;aveva un tono seccato quando domandò:
- Allora? -
- Allora cosa? - non capivo a cosa si riferisse.
- Allora cosa fai?Spacci droga? -
Vidi il ghiaccio nei suoi occhi.
- No. -
- Beh,non mi hai detto di cosa ti occupi nella vita.Ma quelle due spade,hanno
l' aria di valere molto, hai un macchina da urlo e un impianto stereo che vale
circa due mesi di stipedio....senza contare che hai un display digitale al posto
di una serratura. -
Ottima mossa Iena,complimentoni davvero!Questa ragazza non è come le
altre con le quali hai avuto avventure di qualche notte,alle quali non interessava
assolutamente nulla della tua vita privata...lei è diversa,non è
abituata a stare in mezzo ad assassini e spacciatori di droga....
Questo fu ciò che mi trasmise il mio cervello.Non volevo mentirle così
decisi di dirle in cosa consistesse la mia "assistenza" alla società:
- Non so se riuscirò a spiegarmi bene:fa conto che io sia una netturbina
e i rifiuti di cui mi occupo siano spacciatori,stupratori,pedofili e altri simpatici
personaggi. -
- Sei una cacciatrice di taglie? - la sua voce era stupita.
- In un certo senso...vengo pagata da privati per trovare quelle persone e per
consegnarle vive,o morte.Una volta che consegno qualcuno ad una cliente non
mi preoccupo del suo destino... -
Michelle era sconvolta.
- Hai...hai mai ucciso qualcuno? -
- Si,Michelle, l' ho fatto.O muoio io o muore il mio nemico...non c'è
via d'uscita. -
Andai a sedermi sul letto e fra noi cadde il silenzio.Pensai che se ne sarebbe
andata,invece venne a sedersi al mio fianco e domandò:
- Come hai cominciato? -
- Non me lo ricordo-la guardai abozzando un sorriso- sai, sono scappata dall'
orfanotrofio con mi fratello quando avevo circa dieci anni e da allora la nostra
casa è sempre stata la strada.Un paio d'anni dopo la nostra fuga, abbiamo
conosciuto Eve,che ci ha presi in casa tirandoci su come se fossimo stati figli
suoi ed è stato allora che Stan,il suo uomo, ci ha insegnato quello che
bisognava sapere per sopravvivere in questo posto.Lui già faceva questo
lavoro...è un pò come se avessi rilevato l'azienda di papà...
-
- Ma i tuoi genitori che fine hanno fatto? -
Mi suonava strano rispondere a quelle domande,ma non mi dispiaceva:non avevo
mai trovato qualcuno davvero interessato ad ascoltarmi.
- Mia madre è morta mettendomi alla luce,di mio padre non ho molti ricordi...viaggiava
molto e un giorno non è più tornato a casa.Quel fottuto bastardo
è scappato lasciando me e Wolf nelle mani degli assistenti sociali....abbiamo
passato tre anni,più o meno, in arfanotrofio.Poi,una coppia che aveva
la possibilità di tenerci tutti e due ci ha portati via da li...una settimana
dopo eravamo liberi.La verità è che da quando sono nata,questo
è l' unico posto in cui mi sento a casa. -
- A quanto pare non sono l' unica ad avere dei problemi con il papà...
-
Ci fissammo per una momento dopo di che scoppiammo entrambe in una fragorosa risata;l' ideale per eliminare la fastidiosa tensione che si era creata.
Una goccia d'acqua scivolò dai suoi capelli lungo la guancia ed io le
posai una mano sulla gote usando il pollice per asciugarla.
Fui felice di vedere che nei suoi occhi non vi era risentimento ne timore nei
miei confronti,e questo mi spinse a baciarla.Le mie mani le avvolsero la vita
e la invitarono a sedersi sulle mie gambe,senza che le mie labbra si staccassero
dalle sue.
Mi morse il labbro inferiore e sentii le sue mani cercare i bottoni della mia
camicia,mentre la mia lingua iniziava ad esplorare gentilmente il suo collo,risalendo
fino ai lobi per morderli e succhiarli.
Le mie mani scesero dai fianchi alle cosce afferrandole vigorosamente e stringendola
ancora più a me.
Michelle sorrise e,una volta aperta la camicia,mi spinse gentilmente giù,facendomi
stendere sul copriletto e seguendomi posando dolci baci lungo il mio collo scendendo
fra i miei seni.La richiamai a me e mentre risaliva,il contatto fra il suo mento
e il mio capezzolo attraverso la stoffa del reggiseno, lo fece inturgidire.
Non mi preoccupai di libermi della camicia;volevo spogliarla,volevo strapparle i vestiti di dosso e fondere i nostri corpi come se fossero stati una cosa sola,volevo tutto e subito; ma se volevo darle prova dell' amante che ero in grado di essere dovevo darmi una calmata.
Mi resi conto che stavo li a guardarla senza far niente:
- Sei bellissima - le dissi in un sussurro mentre,dopo averle sbottonato lentamente
la camicia,e averla fatta cadere lungo i fianchi, le baciai le spalle e le carezzai
la schiena.
Tirò indietro la testa e inarcò la schiena,apparendo ai miei occhi
come un frutto raro ed estremamente gustoso che mi veniva offerto.Le mie mani
risalirono lungo la sua schiena,trovando il gancio del reggiseno e liberandola
con facilità;allora anch'io eliminai camicia e reggiseno,dopo di chè
immersi la mia testa fra i suoi seni facendo giocare la mia lingua con i suoi
eccitati capezzoli,mentre ella mi accarezzava la testa facendomi capire che
stavo andando piuttosto bene.
La feci stendere sotto di me e la mia lingua lasciò quei dolci pendii
per discendere posando lievi baci durante il tragitto,il mio obiettivo era l'ombelico:
da quando lo avevo visto la prima volta,ho continuato a pensare a come sarebbe
stato giocare con quel piercing...scoprìì che quella perlina di
acciaio mi piaceva.Mi soffermai a lungo sul suo ombelico, mimando con la lingua
la penetrazione che sapevo stava attendendo vorace.Inoltre ne approffittai per
levarle la cinturona.
Sentii le sue mani che mi invitavano a risalire e la raggiunsi,strusciandomi
lentamente sui suoi perfetti addominali, per immergermi in un altro bacio,non
avendone mai abbastanza.
Mi mise una mano sulla guancia,carezzandola con il pollice;i suoi occhi erano
languidi e pieni di desiderio:
- Tutto bene? - domandai appoggiando la mia fronte contro la sua.
- Non potrebbe andare meglio - sussurrò sorridendo.
La baciai ancora,mentre una mano scivolava all'altezza dei pantaloni per iniziare
a sbottonarli.Sentivo che Michelle stava cercando sfilarsi gli stivali,cosi
decisi di aiutarla e di eliminarli anch' io prima di tornare a prestare attenzione
al suo ventre.
Immersi una mano dentro i pantaloni e gli slip,dove la trovai bagnata e fremente.Lo
spingere del suo bacino verso di me mi fece capire cosa voleva,ed iniziai a
stuzzicarle il clitoride massaggiandolo alternando movimenti lenti e circolari
ad altri più decisi e vigorosi...la sentivo gemere e ansimare,la penetrai
con due dita e capìì che era lì lì per venire così
diminuii il ritmo ed estrassi le dita,con suo grande disappunto.
