TITOLO: Ci penserò dopo .ora non ho tempo .più che altro non ho la più pallida idea di come intitolare questa storia ..è sempre un trauma per me .
AUTORE: M.C.
DISCLAIMER: Mi sembra scontato dire che i personaggi di Xena, Gabrielle, Joxer
(chiedo scusa in anticipo se l' ho maltrattato un po'
yak yak!) ecc. ecc.
appartengono alla MCA/Universal Pictures , le varie divinità alla mitologia
e i demoni alla religione io mi limito solamente a utilizzarli con lo scopo
di divertirmi
. Rondhas appartiene a se stessa
purtroppo (sig
sig
il mio cuoricino è infranto!)
Kybal è una mia invenzione
e con lui ho intenzione di giocare parecchio
.YAK YAK! ^__^
RATING: Il prodotto qui sotto fornito può avere effetti collaterali dei quali non voglio essere responsabile (chi li sente poi i vostri genitori!) quindi ritengo che possa essere classificato come NC 17 non tanto per la violenza, ma per le esplicite scene di sesso (mi piace descrivere. ) Se qualcuno si sente turbato nell' animo per via dell' amore omosessuale (che poi l' amore, è amore e basta) è pregato di andare a leggersi un Topolino ..Grazie.
RINGRAZIAMENTI: Prima di tutti ringrazio la mia Ispirazione,poi la mamma, il papà, mia sorella Invy,le sorelle (in generale),la simpatica tribù Rondhas per prima e poi tutte le dolci donzelle, la zuppa della nonna, Willy il coyote (riuscirai a raggiungere quel bastardo prima o poi), Silvestro, Taz, quella super cicciona della mia gatta, il Team Roket (Jessie e James sono i veri protagonisti dei pokemon), Mulder e Scully (sono innamorato), Dogget, Skinner, Krycek (sei uno dei cattivi meglio riusciti negli ultimi anni) Smoking Man (r.i.p.), Hannibal Lecter (er mejo, l' apoteosi del cattivo), Dartagnan, i Puffi, Lady Oscar e Mazinga, l' Uomo Tigre, Ken Shiro, i miei due amici Corili, Miro, la Musica, il Rap, i libri, il Liska e il Fefe ,er Mighez, Patrizio,la Giò, la Maria, la Vania,la Tania, la Barbie (è stata il mio sogno erotico per anni), la mia radio, e il mio walkman, un saluto alla tv e al videoregistratore, ringrazio i Simpson, Futurama, e i Griffin, South Park, Dragon Ball (in particolare Vegeta),mio nonno (r.i.p), la pioggia, il vento, la birra, e il vino rosso, la Coca Cola, la Fanta e la Sprite, i gelati Sansoff e il Magnum Bianco, ringrazio il climatizzatore, la mia prof. d' italiano e pure quella di psicologia (che è matta come un cavallo dopato), le Golia Active Pus .
Per insulti, critiche, lodi,venerazioni,riti vodoo l' indirizzo a cui rivolgersi è INFAME_MC@postino.it o mandate tutto a atipica@libero.it
"
c'è chi l' amore lo fa per noia,chi se lo sceglie per professione,
Bocca di Rosa ne l' una ne l' altro,lei lo faceva per passione
" (F
. De Andrè r.i.p.)
L'INCONTRO
Il vento soffiava dolcemente fra le fronde degli alberi, tranne loro due non
vi era anima viva che potesse turbare la pace di quel luogo. Xena e Gabrielle
avevano salvato un villaggio dalla tirannia di un signore della guerra e ora
si ritrovavano a vagabondare senza meta da qualche giorno; avevano deciso di
accamparsi per la notte sulla sponda del fiume Termodonte : Xena era intenta
a pescare, mentre la sua compagna descriveva la loro ultima avventura su una
pergamena.
-E' da un po' che non ci imbattiamo in qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto-
disse interrompendo la scrittura, con un aria un po' annoiata.
-Beh, questo dovrebbe farti piacere Gabrielle, significa che
.-
Xena si ammutolì; i suoi sensi erano tutti all'ertati :
-C' è qualcuno.- affermò.
Una violenta fiammata catapultò un giovane fuori dalla radura, facendolo
finire sulla riva del fiume. Questi scattò subito in piedi e concentrò
nelle sue mani una sfera di energia, che scagliò nella radura senza un
obiettivo preciso.Un uomo uscì tranquillamente dal bosco con qualche
graffio, nulla di grave, mentre constatò con soddisfazione che il suo
avversario non avrebbe retto ancora per molto. Lanciò un' altra palla
di fuoco che il ragazzo non riuscì ad evitare.
Xena e Gabrielle assistevano a questo strano combattimento non capendo bene
chi si trovassero di fronte: quei due avevano dei poteri simili a quelli degli
Dei, ma di sicuro non erano delle divinità. La principessa guerriera
decise che tutto ciò doveva finire, e in fretta, quindi impugnò
il cerchio rotante ma fu anticipata da uno dei sais di Gabrielle che andò
a conficcarsi nel braccio dell' uomo: - Adesso basta!- Gli urlò in faccia.
L' uomo si guardo il braccio, poi posò i suoi occhi su Gabrielle e quindi
su Xena: sorrise. Riportò il suo sguardo feroce sul ragazzo e disse:
- Per questa volta ti è andata bene piccolo bastardo: oggi non ho voglia
di giocare; ma la prossima volta che mi farai un simile affronto ti annienterò,Kybal.-
Detto questo scomparve nell' aria, lasciando il sais nell' erba.
Kybal si rialzò e con una mano tamponò la ferita che aveva sul
braccio. -Non so quanto sarai contenta di sapere chi hai aiutato giovane fanciulla
-disse fissando negli occhi Gabrielle e facendo una specie di inchino- Comunque
non dovevi preoccuparti: non voleva uccidermi
.avrebbe voluto solamente
che implorassi il suo perdono. I tipi come lui ci sguazzano in queste cose.
-
-Perdono per cosa?- Chiese Gabrielle.
-Diciamo che ho espresso una mia opinione: gli ho detto che secondo me lui può
essere malvagio quanto vuole, ma idiota è e ci rimarrà
.e
per tutta l' eternità come se non bastasse.- sogghignò.
-Io sono Gabrielle, e questa è Xena- disse facendo le presentazioni.
-Ah, la madre di Speranza e la principessa guerriera. Quale onore
- fece
un baciamano ad entrambe.
Gabrielle sentì riaprire dentro se una vecchia ferita, ma il turbamento
passò subito.Quel misterioso ragazzo la incuriosiva: aveva un modo di
fare che poco si addiceva ad un guerriero.
-Come fai a sapere queste cose?- Domandò Gabrielle.
-Diciamo che siete piuttosto famose dalle mie parti
-
-Chi era quell' uomo?- intervenne Xena.
-Quello era Andras, un demone
piuttosto distruttivo e alimentatore di discordie
.conosce
l' arte della guerra.-
-Umm
mi ricorda Ares.- Disse Xena con un sorrisetto, rivolgendosi all'
amica.
-No, Ares è molto più divertente
.ha degli obiettivi un po'
monotoni, ma dopotutto nessuno è perfetto, no?- Ribatté velocemente
Kybal, come se la frase gli fosse scivolata fuori di bocca.
- Ma tu chi sei?- domandò Xena- di sicuro non un uomo qualunque.-
- E nemmeno uno degli Dei dell' Olimpo- Aggiunse Gabrielle.
-E' vero. -Kybal si sedette all' ombra di un salice- Anch' io sono un demone.-
sospirò.
Xena e Gabrielle si lanciarono subito uno sguardo di intesa, dopo di che entrambe
sfoderarono le loro armi puntandole verso il giovane, che scoppiò in
una grassa risata: solo uno che non apparteneva al mondo degli umani poteva
permettersi di ridere di fronte alla principessa guerriera quando è pronta
a farti la pelle.
-Yak yak
scusate ma questa situazione si ripete da decenni
come rivelo
la mia identità tutti si precipitano a prendere forche, bastoni, lance
e chi più ne ha, più ne metta.-
-E secondo te come si dovrebbe reagire di fronte ad un demone?- Chiese Xena
con tono di sfida.
-Usando il cervello. E per due motivi. Uno: potrei eliminarvi entrambe, proprio
qui, prima che la tua spada possa sfiorami. Due: non ho detto di essere un demone
malvagio
o, almeno, dipende dai punti di vista
-
-I demoni sono tutti malvagi.- disse Xena in tono deciso.
-Oh, andiamo ragazze, non verrete a dire che credete ancora a queste sciocchezze
.i
demoni,che vengono dagli inferi sono cattivi e gli Dei che se ne stanno sull'
Olimpo sono buoni
basta che guardiate come trattano voi umani
vi usano
come se foste delle marionette nelle loro mani.-
Su questo non ha tutti i torti, rifletté Xena: -Spiegati meglio-
-Vedete, noi demoni alla fine assomigliamo molto alle vostre divinità:
alcuni sono malvagi altri sono saggi e così via
se tutti ci credono
dei distruttori assetati di sangue la responsabilità è degli Dei.-
-In che senso scusa?- Domandò Gabrielle.
