A FRIEND IN NEED III, L'ULTIMA VOLTA

di Katana

Capitolo 1 : IL RITORNO A CASA

Su una piccola galea diretta verso Atene, una giovane faciulla osservava tristemente le onde del mare. Erano passati due giorni da quando aveva parlato l'ultima volta con la sua migliore amica, commentando una lunga storia che ormai sappiamo già. In un attimo rivisse quei momenti.

G: " Una vita continua di viaggi ti ha portato nelle terre più lontane, fino ai limiti della terra."

X: "E nel luogo dove io rimarrò per sempre... il tuo cuore. E adesso dove andiamo?"

G: " Credo che dovremmo andare nella terra dei Faraoni. Hanno bisogno di una fanciulla con un chakram."

X: " Dovunque tu andrai, io sarò al tuo fianco"

G: " Sapevo che lo avresti detto"

Quelle erano state le ultime parole che si erano dette e Xena si era dissolta nell'aria dopo averla stretta in un abbraccio e posandole un dolce bacio tra i capelli.

Da quel momento Gabrielle era rimasta sola sulla nave e continuava a stringere tra le mani la piccola urna sferica contenente le ceneri della sua amica.

Molte volte aveva riflettuto sul fatto che avesse spinto Xena a sacrificare la sua vita per quella delle 40000 anime delle persone bruciate a Higuchi e altrettanto spesso aveva pensato che fosse stata un'azione sconsiderata, perchè ormai quegli spiriti erano liberi, Xena li aveva liberati dopo averli condannati, pagando così il debito che aveva con loro. Non c'era bisogno di sacrificare anche la sua stessa anima. Forse però, Xena lo aveva fatto per pagare il suo eterno prezzo: aveva dato la sua vita perchè si era pentita delle azioni commesse nel suo passato, liberandosi del peso delle sue colpe. Gabrielle l'aveva odiata per averla lasciata nel momento in cui aveva più bisogno di lei ma non era riuscita a far durare il suo odio nei confronti della sua Xena.

Mancava poco per approdare ad Atene e la dolce fanciulla dai capelli biondi pensava tristemente ai momenti passati con la sua migliore amica. Tutte le volte che ci pensava, le veniva addosso una sensazione strana, come un tuffo al cuore accompagnato da una pugnalata nello stomaco e le lacrime cominciavano a velare i suoi occhi color del mare.

Con una leggera scossa la nave attraccò al porto e Gabrielle prese la bisaccia contenente le sue cose e strinse forte l'urna avviandosi verso il ponte.

Scesa dalla nave e si diresse verso una locanda: i morsi della fame avevano iniziato a farsi sentire, poichè non mangiava da due giorni alimentandosi solo del pensiero di Xena.

Trovò una piccola taverna molto simile a quella di Cyrene ed entrò, venendo accolta da un forte odore di sidro e dalle voci di svariate persone che discutevano dei più vari argomenti.

Si sedette su uno sgabello davanti al bancone e ordinò da mangiare. Mentre consumava il suo pasto una donna si avvicinò, notando la strana arma di forma circolare appesa alla cintola della fanciulla.

D: " Tu devi essere Xena, la Principessa Guerriera! Riconosco la tua arma!"

Gabrielle si voltò, sentendosi chiamare Xena e osservò la donna con occhi leggermente lucidi.

G: " No, mi spiace ma io non sono Xena." disse accennando ad un sorriso.

D: " Ma come è possibile? In tutta la Grecia solamente Xena possiede un'arma del genere..."

G: " Infatti io non sono greca" mentì Gabrielle" vengo da una terra lontana, che sicuramente tu non conosci." Non se la sentiva di parlare di Xena. Non in quel momento

D: " Oh, mi dispiace, non volevo certo disturbarti ma quando ho visto la tua arma ho pensato fossi tu." la donna sembrava vagamente delusa di non aver trovato la persona che stava cercando.

" Ma perchè hai bisogno di Xena? C'è qualche problema?" domandò Gabrielle

" No, non è successo nulla. E' solo che ho sentito una fanciulla che diceva di essere sua figlia e di essere venuta qui ad Atene pensando di trovarla." la informò la donna.