Non le diedi il tempo di dire nulla,che le sfilai jeans e slip....Se avessi
creduto in qualche Dio lo avrei ringraziato,per quanto mi veniva offerto...la
stavo venerando con lo sguardo. Comunque mi ricordai del mio dovere e ripresi
con la lingua,ciò che le mani avevano iniziato gustando ogni singola
goccia del suo succo;rafforzai il contatto e la sentii venire sotto di me.
Mentre si rilassava la raggiunsi,leccandomi le labbra che sapevano ancora di lei. La baciai a labbra socchiuse e mi sedetti al suo fianco,appoggiando la schiena alla testata del letto.Michelle si girò verso di me,sdraiandosi fra le mie gambe,circondandomi con le braccia la vita e baciandomi l' ombelico,alzandosi lentamente per raggiungere i miei seni.Si prese il suo tempo baciando,palpando ed esplorando il terreno,lasciando i miei capezzoli duri ed eccitati.Si mise a cavalcioni su una mia gamba e vi si strusciò contro mentre risaliva per baciarmi il collo.La sentivo gonfia e pulsante attraverso la pelle dei pantaloni.Accolsi avidamente la sua lingua nella mia bocca,mentre sentivo la sua mano entrarmi nei calzoni.Le sue labbra formarono un sorriso contro le mie:a quanto pare le era piaciuta la sorpresina...niente slip quella sera.
La cosa che mi più mi sorprendeva di tutto ciò,è che non vi era alcun impaccio come spesso accade con un nuovo incontro:Michelle sembrava conoscere già cosa mi piaceva e come mi piaceva essere toccata.
I miei pensieri vennero troncati sul nascere quando le dita di Michelle iniziarono
a stimolare il mio gonfio clitoride,e a scorrere dentro e fuori dal mio corpo.
Quando capì che l' orgasmo stava per travolgermi riprese la mia lingua
nella sua bocca soffocando i miei gemiti,come se avesse voluto divorarli.
Fu come se il mio corpo fosse travolto da mille scariche elettriche che mi percorrevano
la spina dorsale andando poi a concentrasi nella mia parte più intima.
Sentii il bisogno di sdraiarmi,ma lasciai che Michelle giacesse sopra di me.Ero completamente appagata,e pacifica. Mentre le accarezzavo i capelli,sentii i battiti del nostro cuore che stavano tornando alla normalità dando vita ad un ritmo che sentivo di aver già conosciuto.
L' ora che seguì trascorse in un silenzio confortevole,rotto solo dai
nostri respiri.Fui io la prima a romperlo:
- Ehi... -
- Umm? -
- Resti qui stà notte? -
Michelle osservo il display della sveglia sul mio comodino:segnava le 2:54.
- Non posso- sorrise e mi baciò la punta del naso,aggiungendo-per quanto
la tua proposta sia allettante. -
- Va bene. -
Erano circa le 3:30 quando arrivammo davanti al portone di casa sua.
Stava per aprire la potiera della macchina,quando la fermai:
- Aspetta,ho una cosa per te. - le dissi estrendo il diario comprato la mattina.
- E'...è bellissimo...-esclamò passando il palmo della mano sulla
rilegatura in pelle- io... -
- L' ho visto e mi è venuto in mente che a te piace molto scrivere. -
- Grazie. -
Mi baciò,ed io la ringraziai tacitamente per non aver detto qualcosa
del tipo "non dovevi..." : non l'avrei sopportato ripensando a quel
bastardo di Mario.
- Buona notte Michelle. -
- Buon giorno,semmai-mi corresse sorridendo- qui si fanno sempre le ore piccole.
-
La baciai un ultima volta e me ne andai.
La immaginavo seduta a gambe incrociate sul letto,nella confortevolezza della sua stanza,con il diario aperto in mano mentre sfogliava le sue pagine candide,tastando con le dita la compattezza della carta e trovava ciò che le avevo scritto sulla prima pagina: "A volte un vincitore,è solo un sognatore che non ha mai mollato..."
A proposito,Michelle aveva una altro tatuaggio:una piccola scritta giapponese composta da tre ideogrammi...avrei dovuto ricordarmi di chiederle il significato.
Continua....
E' stato un parto,ma alla fine siamo riusciti a mettere giù qualcosa
di buono....la collaborazione non è semplice come pensavamo....abbiamo
entrambi un carattere del Ca##o!! ^__^
Autori: Ira Feat. Il Giullare
Genere: Uber
Desclaimer: La storia non è a scopo di lucro,è stata scritta per
puro divertimento.Se nei personaggi citati,riconoscete qualcuno di nostra conoscenza,sappiate
che non ci appartengono....
Reating: Se siete arrivati fin qui,sapete già che ci sono dei toni spinti
e un pò di violenza qua e là,ma riteniamo che ognuno sia libero
di sciegliere senza dover imporre un età per leggere.
Note:
1-Il Giullare vuole dedicare questo racconto al suo fratellino che è
costretto a sopportarlo ogni giorno per 365 giorni all' anno....un giorno verrai
ricompensato...
-Per Ira la dedica rimane sempre alla sua Musa.
2-Ringraziamo coloro che ci hanno scritto,perchè ci hanno spinto (a darci una mossa) e a migliorarci, inoltre vorremmo rassicurare tutti quanti sul fatto che non ci uccideremo....almeno fino a quando non giungeremo alla conclusione....^___^
3-Ovviamente aspettiamo le vostre mail agli indirizzi: danger_ira_zone@virgilio.it e a Il_Giullare@virgilio.it
- As I walk through the valley of shadow of death
I take a look at my life and realize there's nothing left
coz I've been blasying and laughing so long,that
even my mama thinks that my mind is gone
but I ain't never cross the man that didn't deserve it
Me be treated like a punk you know that's unheard of
You better watch how you're talking,and where you're walking
or you and your homies might be lined in chalk
I really hat to trip but I gotta loc
As they groove I see myself in the pistol smoke,fool
I'm the kinda G the little homies wnna be like
on my knees in the night,saying prayers in the streetlight.
They've been spending most their lives,living in the gangsta's paradise
They've been spending most their lives,living in the gangsta's paradise
We keep spending most our lives,living in the gangsta's paradise
We keep spending most our lives,living in the gangsta's paradise
The ghetto situation,they got me facing
I can't live a normal life,I was raised by the stripes
so I gotta be down with the hood teen
too much television watching got me chasing dreams
I'm an educated fool with money on my mind
got my ten in my hand and grim in my eye
I'm a low down gangsta set trippin' banger
and my homies is down so don't arouse my anger,fool
Death ain't nothing but a heartbeat away
I'm living life,do or die,what can I say?
