L'URNA MAGICA

By Myrbard


Avvertimento (1): i personaggi di Xe, Gab …sono copyright della MCA.Quelli di Ares, Zeus, Afrodite…appartengono alla mitologia. Il personaggio di Mykonos è una mia idea. Ci sono dei riferimenti alla mitologia Normanna (e c'è anche un po' di confusione: abbiate pazienza!).Il nome Runding, che io ho dato alla spada che Mykonos usa quando lotta contro Ares, è tratto dal libro"I mangiatori di morte"di Michael Chrichton.

Avvertimento (2): questo è un sequel ed allo stesso tempo un prequel, ossia, un sequel per ciò che concerne"Requiem for the Warrior Princess" di Kwipinky ed un prequel per ciò che concerne il racconto "Il tempio sacro"che sto scrivendo. Non mi piacciono i finali tristi perciò ho cercato di immaginare come sarebbe andata a finire dopo la sepoltura di Xena.

Avvertimento (3): ci sono scene di violenza ma, siamo agli stessi livelli della serie televisiva. Per ciò che concerne il sesso in questo racconto c'è qualcosa ma, è molto all'acqua di rose. Se comunque non vi piace, non andate oltre. In questo racconto si parla di una relazione più che amichevole tra due donne. Anche in questo caso, se non vi piace. Non andate oltre.
Sono graditi critiche e commenti che, se volete, potrete inviare a questi indirizzi e-mail:

1) charliegolf@virgilio.it
2) charliegolf2000@yahoo.co.nz
3) aiolos@xena.com
4) grassigm@interfree.it

Buona lettura!

Gabrielle alzò lo sguardo. Toris si era avvicinato"Coraggio Gabrielle, credi che Xena sarebbe felice di vederti così?" Gabrielle non riusciva a parlare per i troppi pensieri le affollavano la mente:i ricordi dei momenti felici trascorsi assieme a Xena, la morte alla quale erano scampate dopo la crocifissione fino ad arrivare agli avvenimenti degli ultimi giorni. Tutto era accaduto così velocemente che non era riuscita a farsene una ragione"Lo so, ma non riesco ancora a crederci - gli occhi pieni di lacrime - non riesco a capacitarmi del fatto che lei non sia più qua assieme a noi ma sia invece sepolta nel mausoleo"la giovane si appoggiò singhiozzando a Toris che la condusse nella locanda.


Ares osservava la scena deliziato: ciò che era accaduto corrispondeva esattamente ai suoi piani. Se non avesse potuto avere Xena bè allora non avrebbe dovuto averla nessuno e poi, c'era sempre la possibilità di parlare con Ade…
Afrodite guardava il fratello di nascosto da una colonna-I demoni fanno le pentole ma, non i coperchi- un lampo di luce annunciò la presenza del Sommo Zeus"Padre" "Figlia mia, noto che sei quantomeno contrariata dal comportamento di tuo fratello" "Se vogliamo essere gentili Padre mio…" Zeus osservò Ares ed Afrodite:adesso il Dio della Guerra aveva davvero esagerato ed era il momento che qualcuno gli desse una lezione"Figlia, abbi fede: tutto si sistemerà".


Lo sconosciuto entrò ad Anfipoli che il sole era sorto: notò due contadini che si stavano dirigendo ai campi e, chiese loro informazioni su qualche locanda "C'è la taverna di Cyrene ma, non so se la troverete aperta" "E perché mai?- fu la domanda dell'uomo a cavallo -è forse successo qualcosa di grave a coloro che la gestiscono?"i due contadini si scambiarono degli sguardi di sorpresa "Dico - rispose uno di loro - non avete sentito ciò che è accaduto negli ultimi giorni?Non avete sentito che Xena, la figlia di Cyrene è stata impiccata?" l'uomo a cavallo sgranò gli occhi "Xena la Principessa Guerriera?La distruttrice di Nazioni?" "Sì - rispose un contadino - è, o meglio, era lei. E' stata accusata di avere provocato la morte di un Generale ferito in battaglia. Non ha voluto difendersi: si è dichiarata colpevole ed è andata incontro al proprio destino"lo sconosciuto cavaliere rimase un attimo pensieroso "Ciò è strano. Per ciò che so di lei, Xena non si sarebbe mai fatta mettere una corda al collo senza lottare con tutte le sue forze per dimostrare la propria innocenza" "Infatti - i due contadini annuirono - nemmeno noi riusciamo a spiegarci un simile comportamento" "Bah - il cavaliere smontò dal suo nero destriero - forse avrà compreso che il suo destino si era ormai compiuto e ha deciso di non lottare più. Volevo anche chiedervi se per caso, codesta taverna è anche provvista di una rimessa per i cavalli che voi sappiate?" "Sì. C'è anche una stalla" "Molto bene. Vi ringrazio per il vostro aiuto. Possa Odino proteggervi"


Lo straniero si avvicinò alla locanda che era aperta nonostante il lutto che aveva colpito la padrona: urla di supplica e grida di minaccia provenivano dall'interno. Legò il suo cavallo ad un palo e tolse dal gancio della sella un'arma. Si avvicinò all'ingresso badando a non farsi scoprire. Il dio della guerra stava ricorrendo ad uno dei suoi incantesimi: dalle sue mani si era materializzata una sfera nella quale egli stava facendo rivivere a Cyrene, la madre di Xena gli ultimi momenti di vita della figlia. Sul suo volto si poteva leggere un sadico piacere alle sofferenze della donna "Questo è quello che le è successo per la sua decisione di seguire quella puttana dai capelli biondi" Ares si voltò verso Gabrielle che giaceva a terra incosciente e le diede un calcio nel fianco. Gabrielle riacquisì i sensi: Ares la afferrò per il collo e la fece voltare verso la sfera di cristallo che fluttuava nell'aria mostrandole la scena dell'impiccagione della sua amica. Gabrielle urlò dalla disperazione "Basta Ares!! Ti supplico, smettila non ne posso più" "Non è ancora finita brutta…" un'accetta a due lame ridusse la sfera di cristallo in mille pezzi "Mi era parso di sentire una certa puzza di sterco di bue… Oh ma ecco che ho capito: c'è il dio della guerra tra noi. Lo sterco ha assunto forma umana" "Tu!!!" Ares fissò lo sconosciuto con uno sguardo pieno di rabbia "Già! Anche questa volta sono venuto a romperti le uova nel paniere e a giudicare da cosa hai fatto e stavi per fare sono arrivato in tempo" "La prossima volta non avrò pietà" "Dei del Nord venite in mio soccorso… Ares ha proferito una frase di senso compiuto" il dio della guerra sparì in un lampo di luce "State tutti bene?" Gabrielle si rialzò ancora sofferente per il calcio "Sì, o meglio, credo di sì. Cyrene…Cyrene che hai?" "Non è grave - lo straniero si era avvicinato all'anziana donna - è solo svenuta per la tensione e l'orrore provato: vedere la propria figlia pendere da una forca non credo sia una cosa gradevole" Toris si avvicinò alla madre, che nel frattempo aveva riacquistato i sensi "Vieni madre - le disse sollevandola -ti porto nella tua stanza. Grazie" disse poi rivolgendosi allo straniero.
Con un gesto che stava a significare niente di importante lo straniero guardò Gabrielle "Deve essere stato terribile" "Non puoi nemmeno immaginare ciò che ho provato in quei momenti straniero. Vedevo Xena che si avviava verso il patibolo: quando poi la botola sotto di lei si è aperta e l'ho vista penzolare…"Gabrielle proruppe in un pianto disperato.