-Potere, mia cara.E' tutta una questione di potere. Gli Dei litigano fra loro
per chi possiede più templi, di sicuro la concorrenza di altra gente
non può che essere scomoda, così fin dal principio, hanno insegnato
a voi mortali a temerci senza darvi la possibilità di conoscerci.Non
che la cosa ci dispiaccia, in fondo a differenza di loro non abbiamo tutte queste
manie di protagonismo
.certo c' è sempre qualcuno che salta fuori
con la voglia di diventare il padrone del mondo
..ma questo è un
altro discorso
.-
-Non so se possiamo fidarci di te Kybal- disse Xena.
-Mettiamola così, avrei potuto uccidervi e non l' ho fatto
.andiamo,
in fondo, sono un bravo ragazzo!- e fece un sorriso a sessantadue denti.
-Vedi di non fare brutti scherzi-
-Tranquilla Xena, lo so che non sarei il primo demone che elimini. -poi rivolto
a Gabrielle- ho un debito di riconoscenza con te, fanciulla. Se ti servirà
aiuto,chiamami e Kybal, il demone della lussuria interverrà.-
-Della lussuria
-ripeté arrossendo.
-Già, mia madre Kyra domina i sentimenti dell' amore e della lussuria,
e mio padre Asmodeus induce anch' egli alla lussuria, ma
- non terminò
la frase, non se la sentiva.
Si alzò in piedi, puntò un dito a terra e accese un fuoco, poi
guardando lo sguardo interrogativo di Xena disse:
-Non vorrai mangiarle crude quelle due trote.Sempre che questa sera tu abbia
appetito
- sorrise e la fissò dritto negli occhi per qualche secondo,
dopo di che si mise due dita in bocca lanciando un forte fischio -Titus!- Un
magnifico destriero dalla corporatura robusta e grigio come il cielo in tempesta,
fuoriuscì dalla selva e il giovane lo montò.
-Devo andare, ho un' appuntamento.-
-Tu non svanisci nell' aria?- Chiese Gabrielle sorridendo.
- Posso farlo, ma adoro cavalcare. Ricorda:chiama se ti serve aiuto- e partì
al galoppo.
-Che tipo!- esclamò Gabrielle.
-Umm
il demone della lussuria
- sogghignò Xena mentre preparava
il pesce per essere arrostito, e si mise a fissare Gabrielle, la quale, era
tornata alla sua pergamena e le dava le spalle.Qualcosa le scattò dentro
all' improvviso: il bisogno di un contatto.
La principessa guerriera le si avvicinò e la cinse da dietro posandole
un dolce bacio sul collo; la sua compagna si voltò lentamente verso di
lei e sorridendole disse:
-Sbaglio, o siamo in vena di effusioni questa sera?-
-Non solo questa sera
- rispose Xena, sfilandole di mano pergamena e calamaio
e facendola voltare.
-Questo è vero.- Gabrielle le mise le braccia attorno al collo e si immerse
in un piacevole, lungo, bacio. Xena rappresentava tutto per lei: amicizia, amore,
protezione, sicurezza,lealtà.Non riusciva nemmeno a concepire una vita
senza averla al suo fianco. Xena: un lupo,che con lei si trasformava nel più
dolce degli agnellini. Senza alcun dubbio, il loro incontro era stata la cosa
migliore che le fosse capitata. Le loro lingue si intrecciarono tastandosi,
esplorandosi,palpandosi: più il tempo passava e più aumentava
la passione del bacio.Le mani di Xena si mossero lungo i fianchi nudi di Gabrielle
e risalirono verso il corpetto, sfilandoglielo: adorava quel corpo. A dire il
vero, adorava tutto della sua amica, da quando l' aveva incontrata era cambiata
profondamente; Gabrielle le era entrata nel sangue e aveva rappresentato la
sua salvezza.
La baciò di nuovo sul collo, e lo tastò più volte con la
lingua dopo di che cominciò a scendere verso il basso, baciando e leccando
e succhiando ogni centimetro di pelle che aveva a disposizione: spalle, seni,
fianchi, soffermandosi sulla forma erotica del suo ombelico. Sentiva le mani
di Gabrielle muoversi lungo le sue cosce, il che, unito ai suoi gemiti, era
la prova che ciò che le stava facendo le piaceva
e molto.
Inutile dire, che la cena andò dimenticata: certo entrambe erano affamate,
ma come sappiamo ci sono molti modi di essere affamati.Quella sera, sotto un
immenso cielo stellato, il silenzio era interrotto soltanto da gemiti e sospiri
di piacere.
Il mattino dopo si svegliarono, ancora abbracciate.Raccolsero qualche bacca,
e fecero colazione, dopo di che, tenendo Argo per le briglie partirono a piedi
seguendo il percorso del fiume.
Erano in viaggio da circa cinque ore quando sentirono un tonfo secco e dei lamenti
provenire poco distante da loro.Decisero di nascondersi per vedere cosa stava
accadendo.
-Ma quello è Ares
mi sembra che stia parlando di qualcuno.-bisbigliò
Xena.
-E quell' altro è Joxer
.- commentò l' amazzone.
-Non riesco a capire bene chi è quello che lo sta' sbattendo da una parte
all' altra.-rispose l' amica.
L' interlocutore del Dio della guerra era un giovane dalla corporatura piuttosto
slanciata, aveva occhi verdi come smeraldi,capelli rossi perfettamente rasati
e un pizzetto rosso che cresceva sul mento.Un orecchino sulla punta dell' orecchio
sinistro.
-Aspetta un attimo- Xena trovò una posizione che le consentisse di vedere
meglio- Ma quello è Kybal- affermò.
Kybal se ne stava seduto con le gambe incrociate su un grosso masso,concentrando
la sua attenzione su quella sotto specie di guerriero che accidentalmente gli
aveva rovesciato addosso il sidro della sua bisaccia. Joxer stava levitando
a mezz' aria, non aveva più il controllo del suo corpo, che si limitava
a seguire i movimenti della testa del demone. Testa rivolta verso il cielo,
e lui saliva, testa rivolta verso la terra, e lui cadeva al suolo.
-La vuoi smettere di giocare Kybal?- Lo interruppe Ares.
-Yak yak! Non c'è nulla di male nel divertirsi un po', vecchio mio
.dovresti
provarci anche tu
.- Joxer fu sbattuto a terra, per l' ennesima volta,
ormai aveva rinunciato anche a lamentarsi.
-E' per questo che ti ho chiamato
In effetti ci sarebbe una persona con
cui mi piacerebbe divertirmi
.-
Kybal si stancò del suo giocattolo e decise che un po' d' acqua l' avrebbe
risvegliato:lo gettò nel fiume.
Joxer boccheggiò un po', poi riuscì a tornare sulla terra ferma
e decise che era meglio andarsene in fretta, si addentrò nella radura
quando una mano gli prese di scatto il braccio.
-Xena!- esclamò.
-Shh
.cosa ci fai qua?-
-Vi stavo cercando.- bisbigliò.
-Tutto bene?- intervenne Gabrielle
-Si
ho la pelle dura.- In realtà si sentiva a pezzi, ma di fronte
a lei, non l' avrebbe mai ammesso.
-E tu, che hai come figlio Eros e come sorella Afrodite, chiedi aiuto a me?
Yak yak, sono lusingato-
-Diciamo che non sono proprio ben visto dalle altre divinità
.e
poi Afrodite,non mi permetterebbe di ingannare Xena: è una sua amica.-
spiegò Ares.
-Dunque è di Xena che stiamo parlando
.Mi spiace amico mio, ma non
posso aiutarti.-
-Perché no?!- esclamò.
-Vedi, io sono in debito con la sua amica Gabrielle e non posso far nulla che
le rechi un dispiacere
-
-Kybal, io amo quella donna- affermò il Dio della guerra.
-Non averne a male, ma ne dubito
.vedi, tu hai chiesto aiuto a me, che
con l' amore ho poco a che fare
.No, tu non ami Xena, vuoi solo possederla.
- E continuò- Il che non è una cosa malvagia, voglio dire, è
una gran bella donna anche se non è il mio tipo- e sogghignò.
-Perché sei in debito con quelle due?- Domandò rassegnato.
Kybal gli fece un resoconto a grandi linee di ciò che era accaduto la
sera prima.
-Gabrielle che sconfigge un demone? -Chiese scetticamente- E poi, scusa, voi
non sono immortali?-
-Certo che siamo immortali, ma a differenza di voi, possiamo ucciderci a vicenda,
è per questo che siamo così pochi: troppe persone con smanie di
potere. Comunque non è che abbia sconfitto un demone, gli ha solamente
fatto passare la voglia di massacrarmi: Andras è forte, ma anche pigro
evidentemente
aveva altro da fare.Ciò non toglie che mi abbia levato dai guai. Quella
ragazza deve essere un tipetto piuttosto interessante; coma diavolo hai fatto
a preferire andare a letto con Speranza?- domandò quasi disgustato.
-Tu come fai a saperle queste cose?- Rispose seccato Ares.