I'm 23 now,but will be I live to see 24?
the way things are going I don't know
Tell me why are we,so blind to see
That the ones we hurt,are you and me
They've been spending most their lives,living in the gangsta's paradise
They've been spending most their lives,living in the gangsta's paradise
We keep spending most our lives,living in the gangsta's paradise
We keep spending most our lives,living in the gangsta's paradise
Power in the money,money in the power
minute after minute,hour after hour
Everybody's running,but half of them ain't looking
what's going on in the kitchen,but I don't know what's cooking
They say I gotta learn,but nobody's here to teach me
if they can't understand it,how can they teach me
I guess they can't,I guess they won't
I guess they front,that's why I know my life is out of luck,fool
They've been spending most their lives,living in the gangsta's paradise
They've been spending most their lives,living in the gangsta's paradise
We keep spending most our lives,living in the gangsta's paradise
We keep spenmding most our lives,living in the gangsta's paradise
Tell me why are we,so blind to see
That the ones we hurt,are you and me
Tell me why are we,to blind to see
That the ones to hurt,are you an me -
(Gangsta's Paradise by Coolio)
capitolo III
L' INCARICO
- Il fanatismo è l' eccesso di una virtù,la passione:l' indifferenza, è il di più di niente,è lo zero assoluto. -
Vicino al J.F Kennedi Airport, vi era un grande prato incoltivato.Di notte
non era raro che ospitasse gruppi di giovani che muniti di jambè e marjuana,davano
vita a piccole festicciole osservando gli aerei sfrecciare nel cielo,immaginando
le ipotetiche destinazioni.
Quel pomeriggio avremmo dovuto trovarci con Morris,che arrivò alle 16.30
perfettamente puntuale.Io e gli altri eravamo appostati lì nei dintorni
già da quarantacinque minuti per controllare che tutto fosse in ordine,poi
una volta assicuratoci che fosse solo e non fosse stato seguito,gli andammo
in contro a bordo della Cadillac di Stan. Scesi dall' auto assieme a Loki e
gli andammo incontro; Wolf uscì e si sedette sul cofano mentre Stan stette
al posto di guida,tenendo sulle gambe la sua fedele Betty.
- Allora chi dobbiamo trovare? - domandai saltando inutili convenevoli.
Morris estrasse un giornale dalla tasca, su cui era evidenziata una notizia
riguardante una rapina in banca:
- Questa è la sesta in tre mesi.La polizia pensa che potrebbe esserci
un collegamento con William Stump-ci mostrò la fotografia di un bel ragazzo
con i capelli raccolti a coda di cavallo-ma lavora con i guanti di velluto poichè
il pargolo è il figlio di Richard Stump -
- Il giudice? - lo interruppe Loki.
- Si.Stump è molto amico di un paio di senatori e questo spiega perchè
la polizia usi il maggior tatto possibile. -
- E questo dove ci porta? -
- Alcuni direttori delle banche vittime di rapina e altri che temono un prossimo
attacco,si sono riuniti e hanno deciso che vogliono il responsabile.Il tuo compito
sarebbe di trovarlo,accertarti che sia effettivamente l' uomo che cerchiamo
e consegnarlo vivo,possibilmente.Se riesci a trovare anche i soldi,ci sarà
un aumento nella paga. -
- Loki, tu ti senti motivato? - domandai,sollevando un sopracciglio.
- Mah, non lo so... - rispose accennando un sorriso.
- Qui c'è l' anticipo-aprì la valigetta che stava appoggiata alla
sua gamba,capendo benissimo a cosa alludevamo-duecentomila ora e altri centomila
alla consegna.Allora? -
Io e Loki ci scambiammo uno sguardo:
- Allora tieni i tuoi venticinquemila dollari.C'è altro che devo sapere?
-
- Trovi tutte le informazioni che ti servono nella valigia. -
Cosi com'eravamo arrivati ce ne andammo,lasciando quei prati liberi in attesa
della prossima festa.
Arrivammo alla tana e ci sedemmo tutti a tavola per decidere il da farsi. Wolf
prese i soldi e li mise,come di consueto, nella cassa forte murata e coperta
dal divano: avevamo l' abitudine di spartire una volta avuti tutti i soldi in
mano.
Stan si sedette e piazzò in mezzo al tavolo quattro birre: la riunione
era iniziata.
- Allora-cominciai leggendo il resoconto di Morris- William Stump,residente
al Greenwich Village,ha frequentato per un pò la New York University
ma poi ha mollato gli studi e ora è il padrone di un night club,che a
quanto pare è una vera e propria miniera d'oro...Non è in buoni
rapporti con il padre,che avrebbe preferito avesse seguito le sue orme,ma è
sempre pronto a proteggere il pargolo quando si trova nei guai,cosa che è
già accaduta in passato. -
- Cos' ha fatto? - domandò Stan
- Ha ricevuto una denuncia per molestie sessuali,ed è stato arrestato
una volta per detenzione di stupefacenti. -
- Certo!-insorse Loki-Questi damerini possono fare quello che vogliono,tanto
c'è sempre il papi pronto a coprirli,per evitare lo scandalo...mi vien
da vomitare! - detto ciò diede un sorso alla sua birra.
- Direi che dovremmo iniziare a tenerlo d' occhio per un pò e studiarne
le abitudini prima di entrare in azione; tu che ne pensi Stan? - domandai.
- Non c' è problema:domani mattina io e Wolf ci mettiamo fuori da casa
sua e gli staremo più attaccati di due sanguisughe. -
- Io e Loki daremo una occhiata al suo locale e più tardi chiamo Cry
e Bruce perchè facciano qualche controllo sul nostro amico Willy. -
- Non serve,tanto stasera siamo tutti al Paradise. -disse Loki.
Wolf stava maneggiando la foto del giovane,poi la posò sul tavolo e
disse:
- E' strano. -
- Cosa? - domandò Stan.
- Questo tipo è strano-detto ciò si alzò e chiamò
Ares con un fischio- lo porto a fare un giro. - spiegò prima di uscire.
Trascorsi il pomeriggio insieme a Loki, bisognava tenersi in forma e dato che Stan continuava a lagnarsi del fatto che secondo lui eravamo ingrassati,decidemmo di correre per un oretta e mezza,dopo di che iniziava l' allenamento ginnico.
- Io ingrassata....quello è folle! - sbuffai,intenta a carrere.
- Già....qui se c'è uno che è fuori forma è proprio
il gran capo! -
- E' vero che ultimamante sono un pò pigra...ma è questo caldo
che mi leva la voglia di fare tutto... -
- Beh, spero che non te l' abbia tolta ieri sera la voglia di fare! - ghignò.
- Non ci sperare fratello, non ho intenzione di raccontarti nulla. - risposi
sorridendo.
- Come?! Oh, andiamo Iena!Non puoi farmi questo...voglio dire,fra me e te non
ci sono segreti, e sai bene che ci muoio dietro a queste cose-sfoderò
un sorriso a trentaquattro denti- avanti, dimmi qualcosa di ieri sera.... -
esclamò correndo all' indietro,in modo da guardarmi in faccia.
- Questa volta è diverso. -
Eravamo arrivati ad un piccolo parco in cui vi era una fontanella,mi fermai
a bere e decisi di rispondere,almeno in parte, a Loki:
- Sa cosa faccio. -
- Cosa? - evidentemente non capiva a cosa alludevo.