" Sua FIGLIA?" disse Gabrielle sconvolta. Non aveva pensato ad Eve. Come avrebbe potuto dirle ciò che era successo a sua madre? Era sempre stata brava a parlare con la gente ma non se la sentiva di dire ad una figlia che la madre era morta, pur sapendo che era suo preciso dovere farlo, perchè se Eve lo avesse scoperto da sola se la sarebbe presa con Gabrielle per non averglielo detto subito. Quindi la fanciulla domandò alla donna dove avesse visto la ragazza che diceva di essere la figlia di Xena, ottenendo come risposta che la fanciulla era andata verso Tebe, poche ore prima.

Gabrielle ringraziò e buttò frettolosamente due monete sul banco dell'oste, come paga per il suo pranzo quindi si precipitò fuori dalla locanda e si mise a correre verso la foresta in speranza di trovare Eve e di raggiungerla. Nella sua sacca la piccola urna saltellava in ogni direzione, così Gabrielle si fermò per assicurarsi che fosse ben chiusa e che il corpo, ormai non più riconoscibile, di Xena non andasse perduto. Dopo aver serrato il piccolo contenitore si rimise a correre con la poca forza rimastale nelle gambe seguendo le tracce di piedi che erano ancora fresche in terra.

Capitolo due : EVE

Dopo aver corso per una decina di minuti Gabrielle si fermò di colpo, scorgendo una figura inginocchiata a terra intenta a mormorare qualcosa sottovoce dandole le spalle. Un sorriso accennato apparve sul volto della fanciulla che si avvicinò alla ragazza china a terra dopo averla riconosciuta.

G: " Eve?" chiamò delicatamente per non spaventarla.

La giovane si girò interrompendo la sua preghiera e riconoscendo la sua amica le corse incontro e l'abbracciò.

E: " Gabrielle! Da quanto tempo non ti vedo! Allora" disse staccandosi dalla stretta e guardando Gabrielle in faccia " come stai?"

G: " Oh, bè io... ecco bene e tu?"

E: " Non potrei stare meglio! Finalmente ci reincontriamo, mi fa sempre piacere vedere la migliore amica di mia madre" disse allegramente Eve.

Gabrielle esitò un istante. Come avrebbe fatto a dirglielo, vedendola così felice e serena? Come avrebbe fatto a dirle della morte di Xena?

Eve osservò Gabrielle, notando l'espressione dei suoi occhi. Poi, staccò gli occhi dalla fanciulla e si osservò intorno, allungando lo sguardo dietro le spalle di Gabrielle.

E: " A proposito Gabrielle. Dov'è mia madre?"

Gabrielle sussultò. Eve non avrebbe creduto a nessuna bugia, perchè sapeva quanto fossero legate Gabrielle e Xena. Nessuna delle due avrebbe mai abbandonato l'altra se non in casi eccezionali.

E: " Allora Gabrielle? Dov'è?" ridomandò Eve insospettendosi.

Doveva dirglielo. Non sapeva in che modo farlo ma avrebbe dovuto dirle che sua mamma non c'era più. Poi Eve notò il chakram al fianco di Gabrielle.

E: " Che significa Gabrielle? Perchè hai il cerchio rotante di mia madre? La conosco bene, non lo darebbe mai a nessuno, nemmeno a te. Come mai ce l'hai tu?"

G: " Ecco.... vedi Eve.... il fatto è che..." le parole le si bloccarono in gola. Non riusciva più a continuare, così Eve perse la pazienza e gridò:

E: " Dov'è? Gabrielle dimmelo subito! Ho bisogno di saperlo, lei è mia madre!"

Così Gabrielle decise di affrontare la situazione in modo più esplicito. Poggiò a terra la sacca, la aprì, estrasse la piccola urna e la porse a Eve.

La fanciulla la osservò senza capire. Poi sollevò il coperchio e vide le grige ceneri che vi erano deposte.

E: " Che significa?" la sua voce tremava. Un terribile pensiero le affiorò alla mente. Poi osservò Gabrielle, i cui occhi erano velati di lacrime. Poco dopo le lacrime caddero sulle candide guance della fanciulla e si posarono sul terreno.

Eve rimase zitta, continuando a cercare di non credere al pensiero che le era venuto alla mente, poi...

E: " Non.... Gabrielle... non può... non... No!"

La fanciulla guardò Gabrielle che ricambiò lo sguardo e annuì tristemente.

E: " Nooo! Madre!!!!!! Non puoi!!!" poi cadde sulle ginocchia e iniziò a piangere disperatamente guardando verso il cielo e continuando a gridare.

E: " Madre!! Come hai potuto... come hai potuto lasciarmi!! Madre!!! Per favore!! Eli, falla tornare!!!"