-Di sicuro Speranza non è finita nei campi Elisi, tu che dici?-
Ares, stette zitto: quel giovane era insolente, ma egli sapeva bene che sotto
quei modi da bonaccione si nascondeva una potenza enorme.
-Non c'è nulla che possa fare per ottenere il tuo aiuto?- Domandò.
-Ora come ora no. Vedi, la mia filosofia di vita si racchiude attorno a due
parole:sesso e divertimento. E per questo, non ho bisogno dell' aiuto di nessuno.
Ora se non ti dispiace, me ne vado, c' è un villaggio nei dintorni con
una taverna, in cui ho sentito che ci sono delle ragazze splendide.-
Montò cavallo, ma non fece nemmeno un passo che Xena usci allo scoperto,seguita
da Gabrielle e Joxer:
-Ares!- Urlò .Era furibonda, avrebbe voluto ammazzarlo con le sue mani,ma
dato che era un immortale, si sarebbe limitata ad ammaccarlo un po'.
-Xena.- Rispose l' altro.
Ares fece per avvicinarsi alla donna, ma questa non gliene diete il tempo e
con pugno lo colpì in pieno volto ,un calcio nel basso ventre lo costrinse
a piegarsi e lei ne approfittò per unire le due mani a pugno e colpirlo
sulla spina dorsale, stendendolo.
- Perché i nostri incontri devono ridursi sempre a combattimenti?- domandò
rialzandosi in piedi.
-Perché sembra siano l' unico linguaggio che tu capisca.-
-Troverò il modo di farti tornare da me, contaci.- detto questo scomparve.
-L' amore, che cosa meravigliosa
- Kybal scoppiò a ridere -non
dovresti trattarlo così
.in fondo, ti ama!- non riusciva più
a fermarsi, sembrava quasi ubriaco.
-Non è divertente.- Disse Xena in tono secco.
-Tu dici? Io l' ho trovato molto divertente, però avrei sperato che il
combattimento durasse di più - poi rivolgendosi a Gabrielle- arrivederci
fanciulla.- Partì al galoppo e dopo qualche minuto era già sparito
all' orizzonte.
-Quel ragazzo è assurdo- dichiarò Gabrielle,poi rivolgendosi
ad uno scombussolato Joxer - E tu come diavolo hai fatto a cacciarti nei guai?-
-Beh, vi stavo cercando quando l' ho visto seduto su quel masso, e mi sono avvicinato
per chiedere se vi aveva viste da qualche parte.Stavo bevendo del sidro quando
sono inciampato e gli ho gettato addosso la bisaccia sporcandolo:non l' ha presa
molto bene.- spiegò. -Sei il solito pasticcione!- Esclamò Gabrielle,
e gli strizzò il naso facendolo urlare.
-Perché ci stavi cercando Joxer?- domandò Xena.
-E' successo un guaio nel villaggio amazzone qui vicino, le guerriere sembrano
impazzite:si stanno massacrando fra di loro.- spiegò -E tu come fai a
saperlo? Non puoi esserti addentrato nel villaggio.- rispose la principessa
guerriera.
-Ho trovato una guerriera ferita lungo il mio cammino che mi ha spiegato la
situazione, disse che il tutto era iniziato così, all' improvviso senza
una motivazione
Ha detto che la regina era in pericolo, e che lei era rimasta
nascosta per due giorni aspettando di trovare qualcuno; purtroppo non ha fatto
in tempo a dirmi nient' altro: aveva una brutta ferita; è morta.- abbassò
leggermente lo sguardo, in forma di rispetto.
-Xena, dobbiamo recarci subito in quel villaggio!- esclamò Gabrielle.
Il trio si mise in moto dirigendosi, secondo le indicazioni di Joxer, in prossimità
del villaggio.
Mentre camminava a passo abbastanza spedito, Gabrielle sentì una presenza
familiare nell'aria: -Afrodite.- disse. La Dea dell' amore si materializzò
al suo fianco in tutta la sua bellezza -Salve, ho sentito che ci sono dei problemi
con le amazzoni.-
-Chi ti ha informato?- domandò Xena -Voci.- -E queste voci cos' altro
dicono?- chiese Gabrielle. -Che sembra ci sia lo zampino di Eris
- -ed
Eris prende ordini da Ares.- Concluse Xena. Afrodite fece un cenno con il capo.
-Perché ci dai queste informazioni?-domandò Gabrielle. -E' a questo
che servono le amiche no? Me l' hai detto tu una volta che un' amica deve starti
vicino nel momento del bisogno, beh eccomi qua!E poi sapete bene che io sono
l' unica che si interessi a voi mortali, nessuno sull' Olimpo sarebbe disposto
a darvi un aiuto in questa storia; sapete bene che fra Dei si cerca di evitare
di mettersi i bastoni fra le ruote
.certo tranne quando c' è di
mezzo il potere
- disse con fare disinvolto. Gabrielle non poté
far a meno di sorridere: Afrodite sembrava svampita a volte ma comunque sapeva
essere utile quando occorreva.
-A proposito, chi era quel bel fusto che parlava con Ares poco fa?-
-Non sarebbe il tuo tipo, Afrodite.Quello è un demone.-
-Allora deve essere piuttosto interessante- affermò con malizia.-Come
mai voi due conoscete un demone?-
Gabrielle spiegò brevemente i fatti accaduti il giorno prima e la Dea
dell' amore disse:
- Insomma, ti deve un favore
segui il mio consiglio, non farti scappare
quest' occasione. E la prossima volta che lo vedi, chiamami che me lo presenti.-
Sorrise e, così com' era venuta svanì.
-E' sempre la solita.-
LE AMAZZONI
Joxer condusse le due donne nel luogo ove giaceva il corpo martoriato dell'
amazzone incontrata in precedenza,da quel punto erano udibili le urla di battaglia
delle guerriere. Xena ordino ad Argo di starsene nei dintorni e, seguendo le
urla, i tre raggiunsero il villaggio in questione, o meglio, ciò che
ne restava: capanne distrutte e date alle fiamme , corpi di donne senza vita
giacevano al suolo nutrendo con il loro sangue la terra; nell' aria c'era un
odore di morte che era quasi palpabile.
La prima cosa da fare-pensò Xena- è trovare la regina.
-Dobbiamo trovare la regina- urlò Gabrielle per far sentire la sua voce,nella
confusione della battaglia. -Mi hai letto nel pensiero.Io vado da questa parte,tu
prendi la direzione opposta.-
Le due donne si divisero e ognuna andò per la sua strada -E io che faccio?-
Domandò Joxer senza ottenere risposta. Per lui era anche più pericoloso
trovarsi in un villaggio amazzone: sapeva bene che gli uomini non erano molto
graditi.
Gabrielle si trovava vicino a quella che sembrava la capanna della regina,
non ne era sicura poiché stava cadendo letteralmente a pezzi, quando
alle sue spalle arrivarono tre giovani guerriere pronte ad attaccarla: estrasse
i suoi fedeli sais e si preparò a combattere, in fondo non si era lamentata
il giorno prima, sul fatto che non c' era nulla da fare?
Xena non aveva trovato la regina, in compenso aveva gia steso un' avversaria
e si preparava ad affrontarne un' altra che le si stava avventando contro. L'
amazzone brandiva un' asta che faceva roteare con destrezza: provò a
colpire più volte la principessa guerriera ma questa si rivelò
essere molto agile ed evitò i colpi.L' ennesima bastonata andata a vuoto
e Xena ne approfittò per sferrare un pugno all' amazzone colpendola sulla
mandibola, che scricchiolò all' impatto; un calcio nello stomaco e l'
amazzone non risultava essere più un problema. Si voltò e vide
la sua amica nel pieno dell' azione: doveva ammettere che si era rivelata una
combattente molto valorosa. Gabrielle intercettò con i sias il labrys
dell' amazzone che la fronteggiava, deviandone la traiettoria verso terra e
non più sulla sua fronte. Riuscì a disarmare la sua avversaria,dopo
di che le lanciò un poderoso calcio in faccia facendole compiere una
piroetta prima di scaraventarla a terra.
-Xena!-la chiamò andandole incontro- Così non possiamo andare
avanti, non possiamo combattere contro un 'intera tribù.-
L' amica fece un accenno: Gabrielle aveva ragione, ma come potevano trovare
un amazzone,in mezzo ad una tribù di amazzoni che si facevano la guerra
fra di loro?
Una guerriera corse nella loro direzione,ma non sembrava avesse intenzione di
combattere;rivolgendosi a Gabrielle domandò -Sei un' amazzone?- -Si.-
-Forse tu e la tua amica potrete aiutarci,seguitemi!- così dicendo inizio
a correre in direzione della foresta.
Quando le tre donne si ritrovarono al riparo dai combattimenti Xena pose una
domanda:
-Dov' è la regina?- -E' al sicuro, ma non può combattere è
stata ferita.Siamo rimaste una decina, le altre sembrano completamente impazzite.Non
riusciamo a capire cosa sia successo.- -Noi crediamo che tutto ciò sia
stato causato da Eris.- -La Dea della discordia? E a quale scopo avrebbe fatto
una cosa del genere?- -E' quello che vogliamo scoprire.- affermò la principessa
guerriera.