Toris era sceso nell'ingresso e si era avvicinato a Gabrielle "Cosa…" "Ha ricordato quelle scene" Toris annuì con un cenno del capo "Come possiamo sdebitarci con te straniero?" "Non c'è niente di cui sdebitarsi. Quando riesco a fermare Ares…" "Come mai lo conosci?" "E' una lunga storia" "Quando vorrai raccontarcela…qual è il tuo nome straniero?" "Mykonos. Il mio nome è Mykonos" "Sei greco?" domandò Gabrielle "Sì e no nel senso che i miei genitori sono greci ma, emigrarono nella Magna Grecia prima che io venissi al mondo. Morirono quando ero ancora molto giovane e fui affidato ad un vecchio che si prese cura di me portandomi lontano nelle terre del Nord. Lì rimasi, fino a quando il mio maestro morì" "Ma non spieghi come…" "Ares si era impadronito dell'anima di un nostro capo il cui nome era Siegel. Siegel era un cavaliere valoroso e saggio ma, quando il dio della guerra si impadronì della sua anima divenne crudele e assetato di sangue. Uccideva solo per il puro piacere di farlo. Lo affrontai in combattimento e vinsi. Avrei potuto ucciderlo e stavo per farlo quando, Odino si materializzò in mezzo a noi ordinandomi di risparmiargli la vita e assicurandomi che se non lo avessi fatto sarei sceso allo stesso livello di Ares. Feci così e Ares, arrabbiato oltre ogni limite, uscì dal suo corpo assumendo una forma umana stava per lanciare qualcosa contro Odino ma, io lo prevenni lanciandogli contro la mia arma. Lo ferii e lui, in un grido di dolore, sparì minacciando tutti noi presenti che sarebbe tornato per vendicarsi"


Ade stava fissando Xena senza proferire parola. La principessa guerriera non era ancora riuscita a capacitarsi di ciò che le era accaduto: la corda legata al collo, la botola che si era aperta di scatto e poi più niente…il buio più assoluto "Questa volta Xena, non ci sarà ritorno. Non ci sarà ambrosia o altro che possa riportarti nel mondo dei vivi" "Perché continuate a tormentarmi? Qual è la mia colpa?" Ade sospirò "E' giunto il momento che tu sappia" "Cosa ancora non so?" Ade la guardò "E' una lunga storia…"


Sul Monte Olimpo Afrodite aveva appena finito di osservare ciò che era successo nella locanda di Cyrene "Sembra che ancora una volta tu abbia fatto fiasco fratello mio" "Quel dannato…" "Devi rassegnarti. Lei non ti è mai appartenuta. Credevi di averne fatto una marionetta con cui giocare a piacimento" "Xena non centra" "Chi credi di prendere in giro? Ho ben chiaro che intenzioni avevi. Volevi mettere zizzania tra Gabrielle, Toris e Cyrene facendo vedere loro gli ultimi istanti della vita di Xena, poi avresti fatto vedere loro cosa sarebbe successo se Xena non l'avesse seguita. Non affermarmi che l'avrebbero lapidata perché tu, saresti intervenuto a salvarla e poi…" "Io la amo" "Ma sicuro - Afrodite disse sarcasticamente - e io sono la Regina delle Amazzoni. Ares, tu non sai neanche cosa sia l'amore. Tu pensi solo ed esclusivamente a soddisfare i tuoi bisogni corporali. Racconta queste frottole a qualche mortale, ammesso che ci caschi. L'amore non è solo ricevere. L'amore è anche e soprattutto, dare, senza aspettarsi nulla in cambio ma, dire queste cose a te è come parlare al muro" "Pensa ai tuoi affari" "Io l'ho sempre fatto ma tu…"


Xena rimase senza parole dopo avere sentito ciò che Ade le aveva detto. Il dio dell'Oltretomba non osava alzare lo sguardo immaginando la rabbia della figlia "Padre mio…-gli occhi di Xena erano velati di lacrime- quanto devi avere sofferto" Ade non riusciva a credere alle sue parole: Xena, anche senza ammetterlo, lo aveva perdonato "Figlia mia…"le andò incontro abbracciandola e piangendo "Figlia mia vorrei tanto aiutarti ma non posso, non posso" "Non ti preoccupare padre mio. Accetterò la volontà degli Dei" "Posso solo fare sì che tu vada nei Campi Elisi dove potrai ricongiungerti con Borias e Solan"


Cyrene si era ripresa ed era discesa nel locale. Mykonos, vicino al bancone, stava conversando con Gabrielle e Toris "Vorrei tanto ringraziarti straniero ma…" "Non c'è assolutamente niente di cui ringraziarmi -disse Mykonos - quando si tratta di rompere le scatole al dio della Guerra…" "Non scherzare troppo con il fuoco Mykonos -Gabrielle lo ammonì - rischi di bruciarti" "Lo so bene ma, è lui che si brucerà alla fine se si metterà sulla mia strada." "Ares è un dio" "E allora?anche le divinità possono essere sconfitte"

Sul Monte Olimpo un infuriato Ares stava sbollendo la sua ira osservato di nascosto da Zeus ed Era "Forse stiamo esagerando" "Ma neanche per sogno"disse Zeus replicando "Ares ha cercato di dividere Gabrielle da Cyrene e Toris usando l'inganno e il terrore facendo loro rivivere ciò che era successo. Mykonos è intervenuto ad impedirlo e, se Ares non avesse avuto il buon senso di fermarsi e avesse voluto combattere avrebbe potuto addirittura rischiare la vita" "Ma che dici?" Era rimase incredula "Hai visto la spada che portava al fianco?Quella è Runding, l'arma di Odino. Mykonos è vissuto per molto tempo in Normandia ed è uno dei più valorosi cavalieri che Odino abbia avuto al suo servizio" "Cosa…" "Mia cara, Xena è morta. Orbene, io stesso ho affermato che nessuno di noi avrebbe interferito e che questa volta per lei non ci sarebbe stato più ritorno" "Sì e poi, ti sei subito pentito della tua decisione"ribatté Era "Esatto ma, se ben rifletti moglie mia, io ho affermato che nessuno di noi poteva interferire" il volto di Era si illuminò "C'è qualche speranza per…" "Non dipenderà solo da Mykonos. Se fosse per lui il problema non si porrebbe. Molto dipenderà anche da Gabrielle e dal fatto che Xena ora è nei Campi elisi con Borias e Solon. Vorrà ritornare nel mondo dei vivi?"


Mykonos entrò nella sua stanza e depose a terra le borse. Gabrielle lo seguì a breve distanza portando in mano uno scrigno "Mykonos, cosa contiene questo scrigno?" "C'è un vaso che devo portare a due persone. Per loro è molto importante. E' la chiave della loro felicità, e di quella delle loro famiglie" Gabrielle fissò il cavaliere con un'espressione dubbiosa -Chi sei Mykonos?Cosa sei venuto a fare qua ad Anfipoli?