Gabrielle osservava la scena piangendo disperatamente, comprendendo i sentimenti della giovane. Poi le si avvicinò e si inginocchiò accanto al lei abbracciandola e cullandola tra le sue braccia, proprio come faceva Xena, fino a che non cadde la notte e entrambe caddero in un sonno profondo e sognando Xena.

Capitolo tre : L'ADDIO

Quando Gabrielle si svegliò era ancora notte e vide Eve seduta accanto ad un fuoco acceso poco tempo prima.

E: " Madre... oh, come hai potuto... dove sei madre!!!" mormorava la ragazza tra le amare lacrime che si insinuavano tra le sue labbra.

Gabrielle le si sedette accanto.

G: " Eve.. mi dispiace."

E: "...... Voglio sapere come è successo." affermò.

G: " Eve, ti prego, non chiedermi di riviverlo un'altra volta. Io ero con lei, non immagini cosa ho sofferto. Ti prego, è meglio che tu non lo sappia."

E: " Era mia madre Gabrielle! Io devo saperlo, ne ho il diritto. Ti prego..."

E Gabrielle rivisse amaramente quei momenti tragici della sua vita, mescolando le lacrime alle parole, e insieme mescolandole a quelle che scendevano dagli occhi di Eve.

Quando ebbe finito la storia Eve sedeva con gli occhi pieni di lacrime.

E: " Come ha potuto! Come ha fatto ad essere così stupida! Ha sacrificato la sua vita per 40000 anime che erano già libere! Come ha fatto ad essere così egoista? Non ha pensato a me?! O a te?!"

Gabrielle sospirò : " Eve, sai come era fatta tua madre. Avrebbe dato la vita per salvare quella di chi era innocente e lo ha fatto. In questo modo ha dimostrato quanto fosse grande e puro il suo cuore, quanto fosse altruista il suo spirito. Cerca di capire anche lei."

Per qualche minuto non eccheggiarono altro che i singhiozzi di Gabrielle, che aveva cercato di consolare Eve, con il risultato di deprimersi ancora di più.

Nessuna delle due sapeva cosa dire quando la figlia della Principessa Guerriera pronunciò alcune indimenticabili parole:

E: " Non mi hai neppure salutato.... Non mi hai nemmeno detto addio...."

Quelle parole ebbero un potere. Nell'aria si levò una leggera luce dorata, con una nebbiolina tenue accompagnata da un dolce suono, come di una ninna nanna.

Poi dalla luce dorata si sprigionò un raggio che investì i volti delle due fanciulle sedute davanti al fuoco, che osservavano la scena incredule. Dopo pochi secondi dal raggio prese forma una sagoma, una persona stava nascendo da quella luce, una persona che entrambe conoscevano....

Quando la luce cessò di brillare, consentendo agli occhi di Eve e Gabrielle di abituarsi, la figura avanzò verso di loro. Era Xena.

Le due ragazze la guardarono. Sembrava un miraggio, fin quando la Principessa Guerriera non parlò.

X: " Eve... Tesoro, come hai potuto pensare che non ti volessi salutare... Sono qui."

Eve si alzò di scatto e le andò incontro cercando di abbracciarla. Ma le sue braccia non si strinsero attorno al corpo della madre: attraversarono l'aria e si avvolsero al corpo di Eve.

X: " Non puoi toccarmi. Sono solo un'illusione Eve. Non abbiamo molto tempo. Tra poco me ne dovrò andare."

E: " Madre! Come hai potuto lasciare che ti uccidessero?"

X: " Credimi Eve, non avrei voluto farlo. Ma la mia colpa era talmente grande che la sola cosa con cui avrei potuto pagare era la mia vita. Non sai quanto mi sia costato farlo, ma sono stata costretta. Non potevo uccidere Yodoshi e lasciare quelle anime a vagare nell'aldilà. Ho dovuto vendicarli cedendo la mia vita per salvare il loro spirito. Ora che l'ho fatto mi sento in pace con me stessa ma non c'è nulla che possa cancellare la mancanza che sento per voi."

Gabrielle che fino ad ora era rimasta immobile osservando Xena, la sua eterna amica, si alzò e la raggiunse.

X: " Gabrielle.... Non sai quanto mi manchi. Mi mancate tutte e due. Vorrei tanto potervi abbracciare, stringere, come facevo quando ero viva...."