Dopo un' ora di cammino, le tre donne arrivarono in un piccolo accampamento
ben nascosto,
all' interno della foresta.
-Joxer! - esclamò Gabrielle -Lo conoscete?- domandò l' amazzone.
Joxer era legato con i polsi dietro la schiena ai piedi di un albero con un
bavaglio sulla bocca in modo che non potesse gridare. -E' un nostro amico,non
rappresenta una minaccia.- -Su questo non vi è alcun dubbio
- rispose
la guerriera sorridendo, e rivolgendosi ad un'altra donna -liberatelo.-
-Qual' è il tuo nome?- domandò Xena.
-Io sono Amaltea.- Ora che c' era un attimo di pace, la giovane osservo attentamente
le due donne -ma io so chi siete- riprese -Xena,la principessa guerriera e Gabrielle.Ho
sentito parlare di voi.- Dopo di che, si voltò e raggiunse la tenda in
cui risiedeva la regina.
-La nostra fama ci precede- sussurrò Gabrielle a Xena, che le rispose
con un sorriso,poi rivolta a Joxer -E' meglio che ti metti al sicuro Joxer,
questo è il posto meno indicato per un guerriero- disse sottolineando
il fatto che lui era un uomo e questo lo penalizzava.
-Ma
-si lamentò l'altro -Non discutere con me Joxer, non possiamo
combattere e preoccuparci del fatto che tu possa essere fatto a pezzi.- Il "discutibile"
guerriero capì che non avrebbe potuto far nulla per convincere Xena a
farlo rimanere cose se ne andò deluso,tendo la testa bassa.
-Forse hai esagerato-commentò Gabrielle -Può darsi, quando tutto
ciò sarà finito gli porgerò le mie scuse, ora non ne abbiamo
il tempo- rispose in tono pratico.
Amaltea uscì dalla tenda della regina e rivolgendosi alle due donne -La
regina Kahina vuole vedervi.-
Entrarono nella tenda, e videro un donna adagiata su una lettiga e coperta con
una pelle di animale.Era stata ferita ad una gamba da un labrys e Xena pensò
che ,probabilmente,era stato reciso qualche tendine.
-Amaltea mi ha detto che c'entra Eris, in tutta questa storia.- -E' molto probabile-
rispose la principessa guerriera. -Io non sono in grado di guidare le mie guerriere
nella battaglia,perciò vi chiedo di aiutarci. Saprò ricompensarvi.-
-Non ci occorrono ricompense, e comunque conta pure sul nostro aiuto.- intervenne
Gabrielle. Kahina tossì rumorosamente e sentì un brivido di freddo,
aveva bisogno di riposare. Xena e Gabrielle lo capirono così lasciarono
la tenda,seguite da Amaltea.
La luna cominciava, timidamente a comparire nel cielo, le amazzoni dell' accampamento
stavano preparandosi ad una danza propiziatoria che avrebbero svolto di notte
sotto il celo stellato nella luce della luna piena.
"Cosa intendi fare Xena? Per eliminare questa specie di sortilegio prodotto
da Eris, servirebbe l' aiuto di una divinità, e Afrodite ci ha detto
che nessuno sarebbe disponibile a darci una mano.Gli Dei non si scomodano mai
quando i problemi toccano i mortali- la voce di Gabrielle, aveva un tono deluso.
-Beh, noi abbiamo un demone no? Non ci servono gli Dei.- affermò rivolgendo
lo sguardo verso il cielo infinito. -Ha detto di chiamarlo
tu pensi che
basti nominare semplicemente il suo nome?- -Per saperlo non hai che da provare.-
Gabrielle chiuse gli occhi e si concentrò per qualche secondo dopo di
che invocò il demone -Kybal- disse in maniera del tutto tranquilla.
Nella squallida stanza di una squallida taverna, in un villaggio non meglio
identificato il giovane Kybal si dilettava nel fare "ginnastica da letto"
con una bionda e una mora non certo squallide. Entrambe giovani, con un bel
sedere dei fianchi ben delineati e seni prosperosi: Kybal non sapeva come mai
si erano ritrovate a vendere il loro corpo per tirare avanti, ma di sicuro,
per lui, era una gran fortuna. Aveva la schiena appoggiata alla testata del
letto con una ragazza per braccio; guardava un punto fisso nel soffitto e riprendeva
fiato -Allora ragazze, pronte per un altro giro?- domandò dopo un paio
di secondi -Ancora? Ma sei insaziabile!- rispose la moretta maliziosamente -Sei
sicuro di avere il denaro per pagare tutte queste prestazioni?- aggiunse l'
altra donna. -State tranquille, avrete i vostri soldi.Ho intenzione di divertirmi
con voi per tutta la not
- si interruppe, di colpo. Sentì la voce
di Gabrielle nella sua testa, lo stava chiamando. Dannazione, proprio ora! Pensò.
-Ti senti male?- -No stò' benissimo-si alzò dal letto e si infilò
i calzoni- ho ricordato di avere un impegno.- -Non sarà una moglie che
ti aspetta a casa?- Scherzò la mora -Nessuna moglie, e se tutto va come
ho in mente ciò che ora è un dovere, potrebbe rivelarsi un piacere
-
fece un ghigno che per un attimo lo fece assomigliare ad un lupo. Lanciò
un sacchetto di pelle contenente del denaro sul letto -A presto ragazze.-
Uscì in fretta dalla taverna, dove trovò Titus ad attenderlo,
montò in sella ed entrambi svanirono nell' aria.
-Forse non basta dire il suo nome- disse Gabrielle dopo qualche minuto di silenzio.
Xena stava per dire qualcosa ma si interruppe quando vide apparire alle spalle
della sua amica Kybal in sella al suo destriero -A quanto pare si- affermò
facendole un cenno.
Amaltea vide la scena, e venne rassicurata sul fatto che si trattava di un amico-almeno
spero-pensò Xena conservando ancora dei dubbi.
-E' una gioia rivedervi ragazze!- scese da cavallo con passo incerto, come se
gli girasse la testa e si avvicinò alle donne. -Sei ubriaco?- domandò
Xena riconoscendo l' odore di birra che aveva in corpo l' uomo. -Ubriaco è
un po' troppo, ho bevuto solo qualche birra.Ero in compagnia di due graziose
fanciulle quando mi avete chiamato, molto simpatiche.- aveva un sorriso da idiota
stampato in volto -Graziose e simpatiche? Come si chiamavano?- domandò
in maniera tagliente la principessa guerriera -Umm
ora mi sfugge, ma in
fondo che cos' è un nome? Quella che noi chiamiamo rosa,con qualsiasi
altro nome avrebbe lo stesso profumo.- fissò Gabrielle negli occhi, lei
distolse lo sguardo. Era affascinata e allo stesso tempo spaventata da quel
ragazzo: dopo la dolorosa esperienza con Speranza, solo a sentir parlare di
demoni le si raggelava il sangue.
-Lasciamo stare- la voce di Xena la riportò alla realtà- sappiamo
che Eris ha fatto nascere la discordia in questa tribù amazzone, e tutto
si stà rivelando un vero massacro:le amazzoni si stanno eliminando a
vicenda. Ci serve il tuo aiuto.-
-Dovrei battermi con Eris? Umm la cosa si fa interessante
un demone contro
una Dea, chi vincerà? Yak yak! Mi piace!- -Questo non è un gioco
Kybal.- lo ammonì Gabrielle. -Ti sbagli. Tutta la vita è un gioco:
un gioco pieno di regole e di difficoltà. La vittoria avviene quando
impari a sfruttare i regolamenti a tuo vantaggio e utilizzare le avversità
come punti di forza e non come fatti penalizzanti. Voi mortali dovreste condividere
questo pensiero, in fondo avete così poco tempo
secondo me dovreste
imparare a rilassarvi di più ragazze, dovreste cogliere l' attimo
come
se questi fossero gli ultimi vostri istanti di vita.- -Non credi che così
si finirebbe per diventare degli egoisti,e che gli unici a spassarsela sarebbero
i più forti? In fondo anche i signori della guerra a loro modo si divertono.E'
la povera gente inerme che vorrebbe smetterla di giocare senza averne la possibilità.-
disse Gabrielle.
Il discorso finì lì: i tre si sedettero ad un lungo tavolo e si
unirono alle guerriere che stavano consumando la cena. Il senso di spossatezza
dovuto all' alcool sparì in Kybal,quando riempì il suo stomaco
con quello che doveva essere carne di cinghiale. Si sentiva molto meglio.
La luna era alta nel cielo e con la sua luce rischiarava l' accampamento amazzone.Alcune
guerriere si dispose a cerchio attorno ad un grande falò, mentre altre
dettavano il tempo della danza con tamburi e intonavano urla e grida indecifrabili.
Xena, Gabrielle e Kybal le osservavano in disparte, tutti e tre sentivano pura
energia nascere da quei movimenti selvaggi e armonici allo stesso tempo.