Toris bussò alla porta "Scusate, Gabrielle, la tua famiglia è appena giunta. Ci sono tua madre, tuo padre e tua sorella"Gabrielle s'incupì in volto "Arrivo subito"
Mykonos aveva capito che le cose tra Gabrielle e i suoi familiari non andavano come avrebbero dovuto: lo sguardo della ragazza era stato eloquente. Decise di scendere in locanda convinto che la sua presenza avrebbe potuto essere utile.


Arrivò che Herodotus fissava la figlia con un'espressione di sdegno "Non hai ancora capito?Quella puttana pervertita era colpevole. L'hanno appesa ad un palo e ha avuto la fine che si meritava. Fosse dipeso da me l'avrei fatta marcire nella piazza- l'uomo sputò per terra- brutta sgualdrina pervertita. Mi hai rubato mia figlia-disse pensando a Xena- ma, hai avuto ciò che ti meritavi!" "Herodotus ti prego…" "Zitta donna-disse Herodotus rivolto alla moglie- nostra figlia è stata plagiata da una puttana che ha avuto ciò che si meritava. Guardala, continua volerle bene e a credere nella sua innocenza…" un sibilo fece drizzare i capelli a tutti i presenti nella stanza: un'accetta a due lame passò a pochi pollici di distanza dalla testa di Herodotus andando a conficcarsi nel muro "Trovo molto disdicevole parlare in tale maniera di una defunta. Auspico che tu abbia delle prove concrete per dimostrare quanto hai detto. In caso contrario mi vedrei costretto a domandarti di chiedere scusa ai familiari di Xena"disse Mykonos "Io non parlo con la famiglia di una prostituta che mi ha tolto la figlia di casa" "Vediamo se ho capito…Tu accusi una persona che è morta e che non può neanche difendersi quindi, di averti rubato la figlia. Bene. L'ha forse rapita?" "No. L'ha plagiata" "Padre, Xena non mi ha plagiato" "Zitta" Herodotus alzò una mano per colpire Gabrielle ma Mykonos fulmineamente lo bloccò "Non andare oltre, padre indegno di tal nome o il tuo polso si ridurrà ad un ammasso informe di sangue ed ossa"disse Mykonos stringendo il polso di Herodotus "No Mykonos, ti supplico, non fargli del male. Lui non ha ancora accettato ciò che c'è tra Xena e me. Noi ci vogliamo bene" Mykonos lasciò la presa "Dopo avere sentito queste cose, non sei più mia figlia Gabrielle. Se solo oserai farti vedere a Potidea, giuro che…" "Non ci pensare neanche Herodotus. Io ti avverto: Xena ha avuto pietà degli altri. Io non so neppure cosa sia la pietà. Vedi quell'accetta?"Herodotus annuì "Bene. Ho intenzionalmente sbagliato. Avrei potuto farti saltar via la testa dal collo. Non l'ho fatto solo perché le tue figlie e tua moglie sono presenti. Ora sparisci prima che cambi idea"mormorando qualcosa di incomprensibile Herodotus uscì dal locale seguito dalla moglie. Lila e Gabrielle si abbracciarono "Xena mancherà anche a me"


Mykonos tolse l'accetta dalla parete dove si era conficcata "Mi spiace. Non avrei dovuto comportarmi così" "Lascia stare -Gabrielle sospirò-lui non ha mai accettato che io me ne sia andata da Potidea di mia spontanea volontà per seguire Xena. Lui pensa che lei mi abbia plagiato con qualche incantesimo e che sia una specie d'oggetto del piacere" "Be', cosa uno decide di fare della sua vita non riguarda nemmeno i genitori. Mi ricordo che una delle poche cose che mio padre e mia madre mi insegnarono prima di morire fu il rispetto per gli altri e per le loro scelte di vita indipendentemente dal fatto che ci piacessero o no. Forse, tuo padre non riesce ad accettare che tra te e Xena ci sia qualcosa che va oltre l'amicizia"


"Xena!!Sorella mia!!!"Xena si voltò come paralizzata: suo fratello Lyceus la stava guardando piangendo. Gli corse incontro "Lyceus. Grazie agli dei!!Non speravo più di rivederti" "Xena, cosa è successo?Perché sei qua?" "E' una storia triste e lunga fratello mio. E' cominciato tutto quando…"
Ade osservava la figlia sconsolato. Avrebbe davvero voluto aiutarla Xena, figlia mia, tu non capisci quanto io soffra nel non poter fare nulla. Io so che il tuo amore per Gabrielle è così forte da superare ogni ostacolo ma, questa volta gli dei non possono intervenire "Gli Dei dell'Olimpo non possono intervenire. Gli altri…" "Chi sei? Mostrati se ne hai il coraggio" "Ade, non riconosci neanche tuo fratello Zeus?"il più grande tra tutti gli dei si materializzò "Scusa fratello. Ho appena ritrovato una figlia che credevo per sempre persa ma, avrei tanto preferito non farlo" "Lo so, comprendo ciò che provi" "E allora perché non…" "Che razza di dio sarei se tornassi indietro su ciò che dico?Servirebbe solo a fornire un pretesto in più a Ares per farmi le scarpe" "Ares?Tuo figlio vorrebbe?E con chi?" "Mah, prova un po' a pensarci. E' alta, è nata ad Anfipoli, ha i capelli neri come le piume di un corvo…" "Piuttosto la ammazzo io stesso. Mia figlia con quel pervertito" "Ma c'è già stata" "E difatti i risultati si sono visti" "Mio caro fratello, il padre sei tu. Perché non ti sei fatto mai vedere?Perché non sei intervenuto quando tuo nipote trattava Xena come uno strumento di piacere cosa questa che ha fatto fino all'ultimo?"Ade abbassò lo sguardo e si prese la testa tra le mani disperato "Io non so cosa posso fare. Aiutami fratello mio, ti prego. Le voglio bene. Anche se sono stato un padre assente voglio cercare di recuperare" "Ascolta Ade. Purtroppo gli dei dell'Olimpo non possono fare niente" "E allora non c'è nessuna speranza?"Zeus aprì una mano: una sfera di luce violetta si materializzò e al suo interno si videro delle immagini di vita ad Anfipoli "Quella -Zeus indicò Mykonos- è la nostra speranza. E' un cavaliere normanno e si chiama Mykonos" Ade guardò il fratello "Essendo lui devoto al Dio Odino…" "Già. Ma ovviamente tu dovrai fermarlo" "Sempre che i miei guardiani lo vedano. Se purtroppo sono tutti distratti e guardano da un'altra parte…".
Nessuno vide Ares appostato dietro una roccia.