- Ho detto a Michelle come mi guadagno il pane. -
In tutta risposta, immerse la testa sotto il getto dell' acqua per poi rialzarsi
e dire:
- Tu sei completamente andata!Come ti è venuto in mente di dirle che
vai in giro ad ammazzare la gente!? -
- Beh, la ragazza è scaltra e mi ha chiesto se tutti i soldi che mi girano
in tasca derivano dalla droga....ho preferito dirle la verità.Com...
-
- Sil- mi interruppe- tu...ti fidi di lei? - i suoi occhi erano seri,ma allo
stesso tempo espirmevano preoccupazione.
- Si,io....non so bene cos'è successo, ma sento che possiamo fidarci
di lei. -
- Bene;allora è tutto a posto.Mi fido del tuo istinto: non ci ha mai
traditi. - rispose sorridendo.
Ero contenta di sapere che Loki l' aveva presa bene,e ripresi la corsa mettendoci
più energia.
Inutile dire che continuò a stressarmi chiedendo se me la fossi portata
a letto,con particolari compresi;inutile dire anche che non gli dissi nulla.
Erano circa le 18.40 quando potei concedermi il lusso di una bella doccia rinfrescante:i combattimenti con Loki diventavano sempre più devastanti e,sapevo benissimo che la cosa stimolava entrambi.Eravamo sempre alla ricerca della tecnica perfetta...non so come spiegarmi,ma era come se combattere fosse una cosa radicata in profondità all' interno dei nostri cuori....come se fosse un fattore genetico.
Optai per un abbigliamento sportivo: ua paio di jeans larghi che stavano su
solo grazie ad una vecchia cintura di pelle,un top sportivo nero e scarpe da
ginnastica.Trovai anche il basco che mi aveva regalato Wolf e decisi che mi
sarei messo anche quello.
Gettai un' occhiata al letto, e mi accorsi che era ancora disfatto.Stavo tirando
su le coperte quando fui invasa da un profumo famigliare....Dio,le lenzuola
sapevano di lei....Non vedevo l' ora di arrivare al Paradise per vedere la mia
donna.
Stavo scendendo le scale,quando mi cadde l' occhio sul coltello che avevo sottratto
all'ex di Michelle,e decisi di mettermelo in tasca dato che era piccolo e poteva
tornare comodo.
- Wolf,vieni in là con me? - domandai prima di uscire.
La sua risposta fu un cenno d' assenso.
Arrivammo al paradise verso le 20.00: a quell' ora non c'era molta gente,perchè
i gruppi attaccavano a suonare più tardi, ed era allora che il locale
si riempiva.
Quando entrammo Janet,una delle altre cameriere,ci informò che Bruce
e Cry erano già seduti al tavolo:
- Ciao ragazzi. -
- Ciao Iena. Abbiamo ordinato anche per voi, dove sono gli altri? - domandò
Bruce.
- Adesso arrivano-mi guardai un attimo intorno-scusate un attimo,arrivo subito.
-
La vidi al bancone,intenta a preparare due cocktail per un paio di studenti
che la stavano letteralmente spogliando con gli occhi.Raggiunsi uno dei tanti
sgabelli liberi e andai a sedermi al banco.Michelle mi dava la schiena:
- Mi fa una cola e rum? -
Riconobbe subito la mia voce e si voltò sorridendo:
- Ciao!- si sporse dal banco e mi diede un veloce bacio a labbra chiuse- arrivo
subito. - tornò ai suoi cocktail, mentre io mi girai verso i due mocciosi,che
mi stavano guardando, e gli feci l' occhiolino con un ghigno stampato in volto.
L' importante è mettere sempre in chiaro le cose....
I due sparirono fra i tavolini con i loro cocktail e la coda fra le gambe.
- Sei qui con i tuoi amici? - mi domandò una volta servite le bevande.
- Si,siamo al solito tavolo.Se più tardi hai un attimo di tempo vieni
li che te li presento; dopotutto sei preparata: hai già conosciuto Loki....
- risposi sorridendo.
- Andiamo,non essere troppo severa con lui. -
- Aspetta di conoscerlo meglio,allora ne riparleremo. -
Sentii un braccio circondarmi le spalle, e non ebbi nemmeno bisogno di girarmi
per dire,rivolta a Michelle:
- Parli del diavolo... - ella mi rispose con un sorriso.
- Ehi Iena, è arrivato da mangiare vieni? -
- Si, arrivo. -
Poi rivolto a Michelle disse una cosa,che mai mi sarei aspettata potesse uscire
da quella sua bocca:
- Ah, Michelle, la nostra Iena non imparerà mai le buone maniere- guardò
un attimo l'orologio- ora, tu stacchi una mezz' ora per mangiare, perchè
non ti unisci a noi? -
- Beh, non vedo perchè no... - rispose sorridendo,divertita dal fatto
che Loki mi aveva spiazzata.
Beh,quando fu Loki a presentare Michelle agli altri persi completamente le
parole....e mi domandai cosa avesse potuto essergli successo....forse mi ero
persa una parte della sua vita....
Comunque la mezz'ora di pausa volò fra una chiacchera e l' altra,e fui
contenta di vedere che Michelle si inseriva con facilità nei discorsi,
e soprattutto che riusciva a tener testa alle battute di Loki dando vita ad
un botta e risposta piuttosto divertente.
Quando se ne andò il commento di Bruce fu :
- Non fartela scappare... -
- Beh,già il fatto che ce l' abbia presentata dice tutto tesoro:non so
te, ma per me le sue ex non sono altro che nomi... - rispose Cry,sorridendo.
- Ok, ammetto che questa volta è diverso...volevo...volevo che la conosceste.
-
Si iniziò a parlare,poi,di lavoro ed incaricai Bruce e Cry di fare una ricerca su Stump,a partire dagli spostamenti di denaro.
Iniziava ad esserci gente,arrivarono i ragazzi che avrebbero animato la serata,e
il locale gremiva di rapper.
Wolf lasciò il tavolo e scomparì in mezzo alla folla,Loki andò
a cercarsi un pò di compagnia ed io,che stavo chiaccherando con Michelle
fra un ordinazione e l' altra,venni interrotta da Stan che mi disse che doveva
parlarmi un attimo,così mi congedai e lo seguii fuori dal locale.
- Allora? - domandai
- Volevo parlarti un attimo da solo. -
- Lo so,sei incazzato perchè ho detto a Michelle che... -
- No.Non sono in collera con te:anch' io quando ho incontrato Eve gli ho detto
la verità sulla vita che conducevo perchè non volevo mentirle.Sai,Iena,
non c'è cosa peggiore di mentire ad una persona a cui tieni,perchè
quando questa viene a conoscenza della verità,cosa che prima o poi avviene
inevitabilmente, ti lascerà e niente sarà più come prima.
-
- Stan,cosa c'è? - iniziavo a preoccuparmi,e gli misi una mano sulla
spalla per spronarlo a parlare.