Ad un tratto Amaltea lasciò il cerchio e andò verso di loro prendendo
Gabrielle per mano e incitandola a seguirla nella danza, in quanto amazzone.In
un primo momento la giovane esitò, ma poi si lasciò andare e seguì
la donna. I passi gli vennero naturali, sentiva il ritmo dentro di se e vederla
cimentarsi in quel ballo tribale era una gioia per gli occhi di Xena e quelli
di Kybal che
era rimasto ipnotizzato dal movimento dei suoi fianchi.Se fosse stato un cane,
probabilmente avrebbe sbavato. Xena se ne rese conto e lo fissò come
se stesse decidendo in quale punto del suo corpo avrebbe conficcato la sua spada;
l' uomo se ne accorse e in tutta risposta le fece un ghigno impenitente mimando
con le labbra un bacio e accennando a Gabrielle -Credo che potrei innamorarmene
-
Xena gli si avvicinò e con fare felino gli sussurrò all' orecchio
-Tu, Kybal, non sai nemmeno cosa significhi la parola amore
..stai attento,
o farò in modo che le donne per te siano solo un ricordo.- Kybal sentì
la lama di un pugnale appoggiata sul suo inguine; le sorrise, si alzò
e disse -Uuuh, adoro le donne autoritarie
yak yak!- Andò in direzione
della foresta. Trovò un albero dal tronco robusto, vi si arrampicò
e si appollaiò su di un ramo.
Finita la danza tutte le guerriere si ritirarono nelle loro tende, eccetto
le due che sostavano davanti all' entrata della tenda di Kahina che avrebbero
vigilato tutta la notte.
In una di queste tende,due guerriere di nostra conoscenza non stavano certamente
dormendo
..Dopo circa due ore fu Gabrielle a parlare -dov'è finito
Kybal?- -non lo so
e non credo che mi interessi- Gabrielle alzò
la testa dal suo petto e la fissò in quegli occhi cristallini che adorava
-sei gelosa- affermò con sicurezza. Xena non fece nulla per smentirla
e lei riprese -dovresti saperlo che nessuno potrebbe mai prendere il tuo posto-
e la baciò dolcemente.Dopo qualche minuto di silenzio, fu la principessa
guerriera a parlare -senti, tu resta qui, io vado fuori a cercarlo, e a controllare
che non stia combinando guai.- Si vestì in fretta e uscì dalla
tenda,dirigendosi verso la foresta.
-Madre- disse Kybal sentendo vicina una presenza a lui nota -Cosa ti turba
figlio mio?-
-Perché io non riesco ad amare Madre? E perché questa consapevolezza
mi fa star male? Sembro essere l' unico demone dotato di coscienza
- -Figlio
mio, tu sei speciale
.sei un qualcosa di diverso e unico
-
Quando Xena sentì Kybal parlare con qualcuno, si fermò e si mise
in ascolto: temeva che potesse fare il doppio gioco, non sapeva se poteva fidarsi
veramente di lui.
-Quella mortale
.Xena, ha detto una cosa che è vera: io non so cosa
voglia dire amare una persona
.Perché?- riprese il giovane -Forse
non hai trovato la tua anima gemella
o forse l' hai persa senza rendertene
conto
-tentò di incoraggiarlo la madre. -Bah, andiamo! Da quando
sono nato ho avuto così tante donne che non riesco nemmeno a ricordare
i loro volti, o i loro nomi
quante vite occorrono per trovare questa ipotetica
anima gemella?!- -Magari sei tu che inconsciamente non ti vuoi legare ad una
persona.- -Stai dicendo che ho paura? Che io, figlio di Asmodeus ho paura di
finire come Rondhas?!- la rabbia gli fece scintillare gli occhi -Sei stato tu
a nominare il suo nome, non io.-
Prima che il demone potesse ribattere la donna scomparve nell' aria.
Kybal era arrabbiato. Saltò giù dall' albero e focalizzò
la sua attenzione su una grossa roccia. Rondhas
.perché? Perché
lei? Mentre si poneva questi quesiti scagliò un forte pugno sul masso
penetrandolo come se fosse burro. Ecco a cosa ti ha portato l' amore, idiota!
Avevi detto che nessuno ci avrebbe divisi, ma mentivi
e ti sei fatta ammazzare!Non
sei stata ai patti! Quando si rese conto che non aveva più nulla a cui
tirare pugni, si bloccò e abbassò la testa,l' espressione "cane
bastonato" gli calzava a pennello.
-Kybal- il giovane sentì una mano sulla sua spalla e si voltò
di scatto pronto ad attaccare -Ah, sei tu- disse poi, riconoscendo la donna
-cosa ci fai in giro a quest' ora?- -Cercavo te.- -Credevi che stessi complottando
alle tue spalle eh, dì la verità
- -L' esperienza mi ha insegnato
ad essere sospettosa Kybal, e mi ha permesso di restare in vita.Io non so se
posso fidarmi di te- rispose con sincerità e continuò -Come ti
senti?- Kybal, capì che tutte quelle affermazioni dettate dalla rabbia,
non le aveva solamente pensate, ma probabilmente le aveva urlate al vento. Si
sedette su un tronco d' albero caduto, nascondendo il volto fra le mani; Xena
gli si sedette accanto. -Immagino che tu abbia ascoltato la conversazione con
mia madre, di poco fa.- Non c' era tono di accusa nella sua voce, Xena annuì
-Rondhas era la mia migliore amica
.eravamo inseparabili anche se i nostri
caratteri erano molto diversi: io sono un demone della lussuria, lei aveva mio
padre come maestro
Non era esattamente malvagia,ma la sua era una forza
dettata dalla rabbia che riusciva a dominare a fatica
-il ragazzo fece
un lungo respiro prima di continuare- Un giorno, poi, incontrò un uomo
e tutto cambiò: non faceva che parlarmi di quanto fosse bello, generoso
e altre idiozie simili
lui era una presenza fissa nei suoi pensieri.Era
innamorata, perdutamente e profondamente innamorata. Mio padre la mise in guardia,
ma lei non ascoltò i suoi consigli: si fidava ciecamente di lui. Era
inverno, quando accadde: i due si incontrarono, come loro solito, in una radura
e fu lì che lui la uccise.Probabilmente con la scusa di fare l' amore
la spogliò e riuscì a sottrarle il suo pugnale: quando la ritrovai
era irriconoscibile. Quella fu l' unica volta in cui vidi mio padre commosso
non
versò una lacrima, ma i suoi occhi non per un attimo non furono più
freddi e glaciali.- -Avrebbe preferito la mia morte alla sua- pensò fra
se e se.
Xena notò come facevano sempre più fatica le parole ad uscire
dalla bocca di Kybal, gli posò una mano sulla gamba.-Più tardi
appresi che quell' uomo faceva parte di un villaggiò che Rondhas rase
al suolo anni prima.La sua vendetta è stata terribile, ma la mia sarà
atroce
.- i suoi occhi ribollivano di odio- com' è potuta essere
così stupida Xena? Le armi dei demoni sono letali per i demoni stessi
.come
ha potuto lasciare che il suo pugnale diventasse l'arma della sua morte? Il
destino a volte è strano
quel pugnale era un mio dono
- alzò
gli occhi al cielo e osservò le stelle; a Xena parve di vedere una lacrima
cadere dai suoi occhi smeraldini. -Mi dispiace Kybal, davvero.- -Ricordi cosa
mi hai detto prima? Sul fatto che io non so cosa significhi amare?- -Si- -Hai
torto.Io la amavo, ma me ne sono accorto tardi e credo che ora io abbia il timore
di finire come lei,per questo ho imparato a non affezionarmi troppo alle persone
-
-In passato anch' io ripudiavo l' amore: lo ritenevo un sentimento sciocco,
che indebolisce lo spirito e non ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi.-
-Cos' è che ti ha fatto cambiare idea?- -Gabrielle. Lei mi fatto capire
che l' amore può sembrare una debolezza, ma in realtà è
la forza più grande che esista.Devo esclusivamente a lei quello che sono
diventata.- Kybal era affascinato dalle parole di Xena e disse -Lei è
pura Xena. Anche se ha ucciso,ha l' animo puro come quello di un fanciullo,
e anche tu sei come lei, anche se in maniera diversa. Quando ti ho detto che
potrei innamorarmi di lei ero serio- si alzò e fece qualche passo, dopo
di che si voltò- e ora mi accorgo che potrei innamorarmi anche di te,
principessa guerriera.- Le sorrise, non il solito ghigno lupesco che aveva stampato
in volto, ma un sorriso tenero da cucciolo. Kybal si avviò verso l' accampamento.
Quando Xena tornò alla sua tenda, Gabrielle dormiva. Stette ferma ad
osservarla per qualche minuto, respirando piano per timore di disturbarla, poi
, le si sdraiò accanto prendendola fra le sue braccia e alzando le ginocchia
per stringerla in posizione fetale. Le posò un bacio sulla testa, dopo
di che chiuse gli occhi e si addormentò.
IL PIANO
Era l' alba quando Kybal irruppe nella tenda delle due donne, urlando a squarcia
gola, augurando loro il buon giorno.
-Io lo ammazzo
- borbottò Xena ancora prima di aprire gli occhi.