Mykonos finì il pranzo ed uscì dalla locanda dirigendosi verso le stalle. Trovò Toris che stava cercando di avvicinarsi al suo cavallo "Non avvicinarti, è piuttosto diffidente con chi non conosce. Calmati Orione. Quest'uomo vuole soltanto prendersi cura di te"il cavallo di Mykonos si tranquillizzò dopo aver sentito la voce del suo padrone. Toris cominciò a strigliarlo "E' un bell'animale" "Sì. Mi fu dato da Siegel dopo il nostro combattimento. Gli sono molto affezionato" "Mykonos, cosa sei venuto a fare ad Anfipoli?" Mykonos si attendeva quella domanda "Volevo rendere omaggio ad una gran guerriera scomparsa" "Tutto qua?"
"Perché, dovrebbe esserci altro forse?"


Mykonos, Gabrielle e Toris si recarono al mausoleo dove Xena era sepolta. Mykonos si avvicinò rimanendo per qualche istante in silenzio. Appoggiò un ginocchio a terra, e cominciò a recitare un'orazione in una lingua incomprensibile -Deve essere la parlata dei Normanni pensò Gabrielle "Possa tu avere il riposo che meriti o valorosa" "Che cosa diceva quell'orazione Mykonos?" fu la domanda di Toris "E' una preghiera, se così si può definire, che si recita quando un normanno muore ed è accompagnato al suo ultimo viaggio. Dice così:
Ecco, io vedo mio padre.
Ecco, io vedo mia madre, e le mie sorelle, e i miei fratelli.
Ecco, io vedo tutti i miei parenti defunti prima di me, dal principio alla fine.
Ecco, ora chiamano me.
Mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Walhalla.
Dove l'impavido, può vivere per sempre"
Nessuno dei tre parlò.


Gabrielle risalì nella sua stanza e si gettò sul letto. La preghiera funebre che Mykonos aveva recitato l'aveva lasciata senza parole. Gli occhi si riempirono di lacrime. Cercò di trattenersi senza successo e cominciò a piangere "Mi manchi Xena, mi manchi tanto che sto male"disse tra le lacrime "Salute a te, mortale - Afrodite si materializzò a fianco di Gabrielle - Cosa mai sta succedendo?" "Tu sei una dea e osi anche chiedermi cosa succede? Aveva ragione Xena a dubitare di voi"Gabrielle era in preda all'ira "Calmati - le disse Afrodite avvicinandosi - io so bene cosa è successo. Sul Monte Olimpo siamo tutti addolorati per la sua morte. Xena era tenuta in gran considerazione" "Certo: era il perfetto esempio di una marionetta. Di uno strumento di piacere nelle vostre mani" "Adesso Gabrielle mi stai offendendo. Credi davvero che io avrei fatto così con la tua amica? Non sono come Ares. Io comprendo bene cosa tu stai provando. Ho voluto vedere se potevo confortarti in qualche modo" "Sì. Riportami Xena" "Non posso Afrodite - disse sconsolata - Zeus ha vietato agli dei del Monte Olimpo di intervenire in questa faccenda. Noi non possiamo fare niente" "Ma non è possibile. Ci sarà pure un modo. Deve esserci" "Se un modo c'è io lo ignoro, e anche se lo sapessi, purtroppo non potrei fare nulla" Gabrielle guardò negli occhi la dea dell'amore e le corse incontro abbracciandola "Non so più che fare Afrodite. Da quando Xena è morta, ogni notte rivivo lo stesso incubo. La vedo salire il patibolo. Vedo che le mettono la corda al collo e la botola che si apre e poi…"Gabrielle proruppe in un pianto disperato. Afrodite le accarezzò i capelli "Calmati ora. Ricordati che i morti possono vedervi dai Campi Elisi e Xena non sarà certo felice. Lei desidera per te la gioia. Desidera che tu riprenda a vivere" "Ma come posso?" "Dovrai farlo Gabrielle. Dovrai cercare di ricominciare a vivere senza di lei. Ne hai la capacità, credimi, e poi, non credere che le cose siano come sembrano" "Che cosa vuoi dire?" "Abbi fede in noi Gabrielle" Afrodite sparì.
Gabrielle aprì la finestra e guardò il panorama. Ripensò alle parole che Afrodite le aveva detto. Avrebbe cercato di ricominciare a vivere, come la sua amica Xena avrebbe senz'altro voluto tuttavia, l'ultima frase della dea dell'amore l'aveva lasciata nel dubbio Che cosa avrà voluto intendere Afrodite quando mi disse"Non credere che le cose siano ciò che sembrano?"


Xena era felice per ciò che Ade le aveva concesso: il figlio perso che aveva ritrovato, il suo primo amore al quale si era ricongiunta, il fratello Lyceus morto durante l'assedio ad Anfipoli per opera di Cortese tuttavia, nella sua mente continuava a mulinare il pensiero dell'amica Gabrielle "Madre, lei ti manca vero?"Solan la fissava "Sì. Gabrielle mi manca molto. Sento che è veramente infelice e vorrei tanto poter fare qualcosa poter mitigare questa sua tristezza, anche se per poco" "Perché non le parli?" "Ma che dici mai figlio mio?" "I morti possono parlare ai vivi. Nei sogni"


La locanda era piena come un uovo quella sera. Gabrielle si lanciò in un racconto che parlava di Xena e di come era riuscita, con l'aiuto di Hercules a salvare Prometeo. Ne seguì un altro in cui Xena, scappata dall'oltretomba si ricongiungeva alla sua famiglia e a coloro cui aveva sempre voluto bene. Il pubblico applaudì commosso al finale "E' stato meraviglioso - disse un avventore - è come se Xena fosse ancora tra noi" "Ma lei è ancora tra noi -Gabrielle sorrideva-anche se non la possiamo vedere, Xena è nei nostri pensieri, nel cuore, e finché sarà così, lei non morirà mai. Sarà sempre viva"
Toris e Cyrene assieme a Mykonos osservavano Gabrielle che parlava con alcune persone "Sembra davvero rinata" disse Cyrene "Sì. Forse ha compreso che nonostante tutto bisogna andare avanti. Mykonos, prima ho visto sul tuo viso una lacrima. E' una mia impressione, forse?" "Che colpo d'occhio Toris. Sì. Era proprio una lacrima. Quando Gabrielle ha descritto la scena del ricongiungimento di Xena con voi, mi sono commosso. Non sono un pezzo di ghiaccio come potrebbe sembrare. Ho un cuore anche io e poi, non mi piacciono i finali tristi" "Quel finale felice, purtroppo era solo un racconto" "Mah, non bisogna mai smettere di sperare nella bontà degli dei" "Se fossero davvero…" "Non c'è solo Zeus. Non c'è solo il Monte Olimpo" Toris e Cyrene lo guardarono "Cosa stai nascondendo Mykonos?Cosa vorresti dirci e invece non puoi dire?" "Non posso tradire la mia promessa. Devo mantenere il segreto. Vi chiedo soltanto di avere fiducia in me" madre e figlio guardarono perplessi Mykonos che si avviò verso la stanza.