Poi una voce eccheggiò nell'aria. Era una voce dal timbro morbido e dolce, non si capiva da dove venisse ma era chiaro che fosse di un uomo.

V: " E sia Xena. Hai sacrificato te stessa per quelle anime. Questo te lo devo. Puoi abbracciare la tua amica e tua figlia, senza che le loro mani passino attraverso il tuo corpo. Ma ricordati: hai cinque minuti di tempo, poi dovrai lasciarle."

La voce si spense ed il raggio dorato da cui era apparsa Xena, la attraversò riempiendola di un nuovo bagliore. Poi la Principessa Guerriera porse la mano a Gabrielle.

La fanciulla la osservò, e la afferrò delicatamente, come fosse stata di vetro. Poi Xena la tirò verso di sè e le due amiche si abbracciarono come se nulla fosse successo. Poi entrambe vennereo colte dalla nostalgia e si misero a piangere, una sulla spalla dell'altra.

Poi, Gabrielle lasciò Xena e la osservò in quegli occhi cristallini, in cui si perdeva tante volte e lasciò che anche Eve potesse stringere sua madre. Tra madre e figlia il rapporto è diverso che tra amiche e Xena ed Eve, si abbracciarono e si strinsero così forte che ogniuna poteva sentire il calore dell'amore dell'altra.

X: " Eve, mi manchi tanto... sei la mia luce..."

E: " Oh, madre, mi manchi tanto.. non avrei mai dovuto lasciarti."

Le due ragazze si staccarono, poi Xena guardò verso il raggio dorato: si stava allargando, facendole capire che questa volta avrebbe dovuto salutarle per sempre.

Le lacrime scesero dagli occhi di Xena e delle altre due ragazze che non volevano più lasciarsi. Ma ormai sapevano che il momento era giunto e una non avrebbe più rivisto la sua mamma e l'altra non avrebbe più rivisto colei con cui aveva trascorso i momenti più belli della sua vita.

Xena sorrise debolmente, sapendo che il momento dell'addio era arrivato.

X: " Mi dispiace. Non vorrei lasciarvi in questo modo ma sappiamo tutte che è giusto così." si voltò verso Gabrielle " Gabrielle, sei la persona più pura che abbia mai conosciuto, sei la cosa migliore che mi sia successa nella vita assieme a Solan e a Eve. Ne abbiamo passate tante insieme, abbiamo sfidato mostri, giganti, ucciso gli dei e superato la morte altre volte. Ma questa volta ho perso. Ho perso la vita e le cose più importanti della mia vita....

Eve, sei la mia speranza, i raggi del sole di giorno e le stelle di notte. Sei e sarai sempre mia figlia, vivi la tua vita senza pensare al tuo passato, oramai hai pagato il tuo prezzo. Ricordatevi entrambe che vi vorrò sempre bene."

E: " Mi mancherai tantissimo madre."

Le tre ragazze si strinsero in un grande e dolce abbraccio, e quando si staccarono Xena fece un passo indietro e osservò Eve.

X: " Una madre non deve mai sopravvivere al proprio figlio. E' giusto che sia così." poi guardò Gabrielle. " E' meraviglioso, Gabrielle, l'amore che hai dentro... Portalo con te."

Poi la Principessa Guerriera sorrise un'ultima volta e scomparve nella luce dorata lasciando le Gabrielle ed Eve nel piccolo raggio da cui era nata per l'ultima volta.

Dalla luce dorata un puntino si sollevò in alto, sempre più in alto fino a raggiungere il cielo. Tutte le stelle lo raggiunsero e si unirono attorno a lui formando una stella dorata che illuminava il cielo. Eve e Gabrielle osservavano incantate, fino a quando ci fu un'esplosione di luce nel cielo e tutte le stelle tornarono al loro posto.

G: " E adesso Xena? Senza di te? che cosa faremo? a chi ci rivolgeremo?"

E nell'aria risuonò una voce familiare che piena di dolcezza diede risposta alla domanda.

X: " ALLE STELLE, GABRIELLE..... ALLE STELLE"

E entrambe le ragazze osservarono il cielo notando una stella più luminosa di tutte: la stella attorno a cui si erano accolte tutte. La stella che racchiudeva in sè l'animo di Xena, la Principessa Guerriera.

Da quel giorno, le fanciulle viaggiarono insieme e nei momenti di difficoltà la stella di Xena brillava più forte, per Eve e Gabrielle che se si trovavano nei guai, sapevano sempre dove guardare.

FINE