-Ora ci serve
ma dopo ti darò una mano anch' io!- aggiunse Gabrielle,con
voce impastata dal sonno, sedendosi a gambe incrociate.
-Coraggio, vi ho anche procurato qualcosa per fare colazione: more, mirtilli
e bacche.- Il demone uscì dalla tenda e Gabrielle e Xena si lanciarono
uno sguardo stupito:cosa stava frullando nella testa di quel tipo?
Mentre mettevano qualcosa nello stomaco Kybal le raggiunse e chiese:
-Allora donzelle, qual' è il vostro piano per risolvere la situazione-
-E' molto semplice: tu vai sull' Olimpo, cerchi Eris e le "spieghi"
che mettere discordia fra le amazzoni non è stata una buona idea.- spiegò
Xena con un ghigno -Ne frattempo io Gabrielle e le guerriere rimaste, cercheremo
di limitare i danni quaggiù.E' tutto molto semplice mi pare.-
-Si, ma vedi c' è solo un piccolo intoppo nel tuo piano: io non posso
andare sull' Olimpo-
-Credevo che un demone potesse fare ciò che vuole
- commentò
Gabrielle.
-Lasciami finire cara; dicevo che io non posso andare sull' Olimpo se non ricevo
l' invito di qualcuno dei suoi abitanti.-
-Ora ho capito!- esclamò Xena come se avesse avuto un improvvisa illuminazione
-tutto questo è parte di un piano di Ares.-
Kybal e Gabrielle si guardarono per un attimo -questo lo sappiamo già,
ma dove ci porta?-
-Noi sappiamo che Ares dirige tutto ma io ora ho capito il perché:dunque,
qualche giorno fa abbiamo sentito Ares chiedere aiuto a Kybal per poter mettere
le mani su di me.-
-Giusto- assentì il demone.
-Kybal rifiuta perché è in debito con te Gabrielle, quindi Ares
che fa? Cerca il modo di far sdebitare in fretta il nostro amico in modo che
poi gli possa offrire i suoi servigi.Invia Eris, ben sapendo che nessun altro
Dio interverrà in questa faccenda.L' unico pronto ad invitarti sul monte
Olimpo sarebbe lo stesso Ares che in cambio di questo favore te ne chiederebbe
subito un' altro.Lui sa bene che per te sconfiggere Eris non sarebbe troppo
complicato, ma a lui non è questo ciò che importa.-
-Umm
come ragionamento fila
Devo riconoscere che l' amico Ares è
molto ingegnoso.Specie quando tu rientri fra i suoi piani
..- Kybal le
lanciò un' occhiata maliziosa accompagnata da uno dei suoi soliti ghigni.
-Questo comunque non ci porta da nessuna parte: il problema resta e non sappiamo
come risolverlo.- disse Gabrielle.
-Già.- convenne Xena.
-Dobbiamo cercare di tenere buone le amazzoni giù al villaggio, o non
resterà nessun problema da risolvere.-
-A questo proposito, io avrei un idea per guadagnare del tempo
- si intromise
Kybal.
-D' accordo, rendici partecipi del tuo piano.-
-E' molto semplice:ci servono delle catene; molte catene.-
Vedendo gli sguardi perplessi delle due donne il giovane continuò:
-Io mi vado a procurare le catene, torno e con le guerriere di cui disponiamo
andiamo al villaggio e facciamo prigioniere le amazzoni.Se le incateniamo non
potranno certo nuocersi.-
-Tu dimentichi che noi siamo poco più di una decina e loro quasi un intera
tribù.- disse Xena.
-E tu non rammenti che vanno avanti a combattere da qualche giorno,quindi oltre
ad essersi eliminate a vicenda, quelle che rimangono saranno per forza di cose
stremate.Sarà una passeggiata per la principessa guerriera.- rispose
in tono di sfida.
-Xena cosa ne pensi?- domandò Gabrielle.
-Credo che si possa fare.Quanto ti ci vuole a procurarti le catene?-
-Non molto. Titus!- Lo splendido destriero apparve dal nulla.
-Ma quel cavallo
- Gabirelle iniziò un frase, ma Kybal le anticipò
la risposta:
-E' uno spirito. Lo spirito di un cavallo morto in battaglia.-
-Come spirito mi sembra piuttosto reale.-
-E' questo il bello.- montò in groppa, ed entrambi svanirono nell' aria.
Xena chiamò Amaltea, la quale richiamò tutte le guerriere per spiegare loro il piano che avevano in mente. Si sarebbero divise in tre squadre:una guidata da Gabrielle, una da Amaltea e una da Laodicea, una guerriera che avrebbe potuto colpire un nemico con un labrys a occhi chiusi. Le tre squadre, ognuna composta da quattro guerriere, avrebbero attaccato da punti diversi mentre Xena si sarebbe buttata al centro agendo un po' ovunque.L' obiettivo era stordire, non uccidere.
Kybal era tornato allo squallido e desolante villaggio della sera prima, ma
questa volta non si trattava di un viaggio di piacere.Per lui era strano anteporre
il dovere al piacere ma, anche se la tentazione di fermarsi nuovamente alla
taverna era forte, tirò dritto verso il fabbro del villaggio che, per
sua fortuna, sembrava essere ben fornito.
-Dammi tutte le catene che hai.-
L' uomo lo guardò sbalordito ed esitò per un momento.
-Andiamo, non ho tutto il giorno a disposizione! Ho delle donne che mi aspettano!-
-Però, ci vai giù pesante amico!-
La battutaccia del fabbro sferzò la fantasia di Kybal : associare Gabrielle
e Xena a delle catene rischiava di mandargli in pappa il cervello a quell' ora
del mattino. No, no: prima il dovere.
-Per le donne che ho in mente le catene non basterebbero
.Avanti, muoviti.-
Lasciò dei denari per l' uomo, e uscì dalla bottega con un sacco
molto, molto pesante.Assieme a Titus, tornò al villaggio amazzone.
Raggiunse le amazzoni nel pieno della battaglia:era uno spettacolo per i suoi
occhi, vedere l' espressione concentrata di Xena, mentre cercava di non spezzare
il collo ad una donna, ma solo di farla svenire o la contrazione dei muscoli
di Gabrielle nel momento in cui colpiva il nemico con un asta. Si guardò
un po' attorno, e ciò che vide fu solo desolazione: vi erano in terra
più cadaveri di quanti avessero supposto, e non era un bello spettacolo
vedere delle guerriere fiere e orgogliose come il popolo amazzone, combattere
fino allo stremo con lo scopo di auto distruggersi. Riportò il suo sguardo
su Xena e fece subito partire una sfera di energia contro una guerriera che
la stava attaccando alle spalle. La donna lo ringraziò con lo sguardo.
Kybal raggiunse il centro del villaggio portando il sacco a spalle, dopo di
che svuotò il suo contenuto a terra. Gabrielle lo raggiunse con altre
due guerriere che presero delle catene e seguendo le istruzioni di Gabrielle
andarono a imprigionare alcune delle loro compagne che non avevano più
la forza di difendersi. Anche Xena si avvicinò al giovane che chiese:
-Come stiamo andando?-
- Non troppo bene,è una fortuna che tu sia arrivato così velocemente.-
Laodicea raggiunse il gruppo:
-Xena, la squadra di Amaltea è stata eliminata.Se avete un piano è
ora di metterlo in atto!-
-Ci penso io. Signore, abbassatevi.- disse il demone.
-Cos..- stava per domandare Laodicea, ma Gabrielle la tirò a terra:
-Fallo e basta!- si fidava del suo istinto, e sapeva che se Kybal aveva detto
di abbassarsi c' era un motivo.
Il giovane chiuse gli occhi:quando li riaprì emanavano una strana luce,come
se una fiamma vi ardesse dentro penso Xena osservandolo.Le venne in mente la
notte precedente, e capì che era carico di energia.
Ogni muscolo, nervo e tendine era teso:Kybal si portò le mani,chiuse
a pugno, al petto dopo di che spalanco le braccia aprendole.Un' ondata di pura
energia che viaggiava ad altezza uomo, scaraventò per terra chiunque
trovasse lungo la sua strada, comprese le amazzoni che stavano aiutando Xena.
-Le hai
- disse la principessa guerriera alzandosi.
-Abbiamo detto che volevamo prigionieri no? Eccoti servita-porse una mano a
Gabrielle e l' aiutò ad alzarsi - una passeggiata.-
Xena , Gabrielle e Laodicea andarono a rianimare le loro compagne, dopo di che
iniziarono ad incatenare tutte le altre.
Le amazzoni vennero incatenate e tenute a debita distanza le une dalle altre,
sembravano degli animali inferociti:scalciavano e urlavano le une contro l'
altre.Solo quando Laodicea, portò un piatto di cibo a ciascuna la situazione
parve calmarsi.
-Allora, cosa facciamo? Non possiamo tenerle in catene in eterno.- Constatò
Gabrielle.
-Beh
-
-Risparmiaci le tue battute.-intervenne Xena, ricevendo un ghigno in tutta risposta.
-D' accordo, d' accordo. La faccenda è semplice: oltre ad Ares, conoscete
un' altra divinità disposta ad invitarmi sull' Olimpo?-
-Certo,bel ragazzone!-
Il trio si voltò per vedere chi fosse intervenuto nella discussione.