L'alba non era ancora sorta. Mykonos si alzò e, silenziosamente prese lo scrigno che gli era stato affidato. Aprì la porta prestando attenzione ai rumori: tutti dormivano -Odino, Thor, aiutami, ne avrò davvero bisogno.
"Comprendo che tu desideri andare a fare una passeggiata con il tuo destriero Mykonos ma, non è un orario un po' strano?" "Gabrielle, cosa fai in piedi a quest'ora?" "Potrei farti anche io la stessa domanda" Mykonos le sorrise "Vieni giù. Ti racconterò tutta la verità".
Mykonos e Gabrielle si diressero alla stalla. Con loro grande sorpresa Toris e Cyrene li stavano aspettando "Ce ne avete messo di tempo. Cominciavamo a pensare che non vi sareste mossi" "Voi sapevate?" "Diciamo che sospettavamo qualcosa poi, dopo ciò che tu ci hai detto abbiamo parlato con Gabrielle che ci ha riferito della visita d'Afrodite e allora abbiamo capito che tu ci avresti aiutato anche se non riusciamo ancora a sapere come" disse Cyrene. Mykonos tirò fuori un'urna splendente dallo scrigno "Questa è la sacra urna di Huldo. Ha il potere di catturare le anime degli uomini e anche degli dei. Userò questa per riportarvi l'anima di Xena. Toris, sorveglia il mausoleo. Ares cercherà in tutti i modi di metterci il suo zampino" "Ciò non avverrà potete starne certi. Il dio della guerra non oserà mai avvicinarsi al mausoleo dove la Principessa Guerriera riposa, anche se per poco ancora"un lampo ed un tuono annunciarono il suo arrivo "Thor. Dio del tuono"Mykonos si inginocchiò "Alzati amico mio - disse il dio del tuono appoggiando la sua mano sulla spalla di Mykonos - ciò che stai per intraprendere richiede gran coraggio e, potrà anche essere necessario un sacrificio supremo da parte tua" "Lo so. Sapevo cosa avrei potuto rischiare quando ho accettato questa missione" "Siate orgogliosi di ricevere l'aiuto di un così valoroso uomo"disse Thor rivolto a Cyrene, Toris e Gabrielle "Runding ti proteggerà cavaliere" Mykonos rimase senza parole: Runding era la spada di Odino, e nessun cavaliere aveva mai avuto il grande onore di portarla in battaglia "Ma Odino…" "Estrai la spada che hai al tuo fianco dal fodero" Mykonos obbedì e fece ciò che Thor gli aveva detto. La lama di Runding emise un bagliore accecante "Sarò degno del dono che mi è stato fatto" "Ne sono certo. Ricorda in ogni caso che non basterà Runding per farti portare a termine la missione che Odino ti ha affidato. Dovrai anche seguire il tuo cuore e non dovrai fidarti delle apparenze. Ares tenterà di sviarti in tutti i modi possibili. Gabrielle -Thor la osservò- queste sono delle armi forgiate con la magia. Prendile. Ti aiuteranno. Ora andate o valorosi"
Il dio del tuono sparì in un bagliore accecante. Cyrene e Toris guardarono Mykonos e Gabrielle mentre si avviavano "Siate prudenti e riportateci Xena"


"Mykonos, perché non ci hai voluto dire chi eri?" "Quando Odino mi affidò questa missione, conscio del fatto che Ares avrebbe potuto cercare di fermarmi, mi fece giurare sulla mia stessa vita che non avrei mai detto a nessuno, comprese le persone che a Xena stavano più care, lo scopo del mio viaggio. Avrei dovuto solo dire che ero venuto per portare un tributo ad una gran guerriera da poco scomparsa" "Credi davvero che Ares cercherà…" "Tu eri svenuta perciò non hai potuto vedere tutto. Ares aveva fatto materializzare una sfera di cristallo nell'aria e da quella, stava facendo rivivere a Cyrene e Toris, gli ultimi istanti di vita di Xena. Il suo scopo era chiaro. Far ricadere su di te la colpa della sua morte così da dividervi. Poi sicuramente avrebbe parlato con Ade e in un modo o nell'altro Xena sarebbe tornata tra le sue braccia" "Cosa centra Ade?" "Tu credi che sia Atreus il padre di Xena vero?" "Perché non è lui?" "No. Devi sapere che Ade si invaghì di Cyrene e decise che in un modo o nell'altro avrebbe fatto sua quella donna. Ora, il problema era come. Chiese l'aiuto di Ares che, con un sortilegio, gli fece assumere le sembianze di Atreus. Cyrene rimase incinta ma, per uno scellerato patto tra Ade ed Ares, fu deciso che Ares avrebbe avuto il frutto di quella notte di passione" "E' incredibile. Gli dei giocano con noi mortali come…" "Come i bambini giocano con i balocchi ma, alla fine l'amore di un padre nei confronti della propria figlia avrà il sopravvento" "Vuoi dire che Ade non ci ostacolerà?" "Gabrielle, noi stiamo andando a portare via un'anima dal regno di Ade. Anche se quell'anima è di Xena, Ade dovrà fermarci. Dovremo vedere se lo farà sul serio oppure, se ordinerà ai suoi guardiani di far finta di non vederci".


Mykonos e Gabrielle cavalcarono per tutto il giorno. Al calar delle ombre della sera, decisero di accamparsi per la notte. Gabrielle si occupò di preparare la cena mentre Mykonos accese il fuoco "Mykonos" "Dimmi, Gabrielle" "Grazie" "Gabrielle, di cosa dovresti ringraziarmi?" "Tu non conoscevi Xena e tanto meno conoscevi me. Hai accettato ugualmente di rischiare la tua vita per aiutarci" "Tu e Xena avete fatto le stesse identiche cose che sto facendo io adesso in questi anni. Avete viaggiato per tutta la Grecia e il mondo conosciuto aiutando chiunque fosse in difficoltà sia lo conosceste, sia non lo conosceste. Vorrei però farti una domanda" "Dimmi" "Cos'è che ti ha spinto a…" "Seguire Xena nonostante avrei potuto avere una vita più tranquilla nel mio villaggio?" Mykonos fece un cenno di approvazione con la testa "Sai, è una domanda che mi ha fatto tanta gente in questi anni e neanche io riesco a darmi una risposta convincente. L'ho vista per la prima volta a Potidea quando venne a salvarci dagli uomini di Draco e da allora decisi di seguirla. Buon per lei perché, al suo villaggio natale volevano lapidarla" Gabrielle raccontò tutte le sue avventure al fianco di Xena "Le vuoi bene?" "Sì. La amo più della mia stessa vita. Sarei pronta a gettarmi nel fuoco pur di salvarla e se nel regno dei morti Ade mi chiedesse di…" "Non penso lo farà"


Si svegliarono che il sole era già alto nel cielo. Mykonos riuscì a pescare due pesci mentre Gabrielle si occupava di accendere il fuoco "Manca molto? "No. Ancora una mezza giornata e…" un rumore mostruoso interruppe la loro conversazione: delle creature orrende balzarono fuori dei cespugli. Gabrielle brandì le armi che Thor le aveva dato e che erano identiche ai sais che già usava. Mykonos estrasse la spada Runding "Non c'è male come inizio di giornata" disse sarcasticamente. La giovane amazzone si sbarazzò con facilità dei suoi due avversari, mentre Mykonos dovette faticare più del previsto "Ares non è tanto d'accordo"disse il cavaliere normanno "Chi erano?" chiese Gabrielle ancora ansimante "Scagnozzi del dio della guerra, inviati per bloccarci nel nostro cammino" Mykonos ripose la spada nel fodero "Potremmo anche finire la colazione. Odio viaggiare a stomaco vuoto"


"E' inaccettabile! Con che diritto quel cavaliere si è preso gioco dei miei migliori uomini?" "Fratello, - una ridente e sbeffeggiante dea della caccia si materializzò - se quelli erano i tuoi migliori elementi, non oso per niente pensare ai peggiori" "Bada a come parli" "E tu a quel che fai fratello mio. Zeus ha vietato ogni interferenza "Ciò che Zeus dice, mi entra da un orecchio e mi esce dall'altro" "Ovviamente. Non essendoci niente dentro quella testa, non si vede come possa andare diversamente" Artemide sparì.