- Non so bene da dove cominciare... -
- Dall' inizio? -
- Beh,l' altro giorno mi sono ritrovato a tirare le somme sulla mia vita e mi
sono un pò spaventato: ho 54 anni, e ho sempre vissuto nell' illegalità
col timore di poter finire morto in missione,o peggio ancora, in galera...con
un sacco di cose che avrei voluto fare e non ho fatto....Ho molti soldi messi
da parte,ma devo ancora godermeli...io credo che me ne andrò Iena...dopo
questa missione,io prendo Eve e me ne vado a girare il mondo...Vado in Africa
e ti mando una bella foto di me in mezzo ad una branco di iene! -
Stan aveva un'adorazione per quegli animali,ed era stato lui a darmi il nome Iena.Suo nonno fece un un viaggio nell' Africa nera e tornò a casa con un piccolo animale per il suo nipotino:l' aveva trovato in un villaggio e pensò che quel cucciolotto fosse solamente un povero cane denutrito...la vertà è che crescendo il piccolo si rivelò tutt' altro che un cane ma si affezionò in maniera viscerale a Stan proprio come un comune compagno a quattro zampe.Allora Stan viveva in campagna e decise di tenersela...Kash,così l' aveva chiamata,fu il suo primo vero amico.
- Non mi sembri sorpresa... - la sua voce,interruppe i miei pensieri.
- Ecco, io e Loki aveva notato che c'era qualcosa di strano...Comunque credo
che tu faccia bene.Insomma,se non fosse stato per te ed Eve,Loki ora sarebbe
in galera probabilmente con una condanna a morte sulle spalle;avete tirato su
me e Wolf come se fossimo figli vostri quando nulla vi impediva di lascirci
in mezzo alla strada,o di riportarci in orfanotrofio;ci avete fatto studiare,ci
avete nutrito,ci avete dato un tetto e soprattutto,Stan,ci avete amato.Voi due
siete riusciti a farci capire che ci si può fidare della gente,anche
se bisogna stare attenti....Secondo me,avete fatto abbastanza:è giunto
il momento che tu ed Eve andiate a spassarvela. -
- Voi tre siete il mio orgoglio. -
Rimasi spiazzata e,per la seconda volta nella serata persi le parole.
Stan continuò:
- Pure Loki, anche se a volte mi verrebbe da sopprimerlo. -
Questo mi fece ridere,pensando a tutti i litigi a cui avevo assistito.
Lo abbracciai e gli sussurrai:
- Non aver paura di dirlo agli altri,sono sicura che capiranno. -
- Grazie,Sil. -
Rompemmo quell' abbraccio proprio nel momento in cui la porta del Paradise
si spalancò e un ragazzo volò letteralmente a pochi passi da noi.Una
sotto specie di ringhio ci fece capire al volo chi poteva esser stato:Wolf comparve
sull' uscio ciondolando e con quel suo sguardo strano in volto,seguito da Loki
e Michelle.
Io e Stan ci guardammo per un secondo non capendo cosa stesse succedendo,poi
osservai meglio quel tipo e riconobbi quel....come si chiamava...Sean, l' ex
di Michelle.
Loki avanzò verso il ragazzo,ridacchiando:
- Fratellino,quando una donna ti dice "mollami",significa "ehi,brutto
stronzo fuori dai coglioni se non vuoi finire male" e tu dovresti ascoltarla:
insomma, non si sa mai che questa frequenti brutta gente.... -
Anche Wolf si stava avvicinando,ma lui ringhiava e ghignava senza emettere una
parola.
Decisi di andare da Michelle,tanto per farmi spiegare cosa stava succedendo:
- Aveva ancora voglia di parlare. - ironizzò.
- Ti ha messo le mani addosso? -
- No,tuo fratello è sbucato fuori all' improvviso e l' ha atterrato.Ma
sembra strano,che co' ha? - domandò riferendosi,ovviamente al comportamento
di Wolf.
- Sarebbe lunga da spiegare,lo farò più tardi. -
Affiancai Loki e gli sussurrai in un orecchio:
- Adesso ci divertiamo...-poi rivolta al ragazzo- Ciao Sean. -
- Tu...tu... -balbettò riconoscendomi subito.
- Io,appunto.E tu cosa fai qui? -
- Io....Michelle... -
Guardai Loki sollevando un sopracciglio,pensando che quel tipo doveva essere
terrorizzato,per non riuscire a formulare un discorso intero...
- Ricordi cosa ti avevo consigliato? - domandai abbassandomi,per guardarlo negli
occhi.
Lui fece un cenno d' assenso, ed io continuai:
- Beh, forse dovremo fare in modo che tu segua i consigli degli amici...Tu cosa
ne dici Loki? -
- Mah, non lo so,potremmo lasciargli un ricordino indelebile... - suggerì,carezzandosi
il pizzetto.
- Cosa ne dici del lobo?-proposi estrendo il pugnale che gli avevo sottratto,passandogli
la lama sotto gli occhi e continuando- oh,lo riconosci?Quando si dice il caso...
-
Sean tremava e sudava freddo,sembrava dovesse avere un attacco cardiaco da un
momento all'altro.
Con la coda dell' occhio vidi Michelle fortemente preoccupata,ma notai che Stan
era al suo fianco a rassicurarla sul fatto che si scherzava.
- Potremmo togliergli un occhio,o amputargli il mignolo... - disse Loki.
- No, fa troppo mafia... -
- Ho trovato!La punta della lingua:in questo modo ogni volta che parlerà
si ricorderà di te... -
- Perfetto. -
Gli strisi le guance facendo fuori uscire la lingua rosastra,lui chiuse gli
occhi e fu allora che successe ciò che non ritenevo possibile:si pisciò
addosso,come un bambino.
Loki esplose a ridere,io fissai Sean negli occhi e dissi:
- La prossima volta non scherzeremo,ora vedi di sparire. -
La sua fuga fu più veloce della precedente.
- E' mai morto nessuno per un vostro scherzo? - domandò Michelle comparendo
fra me e Loki.
- Non ancora,ma scommetto che se ci impegnamo lui potrebbe essere il primo -
risposi.
- Già,quel bamboccio non si azzarderà più ad avvicinarsi
a te,bella.- poi si voltò in direzione di Wolf e disse- Eih, lupo hai
voglia di andare a caccia? -
Wolf, grugnì in segno di assenso e si allontanarono insieme dal Pardise.
- Che coppia... - commentò Michelle sorridendo.
- Devi proprio essergli simpatica: Loki è sempre pronto ad attaccare
rissa,ma è difficile che mio fratello intervenga in qualcosa che non
lo riguardi da vicino. - commentai guardandola negli occhi.
- Invece si è proprio messo in mezzo,ha letteralmente sollevato Sean
e l' ha fatto volare....avrei voluto ringraziarlo. -
- Oh, potrai farlo in un altro momento; quando è così non si rende
conto di cosa gli accade intorno,e fa molta molta fatica a seguire i discorsi.
-
Il resto della serata trascorse tranquillamente anche se mi stavo lacerando a cronometrare quanto mancasse alla fine del turno di Michelle.Finalmente arrivarono le due e potei uscire dal locale in dolce compagnia.