Xena e Gabrielle si guardarono sorridendo.
-La vostra amica Afrodite è qui.- La donna avanzò ancheggiando
verso i tre e quando fu vicina al demone gli porse il dorso della mano che lui
si apprestò a sfiorare con le labbra.
-Ho sentito parlare di voi, e sono felice di poter appurare con i miei occhi
che ciò che si dice sulla vostra bellezza, corrisponde a realtà.-
Xena era stupefatta dai cambiamenti di modi che aveva Kybal: ora sembrava quasi
un nobile.
-Oh, anch' io ho sentito parlare molto di Kybal: sei una specie di principe
se non sbaglio.-
-Già.Mio padre è uno dei diciotto re, e io sono un principe. Ora
che ci siamo presentati credo che potremmo darci del tu.-
Kybal e Afrodite si lanciarono uno sguardo di intesa.
Il demone della lussuria e Afrodite
.Gabrielle non sapeva se questa fosse
una cosa positiva o meno.
-Tu puoi portarlo sull' Olimpo.- domandò Gabrielle.
-Ma certo, Kybal ha il mio invito a salire sul Monte Olimpo.- disse strizzando
l' occhio in direzione del giovane.
-Tutto qui?- Xena pensava che la cosa fosse più complicata.
-Ho detto che dovevo essere invitato, non occorre un rito magico.-
-Potete portarci con voi?-
-Ogni tuo desiderio è un ordine!- Scherzò Kybal, e tutti e quattro
svanirono nell' aria.
L'OLIMPO
-Ares! Xena stà arrivando, e con lei c' è Kybal!- Eris era furiosa.
-Evidentemente il giovane che avevo incaricato di tener occupata Afrodite non
è stato così efficiente.- disse Ares.
-Dunque che si fa?-
-Io penserò a qualcosa, ma per ora questo è solo un tuo problema-
-Ma
- prima che Eris potesse aggiungere dell' altro, Ares era svanito.
Il quartetto, si ritrovò all' interno di un immenso salone arredato
con sfarzo,degno proprio delle Divinità.
-Seguitemi, se non sbaglio Eris dovrebbe trovarsi da queste parti- disse Afrodite.
-Non serve cercare, io non ho timore di nessuno!- La dea della discordia era
accompagnata da una decina di scagnozzi che si precipitarono a combattere; naturalmente
Afrodite si mise subito in disparte: non sia mai che la sua perfetta acconciatura
venisse messa in pericolo da uno di quei bruti!
Kybal avrebbe potuto eliminare subito quegli innetti , ma voleva lasciare un po' di divertimento anche alle sue amiche; e poi vederle combattere gli piaceva sempre di più. Non è questo il momento! Penso fra se e se, e si diresse verso Eris.
Xena aveva gia atterrato due uomini e si apprestava ad affrontarne altri due
che le venivano in contro: la principessa guerriera li saltò via con
una capriola e li colpì con un violento calcio a ciascuno sulla schiena.La
spina dorsale di uno dei due cedette, mentre per l' altro occorse anche un calcio
in piena faccia per mandarlo all' altro mondo. Lo scopo ora non era fare prigionieri.
Gabrielle colpì a velocità folle il petto del suo avversario,
con tanti e precisi pugni, fino a farlo cedere: evidentemente la gabbia toracica
non aveva retto. L' immagine della sua amica Amaltea morta per il capriccio
di un Dio le venne alla mente, e scatenò tutta la sua rabbia.Altri due
uomini perirono sotto i colpi dei suoi sais.Uno dei gorilla di Eris, la prese
alle spalle, scaraventandola a terra, teneva una spada in mano pronto a trafiggerla,
ma Xena non gliene diete il tempo, prendendo la sua testa fra le mani e dando
uno strattone secco: gli spezzò il collo senza esitazioni. Gli ultimi
due reduci, preferirono scappare finchè potevano usufruire ancora delle
loro gambe.
-Grazie.- le disse Gabrielle.
-Stai bene?- domandò la donna, carezzandole una guancia. Gabrielle annuì.
Le due donne raggiunsero Afrodite e guardarono come se la stava cavando Kybal.
-C' è una luce strana nei suoi occhi.- disse Gabrielle.
-Già- convenne Xena.
-Ma è una luce che mi spaventa: è come se non appartenesse a lui,
ma a qualcun altro.-
A Rondhas,pensò la principessa guerriera.
Eris era piegata a terra e Kybal infierì nuovamente con un calcio nello
stomaco. La guardava contorcersi, e rideva. La donna si rimise in piedi e gli
lanciò una specie di palla infuocata ma il ragazzo la evitò con
disinvoltura svanendo nell' aria e riapparendole alle spalle:
-Yak yak!- la prese per i capelli e le sbatté la testa sul pavimento.
-Cosa ne dici? Vale la pena rischiare la vita per un villaggio amazzone del
quale non ti interessa nulla?-
Eris riuscì a tirargli un calcio nello stinco, facendolo cadere; gli
saltò su torace prendendolo a pugni in faccia.All' improvviso Kybal le
bloccò un pugno serrandoglielo con la sua mano e gliene tirò uno
lui facendola rotolare lontano. Il sangue che gli usciva dal naso non parve
disturbarlo; in fondo Eris era conciata molto peggio.Le si avvicinò nuovamente
sempre con quel ghigno animalesco stampato in volto, le alzò la testa
tirandola per i capelli caricando nell' altra mano una sfera d' energia:
-Te lo chiederò un' altra volta soltanto: ne vale la pena?-
Eris capì che il demone avrebbe potuta eliminare così si arrese
di fronte alla sua potenza.
-D' accordo.Hai vinto- ammise con tono amaro.
Kybal la fece rialzare ma si tenne pronto ad attaccarla nuovamente in caso che
Eris non avesse annullato il sortilegio. Non fu necessario.
Ares apparve nel momento in cui Eris annullava il sortilegio che aveva colpito
le amazzoni -Non ci si comporta così con una signora Kybal, dove hai
messo le tue buone maniere?-
-Yak yak, e dove sarebbe la signora in questione?- lo apostrofò il giovane
rivolgendosi ad Eris.
-Beh, hai saldato il tuo debito no?-
-A quanto pare
-
-Quindi ora potremmo tornare sul discorso di qualche giorno fa.-
-Perché no?- disse il giovane sorridendo -Ora sono libero
-
Xena e Gabrielle si scambiarono un occhiata -Avevi ragione a non volerti fidare
di lui- sussurrò Gabrielle.
-Aspetta, forse non tutto è perduto
- Xena si sorprese delle sue
parole, in fondo Kybal era un demone: era della stessa pasta di Speranza; eppure,
in cuor suo, sentiva che poteva fidarsi.
-Allora, amico mio, è Xena che vuoi?- Il Dio della guerra annuì.
Kybal si concentrò: sembrava entrato in catalessi.
-Non ci ha mai messo così tanto per accumulare il suo potere- constatò
Gabrielle e Xena annuì.
-E' tutta tua.- disse Kybal aprendo gli occhi -adesso potrà darti tutta
se stessa.-
Xena si sentì strana, e cercò lo sguardo del demone che le rispose
con un largo sorriso e una veloce strizzata d' occhio.
Ad Ares, non sembrava vero:finalmente aveva ottenuto ciò che rincorreva
da tempo, Xena gli sarebbe appartenuta per tutte le notti a venire. Le si avvicinò
con un passo sicuro e le tese la mano:
-Vieni qui-
Xena gli prese la mano e, anche se Gabrielle cercò di trattenerla, andò
da lui che guardò la giovane con lo sguardo di chi assaporava la vittoria.
Il problema si presentò ad Ares, quando la presa di Xena divenne una
morsa d' acciaio.La principessa guerriera gli piegò il braccio dietro
la schiena e con un calcio dietro le ginocchia lo costrinse a ad inginocchiarsi.
-Credevi veramente che tutto fosse così facile?- le domandò tirandogli
una ginocchiata sulla mascella,seguita da una serie di pugni eseguiti a regola
d' arte che andavano ad interessare tutta la zona del torace
Se ares fosse
stato un mortale,avrebbe raggiunto i campi Elisi già molti lustri fa
.un
calcio nelle costole lo fece cadere a terra. Xena sentiva una nuova forza crescerle
dentro,e senza sapere come si ritrovò a maneggiare una sfera infuocata
che levitava sul palmo della sua mano
.senza pensarci due volte la usò
contro il suo nemico centrando in pieno il bersaglio.
Stordito e iracondo Ares si alzò e rivolto a Kybal urlò con rabbia:
-SEI UN INFAME!!!-
In risposta il giovane sghignazzò, facendo accrescere la collera del
Dio della guerra.
Xena ed Ares si ritrovavano di nuovo faccia a faccia per l' ennesimo duello
ma lui giocò sporco, svanendo e apparendole alle spalle scagliandole
contro una sfera energetica che le fece perdere i sensi.Tutto ciò che
ora desiderava era dare una lezione al demone.