Arrivarono finalmente all'ingresso del regno dell'oltretomba"Gabrielle - Mykonos si voltò ad osservare la giovane amazzone - vuoi seguirmi oppure…" "Non ci penso per niente. Xena ha rischiato la sua vita per me più di una volta. E' giusto che io faccia lo stesso" "Va bene. Odino, Thor, siate a noi propizi in quest'impresa" i due si addentrarono nel regno degli inferi.
"Stanno arrivando - disse Ade osservandoli da uno specchio d'acqua - preparatevi ad accoglierli" "Sì mio signore" rispose una delle guardie dell'oltretomba.
"Cerbero" Gabrielle si fermò appena sentito il ringhio del cane infernale. La creatura che Ade aveva messo a guardia dell'ingresso del suo regno fissava Mykonos e Gabrielle, gli occhi iniettati di sangue, pronto a lanciarsi verso di loro. Mykonos fissò la creatura rimanendo immobile "Prendi la bisaccia con l'urna e la spada, Gabrielle, questa bestia è affare mio"
Cerbero si lanciò verso Mykonos, il quale lo scansò con un balzo. Il cane infernale lo attaccò un'altra volta buttandolo a terra. Mykonos gli afferrò una delle due teste con le mani iniziando a premere sugli occhi. La bestia emise un guaito di dolore e Mykonos, che era rimasto schiacciato dal peso della creatura, riuscì a piegare una gamba in modo da assestare un calcio nel basso ventre all'animale. Gabrielle posò la bisaccia e la spada a terra ed estrasse uno dei due sais che Thor le aveva donato lanciandolo contro Cerbero. L'arma dell'amazzone colpì la belva nel fianco sinistro. Mykonos riuscì a liberarsi dall'animale che ora giaceva per terra"Detesto uccidere le bestie, eccezion fatta per il dio della guerra" "Non lo puoi proprio sopportare" "Quando combattei contro di lui nelle terre del Nord, Ares mi raccontò di una persona sua prescelta- dovresti vederla, impareggiabile combattente sul campo di battaglia ed altrettanto impareggiabile puttana a letto - non mostrai alcuna reazione a ciò che mi disse. Pensavo solo a quella povera donna che aveva avuto la sfortuna di finire sotto le sue grinfie. Me la descrisse: era bella, alta, con i capelli neri come le penne di un corvo, e un corpo da far mancare il respiro a qualsiasi mortale. La chiamava la distruttrice di nazioni, la conquistatrice. Non credo sia necessario dirti di chi stiamo parlando" Gabrielle non riuscì a proferire parola "Che hai? - Mykonos si avvicinò - stai male?" "Lei non è così - le lacrime si formarono negli occhi di Gabrielle - lei è diversa. E' cambiata. E' dolce, gentile, pronta a sacrificarsi per ciò in cui crede fermamente. Certo, il nome di principessa guerriera le è rimasto ma, non è più quella creatura assetata di sangue e terrore e violenza che tutti conoscevano" "Ne sono certo. Ora però smetti di piangere, dobbiamo riportarla nel mondo dei vivi, e non allagare il regno dei morti con le tue lacrime" Mykonos si avvicinò al cane infernale ed estrasse il sais che Gabrielle gli aveva lanciato nel fianco "Non è una ferita mortale. Si riprenderà presto"


Toris non aveva abbandonato il mausoleo dove le spoglie della sorella si trovavano dal momento in cui Mykonos e Gabrielle erano partiti. Il rischio che Ares potesse trafugare la salma di Xena era davvero troppo alto "Salute a te Toris" un vecchio, dalla lunga barba si avvicinò "Chi sei?" domandò il fratello di Xena "Il mio nome è Etram. Sono un viandante e ho saputo della morte della principessa guerriera e, sono venuto a…" "Allontanati da quella tomba, Etram" Thor si era materializzato dietro al vecchio "Ma io volevo…" "Il tuo puzzo si riconosce anche nel Walhalla. Tu forse potrai farti beffe dei mortali ma, io non cado nelle tue trappole" "Continuo a non capire" "Forse, dovrei usare il tuo vero nome: Ares dio della guerra. Ti avverto Ares, sta lontano da quella sepoltura" "Io non ti temo dio del tuono. Avanti, lancia il tuo martello contro di me e distruggerai anche la tomba di Xena" Ares si era messo in modo che, qualora Thor avesse usato la sua arma, ci sarebbe stata la possibilità che la sepoltura di Xena andasse distrutta "Ares, perché cerchi in quella tomba chi non c'è?" la principessa guerriera fissava il dio della guerra dall'ingresso del mausoleo "Credevi davvero che sarei rimasta in quella sepoltura tetra e fredda per l'eternità? Sei proprio uno sciocco" Ares si spostò quel tanto che bastava: il dio del tuono lanciò il suo martello contro di lui colpendolo in pieno petto e mandandolo a terra. Thor si avventò su Ares, sollevandolo e colpendolo in pieno volto con un pugno "Sei anche più idiota di quello che pensavo -disse scaraventandolo fuori del mausoleo con un calcio al ventre - e ora sparisci. La prossima volta non ci sarà pietà" "Toris, va tutto bene?" "Sì, sì, sto bene ma…" "Quella era un'illusione che io stesso ho creato. Conoscere le debolezze di propri avversari aiuta"


Ade aveva visto lo scontro tra il dio del tuono ed il proprio nipote non nascondendo la propria soddisfazione per l'esito.Con un gesto della mano l'immagine dello specchio d'acqua cambiò: Xena stava giocando con il proprio figlio e con Borias e Lyceus nei Campi Elisi, la gioia traspariva dal suo volto "Che tenero quadretto familiare eh?" "Fratello, cosa…" "Ares ha già tentato di intromettersi" "Lo so - fu la risposta del dio dell'oltretomba - e credo anche tu abbia visto l'esito dello scontro con Thor. Avrei voluto esserci io al posto del dio del tuono" "Ma è pur sempre tuo nipote" "E Xena è pur sempre mia figlia. Anche se non merito una creatura così meravigliosa, non vuol dire che io non possa volerle bene e non debba tentare di aiutarla" "Che dici?" Zeus si adirò "Io ho dato disposizioni affinché Mykonos e Gabrielle non passino ma, se poi i miei uomini sono una massa di stupidi…" "Basta! -Zeus si alzò - ho sentito abbastanza falsità" "Fratello…" "Che cosa vuoi? " "Grazie" "Non ringraziarmi. Non è ancora finita" Zeus sparì. Ade tornò ad osservare lo specchio d'acqua.