Fermai la macchina sotto casa sua, e le domandai:
- Pensi che prima abbiamo esagerato? -
- Diciamo che penso sia meglio non subire mai un vostro scherzo...comunque sapevo
che non gli avresti fatto del male seriamente. - rispose sorridendo.
- Beh,ammetto che la tentazione era forte,ma in fondo non è un ragazzo
pericoloso per questo l' ho spaventato e basta...credo che questa volta abbia
capito di girarti al largo. -
- Si, lo penso anch'io. - rispose prendendomi una mano fra le sue e tracciandomi,con
un dito,disegni invisibili sul dorso.
- Questa è la prima volta che mi succede. -
- Cosa? - domandò non capendo a cosa alludessi.
- Farmi prendere dalla gelosia...fondamentalmente,credo sia stato per questo
che sono stata così pesante. -risposi come se stessi riflettendo ad alta
voce.
Michelle mi prese il volto fra le mani e prima di baciarmi sussurrò:
- Non hai motivo d' esserlo. -
- Ti va di salire? - mi domandò poi.
- E tua madre?Non vorrei dar fastidio. -
- Non preoccuparti,è stata lei a dire che vorrebbe vedere la persona
che mi ha reso il sorriso. - rispose facendomi l' occhiolino.
- Beh,quand'è così... -
La baciai nuovamente e poi la seguii all' interno del palazzo,pensando a quanto
strana fosse stata quella serata: Loki che si dimostra gentile,Wolf che prende
in simpatia al volo qualcuno,Stan che vuole andarsene,ed io che stavo per incontrare
la madre della mia ragazza....forse ero entrata in un universo parallelo e non
me ne ero resa conto.
Anche se da fuori non si prospettava un gran che,l' appartamento di Michelle
mi lasciò sorpresa per quanto carino fosse:era arredato con gusto ed
esprimeva tanto calore;pensai che la signora O' Connor doveva essere ancora
in salute quando si era dedicata alla sua casa,perchè era venuta fuori
proprio bene.
Michelle mi prese per mano e mi condusse nella stanza di sua madre,che se ne
stava al buio,stesa a letto con la testa rivolta verso la finestra aperta,probabilmente
a contemplare il cielo stellato.
- Mamma?-la chiamò,e la donna in risposta si girò verso di noi-Come
ti senti? -
- Bene.Chi c'è con te? -
La sua voce era bassa e leggermente rauca,ma pensai che questo era dovuto al
cancro che la stava consumando.
- Buona sera signora- mi avvicinai e le tesi la mano- Ie...Silvya. -
Me la strinse e rispose:
- Oh,tu sei quella che ha salvato mi figlia da quel disgraziato? -
Sentii la mano di Michelle stringersi alla mia:
- Beh,salvato è una parola grossa,comunque si,sono io. -
- Allora puoi fare a meno di darmi della signora: mi fai sentire più
vecchia di quello che sono;chiamami Meg come fanno tutti. -
- Eve le porta i suoi saluti. - dissi sapendo che ad Eve faceva piacere quando
incontravo qualcuno che conosceva e lo salutavo da parte sua.
- Ringraziala.Anche tu conosci Eve?Pensa che io e lei siamo cresciute insieme.
-
- E' una madre per me. -
Parlammo ancora un pò di nulla in particolare,ma io fui assalita dalla tristezza: non trovavo affatto giusto che un personaggio scaltro come quella donna dovesse finire miseramente per colpa di uno sporco male.
Michelle mi condusse in quello che sembrava uno studio,ma dentro vi era un
lettino di quelli da estetista,e appese alle pareti c'erano foto di parecchi
tatuaggi piuttosto belli.
- Sono molto belli,li hai fatti tu? -
- Si- rispose arrossendo-alcuni amici si sono prestati a farmi da cavie. -
- Mi sembra che i tuoi esperimenti abbiano avuto un esito più che positivo;
anzi, potresti marchiare anche me... - le proposi abbracciandole la vita da
dietro e posando un bacio sul suo collo.
- Hai già in mente cosa vuoi? - domandò appoggiando la testa alla
mia spalla.
- Pensavo di darti carta bianca. -
- Allora lasciami qualche giorno per pensarci-si voltò verso di me,e
guardandomi negli occhi continuò-se devo fare un lavoro su di te voglio
che venga perfetto. -
- Sono sicura che lo sarà. -
Le dischiusi le labbra e feci in modo che la mia lingua potesse ricongiungersi
alla sua,per l' ennesimo lento danzato nelle nostre bocche,al ritmo dei nostri
cuori.
Mi cinse il collo con le braccia e sussurrò:
- Sono a pezzi: il Venerdì sera è sempre traumatico. -
- Forse una bella doccia rilassante ti farebbe sentire meglio... -suggerìì
baciandole il lato della bocca.
- Mmm, non so:quando sono in tua compagnia rilassarmi è l' ultima cosa
che mi viene in mente. - rispose ricambiando il bacio.
Mi prese per mano e mi condusse fino al bagno e,una volta entrate,chiuse a
chiave la porta:
- Che intenzioni ha signorina O'Connor? -domandai mentre Michelle apriva i rubinetti
dell' acqua.
- Tu cosa pensi? - rispose sfilandosi la maglietta.
- Penso che tu mi farai diventare matta. - dissi mentre mi veniva lanciato un
reggiseno bianco in pizzo.
- La cosa ti preoccupa? - Aveva un sorriso predatorio in volto,si sfilò
pantaloni e slip insieme ed entrò nel box facendomi l' occhiolino.
Credo di non essermi mai spogliata con tanta velocità in tutta la mia
vita:
- No,non mi preoccupa affatto - le risposi raggiungendola,e assaporando ancora
una volta quelle sue splendide labbra.
Sentivo l' acqua tiepida scorrere sulla mia pelle e la cosa mi piaceva molto:
- Sei stanca, lascia fare a me - le dissi dopo aver baciato e leccato il suo
collo.
Le morsi una spalla e,dato che la sua bocca mi reclamava,la raggiunsi lasciando
che le miei mani le carezzassero i suoi seni per poi scendere lungo i fianchi
e quindi sulle coscie. Sentii i suoi capezzoli inturgidirsi e il loro sfregarsi
contro la mia pelle,fece indurire anche i miei: sentivo la mia spina dorsale
percossa dai brividi.
Mi inginocchiai di fronte a lei non spostando le mie mani dai suoi fianchi e
giocherellai un pò con il suo ombelico,cosa che la fece sorridere.
Sentivo le sue mani scorrere fra i miei capelli bagnati, per andare ad accarezzare
il retro delle mie orecchie.
Le sollevai una gamba e l' appoggiai sulla mia spalla: mi persi a baciarle la
caviglia e il polpaccio risalendo fino all' interno coscia. Sentii il dolce
profumo del suo miele che giunse al mio cervello sotto forma di un richiamo
arcano e ipnotico: potente e sconvolgente come una droga di cui non riuscivo,e
non volevo, più fare a meno.