-Andiamo Ares, in fondo ti ha dato con tutta se stessa
.se tu non avessi
barato, cosa che non si fa con una signora-scimmiottò- ti avrebbe conciato
molto, molto peggio
yak yak!-
Ares lanciò la sua onda energetica contro il demone che riuscì
a schivarla.
-Ti propongo una cosa: niente trucchi, solo mani e piedi.- In risposta Kybal
si prese un calcio nello stomaco.
-Bene, vedo che accetti.-rispose a denti stretti. Non fece in tempo a rialzarsi
che si prese un altro calcio, e poi un altro. Ares era in preda all' ira. Il
Dio della guerra sollevò da terra il giovane colpendolo con un poderoso
pugno in volto.
Xena aveva un ferita profonda sulla schiena, ma osservava lo scontro con interesse
-Ma perché non reagisce?- domando Gabrielle.
-Io, non lo so.-
Kybal non sentiva più il dolore, aveva smesso di sentirlo quando Ares
gli aveva tirato il primo calcio nei testicoli, ora sentiva solo una forza nuova
crescergli dentro:una forza che non riusciva più a reprimere.In quel
momento seppe che Rondhas era con lui. Si rialzò velocemente da terra
evitando lo stivale di Ares che puntava il suo cranio e gli assestò un
calcio in faccia facendolo cadere all' indietro.Gli girò in torno e sollevando
il ginocchio distese la gamba con tutta la sua potenza sullo stomaco e sul torace.
Gli prese la testa con le mani colpendola in maniera secca e decisa con la sua.
-La testa vale vero?- sogghignò.
Un pugno diretto sul naso ruppe il setto nasale del Dio della guerra, la cui
faccia cominciava ad assomigliare a quella di Kybal: una maschera di sangue.
La visione del sangue eccitò maggiormente il demone che si mise a colpire
il suo nemico con maggior foga.Era seduto sul suo petto e lo stava ripetutamente
colpendolo in volto, finche si bloccò di scatto con un pugno piegato
a mezz' aria.
-Le Moire hanno altri progetti per te
.-
Si avvicinò a Xena e Gabrielle e tutti e tre svanirono.
MOMENTI DI PACE
Nell' accampamento le amazzoni erano tornate in possesso delle loro facoltà,
e stavano già lavorando alla ricostruzione del villaggio.
-Grazie, a nome di tutta la mia tribù.- disse Kahina. Il riposo e le
erbe medicinali avevano decisamente migliorato il suo stato di salute.
-Non devi ringraziarci, l' abbiamo fatto con piacere.- rispose Gabrielle.
-Sei sicura di non volerti unire a noi, giovane guerriera?-
Gabrielle guardo per un momento la sua compagna di avventure e scosse la testa:
-Mi spiace, ma il mio posto è con Xena.-
-Sappi che qui ci sarà sempre posto per te. E anche per te principessa
guerriera.-
Le due donne si congedarono e lasciarono la tenda.
-Beh, mi sembra che tu sia stata accontentata- disse Xena scherzando.
-In che senso?-
-Non ti eri lamentata poiché mancavano persone in difficoltà?-
-Già, e ora chiedo almeno due giorni di riposo!-
-Direi che ce li meritiamo.- convenne Xena.
-A proposito, dov'è Kybal?-
-Non lo so, è sparito dopo averci riportate quaggiù senza nemmeno
salutare.-
-Secondo me è qui nei dintorni.Cosa ne dici se vado a cercarlo?-
L' occhiata di Xena non era esattamente di approvazione, ma poi disse:
-Va bene, io intanto preparo Argo e poi ce ne andiamo.-
Il sole stava tramontando e il suo riflesso sul letto del fiume era uno spettacolo
fantastico:sembrava che il fuoco si fosse sostituito all' acqua.
Kybal se ne stava seduto sulla riva con i piedi immersi nell' acqua, Titus,
al suo fianco brucava dell' erba.
-Ma allora non eri sparito- disse Gabrielle interrompendo i suoi pensieri.
-Non me ne sarei mai andato senza salutare: non sono un cafone-
-A cosa pensavi, con aria così malinconica?-
-Xena te l' avrà detto.-
-Si, mi ha detto della tua amica.Mi dispiace, ma non credo che la vendetta servirà
a qual cosa-
-Oh si invece,non ci sarebbe cosa peggiore di ciò che ho in mente.- un
lampo d' ira attraverso i suoi occhi verdi. -Hai mai odiato qualcuno Gabrielle?
Hai mai odiato veramente, con tutta la passione di cui sei capace qualcuno?-
-Non credo
-
-Non è una bella sensazione, ma l' odio ti spinge ad andare oltre: ti
da una carica, e una potenza che non puoi ricevere da nessun altra parte.-
-Non la penso come te,Kybal. Guarda Speranza, la sua forza era dettata dall'
odio, eppure è stata sconfitta.-
-Non per offendere, ma Speranza non era poi così forte, e nemmeno Dahak.Conosco
demoni molto, molto più potenti. I diciotto re, ad esempio.-
Gabrielle non volle nemmeno pensare a cosa avrebbero potuto fare altre diciotto
creature con una potenza che andava oltre quella di Dahak.
-Tuo padre ne fa parte, vero?-
-Già. Solo che a differenza di me, la sua passione è il terrore
e il caos
Rondhas era simile a lui . Hai visto no, l' incontro con Ares?
Ho lasciato che mi picchiasse per potermi concentrare: è bastato pensare
a mia sorella e all' uomo che stò cercando perché la potenza crescesse
in me.-
-Io ho avuto l' impressione che tu facessi addirittura fatica a controllarti.-
-E vero, il fatto e che io, fondamentalmente, non sono violento
ma quando
mi arrabbio
è come se lei entrasse in me
e
-
-Ed è meglio starti lontano.- concluse Gabrielle per lui.
Kybal le sorrise e si alzò in piedi. Posò il suo sguardo sul letto
del fiume, e poi tornò a Gabrielle.
E' così bella
il pensiero di prenderla proprio lì sulla sponda
del fiume con il rischio che arrivasse Xena a spaccargli le ossa fu duro da
reprimere
.Ma io voglio che arrivi Xena
le voglio entrambe.
Kybal si tuffò in acqua, aveva bisogno di raffreddare i suoi bollenti
spiriti. Quando riemerse gli venne la splendida idea di annaffiare Gabrielle
che lo osservava seduta sul prato.
-Adesso me la paghi!- La giovane si sfilò i calzari e si tuffò
dietro al giovane dando vita ad una lotta acquatica.
Attratta dagli schiamazzi anche Xena si avvicinò alla riva del fiume,
vedendo Gabrielle e Kybal giocare nell' acqua.Non c' era malizia da parte del
demone, si stava solo divertendo.
-Gabrielle è ora di andare
-
-Di già? Va bene arrivo-
-Andiamo Xena, perché non ti unisci a noi? Si sta' divinamente quaggiù.-
le sorrise.
A Xena suonava strano il termine "divino" in bocca ad un demone, comune
decise che un po' di sano divertimento non avrebbe fatto male a nessuno,così
si tuffò in mezzo ai due e la lotta continuò.
Le stelle riempivano di vita il cielo. Xena, Gabrielle e Kybal se ne stavano
attorno ad un fuoco intenti a cucinare una lepre che il demone aveva catturato
dopo il bagno.Il giovane indossava solo i calzoni, non portava nemmeno gli stivali.
-Mi piace questa sensazione di pelle nuda e bagnata sull' erba
la trovo
una combinazione fantastica
-
-Che strada prenderai ora Kybal?- domandò Gabrielle.
-Non lo so
seguirò l' istinto
.prima o poi arriverò
dove devo.Non ho fretta.-
-Dopotutto sei immortale.- affermò Xena.
-La cosa ha anche dei vantaggi
..la vendetta è un piatto che va
servito freddo, vero Xena?-
-Già
-
-La cosa non ti farà sentire meglio.-disse Gabrielle.
-Questo lo pensi tu
-e le sorrise.
Kybal si alzò e si trovò un posto dove dormire, si sentiva stanco.
Gabrielle lo imitò e si addormento vicino alla sua amica. Xena,invece,
non riusciva a prendere sonno:incrociò le mani dietro la testa e si mise
a contemplare le stelle: si sentiva strana da quando Kybal le aveva dato quella
strana energia. Egli non le aveva minimamente accennato ciò che aveva
fatto
domani gli chiederò spiegazioni,pensò, dopo di che
anch'ella si addormentò.
Kybal stava ancora dormendo, quando le due donne si svegliarono accolte da una
soffice brezza mattutina.
-Xena, credi che Kybal si potrebbe unire a noi per un po'?-
-Perché me lo chiedi?-
-Credo che potremmo fargli capire che una vendetta non può placare le
sofferenze dello spirito
-
Xena meditò per un attimo dopo di che disse con un sorriso malinconico:
-D' accordo, dopo tutto sei riuscita a redimere me
in passato non ero molto
differente da un demone
-
-Comunque sia ora sei diventata il mio angelo- rispose la fanciulla posando
un dolce bacio sulle labbra della sua compagna.
Fine
Ma scherziamo? Ragazzuoli questo è l' inizio
.yak yak!