Mykonos e Gabrielle proseguirono il loro cammino. Sentirono dei passi e si nascosero dietro una roccia. Alcune guardie stavano controllando il regno dell'oltretomba "Ade ci fermerà, ne sono sicura" "Finiscila di parlare in questo modo - Mykonos le chiuse la bocca con una mano - e non fidarti delle apparenze. Credi che se Ade avesse voluto davvero fermarci, Cerbero sarebbe stato così facile da sconfiggere? Le guardie, secondo te, non sarebbero arrivate richiamate dai latrati del cane? Hanno l'ordine di cercarci ma, devono anche riuscirci"

Xena si fermò improvvisamente "Madre, cosa ti succede?" le domandò Solan preoccupato "Gabrielle, lei è qui. Posso sentirla, posso leggere i suoi pensieri" Solan fissò la madre "Sì. Lei è qui e non è sola. L'accompagna un cavaliere. Credo siano venuti per te" "Per me?" "Già. Sono proprio venuti per te ma, arriveranno tardi" Ares si materializzò in un lampo di luce "Pensavi che ti avrei lasciato così facilmente, brutta schifosa puttana?" "Ma bene. Anche qua, lo sterco di bue riesce ad assumere forma umana" "Ancora tu!" "Sai Ares, sono una persona della quale è assai difficile sbarazzarsi poi, quando c'è da metterti i bastoni tra le ruote…" "Non uscirai vivo dal regno dei morti" "Non mi dire che sei riuscito a proferire un'altra frase di senso compiuto dopo di quella pronunciata nella locanda di Cyrene. Dei del Nord, aiutatemi. Ares è capace di pensare. Hai tolto il cervello dai pantaloni?" i presenti trattennero a stento le risate. Ares arrossì dall'ira "Questa volta…" "Non uscirai da qua. Inventa qualcosa di nuovo. Le frasi vecchie, sono come il pesce. Dopo tre giorni, puzzano" Mykonos aveva un'espressione misinterpretabile dipinta sul volto. Ares estrasse la sua spada dal fodero "All'ultimo sangue" "E sia - disse Mykonos sguainando Runding - solo uno vivrà" la spada di Odino brillava contro l'azzurro del cielo dei Campi Elisi. Ares fissò l'arma dell'avversario: il dio della guerra sapeva bene che quella spada avrebbe potuto mettere fine alla sua vita. Nonostante tutto, l'ira nei confronti del cavaliere normanno era tale da fargli trascurare anche quel rischio.
I duellanti si osservarono per un tempo che parve infinito poi, Ares portò il primo affondo.


Mykonos schivò abilmente il colpo del dio della guerra poi, a sua volta, tentò un affondo che Ares bloccò con la sua spada. Il rumore provocato dalle lame delle due armi risuonava per tutti i Campi Elisi. Ares cercava in tutti i modi di trovare un punto debole nella guardia di Mykonos ma, il cavaliere normanno aveva una difesa impenetrabile "Devo riconoscere che la tua abilità è eccezionale" "Non cercare di ammaliarmi con le parole Ares, con me questo gioco non funziona" improvvisamente Ares si bloccò. Chiuse a pugno una mano e la riaprì: da essa uscì una palla di fuoco che il dio della guerra scagliò contro Mykonos che la bloccò con la spada. Il cavaliere normanno approfittò del momento e portò un altro affondo. La sua spada colpì Ares sul lato destro del petto. Mykonos girò la lama per portare ancora maggior danno al dio della guerra. Ares rimase immobile poi, ruggì di dolore. Mykonos estrasse la sua spada dal petto del dio della guerra "Potrei ucciderti ma, io non ho mai ucciso gli indifesi o i deboli. Torna sul Monte Olimpo, Ares, finché sei in tempo, e ricordati che, il nostro prossimo scontro sarà mortale" "Non finisce qua bastardo"Ares sparì in un bagliore.
"Mykonos - Gabrielle gli fu subito accanto - stai bene?" "Sì. Ho solo qualche graffio qua e la' ma, sto bene" "Odino sarà orgoglioso di te cavaliere" "Ade" "Avete fatto un fracasso tale che vi avranno sentito fin sul Monte Olimpo. Figlia mia - Ade si voltò verso Xena - è arrivato il momento di decidere" "Padre mio…" "Xena, io non posso decidere per te. Starà a te decidere se rimanere nei Campi Elisi per l'eternità oppure, se ritornare nel mondo dei vivi ma, in ogni caso -Ade si voltò verso Mykonos e Gabrielle - se vorrete riportarla nel mondo dei vivi dovrete prima battervi con me" "No padre mio, questo non accadrà mai. Ti ho appena ritrovato e non voglio perderti proprio ora, piuttosto…" Mykonos estrasse l'urna dallo scrigno e la aprì puntandola verso Xena: l'urna si illuminò catturando lo spirito della principessa guerriera "Prendi l'urna e scappa Gabrielle!" Mykonos chiuse l'urna di Huldo e la lanciò verso la giovane amazzone che, presala al volo scappò.
Il cavaliere normanno estrasse ancora una volta Runding dal fodero "Pensaci Ade, è necessario battersi? Vuoi davvero perdere la figlia appena ritrovata?" "Taci!"urlò il dio dell'oltretomba. Mykonos schivò l'assalto e, con l'elsa di Runding colpì Ade sulla testa facendogli perdere i sensi "Anche gli dei possono svegliarsi con un gran mal di testa" disse rivolto verso Borias, Solan e Lyceus "Spero che abbiate capito" "Sì. Sentivamo che Xena qua era felice ma percepivamo anche che le mancava qualcosa" "Voi vi riferite a Gabrielle" "Sì. Xena non smetteva mai di parlarci della sua amica e, dalla voce si capiva che tra lei e Gabrielle c'era qualcosa di molto profondo, qualcosa ben al di la' di una semplice amicizia. Ben difficilmente, si è visto un amore così forte, da resistere alla morte. Ora va Mykonos, prima che Ade si svegli" disse Lyceus.


Gabrielle attendeva nervosamente vicino ai due cavalli il ritorno del cavaliere normanno. Nelle sue mani l'urna dentro cui c'era l'anima della sua amica Ancora poco amica mia - pensò mentre le lacrime le scendevano sulle guance - ancora poco e ci potremo riunire "Be', questo piagnisteo cos'è? E' forse morto qualcuno?" "Mykonos. Sono stata in pensiero. Credevo che Ade…" "Oh no. Ade si sveglierà con un gran mal di testa ma, credo sarà felice di ciò" Gabrielle lo fissava non riuscendo a capire "Non poteva dirci di andare come se niente fosse. Doveva fare una messa in scena, tanto per salvare la faccia davanti a Zeus e a tutto l'Olimpo. Ora andiamo"