Leccai e mordicchiai il suo clitoride facendola fremere ripetutamente,quindi
entrai in lei più e più volte,mentre le mie mani le accarezzavano
e palpavano le natiche: i suoi gemiti di piacere erano musica per le mie orecchie.Sentii
le sue mani chiudersi a pugno e strigere i miei capelli nel momento in cui l'
orgasmo la travolse,per poi lasciarli mentre tornava in se.
- Questa non è proprio l'idea di rilassante che avevo in mente ma credo
sia andata bene comunque. - dissi sorridendo.
La sua risposta fu un dolce bacio che accolsi avidamente.
Già che c'eravamo decidemmo anche di farci una doccia seria,dopo di
che con asciugamani e accapatoi raggiungemmo la sua camera: ogni cosa mi parlava
di lei, e sapeva di lei.Si possono capire molte cose dalla stanza di una persona,
e la sua era semplice e calda arredata con mobili in legno e alcuni soprammobili
etnici: alle pareti vi erano appese un paio di maschere tribali provenienti
da luoghi lontani e la sua piccola libreria conteneva alcuni romanzi, testi
di filosofia,molte raccolte di poesie di autori contemporanei e non.
Mi infilai i pantaloni e mi rimisi il reggiseno,dopo di che diedi un occhiata
ai titoli:
- Hai letto anche la divina commedia? - domandai afferrando il volume dell'
inferno.
- Si.Ho anche altri libri di poeti italiani: trovo la letteratura italiana molto
affascinante. - rispose sedendosi a gambe incrociate sul letto,mentre si infilava
il suo pigiama: una canotta da basket,che le arrivava alle ginocchia.
Notai il diario che le avevo regalato appoggiato sul comodino,con una cartolina inserita fra le pagine per tenere il segno: aveva iniziato a scriverci sopra,e la tentazione di darci una sbirciatina fece capolino nella mia mente, ma riuscii a reprimerla solo grazie ad un grande sforzo di volontà.
La raggiunsi sul letto mi stesi al suo fianco,la sua testa era appoggiata sul
mio petto e un suo braccio mi circondava la vita, mentre il mio braccio le avvolgeva
le spalle e le accarezzavo i capelli.
Dopo venti minuti di chiacchere a bassa voce,e dolci baci sentii il suo respiro
farsi regolare e capii che si era addormentata: erano le 3.30 e pensai di godermi
anch' io qualche ora di sonno.
Mi svegliai circa un'ora dopo a causa di alcuni rumori provenienti dalla strada:il
traffico non centrava dato che Michelle abitava in na via chiusa e non molto
trafficata, il fatto e che c'èra qualcuno che faceva casino in strada.
Mi alzai,facendo attenzione a non svegliarla,e mi affacciai alla finestra:vidi
un ragazzo che girava a petto nudo e a quattro zampe vicino ad un bidone della
spazzatura rebaltato.
-Cosa cazzo ci fa qui Wolf?- pensai.
Sentii un fruscìo di lenzuola alle mie spalle, e vidi Michelle che mi
cercava con la mano al suo fianco;quando non mi trovò,aprì gli
occhi:
- Cosa succede? - mi domandò vedendomi alla finestra intenta ad infilarmi
le scarpe.
- C'è mio fratello:non so cosa ci faccia qui giù e mi sembra non
stia nemmeno troppo bene. - risposi con un tono di urgenza nella voce.
- Portalo su. - mi rispose.
- Stai scherzando? -
- Stà male- si sporse e lo vide- ed è mezzo nudo: è meglio
se lo porti in casa no? -
- Bene.Prepara una coperta. -
Scesi utilizzando la scala anti incendio fuori dalla finestra e raggiunsi Wolf,che
mi guardava in modo vago, in due minuti:
-Questa me la paghi....- pensai.
- Wolf, andiamo. - gli dissi battendomi una mano su una gamba e facendogli segno
di seguirmi.
Proprio come un cane,capì il segnale e mi seguì fino all' interno
dell' appartamento.
Michelle mi diede una coperta che accomodai per terra: Wolf ci si piazzò
sopra e dopo un pò si addormentò in posizione fetale:in quei momenti
mi ricordava Ares.
Risposi alla sua domanda prima che me la formulasse:
- Crede di essere un lupo mannaro: è diventato così quando è
uscito dal riformatorio.Lui non ha mai voluto parlare di quel periodo, e noi
non l' abbiamo mai forzato a farlo... - spiegai sedendomi sul letto,controllando
mio fratello.
- Perchè l'hanno messo dentro? - domandò,mettendosi accanto a
me.
- Furto:aveva rubato un automobile perchè era il mio compleanno e voleva
portarmi a fare un giro... -
Alla fine mi addormentai strigendo Michelle fra le braccia,e Wolf se ne stette buono e tranquillo per tutta la notte...o almeno,quello che restava della notte calcolando che quando ci addormentammo tutti quanti saranno state le 5.00...
Fui la prima ad svegliarmi e,a giudicare dal sole,doveva essere tarda mattina.Michelle
era nella stessa posizione della notte prima; era Wolf ad essere diverso: nudo
per l' esattezza.
Era un classico di Wolf spogliarsi nel sonno,sia da sano che da mannaro: mi
alzai dal letto e lo svegliai:
- Hai intenzione di vestirti? - domandai accarezzandogli la testa.
- Buon giorno anche a te-Sbadigliò e rispose semplicemente-Passami i
boxer. -
- Sei in grado di non combinare danni?Sai,giusto il tempo che vada a prendere
qualcosa da mangiare. -
- Non preoccuparti. -rispose con un sorriso idiota stampato in volto, e rimettendosi
a dormire.
Andai a comprare qualche brioches ed un paio di ciambelle,di cui Wolf era ghiotto,e
mi affrettai ad utilizzare la scala anti incendio per tornare all' appartamento:mio
fratello,ora, indossava anche i pantaloni e se ne stava supino a grattarsi la
pancia ancora mezzo addormentato,mentre Michelle non era a letto.
- Stà preparando il caffè - mi spiegò Wolf,prima che potessi
pronunciare la mia domanda.
- Come ti senti? - domandai avvicinandomi.
- Bene grazie.Qundo dormo,stò sempre bene. -
- E Loki? -
- Boh, ci siamo persi di vista in un locale. -
-Classico- pensai.
Raggiunsi Michelle in cucina mentre preparava quattro tazze per la colazione,le
strinsi la vita da dietro e le posai un bacio sulla spalla:
- Buon giorno- mi rispose- abbiamo dormito bene? -
- Divinamente. -
Le diedi il vassoio con le brioches,e andai a chiamare Wolf quando il caffè
cominciò a salire mentre Michelle andò a svegliare sua madre.
- Wolf vieni a mangiare. -
- Arrivo. - rispose alzandosi.
- A proposito,c'è anche la madre di Michelle. - dissi come sovrapensiero.
- Scherzi?! Devi essere proprio presa male... -
- Che vuoi dire? -
- Oh,andiamo sorellina: già dubito che tu ti ricorda i nomi di tutte
le tue ex,ma sono certo che nessuna ti ha portata in visita ai parenti... -
Dovevo dargli ragione:
- Lo so,ma questa signora è una tipa in gamba:sono sicura che ti piacerà,
in fondo è stata un' amica di Eve. -
Quando raggiungemmo le altre in cucina,la signora O' Connor esclamò
sorpresa:
- E questo giovanotto da dove salta fuori? -
- Beh... -cominciai.
- Wolf-gli tese la mano,che venne prontemente stretta-Sono suo fratello.Ieri
sera non mi sono sentito molto bene, ero qui nei dintorni così Sylvia
è venuta a prendermi. - spiegò con una naturalezza che certo non
gli apparteneva.
- Mio Dio,non mi dire che ti hanno fatto dormire per terra. -
- Non si preoccupi signora, ho dormito benissimo:sua figlia è stata fin
troppo gentile. -
- Bene,Wolf, non chiamarmi signora:mi fai sentire tua nonna.Meg. -
Mi sembrava così strano che questa donna fosse pronta ad accogliere tutti in quel modo:forse la sua malattia la portava a vedere le cose in una maniera diversa e a considerare ogni giorno ed ogni esperienza come un dono prezioso, oppure più semplicemente,come Eve,aveva un gran cuore.
Fu un bel modo di iniziare la giornata.
Salutai Michelle con un bacio,e quando io e Wolf fummo in macchina,il suo commento
fu:
- Avevi ragione:quella donna mi piace. -
Ingranai la marcia e partimmo alla volta della Tana:avevamo del lavoro da svolgere.
Continua...
Ira: Basta, è finita!
Giullare:E' impossibile lavorare con te!!
Ira:Ti odio!!!
Giullare:Si, anch' io ti voglio bene....
Riusciranno i nostri eroi a continuare il racconto senza sopprimersi a vicenda?
Chi vivrà vedrà....^________^
Autori:Ira Feat. Il Giullare
Genere:Uber
Desclaimer:Se i personaggi di Xena,Gabrielle, Callisto,Joxer,Ares ecc. appartenessero
a noi,e non alla MCA/Universal Pictures, invece di scrivere questa fanfcic (che
non è a scopo di lucro) staremmo probabilmente ideando una settima serie....
Reating:Fotti la censura!!! (Abbiamo detto tutto no?)
Note:
1-Stò giro,sia io che il Giullare vogliamo fare gli egoisti e quindi
questa parte la dedichiamo a noi stessi....
2-Vorremmo ringraziare tutti quelli che ci hanno scritto complimentandosi con
noi per questa nostra creatura.....il nostro ego si è sentito molto soddisfatto!
3-Gli indirizzi a cui spedire tutto ciò che vi passa per la testa,quando
leggete questo racconto sono sempre: danger_ira_zone@virgilio.it e Il_Giullare@virgilio.it
4-La frase che la nostra amica Iena dice alla fine riguardo ai sogni è
di Arthur Schopenauer......come siamo fiscali....
- Sono fili che ci reggono,
fili che ci strangolano,
come ragnatele corrono fra te e me,
sono fili che sottendono parole in equilibrio instabile,
come tante ballerine fra le nuvole,
fili elastici ci uniscono e più ci allontaniamo più ci attraggono,
elettroni attorno ad un nucleo si incrociano soltanto per un attimo,
e con un fil di voce si sussurrano qualcosa e poi ripartono,
fili della tela di Penelope tessuti e poi disfatti io e te,
distanti come i capi di una corda che le nostre vite pizzica e vibra come un
organo di note silenziose ad ogni battito,
tic tac ,oscilliamo come un pendolo: burattini appesi a fili che le nostre mani
tirano,
che si annodano e a volte sfuggono,
fili d' erba calpestati che a fatica si rialzano....
Due gradi verso l' alto, due a sinistra in mezzo a fili troppo tesi,
fili di discorsi persi e poi ripresi senza mai venirne a capo,
fili rosso cupo che ricamano indecifrabili messaggi in codice, fili che riunisci
in trecce che io adoro scioglierti,
che legano i tuoi polsi docili a ricordi semplici,
fili d' oro tracciano parabole nel buio dell' estate dando ai desideri un' anima,
e tu diventi musica, suoni in metrica armonia ipnotica,
stregato da te che sei la mela della favola,
perduti nello stesso dedalo facciamo su il gomitolo,
ma il filo che inseguiamo è il medesimo,
e un giorno taglieremo insieme il filo del traguardo e resteremo finalmente
senza fili fra di noi,
guinzagli di aquiloni insofferenti che strattonano,
per liberarsi e perdersi e rincorrersi nel vento..... -
("Fili" by Frankie Hi-Nrg Mc)
capitolo IV
L'inizio di un gioco
- Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano -
(B.Brecht)
Stan e Wolf passarono tutta la mattina davanti alla villetta di William Stump
ma,come mi riferirono, senza alcun risultato: non era uscito nessuno e non era
entrato nessuno.
Io e Loki,andammo nei pressi del "W.S Night Club" e, dopo essermi
procurata il numero di telefono,chiamai nel tardo pomeriggio da una cabina telefonica:
- Buonasera,sono Tracy Gown della W.T Sound:avrei bisogno di parlare con il
sig.Stump. -
Mi rispose la voce di una ragazza:
- Mi dispiace,ma il sig. Stump è fuori città: tornerà Domenica
prossima e parteciperà alla festa che verrà data in onore del
suo compleanno.Se richiama Lunedì lo troverà di sicuro. -
- Quindi la prossima settimana? -
- Si, ma se è proprio urgente posso tentare di rintracciarlo. -
- No,non è necessario, grazie. - riagganciai la cornetta.
- La prossima settimana ci sarà una festa:vedi cosa riesci a sapere,
io torno da Stan. - dissi a Loki.
- Bene, ci vediamo più tardi. - rispose avviandosi verso il locale.
Arrivai alla Tana e aggiornai i ragazzi su quanto appreso:
- Potremmo dare un occhiata in casa sua,magari troviamo dei documenti che lo
inchiodano e poi,quando torna, passiamo alla cattura. - propose Stan.
- D' accordo.Ci andremo sta' notte. -
Wolf stava giocando con Ares ed esclamò:
- Hai sentito?Questa sera vieni anche tu in missione! -
La sua risposta fu un abbaio roco.
Quando violavamo la proprietà altrui,Ares veniva con noi: un cane può
fare il palo molto meglio di un uomo.Ha un udito ed un istinto migliore e,oltre
al fatto che non da nell' occhio vedere un cane girare per la strada di notte,non
c'è rischio che se la dia a gambe.
Ares faceva proprio parte della nostra squadra.
Prima di ogni missione era rito riunirsi al Paradise per una birra:in fondo
poteva essere l' ultima che si beveva in compagnia.
Come sempre arrivammo lì prima dell' orario d' apertura:Janet e Mia stavano
pulendo alcuni tavoli, mentre Eve si occupava del bancone; quando mi vide mi
disse,senza nemmeno che glielo chiedessi,che Michelle era sul retro.
La trovai intenta a mettere su uno scaffale delle bottiglie di vodka e,avanzando
a passo felpato,la raggiunsi cingendole la vita da dietro: fece uno scatto improvviso
e per poco non lasciò cadere la bottiglia.
- Vuoi farmi v