Il viaggio, complice un violento temporale richiese un giorno in più ma, alla fine Gabrielle e Mykonos giunsero ad Anfipoli. Decisero di recarsi direttamente al mausoleo certi che, Toris e Cyrene li avrebbero attesi la come, in effetti, fu.
Mykonos e Gabrielle scesero a terra e legarono i cavalli "Nervosa?" "Sì"rispose la giovane amazzone con un filo di voce. Toris e Cyrene li abbracciarono piangendo "Sapete, Ares è stato qui" "Come hai detto Toris?"Mykonos si voltò di scatto "Sì - rispose il fratello di Xena - ma, fortunatamente il dio del tuono è intervenuto ad aiutarmi. Pensa che si era nascosto sotto le sembianze di un uomo di nome Etram" "Che è il suo nome romano letto in senso inverso. Mi spiego - Mykonos guardò Toris, Cyrene e Gabrielle - per i greci, il dio della guerra si chiama Ares. Per i romani invece, il suo nome è Marte. Ora, se leggiamo Marte in senso inverso, avremo Etram chiaro?Ma ora, direi di non perdere tempo - il cavaliere normanno si voltò verso Gabrielle che reggeva lo scrigno contenente l'urna di Huldo -qualcuno aspetta di potersi riunire a voi" Mykonos e Toris si diressero verso la tomba di Xena "Ci sei Mykonos?"domandò Toris. Il cavaliere normanno assentì con un gesto del capo "Bene. Uno, due, tre!"all'unisono i due uomini sollevarono la pietra sepolcrale scoprendo il sarcofago in cui si trovava il corpo della principessa guerriera. Mykonos guardò Gabrielle "Avvicinati ed estrai l'urna dallo scrigno"Gabrielle si avvicinò mentre Toris scopriva il sarcofago: Xena sembrava addormentata, il volto pallido. Gabrielle aprì l'urna e, l'anima della principessa guerriera ne fuoriuscì sotto forma di globo di luce dorata andando verso il suo corpo ed entrandovi. Per un periodo che parve infinito, non accadde nulla. Gabrielle corse verso il sarcofago scoperchiato inginocchiandosi "Ti supplico Xena, non lasciami così. Io ho ancora bisogno di te. Non mi lasciare. Torna a vivere, Xena"il volto della principessa guerriera lentamente riacquistò colore. Xena riaprì gli occhi "Gabrielle. Devo essere morta ed ancora nei campi elisi" Gabrielle fissò senza parlare la sua amica che era appena tornata alla vita "No Xena - le lacrime scorrevano sulle guance dell'amazzone - non sei nei campi elisi. Sei tornata nel mondo dei viventi, sei tornata tra noi"le due amiche si abbracciarono piangendo.


Mykonos era uscito dal mausoleo. Toris, accortosi della sua mancanza lo raggiunse e lo vide intento ad osservare il cielo "Mykonos, credevo fossi felice per ciò che è appena accaduto" "Toris, io non avevo mai visto un amore così forte come quello che c'è tra Xena e Gabrielle. Il vedere come Gabrielle teneva prima la mano di tua sorella, la disperazione che, nonostante gli sforzi, il nostro viaggio potesse essere inutile e poi, la gioia dipinta sul suo volto quando Xena ha riaperto gli occhi…" "Sì - il fratello di Xena sorrise - grazie a te si sono riunite. Grazie a te, mia sorella è tornata tra noi" i due uomini si strinsero la mano.


Fu una festa grande alla locanda di Cyrene quella sera. Tutti erano accorsi per vedere Xena che, aveva compiuto un'impresa che si riteneva impossibile: ritornare dal regno di Ade. Gabrielle si lanciò nel racconto di quei giorni enfatizzando il ruolo di Mykonos e i suoi duelli con il dio della guerra e con il dio dell'oltretomba. Descrisse l'epico scontro al mausoleo tra Thor ed Ares fino a giungere al momento in cui Xena tornava in vita. Alla fine uno scrosciante applauso segnò la conclusione del racconto.
Xena si era avvicinata a Mykonos "Gabrielle mi ha raccontato tutto. Grazie. Ciò che hai fatto, per noi ha significato tantissimo" "Non devi ringraziarmi. Era il mio compito e io l'ho portato a termine e poi, il vedere la gioia sul tuo volto, su quello di Gabrielle, e sui visi di tua madre e tuo fratello è stato per me il più bello dei ringraziamenti. Ora però - Mykonos vide che la gente li osservava - credo ci convenga unirci al resto della festa, prima che pensino che tra me e te ci sia qualcosa" "Credo che l'amicizia sia qualcosa" "Qualcosa di più, principessa dagli occhi di ghiaccio"


La festa andò avanti fino a tarda notte. Alla fine tutti si ritirarono nelle loro stanze.
"Xena…" "Gabrielle, cosa ti succede?" "Non riesco a spiegarmelo. Non riesco a capacitarmi del fatto che tu sia tornata tra noi" "Ma che bel quadretto intimo!" Afrodite era apparsa in tutto il suo splendore e osservava le due donne "Gabrielle, ti dissi di avere fede in noi ed anche di non fidarti di ciò che vedevi" "Sì"disse Gabrielle "Ciò che Mykonos ha fatto rischiando la sua vita non credo abbia prezzo. Ora sta' a voi dimostrarvi degne del dono che vi è stato fatto dagli dei" "Afrodite, ma cosa è successo esattamente?" "Non posso dirvelo. Zeus ci ha vietato di intervenire" "Ma ora è tutto finito"disse Gabrielle "Lo so ma, raccontando cosa è successo ammetteremmo di aver saputo tutto e sai com'è quell'idiota di mio fratello " Afrodite alzò gli occhi al cielo: il riferimento al dio della guerra era evidente "Ora, vi devo salutare. Mi raccomando. Siate degne di questo dono e, qualsiasi cosa accada, ascoltate il vostro cuore e, andate dove egli vi porta" la dea dell'amore sparì.


Il giorno dopo, Mykonos lasciò Anfipoli "E' arrivato il momento di salutarci"disse il cavaliere normanno "Ora che cosa farai Mykonos?"domandò Toris "La mia missione è finita. Penso che, prima di tornare nelle terre del Nord visiterò la Grecia. Dopotutto, nelle mie vene scorre sangue greco" "Cavaliere!" la sua voce era inconfondibile: Odino, il più grande tra gli dei del Nord si era materializzato tra i mortali "Odino!"Mykonos si inginocchiò "Alzati ragazzo. Ciò che hai portato a termine, era quanto ti era richiesto per dimostrarti degno di essere uno dei miei più preziosi cavalieri. Colui che ti ha addestrato, ha fatto un buon lavoro" "Ti ringrazio"Mykonos si tolse dalla cinta il fodero contenente la spada Runding e prese lo scrigno contenente l'urna di Huldo "Odino, ecco ciò che mi avevi affidato. La tua spada sacra e l'urna magica" Odino brandì la spada e l'urna "Addio!" "Mykonos - disse Xena - ora che stiamo per lasciarci, vorresti dirci…" "Cosa mai sia successo? Ci vorrà una giornata intera, ma pazienza. Credo sia meglio rientrare nella locanda"


Nessuno si era accorto della persona che, con occhi malvagi ed iniettati di sangue aveva osservato il gruppo rientrare nel locale - Voi crede che sia finita. Non potevate commettere errore più grosso. Non è finita, anzi, è soltanto iniziata….

Fine?….

Critiche e suggerimenti sono ovviamente ben accetti. Myrbard.